Alleanza Verdi e Sinistra, nuova sede, iniziative, elezioni e Consiglio: parla Beatrice Podda |

ALGHERO – Nonostante all’orizzonte non vi siano importanti scadenze elettorali, la politica è sempre in movimento. E così deve essere, del resto, come dice il noto adagio, “chi si ferma è perduto”. In questo solco c’è chi semina tutti i giorni in vista dei momenti di raccolta che, nell’arte di governare, appunto, sono le scadenze elettorali.

Come anticipato da Algheronews, Europa Verde, partito del sindaco Raimondo Cacciotto, mette radici ad Alghero. Dopo l’ottimo risultato alle consultazioni cittadine, ottenuto grazie ad una coalizione molto vasta e allargata a importanti settori dell’ex-centrodestra, il movimento civico Futuro Comune ha preso sempre più nettamente le sembianze del partito dell’assessore regionale e portavoce isolano Antonio Piu.

Una forza politica che, insieme a Sinistra Italiana, compone “Alleanza Verdi e Sinistra”, aggregazione che nel Consiglio Comunale vede i “portabandiera” (rossa) di Anna Arcasedda e Gianni Occhioni e di fatto anche di Giampietro Moro, eletto anche lui con una civica (Città Viva) e soprattutto di Beatrice Podda che, nonostante la giovane età e la prima esperienza consiliare, ha già “scalato” il movimento divenendo la capogruppo (di Futuro Conune) e pure la co-portavoce provinciale di AVS.

Il “battesimo” della sede in via Pascoli ha visto la partecipazione di un nutrito pubblico tra curiosi, interessati e amministratori, tra cui diversi iscritti alla forza politica di Bonelli e Fratoianni. Dalle parole degli intervenuti sono emersi diversi spunti, tra cui alcuni passaggi sui momenti più importanti della politica, come detto, le elezioni. Nello specifico la “madre” di esse ovvero le politiche, che saranno fra poco più di un anno. Antonio Piu ha detto che non sarà in lizza, ma i rumors, da tempo, lo danno sicuramente presente nella lista che predisporrà Avs. Del resto elezioni così importanti come le prossime nazionali, salvo altre scadenze elettorali anticipate, che non sono aprioristicamente da escludere, non possono non vedere candidati i vari leader delle forze in campo.

Su questi argomenti e sul percorso di Europa Verde e dunque Alleanza Verdi e Sinistra, abbiamo intervistato co-portavoce provinciale Beatrice Podda

 

INTERVISTA CON BEATRICE PODDA

Nuovo Piano Protezione Civile, “Frutto di incontri e lavoro, impegno rispettato”

ALGHERO – Il Consiglio Comunale ha approvato in data odierna l’aggiornamento del Piano di Protezione Civile, uno strumento fondamentale per la sicurezza del territorio e della comunità.
A darne notizia è il Presidente della Commissione Consiliare Protezione Civile, Christian, che sottolinea il grande lavoro svolto in questi mesi: “Desidero ringraziare gli uffici comunali e tutti i tecnici coinvolti per il prezioso contributo. Questo risultato è frutto di otto mesi di lavoro intenso, di confronto e di approfondimento, che ci hanno consentito di dotare il nostro Comune di uno strumento moderno, efficace e pienamente rispondente alle esigenze del territorio.”

Il nuovo Piano di Protezione Civile si configura come un piano dinamico e innovativo, grazie all’utilizzo della tecnologia GIS (Geographic Information System), che lo rende completamente interattivo e aderente alla realtà territoriale. Un sistema che consente aggiornamenti costanti e puntuali, trasformando il piano nello specchio fedele di quanto emerge e si evolve sul territorio.
Il Piano è costituito da tre documenti fondamentali:
Il Modello di Intervento, redatto secondo la linea “Augustus”, che raccoglie tutte le informazioni operative e definisce con chiarezza la suddivisione delle competenze tra gli addetti all’emergenza, con un ruolo centrale assegnato alle attività di prevenzione;

Le Procedure Operative, che stabiliscono l’iter di gestione delle attività sia in fase di pre-emergenza sia in emergenza, articolate nelle diverse fasi di criticità;  La Cartografia, nella quale sono evidenziati i rischi presenti sul territorio, i punti critici e tutte le informazioni necessarie alla pianificazione delle attività di salvaguardia e assistenza alla popolazione.  “Con questo aggiornamento – conclude il Presidente – rafforziamo la capacità del nostro Comune di prevenire, affrontare e gestire le emergenze in modo organizzato, tempestivo e coordinato. La protezione civile non è solo intervento, ma soprattutto pianificazione e prevenzione.”

