Accademia Arte: incontro sul reale

SASSARI – Nell’ambito della rassegna il Cineocchio del reale, incontri internazionali sul documentario, ideata dal prorettore Antonio Bisaccia e coordinata da Lorenzo Hendel, giovedì e venerdì prossimi ( 20 e 21 aprile) saranno due giorni intensi in Accademia di Belle Arti “Sironi”. Ospite dell’Accademia sarda sarà la “Sezione aurea del cinema” di Sergei Loznitsa.

Il regista Sergei Loznitsa è nato il 5 settembre 1964 a Baranovichi (Bielorussia, all’epoca ex Unione Sovietica). E’ cresciuto a Kiev, dove nel 1987 si è laureato al Politecnico in matematica applicata. Dal 1987 al 1991 ha lavorato all’Istituto di Cibernetica di Kiev, occupandosi di ricerche sull’intelligenza artificiale ed stato, anche, interprete dal giapponese. Nel 1997, Sergei Loznitsa ha terminato gli studi all’Istituto di Cinema Russo (VGIK) di Mosca, con una laurea in realizzazione cinematografica. Dal 1996, ha realizzato undici documentari, ricevendo numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali, in Festival come Karlovy Vary, Leipzig, Oberhausen, Parigi, Madrid, Toronto, Gerusalemme e San Pietroburgo, cosi` come i premi russi Nika e Laurel. Per il suo esordio, l’opera di montaggio Blockade (2005), ha sfruttato le immagini di archivio di Leningrado assediata.

Nel maggio del 2010, il suo lungometraggio d’esordio My Joy e` stato presentato in concorso al Festival di Cannes. La pellicola ha conquistato il premio per la miglior regia e il riconoscimento dell’associazione dei critici russi al Festival di Kinotavr a Sochi, il Grand Prix alla manifestazione Voices in Vologda, il premio Albicocca d’argento al Festival di Yerevan, il riconoscimento per la miglior sceneggiatura al Festival di Kinoshock IFF ad Anapa, il premio Fipresci e il Grand Prix al Festival di Molodist a Kiev, il Grand Prix al Festival di Listopad a Minsk, il Grand Prix e il Black Nights al Festival di Tallinn. Del 2012 è invece l’opera Anime nella nebbia, seguita due anni dopo da I ponti di Sarajevo. In seguito si dedicherà ai documentari, da Maidan (del 2014) ad Austerlitz (2016).

Nella foto l’Accademia

S.I.

“Il cineocchio del reale”
Incontri internazionali sul documentario
SERGEI LOZNITSA
LA SEZIONE AUREA DEL CINEMA
coordina LORENZO HENDEL

Giovedì 20 Aprile
Aula magna dell’Accademia
ore 10,30 – 13,30
Proiezione e incontro
Sala Proiezioni della Camera di Commercio (in collaborazione con Cineclub Sassari)
ore 16,30 – 20,30
Proiezione di Austerlitz e dibattito

Venerdì 21 Aprile
Aula magna dell’Accademia
ore 10,30 – 13,30
Proiezione e incontro
Aula magna dell’Accademia
ore 15,30 – 18,30
Proiezione e incontro

Bando innovazione: tutto sbagliato

CAGLIARI – “Il bando di Sardegna Ricerche “Aiuti per progetti di ricerca e sviluppo” – (nuova versione) stravolge il precedente, non semplifica e penalizza le micro e piccole imprese. Inoltre esso è stato scritto disattendendo il regolamento europeo cui fa riferimento”. Lo denuncia il consigliere regionale dei Riformatori sardi Michele Cossa, che domani mattina depositerà una interrogazione sulla vicenda, che segue quella che aveva portato all’annullamento del precedente bando. “A differenza di quanto affermato da Paci non c’è alcuna semplificazione, giacché il bando è stato profondamente modificato nei contenuti e soprattutto nella quota di cofinanziamento privato, che è stata accresciuta in modo sostanziale. Con la conseguenza che le imprese interessate saranno costrette a riformulare i progetti. Inoltre, nonostante le disposizioni attuative del bando prevedano che l’agevolazione sia concessa secondo le modalità previste dall’articolo 25 del Regolamento (UE) n. 651/2014 (che stabilisce che l’intensità degli aiuti per la ricerca industriale e lo sviluppo sperimentale può essere aumentata fino a un massimo dell’80 % e in particolare può essere aumentata di 10 punti percentuali per le medie imprese e di 20 punti percentuali per le piccole imprese; di 15 punti percentuali in caso di collaborazione effettiva tra un’impresa e uno o più organismi di ricerca), queste premialità non trovano riscontro nel bando, né tanto meno vengono rispettati gli scarti tra la premialità per le micro e piccole imprese e quella delle medie imprese”, continua Cossa.

