“Tirrenia, biglietti alle stelle un danno”

CAGLIARI – “Tirrenia aumenta le tariffe massime per la Sardegna”. Lo ha dichiarato Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, commentando le tariffe massime pubblicate oggi dalla compagnia di navigazione. “Una doppia esterna sulla Genova Olbia – evidenzia l’esponente azzurro passa dai 41,66 euro pubblicati a Maggio a 46,24 di oggi per i residenti in bassa stagione, da 60,89 a 67,58 per gli ordinari. In alta stagione da 54,63 a 60,64 (residenti), da 78,73 a 87,38 (ordinari). Sulla Napoli/Cagliari la cabina di 1° cl. Ponte salinte esterna passa da 41,52 a 43,41 per i residenti in bassa stagione e da 57,22 a 59,83 per gli ordinari. In alta stagione si passa da 45,65 a 47,73 per i residenti e da 73,79 a 77,15 per gli ordinari. Sulla Civitavecchia-Olbia – evidenzia Cappellacci- per una quadrupla esterna si passa da 41,86 a 43,50 per i residenti in alta stagione e per i non residenti da 46,65 a 48,47 euro. Aumenti anche sulla Civitavecchia Cagliari, dove per una doppia si passa da 40,17 a 42,34 euro (residenti) e da 62,45 a 65,83. Gli esempi potrebbero continuare”.

“Mentre i sardi si domandano che fine abbiano fatto i 14 euro e la nuova continuità territoriale promessi dal duo Renzi-Onorato alla Leopolda 2015, invitiamo la giunta regionale a monitorare, come previsto nell’ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio un anno e mezzo fa, le tariffe. Ma soprattutto occorre rivedere una Convenzione che ancora oggi lascia la Sardegna in balia dei capricci della compagnia di turno. Nell’agosto 2014 – evidenzia l’esponente azzurro- la giunta Pigliaru, sprecando l’occasione offerta dalla nostra vittoria davanti alla Corte Costituzionale tirrenia (la sentenza che su ricorso della giunta di centro-destra stabilì che la Regione non può essere esclusa dalle decisioni sui collegamenti marittimi), ha avallato co un‘intesa una serie di modifiche vantaggiose solo per Tirrenia. Occorre invece rivisitare totalmente la convenzione e, in particolare l’articolo 6 sulle tariffe massime. L’articolo prevede infatti un meccanismo che sembra congegnato per non funzionare mai in maniera efficace: la pubblicazione delle tariffe avviene infatti entro il ventesimo giorno precedente l’inizio di ciascun bimestre: considerato che, soprattutto nei periodi di maggiore domanda, le prenotazioni avvengono con largo anticipo, è evidente che alla compagnia viene assicurata una finestra temporale entro la quale fare cassa prima che entrino in vigore le nuove tariffe”.

“Ciò vale in particolare per uno dei fattori che concorrono a formare la tariffa: il costo del carburante. Infatti si prende come parametro quello relativo al secondo e terzo mese antecedente il bimestre. Quindi ai 20 giorni si aggiungono ulteriori 30 del mese che non viene calcolato. Se poi rileviamo che anche le tariffe massime risultano in aumento, non possiamo che esprimere assoluta preoccupazione e chiediamo alla giunta regionale di verificare, dati alla mano, se vi siano o meno patologie. Certo è che i prezzi attuali sono assolutamente incompatibili sia con il diritto alla mobilità dei sardi che con le aspirazioni del settore turistico. Chi ha criticato aspramente la nostra politica, finora ha posto in essere solo la tattica dello struzzo. E’ ora che il presidente della Regione – ha concluso Cappellacci, tiri fuori la testa e si accorga di ciò che avviene nell’isola e intorno ad essa”.

Nella foto una nave della Tirrenia

S.I.

