Pesta la compagna, arrestato 43enne

SASSARI – È stato colto in flagranza, grazie alle chiamate dei testimoni, mentre picchiava la compagna in via delle Conce, davanti a un supermercato. L’uomo, di 43 anni, è stato arrestato dalla Polizia locale per condotte persecutorie e domani si svolgerà la direttissima, mentre la donna è stata accompagnata al pronto soccorso dove le sono state curate lesioni al torace e al volto. Soltanto un paio di settimane fa la stessa persona era stata denunciata dal Comando per percosse contro la propria compagna.

L’arresto si inserisce nelle attività di monitoraggio svolte dal Comando: ieri 148 persone sono state controllate e quattro attività, una delle quali è stata sanzionata. Un bar aveva permesso a undici persone di consumare comodamente al tavolino le bevande acquistate. Attività ancora vietata dalle norme di contrasto alla diffusione del coronavirus. Il bar è stato sanzionato, la serranda abbassata ed è stata sospesa anche l’attività di asporto che invece sarebbe stata consentita.

Giunta Solinas, 8milioni di opere nuove nel sassarese

SASSARI – Dalla Giunta Regionale di Centrodestra 8.000.000 di euro di opere pubbliche per i comuni del sassarese. 2.400.000 per il completamento del PalaSerradimigni di Sassari, 200.000 per la palestra e l’area sportiva di Putifigari, 300.000 per la palestra comunale di Olmedo, 480.000 per Piazza Manzoni di Torralba, 580.000 per il Parco Mariani di Bonora e altri 953.000 per la viabilità comunale, 300.000 per la viabilità di Cheremule, 297.000 per la viabilità di Cossoine, 90.000 per la viabilità di Siligo, 190.000 per il centro urbano di Codrongianus, 149.000 per il complesso scolastico di Sennori, 295.000 per l’ex cinema Goldoni di Sorso e 670.000 per la viabilità urbana, 300.000 per la condotta della Valle dei Giunchi, 2.200.000 per le Strade Provinciali 6, 7, 40, 101, 112 e l’asse viario della SP 10/M e 600.000 per la SP 138 Berchidda-Calangianus.

«L’economia dell’Isola non può ripartire senza una forte accelerazione sui cantieri – spiega l’Assessore dei Lavori Pubblici Roberto Frongia – Così come accaduto per gli altri territori dell’Isola anche nel caso del sassarese stiamo dando una iniezione di liquidità in favore del tessuto economico e produttivo della zona, sbloccando le incompiute, sostenendo le Amministrazioni Comunali e snellendo le procedure burocratiche»

“Conoci dia risposte sulla Sanità algherese”

ALGHERO – “Inascoltati sulle nostre denunce in materia di sanità, siamo costretti a ribadire la situazione con più forza per chiedere al Sindaco Conoci, responsabile della salute nella nostra città, di far sentire la sua voce”. Cosi i consiglieri comunali di opposizione Mario Bruno, Gabriella Esposito, Ornella Piras, Pietro Sartore, Valdo Di Nolfo, Mimmo Pirisi, Raimondo Cacciotto sul tema sempre caldo della Sanità.

“Le sale operatorie del Civile pronte da tempo sono ancora chiuse e non si opera ancora neanche al Marino, se non per le urgenze. Come il Sindaco Conoci sa, da più di un anno le sale operatorie dell’Ospedale Civile sono state chiuse perché era necessario ristrutturarle e metterle a norma, compresa la schermatura delle pareti in caso di utilizzo di RX all’interno”.

“Ora, le sale operatorie sono pronte, ma non c’è l’autorizzazione a riaprirle e si lavora su un’unica sala operatoria del secondo piano che viene messa a disposizione di tutte le specialità presenti compresa l’ostetricia, in un momento in cui è fondamentale avere anche percorsi separati per eventuali pazienti sospetti Covid visto che nelle urgenze è impossibile aspettare il risultato del tampone”.

“Sarebbe molto sconveniente ritrovarsi con pazienti operati in urgenza, magari poi risultati positivi, in un ambiente dove poi c’è anche la sala parto.
Chiediamo troppo? Neanche la terapia intensiva, ormai quasi pronta, tra l’altro, entra in funzione, e al di là delle parole non si intravvedono fatti concreti, cioè l’apertura che consentirebbe ad Alghero di essere DEA di primo livello. Ci vengono segnalate problematiche anche di tipo organizzativo e di armonia complessiva nel reparto di medicina.

