Rilancio Ccn: in arrivo 1,5 milioni

CAGLIARI – Subito 1,5 milioni per il rilancio dei Centri commerciali naturali (CCN), la costituzione di un elenco regionale sempre aggiornato e la semplificazione delle regole di accesso e delle procedure per la richiesta dei contributi. Li prevedono due delibere approvate ieri dalla giunta regionale su proposta dell’assessora del Turismo, Artigianato e Commercio Barbara Argiolas. CCN, ruolo economico e sociale. “Le piccole attività commerciali, artigianali e di servizi – dice l’esponente della Giunta – hanno un ruolo di presidio delle comunità: mantengono vivi i nostri centri urbani e sono un importante strumento di lotta allo spopolamento e al degrado, soprattutto nei centri storici e nei paesi a rischio desertificazione. Dall’affiliazione in Centri commerciali naturali, infatti, scaturiscono iniziative che rivitalizzano i centri urbani e rendono fruibili e vivi gli spazi pubblici. Con queste delibere vogliamo rafforzare la costruzione di queste reti in modo che, oltre al ruolo sociale, possano affermarsi come leve per lo sviluppo territoriale: l’aggregazione e l’innovazione sono la chiave per restare al passo col mondo che cambia e contrastare il peso sempre maggiore della grande distribuzione e delle vendite on line.”

Elenco regionale e semplificazione. La prima delle due delibere prevede l’istituzione di un nuovo Elenco regionale dei CCN, caratterizzato dalla semplificazione delle regole di accesso (sarà sufficiente autocertificare la documentazione da inviare a corredo della domanda), dalla cancellazione dei CCN inattivi per un congruo lasso di tempo e dall’aggiornamento continuo delle informazioni. “In questo modo – spiega Argiolas – la Regione avrà sempre il polso della situazione a livello locale e potrà individuare interlocutori stabili e qualificati in grado di dialogare e collaborare nella definizione e attuazione delle politiche di settore.”
1,5 milioni fino al 30 giugno 2018. Il secondo provvedimento approvato dall’esecutivo fissa invece le nuove direttive per i programmi annuali di sostegno dei Centri commerciali naturali. La legge regionale n.6 del 13 aprile 2017 ha stanziato 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2017, 2018 e 2019 a favore dei CCN operanti nei Comuni sardi. “Per rilanciare subito le attività dei CCN abbiamo deciso di destinare subito 1,5 milioni di euro dal 1 luglio 2017 fino al 30 giugno 2018: il finanziamento dei contributi era atteso da tempo e richiesto da più parti, vogliamo lanciare un segnale di operatività immediata alle realtà operanti sul territorio”, dice l’esponente della Giunta.

Aggregazione e promozione. Inoltre, le nuove direttive inseriscono tra le categorie di spesa ammissibili le azioni di direct marketing e fidelizzazione (che diventano obbligatorie), le manifestazioni e iniziative di animazione, le azioni di pubblicità e comunicazione. “Vogliamo – dice Barbara Argiolas – che i CCN abbiano più possibilità di entrare in contatto con nuovi clienti e riducano i costi individuali per la comunicazione e la commercializzazione dei prodotti. Le aggregazioni di imprese sono oggi una delle principali strade da percorrere per affrontare un mondo profondamente cambiato, nel quale i consumatori possono effettuare i propri acquisti sul mercato globale. Le attività commerciali e artigianali assicurano una dimensione umana e sociale oggi più che mai fondamentali per garantire la vivibilità dei nostri piccoli centri e dei nostri quartieri”.