Aerei, taglio tasse: impegni rispettati

OLBIA – “Il ministro del Trasporti Graziano Delrio ha confermato che l’emendamento che cancellerà l’aumento delle tasse aeroportuali procede nell’iter formale: è stato ufficialmente trasmesso al Dipartimento Rapporti con il Parlamento, ha ricevuto la copertura finanziaria da parte del Mef ed è pronto per essere sottoposto al vaglio parlamentare. Il Governo ha mantenuto gli impegni presi e di questo ringraziamo il Presidente Renzi oltre che, naturalmente, il Ministro”. Lo ha detto il presidente Pigliaru che insieme all’assessore dei Trasporti Massimo Deiana ha incontrato, questa sera a Olbia, l’esponente dell’esecutivo nazionale. Alla riunione, che si è svolta nella sede della ex Provincia, hanno preso parte i sindaci di Sassari Nicola Sanna, di Alghero Mario Bruno e di Florinas Giovanna Sanna.

L’altro aspetto positivo emerso dall’incontro è la revisione delle linee guida sugli incentivi. Si tratta dell’altro tema che, insieme alla cancellazione delle tasse, era al centro delle richieste da parte dei vettori low cost. “Gli impegni presi sono stati mantenuti – ha concluso il presidente Pigliaru – e ora auspichiamo che le compagnie si comportino di conseguenza.”

Nella foto il presidente Pigliaru

S.I.

Alghero e Cagliari: sceicchi pronti

ALGHERO – La mozione di sfiducia a Deiana, al netto della sua scontata bocciatura, ha avuto un’altra importante finalità: far parlare la massima assise isolana del tema dei trasporti aerei e in particolare degli scali sardi. Nello specifico riflettori puntati sul momento delicato che attraversa l’aeroporto di Alghero e la sua società di gestione la cui privatizzazione è giunta all’ennesima proroga in attesa dell’agognato pronunciamento dell’Unione Europea sui presunti “aiuti di Stato” alla Ryanair.

Per alcuni questa sarebbe esclusivamente una scusa per fare calare il costo di vendita dello scalo per poi cederlo a qualche realtà “amica”. Altri ritengono invece che non ci sia altra scelta che attendere il parere di Bruxelles e il taglio delle tasse del Governo Italiano. Certamente il tempo passa e ad oggi la situazione, com’è evidente, è sempre più critica. Questo nonostante ci siano diversi privati rappresentanti di importanti gruppi mondiali pronti a fare dei passi avanti concreti per rilevare gli scali di Alghero e Cagliari e anche a realizzare servizi per nautica, golf, strutture ricettive, collegamenti viari e quantì’altro per migliorare l’aspetto del territorio fino a Bosa e Stintino.

Entrambi perchè per tali investimenti solo quello della Riviera del Corallo non sarebbe sufficiente al fine di creare business e dunque economia e posti di lavoro per la Sardegna. Nello specifico c’è la Contra Investment che fa parte di Contra Emirates Group con sede a Londra ma guidata da investitori arabi. Tali gruppi già da mesi hanno inviato una formale proposta dal Presidente Pigliaru oltre che aver chiesto più volte di incontrare i rappresentanti istituzionali locali e regionali senza avere risposte certe. Questo nonostante abbiamo liquidità infinite e una chiara volontà di investire nell’Isola in particolare ad Alghero e Cagliari.

Durante la discussione nel Consiglio Regionale della mozione di sfiducia a Deiana qualche spunto è emerso e lo stesso Governatore ha confermato tali proposte. Ma, nonostante la Sardegna affondi e ci sia una crisi devastante con una stagione tra le più nere degli ultimi decenni, la politica ancora tentenna facendo perdere del tempo prezioso agli imprenditori e soprattutto ai sardi che sono sempre più in difficoltà e soprattutto isolati visto un sistema di trasporti e continuità fallimentari.

Nella foto l’aeroporto di Alghero

S.I.

Aerei: è ora di agire, basta annunci

CAGLIARI – “Dinanzi al crollo del numero dei passeggeri, al dramma vissuto dalle famiglie, dalle imprese e dai territori, Pigliaru e la sua maggioranza non fanno altro che ribadire gli annunci di due anni e mezzo fa”. Così Marco Tedde, vice-capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, primo firmatario della mozione di sfiducia all’assessore dei Trasporti, commenta il voto con cui la maggioranza ha difeso la Giunta Pigliaru.

