Sassari, crolla muro: strada chiusa

SASSARI – Venerdì, in tarda serata, il Settore Infrastrutture della Mobilità del Comune di Sassari, allertato dai vigili del fuoco, ha chiuso al transito, di mezzi e pedoni, la strada vicinale consortile Rizzeddu Gioscari, tra i numeri civici 26 e 28. L’interruzione si è resa necessaria a causa del crollo di un tratto di muro a secco privato, piuttosto alto; caduto sulla carreggiata, ha creato una situazione di pericolo per la pubblica incolumità.

Viene meno, dunque, il collegamento che, partendo dalla strada provinciale Sassari Ittiri, conduce verso la strada vicinale Sette Funtani proseguendo verso via Milano, ma anche verso via Gioscari, e termina in via Verona. Per riaprire la strada si dovrà attendere l’intervento di verifica delle condizioni generali del muro e il ripristino dei requisiti di sicurezza, operazioni a carico del proprietario del muro. Intanto la strada dovrà restare chiusa

Costruttore di Castelsardo evade 1milione di euro

PORTO TORRES – I finanzieri della Tenenza di Porto Torres, coordinati dal Comando Provinciale di Sassari, hanno concluso una verifica fiscale nei confronti di un costruttore edile di Castelsardo che ha permesso di ricostruire ricavi non dichiarati ai fini IRES ed IRAP per oltre 1.100.000 euro, un’evasione di I.V.A per circa 90.000,00 euro, nonché IRES evasa per circa 40.000,00 euro. 

L’attività si inquadra in un più ampio contesto operativo scaturito da un monitoraggio delle società che operano nel settore del recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica che hanno omesso di presentare le dichiarazioni dei redditi pur avendo ricevuto denaro per lavori eseguiti. 

Privati e condomini, infatti, al fine di poter ottenere agevolazioni fiscali sotto forma di detrazione d’imposta, sono obbligati a saldare gli importi dei lavori edilizi attraverso i cosiddetti “bonifici parlanti”, con indicazione dei riferimenti della legge che prevede tali agevolazioni e dei dati fiscali del committente e dell’esecutore delle opere. 

Nella foto i finanzieri di Sassari


Sogeaal, ex-direttore a processo

ALGHERO – L’ex direttore generale della Sogeaal, società di gestione dell’aeroporto di Alghero, Mario Peralda e altri quattro indagati accusati di abuso d’ufficio in concorso per avere acquistato, tra luglio del 2015 e maggio 2016, due macchinari radiogeni destinati al controllo dei bagagli per un valore di 436mila euro, sono stati rinviati a processo dal Gup Maria Rita Serra.  

Il processo, che si aprirà il 26 febbraio prossimo, come informa l’agenzia Ansa, vedrà a giudizio anche l’ex direttore della centrale della Regolazione aerea Enac, Alessandro Cardi, 65 anni, originario di Saronno ma residente a Roma; Giovanni Tolu, 48 anni, nativo di Civitavecchia e residente a Olbia, manager di esercizio della Sogeaal; l’amministratore delegato e responsabile vendite della Smith Detection Italia srl, Fabrizio Masciocchi, 49enne, di Saronno, residente a Cernusco sul Naviglio; Gerolamo Salis, 49 anni, di Roma, direttore vendite della Smith Detection Italia.

Assistita dall’avvocato Gianfranco Meazza si è costituita parte civile la società Gilardoni, che all’epoca dei fatti era affidataria di Sogeaal delle apparecchiature per il controllo della sicurezza aeroportuale con un contratto di appalto noleggio. Secondo l’inchiesta della Procura, gli imputati avrebbero concluso l’acquisto dalla società americana Smith di due macchinari EDS standard 2, ovvero obsoleti e fuori norma, visto che il regolamento europeo 1998/2015 impone che “tutti i sistemi EDS acquistati a partire dal 1 settembre 2014 devono soddisfare lo standard 3”. Inoltre l’acquisto sarebbe stato concluso “non ponendo in essere alcun bando di gara, al costo complessivo di 436mila euro Iva esclusa”. Azioni che secondo l’accusa avrebbero “procurato un ingiusto vantaggio patrimoniale alla Smith Detection Italia e un contestuale danno alla ditta Gilardoni”.

Nella foto gli uffici Sogeaal

S.I.

Solinas a Schengen, è allarme mafia nigeriana

CAGLIARI – La “quarta mafia”, la piovra nigeriana, particolarmente violenta e dedita al traffico di esseri umani, organi e droga, sta cercando di mettere radici anche in Sardegna. Non mancano, in questo senso, segnali allarmanti, e il pericolo è testimoniato dagli esiti di brillanti operazioni delle forze dell’ordine che hanno consentito lo smantellamento di cellule presenti e ben organizzate sul territorio. Occorre dunque vigilare e potenziare le azioni di controllo e repressione.

