Litorali e corsi d’acqua: interventi

ALGHERO – “Mettere a sistema gli interventi in materia di difesa del suolo e di protezione idrogeologica, in particolare la pulizia e la manutenzione dei corsi d’acqua naturali o inalveati ricadenti interamente all’interno del proprio territorio. Una programmazione strutturata con interventi manutentivi ciclici e pluriennali tali da garantire la corretta gestione dei deflussi idrici”. Dall’amministrazione Bruno informano su alcuni interventi in ambito di manutenzione e ambiente.

“L’Assessorato all’Ambiente programma le azioni armonizzando le attività con quanto disposto dalle NTA del Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico della Sardegna (P.A.I.) e dalle deliberazioni del Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino Regionale della Sardegna. A seguito di affidamento di incarico, è ora pronto il progetto generale di manutenzione del Rio Calvia (comprendente i rami del Rio Paggiassu, Rio Carrabuffas e Rio Valverde), Rio Cala Bona e Canale Oma Molt. Il progetto di manutenzione degli alvei e gestione dei sedimenti entro il mese di settembre verrà esaminato in conferenza di servizi per poi essere subito approvato in giunta. I restanti corsi d’acqua presenti sul territorio comunale, ricadendo su più amministrazioni comunali, sono invece di competenza provinciale. La Provincia di Sassari sta pertanto provvedendo su tali corsi per quanto di competenza”.

“Nel frattempo – spiega l’Assessore all’Ambiente Raniero Selva – l’Amministrazione ha provveduto inoltre ad inoltrare apposite richieste di finanziamento alla Regione Sardegna”. L’Assessore Selva dà continuità agli interventi positivi di salvaguardia degli arenili, con la riproposizione del “Progetto di protezione degli arenili urbani” elaborato anche grazie al supporto tecnico scientifico fornito dal Prof. Pascucci del Dipartimento di Architettura, nell’ambito delle attività relative alla gestione delle spiagge urbane della città di Alghero.

“La sperimentazione svolta nel corso della stagione 2015/16 e l’intervento del 2016/17 ha dimostrato che gli interventi consentono di realizzare un efficace barriera contro la dispersione della sabbia al di fuori della spiaggia. Come negli anni passati la proposta progettuale prevede la realizzazione di barriere costituite da viminate sostenute da pali in legno conficcati, senza leganti, nella sabbia estendendo l’intervento anche nella spiaggia di Fertilia, nei pressi del Palazzo dei Congressi, nella spiaggia della Speranza, nel tratto di competenza di questa amministrazione. Il progetto verrà approvato in conferenza di servizi nel mese di settembre, e consentirà di poter affidare i lavori in tempo utile, prima dell’arrivo della stagione invernale”.

Nella foto alcuni interventi in difesa del litorale

S.I.

Alghero merita un salto di qualità

ALGHERO – “La nostra è una città che, nonostante le grandi difficoltà, ha bisogno e voglia di espandersi, di crescere”. E’Emiliano Piras, consigliere comunale di opposizione, a puntare i riflettori su quelle che sono alcune delle importanti questioni irrisolte del territorio e che impediscono un rilancio di Alghero rispetto ad altre zone della Sardegna.

“Un tessuto urbano e commerciale che, in maniera naturale, si sta sviluppando anche in zone diverse dal centro storico, ormai altamente antropizzato, in qualche modo “snaturato”, che ha bisogno quindi di regolamentazioni pensate “ad hoc” per quanto riguarda la “tipizzazione” delle attività commerciali e degli arredi esterni , di gestione dei parcheggi e della viabilità in generale; nonché del radicamento culturale, nei cittadini e negli imprenditori, di un modo attuale di vivere un borgo storico, con tutte le difficoltà che ciò può comportare.
La classe imprenditoriale, ma credo tutta la città, sembra pronta per affrontare queste nuove sfide, anche grazie all’ormai quasi totalmente compiuto ricambio generazionale in seno alle aziende storiche, e alla nuova linfa apportata da chi è nuovo del settore del commercio e del terziario in genere; in tanti lo hanno già dimostrato facendo investimenti migliorativi nelle proprie attività, anche in zone e quartieri più periferici.

