Alghero, acqua: chiusure notturne

ALGHERO – Dal Comune di Alghero segnalano che la notte tra lunedì 27 marzo e martedì 28 è programmata dal responsabile distribuzione del Distretto Abbanoa una riparazione idrica sulla condotta di via Cravellet ad Alghero. La perdita, infatti, sta causando carenza di pressione e portata ad alcune utenze, nonché infiltrazioni a proprietà private. Per la riparazione è necessaria l’interruzione dell’erogazione idrica nei quartieri di Sant’Agostino e Pivarada. Pertanto, al fine di ridurre i disagi, Abbanoa ha programmato una chiusura notturna dalle ore 23:00 fino alle ore 3:00. La prima acqua servita alla ripresa dell’erogazione potrebbe avere una transitoria torbidità a causa delle operazioni di svuotamento e riempimento delle condotte.

S.I.

Aerei, Deiana snobba la Commissione

CAGLIARI – “E’ evidente che l’Assessore Deiana non ritiene impegnative le decisioni della Commissione trasporti”. Così il vice capogruppo di Forza Italia commenta l’annuncio della firma del decreto sulla continuità territoriale del Ministro Delrio, basato sul vecchio progetto della Giunta Regionale. “La competente Commissione consiliare aveva espresso con un solo voto contrario parere favorevole sul progetto di continuità territoriale su Roma e Milano, subordinandolo però all’impegno della Giunta di “verificare nel più breve tempo possibile” la possibilità di ridurre le tariffe per i residenti e gli studenti e di differenziare i costi per residenti e non residenti”.

“Al di là degli equilibrismi verbali questo impegno è stato fatto proprio dalla Giunta nella delibera del 31 di gennaio. Oggi scopriamo –denuncia Tedde- che quell’impegno è rimasto lettera morta. Non ci pare questo il modo più corretto per un Assessore di rapportarsi alla Commissione che nella fattispecie rappresenta il Consiglio Regionale in una materia delicatissima. Rimaniamo in attesa di una forte presa di posizione della Commissione dei trasporti –chiude Tedde- che censuri l’operato dell’Assessore e chieda la rivisitazione del progetto così come richiesto.”

Nella foto l’onorevole Tedde

S.I.

Opere Fertilia, Comitato soddisfatto

ALGHERO – “Nella giornata del 22 marzo, una delegazione del Comitato di Quartiere di Fertilia ha incontrato l’Assessore con delega alle borgate, Dott. Raimondo Cacciotto, e il Dirigente tecnico Arch. Saglioni per fare il punto sulla situazione delle future opere relative alla ristrutturazione del ponte di Fertilia. Sono state reperite le risorse finanziarie per dare il via alla fase preliminare, per la quale i tecnici individuati dall’amministrazione hanno tempo fino al 29 per presentare l’offerta economica. Appena validata la scelta del professionista e ricevuto il benestare relativo ai doverosi controlli necessari per legge, partirà la progettazione preliminare”. Cosi dal comitato di Fertilia presieduto da Luciano Solinas.

“Il Comitato, sarà coinvolto in uno scambio di pareri, relazionandosi direttamente col progettista, o studio selezionato, fin dalle prime fasi progettuali. La soluzione cui tende l’Amministrazione comunale, difatti, accoglie una proposta di modifica (idea progettuale) presentata proprio dal CdQ Fertilia. È volontà sia del Comitato che dell’Amministrazione, proseguire nel continuo confronto sulle tematiche inerenti il territorio e la Comunità di Fertilia. Ad oggi si può affermare che, dopo una fase inizialmente complessa e, di conseguenza, poco dinamica, si inizino a vedere i primi risultati. Difatti, superate alcune impreviste difficoltà nella fornitura di materiali, l’inizio dei lavori di sostituzione delle ringhiere della Rotonda (p.zza S. Marco) è previsto entro la metà di aprile e, finiti i lavori, inizieranno si spera addirittura senza soluzione di continuità, quelli per la sostituzione delle ringhiere del lungomare Rovigno, per i quali è stata confermata una variazione di bilancio a copertura. Anche nella definizione delle nuove ringhiere, il parere del Comitato è stato tenuto in considerazione relativamente alle possibili scelte tipologiche e di materiale.”

