Calcio, test e ripartenza. Campionato da giugno

CAGLIARI – Riparte il Cagliari Calcio. Tutti presenti nella struttura sportiva dei Assemini. Tutti si sono sottoposti al tampone e ai test sierologici: calciatori della prima squadra, lo staff tecnico e alcuni giocatori della Primavera. Quasi una visita medica come quelle che precedono il ritiro precampionato: a scaglioni i giocatori si sono presentati davanti al personale sanitario dell’Ats Sardegna.

Le operazioni sono iniziate verso le 10.30 Tra i primi ad arrivare capitan Ceppitelli, Nainggolan, Ionita, Pisacane, Joao Pedro, Cigarini a seguire il resto della squadra. All’ingresso veniva misurata la temperatura con un termoscanner. Tutti con la mascherina e da domani i rossoblù effettueranno anche le visite cardiologiche al centro medico Korian di Quartu Sant’Elena.

Solo una volta terminati tutti i controlli i giocatori potranno di nuovo varcare i cancelli del centro sportivo di Assemini per gli allenamenti individuali e “volontari”. In questa prima fase i calciatori non dovrebbero essere seguiti dallo staff tecnico. Le sedute vere e proprie, quelle di gruppo, dovrebbero invece scattare dalla prossima settimana. Tutto in vista di una ipotetica ripresa del campionato a metà giugno.

Nella foto il presidente Giulini

S.I.

“Prudenza, sanzioni e certezze per ripartire”

ALGHERO – “Non c’è Sindaco che non voglia la riapertura e la ripresa di tutte le attività economiche della propria città, nei tempi più brevi possibili. Ma dobbiamo farlo con la certezza che domani non si sia costretti a fare un passo indietro e chiudere nuovamente. Non ce lo potremmo permettere. Bisogna tenere duro ancora qualche giorno per poter ripartire in sicurezza e in maniera definitiva”, cosi il Sindaco Mario Conoci riguardo le riaperture delle attività e le polemiche di questi giorni che vedono, vista la drammatica crisi che attraversa questo territorio, la necessità di poter al più presto riavviare il sistema economico e sociale.

“La nostro volontà – ribadisce Conoci – è quella di volere garantire le categorie, ma prima vengono le istanze della popolazione che deve essere tutelata, questo alla luce anche della vicinanza con Sassari dove l’indice di contagio è ancora alto”.

Riguardo gli attacchi delle opposizioni, “è facile fare critiche quando non si hanno ruoli di responsabilità, ma invece sottolineo come ci siano differenze tra le minoranze con posizioni collaborative da parte degli amici dei 5 Stelle (i consiglieri Ferrara e Porcu), mentre la Sinistra, che potrebbe sollecitare maggiormente il Governo nazionale per dare risposte ai vari territori, tra cui il nostro, continua proporsi in maniera strumentalmente critica”.

Durante la conferenza stampa di questa mattina si è parlato anche di suoli pubblici. Uno dei temi centrali, insieme ai litorali, vista anche la conformazione della Riviera del Corallo, per far ripartire con meno problemi possibili le attività. E stato detto che si sta valutando il tema e nelle prossime si dovranno definire delle proposte per poi fare sintesi e giungere ad una delibera. Sono settimane, se non mesi, che si parla di ampliare le aree esterne di utilizzo dei locali (e non solo bar e ristoranti) in questo modo si salverebbero tante attività dunque famiglie e algheresi che, altrimenti, come tanti altri, saranno costretti a rivolgersi ai vari sostegni pubblici.