“Il laboratorio del Civile algherese non è stato autorizzato ad esaminare i tamponi, nonostante annunci in pompa magna. Si fa la spola con un’autista ospedaliero da Alghero a Sassari, inspiegabilmente. Ci risulta siano stati autorizzati solo Sassari e Ozieri. Vuole il Sindaco Conoci degnare la città di una risposta?”

Nella foto Gabriella Esposito

S.I.

Fase 2, Lubrano: troppo caos, si rischia collasso

ALGHERO – La fase 2 sta decisamente generando scompiglio nel nostro Paese, non tanto per un sostanziale differimento della ripartenza dopo il 4 maggio, quanto per una oggettiva mancanza di chiarezza dei provvedimenti annunciati dal Governo da incrociare con le ordinanze Regionali che si sono succedute. Dopo due mesi di chiusura totale, continuare ad avere così poche certezze non è utile al sistema economico del nostro Paese in generale; ancor di meno lo è per quello della nostra Isola.

In questo contesto le recenti dichiarazioni del Presidente Solinas riguardo alla ripartenza delle attività produttive, e in particolare modo quelle legate al turismo, meritano una attenta riflessione. Se, da una parte, è condivisibile la strategia di comunicare l’idea di un’Isola sicura per i propri abitanti e per i turisti che sceglieranno di venire per le proprie vacanze, dall’altra la tattica adottata risulta essere non appropriata. Anzi, vi è un alto rischio di procurare danni rilevanti al sistema ricettivo sardo.

Risulta poco comprensibile l’idea di voler “anticipare” a tutti i costi i provvedimenti del Governo in merito a spostamenti a fini turistici soprattutto se vengono ipotizzate procedure, ad oggi, difficili da implementare e non utili al fine di “proteggere” la Sardegna da ipotesi di contagio dall’esterno. Il Presidente Solinas ha infatti delineato lo scenario per un “accesso sicuro” per la Sardegna con l’obbligo di presentare per chi volesse questa estate fare le vacanze nella nostra Isola un passaporto sanitario che includa: un tampone fatto almeno sette giorni prima di partire, misurazioni di temperatura corporea alla partenza e all’arrivo, controlli con un kit diagnostico all’arrivo; controlli degli spostamenti una volta arrivati in Sardegna con apposita App.

Non entro nel merito dell’ affidabilità, ancora da dimostrare, dei kit diagnostici, men che meno sulle caratteristiche dell’app che verrà alla fine utilizzata per il controllo degli spostamenti degli italiani; mi soffermo invece sull’aspetto più controverso fra le varie procedure, quella relativa al tampone.

Penso che l’obbligo di tampone prima della partenza per la Sardegna non sia praticabile e non protegga nessuno dall’ipotesi di contagio. Tutti oramai sanno che il tampone di per sé fotografa una situazione fino a tre giorni prima del prelievo. Fare quindi il tampone almeno sette giorni prima, come ipotizzato dalla Regione, presuppone che il potenziale turista abbia dieci giorni di tempo per incubare il virus, con il rischio che possa essere positivo al suo arrivo in Sardegna, vanificando quindi ogni sforzo da parte della Regione.

Ancor prima di arrivare a questo, è bene tenere a mente quale sia stato fino a oggi il comportamento di tutte le Regioni in materia di tamponi. In questi mesi sono stati effettuati solo in caso di sintomo conclamato e/o con una situazione clinica già compromessa e non sono stati garantiti nemmeno agli operatori sanitari; è quindi plausibile credere che vengano effettuati a chi vuol andare in vacanza? Avranno, le Regioni, ampia disponibilità di reagenti e personale di laboratorio da mettere a disposizione per queste evenienza? Consentiranno cioè a chi vorrà andare in vacanza di effettuare i tamponi, e saranno in grado di restituirne i risultati nelle tempistiche coerenti con la data di partenza?

Occorre comunque ricordare che a prescindere dal risultato del tampone le strutture ricettive dovranno ottemperare alle disposizioni in materia di igiene per cui già oggi si stanno organizzando: distanza sociale, termo scanner, mascherine, guanti, gel igienizzanti, piani di sanificazione degli ambienti comuni, camere e biancherie. E’ quindi altamente probabile che le attività ricettive si debbano trasformare in strutture ad elevato controllo sanitario, ed è forse qui, con le conoscenze che si hanno oggi, che si può delineare una modalità di accoglienza e soggiorno sicuro per tutti.  In questo momento infatti questi dispositivi e queste pratiche sono le uniche, vere barriere contro la diffusione del contagio le sole ritenute oggettivamente e realmente efficaci dalle Istituzioni sanitarie internazionali, nonché da quelle governative.