“La conseguenza è che questo nuovo bando, a differenza di quello revocato per i noti problemi che hanno ostacolato la presentazione di molte domande, non favorisce il sostegno alla ricerca e l’innovazione delle micro e piccole imprese – che rappresentano una parte importantissima dell’economia della nostra Isola – in quanto queste vengono messe in una posizione di svantaggio rispetto alle medie imprese. La Giunta regionale dica chiaramente che questi sono i suoi intendimenti o faccia correggere il bando” conclude il consigliere dei Riformatori.

S.I.

Spacciato bloccato, scappa: arrestato

VALLEDORIA – Nella scorsa notte, i carabinieri di Porto Torres e della Tenenza di Valledoria hanno arrestato Gianluca Bianco, 41enne di Valledoria per i reati di spaccio di droga, violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Fermato dai militari mentre era a bordo della sua auto, l’uomo è sceso dal mezzo per tentare la fuga a piedi ma, dopo un breve inseguimento, è stato bloccato. Subito sono scattate le perquisizioni dell’auto e della propria abitazione. Il 41enne è stato trovato in possesso di 23 grammi di cocaina suddivisa in 29 dosi, materiale da taglio, nello specifico “mannitolo”, insieme a materiale per il confezionamento della droga, un bilancino di precisione e alcune migliaia di euro, considerati frutto della sua attività di spaccio. L’uomo è finito agli arresti domiciliari.

Nella foto il materiale recuperato

P.S.

Sulcitana: esposto in Procura

CAGLIARI – Questa mattina l’assessore dei Lavori Pubblici Paolo Maninchedda ha inoltrato una segnalazione alla Procura della Repubblica di Cagliari sulle condizioni della Strada Statale 195 interessata, come noto, da lavori in corso ormai da 5 anni. Aperto nel 2012, il cantiere sulla 195 secondo l’assessore Maninchedda mette a rischio la sicurezza e l’incolumità delle persone, e crea danni economici alle attività commerciali della zona per il suo eccessivo protrarsi.

Nella foto la Sulcutana

S.I.

Servitù militari: 15milioni ai comuni

CAGLIARI – È di 15 milioni di euro lo stanziamento disposto dal Governo per i Comuni sardi maggiormente gravati da servitù militari. La cifra, che riguarda il periodo 2010-2014, sarà trasferita a breve alla Regione. Questa la notizia che il presidente Francesco Pigliaru, in un incontro stamattina a Villa Devoto, ha comunicato al presidente dell’Anci Emiliano Deiana e a una delegazione di primi cittadini, che hanno accolto con grande favore la notizia dell’ormai imminente acquisizione dei contributi dovuti a titolo di compensazioni. “La misura conferma lo stanziamento erogato nei quinquenni precedenti ed è un primo risultato importante nella nostra trattativa con il Governo, al quale chiediamo con forza certezza di risorse e ragionevolezza nei tempi d’erogazione”, ha spiegato Francesco Pigliaru. “Abbiamo sempre detto che, non diminuendo le superfici della Sardegna soggette a servitù, non c’era alcun motivo per cui, pur in un periodo di tagli, dovessero diminuire le misure di compensazione”, ha proseguito il presidente della Regione spiegando che la situazione si è sbloccata nelle ultime settimane. Il decreto, dopo essere stato firmato dalla Ministra della Difesa Roberta Pinotti, è infatti ora alla firma dal ministro dell’Economia Piercarlo Padoan, ultimo passaggio prima del definitivo trasferimento dei fondi alla Regione.

“Si tratta di risorse importanti per i Comuni
– ha sottolineato Francesco Pigliaru – che dovranno destinarle esclusivamente agli ambiti delle politiche sociali e delle opere pubbliche. Siamo stati e continuiamo ad essere sempre molto impegnati su questo fronte, e apprezziamo la possibilità di poter lavorare in maniera più coordinata con i Comuni grazie alla presenza dell’Anci.” I Comuni interessati saranno a breve chiamati a comunicare alla Regione la destinazione delle risorse.