“L’Amministrazione ha espresso l’impegno per una fattiva concorrente partecipazione alle decisioni relative a Fertilia e al suo territorio, accogliendo anche nuove proposte relative a manutenzioni, viabilità e nuovi interventi. Sono, difatti, previsti anche interventi di illuminazione pubblica, compreso un intervento ex-novo in Largo Fiume, ad oggi privo di illuminazione, su suggerimento del CdQ, ed è finalmente in partenza il “Progetto Fertilia” per la messa in sicurezza della viabilità e la manutenzione di strade e marciapiedi, oggi in condizioni precarie e pericolose. È previsto, inoltre, dal 22 al 28/05 un workshop promosso dall’università di Sassari, dipartimento di Architettura, Design e Urbanistica di Alghero, con il coinvolgimento del Comitato, che svilupperà temi e idee progettuali su Fertilia. Il CdQ continuerà, con costante impegno, nella sua opera di contollo e stimolo nei confronti dell’Amministrazione comunale, nella convinzione che sia giunto il momento di raccogliere i primi frutti. Una nuova lista di impegni è stata, difatti, già inviata agli assessori competenti”.

Nella foto le ringhiere della passeggiata a Fertilia

S.I.

Canile di Alghero a rischio

ALGHERO – “Quale sarà il futuro dei cani randagi di Alghero? L’associazione Fuori di Zampa esprime profonda preoccupazione per l’incertezza in cui da troppo tempo a questa parte naviga il canile privato di Santa Maria La Palma. Ci risulta che la recente gara d’appalto per il servizio di custodia dei randagi di competenza del comune algherese sia andata deserta. Non conosciamo le motivazioni che hanno spinto la Comunità Primavera, che da sempre si è aggiudicata questo incarico, a non prendere parte alla procedura. La nostra associazione, che presta volontariato per offrire cure veterinarie, porta avanti campagne di sterilizzazione e di adozione, e purtroppo spesso anche di raccolta cibo e farmaci, apprezza che nel nuovo bando siano state inserite una serie di clausole a tutela degli ospiti del canile, e l’inserimento di figure professionali che possano aiutare i volontari a dare una seconda vita ai cani di nessuno e a vigilare, un impegno economico non trascurabile. Per questo motivo sosteniamo che sia arrivato il momento che la pubblica amministrazione si prenda carico del problema in modo diretto. Da oltre dieci anni si parla della costruzione di un canile comunale. Non è mai stato realizzato, né se ne parla più. Si potrebbe ottenere lo stesso risultato senza necessariamente edificarlo ex novo. L’attuale rifugio convenzionato dal punto di vista strutturale, rispetto ad altre realtà, è un’isola felice. Pertanto noi auspichiamo una gestione pubblica, in modo diretto dell’ente ,o anche con la collaborazione di una o più associazioni individuate con un apposito bando. Sentiamo parlare di gestione della struttura attualmente della Comunità Primavera da parte di altri privati. Noi chiediamo chiarezza”.

“La nostra proposta è che il comune di Alghero acquisisca la gestione del canile privato di Santa Maria La Palma, ormai quasi interamente occupato dai cani del territorio algherese. Una tale operazione certamente garantirebbe un risparmio per le casse pubbliche, in quanto verrebbe azzerata la quota-compenso del concessionario, in un’ottica di gestione no profit, tale da rendere realizzabile l’idea di servizio descritta nel bando stesso, infatti, le risorse risparmiate potrebbero essere utilizzate per favorire attività di rieducazione dei cani del canile per favorire la loro adottabilità e soprattutto per sostenere economicamente campagne di sterilizzazione per cani e gatti di proprietà, vera fonte del randagismo”.

“Troppe volte abbiamo assistito al trasferimento di questi esseri viventi da un canile a un altro, perché gli appalti scadono e si rinnovano. E non sempre il concessionario è lo stesso. Ora non c’è nessuna certezza sulla permanenza di circa 250 cani nella struttura di Pala Pirastru. Fuori di Zampa si è sempre schierata contro la burocrazia che ignora ancora oggi il concetto di benessere animale e prende le distanze dalle decisioni della Comunità Primavera di non partecipare alla gara d’appalto, così come, pochi mesi fa, ha preso le distanze da un’analoga scelta che ha portato al trasloco dei cani del comune di Sorso, alcuni dei quali molto anziani e con dieci anni di vita dietro le sbarre di una cella che costituiva per loro l’unico punto di riferimento stabile.
L’idea su cui cinque anni fa si è fondata FdZ, e che ribadiamo con forza, è che i canili debbano essere solo luoghi di passaggio. Il nostro impegno va nella direzione di svuotarle quelle gabbie, e contemporaneamente investiamo per ridurre il randagismo futuro, con adozioni responsabili e campagne di sensibilizzazione sulla prevenzione delle nascite attraverso la sterilizzazione. Un canile a gestione pubblica potrebbe essere secondo noi un punto di partenza importante”.

