Salva Ryanair: Tedde indica la rotta

ALGHERO – “La soluzione per salvare i voli low cost per Alghero è a portata di mano, ma il presidente Pigliaru finge di non vederla”. Lo ha dichiarato Marco Tedde, vicecapogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale. “Nel 2014 – ricorda Tedde- la Commissione UE ha approvato il terzo pacchetto di direttive sul low cost. Tali nuove regole sono state applicate ad altra procedura di infrazione relativa agli anni 2000-2010, avviata dalla Commissione per presunti aiuti di Stato non compatibili con la normativa comunitaria in vigore fino al 2014.Nell’ottobre del 2014 la Commissione ha deciso che gli aiuti al funzionamento erano “eurocompatibili” e che gli aiuti alla Ryanair e ad altri vettori non costituivano aiuti di stato. La positiva valutazione sul comportamento di Sogeaal è stata fatta applicando rigorosamente sia le vecchie norme che quelle nuove emanate nell’aprile 2014 che delineano un chiaro quadro di condizioni di compatibilità degli aiuti”.

“Per quanto riguarda il sostegno co-marketing la Commissione è partita dal presupposto che Sogeaal e la Regione siano da considerarsi come un’ unica entità paragonabile ad un privato che investe sul mercato (MEOP). In applicazione di tale principio, che prevede che i ricavi incrementali nel periodo della contribuzione devono superare i costi incrementali, la SOGEAAL è stata “assolta”. Tale decisione assolutoria è stata assunta sulla base dei nuovi orientamenti 2014, cioè quelli attualmente in vigore, in quanto il traffico indotto dai vettori aveva migliorata la situazione finanziaria della gestione aeroportuale algherese. In definitiva, per il solo fatto che la proprietà del capitale Sogeaal è totalmente in capo alla Regione è prevista la possibilità che quest’ultima continui ad erogare il co-marketing sulla base di un piano finanziario c.d “ex-ante” e verificando che al termine del periodo di erogazione il delta tra ricavi e costi sia positivo. Anche lo “status” di “regione remota” della Sardegna ci aiuta a superare agevolmente le barriere comunitarie”.

“Altre condizioni da soddisfare sono l’introduzione di nuove rotte e la condivisione col vettore di un piano industriale della durata di sei anni, di cui tre incentivati. Insomma, il low cost sull’aeroporto di Alghero può essere agevolmente sostenuto finanziariamente dalla Regione. Insomma – ha concluso Tedde- mentre la Giunta regionale continua a trincerarsi dietro presunti “no” dell’Europa e si limita ad applaudire i sostenitori della sottoscrizione privata pro low cost, non fa il suo dovere. E’ una questione di volontà politica: La Giunta – ha concluso Tedde- vuole salvare i low cost e garantire alle imprese sarde i benefici dei collegamenti aerei o no?”

Nella foto Marco Tedde

S.I.

Emigrati: low-cost da salvare

SASSARI – Il progetto “Destinazione nord Sardegna” per mantenere le rotte low cost dell’Aeroporto di Alghero incassa altri inviti a continuare per raggiungere l’obiettivo. Così hanno deciso di intervenire in appoggio al progetto, Domenico Scala, vice Presidente Vicario Consulta dell’ Emigrazione sarda nel mondo e la Presidente dei Circoli sardi in Italia, Serafina Mascia. Due persone che vivono da vicino le problematiche legate ai trasporti da e verso la nostra Isola.

“Noi emigrati sardi nel mondo siamo stati i primi a capire più di quanti altri sono rimasti in Sardegna, che i sardi hanno bisogno di muoversi di andare e tornare con tutta facilità.- è il punto di vista di Domenico Scala – Pensate che in Sardegna non esisteva sino al 1977 l’ assessorato ai Trasporti, quantunque vivessimo in un’isola e l’insularità fosse il primo handicap della nostra regione. Il mondo dell’ emigrazione sarda organizzata è in fermento perché sono pienamente convinti che i voli low cost da e per la Sardegna devono essere salvati senza perdere altro tempo. La perdita delle low cost dalla Sardegna sarebbe una vera sciagura. Dobbiamo scongiurare in ogni modo che si verifichi uno scenario come questo. La mobilità, aereo e nave, non può essere un privilegio di pochi, deve essere proposta ad un costo accessibile sia per i residenti che per i non residenti, senza discriminazioni per ragioni economiche. E il territorio deve poter dire la sua.”