Programmi di promozione a lunga scadenza. I contributi sono concessi, secondo quanto disposto dalla legge 5 del 2006, fino al 70% delle spese ritenute ammissibili e il tetto massimo è fissato a 40 mila euro dall’articolo 4 delle nuove direttive allegate alla delibera. Per dare continuità al sostegno pubblico, inoltre, verrà attivato uno strumento a sportello che favorirà la presentazione di progetti nell’arco di 12 mesi, in modo che i CCN compresi nell’elenco regionale possano programmare più facilmente le attività. Sarà dunque possibile presentare massimo 3 domande nell’arco dei 12 mesi, nel rispetto del tetto di spesa massimo. Osserva l’assessora: “In questo modo, facilitiamo la migliore distribuzione degli incentivi a livello territoriale e invitiamo i CCN a sganciarsi dagli eventi di pochi giorni e settimane per iniziare a lavorare su programmi di promozione a lunga gittata.” Dopo il parere della quinta Commissione del Consiglio regionale, le direttive torneranno alla Giunta per l’approvazione definitiva.

Nella foto al centro l’assessore Argiolas

S.I.

Metanizzazione, si entra nel vivo

SASSARI – “Il Piano per la metanizzazione della Sardegna è ormai entrato nella fase attuativa. Ci sono i progetti per la Dorsale sarda, quelli già avanzati sui depositi costieri e soprattutto c’è la certezza delle risorse finanziarie previste nel Patto per la Sardegna siglato con il Governo nazionale un anno fa. Sul metano, insomma, la Giunta Pigliaru ha fatto sicuramente più di quanto non sia stato fatto negli ultimi trent’anni”. Lo ha detto l’assessora dell’Industria, Maria Grazia Piras, intervenendo questa mattina a Sassari all’undicesima edizione di EnerLoc – Energia, Enti Locali, organizzata come ogni anno dalla Fondazione Promo P.A.

L’assessora Piras ha riassunto le tappe che hanno portato prima all’approvazione del Piano Energetico Ambientale Regionale e parallelamente, dopo l’uscita della Regione dal Progetto Galsi, al Piano per la metanizzazione dell’isola. “Ogni anno che passa l’assenza del metano costa alla Sardegna 400 milioni di euro”, ha ricordato l’assessora. “Per questa ragione la Giunta regionale ha inserito la metanizzazione come obiettivo di legislatura. Noi contiamo di avere il metano nel corso del 2018 sui primi depositi costieri, già autorizzati o in corso di autorizzazione”. L’assessora Piras ha poi sottolineato come il modello di metanizzazione sia basato su sistemi di stoccaggio isolati, sistemi di stoccaggio con annesso impianto di rigassificazione di piccola taglia e una Dorsale regionale. “Inoltre – ha detto l’assessora dell’Industria – pensiamo che l’isola possa diventare un hub importante nel Mediterraneo per quanto riguarda il bunkeraggio navale a GNL. È un’opportunità concreta dato che il Governo sta proponendo, all’interno della Strategia Energetica Nazionale, l’istituzione sperimentale di un’area SECA nei mari della Sardegna”.

Nella foto l’assessore Piras

S.I.

Regione, La Base molla Pigliaru

CAGLIARI – “La Base non fa più parte (anche se non è mai stata organica) della maggioranza in Consiglio regionale, come del resto aveva già comunicato il consigliere regionale Gaetano Ledda durante la conferenza stampa con la quale è stata presentata l’alleanza con il Partito sardo d’azione e la costituzione del gruppo consiliare Partito sardo d’azione-La Base”. Cosi dal partito che dunque molla il Presidente Pigliaru in vista della creazione di un polo civico con altre forze regionali.

“L’accordo, La Base – Psd’Az è il nucleo di una nuova proposta politica aperta a tutti i movimenti e partiti civici ed identitari, una proposta di governo civico sardista seria e praticabile, alternativa alla situazione attuale che tutti ormai hanno sperimentato sulla propria pelle. Già da inizio mandato abbiamo censurato pubblicamente alcune azioni o meglio non azioni della Giunta regionale. In campo sanitario ed agricolo, ad esempio, la burocratica e dannosa gestione delle patologie animali della peste suina e lingua blu, la distruzione della sanità del centro Sardegna e la cancellazione del servizio sanitario in territori come Nuoro, Sorgono e Ozieri. E coerentemente abbiamo chiesto le dimissioni e poi votato la sfiducia di assessori incompetenti e deleteri”.