Bar e ristoranti, ecco le prime linee guida Inail

ALGHERO – E’ il Corriere della Sera on-line, pochi minuti fa, ad anticipare quelle che saranno le attese linee guida dell’Inail utili a poter far riaprire bar e ristoranti. Indicazioni che, però, ancora una volta, non tengono adeguatamente conto degli ampi spazi all’aperto che possono usare i vari comuni e ancora di più quelli costieri, come ad esempio Alghero. Come emerge dalle prime anticipazioni si tratta, spesso, di norme piuttosto interpretative e che ruotano sempre sui medesimi due principi legati al buon senso delle persone: evitare assembramenti e mantenere delle distanze minime tra persone (a parte parenti, affetti stabili e frequentazioni non saltuarie)

Quattro metri quadrati per ogni cliente 2 metri tra un tavolo e l’altro. È la regola aurea, sono i numeri attorno ai quali ruota la ripartenza di bar e ristoranti nella «fase 2». Lo hanno stabilito i tecnici dell’Inail e gli scienziati dell’Istituto superiore di sanità che hanno varato le linee guida per la riapertura dei pubblici esercizi

Per capire quante persone alla volta potranno entrare in un locale bisognerà dividere per 4 i metri quadrati della superficie complessiva aperta al pubblico, «fatto salvo la possibilità di adozioni di misure organizzative come, ad esempio, le barriere divisorie» E ancora “A pagina 6, al capitolo «Misure organizzative, di prevenzione e protezione» sono elencati i principi fondamentali e si spiega come «la questione del distanziamento sociale assume un aspetto di grande complessità», perché ovviamente non è possibile stare a tavola con la mascherina“.

 Allora diventa indispensabile prevedere «il ricambio di aria naturale e la ventilazione dei locali», norma molto importante anche per i servizi igienici. Privilegiare l’uso di spazi all’aperto rispetto ai locali chiusi. E rivedere la divisione degli spazi. È il punto più controverso, che ha suscitato la rivolta dei ristoratori e forti polemiche politiche da parte dei governatori. Le indicazione dei tecnici prevedono la revisione dei locali «con una rimodulazione dei tavoli e dei posti a sedere, garantendo il distanziamento dei tavoli non inferiore a 2 metri».

“Lo spazio di sicurezza tra un cliente e l’altro non è stata fissato, ma il Comitato tecnico scientifico parla di «una distanza in grado di evitare la trasmissione di droplets». Quanto alle sedie, dovranno essere disposte «in maniera da garantire un distanziamento tra i clienti adeguato», anche perché – altra novità – non è possibile per i gestori controllare se i clienti siano parenti o conviventi“, altro passaggio nebuloso che dunque lascia ampia arbitrarietà ai titolari delle attività.

“Il servizio a buffet non sarà possibilei menu cartacei spariranno e i piatti del giorno saranno scritti su lavagne o su fogli monouso. E le mascherine? I clienti dovranno indossarle in fila, alla cassa o quando si muoveranno per andare al bagno. Al momento del conto sarà opportuno «privilegiare i pagamenti elettronici con contactless» e le casse, ove possibile, saranno potette da una barriera in plexiglass”.

Regioni, anche presidenti dem per riaperture

ALGHERO – Si allarga il fronte delle Regioni che non ne può più e vuole riaprire tutto. Ieri, nella puntata di “Non è l’Arena”, è stata la presidente della Calabria, Jole Santelli, a ribadire la necessità di palesare, tramite Decreti e ordinanze varie, le evidenti differenze tra le diverse aree del Paese. “Se l’indice è talmente basso da non poter essere calcolato, non possono vietarci di riaprire le attività”, ha detto la Santelli ricordando anche che il Ministro Boccia, dalla data di lunedi 18 maggio, andrà verso questa obbligata direzione. “Del resto non possiamo essere paragonati ad altre Regioni, dove, purtroppo, l’indice è più alto eppure hanno le stesse nostre prescrizioni”. Differenze che pesano alla luce della devastante crisi in cui si trovano Sud e Isole.

Ed il fronte di chi non può più tenere chiusa la sua Regione è sempre più vasto. Ora è anche il dem Michele Emiliano che dice che se le linee guida dell’Inail non arriveranno per il 18 maggio, la sua Puglia aprirà lo stesso barbieri, parrucchieri e centri estetici sulla base dei protocolli regionali “che ci paiono più che sufficienti”, ha assicurato il governatore pugliese. Forse per l’allargarsi del fronte ‘aperturista’, o per il contagio in discesa, fatto sta che oggi è stato convocato il confronto Stato-Regioni al quale partecipano anche il premier Giuseppe Conte, e il ministro della Salute, Roberto Speranza.