S.I.

Impianti sportivi: è caos ad Alghero

ALGHERO – “Riteniamo sempre più allarmante e preoccupante la situazione che si sta creando a riguardo della gestione delle strutture sportive in città, le continue lamentele e malumori di molti concessionari e di altri richiedenti concessioni e spazzi pubblici per le loro attività ci portano a credere che non ci sia una logica spiegazione sul modo di gestire il tema sport ad Alghero”. E’ il capogruppo del Partito Democratico Mimmo Pirisi a intervenire sul tema degli spazi sportivi che ha visto annunci, proclami, titoloni, ma la situazione è allo sbando

“Non si comprende d’altronde perchè invece di affrontare l’argomento complessivamente (magari puntando ad una ristrutturazione complessiva o a una suddivisione dei fondi a disposizione) si intervenga da parte dell’assessorato allo sport (nonostante l’impegno dell’Assessore Usai) in maniera confusa e a macchia di leopardo utilizzando un sistema a doppio binario dove da una parte si finanziano in maniera cospicua alcune strutture mentre ad altri meno fortunati viene lasciato l’onere ai concessionari di cercare finanziamenti utilizzando magari proprie risorse, o ancora in qualche altra situazione lo stesso concessionario ( non pago della concessione) tergiversa (e non si capisce il motivo ) del perchè non formalizzi la concessione stessa (vedi pala Manchia) tutte queste situazioni e altre denotano a nostro avviso una improvvisazione nell’affrontare il tema sport ad Alghero (al netto delle annunciazioni e dei comunicati).

“Infine ci chiediamo perchè non si stia pensando almeno per alcune strutture (un campo sportivo e una palestra) ad una gestione pubblica che garantirebbe in questo caso un minimo di utilizzo sociale (visto anche il periodo di crisi che la nostra città sta affrontando dove lo sport sta diventando sempre di più un costo e dove sempre più famiglie si trovano a dire di no ai figli che vogliono praticare sport e a causa dei costi sempre più alti oltre al fatto che potrebbe essere utilizzato come valvola di sfogo) problema tra l’altro più sentito in quelle società sportive meno ricche in particolare quelle degli sport minori che non essendo in grado di gestire una struttura sono costretti a chiedere in affitto a ore campi e palestre a nuovi concessionari che conti alla mano stanno facendo lievitare concretamente il costo a ora con il rischio serio che ad Alghero nel giro di qualche anno vadano a morire gli sport minori”.

Nella foto Mimmo Pirisi

S.I.

Borgate in festa, soldi a Milano

ALGHERO – E’ da circa un anno che le borgate con alcuni operatori culturali del territorio e rappresentanti di categoria lavorano per creare un marchio unico dei prodotti e delle manifestazioni realizzate durante la bella stagione nell’agro di Alghero. Non è certo da adesso che Maristella, Guardia Grande, Tanca Farrà, Sa Segada e altre propongono delle feste di grande richiamo e ottime sagre coi prodotti locali, ma era nata l’idea dagli stessi comitati di portare avanti un progetto unitario al fine di migliorare soprattutto il richiamo di flussi turistici e il conseguente introito economico legato in particolare alla vendita dei prodotti locali. Prelibatezze, come fragole, vino, olio, miele e tanto altro, oramai note anche oltre Tirreno.