“Almeno è stata fatta chiarezza – prosegue l’esponente azzurro- e nessuno potrà recitare due parti nella commedia. Continuano a nascondersi dietro il dito della legge regionale 10. Non solo quest’ultima è conforme ai principi comunitari, ma anche se, per assurdo,vi fosse un pronunciamento negativo di Bruxelles, non cambia certo la normativa europea. Ergo niente impedisce a Pigliaru di adottare oggi quei provvedimenti che rimanda a un non meglio precisato domani, quando le regole saranno esattamente le stesse di ieri. La Giunta regionale continua a mostrare pile di comunicati stampa, ma neanche lo straccio di un atto politico amministrativo. Oscilla tra l’invocazione dei buoni rapporti con il governo, le letterine a Delrio, il ce lo chiede l’Europa e i tavoli matrioska, che producono vuoto pneumatico. Nel frattempo la provincia di Sassari, come il resto della Sardegna affonda, e piuttosto che intervenire con atti concreti la giunta pensa solo a garantire solo i posti di lavoro dei commissari delle ASL”.

Nella foto Marco Tedde

S.I.

Sogeaal: ok nuovo Piano Industriale

ALGHERO – Il nuovo Piano industriale della Società di gestione dell’aeroporto di Alghero è stato approvato oggi dall’assemblea dei soci alla quale ha partecipato l’assessore dei Trasporti Massimo Deiana. Lo fa sapere l’ufficio stampa della Giunta Regionale che informa anche che la seduta ha dato il via libera al percorso di messa in sicurezza della Sogeaal mediate il ripristino del livello di capitale, necessario a consentire l’ingresso di eventuali investitori privati.

“Quello odierno è un passaggio cruciale al quale abbiamo lavorato con molta determinazione insieme al consiglio di amministrazione della società di gestione – dice Deiana -. Adesso la Giunta recepirà il Piano industriale, varerà un disegno di legge a favore della ricapitalizzazione e dovrà attendere la decisione della Commisione europea sulla procedura di infrazione aperta a nostro carico: in assenza di un responso da Bruxelles – conclude l’assessore – ovviamente nessun investitore sarebbe disponibile a un ingresso in Sogeaal visto l’elevato rischio al quale si esporrebbe in caso di decisione negativa”.

Tutto questo in attesa della scadenza dell’ultima proroga per la vendita della Sogeaal. Probabile che alla fine la privatizzazione, almeno per adesso, non vada in porto e lo scalo resti di proprietà della Regione con un periodo commissariale in attesa dell’agognato pronunciamento dell’Europa sui presunti “aiuti di Stato” alla Ryanair. Decisione che tutti sanno che non penalizzerà l’aeroporto algherese, ma senza la certificazione di Bruxelles la situazione generale resta appesa ad un filo.

Nella foto un incontro col direttore generale Mario Peralda

S.I.

Aerei, tasse sui sardi: pazzesco

CAGLIARI – “La boutade del Partito dei Sardi è solo una delle tante dichiarazioni di una maggioranza che pensa solo agli effetti mediatici anziché affrontare questioni vitali, come quella dei voli Ryanair e della cancellazione della continuità aerea”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, commenta le dichiarazioni del segretario del Partito dei Sardi, Franciscu Sedda.

“La questione – prosegue l’esponente azzurro- è comunque sintomatica della linea politica della Giunta regionale e di una maggioranza sedicente sovranista. A costoro rivolgiamo alcune domande. Vi sembra giusto che, per esempio, su un normale volo andata e ritorno Cagliari-Roma le tasse superino il 40% del costo del biglietto (57,58 euro su 137,58 complessivi)? Vi sembra giusto che mentre la Regione, che a causa dell’accordo Soru-Prodi del 2006 paga di tasca propria la continuità aerea, spenda per abbassare il prezzo del biglietto e poi questo aumenti nuovamente perché lo Stato centrale fa cassa a spese nostre a suon di tasse? Vi sembra giusto che il Governo abbia riesumato e aumentato l’addizionale sui diritti di imbarco, un ulteriore balzello che penalizza non solo Ryanair ma qualsiasi compagnia voglia investire nell’isola? Se la risposta a quest’ultima domanda è quella data dal Partito dei Sardi – evidenzia Cappellacci-, ovvero far pagare ai sardi l’eliminazione della tassa di imbarco, è evidente che siamo su fronti opposti”