Auspico in tal senso che Regione e Governo lavorino davvero con spirito di collaborazione e definire pratiche di buon senso, oggettivamente riconosciute e davvero efficaci per consentire viaggi legati al turismo ma anche brevi visite a parenti stretti che vivono lontani e che giustamente desiderano potersi rivedere.

Stefano Lubrano, ex-Sindaco e imprenditore alberghiero

Proposta Drive-in ad Alghero da Fratelli d’Italia

ALGHERO – “Siamo finalmente nella fase2: ora dovremo imparare a convivere con il covid19, almeno finché la scienza non troverà una soluzione definitiva. Nel frattempo dovremo cambiare molte delle nostre abitudini. Pensiamo ad attività semplici, come scegliere di andare con la propria famiglia al cinema. Possiamo immaginare un mondo senza cinema? Io no, perché il cinema è cultura, arte, svago”. Cosi Maurizio Papa, vice-coordinatore Fratelli d’Italia Circolo Azione Alghero, riguardo le possibili soluzioni per attivare qualche forma di intrattenimento in città.

“Ci sono i nuovi servizi di streaming, per godere in casa dei nuovi capolavori cinematografici, ma come ricostruire la socialità e il piacere delle grandi immagini dei registi attraverso uno smartphone? Impossibile.
Una soluzione allora potrebbe arrivare dai bei tempi passati: il Drive-in. Grandi spazi aperti in cui ciascuno arriva pian piano e con il proprio veicolo, in compagnia dei propri congiunti, per gustarsi un bel film. Le nuove tecnologie di proiezione permetterebbero risultati sorprendenti, quelle di diffusione audio potrebbero perfino garantire la proiezione multi-lingua”.

“Una volta sperimentato, il metodo Drive-in potrebbe restituire ossigeno e speranza non solo alle Settima Arte, ma anche a tutte le altre: spettacoli teatrali, concerti e DJ session. Piccole strutture di drive through posizionate agli ingressi delle piazze di parcheggio permetterebbero di ordinare cibi e bevande da gustare in auto, evitando code e mantenendo tutti alle corrette distanze di sicurezza”.

“Simili iniziative colorerebbero la città, la renderebbero ancora più speciale, e darebbero una grossa opportunità a un settore fondamentale, attivando anche importanti investimenti privati e una ricaduta economica positiva in termini di lavoro. Con processi di autorizzazione snelli, Alghero dimostrerebbe di essere un passo avanti”.

Ordinanza Conoci: domenica negozi e market chiusi

ALGHERO – Dall’Amministrazione Comunale fanno sapere che “in accordo con altri Sindaci dei Comuni facenti parte della Rete Metropolitana del Nord-Ovest della Sardegna, il Sindaco Mario Conoci ha firmato ieri pomeriggio l’ordinanza che dispone la chiusura  delle attività commerciali”.

“Domenica prossima, 10 maggio, ad eccezione delle farmacie, parafarmacie, degli esercizi di commercio al dettaglio di giornali, riviste, periodici (edicole) e dei tabacchini. Restano consentite le attività di ristorazione (pasti e cibi preparati) ed attività artigianali di preparazione di prodotti alimenti, limitatamente all’attività di consegna a domicilio ed asporto”.

Ecco tutti i conti della Sogeaal. Ripresa in vista

ALGHERO – L’assemblea degli azionisti di SOGEAAL SpA, riunitasi in data odierna, ha approvato il bilancio di esercizio 2019 della società. Di seguito si riporta una breve sintesi dei risultati raggiunti. Andamento economico-finanziario. I ricavi operativi di SOGEAAL SpA registrati nel corso dell’esercizio 2019 si attestano a € 17,4 mln, mostrando un incremento di oltre il 5% rispetto al valore di € 16,5 mln del precedente esercizio 2018. Tali valori sono da intendersi al netto delle partite straordinarie, che non sono considerate come ricavi propri della gestione caratteristica aziendale (€ 1,2 mln nel 2019).

Il MOL aziendale pari a € 2,4 mln risulta in miglioramento di € 0,9 mln rispetto a € 1,5 mln dell’esercizio 2018 (+60%), mentre il margine EBITDA del 2019 è pari a € 1,5 mln (9% dei ricavi caratteristici della gestione) e registra anch’esso un netto miglioramento di quasi € 1 mln (+170%) rispetto al dato riscontrato nel corso del 2018, quando era pari a € 0,5 mln.

Il miglioramento dei margini aziendali è stato possibile soprattutto grazie all’incremento dei ricavi caratteristici, a fronte del mantenimento dei costi operativi, nel loro complesso, sui livelli del precedente esercizio.