Nella foto un’area militare

S.I.

Regione: 15milioni per Olbia

OLBIA – Riqualificazione urbana ma anche inclusione sociale e sostegno all’occupazione, con una particolare attenzione alle fasce più deboli. Con la firma fra l’assessore della Programmazione Raffaele Paci e il sindaco di Olbia Settimo Nizzi diventa pienamente operativo l’lTI (Investimenti Territoriali Integrati) Città del Mare da 15 milioni di euro. Soldi immediatamente disponibili e destinati ai quartieri Sacra Famiglia e Poltu Quadu, per un’area caratterizzata da fenomeni di disagio socio-economico e degrado urbano che comprende anche una porzione marina dell’ansa sud, storicamente utilizzata a scopi produttivi come peschiera e attualmente in stato di abbandono. Alla sottoscrizione dell’accordo erano presenti anche l’assessore dell’Agricoltura Pierluigi Caria e i consiglieri regionali del territorio.

“Olbia è una città importante, che sta crescendo, ha grandi potenzialità e può diventare ancora più strategica rispetto all’intera Sardegna, e quella di oggi è una firma importante, che darà il via a una serie di interventi attesi da tempo”, sottolinea Paci. “Crediamo molto come Giunta negli interventi territoriali e nei progetti che partono dalle realtà locali, che meglio di chiunque altro conoscono dove e come è necessario intervenire, e noi cerchiamo di essere vicini quanto più possibile ai Comuni, finanziando progetti vincenti come quello di Olbia. Il ruolo dei Comuni è quello di trasformare le opportunità in progetti concreti, e oggi l’amministrazione di Olbia dimostra di esserci riuscita perfettamente, e ringrazio la nuova amministrazione che ha dato continuità al progetto avviato con la precedente, collaborando con la Regione al di là degli schieramenti politici. Oggi parliamo di inclusione sociale, nuova imprenditoria e occupazione giovanile, di rispetto dell’ambiente e di voglia di riscatto e rinascita di quartieri e contesti sociali tradizionalmente più fragili. Questa è sicuramente la base di un modello di sviluppo, coerente con gli obiettivi della Giunta regionale, che costituisce un punto di partenza importante per la crescita sostenibile dell’intera Gallura”.

GLI INTERVENTI PRINCIPALI PREVISTI. Complessivamente l’area di intervento si trova racchiusa tra due barriere fortemente condizionanti: da un lato i grandi assi viari, dall’altro l’ex peschiera. Cinque i campi di azione, a partire dalla riqualificazione naturalistica-ambientale con il “Parco urbano costiero/marino” fino alla realizzazione del percorso ciclopedonale, per proseguire sull’Azione 2 dedicata all’inclusione sociale, la nascita del “Community Hub”, passando per l’Azione 3 sulla valorizzazione culturale-artistico ricreativa (MusMat; rifunzionalizzazione del Teatro Michelucci e la nascita di una biblioteca artistico-musicale internazionale)per arrivare al campo di Azione 4 dedicato interamente all’inclusione attiva, con i percorsi di cultura d’impresa e di aiuti all’occupazione. “Oggi è un grande giorno per la nostra città. Desidero ringraziare in primo luogo l’assessore Paci, che ha costantemente seguito le fasi della progettazione, lo staff di co-progettazione del Centro Regionale di Programmazione, lo staff Autorità Urbana e tutto il personale del Comune di Olbia che, grazie alla propria dedizione e al proprio lavoro, ha fattivamente contribuito al buon esito dell’intervento”, dice Nizzi.

“La sottoscrizione dell’Accordo di Programma dell’ITI Olbia con la Regione Autonoma della Sardegna, che vale più di 15 milioni di euro, esprime quanto la sinergia tra Enti sia fondamentale per raggiungere risultati importanti per i territori: iniziative come queste non hanno colore politico, ma un respiro volto al bene delle aree da noi amministrate e dei cittadini che vi risiedono. La vocazione dell’intervento integrato è il principio di coesione territoriale, costituita dall’approccio “place-based”, ovvero che parte dall’attenzione alla specificità dei luoghi e delle aree fragili. Si tratta prevalentemente di fondi europei, uno stanziamento vitale per la nostra città proprio perché permetterà di intervenire in opere di grande importanza per lo sviluppo socio-economico”. Quello di Olbia è l’ultimo dei tre ITI da 15 milioni ciascuno sottoscritti e finanziati dalla Giunta Pigliaru dopo quelli di Cagliari e Sassari. Grazie all’utilizzo di più assi e più fondi nell’ambito della programmazione europea in particolare fondi Fesr e Fse, mettono in campo 45 milioni per le realtà urbane e sociali della Sardegna.