“Cosi come in materia di trasporti abbiamo chiesto inutilmente di risolvere la convenzione Tirrenia o di intervenire con le low cost con interventi pubblicitari. Ma anche con una nostra proposta di legge nazionale per la regionalizzazione della gestione unitaria di porti e aeroporti. Piuttosto abbiamo sollecitato a vuoto la Giunta sull’approvazione di una legge sull’acqua ed il diritto all’erogazione sociale o ancora opponendoci in solitaria alla realizzazione dell’inutile e costoso inceneritore di Macomer”.

Come anche siamo stati gli unici a chiedere la risoluzione, con un piano pluriennale, del precariato nell’Aras, o ancora abbiamo proposto nel silenzio totale di integrare l’accordo sulle entrate con lo Stato, compensando e riducendo gli accantonamenti con i trasferimenti statali agli Enti locali (Enti locali a finanza regionale e senza burocrazia statale) oppure chiedendo l’avvio della zona franca doganale per un maggior introito di circa un miliardo nelle casse della Regione. Oltre ad aver denunciato la paralisi dell’agenzia Forestas.

Da ultimo abbiamo preso atto del fallimento della Giunta regionale sulla crisi del prezzo del latte. Prima hanno perso tempo nel non ascoltare la nostra proposta di patto per il latte e poi quando sono stati costretti dalla piazza ad approvarla non sono riusciti a metterla in pratica, per manifesta incapacità, lasciando morire un intero settore. Diciamo, quindi, che è una risoluzione per inadempimento di un accordo. Accordo, peraltro, stipulato con un altro presidente, quello che aveva vinto le primarie.

Nella foto il gruppo regionale Base-Psd’Az

S.I.

Gioventù Nazionale: congresso

SASSARI – Giovedì 29 Giugno 2017, dalle ore 17:30 alle ore 19:00 si svolgerà a Sassari, presso la sala conferenze di Palazzo Segni il primo congresso provinciale di Gioventù Nazionale, movimento giovanile di Fratelli d’Italia AN. Durante il congresso, che sarà presieduto da Gianfranco Langella, verrà esposta, discussa e votata la mozione unitaria presentata dagli iscritti, in seguito verranno discusse le iniziative politiche in programma per i prossimi mesi, parteciperanno inoltre al congresso in qualità di rappresentante di lista Andrea Carbone e Gabriele Pinna come segretario di seggio.

Nella foto Gianmaria Chessa

S.I.

Legge Edilizia, attività più semplice

CAGLIARI – Il Consiglio regionale ha approvato stasera la legge sulle ‘Disposizioni urgenti in materia urbanistica ed edilizia’. Il testo presentato dalla Giunta Pigliaru, su proposta dell’assessore dell’Urbanistica Cristiano Erriu, ha tenuto conto dei suggerimenti formulati nei numerosi incontri organizzati in tutta l’Isola con diversi soggetti portatori di interesse tra i quali sindacati, associazioni di categoria e Rete delle professioni tecniche.
“Il provvedimento – sottolinea Erriu – introduce numerosi elementi di chiarezza e semplificazione normativa che consentiranno agli uffici tecnici degli enti locali e ai professionisti di superare le criticità delle precedenti leggi di settore. Inoltre saranno date risposte chiare a dubbi interpretativi, alcuni dei quali sono emersi chiaramente durante l’attività di supporto ai Comuni nell’applicazione e nell’interpretazione delle disposizioni legislative regionali in materia urbanistica ed edilizia”.