Sulla stessa lunghezza d’onda e non potrebbe essere altrimenti, anche in virtù della tante battaglie condotte insieme per i trasporti in ambito nazionale ed europeo, la Presidente dei Circoli sardi in Italia, Serafina Mascia:” Un nuovo modo di relazionarsi con le compagnie low cost può rappresentare una svolta anche sotto il profilo della ridefinizione di una continuità territoriale più ampia – spiega – ecco perchè anche noi che rappresentiamo tutti i settanta circoli sparsi per l’Italia non possiamo non essere vicini ad un inziativa che consentirebbe di avviare un modello locale che potrebbe essere un valido supporto per tutti i sardi che non vogliono perdere il loro legame con la Sardegna. Oltre, ma questo è scontato, al mantenimento di risorse importanti sull’isola che diversamente sarebbero destinate altrove.”

Il Progetto “Destinazione nord Sardegna” è un’azione condivisa di sviluppo territoriale che riguarda tutta la Sardegna e punta alla sottoscrizione volontaria (codice IBAN IT 70 O 05676 17201 000070093337) di un milione di euro. “Destinazione nord Sardegna” punta alla condivisione strategica degli obiettivi e nasce per tutelare il territorio che rischia la cancellazione di ben 14 rotte per la prossima estate sull’Aeroporto di Alghero. Rotte sui cui si muovono circa 700.000 passeggeri l’anno, e che generano, tra economie dirette e indotte, quasi 400 milioni di euro.

La Ryanair va a ballare in Puglia

ALGHERO – Non può che far sorridere (amaramente) il tifo di queste ore per la Puglia. Tutti ad esultare per l’eventuale scelta della Ryanair di attivare oltre 30 rotte. Il web si è scatenato. Oramai, del resto, basta qualche titolo e, anche senza leggere i contenuti di articoli e approfondimenti, parte il parapiglia. In primis bisogna ricordare che anche nella regione del sud è stata avviata un’inchiesta e il governatore Emiliano ha bloccato l’iter di assegnazione dei fondi al vettore. Infatti le stringenti leggi europee valgono per la Sardegna cosi come per le altre zone del Vecchio Continente.

Ma, come spesso accade, quasi tutti a guardare il dito e non la Luna. Il punto non è esclusivamente la mannaia degli eventuali aiuti di stato, ma la scelta della compagnia irlandese di fare armi e bagagli e dirottare i propri investimenti verso la Puglia. Chi gioise, magari coloro che lottano per bloccare ogni iniziativa in Sardegna, dimentica che la stessa Puglia è anni che attua delle politiche totalmente di supporto all’intrattenimento, cultura, musica e arte. L’opposto di quello che si è fatto e si continua a fare in Sardegna, Alghero in primis, dove non si definisce una chiara scelta di destinazione turistica.

Da secoli sappiamo (visto anche uno studio dell’osservatorio sul turismo dell’università di Architettura) che il turista Ryanair mette al primo posto, tra le sue richieste, la parola “leisure” ovvero tempo libero, intrattamenimento. E cosa abbiamo fatto per andare incontro a queste richieste: assolutamente niente, anzi. Basta vedere le chiusure dei locali e le fasulle lotte contro i decibel dell’estate scorsa. Salvo poi oggi presentarci col cappello in mano pregando lo stesso vettore perchè non tagli i voli. Incapacità amministrativa allo stato puro e totale mancanza di lungimiranza.

Mentre, ritornando in Puglia, Gallipoli è considerata oramai l’Ibiza d’Italia e Lecce, da anni, è una fucina di espressioni culturali e artistiche di altissimo livello. Da ricordare cos’ha fatto la Regione in questi anni con l’organismo “Puglia Sound” (preso come ispirazione da Piemonte Groove) dove l’ente pubblico ha sostenuto in maniera totale le realtà musicali (e in generale artistiche) di quei luoghi trasformandoli in modelli attrattivi, situazioni produttive e soprattutto occasioni di intrattenimento e richiamo per i turisti che orami riempiono in massa le località pugliesi, villeggianti italiani in primis. Senza dimenticare le tipicità dei luoghi e le prelibatezze culinarie. Una cosa è certa: la Ryanair, a prescindere da tutto, andrà a ballare in Puglia.