Come sempre in questi casi, però, al fine di migliorare questo tipo di appuntamenti è necessario avere a disposizione anche dei fondi pubblici, oltre quelli dei residenti che hanno sempre sostenuto, e ancora lo fanno, tali manifestazioni con le proprie tasche. Per questo erano stati avviati una serie di incontri con l’amministrazione e il Parco a cui sono state sottoposte le idee compresa la denominazione: Primavera al Parco – Borgate in festa. Ma, come purtroppo accade già da tempo, quando si entra nelle maglie del “pubblico” ci si perde e invece di agevolare i percorsi spesso nascono dei rallentamenti se non addirittura degli ostacoli. Uno di questi, alla base di tutto, è il tempo. Per poter riuscire a fare una sorta di Cortes Apertas dell’agro algherese occorre un’adeguata programmazione e divulgazione degli appuntamenti, i quali devono essere, allo stesso tempo, di forte richiamo e non solo legati a proposte locali trite e ritrite. In tal caso si rischierebbe di fare l’ennesima situazione al ribasso utile a tenere buono qualcuno, garantire qualche rispostina, ma niente di più. Inoltre, ancora una volta, se non si collabora in maniera fattiva e fuori da partigianerie varie con ideatori e proponenti dei progetti, ma invece accentrare tutto e calare dall’altro le decisioni, si ottengono risultati parziali, se non pessimi.

Ed è cosi, che mentre solo pochi anni fa in questo periodo, Alghero si affacciava al mercato turistico regionale e anche nazionale e oltre, grazie ai collegamenti aerei, con Primavera in Riviera, un format vincente che accontentava tutti con al centro sempre la qualità dell’offerta, dalla musica al teatro, passando per lo sport fino all’enogastronomia con la famosa “Notte al Mercato” oltre che l’azzeccata invenzione del concerto pomeridiano di Pasquetta, adesso, mentre il calendario segna 23 marzo, l’unica cosa definita della manifestazione che dovrebbe realizzarsi in seno al Parco di Porto Conte sarebbe l’affidamento diretto (non tramite bando perchè non risulta esserci niente sul sito del Parco) alla società di Milano che deve occuparsi della promozione e delle grafiche. Diverse migliaia di euro (a fronte di pochi spiccioli stanziati per gli eventi proposti dalle borgate) che, come hanno già commentato alcuni, sarebbero potute restare qui, nell’ambito di quelle medesime aziende, tra cui alcune di riconosciuta eccellenza nel campo della grafica, comunicazione e promozione, che avrebbero potuto svolgere tali mansioni al meglio vista anche la conoscenza del territorio. Ma, tant’è, anche questo a breve verrà ricordato come l’ennesimo passaggio marxiano.

Nella foto la sede del Parco di Porto Conte

S.I.

Migranti, chi guadagna da sbarchi?

CAGLIARI – “Quali sono le motivazioni che spingono armatori di navi importanti ad affrontare costi straordinari senza profitto?” E’ il consigliere regionale di Forza Italia Marco Tedde a commentare l’arrivo al porto di Cagliari di 900 migranti a bordo dell’unità navale norvegese Siam Pilot. “La Siem Pilot batte bandiera norvegese ed è di proprietà del gruppo Subsea – 7 dell’armatore Kristian Siem. Una nave che negli ultimi anni ha trasportato circa 10 mila migranti. Il dubbio che ci assale –commenta l’ex sindaco di Alghero- è per quale motivo una nave la cui gestione costa 300-400.000 euro al mese viene messa a disposizione dei migranti e chi paga il conto? Chi sostiene questi costi e quali sono i ritorni economici? Sono argomenti che interessano gli inquirenti ma che debbono anche stimolare le reazioni politiche della Giunta Pigliaru che continua a sonnecchiare ammantata da una coltre di solidarietà ruffiana”.

“Nel frattempo –denuncia Tedde- il numero dei migranti in Sardegna ha assunto negli ultimi due anni dimensioni da esodo biblico, mentre Pigliaru fa spallucce. E la situazione è sempre più difficile da gestire. Cresce l’esasperazione dei sardi che vedono la Sardegna trasformarsi in terra di confino. Con la Giunta Pigliaru che propone l’utilizzo dei migranti per frenare lo spopolamento delle zone interne. Nel frattempo i Sindaci, i Prefetti, i volontari e le forze dell’ordine sono stati lasciati soli dalla Regione ad affrontare un fenomeno i cui confini e prospettive oggi non sono più percepibili. E’ bene –chiude Tedde- che Pigliaru capisca che il problema oramai non è più gestibile e deve picchiare i pugni sul tavolo del Governo romano che sta trasformando la Sardegna in una moderna terra di confino.”

Nella foto alcuni sbarchi

S.I.