“Le norme introdotte – prosegue Erriu – risolvono parecchi problemi, ad esempio sulle tolleranze edilizie, sulle opere soggette a semplice segnalazione certificata di inizio attività che sono notevolmente ampliate, sulle categorie funzionali e il mutamento delle destinazioni d’uso, sugli interventi di edilizia libera, sui parcheggi privati, su accertamenti di conformità, sugli strumenti di pianificazione urbanistica e dei litorali. Nuove disposizioni di notevole interesse dei cittadini riguardano i centri rurali, il riuso di volumi edilizi, il trasferimento volumetrico per la riqualificazione paesaggistica, gli usi civici, i frazionamenti di unità immobiliari a seguito degli interventi di incremento volumetrico. Vi sono norme di incentivazione degli interventi di riuso del patrimonio edilizio dismesso e per l’efficientamento energetico introdotte per combattere il fenomeno dello spopolamento dei centri storici e dei centri di antica e prima formazione. Vengono istituiti, infine, l’Osservatorio regionale per l’urbanistica e l’edilizia e la Commissione permanente sulle problematiche edilizie e urbanistiche della disabilità. Di grande importanza anche le disposizioni straordinarie per il completamento degli edifici mai ultimati”.

Nella foto l’assessore Cristiano Erriu

S.I.

G7 Trasporti: grande presa in giro

CAGLIARI – “Si è concluso da qualche giorno il summit del G7 trasporti ed è tempo di bilanci sull’operato di una classe dirigente subalterna e sempre più scollata dalla realtà e sempre meno interessata a risolvere le grandi questioni sociali che interessano l’isola. Sapevamo che il summit internazionale sui trasporti sarebbe stata l’ennesima vetrina per i potenti con nessuna vera intenzione di risolvere le criticità della Sardegna, sempre più isolata rispetto ai collegamenti esterni e attraversata da una rete stradale e ferroviaria del tutto inadeguata a soddisfare le esigenze di mobilità dei Sardi”. Cosi il Fronte Indipendentista Unidu sul vertice internazionale riguardante i trasporti.

“Oggi il nord e il sud dell’Isola sono collegati da una superstrada che per circa metà del suo tracciato si presenta in condizioni di manutenzione disastrose, creando per chiunque la percorre delle situazioni costanti di pericolo. Diverse sono le opere incompiute che impediscono gli spostamenti da una parte all’altra della Sardegna. Una su tutte la Sassari-Olbia, costellata di croci e di promesse di vari esponenti della classe politica centralista che si susseguono da circa un decennio tra arresti per mafia ed interruzioni dei lavori dovuti all’incapacità di portare a termine un’opera, giunta oggi ad appena metà del suo tracciato, nell’interesse della collettività. L’ultima promessa ci arriva proprio dal ministro Del Rio, che in occasione del summit, non ha trovato altri argomenti riguardanti i trasporti, il diritto alla mobilità e le pari opportunità da garantire alla Sardegna rispetto agli altri territori”.

“Nessuna valutazione sull’inefficiente rete ferroviaria sarda che si snoda quasi esclusivamente su monorotaia con treni (la maggior parte alimentati a gasolio) che non superano i 70km orari. Tali condizioni di disparità e arretratezza dovrebbero spalancare gli occhi dei sardi, specialmente quando la Regione annuncia investimenti per la realizzazione di progetti avveniristici come l’ipertunnel supersonico che dovrebbe collegare Cagliari a Bastia in venti minuti, salvo poi rendersi conto che i tempi di percorrenza della tratta ferroviaria Cagliari-Sassari, con l’impiego dei treni superveloci acquistati dalla Spagna, costati la bellezza di 78milioni di euro, sono di tre ore, con un risparmio di appena 20 minuti rispetto alle vecchie motrici”.

“Ricordiamo che, a partire dal 1956, secondo la semplice logica del profitto che considera secondaria la certezza dell’erogazione dei servizi per i cittadini, la progressiva chiusura di tratti di strada ferrata per il trasporto civile avrebbe richiesto un taglio dei costi in favore del trasporto su gomma considerato più economico, il quale non si è tradotto, però, in un miglioramento dei servizi. Ancora oggi, invece di grossi investimenti regionali in virtù di una maggiore popolazione sarda rispetto a quella di sessant’anni fa che risponderebbe ad un maggior bacino di utenza, assistiamo a diminuzioni di corse giornaliere, tagli sul personale, sparizione di collegamenti ferroviari, che contribuiscono paradossalmente allo spopolamento delle nostre comunità, al senso di isolamento e alla dispersione scolastica”.