E’ Stefano Bonaccini, il governatore del Pd dell’Emilia Romagna a imprimere un ulteriore l’accelerazione. Come presidente della Conferenza delle Regioni, Bonaccini fa presente di aver ricevuto “da tanti” suoi ‘colleghi’ “la richiesta di avere certezza che dal 18 maggio possano riaprire gli esercizi e le attività commerciali oggi chiuse, ovviamente sulla base dell’andamento epidemiologico e il rispetto di protocolli di sicurezza condivisi”.

Anche il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia ha convenuto sull’urgenza del summit e si è trovato d’accordo sullo “spirito della richiesta” e sulla “necessità di avere chiarezza, anche per poter dare per tempo le dovute informazioni” a chi deve riaprire e deve sapere come, a quali distanze, con quale contingentamento, tornare in attività. Mentre, come già pubblicato su Algheronews, sono già sul “piede di guerra” da giorni i presidenti di Regione di Centrodestra per riaprire tutto e far ripartire il Paese.

Nella foto il presidente della Puglia Emiliano

S.I.

Vendita Marino, Spano (Psd’Az) frena Peru

ALGHERO – La recente intervista rilasciata dal Consigliere regionale Antonello Peru, avendo coinvolto la situazione dei presidi ospedalieri del Comune di Alghero, rende necessario un intervento del comitato Uniti contro la chiusura dell’ospedale marino. Nelle dichiarazioni da lui rilasciate alla stampa si legge della necessità di superare l’attuale situazione delle due principali strutture sanitarie del territorio, attraverso l’edificazione di un nuovo ospedale. Il consigliere Peru continua avanzando la proposta di un project financing che veda la cessione delle cubature dello stabile dell’Ospedale Marino all’eventuale aggiudicatario della gara d’appalto per la nuova struttura. Bene, analizzando nel dettaglio la questione, già da tempo questo comitato sosteneva la necessità di una nuova e adeguata struttura ospedaliera mono padiglione in grado di ospitare l’interezza dei servizi ospedalieri ora collocati nelle due strutture esistenti. Questa rappresenta l’unica concreta soluzione per superare l’attuale impasse, dotando Alghero sia di un effettivo nosocomio di primo livello che l’intero territorio del nord ovest della Sardegna di un presidio in grado di assicurare un servizio pubblico all’avanguardia. Tuttavia ragionando pragmaticamente questa risulta inevitabilmente una soluzione a lungo termine che contrasta con un’attuale logica depressiva dei servizi sanitari offerti al territorio. Oltre ad annunci propagandistici, a metà tra il comico e il grottesco, conditi da passerelle e foto ricordo, dalla politica regionale poco o niente è stato azionato in favore della sanità algherese. Il divario tra il promesso e il mantenuto è assolutamente evidente. Al di là della questione della semi intensiva del presidio del Civile, per la quale erano stati fatti chiari comunicati, seguiti da atti ufficiali ancora aleatori e risalenti solo alla fine del mese di aprile, resta inalterata la stasi del presidio del Marino, mortificato nella sua funzione di centro di chirurgia ortopedica elettiva ben prima della crisi sanitaria del Covid-19. Voglia il consigliere Peru far suo questo punto di vista, poiché senza ostacolare questa necrosi del tessuto sanitario locale si rischia di non vedere alcun nuovo ospedale, ma di assistere al ridimensionamento di quelli esistenti. Per quanto concerne la questione della cessione di cubatura prospettata, questa merita un approfondimento nella sua fattibilità, ma soprattutto nella sua convenienza per il pubblico, stante la sfortunata storia di alcuni project financing. Se un nuovo ospedale deve sorgere ad Alghero, questo deve vedere la piena efficienza dei servizi esistenti sino alla sua reale operatività. Non possiamo accettare l’attuale situazione dei due presidi ospedalieri, specie quella del Marino, che rappresenta un’effettiva compromissione delle capacità dei nosocomi algheresi. Questa per noi rappresenta una conditio sine qua non che chiediamo di considerare anche al Consigliere Peru, senza polemica ma come esortazione. I mali della sanità del nostro territorio si originano dalle scelte cagliaritane, che non risentono dell’alternanza politica.