Nella foto una delle tante feste in spiaggia a Gallipoli

S.I.

Fondo salva Ryanair: tutti i dettagli

ALGHERO – Prosegue senza sosta la corsa per salvare le rotte low cost dell’Aeroporto di Alghero. Dagli Stati generali dell’economia di qualche giorno fa sono stati fatti altri passi in avanti. Il Progetto di destinazione che riguarda non solo il nord dell’Isola, ma tutta la Sardegna, sta crescendo grazie a nuove collaborazioni ed ai numerosi attestati tangibili di sostegno. La prossima settimana sono previsti una serie di incontri per proseguire sulla rotta della condivisione del Progetto, che nasce per salvaguardare il territorio e “rimodulare” gli intendimenti di Ryanair che ha annunciato la cancellazione di ben 14 rotte della “Summer 2016” sull’Aeroporto di Alghero. Rotte che generano circa 700.000 presenze all’anno, pari a quasi 400 milioni di euro, tra economie dirette e indotte.

Il Progetto di destinazione avrà come basi: Istituzione di un Fondo straordinario, al quale verranno invitate a compartecipare tutte le imprese. Si tratta di un Fondo destinato al sostegno delle linee aeree dell’Aeroporto di Alghero; Operatività di un conto corrente dedicato (codice IBAN IT 70 O 05676 17201 000070093337) intestato a Confcommercio Nord Sardegna, destinato unicamente ed esclusivamente allo scopo; Il versamento di ciascuna impresa sarà pari allo 0,25% dei ricavi risultanti nel Bilancio (o nella contabilità) dell’anno 2014. Tale versamento può essere effettuato tramite bonifico sul codice Iban sopra indicato con la causale “Fondo straordinario a sostegno delle linee aeree dell’Aeroporto di Alghero” entro e non oltre il prossimo 20 gennaio 2016; Il Fondo sarà utilizzato esclusivamente per sostenere le linee aeree della stagione estiva 2016 sull’Aeroporto di Alghero.

Le imprese del comparto Commercio, Servizi, Ristorazione e pubblici esercizi, tramite convocazioni delle proprie Assemblee, sono state coinvolte nel progetto di costituzione del fondo straordinario, a testimonianza del fatto che il processo turistico non coinvolge la sola ricettività, ma tutti, trasversalmente. I versamenti, volontari, dei comparti menzionati verranno integrati da quelli della Grande Distribuzione, con tagli personalizzati “ad hoc”. Non sono escluse le lavanderie industriali, coinvolte nel progetto con la stessa logica dei Grandi Contribuenti. Parteciperanno anche i B&B regolari, con un massimo di 3 camere, con una quota fissa di 300 euro e gli esercizi (imprese) di Affittacamere, anch’essi con una quota fissa pari a 600 euro.

La Sogeaal, contestualmente si sta impegnando con ogni mezzo per evitare o limitare il taglio delle rotte. Questa diventa un’azione cruciale e determinante a supporto dell’azione di Sogeaal. Il Fondo verrà integralmente impiegato in forza di appositi accordi che verranno sottoscritti in stretta collaborazione con Sogeaal e la nostra struttura legale per disciplinare l’impiego delle suddette somme per i fini sopra indicati, con la supervisione dei Legali di Confcommercio Nord Sardegna e dal management Sogeaal. Qualora entro il 28 febbraio 2016 il Fondo costituito dovesse essere ritenuto non sufficiente per il raggiungimento degli scopi sopra menzionati, lo stesso verrà restituito tramite bonifici alle imprese che avranno effettuato i versamenti.

Nella foto gli aerei Ryanair ad Alghero

S.I.