“O ancora, l’annuncio, giunto il giorno precedente al summit, dell’investimento da 15 milioni di euro per la mobilità elettrica presentato in pompa magna da Pigliaru proprio all’apertura del G7, investimento che consentirà di realizzare un’infrastrutturazione diffusa per i veicoli elettrici. Ci sarebbe da rallegrarsi di simili iniziative se la Sardegna fosse dotata di un piano di infrastrutture tali da consentire di ottenere reali traguardi in termini di incentivo alla mobilità sostenibile ma, per come stanno oggi le cose, anche questa si presenta come l’ennesima operazione speculativa a danno dei sardi, i quali fra tre anni si ritroveranno opere inutilizzabili, sostituite da innovazioni più recenti, per il solo fatto che si impiegano milioni per avviare progetti che andrebbero realizzati dopo aver risolto le attuali criticità legate ad una sostanziale assenza di infrastrutture stradali e ferroviarie efficienti in tutta l’isola. È come se si volesse costruire una casa partendo dal tetto anziché dalle fondamenta. Un sistema affaristico collaudato dalla politica coloniale per favorire appalti e alimentare il sottobosco clientelare attraverso il quale negli anni il PD ha costruito il suo impero di potere”.

“I nostri politici non hanno perso occasione per mettersi in posa davanti a telecamere e fotografi, per conquistare il loro minuto di celebrità al fianco dei potenti della terra, ma non una sola richiesta di maggiori diritti e dignità è scaturita dalla loro bocca. Persino l’accordo tra Sardegna, Baleari e Corsica non è nient’altro che una richiesta di finanziamenti pubblici tesi ad assicurare un aumento del flusso di passeggeri in entrata nei periodi di bassa stagione. Nulla che possa, neppure in minima parte, risolvere le questioni legale alla mobilità dei sardi, i cui spostamenti sono resi difficili dall’assenza di collegamenti, dagli elevati costi dei trasporti marittimi e dalla riduzione delle tratte aree dopo il dimensionamento della compagnia irlandese Ryanair e il conseguente declino dell’aeroporto di Alghero, le cui conseguenze si ripercuotono sull’economia di tutto il nord ovest dell’Isola”.

Esplicativo il fatto che il summit si sia aperto a bordo della Tirrenia, una compagnia che ogni anno incassa 73 milioni di euro dallo Stato italiano senza assicurare alcuna continuità di collegamento. Si tratta di precise scelte politiche tese ad assicurare un regime di oligopolio per quanto concerne i trasporti marittimi e non devono sorprendere quindi gli annunci, puntualmente disattesi, di riduzione dei costi dei biglietti e di revisione dei contratti di servizio. L’armatore Onorato gode di un potere economico incontrastato e di appoggi politici consolidati, tanto da potersi concedere il lusso di ingannare e illudere i sardi attraverso proclami e promesse del tutto inattendibili, basti ricordare che l’anno scorso, nell’ambito dei lavori de “La Leopolda”, la kermesse renziana, aveva annunciato la riduzione del costo dei trasporti per i sardi, affermando che ci sarebbero state tratte navali al costo di 14 euro. Promessa puntualmente non mantenuta.