E’ l’appello lanciato dal Presidente della Regione Christian Solinas al Comitato Schengen che, guidato dal Presidente On.le Eugenio Zoffili, ha iniziato stamane, con un incontro a Villa Devoto, la sua visita in Sardegna. La Sardegna, da sempre immune per motivi culturali e antropologici da fenomeni malavitosi legati alla mafia tradizionale, è apparsa invece vulnerabile all’infiltrazione della malavita organizzata proveniente dalla Nigeria, capace di instaurare uno stretto controllo territoriale.

La recente operazione Calypsonet ha messo a nudo una ramificazione basata sulla presenza di capi-bastone che gestivano per conto della cupola mafiosa il controllo delle zone loro assegnate, con un sistema di reclutamento di tipo iniziatico e rituale, capace di creare negli adepti un fortissimo legame psicologico e una cieca obbedienza agli ordini dei capi criminali. È stata accertata la presenza di gruppi dei cosiddetti Black cats, derivazione dei sanguinari Black Axe, mafiosi che al momento della loro iniziazione si identificano con un tatuaggio sulla spalla (raffigurante appunto un gatto nero) e profonde lacerazioni sull’addome.E’ certo che, oltre alle attività di controllo del traffico di droga, la mafia nigeriana gestisca una vera e propria tratta di donne che in totale schiavitù vengono costrette alla prostituzione, nonché un orrendo traffico di organi umani.

Il Presidente Solinas ha ricordato come di recente l’Ambasciata Nigeriana in Italia abbia lanciato l’allarme sulla presenza di una criminalità organizzata strutturata sul modello di sette segrete, importate anche sul territorio italiano e in Sardegna con l’invio di uomini che giungono sul nostro territorio mediante gli sbarchi clandestini, soprattutto nelle coste del Sulcis Iglesiente, favoriti dalla condizioni meteorologiche spesso agevoli e dalla brevi distanze che separano le coste sarde da quelle nordafricane. L’appello rivolto dal Comitato dal Presidente Solinas, dunque, e’ stato chiaro e pressante: una vigilanza stretta sulla nostra Isola. Appello raccolto dal Presidente Zoffili e dall’intera delegazione presente a Cagliari; il quadro tracciato dal Presidente della Regione sarà dettagliatamente illustrato al Parlamento e al Governo. Domani è previsto infatti un incontro del Comitato con il Ministro dell’Interno.

Nella foto il Presidente Solinas

S.I.

Degrado urbano, sequestrata facciata palazzo

SASSARI – Questa mattina gli agenti della Polizia locale del Comune di Sassari hanno dato esecuzione al decreto di sequestro preventivo di tutta la facciata di un intero palazzo, compresi balconi e cornicioni, in via Dolcetta, nel centro della città. Già alcuni mesi fa l’ufficio comunale “stati di pericolo” dell’Amministrazione aveva eseguito un primo sopralluogo da cui era emerso il distacco di calcinacci nella parte che affaccia sulla strada pubblica, con la presenza di fessurazioni e il cattivo stato di manutenzione delle pareti, con il rischio di cedimento di porzioni di edificio, con pericolo per le persone.

A seguito del sopralluogo, era stata emanata un’ordinanza sindacale con cui si intimava all’amministratore del condominio la messa in sicurezza di emergenza dell’immobile entro sette giorni e la messa in sicurezza definitiva entro novanta giorni, da realizzarsi con il ripristino delle strutture deteriorate, oltre a quant’altro di utile e necessario a garantire la pubblica e privata incolumità.

La Polizia locale, accertato che i lavori di messa in sicurezza del non erano stati eseguiti, ha inoltrato alla Procura della Repubblica del Tribunale di Sassari un’annotazione di indagine configurando a carico del condominio responsabilità in ordine all’inosservanza del provvedimento del Comune di Sassari che intimava, appunto, la messa in sicurezza dell’immobile. Gli agenti hanno accertato, inoltre, che la caduta di porzioni di calcinacci avevano provocato ingenti danni a un mezzo parcheggiato nell’area sotto il fabbricato.

Il pubblico ministero ha ravvisato una responsabilità penale del condominio, per aver omesso di realizzare i lavori necessari per rimuovere il pericolo e per non aver ottemperato alle prescrizioni impartire dal Comune per ragioni di pubblica sicurezza. Il Gip del Tribunale di Sassari, su richiesta del pubblico ministero, ha disposto il sequestro preventivo di tutta la parte frontale muraria dell’edificio, compresi balconi e cornicioni, e del tratto di suolo sottostante necessario a prevenire il pericolo. La Polizia locale questa mattina ha dato esecuzione al decreto.