Cenoni ok, ma urge attirare turisti

ALGHERO – Sembra mantenersi saldo nei programmi dei consumatori sardi il “cenone” del nuovo anno. Infatti dopo cinque anni di cali dovuti alla crisi, l’ultimo giorno del 2015 riserverà qualche interessante sorpresa che vede incrementare la domanda. Da un indagine di Confcommercio Sardegna e CdC & Partners, condotta su 289 ristoranti del territorio regionale emerge una buona aspettativa per il cenone dell’ultimo dell’anno. Il 95% dei ristoratori intervistati ha messo in atto una serie di strategie di offerta per avere le prenotazioni in anticipo costruendo dei menù in molti casi diversificati, ad esempio solo carne, solo pesce o misti. Naturalmente tutti i menù prevedono antipasti, primi, secondi, dessert e i vini. Il 68% degli intervistati ha fatto comunicazione dei propri menù utilizzando prevalentemente i social (Facebook in particolare), oltre ai siti internet e naturalmente i media tradizionali, come la pubblicità sui giornali quotidiani e le radio.

Il 47,6% dei ristoratori dichiara di aver ricevuto le prenotazioni in anticipo. Tra coloro che hanno fatto questa mossa c’è un segmento di clienti estremamente esigente che richiedono un menù quasi personalizzato (solitamente pesce e vini di pregio) con capacità di spesa, in alcuni casi si può arrivare a 200 euro per persona. Il 53,4% aspetta il last minute, con prenotazioni che in questi giorni stanno arrivando. Ogni ristorante ed ogni chef applicano la loro creatività nei menù ma con delle costanti importanti: la totalità degli intervistati ha sottolineato la presenza di prodotti sardi sulle proprie tavole, dalle carni al pesce e soprattutto i vini. Nelle interviste è stata evidenziata la oramai eccellente produzione vitivinicola sarda accompagnata da eccellenti spumanti. “Si tratta di economia che resta in Sardegna e che deve essere accompagnata da una programmazione annuale regionale che ancora stenta a decollare – spiega il presidente dell’associazione, Agostino Cicalò – la vera scommessa è attrarre turisti dall’esterno dell’Isola promuovendo la destinazione Sardegna non solo in estate”.

Si intravvedono anche i primi segnali di ottimismo: il 58,3% degli intervistati sostiene che la situazione è migliorata rispetto al cenone dello scorso anno; il 33,9% sostiene che è invariata; il 7,8% invece si dice pessimista. I prezzi sono variabili e dipendono da tre fattori: contenuti del menù; tipologia dei vini inseriti nel menù; forme di intrattenimento previste per il cenone (tipicamente musica d’ambiente). Ecco alcuni prezzi rilevati su menù di qualità: Menù di carne: si parte dai 55 euro, sino ad arrivare ai 90 euro; Menù di pesce: dai 80 euro e si può arrivare sino ai 150 euro; Menù misti: dai 65 ai 110 euro.

Nella foto un cenone

S.I.

Cap d’Any e la fissa perdente del “nome”

ALGHERO – Avere ragione spesso non è piacevole. Soprattutto quando si tratta di questioni delicate legate alla vita della propria città. Da tempo e da più parti riguardo il Capodanno sono state avanzate delle critiche sul modello ancora portato avanti negli ultimi dalle amministrazioni algheresi. Un modello che ha visto Alghero capostipite del settore ed ha raccolto, oltre 10 anni fa, ottimi risultati. Ma il tempo scorre, cambiano le condizioni e soprattutto il concerto in piazza non crea più l’indotto desiderato rispetto la spesa affrontata. Infatti c’è subito da evidenziare che, come anche i bambini sanno, il 31 dicembre gli artisti dalle balere ai live in paizza chiedono sempre il doppio del loro cachet Ciò vuole dire che, ad esempio, il costo produzione di Elio e le Storie Tese arriva a circa 100.000 euro. Una somma enorme, viste le evidenti difficoltà di cassa del comune.

Ma Alghero ha la Meta, qualcuno potrebbe dire e grazie ai proventi delle Grotte di Nettuno si potrebbero fare queste spese pazze per garantire uno spettacolo di forte richiamo. Niente incontrario a questo ragionamento salvo quello detto in principio: i tempi sono cambiati. Se a fine 90 e primi anni zero il concerto di San Silvestro era una novità, già pochi anni dopo (siamo intorno al 2004/6) gli allora amministratori, giustamente, avevano addrizzato il tiro creando un mese di piccoli eventi e allestimenti per tutto dicembre. Proposta che raccolse molti consensi tra turisti e indigine. E poi viste le tristissime e quasi assenti luminarie, appaiono come tempi lontani un secolo. Eppure ci voleva veramente poco per fare bene e andare oltre. Bastava, come insegna chi fa impresa (in questo caso del ramo culturale più in generale dell’intrattenimento), copiare o meglio prendere spunto dai più bravi.