“Adesso è arrivato il momento di crescere, e cercare di sperimentare, ovviamente con le giuste e programmate tempistiche, anche e soprattutto nei momenti di grande afflusso come storicamente sono luglio e agosto; ora come mai si sarebbe dovuta “testare” la voglia di “rispondere” della città, ampliando la ZTL, cambiando la viabilità, eliminando le macchine dal centro storico, compensando il sacrificio con i parcheggi dedicati ai residenti, e magari utilizzare lo spazio tra via Barracu e De Curtis come parcheggio, con servizi di trasporto con navette dedicate; così come d’altronde è già in parte previsto dalle indicazioni date dal progettista incaricato per il piano del traffico.

“In più, come già proposi in sede di discussione delle linee guida del P.U.C., istituire, nelle zone limitrofe al centro, ad esempio la zona tra Piazza Sulis e il primo tratto di Via Gramsci e via Kennedy, piuttosto che al lido, o in parte di via xx settembre, nuove aree pedonali urbane temporanee, che permettano di vivere al meglio la città nella sua interezza, puntando a valorizzare zone, che fino a pochi anni fa, non erano oggetto delle attenzioni di nessuno; che invece oggi sono state rivitalizzate da nuove intraprese”.

“Credo che avere la capacità di “disegnare” l’Alghero del futuro possa essere motivo di gran vanto, e non invece esaltarsi per aver asfaltato, potato gli alberi, fatto le strisce pedonali, o aver migliorato il servizio di raccolta dei rifiuti (e ci mancherebbe con quasi 10 milioni all’anno e un nuovo appalto); questo costituisce l’ordinario lavoro che deve assicurare alla comunità un “buon padre di famiglia”. L’auspicio è che, davvero, ci sia in questo senso un salto di qualità in chi amministra la città, che in questi 3 anni ha invece solo pensato a cercare di mantenere in piedi una “sgangherata” e instabile maggioranza numerica, piuttosto che di portare avanti il programma Politico tanto sbandierato in campagna elettorale”.

Nella foto Emiliano Piras

S.I.

Marino, bloccare scelta nefasta

ALGHERO – “Nella mia qualità di Segretario Cittadino dell’Upc ma, anche, di utente dei Servizi Ospedalieri che la città di Alghero offre, mi vedo costretto ad intervenire per stigmatizzare il ventilato ridimensionamento del nostro Ospedale Marino i cui Reparti di Ortopedia e Traumatologia verrebbero inglobati all’interno dell’Ospedale Civile”. E’ il segretario cittadino dell’Upc, Gianni Cherchi, a fare ulteriormente chiarezza sull’indiscriminata scelta di depotenziare il Marino caricando oltremodo di carica il Civile già di per se sofferente per la mancanza di spazi a mezzi adeguati. Cherchi, prima di entrare nel dettaglio degli aspetti tecnici, fa anche un passaggio politico, “non mi sorprende l’atteggiamento di chi, transitando dalla maggioranza all’opposizione e ritorno, già nel recente passato, usa il (poco) consenso ottenuto dagli algheresi per difendere l’indifendibile al fine di poter sopravvivere sapendo, com’è ovvio, che non verrà più rieletto – e aggiunge Cherchi – dico solo che ci avevo visto giusto nel scegliere una strada diversa da codesto personaggio”.

E poi di nuovo sul tema oggetto della nota. “In questa calda estate, quando la gente è in vacanza e l’opinione pubblica è distratta, i responsabili della Sanità Regionale lavorano alacremente ed hanno deciso che il 1° Settembre 2017 i principali Reparti dell’Ospedale Marino dovranno essere trasferiti – ipso facto – nel poco accogliente ed incapiente Ospedale Civile di Alghero. Questa decisione, a mio parere infelice e poco ponderata, non ha tenuto conto di alcune criticità evidenti di natura tecnico – logistica che ritengo opportuno evidenziare: l’Ospedale Marino dispone di tre sale operatorie nuove, ampie e moderne oltre che a norma, dotate di schermatura per l’utilizzo di apparecchiature radiologiche, specifiche per l’ortopedia e traumatologia, tali da garantire la sicurezza degli operatori e dei pazienti; una quarta sala operatoria potrebbe essere resa operativa con un minimo intervento finanziario”.