L’Amministrazione conferma così il proprio impegno costante nella tutela della sicurezza dei cittadini e nella costruzione di un sistema di protezione civile sempre più efficiente e al passo con l’innovazione tecnologica”, chiude la nota il presidente della commissione consiliare protezione civile

Nuovo Piano di Protezione Civile: ok unanime dal Consiglio

ALGHERO – Alghero prosegue nel rafforzamento del sistema locale di Protezione Civile. Il Consiglio Comunale con voto unanime dei 22 consiglieri presenti ha approvato stasera la delibera di aggiornamento del Piano.  Nuovi scenari di rischio, adeguamento delle procedure, nuovi procedimenti operativi : il nuovo testo prende il via dal percorso di rafforzamento del sistema avviato già nel dicembre scorso, con la decisione della Giunta, su proposta del Sindaco Raimondo Cacciotto, l’autorità comunale di Protezione Civile, di procedere all’aggiornamento del piano e contestualmente predisporre uno schema di convenzione con le associazioni di volontariato del territorio. L’aggiornamento del Piano di Protezione Civile del Comune di Alghero è composto da tre modelli di intervento e sei carte suddivise in rischio emergenza e pericolo. I rischi principali  per il nostro territorio sono quelli di incendi da interfaccia, rischio idraulico (alluvioni), rischio idrogeologico (frane), a cui si aggiungono ulteriori due scenari di rischio idrogeologico da temporali e rischio mareggiate.  L’aggiornamento è stato predisposto da un professionista incaricato dall’ufficio competente e ha visto un lavoro importante,  preliminare ai lavori in aula, nella Commissione consiliare V.
 “Vogliamo che lo strumento assuma caratteristiche di massima efficacia per rendere Alghero più pronta, più reattiva e più sicura” – ha affermato oggi Raimondo Cacciotto. “Prevenzione, coordinamento e pianificazione – specifica –  sono le chiavi per affrontare eventi improvvisi o calamità che, purtroppo, negli ultimi anni hanno interessato anche la nostra città.  Lavoriamo al consolidamento del Centro operativo comunale di protezione civile e al ruolo delle associazioni locali : vogliamo sostenerle concretamente e valorizzare il ruolo insostituibile che svolgono ogni giorno a servizio della nostra comunità”.

Il piano è, dunque, il punto di riferimento imprescindibile per poi lavorare sul COC (centro operativo comunale) e acquisire sempre maggior consapevolezza del proprio compito in tutte le funzioni coinvolte e lavorare alla formazione e informazione della cittadinanza. “Questo importante lavoro – aggiunge il Sindaco  –  deve essere caratterizzato da una diffusione della cultura e da una nuova coscienza di protezione civile, intesa come necessità di formazione individuale del cittadino, volta all’acquisizione di nozioni di base e di preparazione nell’ambito dell’intero ciclo di emergenza. È nostra intenzione coinvolgere le scuole di ogni ordine e grado, attraverso l’individuazione di programmi di formazione strutturati e di provvedimenti preventivi in materia di sicurezza in caso di calamità”.  Per Cristian Mulas, presidente della V Commissione, “il lavoro della commissione, in accordo con il Sindaco, è stato impegnativo ma si può ritenere estremamente efficace. 
Abbiamo oggi un piano di tipo dinamico perché sfrutta la tecnologia gis per renderlo completamente interattivo, facilmente leggibile e aggiornabile”. 
 Il Piano preesistente è del 2020 e prendeva in considerazione i rischi idraulico-idrogeologico, necessitava di un adeguamento sia dal punto di vista normativo sia dal punto di vista della conscenza territoriale. Una volta approvato il piano, inizia una seconda importante fase per la protezione civile comunale che è quella di far conoscere lo strumento  alla popolazione, soprattutto nelle zone a rischio.

“Il Pd certifica che la Giunta Todde e’ in frantumi”

ROMEA – «Le dichiarazioni del segretario regionale del Pd, Silvio Lai, pur misurate nei toni, rappresentano una presa d’atto politica pesantissima: la maggioranza che sostiene la presidente Alessandra Todde è in frantumi e la legislatura regionale è entrata in una fase di paralisi conclamata.