Dott. Spano Giovanni Baldassarre, comitato Uniti contro la chiusura dell’Ospedale Marino.

Porto Torres in coma, usare subito l’avanzo in Comune

PORTO TORRES – “La situazione è pesante, Porto Torres è in ginocchio e siamo veramente preoccupati di quello che vedremo alla fine dell’emergenza sanitaria. Porto Torres  vive di turismo,di servizi, di portualità e ci vorranno mesi per riprenderci. Le perdite sono enormi, e il fatturato di alcune attività è andato a zero .

E’ arrivato il momento di agire con un forte segnale politico alla nostra comunità.

Per questo, con questo documento chiediamo all’Amministrazione Grillina di utilizzare immediatamente l’avanzo di amministrazione dell’esercizio di bilancio contabile 2019 (noi diciamo risparmi della comunità da mettere al servizio del bene comune). Si pensi che la sola voce libera da qualsiasi vincolo utilizzabile subito dall’Amministrazione Comunale ammonterà a 1.700.000 euro.

Le difficoltà dei cittadini, delle famiglie, dei commercianti, degli artigiani e degli imprenditori sono di oggi e non possono attendere mesi per sapere cosa intende fare l’amministrazione con il tesoro che ha in cassa.

Non si possono anteporre ipotetici fabbisogni di bilancio comunale alle esigenze reali della nostra Comunità e non si può aspettare l’esito dei contenziosi in corso continuando ad accantonare i soldi dei cittadini mentre la città sta letteralmente collassando sotto tutti i punti di vista.

L’Amministrazione chiuderà, verosimilmente, il rendiconto di gestione (la cui scadenza è stata prorogata al 30 giugno) con una quota di avanzo libero che si aggira, come lo scorso anno, circa su euro 1.700.000,00. Si chiede di verificare l’esatta imputazione delle somme accantonate e vincolate, lo scorso anno le quote accantonate ammontavano ad euro 19.573.000,00 e quelle vincolate ad euro 6.406.000,00. Ciò al fine di verificare che non vengano sottratti fondi all’avanzo libero da destinare alla comunità cittadina gravemente provata dall’emergenza COVID-19. La Comunità deve conoscere in particolare, nel dettaglio, i criteri e le motivazioni degli accantonamenti al fondo contenzioso, ogni somma utile deve essere lasciata alla pronta liquidità da far confluire nell’avanzo libero.

L’avanzo libero che, come detto, si aggira intorno ad euro 1.700.000,00, rappresentano liquidità che l’Amministrazione può utilizzare, rispettando i vincoli imposti dall’art. Art. 187, comma 2, del Testo Unico degli Enti Locali che testualmente prevede:

La quota libera dell’avanzo di amministrazione dell’esercizio precedente, accertato ai sensi dell’art. 186 e quantificato ai sensi del comma 1, può essere utilizzato per le finalità di seguito indicate in ordine di priorità: a) per la copertura dei debiti fuori bilancio; b) per i provvedimenti necessari per la salvaguardia degli equilibri di bilancio di cui all’art. 193 ove non possa provvedersi con mezzi ordinari; c) per il finanziamento di spese di investimento; d) per il finanziamento delle spese correnti a carattere non permanente; e) per l’estinzione anticipata dei prestiti.