Basta col talebanismo ambientalista

ALGHERO – “La possibilità di incrementi volumetrici entro la fascia costiera dei 300 mentri dalla battigia marina (150 mt nelle Isola minori) previsti dall’articolo 31 del disegno di legge regionale sono in palese violazione di quanto indicato nel piano paesaggistico regionale (Ppr, 1° stralcio costiero)”. Non si danno pace gli ambientalisti in particolare quelli di una delle maggiori associazioni regionali con sede a Cagliari. Non appena si affaccia l’atteso e agognato superamento del provvedimento ritenuto da tutti, ma proprio tutti, compresa larga parte anche degli stessi partiti e soprattutto sostenitori che hanno eletto l’allora governatore ex-patron di Tiscali, uno dei provvedimenti con maggiore responsabilità del disastro economico di oggi, si scatenano per puntare il dito contro la politica accusata di presunte “colate di cemento”.

“Resta, comunque, un dato politico-sociale difficilmente negabile: con queste proposte normative la Giunta Pigliaru si mette dalla parte del mattone, sconfessando una politica di tutela costiera ultradecennale” e ancora l’associazione ambientalista “con tutte le conseguenze del caso. E con una conferma: al di là di tante belle parole, continuano a confondere il turismo con il mattone. Il turismo si incentiva con trasporti efficienti a prezzo contenuti, con le aree naturali protette anche per ampliare la stagione turistica, con i beni culturali visitabili, con i servizi di accoglienza. Riminizzare le coste sarde significa ammazzare il primo richiamo turistico isolano. Lo capisce ormai un bambino, ma non un politico sardo”.

Se non fossero vere sarebbe difficile credere a queste dichiarazioni. Un’Isola affamata, con natalità zero, spopolamento record, oramai in preda ad una desertificazione sociale, economica e dunque culturale mai vista, dove non esistono occasioni di sviluppo. In questo quadro il superamento del Ppr di Soru sarebbe un primo passo per dare qualche risposta ai vari comparti, per primo l’edilizia, ma di conseguenza tutti gli altri: turismo, commercio, artigianato e dunque eventi e manifestazioni varie.

Anche i bambini sanno che la Sardegna è un isola intonsa e con grandi spazi vuoti dove poter intervenire e realizzare interventi ovviamente non impattanti e in rispetto delle regole. E se questa regione è ancora così salvaguardata questo è per i sardi e non per altri, comprese le associazioni ambientaliste, quelle un tanto al chilo, che si svegliano ad orologeria per dire solo ed esclusivamente “no a tutto”, ma adesso è giunto il momento, previo tramonto definitivo di una popolazione, di fare esattamente l’opposto ovvero di “si a tutto” ma sempre, bisogna ricordarlo, in linea con le reali esigenze dei vari territori e soprattutto rispettando la natura, senza però dimenticare l’uomo, altrimenti vedremo la Sardegna diventerà un luogo fantasma.

Nella foto la Sardegna in uno scatto aereo

S.I.

Giro Italia: cartellone unitario

CAGLIARI – “La Sardegna sarà all’attenzione di tutti grazie alla partenza del Giro d’Italia: vogliamo presentarla al meglio, non solo come scenario di una grande competizione sportiva ma come territorio unico da scoprire in ogni stagione dell’anno”. Lo ha detto ieri l’assessora del Turismo, Artigianato e Commercio Barbara Argiolas durante l’incontro tenutosi stamattina a Cagliari con sindaci e assessori competenti delle quattro città-tappa della Grande partenza del Giro, uno degli eventi sportivi più conosciuti al mondo, per il quale l’organizzatrice Rcs-Gazzetta dello Sport ha finora accreditato circa duecento giornalisti nazionali e internazionali. Presenti per Alghero anche il dirigente Guido Calzia, il dipendente comunale e membro del cda del Parco Tore Mulas e il consigliere di maggioranza Giampietro Moro.

Progetto condiviso. La corsa sarà al centro dunque di “un progetto di animazione territoriale condiviso e di grande valore – ha detto ancora l’esponente della giunta Pigliaru -, che si tradurrà in un cartellone regionale di iniziative per il Giro100 che non saranno limitate ai giorni in cui le tappe si correranno sulle strade sarde, ma accompagneranno la partenza e andranno avanti per i mesi successivi, incentrate sulla prospettiva pluriennale di attrazione e generazione di presenze turistiche.” Comunicazione unitaria. La parola d’ordine è dunque “comunicazione unitaria”, è stato ripetuto più volte nel corso dell’incontro. Spiega Argiolas: “Stiamo lavorando di concerto con le città-tappa per dare visibilità a tutta l’isola attraverso un’immagine coordinata che caratterizzi tutti i Comuni coinvolti e con l’offerta di prodotti turistici fruibili. Lavoriamo per presentare la Sardegna e i suoi territori, far fruttare ogni euro che verrà investito per creare un nuovo indotto economico e gettare le basi per attrarre turisti nel breve ma soprattutto nel medio-lungo periodo”.