Altro che normale dialettica interna: siamo davanti a una coalizione che si divide sulle nomine dei vertici delle aziende sanitarie, con un partito di maggioranza che sceglie di non partecipare a una deliberazione decisiva. E che accusa la Todde di avere fatto scelte violando la legge e le sentenze della Corte costituzionale. È il segnale inequivocabile di una rottura politica profonda, non di un semplice dissenso tecnico.
La sanità sarda viene piegata a logiche di compensazione interna. Si discute di equilibri e assetti mentre i cittadini attendono risposte su liste d’attesa interminabili, carenze di organico, reparti in affanno e territori privi di servizi essenziali. È inaccettabile che la salute dei sardi diventi ostaggio di un “poltronificio” permanente che ha già consumato credibilità e coesione della maggioranza.
Non esiste una linea chiara sulla riorganizzazione del sistema sanitario regionale, non esiste un piano organico di rilancio, non esiste una visione condivisa sul futuro della Sardegna. Il confronto interno appare dominato da improvvisazione e da una preoccupante inadeguatezza politico-istituzionale che compromette l’efficacia dell’azione di governo.
La verità è che questa esperienza amministrativa ha perso autorevolezza. Quando una maggioranza non riesce a trovare sintesi nemmeno sulle scelte strategiche in materia sanitaria, significa che è arrivata al capolinea politico. E a pagare il prezzo di questa instabilità sono sempre i cittadini, le famiglie, i pazienti e gli operatori sanitari.
La Sardegna ha bisogno di stabilità, competenza, decisioni rapide e condivise. Ha bisogno di un governo regionale che metta al centro i servizi e non le poltrone. Oggi, purtroppo, tutto questo manca.
Serve un cambio di passo radicale. La sanità non può essere il terreno di una guerra interna senza fine: deve tornare ad essere una priorità assoluta, sottratta alle logiche di corrente e restituita all’interesse generale». Lo dichiara Marco Tedde, consigliere nazionale di Forza Italia.

Riforma Giustizia, “Alghero dice Si”: giovedì incontro al Polisoccorso

ALGHERO – Il Comitato Sì Riforma organizza ad Alghero un momento di confronto pubblico dedicato alle ragioni del SÌ al referendum sulla riforma della giustizia. L’appuntamento è per giovedì 26 febbraio alle ore 18:30, presso la sede del Polisoccorso di Alghero, in via Liguria 14/16.

Nel corso dell’incontro si approfondiranno i contenuti della riforma, con particolare attenzione alla separazione delle carriere, al tema dell’indipendenza della magistratura e alla responsabilità disciplinare. Dopo i saluti di Alessandro Cocco, per il Comitato Sì Riforma, si aprirà un confronto tra il Prof. Avv. Federico Onnis Cugia, l’Avv. Antonello Peru e l’Avv. Michele Pais. A concludere l’incontro, moderato da  Alessio Auriemma, sarà l’Avv. Marco Porcu.

L’iniziativa, realizzata in collaborazione con il Comitato Sì Separa, è aperta a tutti i cittadini interessati a discutere nel merito la riforma costituzionale e a confrontarsi sui suoi effetti concreti. «Contro le bufale, per una giustizia giusta»: questo lo spirito dell’incontro, che punta a offrire dati, argomenti e chiarimenti in vista del referendum.

Nomine Asl: “Delibere con profili di incertezza giuridica, non adeguatamente ponderati”