Si tratta di un provvedimento molto importante che va a rafforzare gli interventi portati avanti dall’Amministrazione comunale a favore del decoro della nostra città e che dimostra che i proprietari di immobili ammalorati assorbono un obbligo giuridico, oltreché morale, che impone loro di eseguire con puntualità i necessari interventi di manutenzione e di conservazione dei fabbricati di cui hanno la disponibilità.

Recentemente il Comune si è sostituto ad alcuni proprietari inadempienti, affrontando i costi dell’esecuzione di lavori improcrastinabili di messa in sicurezza di emergenza su immobili ubicati nel centro storico; anche nella circostanza i proprietari inadempienti sono stati denunciati e, contestualmente, sono stati emessi i provvedimenti ingiuntivi che impongono agli stessi proprietari il rimborso dei costi anticipati dalla pubblica amministrazione.

Spaccio di droga, arrestato un olbiese

OLBIA -Nella tarda serata di ieri i Carabinieri del Reparto Territoriale di Olbia, nel corso di un programmato servizio di contrasto allo spaccio di stupefacenti nel centro cittadino, hanno arrestato un pregiudicato olbiese per detenzione di una significativa quantità di droga ai fini di spaccio. 

L’atteggiamento dell’uomo, in giro con l’automobile di un amico – con lui al momento del controllo – per le vie del centro, ha destato l’attenzione dei militari che hanno atteso il momento giusto per fermarlo, trovandolo in possesso di 4,8 grammi di cocaina già pronta allo smercio e confezionata in cinque dosi, oltre a due bilancini di precisione che l’uomo portava con sé.

La successiva perquisizione domiciliare, che il quarantenne ha cercato di eludere indicando come domicilio la casa della madre (che ha negato che il figlio risiedesse con lei), ha consentito di rinvenire 1,711 kg. di marijuana, già divisa in buste di varia grandezza e nascosta in un andito sotto il materasso.F.B., queste le iniziali, è stato pertanto arrestato e custodito in camera di sicurezza per la notte, in attesa della direttissima. Oggi alle 13 a Tempio Pausania il processo di convalida.

Nella foto la deroga sequestrata

Canapa da legale a non: algherese nei guai

ALGHERO – Nei giorni scorsi, personale della Squadra Mobile – Sezione Antidroga – ha effettuato un controllo di Polizia in Agro di Alghero, località Nuraghe Majore in quanto era pervenuta notizia dell’esistenza di una piantagione di canapa. “Constatato quanto segnalato, – si legge nella nota della Polizia – si accertava che la proprietà era di un residente in città. il quale presentatosi agli operatori, ha riferito che la varietà della canapa coltivata era legale e che aveva depositato regolare dichiarazione al Commissariato di di Alghero di semina di 1000 piante di “canapa Sativa”

“Il controllo ha permesso di rinvenire 185 piante ancora a dimora, altre 50 in essicazione appoggiate alla recinzione, ma le restanti erano già state estirpate. L’uomo, secondo quanto riportato dagli inquirenti, non ha dato alcuna giustificazione su come aveva smaltito le piante mancanti, ed inoltre ha riferito che il fine ultimo di quelle ancora in produzione era il mercato al dettaglio in cui i negozi autorizzati vendono la marijuana a basso tenore di Thc”.

“Valutato il fatto che non è consentita la coltivazione per la successiva vendita delle infiorescenze, che gran parte della piante erano state estirpate, che non appariva la coltivazione industriale, che il fine ultimo della coltivazione non era tra quelli elencati nella legge 242/2016 e che il prodotto finale non era quello contemplato nella stessa norma, d’intesa con l’A.G. competente, l’area interessata dalla coltivazione è stata sottoposta a sequestro e l’uomo segnalato in stato di libertà per il reato di coltivazione illegale“.

Sequestro e aggressione: due arresti

ALGHERO – I Carabinieri della Compagnia di Alghero (SS), hanno arrestato un 25enne ed un 26enne – entrambi di Alghero e già noti alle Forze dell’Ordine – in esecuzione di un’ordinanza applicativa della misura cautelare della custodia cautelare in carcere e domiciliare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Sassari, in accoglimento della richiesta avanzata dalla locale Procura della Repubblica per il reato di Sequestro di persona aggravata in concorso, tentata estorsione e lesioni.