“L’Ospedale Civile, invece, dispone di due sale operatorie piccole e vetuste che parrebbero non disporre delle schermature di cui sopra; contro ogni logica ci vorrebbero far credere che le due sale operatorie del Civile potranno svolgere in maniera efficiente il lavoro che già compiono e sobbarcarsi anche gli oltre 1.000 interventi (di cui circa 200 protesici) derivanti dal Marino; con il trasferimento ipotizzato, il Civile avrebbe un ulteriore aggravio di lavoro spropositato se dovessero sobbarcarsi i pazienti del Pronto Soccorso e Radiologia oggi a carico del Marino, oltre a quelli già numerosi quotidianamente a loro carico che non riescono a smaltire, come sanno bene quelli che hanno avuto la ventura di recarsi al Pronto soccorso, dove quotidianamente “bivaccano” per ore decine di persone in attesa di essere visitate; sembrerebbe, inoltre che gli ascensori del Civile non siano idonei al trasporto di barelle con pazienti in trazione; il servizio di Fisioterapia, però, rimarrebbe al Marino, per cui i pazienti di traumatologia operati al Civile, dovranno essere quotidianamente trasferiti, di volta in volta, al fine di poter completare il trattamento riabilitativo, con evidente disagio e costi. Al riguardo, l’U.P.C. non ha nessuna intenzione di fare polemiche sterili ma proposte sensate che vengano valutate dal C.A.L. (Consiglio delle Autonomie Locali) a corredo del documento relativo alla Rete Ospedaliera che dovrà essere discusso in Consiglio Regionale.

“La logica ed il buon senso, suggerirebbero un cambio di rotta radicale, ovvero trasferire tutta l’attività chirurgica, di entrambi i nosocomi, al Marino che, come evidenziato, è più idoneo sotto tutti i profili, in attesa che la Regione Sardegna predisponga gli opportuni interventi per l’ampliamento e riqualificazione delle sale operatorie del Civile e di quant’altro necessita per un riammodernamento complessivo di tutta la struttura ospedaliera. In conclusione, questa operazione di restyling sanitario-finanziario, lungi dal portare alcun beneficio all’utenza, creerà ad essa enormi difficoltà, in quanto è ovvio che il trasferimento dei nuovi Reparti al Civile renderà impossibile mantenere un adeguato standard numerico degli interventi chirurgici. Verranno pertanto garantite soltanto le urgenze mentre per tutti gli altri casi, gli utenti algheresi che vorranno farsi operare, dovranno recarsi ad Olbia, Cagliari o chissà dove”.

“Mi auguro che tutte le Forze Politiche e di opinione Cittadine, in particolare il Sindaco Mario Bruno, si mobilitino per scongiurare un nuovo evento catastrofico per la nostra Città e che, memori di quanto accaduto per il nostro Aeroporto, si evitino anche per la Sanità, i cosidetti “viaggi della Speranza”. A tutt’oggi ho purtroppo la sensazione che l’attuale Amministrazione Comunale non abbia chiara la gravità di quanto sta avvenendo, per cui spero che non si renda complice silenzioso di quello che la Sanità Regionale ci sta propinando. Per questi motivi chiediamo con forza che il Direttore della ASSL di Sassari dott. Giuseppe Pintor sospenda la determina Dirigenziale relativa al ridimensionamento dell’Ospedale Marino”.

Nella foto il segretario cittadino e già assessore Gianni Cherchi

S.I.

Abbanoa colabrodo frega i sardi

CAGLIARI – “Abbanoa continua a fare giochi di prestigio sulla pelle dei sardi”. Così il consigliere regionale di Forza Italia Marco Tedde commenta la gara indetta dal gestore monopolista del sistema idrico per l’affidamento di un incarico per il collocamento entro il primo semestre 2018 di un prestito obbligazionario da 100 a 180 milioni di euro. “Una gara indetta in periodo ferragostano, come si conviene alle procedure che debbono rimanere “sotto traccia”, che tende ad ottenere un prestito monstre al fine di finanziare una società che pare giunta al capolinea finanziario. Con previsione di un compenso per l’intermediario finanziario che va da un minimo di 650 mila euro a 1.170.000,00 al netto dell’ IVA. E questo accade –ricorda l’ex sindaco di Alghero- dopo che è stato approvato un bilancio che prevede crediti per oltre 700 milioni.”