CAGLIARI – “Scelta coerente e responsabile: una questione di metodo e garanzie giuridiche. Rimandiamo al mittente accuse di spartizioni e di divisioni interne”
Il Partito Democratico della Sardegna chiarisce la propria posizione in merito alla seduta di Giunta sulle nomine dei direttori generali delle Asl di Cagliari e della Gallura.
Gli assessori del Partito Democratico hanno assunto una scelta coerente con quanto già avvenuto nei mesi di aprile e dicembre: non partecipare a deliberazioni che presentano profili di incertezza giuridica non adeguatamente ponderati.
Le due aziende sanitarie interessate sono infatti coinvolte in contenziosi ancora pendenti con direttori generali impropriamente licenziati ad aprile, che non hanno rinunciato alle azioni giudiziarie nei confronti della Regione. In un quadro segnato da una recente significativa sentenza della Corte costituzionale e da un pronunciamento del Tar Sardegna, riteniamo doveroso evitare ulteriori atti che possano esporre l’amministrazione regionale, come gli esponenti in Giunta, a rischi legali ed economici.
«Non si tratta di uno strappo politico – afferma il segretario regionale del Pd, Silvio Lai – ma di una posizione di responsabilità. Ad aprile abbiamo posto una questione giuridica, a dicembre abbiamo sostenuto nomine della Presidente nelle aziende dove vi era piena sostenibilità legale, con ampia fiducia sulle rassicurazioni date dagli uffici. Oggi manteniamo la stessa linea perché tali rassicurazioni non ci sono. La coerenza non può essere a giorni alterni».
Quanto alle ricostruzioni, da qualunque parte provengano, su presunte divisioni interne non meritano commento se non che “una bugia se ripetuta due o più volte non diventa una verità”.
«Il Pd – prosegue Lai – discute al proprio interno, confronta posizioni diverse e poi assume una decisione unitaria. Questa è la nostra forza. A differenza di altri, abbiamo voci plurime che poi non si contraddicono. Abbiamo una sola linea politica, condivisa, che comunichiamo alla Presidente».
Quanto accaduto non riguarda dunque dinamiche interne al Pd, che ha già convocato i suoi organismi per i prossimi giorni ma differenze di valutazione sul metodo decisionale e sulle competenze professionali necessarie per guidare una fase di ricostruzione del sistema sanitario regionale dopo anni di sottovalutazione e scelte non sempre efficaci.
Il Partito Democratico ribadisce, e lo ha dimostrato nei mesi scorsi proprio sulla sanità, di non essere interessato a logiche di spartizione, né ora né in futuro, come nella scelta dei direttori sanitari e amministrativi che restano in capo alle scelte autonome dei direttori generali e la scelta di questi alla Presidente. Tuttavia, nell’esercizio del proprio ruolo politico e istituzionale, segnalerà tutte le carenze di requisiti o profili di inadeguatezza che possano incidere sulla qualità del governo della sanità e, soprattutto, a partire dai prossimi giorni promuoverà un dibattito interno al PD e pubblico sui fabbisogni di salute e sull’adeguamento dell’organizzazione sanitaria dei cittadini sardi.
«La sanità sarda – conclude Lai – non è terreno di prova per equilibri interni della coalizione come alcuni la stanno interpretando, ma il settore più delicato per la vita delle persone e per i conti della Regione, e non può reggere a lungo così. Il Pd continuerà a garantire rigore, trasparenza, competenza e un continuo ascolto. È questo il contributo che offriamo alla coalizione e, soprattutto ai cittadini».

PSd’Az: completati gli organismi della Federazione di Sassari

SASSARI – Lo scorso 21 febbraio, nei locali della Federazione di Sassari del PSd’Az in via Roma 77, il Segretario Gavino Gaspa e la Segretaria Ammnistrativa Patrizia Simula hanno insediato la Commissione Federale di Garanzia votata dal Coordinamento di Federazione nella giornata del 13 febbraio c.a..

Dell’organismo fanno parte: l’Avv. Attilio Pinna, la Dott.ssa Marcella Sanna, il Dott. Antonio Serra, il Sig. Tore Fois ed il Sig. Francesco Deiana. La commissione al suo interno ha eletto all’unanimità l’Avv. Attilio Pinna alla carica di Presidente.

L’aver voluto eleggere la Commissione Federale di Garanzia sin dalla sua prima riunione, è stato il segnale che il Coordinamento della Federazione di Sassari ha voluto dare in materia di organizzazione interna al Partito. Dopo una decina di anni di vuoto organizzativo, determinato da un susseguirsi di commissariamenti ormai abbondantemente scaduti, la Dirigenza politica del PSd’Az del Nord-Ovest della Sardegna ha scelto da subito la strada di dare completezza a quanto previsto dalle norme Statutarie sugli organismi che regolano la vita all’interno del Partito.

Durante il Congresso di Federazione del 29 novembre 2025, sono state approvate diverse Tesi e mozioni, che saranno il filo conduttore dell’azione politica del Coordinamento di Federazione e della propria Segreteria politica. La strada da fare è tanta, le aspettative dell’elettorato Sardista pure!

Il Sardismo deve riempire ancora una volta i cuori della gente e questo può farlo solo un Partito Sardo d’Azione forte, organizzato e conscio delle proprie potenzialità e aspirazioni politiche.

Vista pertanto l’urgenza di avviare l’attività politica nel comprensorio della Città Metropolitana di Sassari, anche in previsione delle importanti scadenze elettorali in diversi Comuni della Provincia, il Segretario Gavino Gaspa ha voluto completare la Segreteria Politica della Federazione, dando seguito a quanto prevede l’art. 30 dello Statuto del PSd’Az – STRUTTURE DI FEDERAZIONE – che in tal caso recita testualmente: Il Segretario di Federazione, per l’esercizio delle sue funzioni, nomina ed eventualmente revoca, fra i Sardisti militanti: il Vicesegretario Vicario, il Responsabile Organizzativo Federale, il Responsabile per il coordinamento delle Sezioni provinciali; i quali costituiscono, con il Segretario Federale e il Segretario Amministrativo Federale, la Segreteria Politica della Federazione.