“In primo luogo, sulla reale volontà di affrontare la questione, perché la soluzione da lui proposta è incompatibile con la necessità di tempi rapidi ed è priva di copertura finanziaria. In secondo luogo, perché la via deve essere quella opposta: ridurre le tasse e farlo a spese dello Stato, non certo di un popolo che ha già dato. La nostra condizione insulare deve essere un divario da colmare, non un fattore di cui il Governo centrale approfitta cinicamente per fare cassa. Perfino la Germania ha introdotto delle esenzioni per i passeggeri delle zone insulari, ottenendo il via libera dell’Unione Europea, ma evidentemente l’idea non passa neppure per l’anticamera del cervello a politici e burocrati romani. Esiste la volontà di proseguire o fare una battaglia in questa direzione? Se sì, allora si cominci dalla pretesa che vengano mantenuti gli impegni del Governo. Non mi stupirei – ha concluso Cappellacci- se su tali questioni ancora una volta fossimo più avanti noi, che riconosciamo lo Stato nazionale, dei sovranisti a intermittenza”.

Nella foto un incontro con Cappellacci a Cagliari

S.I.

Aiuti a Ryanair leciti. Pigliaru sveglia

CAGLIARI – “L’addio di Ryanair all’aeroporto di Alghero con tutto ciò che ne è conseguito in questi mesi portano la firma dell’assessore Deiana e della Giunta Pigliaru che per tutto questo tempo ci hanno detto che l’Unione Europea non consentiva di finanziare l’operazione”. Cosi Marcello Orrù consigliere regionale che interviene sulla situazione dei collegamenti aerei.

“Non è vero: gli aiuti agli aeroporti sono leciti secondo l’ordinamento europeo cosi come sono ammissibili gli accordi tra aeroporti e compagnie aeree. Questo era l’unica strada percorribile per garantire la presenza di Ryanair nella nostra regione ed evitare i danni al turismo e all’economia del territorio che sono derivati dall’addio della compagnia irlandese. Perchè la Regione ha deciso di non sostenere lo sviluppo del traffico aereo? perchè non sono state trovate strade percorribili nella direzione del comarketing del territorio, scelte che avrebbero consentito di trattenere Ryanair ad Alghero?” “Pigliaru e Deiana assumano delle decisioni immediate, è stato perso fin troppo tempo. E la responsabilità di quanto accaduto è esclusivamente da addebitarsi al centrosinistra che governa la Regione”.

Nella foto la Ryanair

S.I.

Consumi: Sardegna in stagnazione

CAGLIARI – La Sardegna è la regione italiana che si piazza al quartultimo posto per spesa mensile delle famiglie nel 2015, con 2083,66 euro ben 400 euro in meno della media italiana e quasi mille euro in meno rispetto alla Lombardia che guida la classifica stilata oggi dall’Istat. Secondo Confcommercio Sardegna questo dato conferma che la ripresa, seppure ci sia un lieve segno positivo, è tutt’altro che avviata. Lo 0,3% in più stimato per i saldi estivi in linea con l’indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) registra, a maggio 2016, che registra anche un incremento dell’1,5% su base annua, non riesce a contrastare le incertezze delle famiglie e delle imprese strette tra spese fisse, tasse e la mancata rivalutazione del potere d’acquisto. “In Sardegna, dove il lavoro scarseggia e l’industria turistica stenta a decollare e non esprime ancora appieno le proprie potenzialità, si assiste ad una stagnazione dei consumi anche nel settore della ristorazione”.