Un calendario unico di eventi. I sindaci di Alghero, Mario Bruno, e di Tortolì, Massimo Cannas, e gli assessori dello Sport di Cagliari, Yuri Marcialis, e del Turismo di Olbia, Marco Balata, hanno esposto il piano d’attività di ciascuna amministrazione comunale. Denominatore comune è il coinvolgimento di operatori economici e altri stakeholder, Istituzioni e associazioni, Pro Loco e popolazione. Ciascuno ha presentato gli eventi di animazione già programmati: “i più caratterizzanti dei quali – ha concluso l’assessora Argiolas – condivisi tra Regione e tutte le amministrazioni attraversate dalla ‘carovana rosa’, confluiranno in un calendario unico di eventi che sarà al centro della promozione regionale”.

Nella foto l’incontro a Cagliari

S.I.

Barracelli: pasticci e nuove norme

ALGHERO – “Il gran pasticcio della Compagnia Barracellare algherese, che oggi si arricchisce con una nuova nota, sembra palesemente fuori dal controllo dell’attuale amministrazione comunale”. Cosi il consigliere d’opposizione Roberto Ferrara che commenta le ultime vicende legate alla compagnia barracellare. Ho volutamente eliminato i nomi delle persone coinvolte e non ho intenzione di esprimere un giudizio di merito su chi abbia ragione e chi torto in questa vicenda. Ma il fatto certo è che il Sindaco, dopo quasi tre anni di mandato, non ha minimamente risolto questo problema. Mi auguro che l’attività del corpo possa riprendere in maniere serena ed efficiente quanto prima, considerato l’importante ruolo nel controllo del territorio che può essere svolto dai barracelli

Intanto a Cagliari, la Giunta Regionale, su proposta dell’assessore degli Enti locali Cristiano Erriu, ha approvato i nuovi criteri per la concessione di contributi e premi a favore delle compagnie barracellari, con l’obiettivo di migliorare le procedure legate alla gestione delle Compagnie e, allo stesso tempo, accelerare l’erogazione delle risorse. “Ci riserviamo di adottare al più presto – annuncia Erriu – un atto d’indirizzo generale che assicuri trasparenza e garantisca omogeneità operativa a tutte le Compagnie in servizio attivo, in particolare a quelle di più recente costituzione. Questa delibera introduce alcuni criteri di premialità che tengono conto del comportamento dei barracelli nell’espletamento delle loro attività, in particolare per le Compagnie che assicureranno i servizi di difesa dell’ambiente in situazioni di criticità elevata, per esempio durante la campagna antincendi”. “Con il passare degli anni – prosegue l’assessore Erriu – il numero delle Compagnie è andato in crescendo e di conseguenza è aumentato il fabbisogno finanziario per le spese di funzionamento.

L’Amministrazione regionale assicura un contributo forfetario annuo di 5mila euro per ciascuna Compagnia e di 300 euro per barracello, per le spese generali, l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni, l’equipaggiamento e le attrezzature. Le altre risorse sono ripartite tra le compagnie barracellari in base ai criteri stabiliti dalla Regione. Le novità riguardano i nuovi massimali, con l’obiettivo di premiare le Compagnie più attive e che utilizzeranno le nuove regole per le intese tra Compagnie e Comuni confinanti. È stato fissato in 29mila euro l’importo massimo del contributo da erogare per ciascuna Compagnia. Il tetto può salire a 32mila euro per il convenzionamento con un Comune e a 35mila euro in caso di due o più Comuni convenzionati, con un contributo aggiuntivo di mille euro per ogni Comune in più. In questo modo vogliamo incentivare le sinergie tra i territori confinanti”.

Nella foto una compagnia barracellare

S.I.

IL DOCUMENTO DI DENUNCIATO INVIATO DA ALCUNI BARRACELLI AL SINDACO