Nella foto l’incontro a Olbia con l’assessore Paci e il sindaco Nizzi

S.I.

Sennori, amianto in scuola: bufera

SENNORI – Bufera amianto nella scuola media di Sennori. Dopo alcuni lavori di perforazione fatte nelle pareti dell’edificio per l’installazione di lavagne multimediali, le famiglie degli alunni minacciano lo sciopero della frequenza ad oltranza e “la presenza in massa nella prossima seduta del consiglio comunale”. Le pareti della scuola di Sennori sono imbottite di amianto e i lavori non sono stati autorizzati dal Comune. Una questione, quella dell’amianto, che a Roma conoscono bene. Di amianto nelle scuole, infatti, se ne è parlato già il 27 marzo scorso, alla Camera dei Deputati. Nella sede della Sala della Regina, in occasione del convegno organizzato per i 25 anni della messa al bando della fibra killer, è stato presentato Asbeschool – Stop Amianto a Scuola, il documentario sulla presenza di amianto nelle scuole italiane.

Da nord al sud del paese, da Casale Monferrato a Bari, passando per Roma, Sassari, Alghero. I due autori, la giornalista Stefania Divertito e il regista Luca Signorelli, hanno girato l’Italia alla ricerca della fibra killer nei plessi scolastici. “Grazie a questo lavoro – spiega Stefania Divertito – abbiamo capito che la legge è largamente poco applicata e l’abbiamo scoperto proprio due anni fa, con l’inizio dei lavori”. “Siamo pieni di scuole con amianto. Colpa anche della burocrazia che blocca i lavori, blocca i monitoraggi, blocca i fondi”. Finanziato con un’opera di crowdfunding, e in parte autoprodotto, AsbeSchool pone l’accento sulla mancanza di monitoraggio. Sono 2400 le scuole italiane con amianto. Circa 350 mila tra studenti, insegnanti e personale amministrativo esposti al rischio. Una situazione generalizzata in cui la Sardegna spicca come esempio positivo, anche se non mancano criticità. In Asbeschool l’assessore regionale all’ambiente, Donatella Spano, parla del piano di monitoraggio regionale che pone certamente la Sardegna come regione all’avanguardia.

Nella foto del materiale contenente amianto

S.I.

Ciclabile: assegnato 2° lotto

SASSARI – «Un cedimento della condotta fognaria che ha poi creato un buco nel manto stradale e che non è correlato con i recenti lavori realizzati in via Diaz». Lo ha spiegato ieri sera, durante la seduta del consiglio comunale, l’assessore alla Mobilità e infrastrutture Antonio Piu, in risposta alla segnalazione della consigliera di maggiorana Francesca Arcadu che segnalava il disservizio creatosi in questi giorni in quel tratto di strada.

«Abbanoa ha già aperto il cantiere e sta avviando la ricognizione e il manto stradale sarà riparato a spese del gestore dell’acqua», ha detto ancora il rappresentante della giunta di Nicola Sanna. Sempre su via Diaz, poi, l’assessore ha risposto al consigliere di maggioranza Marco Manca che ha segnalato la questione del cordolo. L’assessore, nel ricordare che i lavori sono stati fatti nel rispetto delle norme, ha aggiunto che «questo tipo di lavori sono, indubbiamente una novità, e come tali hanno bisogno di tempo per essere assimilati, anche in una via considerata secondaria. Il cambio culturale ha bisogno di tempo – ha detto ancora –. La pista collega le sedi universitarie e l’ex Ma che, presto, sarà frequentato da molti studenti. Ci attendiamo che proprio qui anche l’Ersu promuova la realizzazione di una nuova stazione di bike sharing, oltre alle tre già realizzate dal Comune, in una prospettiva di collegamento che tutti ci auguriamo possa essere usata in sicurezza».