Secondo l’Istat, infatti, in Sardegna si sono spesi nel 2015 82,1 euro a famiglia per servizi ricettivi e di ristorazione rispetto alla media italiana di 122,39 euro. Stallo anche nel commercio con 77,13 euro spesi per abbigliamento e calzature contro i 115,81 del resto d’Italia o i 413,49 euro per prodotti alimentari e bevande analcoliche a cui si aggiungono i 36,9 euro per bevande alcoliche e tabacchi rispetto ai 441,5 euro e i 44,09 della media italiana. I sardi spendono di più per abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili, 751,61 euro, di cui 30,26 euro per manutenzioni straordinarie, 525,82 euro per affitti figurativi e 90,14 euro per mobili, articoli e servizi per la casa. Si apre il portafoglio anche per i trasporti, 251,97 euro, ma non per l’istruzione, 7,57 euro rispetto ai 14,78 euro del resto d’Italia, o per i servizi sanitari e spese per la salute, 68,88 euro rispetto ai 112,72 della media nazionale.

“La contenuta tendenza al recupero dei livelli di consumo da parte delle famiglie non ci fanno ancora dire che si assiste ad uno slancio in avanti perchè permane un contesto in chiaroscuro con le famiglie che tendono a risparmiare in attesa di tempi migliori – dice Alberto Bertolotti, presidente Confcommercio Sardegna – Sono dati ancora sconfortanti. Siamo stanchi di sentire parlare di ‘potenzialita’. Non siamo neanche stati in grado di capitalizzare il vantaggio ambientale che ci è stato concesso, e non c’è certo da dichiararsi felici, dalla situazione geopolitica che ha ristretto la geografia del mondo praticabile turisticamente – aggiunge – Dobbiamo mettere immediatamente mano a provvedimenti di carattere fiscale, ai bandi per gli incentivi alle attività produttive, dar gambe a strumenti come i contratti di rete per contrastare un certo ‘nanismo’ di impresa che ci affligge. E, se siamo in stallo in Europa sul tema low-cost, puntiamo in maniera decisa a finanziare, almeno in regime de minimis, charter e tour operator”.

Nella foto un negozio

S.I.

Alitalia perde. Ryanair vola. Alghero?

ALGHERO – Montezemolo: “Alitalia perde 500mila euro al giorno”. Allegria, potremmo commentare. Ma poi il Presidente dell’ex-compagnia di bandiera, oramai con l’ingresso di Ethiad pià araba che italiana, ha “corretto il tiro” e “comunque puntiamo al pareggio di bilancio entro il 2017”. Non è chiaro come questo possa accadere con un’emorragia contabile come quella asserita da Montezemolo. Per questo lui stesso, sentito martedi in audizione alla Camera, parla di “investimento nelle destinazioni” insomma di promuovere le varie mete e località turistiche italiane all’estero al fine di creare quel circuito virtuoso che ancora nessun governo centrale, e a cascata i vari enti locali, non sono ancora riusciti a creare e che si basa sulla vera e principale industria che dovrebbe avere l’Italia: il turismo.

Per questo in luoghi dove ha operato o opera ancora la Ryanair la differenza si sente e pure molto. Perchè la il vettore irlandese agisce non solo come mezzo di trasporto, ma soprattutto come “tour operator” cosa che le altre compagnie non fanno. Almeno la maggior parte, di sicuro non lo fa (più) l’Alitalia. Tanto è vero che è lo stesso Montezemolo, sempre durante l’audizione di oggi, a chiedere la soppressione dell’Enit, ente italiano di promozione tristica, che negli anni si è rivelato un vero carrozzone senza dare alcun apporto al settore.

Ed infatti gli scali dei territori dove ha volato Ryanair se ne sono accorti, Alghero n’è un esempio. In 15 anni circa di operatività ha cambiato il volto del territorio garantendo un flusso enorme e continuo di turisti anche nei mesi di spalla e in bassa stagione. Certamente durante il suo corso le amministrazioni locali non hanno fatto quanto necessario per adattare l’offerta a quelle che erano le richieste dei villeggianti. Ryanair ha cambiato radicalmente il modo di muoversi. Muoversi volando è diventato un modo comune e cheap.