L’esercizio 2019 si è chiuso con un Utile Netto pari a1,6 mln, in aumento di € 0,6 mln rispetto all’anno precedente (+63%).

Nel corso dell’esercizio 2019 la società ha realizzato investimenti per complessivi € 2,1 mln, di cui € 1,4 mln auto-finanziati ed € 0,7 mln realizzati con fondi provenienti dal c.d. “Fondo Sviluppo Coesione”, per il tramite della Regione Sardegna. Gli investimenti sono statiprincipalmente destinati ad adeguamenti, ammodernamenti e migliorie dell’infrastruttura aeroportuale, oltre che all’ampliamento del parco macchine e delle attrezzature operative.

Andamento del traffico

Nel corso del 2019 l’aeroporto di Alghero ha servito 1.390.379 passeggeri, registrando un incremento del traffico pari a 25.250 unità rispetto al dato del 2018 (crescita del 2%).

Questo trend di crescita è principalmente riconducibile all’aumento del traffico passeggeri sul comparto nazionale, cresciuto di 29.007 passeggeri rispetto al precedente esercizio (+3% sul 2018). Alla crescita hanno contribuito le tratte oggetto di continuità territoriale (Roma Fiumicino e Milano Linate), l’estensione e il potenziamento di alcune tratte operate dal vettore easyJet e un maggior numero di frequenze operate dal vettore Ryanair su destinazioni storiche.

Per quanto concerne il risultato del traffico internazionale, il consuntivo 2019 è risultato sostanzialmente in linea con il precedente esercizio, con una diminuzione di 3.757 passeggeri principalmente attribuibile ad una riduzione dei passeggeri in transito (-4.954), al netto della quale il traffico internazionale avrebbe registrato un lieve incremento rispetto ai dati del 2018 (+1.197).

Gli effetti della pandemia Covid-19

Nei primi quattro mesi del 2020 i dati di traffico dell’aeroporto di Alghero hanno registrato un trend negativo del -41% rispetto allo stesso periodo dell’esercizio 2019. Tale drastica diminuzioneè stata determinata dal propagarsi dell’emergenza sanitaria dovuta alla diffusione pandemica Covid-19 a partire dalla fine del mese di febbraio u.s. e dalle conseguenti misure restrittive per il suo contenimento poste in essere da parte delle Autorità di tutti i Paesi interessati.

Nel mese di aprile, in particolare, il traffico aereo si è completamente annullato.

Il management della società sta ora concentrando i propri sforzi affinché la futura e auspicata ripresa del traffico avvenga garantendo l’adeguata tutela della salute di dipendenti, passeggeri e dell’intera comunità aeroportuale, ottemperando alle prescrizioni disposte dalle autorità competenti. L’assemblea degli azionisti di SOGEAAL SpA, anche in considerazione dell’attuale situazione, ha deliberato di destinare a riserva la totalità dell’utile conseguito nell’esercizio.

  • Ricavi operativi:                                                € 17,4 mln (+5% vs 2018)
  • Margine Operativo Lordo (“MOL”):            € 2,4 mln   (+60% vs 2018)              
  • EBITDA[1]:                                                           € 1,5 mln   (+170% vs 2018)
  • Utile Netto:                                                        € 1,6 mln   (+63% vs 2018)
  • Investimenti dell’esercizio:                             € 2,1 mln   (+66% vs 2018)

Badesi apre le spiagge. Governo permette bagno

ALGHERO – E’ Badesi, in provincia di Sassari, il primo Comune della Sardegna ad aprire le spiagge nella fase 2 dell’emergenza coronavirus. Se, infatti, in tutta l’isola i litorali sono ancora blindati dall’ordinanza regionale, il sindaco Gian Mario Mamia ha deciso invece di aprire gli otto chilometri di arenile di pertinenza comunale, ma non per prendere la tintarella.

“Ho interpretato alla lettera l’ordinanza del presidente della Regione. A Badesi non abbiamo parchi dove svolgere l’attività motoria. Il nostro parco naturale è la spiaggia, e mi è sembrato più che giusto consentire l’accesso ai nostri concittadini – spiega all’Ansa – Per quasi due mesi hanno rispettato rigorosamente le regole, è giusto che possano prendere una boccata d’aria: è un accesso regolamentato”. Non si può fare il bagno o prendere la tintarella. Si può passeggiare, correre, fare attività fisica, ma sempre mantenendo la distanza di sicurezza dalle altre persone. La polizia locale e i barracelli controllano che siano rispettate le norme e non consentiranno assembramenti”.