“La delicata questione dei trasporti sardi si lega agli interessi delle compagnie aree Meridiana e Alitalia. Ciò a cui abbiamo assistito negli ultimi anni ad opera dell’azione di governo del prof. Pigliaru e dell’assessore Deiana è stato un piano predeterminato che ha volutamente trascinato la Sardegna indietro di vent’anni, in una condizione di isolamento divenuta ormai insostenibile, allo scopo di intercettare i finanziamenti utili al salvataggio di Meridiana e Alitalia da parte degli sceicchi arabi. Operazioni politiche decise fuori dall’Isola ma a cui tutta la classe politica sarda si è allineata, esponendoci in tal modo ad una doppia dipendenza, quella dallo Stato italiano e quella degli sceicchi arabi, in particolare dei sovrani del Qatar i quali, in cambio di investimenti cospicui sui trasporti (oltre che sulla sanità), puntano a creare un impero immobiliare sulle coste del nord est dell’Isola”.

Il Fronte Indipendentista Unidu trae pertanto un bilancio negativo del G7 nella piena consapevolezza che non siano questi i contesti nei quali richiedere maggiore dignità e maggiore libertà di scelta e che i popoli e le Nazioni senza Stato come la Sardegna, debbano invece boicottare l’incontro dei potenti della Terra, i quali decidono abusivamente le sorti delle aree più povere e periferiche sulla base degli interessi egoistici delle aree più ricche ed influenti del globo”.

“L’attuale classe dirigente sarda ha ormai definitivamente abdicato al suo ruolo di rappresentanza del popolo sardo, ha fatto carta straccia di quel poco di autonomia concessa e si è posta completamente al servizio degli ordini impartiti da Roma, prestandosi ad una farsa che in Sardegna assume sempre di più i tratti di una tragicommedia. Il Fronte Indipendentista Unidu individua come decisiva, per lo sviluppo socio-economico della Sardegna, l’acquisizione di pieni poteri che consentano di mettere in atto un concreto piano di infrastrutture indirizzate a creare le condizioni per una efficiente mobilità per tutti i suoi abitanti”.

Iglesias a fuoco: indagini e controlli

CAGLIARI – Massima attenzione anche oggi sul fronte incendi a causa delle alte temperature che sono attese sino a domani sera. Sotto controllo l’incendio divampato ieri a Iglesias, ora in fase bonifica. “Sono in corso le attività di indagini del Corpo forestale per accertare le cause del rogo e gli inquirenti stanno lavorando sull’ipotesi di pista colposa”, dichiara l’assessora con delega alla Protezione civile Donatella Spano che ieri ha fatto un sopralluogo insieme ai direttori regionali Graziano Nudda e Gavino Diana per incontrare il sindaco Emilio Gariazzo e le squadre impegnate nello spegnimento: la Protezione civile e i volontari, il Corpo forestale, l’Agenzia Forestas e i Vigili del Fuoco.

“Ringrazio tutti per il grande impegno, il senso di responsabilità e l’enorme professionalità di tutti – ha detto incontrando le forze in campo della macchina contro il fuoco -. Le organizzazioni di volontariato hanno lavorato al massimo, sempre con enorme generosità. Anche ieri si è data prova di grande sinergia fra tutte le forze in campo, locali, regionali e statali”.

Nella foto il vasto incendio che ha travolto la zona di Iglesias

S.I.

Regione, bando riuso per 10 fari

CAGLIARI – Dieci fari tra i più noti della Sardegna, in zone di particolare rilievo paesaggistico ed ambientale e di grande potenzialità turistiche, saranno dati in locazione o in concessione per essere oggetto di interventi di restauro e riutilizzo. All’interno di una visione che promuove, in sinergia tra diversi livelli amministrativi e con il coinvolgimento dei privati, la piena valorizzazione degli immobili esistenti, la Regione e l’Agenzia del Demanio, per la prima volta in Italia, in un rapporto di proficua collaborazione, elaboreranno congiuntamente un bando che riguarderà ben 10 tra fari e stazioni semaforiche: 9 regionali e uno ancora in capo allo Stato.