Invece, cosa è accaduto, che i “meno bravi” ci hanno superato e pure di molto. Com’è potuto accadere? Facile, alla fine uno dei momenti di maggiore attrazione turistica e dunque economica per Alghero si è ridotto al toto-nome per il concerto del 31. Poche idee, poca inventiva. Un modello fermo a 20 anni. Ed è cosi che un appuntamento topico per il richiamo turistico per cui orde di turisti, cagliaritani su tutti, ad esempio, raggiungevano la Riviera del Corallo, si è ridotto ad una tenzone su chi fa il “nome” più grosso. E allora era normale che accadesse che, in un quadro avaro di inventiva, fantasia e conocenza, ci si ferma proprio al “nome”. Il cruccio è solo quello: il “nome”.

Dunque anche se ad Alghero si corre ad anticipare tutti col “nome” poi arriva Olbia è spara un “nome” ancora più grosso, Subsonica e Machet Crew. Un mega concerto per un pubblico certamente più giovane, ma cosa che sicuramente i nostri amministratori non sanno, verso il centro della Gallura si stanno muovendo flussi proprio dal sud Sardegna per farlo diventare il vero capodanno della Sardegna con anche un continuo sul notturno molto importante, insomma quello che tempo fa offriva Alghero e ora non più. Ma non solo. Poi arriva Castelsardo. Si Castelsardo che cosa fa? Un “nome” ancora più grosso: il mitico Francesco De Gregori. E qui casca l’asino: il pubblico di riferimento è praticamente lo stesso di Elio. Tutto questo in attesa di Sasari che, vabbè, ha voluto raggiungere picchi assoluti in senso negativo facendo un bando a 20 giorni dal Capodanno. Ma, ovviamente, anche il capoluogo turritano farà la sua proposta che, visto il bacino d’utenza, richiamarà a prescinde un numeroso pubblico.

Per non parlare di Cagliari. Esempio virtuoso che ha compreso come non si possa più vivere col cruccio del “nome” e propone un format che proprio Alghero proponeva già qualche anno indietro quando aveva deciso di “addrizzare il tiro”: un mese di piccoli eventi di qualità e un 31 dicembre con un’impronta musicale ben definita vicina allo ska, reagge e dub. Oltre che un mega evento privato di musica elettronica alla fiera con la superstar dj Ellen Allien che richiamerà milgiaia di giovani. Insomma, Alghero si dovrà scontrare con i comuni vicini dove però offriranno degli spettacoli il cui target è il medesimo del centro catalano e con anche proposte di maggiore livello. Questo nonostante la premura di presentare la manifestazione in largo anticipo. E poi, nel caso di De Gregori, la concorrenza è rappresentata da un’artista che rappresenta la storia della musica italiana.

Nella foto Francesco De Gregori che a Capodanno suonerà a Castelsardo

S.I.

Pd: sistema aereo da salvare

SASSARI – IL Circolo Trasporti del PD, Padre Pino Puglisi, ritiene opportuno esprimere urgenti valutazioni in merito alle criticità dei collegamenti garantiti dalle compagnie Low Cost, anche alla luce del recente e parziale disimpegno della compagnia Ryanair, che rischia di vanificare i positivi risultati della politica di incremento dei flussi di passeggeri che in questi ultimi 15 anni ha determinato una fondamentale e importante ricaduta economica nel nostro territorio, resa possibile prevalentemente da corposi miglioramenti infrastrutturali. Oggi, in particolare, nel nord-ovest della Sardegna, non si può più prescindere dal positivo valore aggiunto dato dalla presenza dell’infrastruttura aeroportuale e dalla redistribuzione della ricchezza da esso creata, ma è oltremodo necessario mettere in campo tutte le migliori forze e idee per mantenere ed incrementare quanto fino ad oggi è stato conseguito.