Secondo il consigliere regionale di Forza Italia è più che evidente che sono in atto giochi di prestigio finanziari, che debbono essere sottoposti all’attenzione della Giunta, ma non solo. “Come abbiamo più volte denunciato, l’esistenza di 700 milioni di crediti non pare verosimile. Una società che vanta una mole di crediti così elevata – denuncia Tedde- non dovrebbe avere bisogno di continue iniezioni di capitale. Ed invece, tra il 2013 ed il 2017, la Regione Sardegna ha dovuto rimpinguare il capitale di Abbanoa versando soldi dei sardi per una somma pari circa a 190 milioni di euro. E oggi la società va alla ricerca sul mercato di altri 180 milioni di euro. In una situazione normale – sottolinea Tedde per l’ennesima volta- il management sarebbe andato a casa e la compagine sociale avrebbe attivato azioni di responsabilità nei confronti degli amministratori che negli ultimi anni si sono succeduti alla guida della società. Sul tema della inesigibilità di questi crediti –sottolinea l’ex sindaco- abbiamo proposto una interrogazione a Pigliaru, purtroppo rimasta senza risposta”.

“Non è credibile che con oltre 700 milioni di crediti non ancora incassati e 712.000 utenze distribuite sul territorio regionale, Abbanoa possa vantare un credito medio di circa 1.000 euro nei confronti di ciascuna famiglia isolana. Un dato che se rapportato alla popolazione sarda, pari a circa 1.600.000 persone, farebbe emergere un debito di circa 450 euro che ciascun sardo (compresi i neonati) avrebbe nei confronti di Abbanoa. Abbiamo chiesto più volte l’intervento del Presidente Pigliaru, ma vanamente. Continuiamo, invece, ad assistere ad uno spettacolo da censurare che vede i sardi mortificati e vessati dall’inefficienza e dall’incapacità dei vertici di Abbanoa. Ci accingiamo a depositare un’altra interrogazione. Ancora una volta –chiude Tedde- invochiamo l’intervento di Pigliaru a difesa della legalità e al fianco della Sardegna e dei sardi.”

Nella foto l’onorevole Marco Tedde

S.I.

Sanità, Bruno tradisce Alghero

ALGHERO – “Un sindaco sull’orlo di una crisi di nervi (e politica) difende il PD e tradisce la sua città”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, replica alle dichiarazioni di Mario Bruno sulla chiusura dell’ospedale Marino di Alghero. “Per di restare incollato alla poltrona il primo cittadino deve guadagnarsi le grazie di qualche capobastone di partito, ricorre alla menzogna sul passato, nega la chiusura dell’ospedale Marino e millanta alcune azioni immaginarie, sulle quali egli stesso esprime delle perplessità nella conclusione delle dichiarazioni. Prima fa un’affermazione e poi si smentisce da solo, nel tentativo di salvare le apparenze insieme alla poltrona”.

“Chissà dove saranno sistemati i letti per i ricoverati dell’Ortopedia nell’ospedale Civile, dove gli ambulatori, la sala gessi e di quante sedute operatorie disporrebbero settimanalmente, visto che Chirurgia, Urologia e Otorino non riescono ad avere più di una seduta alla settimana. E gli operati bisognosi della Fisioterapia dovranno fare la spola tra il Marino e il Civile? Questa sarebbe la razionalizzazione promossa da Pigliaru, Arru e Bruno? E le stanze dei medici dove saranno collocate? Ci sono sindaci che restituiscono la fascia pur di difendere la propria comunità ed altri che invece sono disposti a calare le braghe, pur di salvare la poltrona traballante”.

Nella foto l’onorevole Ugo Cappellacci

S.I.

Marino, Bruno conferma problemi

ALGHERO – “Occorre con serietà affrontare il tema della riorganizzazione ospedaliera, concordando col vertice dell’azienda sanitaria e coi primari ospedalieri, tempistica, logistica e organizzazione degli spazi e degli interventi che inevitabilmente ha bisogno di tempi più lunghi di quelli ipotizzati nella lettera a cavallo di Ferragosto del vertice sanitario sassarese”. Cosi Mario Bruno che ammette, di fatto, i gravi problemi legati alle scelte della Regione rispetto alla chiusura dei reparti principali dell’ospedale Marino.