“La Regione possiede beni di grande valore: vogliamo metterli in grado di creare reddito e occupazione”, ha detto il presidente della Regione Francesco Pigliaru. “Siamo ben consapevoli che giocare questa partita significa dover affrontare complessità burocratiche e contenziosi, ma non si può continuare a tenerli bloccati come è stato fatto per troppo tempo, con il risultato di vederli trasformati spesso in ruderi abbandonati. Siamo determinati a metterli a disposizione – ha concluso il presidente Pigliaru -, e nel caso dei fari ci siamo riusciti grazie ad un importante lavoro di squadra e alla collaborazione con l’Agenzia del Demanio, che ci permette di raggiungere una maggiore e immediata visibilità internazionale”. La Giunta, su proposta dell’assessore dell’Urbanistica Cristiano Erriu e di concerto con gli assessori della Difesa dell’Ambiente Donatella Spano e del Turismo Barbara Argiolas, ha infatti dato mandato all’Assessorato degli Enti locali di stipulare un accordo di collaborazione con l’Agenzia del Demanio per la predisposizione e attuazione degli atti esecutivi del Progetto Orizzonte Fari, in attuazione del Programma integrato di valorizzazione dei compendi costieri, predisposto dalla Conservatoria delle Coste della Sardegna e approvato dalla Giunta regionale con deliberazione n. 19/45 del 14 maggio 2013.

Il Programma integrato di valorizzazione include i seguenti fari e stazioni semaforiche:
vecchio faro di Razzoli (La Maddalena);
faro di Punta Filetto – Isola di Santa Maria (La Maddalena);
ex stazione di vedetta di Marginetto (La Maddalena);
ex faro di Capo d’Orso (Palau);
ex stazione segnali di Capo Sperone (Sant’Antioco);
ex stazione semaforica di Capo Ferro (Arzachena);
ex stazione di vedetta di Capo Fìgari (Golfo Aranci);
ex stazione segnali di Punta Falcone (Santa Teresa Gallura);
ex stazione semaforica di Punta Scorno (Isola dell’Asinara);
faro di Capo Comino (Siniscola), ancora in capo allo Stato.

Il restauro degli edifici esistenti è consentito negli ambiti di paesaggio costieri. Eventuali modifiche alle disposizioni contenute negli strumenti urbanistici comunali possono essere apportate attraverso specifiche varianti, anche per interventi di riuso e trasformazione a scopo turistico-ricettivo degli immobili.
“La Regione possiede beni di grande valore e vogliamo metterli in grado di creare reddito ed occupazione”, spiega il presidente della Regione Francesco Pigliaru. “Siamo ben consapevoli che giocare questa partita significa dover affrontare complessità burocratiche e contenziosi, ma non si può continuare a tenerli bloccati come è stato fatto per troppo tempo, con il risultato di trasformarli spesso in ruderi abbandonati. Facciamo la nostra parte mettendoli a disposizione perché, nel rispetto delle regole, tornino a nuova vita e vengano resi produttivi. Siamo determinati ad andare avanti in questa direzione”, conclude il presidente PIgliaru. “Nel caso dei fari ci siamo riusciti grazie ad un importante lavoro di squadra e alla collaborazione con l’Agenzia del Demanio, che ci permette di raggiungere una maggiore e immediata visibilità internazionale”.

“I fari e le stazioni semaforiche – sottolinea l’assessore Erriu – sono collocati in promontori o piccole isole, in zone dichiarate di pubblico interesse, talvolta all’interno di Parchi e riserve nazionali o regionali oppure di aree marine protette e di siti di interesse comunitario. Sono immobili di proprietà pubblica, dunque soggetti a vincolo storico-culturale. Anche le norme tecniche di attuazione del Piano Paesaggistico Regionale, nel riconoscere alla rete infrastrutturale storica la natura di bene identitario, ricomprendono fanali e fari, che devono essere oggetto di interventi di valorizzazione e riuso nel contesto dei circuiti di fruizione del paesaggio. Con il coinvolgimento degli imprenditori privati e delle amministrazioni locali su cui questi beni ricadono, valuteremo i progetti più ambiziosi che contribuiscano al rilancio economico e turistico dei territori, nel rispetto dell’ambiente e del paesaggio. Abbiamo voluto impostare un approccio unitario di questa materia, per costruire un circuito di fruizione dei paesaggi costieri in maniera integrata”, spiega Erriu. “Per questo motivo stipuleremo un accordo di collaborazione con l’Agenzia del Demanio, che di recentemente ha dato vita al Progetto Valore Paese Fari, il quale punta alla promozione di una rete nazionale dedicata ad una forma di turismo sostenibile, legata alla cultura del mare e dell’ambiente mediterraneo. Tale accordo consentirà di utilizzare un unico modello gestionale nella ricerca dei migliori aggiudicatari per una valorizzazione del patrimonio costiero inclusiva”.