Tenuto conto di tutto ciò sono stati nominati: Il Sardista – Michele Testoni – di Ozieri, alla carica di Vicesegretario Vicario, con deleghe alle Politiche per le Zone Interne, spopolamento e Unione dei Comuni: Il Sardista – Andrea Cossu – di Ittiri, alla carica di Vicesegretario, con delega a Responsabile Organizzativo Federale; Il Sardista – Vanni Piras – di Sassari, alla carica di Vicesegretario, con delega a Responsabile per il coordinamento delle Sezioni provinciali.

Nella prossima riunione del Coordinamento il Segretario enuncerà le proprie linee programmatiche e gli ambiti tematici sui quali articolare i vari gruppi di lavoro, affinché si determinino le linee politiche della Federazione su base provinciale, dando quindi gli indirizzi politico/programmatici alle Sezioni presenti nel Territorio e a quelle che, con un’azione capillare del Gruppo dirigente Sardista, si andranno a costituire in quei paesi dove oggi è assente il simbolo dei 4 Mori

“Sanità, Pd, 5 Stelle e Sinistra: è guerra di poltrone, danno per i sardi”

CAGLIARI – “La spaccatura nella maggioranza non è più soltanto una dinamica interna: è diventata un danno concreto per i sardi. Dopo due anni e mezzo di legislatura, ciò che emerge non sono riforme o
risultati, ma tensioni continue e scontri SOLO sulle nomine. E mentre si litiga, la Sardegna resta
ferma.” Lo dichiara il consigliere regionale Alberto Urpi, intervenendo sull’ennesima frattura in Giunta in occasione della nomina dei direttori generali delle ASL di Cagliari e Olbia e della protesta del
Partito Democratico che ha disertato la seduta.

“Il quadro che si presenta ai cittadini è sconfortante. In Sardegna, parlare di sanità significa ormai
parlare quasi esclusivamente di nomine, ricorsi, sentenze, e contrapposizioni politiche. Ma fuori
dai palazzi la realtà è ben diversa: pazienti che attendono mesi per una visita, pronto soccorso
sotto pressione, territori che chiedono servizi e certezze. È su questo che dovremmo concentrare
ogni energia.”

Urpi denuncia una deriva che rischia di svuotare la politica del suo ruolo. “Quando i protagonisti
della legislatura diventano i direttori generali e non le riforme, significa che la politica ha perso
centralità. Non è una questione personale, ma di metodo e di visione. Il compito della Giunta non
è gestire equilibri interni, ma governare i problemi e dare risposte.”
“Qualcuno deve dirlo con chiarezza: ai sardi non interessa il nome del direttore generale di turno.
Interessa avere una sanità che funzioni, tempi certi per le prestazioni, servizi efficienti in ogni
territorio. Interessa il diritto alla salute, non la cronaca delle nomine.”
“Basta con una stagione fatta di polemiche e paralisi. È il momento di cambiare passo, di
riportare al centro le priorità reali della Sardegna. La presidente Todde e la Giunta assumano fino
in fondo la responsabilità

“41bis e infiltrazioni mafiose, non pregiudicare il carcere di Alghero”