Quanto detto si ritiene che possa essere confermato da alcuni dati che di seguito si elencano: l ’Aeroporto di Alghero, presumibilmente, chiuderà l’anno in corso con un traffico passeggeri compreso tra 1.600.000 e 1.700.000, dei quali ¼ sono residenti nel territorio e circa 600.000 permangono mediamente 3 giorni e spendono, procapite, circa 300 euro. E’ quindi possibile affermare, con assoluta certezza, che l’ammontare di risorse economiche riversate sul nostro territorio è pari a circa 180 milioni di € l’anno e giustificano l’investimento delle risorse economiche, pari a circa 7 milioni di € l’anno, potendo quindi ampiamente giustificare l’investimento che è da considerarsi oltremodo redditizio. Pur comprendendo i problemi ereditati dalla precedente Amministrazione Regionale, non ci si vuole esimere dal sollecitare l’attuale Giunta e l’Assessore ai Trasporti, alla ricerca di tutte le soluzioni possibili al fine di evitare una catastrofica implosione del sistema economico costruito nel corso degli anni ed imperniato sulla infrastruttura aeroportuale.

Quest’ultima esigenza dovrà riconsiderare il ruolo di supplenza svolto egregiamente dalla Società di gestione laddove, nel corso degli anni, ha dovuto esercitare ruolo di programmazione, prevalentemente turistica del nostro territorio, che invece va riconsegnato alla politica e alle amministrazioni locali.
Magari con l’istituzione, in tempi brevi, di una società pubblico/privata dedicata al mantenimento, alla promozione ed all’apertura di nuovi flussi turistici. Questo anche ipotizzando, a tal fine, la creazione di una figura altamente professione quale il “Destination Manager”, che dovrà assumere il ruolo di trade-union tra le Società di gestione Aeroportuali, i Comuni, l’Amministrazione Regionale e le Associazioni imprenditoriali di settore. Secondo il circolo è assolutamente cruciale che anche le Associazioni imprenditoriali, Enti di promozioni e privati in genere sappiano fare sistema, per il tramite delle figure all’uopo finalizzate, sostenendo azioni che ancor di più possano promuovere la conoscenza della nostra terra, dei suoi prodotti, le sue bellezze storiche, naturali ed ambientali e le sue millenarie tradizioni, prevedendo a tale scopo che l’Aeroporto e la Società che lo gestisce, nel suo complesso, dovrà sempre essere adeguata a fornire i propri servizi al territorio.

Nello specifico e per ottemperare all’esigenza di una sana e corretta conduzione dell’attività gestionale dell’aeroporto, appare giusto, data l’elevata ed articolata complessità, si debba prevedere la giusta e corretta remunerazione economica della società di gestione. In conclusione, il Circolo Trasporti Puglisi, condividendo le linee guida del Piano Nazionale degli Aeroporti, considera urgenti idonee iniziative politico-istituzionali utili a sollecitare concrete decisioni amministrative che valorizzino il trasporto aereo quale volano fondamentale per l’espansione turistica del nostro territorio.

Nella foto un volo Ryanair

S.I.

Sistema aereo: grato ai privati

ALGHERO – “Sono grato agli imprenditori che si sono fatti promotori dell’iniziativa concreta a favore del low cost nello scalo algherese”. Cosi il sindaco di Alghero Mario Bruno sulla sintesi fatta dai privati riguardo il sostegno al sistema aereo dei collegamenti su Alghero.

“Un progetto lungimirante e ambizioso che deve vedere finalmente uniti pubblico e privato. Orgoglioso per la pronta risposta del nostro sistema imprenditoriale che ho voluto immediatamente chiamare a raccolta tutta la classe dirigente del territorio e fronteggiare così la situazione venutasi a creare con l’annuncio di Ryanair di diminuire la presenza estiva sul nostro territorio. L’obiettivo è chiaro: mantenere i voli a basso costo, spingere Ryanair a porre in vendita le rotte consolidate col nostro scalo e se possibile incrementare le destinazioni. Ma ora anche il pubblico, la Regione in primis, deve uscire dall’attendismo con un nuovo sistema d’incentivi in linea con gli orientamenti europei”.