Per questo ha attivato nel mercato turistico anche quelle fette della popolazione che prima usavano, visti i costi, gli aerei molto poco. In questo modo si è dato un fortissimo impulso al turismo europeo con alcune mete che sono passate dal quasi anonimato a divenire luogo di attrazione questo senza che avessero nè tradizione, nè storia, nè tanto meno bellezze naturali da offrire. Alghero che ha tutto questo è rimasta ferma. Basta un piccolo (grande) esempio su tutti: ancora nel 2016 non esiste un posto al chiuso, riparato e attrezzato, che possa ospitare eventi, presentazioni, manifestazioni, dove raccogliere almeno un migliaio di persone. E ciò per allungare la stagione e in generale per andare oltre il binomio sole&mare sarebbe essenziale.

Ma invece ora tutti (o quasi) a piangere sul “latte versato”, che è stato molto. Perchè è noto che la Ryanair ha preso sempre dei bei soldoni, ma stessa cosa, anzi molto maggiore, è accaduta in altro modo per l’Alitalia solo che, ribadiamo, la prima è divenuta un brand per gli spostamenti ludici. Un marchio per il turismo che ha dato nuova linfa a posti, appunto, come Alghero, senza considerare il contributo alla crescita culturale dei sardi che si sono potuti finalmente muovere fuori dalle “gabbie” delle leggi sulla continuità mai funzionali ai reali bisogni degli isolani. Dopo tre lustri, però, ci troviamo con un pugno di mosche in mano o poco più. Pure coloro, tra cui anche alcuni ex-amministratori e importanti imprenditori, che urlavano allarmati che la compagnia di O’ Leary portasse “solo straccioni”, oggi sono contriti e disperati dal suo addio. Ma forse Alitalia ci salverà. Quando la Sardegna, ultima ciambella di salvataggio, diventerà un po’ più araba.

Nella foto la notizia riguardante le perdite dell’Alitalia

S.I.

Fondi agricoltura: urgono i bandi

CAGLIARI – I ritardi nei pagamenti dei premi agli agricoltori e lo stato delle procedure per la pubblicazione dei bandi del Psr relativi alle misure sugli investimenti sono stati al centro del confronto tra l’assessore all’agricoltura Elisabetta Falchi e la Commissione “Attività Produttive del Consiglio regionale. Sul primo punto l’assessore ha riferito che la scadenza dei pagamenti del premio unico, inizialmente prevista per il 30 giugno, sarà spostata di alcuni mesi. «I nuovi meccanismi introdotti dalla riforma hanno creato difficoltà in molti paesi europei tanto da indurre Bruxelles a chiedere una proroga – ha detto Falchi – un fatto che comporterà ulteriori disagi a molti agricoltori, soprattutto a quelli che finora non hanno ottenuto nemmeno un’anticipazione».
Accompagnata dai direttori generali dell’assessorato e di Argea, Sebastiano Piredda e Gianni Ibba, l’assessore Elisabetta Falchi ha poi fatto il punto della situazione sullo stato dei pagamenti. Nei primi sei mesi del 2016 sono stati erogati 57 milioni di euro relativi a pratiche presentate nel 2014. Argea ha poi liquidato altre 3156 domande per un importo complessivo di 8,7 milioni di euro, i mandati di pagamento dovrebbero essere autorizzati entro la prossima settimana.

Il direttore di Argea, Gianni Ibba, ha annunciato anche il via libera ai pagamenti automatizzati sull’indennità compensativa 2015. Su 17.000, sono 14.000 le domande liquidabili per un importo complessivo di 29 milioni di euro. Anche in questo caso, l’erogazione delle somme è attesa per i prossimi giorni. Nel mese di ottobre, infine, arriverà il saldo (circa 19 milioni di euro) del benessere animale 2015.
Sollecitato dai consiglieri Pier Mario Manca (PdS), Antonio Gaia (Upc), Mario Tendas (Pd), Gaetano Ledda (La Base) Gigi Rubiu (Udc), Angelo Carta (Psd’Az), Attilio Dedoni e Luigi Crisponi (Riformatori), l’assessore ha ribadito l’impegno per la costituzione di un ente pagatore sardo. L’assessorato presenterà il progetto alla Giunta entro ottobre, poi serviranno sei mesi per l’approvazione definitiva. Il nuovo ente, in ogni caso, potrà sostituirsi a quello nazionale solo dopo l’approvazione della finanziaria.