“Soprattutto il trasferimento dovrà essere concomitante con l’avvio delle discipline previste nell’ospedale Marino: Riabilitazione e Lungodegenza innanzitutto, ma anche potenziamento dei reparti e dei servizi di Oculistica, Pneumologia, Diabetologia, per esempio. Se è facile comprendere come l’accentramento del blocco operatorio, la vicinanza del Pronto soccorso col pronto intervento traumatologico, dell’Ortopedia con il centro prelievi, con l’Anestesia e la Cardiologia sia un fatto positivo, desta perplessità la soluzione immediata del trasferimento al Civile, per carenza di spazi adeguati e in assenza di una nuova piastra tecnologica. Di questo parleremo nel vertice di Porta Terra, in modo serio. Ricercando soluzioni che migliorino l’organizzazione della sanità cittadina. Cappellacci e Tedde devono però smetterla di fare catastrofismo e demagogia spicciola e ci dicano cosa hanno fatto per la sanità algherese negli anni in cui hanno governato. Se c’è stato infatti un declino di Ortopedia, è stato proprio negli anni del governo di centrodestra, caratterizzato dal progressivo smantellamento di risorse, professionalità e strutture.

“Cappellacci e Tedde non hanno proprio niente da insegnare: nella rete ospedaliera approvata dalla giunta nel 2011 (dgr 31/2 “Avvio procedure di riorganizzazione: approvazione preliminare”, mai arrivata a niente, ovviamente), quale strategia era stata individuata per Alghero? Il nulla, il vuoto, ma soprattutto l’abbandono del Marino. Ciò che noi non vogliamo, anzi, il percorso sulla riqualificazione dell’attività ospedaliera per il suo miglioramento è chiaro: fino a quando non saranno sbloccati fondi sufficienti e deve essere fatto nel modo più veloce possibile, per un nuovo ospedale (si rammenta a chi non lo ha ricordato, che l’approvazione della rete ospedaliera sblocca importantissimi fondi ministeriali per l’edilizia ospedaliera) si procede da un lato per migliorare l’ospedale Civile dedicandolo alle patologie acute (aggregandovi le strutture a ciò dedicate per farle lavorare meglio e rendere più sicuri i percorsi assistenziali ospedalieri: sia per sicurezza dei pazienti, sia per razionalità dell’attività, sia per sinergia operativa secondo le buone prassi e le evidenze tecniche in materia).

“E, dall’altro, per riqualificare l’ospedale Marino verso le patologie post-acute e le attività sanitarie e socio-sanitarie territoriali, con la valorizzazione di alcune specialità particolari per operare in maniera più appropriata in rete. Ciò, tra l’altro, consentirà di riunire le attività sanitarie e socio-sanitarie ad Alghero (risparmiando su costi inappropriati). Altro che “cancellazione del Marino” o altre amenità da un gretto sensazionalismo dell’immobilismo e del caos: l’esatto contrario. Il contrario del nulla che si vorrebbe gattopardescamente perpetuare per continuare nel danno da inedia per la sanità algherese”.

Nella foto l’interno dell’ospedale Civile

S.I.

Blitz Marino, Consiglio schiaffeggiato

ALGHERO – “Non sempre un buon medico è un buon assessore della sanità. ” Così il consigliere regionale Marco Tedde commenta la replica dell’assessore Arru alla denuncia di trasferimento al buio di ortopedia e traumatologia e della sala gessi dal Marino al civile. “Ed è proprio il caso del dott. Arru, sulle cui capacità nella professione medica non dubitiamo. Ma abbiamo profonde e motivate certezze sulla sua inadeguatezza a svolgere l’incarico assessoriale della sanità, nel quale si ostina a propinare una riorganizzazione ospedaliera in cui le norme si applicano alla sanità del sassarese e si interpretano per il sud Sardegna. In ciò -sottolinea l’ex sindaco di Alghero- fiancheggiato dal silenzio colpevole dei principali rappresentanti istituzionali del territorio, impegnati ad abbarbicarsi alla loro poltroncina.” Tedde segnala ancora una volta che Arru e i suoi sodali hanno consumato un levantino blitz ferragostano, senza un progetto complessivo di riqualificazione della sanità di Alghero e Ozieri e del ruolo del Marino. “Rifletta Arru sulla circostanza che trasferire accettazione, diagnostica e sala gessi di ortopedia e traumatologia, l’attività chirurgica e le degenze dal Marino all’Ospedale civile avrebbe un senso se si fosse realizzato il nuovo ospedale -alla stregua di quello finanziato per San Gavino- o, quantomeno, la piastra tecnologica. Così la sua azione equivale a riempire di acqua un otre bucato”.