ALGHERO – Il dibattito sviluppatosi in Sardegna dalla fine del 2025 sul possibile trasferimento nell’isola di circa 250 detenuti sottoposti al regime di cui all’articolo 41 bis dell’ordinamento penitenziario impone una riflessione seria e responsabile anche da parte della comunità algherese.
Alghero non è un territorio marginale in questa discussione. È, insieme a Lanusei, l’unica città sarda ad avere un istituto penitenziario di dimensioni significative inserito nel proprio tessuto urbano. E a pochi chilometri dal nostro centro abitato opera la Casa Circondariale di Sassari–Bancali, che ospita da oltre dieci anni circa 90 detenuti in regime di 41 bis, con la prospettiva di un possibile incremento fino a 120 unità.
Questo significa che il tema non nasce oggi.
Prima di dividere il dibattito in uno scontro ideologico tra favorevoli e contrari al trasferimento dei detenuti 41 bis, è necessario porsi una domanda: dov’erano, negli ultimi dieci anni, le istituzioni che oggi si dichiarano preoccupate? Quali azioni concrete sono state messe in campo per monitorare e prevenire eventuali tentativi di infiltrazione mafiosa nel nostro territorio, considerata la presenza stabile di detenuti di altissimo profilo criminale a pochi chilometri da Alghero?
Il rischio che la Sardegna diventi un luogo di concentrazione del carcere duro è un tema legittimo, che coinvolge questioni di sicurezza, organizzazione penitenziaria, impatto sociale e reputazione dell’isola. Ma per Alghero il cuore del problema è anche un altro.
La Casa di Reclusione di Alghero è storicamente un istituto destinato a detenuti maschi in regime di media sicurezza con pena definitiva. Negli ultimi venticinque anni era stata indirizzata a diventare un modello di formazione e reinserimento: laboratori professionali, percorsi scolastici, una sezione dell’istituto alberghiero e il Polo Universitario Penitenziario in collaborazione con l’Università di Sassari.
Un’eccellenza.
Negli ultimi dieci anni, però, questo progetto è stato progressivamente ridimensionato: laboratori smantellati, impianti lasciati all’abbandono, infrastrutture tecnologiche disattivate, riduzione delle attività formative. Contestualmente, il profilo dei detenuti trasferiti ad Alghero si è progressivamente discostato da quello funzionale a un centro di formazione per adulti, con un aumento di presenze problematiche e meno inclini a intraprendere percorsi di studio o di qualificazione professionale.
Il rischio concreto è che il carcere di Alghero, da istituto modello, diventi un semplice “carcere contenitore”, funzionale a liberare spazi in altre strutture per far fronte alla riorganizzazione dei circuiti di alta sicurezza e del 41 bis.
Questo scenario non può lasciare indifferente la città.
Alghero deve rivendicare con forza il proprio ruolo all’interno del sistema penitenziario regionale e nazionale. Non con posizioni ideologiche o strumentali, ma con una proposta chiara: rilanciare con decisione la vocazione formativa e rieducativa del nostro istituto.
Chiediamo che l’amministrazione penitenziaria e tutte le istituzioni coinvolte investano nuovamente in:
formazione professionale qualificata;
percorsi scolastici e universitari strutturati;
laboratori moderni e tecnologie avanzate;
personale specializzato e progetti di reinserimento in collaborazione con il territorio.
Un carcere moderno e produttivo non rappresenta un pericolo per la comunità, ma può diventare una risorsa capace di generare lavoro per il personale penitenziario, opportunità per il terzo settore, collaborazione con imprese locali e occasioni professionali per i giovani laureati del nostro territorio.
La scelta che si pone oggi non è “contro” qualcuno o qualcosa. È una scelta “per” Alghero: per un modello di carcere coerente con la sua storia, con la sua funzione e con l’interesse della comunità.
È su questo che chiediamo all’amministrazione comunale una presa di posizione netta, lungimirante e costruttiva”, chiude la nota Christian Mulas consigliere comunale e presidente della V Commissione Consiliare del comune di Alghero

“Nomine Sanità, Pd e Progressisti rompono con la Todde: e’ crisi nel campo largo”

CAGLIARI – Per una compagine che doveva rappresentare il “nuovo” e rompere con le logiche del passato, arenarsi, litigare e arrivare quasi alla rottura sulle nomine delle sanità, non è certo un bel vedere. Ma tant’è.  “La nomina dei direttori della Asl di Cagliari e Gallura da parte della Giunta Todde, destinata a generare nuovi ricorsi, e le significative assenze del Pd e dei Progressisti, in aperto dissenso, non fanno che certificare la crisi irreversibile di quello che fu l’inizio del ‘campo largo’, così il deputato di Fratelli d’Italia Salvatore Sasso Deidda che commenta il “caso politico” in seno alla Regione a guida Pd, 5 stelle e Sinistra.
“Questo esperimento politico sopravvive solo per la paura di crollare e dover affrontare nuove elezioni e la profonda crisi della maggioranza tiene bloccata la Sardegna, incapace di dare risposte concrete ai cittadini”.
“La Presidente Todde è ben consapevole di aver vinto per una manciata di voti e che, se si tornasse alle urne, la sua vittoria non solo non sarebbe assicurata, ma vedrebbe un esito opposto. Oggi è Presidente, Assessore della sanità e Commissaria per l’emergenza mal tempo e decide senza il partito di maggioranza relativa e gli alleati, nella settimana di ulteriore sentenza sulla famigerata decadenza. Non è una polemica di parte. Siamo solo spettatori di questo teatrino”