La Commissione si è poi concentrata sui ritardi nella pubblicazione dei bandi del nuovo Psr relativi alle misure 4.1 “Sostegno a investimenti nelle aziende agricole”, 4.2 “Trasformazione, commercializzazione e sviluppo di prodotti agricoli”, 6.1 “Aiuto all’avviamento di imprese per giovani agricoltori” e il “Pacchetto Giovani”. «I bandi sono pronti – ha detto il direttore generale dell’assessorato all’Agricoltura Sebastiano Piredda – per alcuni sono in corso le procedure di validazione, i ritardi sono dovuti in gran parte al nuovo sistema informativo agricolo nazionale (Sian)». Sulla necessità di accelerare i tempi di pubblicazione e differire invece le domande sono intervenuti i consiglieri Pier Mario Manca (PdS) e Luigi Crisponi (Riformatori). Una posizione condivisa da tutta la Commissione, il presidente Luigi Lotto ha presentato una richiesta formale perché i bandi vengano pubblicati al più presto con il differimento delle domande di uno o due mesi in modo da consentire ai soggetti interessati di studiarne più approfonditamente i contenuti.

Su questo punto la Commissione ha incassato la disponibilità dell’assessore. «Non ci sono opposizioni da parte nostra –ha detto Falchi – l’unico rischio è quello di far slittare di qualche mese l’insediamento dei giovani agricoltori». Per evitare l’esclusione dei partecipanti che si avvicinano ai 40 anni e che hanno i progetti pronti, l’assessore ha annunciato che ci sarà un innalzamento del limite di età a 41 anni. Su altri aspetti del bando sono intervenuti i consiglieri Mario Tendas (Pd), che ha invitato l’assessorato ad intensificare le attività di animazione e informazione sul Psr 2014-2020, e Attilio Dedoni che ha invocato una semplificazione delle procedure: «Servono norme chiare e agili – ha detto Dedoni – non si può caricare la burocrazia sulle spalle degli agricoltori. La Regione ha il dovere di snellire, chi si oppone a questo deve essere messo da parte». «La Regione lavora alla semplificazione – ha replicato Falchi – i bandi a sportello vanno in questa direzione anche se i rigidi regolamenti comunitari non aiutano. La nuova normativa ha aggravato la situazione sia sul fronte dei pagamenti che su quello del Psr». Una modifica dei criteri per l’accesso ai contributi per l’insediamento in agricoltura è stata invece sollecitata dai consiglieri Gigi Rubiu (Udc) e Pier Mario Manca (PdS). L’oggetto del contendere riguarda i soggetti che hanno aperto una partita Iva senza mai utilizzarla e, per questo, potrebbero essere esclusi dai bandi. «Tanti ragazzi rischiano di essere penalizzati –hanno detto Manca e Rubiu – questo ostacolo va rimosso, una soluzione potrebbe essere quella di utilizzare i criteri Ismea».

Più complessa invece la questione relativa ai marchi Deco (Denominazione comunale d’origine) e a una loro disciplina sotto l’ombrello di un unico marchio regionale proposta dal consigliere Gaia. La questione verrà affrontata in un tavolo separato. Sulla necessità di rivedere alcune misure che sembrano poco impattanti sul territorio, l’assessore ha preso l’impegno di fare una verifica sui dati e sulle domande presentate. La questione, in particolare, riguarda la misura sul benessere animale per i bovini da carne. «Dalle notizie in nostro possesso – ha sottolineato il consigliere Manca – c’è il rischio che si riveli un flop». «Non credo sia così – ha replicato Falchi – attendiamo di avere tutti i dati. In ogni caso la misura persegue l’obiettivo di incentivare la filiera in Sardegna. I vitelli sardi oggi vengono esportati, noi vogliamo che la carne consumata in Sardegna sia invece di origine locale».

Nella foto un terreno in Sardegna

S.I.