“Oppure si tratta di un artifizio amministrativo per attuare il Piano di riorganizzazione della rete ospedaliera -che prevede per il Marino il ruolo di stabilimento riabilitativo- senza passare attraverso il voto del Consiglio regionale? -lo interroga Tedde-. E spieghi Arru perché dopo 8 mesi dalla scadenza del termine imposto per legge dal Consiglio regionale non ha nominato il DG dell’Areus, lasciando acefala la colonna portante della sanità sarda. E, ancora, racconti ai sardi per quali motivi negli ospedali sardi mancano medicine e presidi medici e i pazienti sono costretti troppe volte a portare da casa difinfettanti e garze. Ancora una volta -chiude Tedde- rivolgiamo al Presidente del Consiglio Regionale la preghiera di intervenire con determinazione per tutelare le prerogative del legislatore sardo schiaffeggiato da un buon medico e inadeguato assessore della sanità.”

Nella foto l’onorevole Marco Tedde

S.I.

Marino, Sinistra: algheresi vittime

ALGHERO – “La riorganizzazione della rete ospedaliera voluta dalla Giunta Regionale penalizza fortemente la città di Alghero e il suo territorio. L’annuncio del trasferimento dell’Ortopedia e Traumatologia dall’Ospedale Marino all’Ospedale Civile è un fatto gravissimo che va contro la salute dei cittadini”. Cosi Antonello Licheri, Segretario Regionale Sinistra Italiana, Salvatore Meloni, Segretario Provinciale Sassari Sinistra Italiana e Maria Graziella Serra, segretario circolo di Alghero Sinistra Italiana rispetto alla scelta di depotenziare il Marino paventando un’eventuale chiusura dello stesso. Dunque, anche la Sinistra critica duramente le scelte della Giunta Pigliaru a guida Pd. Decisioni, invece, stranamente, difese da alcuni consiglieri comunali algheresi di opposizioni che si vocifera potrebbero “salvare” il sindaco Bruno che si trova da tempo senza maggioranza.

“E’ un provvedimento che vede come uniche vittime gli algheresi e la loro salute. Siamo di fronte ad un’azione che porta a un progressivo impoverimento del territorio dal punto di vista dell’offerta sanitaria, ma anche culturale e formativa. Sinistra Italiana chiede che le strutture ospedaliere non subiscano nessun declassamento perché si tratta di servizi essenziali per i cittadini. La Costituzione Repubblicana riconosce il diritto alla salute come diritto fondamentale. La Regione ha il compito di tutelare questo diritto dell’individuo come interesse della collettività. L’atteggiamento della Giunta Regionale va in senso opposto. Concentra l’azione politica sul contenimento dei costi e tralascia la salute dei cittadini”.

“Sinistra Italiana vuole contribuire alla battaglia regionale e nazionale per il diritto alla salute cambiando radicalmente la visione che ha prevalso nella Giunta Regionale centrata sul costo del sistema, sulla sua sostenibilità economica, sulla riduzione del personale, sull’accorpamento nell’organizzazione complessiva delle ASL, per cui dice non si possono garantire tutte le cure. E’ necessario, per questa ragione, aumentare la consapevolezza lanciando un allarme: la salute dei sardi è peggiorata, la capacità del servizio sanitario di soddisfare l’assistenza diminuita e la condizione di chi lavora nel servizio è ormai al collasso”

Nella foto un incontro di Sinistra Italiana Alghero

S.I.