Per quanto riguarda la pista ciclabile, infine, nei giorni scorsi è stata aggiudicata la gara per il completamento del secondo lotto, quello compreso tra via Duca degli Abruzzi, via Milano, via Verona, via Washington, via Parigi e via Vienna. Tre chilometri circa di pista i cui lavori erano stati interrotti, e avevano comportato la risoluzione del contratto in danno con la ditta precedente, per negligenza della stessa impresa appaltatrice. A seguito di questo, gli uffici avevano avviato le procedure per la nuova gara. Ad aggiudicarsela, adesso, è stata la ditta Posadinu di Nulvi. I lavori, per circa 300 mila euro, dovranno essere conclusi entro il mese di giugno.
Gli operai dovranno intervenire per completare alcune opere nella piazza Conte di Moriana
, dove è stata installata una stazione di bike sharing, quindi sarà necessario rivedere le rampe di accesso negli incroci e nei passi carrabili. Nel tratto di via Duca degli Abruzzi che lambisce l’ex Ma la pista sarà realizzata in calcestruzzo architettonico. Sarà quindi necessario intervenire in alcune zone sul manto bituminoso e realizzare la segnaletica orizzontale e verticale. Nel tratto di strada, poi, tra via Washington, via Parigi e via Vienna la pista sarà bidirezionale sul piano stradale, separata dalla corsia delle auto da un cordolo.

Inoltre, è prevista la realizzazione di un intero anello di quasi 2 km nella parte esterna dell’ippodromo. Sarà realizzato in pavimento di tout venat dello spessore di 10 centimetri, previo trattamento del terreno per la predisposizione della nuova pavimentazione. La pista sarà delimitata, in quasi tutto il suo percorso, da una recinzione metallica alta 1,5 metri. «Dopo una serie di incontri che abbiamo fatto con i cittadini e il comitato di quartiere – conclude Antonio Piu – restituiamo l’ippodromo ai cittadini e la struttura si conferma punto di riferimento e occasione di socializzazione. Ecco, allora, che questo circuito consentirà ai cittadini, a piedi o in bicicletta, la migliore fruizione di questo importante impianto». Gli Uffici, infine, fanno sapere che sono stati collaudati i lotti uno e tre e che ammontano a poco meno di 10 mila euro le sanzioni erogate nei riguardi delle ditte per il ritardo nell’esecuzione dei lavori.

Nella foto i lavori della pista ciclabile

S.I.

“Campo di tiro in abbandono”

VILLANOVA MONTELEONE – “Dal 2011 il Campo di Tiro a Volo “Matteo Monti” in località “Su Muru e Traessu” verso in uno stato di completo abbandono. Lo denunciano in questa nota stampa i Consiglieri Comunali del Gruppo “Per Villanova” Bastianino Monti, Vincenzo Ligios, Salvatore Niolu e Cosetta Sanna, dopo un sopralluogo effettuato sul posto alcuni giorni fa a seguito di una segnalazione pervenuta da parte di appassionati che fino al 2010 frequentavano quell’impianto”.

“Infatti i campi di tiro dotati di Club House, insieme agli spazi verdi, erano un fiore all’occhiello per il paese e per tutto il territorio. Villanova Monteleone conta un numero alto di cacciatori e praticanti del tiro a volo e come si ricorderà nel 1987 si costituì la prima Società Sportiva dando avvio a questa iniziativa. Inizialmente in località “Sa Serra” con una unica macchina specialità fossa universale, successivamente fu costruito un campo in località “Sa Sorighina” con cinque macchine lanciapiattelli specialità fossa universale. Nel 1991 la Regione concesse all’Amministrazione Comunale un finanziamento di 264.000.000 delle vecchie lire che ha permesso la realizzazione in località “Su muru e traessu” di due campi olimpionici completi con 30 macchine lanciapiattelli, due campi da skeet, la costruzione in ossatura della Club House, le gradinate e i servizi igienici. Quindi negli anni 1993 e 1995 furono accesi due mutui dal Comune di € 231.000,00 che hanno permesso il completamento della Club House e l’arredamento della sala bar e della cucina. Dal 1994 la Società di Tiro a Volo Villanovese ha gestito egregiamente tutta la struttura coinvolgendo numerosi appassionati provenienti da tutta la Sardegna con l’organizzazione di numerose gare di valenza regionale e nazionale con i più forti tiratori che arrivavano dalla nostra regione e dal continente. Tra i risultati di prestigio che hanno portato alla ribalta Villanova Monteleone come veicolo promozionale c’è da ricordare e mettere in evidenza che la Società di Tito a Volo Villanovese si è classificata al primo posto nei campionati regionali ad Arborea e nei campionati italiani a Roma del 2005 e del 2006 di fossa olimpica”.