“Il Comune farà la propria parte con interventi di promozione del territorio e di sostegno concreto alle imprese che vivono la loro responsabilità civile e sociale in questo modo straordinario. Presto un tavolo di lavoro per un progetto strategico e un intervento sistematico, non occasionale, per mantenere e consolidare le rotte. Mi giungono nel frattempo anche segnali di impegno concreto anche dal nuorese e altre zone della Sardegna tese a garantire e rafforzare la presenza di Ryanair”.

Nella foto il sindaco Bruno

M.S.R.

“Da capitale del turismo alle sagre”

ALGHERO – “Alghero è passata dall’essere il palcoscenico di festival internazionali ad importare sagre di paese, ma, nonostante le tante lamentele che si sentono in giro, i nostri amministratori, democraticamente al governo, sono soddisfatti, bon dia!”. E’ Alessandro Balzani, esponente dei Riformatori Sardi, a puntare i riflettori sull’unica vera industria del territorio. Un comparto, però, che pare completamente abbandonato a se stesso. E questo mentre la crisi economica e la perdita di tanti presidi e servizi stanno devastando il centro catalano e il suo territorio di riferimento.

Questo accade nonostante anche Alghero, cosi come la Sardegna, abbia il suo petrolio: il turismo. “Il turismo non può essere considerato un fenomeno settoriale di limitato valore economico, soprattutto in Sardegna, perché esso si lega unitariamente al processo di sviluppo economico e sociale già in corso nell’Isola da oltre un decennio. Si tratta, in definitiva, di un processo di inserimento dell’economia sarda nell’economia e nella cultura continentale, sia essa italiana che europea. Preistoria, arte, canti, costumi, paesaggi, carattere, fanno della nostra gente una sorprendente ragione di richiamo, una ricchezza da difendere con energia e, al tempo stesso, una comunità da assistere con profondo amore”.

“Con queste parole, nel 1959, – spiega Balzani – l’onorevole Anselmo Contu in qualità di Assessore al Turismo della Regione Sardegna, in una conferenza stampa svoltasi ad Alghero, descriveva ai giornalisti dell’epoca quello che sarebbe dovuto essere il turismo per la nostra Isola. Mi sembra evidente che l’attuale classe dirigente abbia regredito rispetto al passato. Purtroppo oggi, sia agli amministratori locali che a quelli regionali, manca una “visione” ed un “progetto” di sviluppo del settore turistico”.

Il cine-giornale dell’epoca che racconta quella che era Alghero ovvero la capitale del turismo:

Nella foto Alessandro Balzani

S.I.

Gli albergatori rompono con Pigliaru

CAGLIARI – Federalberghi e le aziende ricettive aderenti non parteciperanno questa sera alla riunione convocata dalla Regione per firmare la proposta di accordo sui contributi per la legge 9 del 1998, aiuti bocciati dall’Europa alla quale l’amministrazione regionale non aveva notificato alcuni atti. Una legge beffa per la quale oggi Bruxelles, tramite la Regione, chiede la restituzione dei fondi concessi.

“Grazie all’intermediazione di Federalberghi siamo riusciti a supportare buona parte delle aziende le quali hanno intenzione di pagare in tempi brevissimi, anche minori di quelli previsti nella proposta della Regione – osserva il presidente dell’associazione degli albergatori, Paolo Manca – Le stesse aziende, però, ritengono inaccettabile che la Regione chieda di rinunciare ad un loro diritto, cioè potersi rivalere nei confronti di chi ha prodotto il danno. Le aziende non sono disposte a ritirare i ricorsi nelle cause civili che oggi sono al secondo grado di giudizio – aggiunge – Anche se cosi facendo probabilmente perderanno l’unica facilitazione economica proposta dalla Regione, oltre alla dilazione del pagamento, cioè lo sgravio degli oneri di Equitalia che rappresentano oneri accessori per circa l’8%”.

Manca apprezzando la disponibilità avuta fin oggi dal Capo di gabinetto della presidenza, chiede che si abbia la adeguata sensibilità di tutte le parti coinvolte nel trovare una soluzione alla delicata situazione, Regione in primis ricordando che lo sforzo maggiore lo fanno le aziende, che recuperano risorse per saldare un errore attribuibile alla macchina regionale.

Nella foto la hall dell’Hotel Carlos V di Alghero

M.S.R.