Tradizione e Fuochi a Stintino

STINTINO – Piacciono a stintinesi e turisti le maschere tipiche del carnevale isolano e le vie del paese si affollano per assistere alla sfilata di mamuthones e issohadores, boes e merdùles con sa filonzana quindi dei thurpos. E domani, 14 agosto, dalle 23,30, sul lungomare Cristoforo Colombo tutti con il naso all’insù per assistere allo spettacolo pirotecnico. L’attesa per le maschere del carnevale sardo non ha deluso quanti, nella notte di venerdì, si sono riversati per le vie del paese per assistere alla lunga sfilata dei costumi di Mamoiada, Ottana e Orotelli. E lo spettacolo ha colto nel segno. «Il nostro obiettivo – afferma l’assessora alla Cultura Francesca Demontis – era quello di promuovere e valorizzare la cultura identitaria della nostra isola. La sfilata ha dimostrato di saper coinvolgere il pubblico e di trasportarlo, come in un viaggio, alla scoperta delle peculiarità della Sardegna». Prima della sfilata, a rinsaldare il legame avviato a dicembre scorso tra Stintino e i tre paesi barbaricini, le maschere hanno fatto tappa al Museo della Tonnara, per una foto di rito.

A dare il via al lungo corteo sono state le maschere dell’associazione turistica Proloco Mamoiada. Mamuthones e issohadores al loro passaggio hanno coinvolto il pubblico, con i loro movimenti e i lanci delle funi per catturare gli spettatori. L’associazione culturale “Boes e merdules” di Ottana ha schierato i suoi figuranti con le maschere taurine del boes che rappresentano la forza vitale quindi quelli dei merdules che, con in volto una maschera antropomorfa, tengono alla fune i boes. A seguirli dalla distanza la filonzana, la tessitrice che tiene in mano “il filo della vita”. A chiudere il corteo l’associazione culturale “Maschere etniche thurpos di Orotelli” che ha schierato appunto i thurpos, figuranti che mimano un rituale agrario propiziatorio praticato nell’antichità.

Tra le maschere, i colori dei costumi e i suoni degli organetti dell’associazione culturale Porto Torres con il gruppo folk “Li bainzini” e del gruppo folk “Santu Matheu” di Chiaramonti. I gruppi, infine, si sono ritrovato in piazza Cala d’Oliva e, presentati dalla consigliera per le Politiche giovanili Eleonora Sechi, hanno ballato sul palco riscuotendo un grande successo di pubblico. Lunedì 14 agosto, grande festa sul lungomare Cristoforo Colombo. Il paese, infatti, festeggerà i 132 anni dalla sua fondazione con uno spettacolo di fuochi d’artificio, a partire dalle 23,30. Il 15 agosto, infine, alle ore 19 la processione religiosa per la festività dell’Assunta e, al termine, i balli della tradizione isolana.

Marino, Arru mente: reparti chiusi

CAGLIARI – “E’ comprensibile che l’assessore Arru sia suscettibile perché l’unica riforma è il maxi-stipendio per i manager continentali”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia replica alle dichiarazioni dell’assessore alla Sanità. “Per il resto – prosegue l’esponente azzurro- tutta la ‘competenza’ dell’assessore si è manifestata nella mancanza di farmaci, di protesi, di anestetici, di garze, sacche, provette e di quant’altro necessario per assistere i pazienti. Quella che lui chiama pomposamente ‘riforma’ è solo uno smantellamento della Sanità sarda che aumenta i costi per offrire di meno. Stanno discutendo la rete ospedaliera senza aver predisposto prima quella della emergenza e urgenza, che necessariamente deve essere discussa per prima. Mentre Arru parla, sparla e straparla – prosegue l’esponente azzurro- dimentica che da sette mesi non hanno nominato neppure il direttore dell’Agenzia per l’Emergenza e Urgenza e che il suo bando per l’elisoccorso è stato prima oggetto dell’attenzione dell’Anticorruzione e ora ripresentato con costi fuori dalla realtà e un modello meno efficiente di quello che era già pronto a partire”.

“Ad Alghero stanno chiudendo dei reparti per tasferirli in altro ospedale: non è questa una chiusura? A onor del vero ci risulta che ci siano dei reparti che vengono salvaguardati, come l’Oculistica: forse questa è una materia di sinistra mentre gli altri reparti sono di destra? Oppure ci spieghino Arru i motivi di queste scelte illuminate. L’assessore e il presidente Pigliaru possono anche pensare di essere più competenti e più intelligenti degli altri, ma – ha concluso Cappellacci- non possono pensare di essere circondati solo da fessi e di poter raccontare che le loro chiusure, come quella prevista per il Marino di Alghero, siano delle riqualificazioni o delle riorganizzazioni”.

Nella foto Ugo Cappellacci

S.I.