“Questa iniziativa è perfettamente in linea con le nostre politiche ambientali – afferma l’assessora della Difesa dell’Ambiente Donatella Spano –. Naturalmente i bandi selezioneranno progetti vincenti, cioè rispettosi di tutti i principi della sostenibilità sia nel restauro che nella fruizione delle aree. Negli atti di concessione dovranno infatti essere contemplati impatti ambientali minimizzati, compresa la gestione dei rifiuti, e dovranno essere definiti alti standard di qualità ambientale per la fruizione dei beni resi accessibili, specialmente in quelli situati nei parchi nazionali e nelle aree marine protette”.

“Si tratta – dice l’assessora del Turismo Barbara Argiolas – di strutture inserite in scenari di grande pregio che avranno nuova vita e potranno essere valorizzate, sempre nel rispetto di quel modello di sviluppo sostenibile che questa amministrazione sta portando avanti. Riteniamo che questa seconda vita dei fari ci aiuterà a rendere più ampia anche la nostra offerta di qualità. In tutto il mondo le vecchie torri costiere di segnalazione, quelle ancora operative e quelle dismesse, sono sempre più spesso oggetto di riconversioni e soddisfano target di turisti sensibili alla salvaguardia del paesaggio e ad alta capacità di spesa.

Nella foto gli assessori della Giunta Pigliaru

S.I.

Dati Lavoro: è record disoccupazione

CAGLIARI – “Oltre a quello elettorale e referendario, c’è un dato che dovrebbe indurre il presidente della Regione a compiere una seria riflessione: quelli sul tasso di disoccupazione e sul numero di occupati, che sono i peggiori degli ultimi 25 anni”. Lo ha dichiarato Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia Sardegna. “Al di là dei contorsionismi dell’assessore – prosegue il forzista- i dati Istat sul primo trimestre certificano un tasso di disoccupazione che arriva al 20,1 e il numero di occupati si ferma a 532 mila. Sono i dati – ha aggiunto Cappellacci-, nella loro oggettività, a smentire tre anni di propaganda, di fantomatiche politiche keynesiane e dell’illusione ottica che si possa creare lavoro snobbando l’impresa e mortificando i settori tradizionali della nostra economia. E’ ora – ha concluso Cappellacci- che i baroni del ‘rettorato magico’ di Pigliaru tornino a tenere lezioni e convegni”.

Nella foto Ugo Cappellacci

S.I.

Centrodestra trionfa: ora le primarie

CAGLIARI – “I Riformatori sono stati fondamentali in questa straordinaria vittoria, unico partito “sardo davvero” che non si è mai piegato alle lusinghe del centrosinistra. Le nostre liste hanno lavorato con una passione e un entusiasmo mai viste prima, mettendo una seria ipoteca sulle prossime elezioni regionali. Adesso avanti con le primarie per la scelta del candidato alla presidenza della Regione. Il nostro obiettivo è liberare la Sardegna dalla cappa opprimente del sistema di potere del PD e alla sua piccola politica disitruttiva di assistenzialismo e clientelismo. Ma soprattutto far ripartire la nostra Isola, restituire ai sardi speranza e prospettive.” Lo dichiara il consigliere regionale dei Riformatori Michele Cossa.

Nella foto un incontro dei Riformatori Sardi

S.I.