Quest’anno gli Enti locali, grazie al Decreto Cura Italia, articolo 109 del D.L. n. 18/2020 stabilisce che gli enti locali, in deroga alle modalità di utilizzo della quota libera dell’avanzo di amministrazione di cui all’articolo 187, comma 2, del D.Lgs. n. 267/2000, ferme restando le priorità relative alla copertura dei debiti fuori bilancio e alla salvaguardia degli equilibri di bilancio, possono utilizzare la quota libera dell’avanzo di amministrazione per il finanziamento di spese correnti connesse con l’emergenza COVID-19

Questo dovrebbe consentire all’Amministrazione di destinare i soldi a copertura di tutte le spese sull’emergenza COVID, pertanto, si potrà destinare a favore delle attività produttive e famiglie in difficoltà  – come spesa non ricorrente -per interventi straordinari correlati alla nota emergenza sanitaria.

Altra novità correlata al decreto Cura Italia è la possibilità di utilizzare risorse di fondi vincolati già incassati (es.lavori pubblici non eseguiti), senza autorizzazione dell’ente finanziatore, per destinarle a interventi emergenziali.

Alla luce di quanto sopra esposto chiediamo all’amministrazione, a nome dell’intera comunità  urgenti risposte a quanto segue :

  • La scadenza del rendiconto di gestione  è prevista per il 30 giugno, ma l’approvazione tempestiva consente un immediato utilizzo di tali fondi liberi, entro che data lo approvate?
  • Quali motivazioni e criteri sono stati adottati per le quote accantonate e vincolate?
  • Come intende destinare la quota di avanzo libero per supportare l’emergenza della Comunità Locale?
  • Ci sono debiti fuori Bilancio da coprire e, nel caso, è stata fatta la segnalazione alla Corte dei Conti?
  • Ci sono economie di avanzo vincolato da poter utilizzare come disposto da Decreto Cura Italia ?

E’ arrivato il momento di un forte segnale politico per dimostrare concretamente la vicinanza di chi governa alle persone che in questo momento sono in difficoltà a causa di questa crisi dovuta al Coronavirus. E’ inutile avere la cassaforte piena di soldi quando la comunità è alla fame”.

Bastianino Spanu, consigliere nazionale Partito Sardo d’Azione

Riaperture, conferenza stampa di Conoci

ALGHERO – Oggi, lunedì 11 maggio alle 10,30 il Sindaco Mario Conoci terrà una conferenza stampa in video collegamento per illustrare i provvedimenti di questi giorni e le prossime iniziative relative alla fase di riapertura delle attività. Negli ultimi giorni ci sono state diverse polemiche sulla scelta di rinviare l’aperture di attività che, per indicazioni nazionali e regionali, potevano già essere aperte da oggi. La questione non è solo economica, ma pure sociale ovvero rimettere in moto un sistema oramai da troppo tempo (crisi, inverno, pandemia) incancrenito. Il Sindaco Conoci illustrerà, come detto, le motivazioni delle sue scelte nella mattinata di oggi.

“Chiusura attività, non comprendiamo Conoci”

ALGHERO – “Seppure le indicazioni sull’Rt, secondo l’interpretazione del suo esperto di fiducia, fossero positive, il Sindaco ha deciso di non far riaprire le attività. Continuiamo a non comprendere appieno il senso di una scelta che penalizza pesantemente i nostri operatori, dopo, peraltro, averli illusi. Riteniamo che piuttosto ci si debba applicare sui controlli, per verificare che in città sia garantito il corretto uso della mascherina e il rispetto del distanziamento sociale”. Sono ancora i consiglieri comunali di Centrosinistra a ribadire la necessità di far ripartire le attività ad Alghero questo alla luce delle richieste dei cittadini e dell’indice di contagio addirittura non calcolabile (talmente basso).

“Il problema non può essere riaprire o meno le attività, gli imprenditori sono responsabili e in alcuni settori già usano i DPI prescritti. Non sarà certamente difficile per loro aggiungerne di altri o rispettare i protocolli di sicurezza che, comunque va ricordato, comportano un aggravio di costi, ad oggi, totalmente a carico degli operatori stessi”.