“Inspiegabilmente nel 2011 la Società Tav viene esclusa dai contribuiti comunali per la pratica sportiva, di fatto privando chi gestiva tutto l’impianto un minimo di finanziamento per le spese essenziali. Da quell’anno sia i campi che la Club House sono stati abbandonati tra il disinteresse degli Amministratori Comunali che nel giro di 6 anni non hanno mai garantito un minimo di manutenzioni ne ordinarie ne straordinarie. Quindi si possono notare le macchine lanciapiattelli completamene arrugginite, gli spazi e le pensiline completamente fuori uso così come i servizi igienici esterni. La Club House fatiscente che presenta crepe nei muri perimetrali e infiltrazioni di acqua piovana dal tetto. Il tutto documentato da numerose foto e da filmati”.

“I Consiglieri Comunali Sanna, Ligios, Niolu e Monti denunciano questa grave situazione partendo dal presupposto che la struttura è stata realizzata con soldi pubblici e con dei mutui a carico dei cittadini che sono appena scaduti uno nel 2012 e l’ultimo nel 2014. Pertanto considerato che finora chi amministra il paese sembra che abbia accantonato l’idea di dare un nuovo slancio al campo di tiro a volo, cosa alquanto grave, chiediamo che nei prossimi programmi e nei prossimi finanziamenti che si andranno a inoltrare alla Regione sia compreso il recupero di questo complesso sportivo e naturalistico per restituirlo ai villanovesi e ai numerosi appassionati di questo sport”.

Nella foto il campo abbandonato

S.I.

Bunnari e Platamona: interventi

SASSARI – Da una parte l’invaso di Bunnari alto, dall’altro la rotonda di Platamona in mezzo oltre 600 mila euro che il Comune ha in parte già speso e in parte si appresta a spendere. Di questo ha parlato ieri sera, durante la seduta del consiglio comunale di Sassari, l’assessore ai Lavori pubblici Ottavio Sanna in risposta a due segnalazioni, la prima del consigliere di maggioranza Franco Era e la seconda del consigliere di minoranza Giancarlo Carta.

«Stiamo portando a conclusione le procedure per il collaudo della diga del Bunnari alto – ha detto Ottavio Sanna – e grazie alla sollecitazione del Comune, con il settore Lavori pubblici, siamo arrivati a un confronto con la Regione e il ministero delle Infrastrutture per mettere in sicurezza la diga». L’amministrazione comunale ha quindi puntato alla riqualificazione dell’area del Bunnari alto per realizzare un invaso che fosse, oltre che fonte di approvvigionamento idrico, anche una opportunità di sviluppo turistico. «Per fare questo – ha aggiunto il rappresentante della giunta di Nicola Sanna – sono stati investiti 360mila euro. Adesso è necessario realizzare interventi per la messa in sicurezza del Bunnari basso. Di recente, al tavolo con il ministero e la Regione, abbiamo messo sul piatto la necessità di fondi, circa 6 milioni di euro, per concludere questa opera. Abbiamo elaborato delle schede progettuali per ottenere questo finanziamento, per l’ottenimento del quale sono molto fiducioso».

L’assessore ai Lavori pubblici quindi ha concentrato il suo intervento sulla spiaggia di Platamona. «Sino a dicembre scorso era impossibile intervenire sulla rotonda di Platamona – ha ricordato Ottavio Sanna – questo perché era gravata dal sequestro imposto dall’autorità giudiziaria. Dalla Regione siamo riusciti a ottenere 300 mila euro per mettere in sicurezza la rotonda. Stiamo predisponendo, concordato con il Comune di Sorso, un intervento che riqualifichi la rotonda di Platamona e che sia in continuità con l’intervento che l’amministrazione della Romangia sta portando avanti. Questo perché vorremmo ci fosse un progetto unico che arrivi sino all’area di Abbacurrente». Gli uffici inoltre, ha fatto sapere in chiusura l’assessore, stanno lavorando a un progetto di riqualificazione dell’area compresa tra la Rotonda e la torre aragonese di Abbacurrente.

Nella foto il crollo della rotonda di Platamona

S.I.