L’indagine trae spunto dalla denuncia sporta la scorsa settimana da un giovane algherese il quale, con ecchimosi al volto e al corpo, aveva confidato ai militari dell’Arma di essere stato vittima di un’aggressione da parte di due soggetti a lui noti, in ragione di un credito di droga vantato proprio da questi ultimi. 

La ricostruzione della dinamica ha quindi consentito al Nucleo Operativo e Radiomobile di  raccogliere gli elementi necessari affinché la Procura della Repubblica di Sassari potesse avanzare la richiesta di misura applicata proprio nel ieri pomeriggio, a carico di due soggetti già noti alle Autorità. 

L’evento criminoso, oggetto dell’operazione di polizia giudiziaria, si è svolto il 25 ottobre u.s. allorquando i due sequestratori, dopo aver costretto la vittima a salire a bordo della loro autovettura, l’hanno condotta in una sperduta località di campagna. In quel luogo il giovane algherese è stato prima aggredito violentemente al volto e al corpo e poi minacciato di morte: lo scopo del sequestro e del successivo pestaggio riguardava proprio un debito di 300 euro, collegato all’approvvigionamento di una serie di dosi di sostanza stupefacente.

La Stazione Carabinieri di Villanova Monteleone ed il Nucleo Operativo e Radiomobile, dando quindi seguito all’ordine di cattura del Tribunale di Sassari, hanno immediatamente individuato i responsabili assicurandoli alla giustizia. Ma non solo. Durante le fasi della perquisizione locale svolta nei confronti di uno degli arrestati,  i militari hanno individuato e sottoposto a sequestro ulteriore sostanza stupefacente del tipo marijuana, evidentemente prossima ad essere venduta per le strade della città.

Cicu assolto, il fatto non sussiste

CAGLIARI – Salvatore Cicu, ex-parlamentare di Forza Italia, è stato assolto con formula piena dall’accusa di riciclaggio di denaro. Con lui sono usciti indenni dal processo anche l’ex sindaco di Sestu Luciano Taccori (Fi), l’ex consigliere comunale Paolo Cau (Fi) e tutti gli imputati campani. La sentenza è stata emessa dal tribunale di Cagliari dopo quasi sette ore di camera di consiglio e letta in aula dalla presidente del collegio Tiziana Marogna. L’inchiesta che ha portato al dibattimento era stata coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia del capoluogo sardo ed era legata alla vendita di un terreno a Villasimius, dove poi è stato realizzato un villaggio turistico.

Il fatto non sussiste. Con questa motivazione il collegio della prima sezione penale del Tribunale di Cagliari ha fatto cadere l’accusa di riciclaggio per tutti gli imputati. I giudici hanno anche disposto la restituzione dei beni sequestrati ad alcuni degli imputati nell’ambito dell’inchiesta. In aula era presente solo l’ex consigliere comunale Paolo Cau, che è scoppiato in lacrime dopo la lettura del dispositivo. Il deposito della sentenza è previsto tra 90 giorni.

Nella foto Salvatore Cicu

S.I.

Truffa un’anziana, medico algherese denunciato

ALGHERO – La Guardia di Finanza di Alghero, coordinata dal Comando Provinciale di Sassari, ha portato a termine un’attività investigativa inerente una truffa perpetrata da un professionista algherese nei confronti di una anziana concittadina che avrebbe approfittato dello stato di salute della donna per convincerla ad elargirgli importanti somme di denaro.

L’indagine trae origine da un esposto presentato alla caserma di via Garibaldi dal figlio della vittima con il quale venivano segnalate anomale movimentazioni sul conto corrente della madre, in particolare assegni in uscita disposti a favore di un soggetto sconosciuto risultato poi essere un conoscente della donna, residente ad Alghero ed iscritto in un albo professionale. Il professionista, approfittando dello stato di confusione dell’anziana signora, affetta da problemi di memoria, avrebbe convinto la stessa a versargli rilevanti somme di denaro, non fornendo, successivamente, i motivi di tali transazioni al tutore legale dell’anziana.

L’attività delle Fiamme Gialle, mirata alla ricostruzione dei flussi finanziari intercorsi tra l’indagato e la vittima sono state effettuate ttraverso mirate ed approfondite indagini bancarie che hanno consentito, tramite l’analisi degli importi erogati, di quantificare la truffa subita in oltre 40.000 euro.

Al termine degli accertamenti, il responsabile è stato deferito alla Procura della Repubblica di Sassari per il reato di circonvenzione di persona incapace (art. 643 c.p.) ed il P.M. titolare delle indagini, condividendo le risultanze investigative, ha disposto la notifica in questi giorni dell’avviso di conclusione delle indagini.