“Il problema è semmai il rispetto delle regole in città. Ancora oggi vediamo tanta gente che non rispetta le indicazioni. È pieno, ad esempio, di gruppi di ragazzini, in giro senza essere accompagnati da adulti e, soprattutto, senza mascherine. Il sindaco, per garantire la salute dei cittadini, invece di continuare a penalizzare le nostre imprese, deve chiedere alla polizia locale più presenza e anche più intransigenza. Il rischio di far ripartire il contagio si riduce, facendo rispettare le norme, non obbligando gli operatori del benessere e i commercianti a tenere la serranda abbassata”.

Nella foto Raimondo Cacciotto

S.I.

Sardegna ovest, allerta temporali

ALGHERO – Temporali in arrivo sulla Sardegna Occidentale: Allerta Gialla della Protezione Civile. Da Nord a Sud dell’Isola e nel Campidano, permarranno sino alle ore 6 di lunedì 11 maggio 2020 condizioni di Allerta Gialla – Criticità ordinaria per rischio idrogeologico per temporali.

L’avviso (link più sotto) diramato dalla Protezione Civile regionale interessa inoltre: Iglesiente, Montevecchio Pischinappiu, Tirso, Gallura e Logudoro. Su tutte le aree interessate, l’Allerta codice Giallo sarà valevole dalle ore 20 di oggi, domenica 10 maggio.

Regione, nuova nota sulle cose che si possono fare

ALGHERO – Ecco alcuni passaggi della nuova nota esplicativa del Presidente Solinas sulle cose che si posssono fare in Sardegna. A partire dalla possibilità di potersi muovere su tutto il territorio regionale con la propria auto. “Per gli spostamenti giustificati (ovvero per motivi di lavoro, salute e emergenze) nel territorio regionale, nel caso avvengano con mezzo di trasporto proprio, il distanziamento interpersonale previsto nell’art. 1 non rileva tra soggetti conviventi a bordo del medesimo. Nel caso in cui non si disponga di un mezzo privato ovvero non si abbia la patente di guida o non si sia autosufficienti è consentito farsi accompagnare da un parente o una persona incaricata di tale trasporto da e verso la propria abitazione, anche tenuto conto dell’esigenza di limitare quanto più possibile l’utilizzo di mezzi pubblici. Nel rispetto di tali condizioni, anche lo spostamento dell’accompagnatore è giustificato.

Ci si può spostare da proprio Comune ad un altro per fare la spesa. “Tra le situazioni di necessità per le quali è possibile spostarsi oltre i confini del proprio Comune di residenza/domicilio/abitazione è ricompresa l’esigenza di fare la spesa. Pur non essendo previsto uno specifico limite territoriale degli spostamenti per tale finalità, un allontanamento consistente dal luogo di residenza/domicilio/abitazione è consentito solo in presenza di specifiche ragioni che lo rendano necessario.

Sport di squadra. Per gli atleti di discipline sportive non individuali, riconosciute dal CONI e dal CIP, si applica il DPCM 26.04.2020. Animali. Non è consentito lo spostamento degli animali da strutture diverse da maneggi, ippodromi o proprietà private, per attività che non siano legate alla salute e al benessere dell’animale o ad altre attività esplicitamente consentite. I pernottamenti funzionali alle attività consentite nello stesso articolo non comportano un “trasferimento stabile”. Pratiche auto. L’articolo si interpreta nel senso che tra le pratiche connesse al settore automobilistico sono ricomprese anche le pratiche burocratiche espletate dalle Autoscuole, ferma restando – al momento – la sospensione delle attività teoriche e di istruzione pratica alla guida delle stesse. Pertanto, limitatamente all’espletamento di tali pratiche burocratiche e nel rispetto delle prescrizioni di cui all’art. 14 dell’ordinanza.

Seconde case. La visita degli immobili affidati alle agenzie immobiliari è consentita esclusivamente previo appuntamento, mantenendo il distanziamento interpersonale ed indossando idonee protezioni delle vie respiratorie e guanti. L’accesso è limitato, fino al 17 maggio 2020, ad un solo rappresentante dell’agenzia ed un solo cliente ed esclusivamente ad immobili nei quali non abiti nessuno da almeno 14 giorni