Da considerare che, anche se il Governo Conte non parla apertamente all’accesso a mare e dunque di poter fare il bagno (come se l’Italia non fosse quella che è), in diverse Faq (domande e risposte sul sito di Palazzo Chigi) viene paragonata l’attività motoria alla possibilità pure di fare il bagno sia in mare che nei laghi e fiumi, ma solo senza andare oltre senza fare “significativi spostamenti” dalla propria abitazione. D’altra parte sussiste lo stop alle spiagge della Regione. Insomma un piccolo grande esempio del caos normativo di queste settimane. Una cosa è certa: il bagno in mare si può fare. Altro discorso è sostare in spiaggia o prendere la tintarella, questo no.

Nella foto Badesi

S.I.

Dal sito del Governo riguardo ultimo decreto:

Alghero, settore beauty: proposte anti-crisi

ALGHERO – L’associazione Ass.Bea. di Alghero è un’organizzazione di operatori del comparto dei servizi alla persona di bellezza e benessere operativi nel territorio di Alghero che ha lo scopo di individuare azioni comuni per la tutela e lo sviluppo delle attività degli associati.

L’associazione ha iniziato nei giorni scorsi un percorso di condivisione di un programma allo scopo d’individuare azioni di assistenza e rilancio del comparto, colpito in modo grave dalla crisi successiva all’epidemia da Coronavirus. Gli associati ed i partecipanti a questo percorso hanno altresì prefigurato una serie di interventi per lo sviluppo futuro delle loro imprese.

L’associazione ha inteso fin da subito aprire al contributo di tutte le imprese interessate questo percorso ed ha avviato una discussione collettiva che ha consentito l’individuazione di alcune azioni prioritarie di brevissimo, medio e lungo termine.

Il Comitato ha attivato momenti di discussione partecipata on line con i suoi iscritti e le sue iscritte, con cui ha costruito un documento di posizione nel quale vengono elencate, oltre alle misure che per cui si domanda un intervento di Comune, Regione e Stato a sostegno del comparto, anche alcune azioni che le imprese intendono realizzare in autonomia.

L’Associazione si pone dunque, a fianco alle organizzazioni di categoria, come possibile punto di riferimento per le istituzioni nel riavvio delle attività produttive legato alla cosiddetta “Fase 2” del percorso di uscita dall’epidemia da Covid-19 per gli organi politici ed esecutivi delle amministrazioni pubbliche interessate.

Fra gli interventi più urgenti da attuare a sostegno delle imprese che l’Associazione rappresenta vogliamo ricordare in sintesi:I contributi e fondo perduto per la copertura delle spese correnti e la moratoria dei pagamenti nelle utenze e delle imposte locali e/o la loro consistente riduzione;

Il supporto amministrativo e finanziario a tutte le procedure connesse con la sanificazione dei locali attraverso la semplificazione ed il sussidio alle spese; L’attenzione al lavoro nero ed alla proliferazione di licenze, specie se contigue; La necessità di un taglio significativo del costo del lavoro con la fiscalizzazione degli oneri sociali; La creazione di gruppi d’acquisto per il risparmio sui costi di gestione; L’accesso a finanziamenti comunitari per progetti di sviluppo; La ripartenza delle attività di promozione di Alghero come destinazione turistica

Alghero riparta, altrimenti sarà un disastro |video

ALGHERO – Continua la serie di d interviste di Algheronews per tastare il polso della situazione della città e non solo. Come noto, in questi giorni si sono uniti su più piattaforme gli imprenditori del settore Horeca. Oggi sentiamo Massimo Macciocu, a guida dell’hotel Alma e del ristorante storico “La Lepanto” che evidenzia la necessità che la Riviera del Corallo riparta per permettere alle attività di poter riaprire. Ma questo è un “gatto che si morde la coda” ovvero non c’è vita e vivacità se le attività restano chiuse.

Per fare questo, il pubblico dovrebbe fare proprie le istanze, tra l’altro riportate su più canali e media, dei privati. A partire, ad esempio, da un piano, con planimetrie annesse, che preveda l’ampliamento temporaneo dei “suoli pubblici”. Attendere i passaggi burocratici metterebbe ulteriormente a rischio le attività già in ginocchio. A questo vanno aggiunte anche scelte immediate sull’intrattenimento, promozione e altre misure, connesse alle peculiarità del territorio, per attrarre, per adesso, il turismo regionale e prepararsi all’apertura di porti e aeroporti facendo in modo che decada finalmente la stagionalità di una città che potrebbe stare aperta, quasi, tutto l’anno.

Nella foto Massimo Macciocu

S.I.