Impianti sport, concessioni revocate

ALGHERO – Stop alle concessioni degli spazi sportivi ad Alghero. Una delle pochissime azioni ideate e attivate dall’amministrazione Bruno è stata fermata dalla decisione, in autotutela, da parte della dirigente Francesca Caria. Ma, per evitare subito qualsiasi tipo di strumentalizzazione, bisogna ricordare che ogni atto e decisione, in un Comune, fa sempre capo al sindaco e alla compagine governativa che guida l’ente. Una decisione che causerà gravi effetti negativi a partire dalle richieste di risarcimento delle società sportive che in questi mesi hanno fatto degli interventi migliorativi per gli spazi che sono stati assegnati tramite delibera.

Gli impianti interessati dalla revoca sono la palestra comunale Vittorio Corbia – Via Pacinotti, palestra comunale Luca Manchia – Via Mauro Manca, palestra comunale Mariotti – Via Vittorio Emanuele, campo di calcio A. Cattaldi – Loc. Santa Maria La Palma, campo di calcio La Segada – Loc. La Segada, campo di cacio Maristella – Loc. Maristella, campo di calcio La Taulera – Via Alessandro Fleming, campo di bocce Viale Garibaldi e soprattutto lo stadio comunale Mariotti – Via Vittorio Emanuele. Quest’ultimo, inoltre, secondo voci che saranno confermate nelle prossime ore, non avrebbe l’agibilità per un suo qualsiasi tipo di utilizzo. Intanto, come detto, ancora un’ennesima tegola per il sindaco Bruno e suoi sostenitori che adesso si trovano a sbrogliare pure la matassa degli impianti sportivi.

Nella foto il campo da calcio Mariotti

S.I.

Ad Alghero è “Degrado tour”

ALGHERO – L’ex Assessore Algherese Gianfranco Langella ha lanciato, nel corso dei giorni scorsi, un tour del degrado nelle borgate cittadine insieme al coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia. Prima tappa è stata la località Sa Segada, posta nell’agro di Alghero e oggetto di pesanti critiche nei confronti dell’amministrazione comunale di Mario Bruno, ormai completamente distaccata dalla realtà attuale.

Appena usciti dalla strada provinciale dell’aeroporto di Fertilia infatti sembra che si apra un “mondo nuovo”, fatto di banchine stradali in preda alle sterpaglie, asfalto consumato, illuminazione assente (con pali della luce rotti da anni e mai riparati) e segnaletica inesistente, a cui si aggiunge un pesante rischio ambientale dovuto all’abbandono indiscriminato di rifiuti speciali, ingombranti e sopratutto bombole nelle cunette stradali, con un evidente pericolo dovuto al rischio fisico e ambientale che non è stato ancora oggetto di risoluzione. Urgono perciò interventi immediati per la risoluzione dei cronici problemi di isolamento e manutenzione delle borgate, la cui esistenza salta agli occhi solo in occasione di sagre o feste e che risultano infatti dimenticate dall’amministrazione Bruno.

Nella foto alcune bombole di gas abbandonate a Sa Segada

S.I.

Marino, trasferimenti confermati

ALGHERO – Nonostante le rassicurazioni e il comunicato stampa seguente, diffuso dall’amministrazione Bruno, resta la conferma, e anzi viene ribadita, che dal primo di settembre inizierà il processo di trasferimento dei reparti dal Marino al Civile. I primari e le forze politiche hanno chiesto che questo avvenga solo prima di aver creato le condizioni di accogliere tali servizi nella struttura di via Don Minzoni. I vertici Ats hanno garantito che questo avverrà. Ma per adesso non c’è alcuna certezza legata ai finanziamenti utili per creare un ospedale nuovo o comunque ampliare il Civile.

Dall’amministrazione Bruno, rispondendo alle voci di vendita di questi giorni e di fatto negandole in toto, affermano che “l’Ospedale Marino sarà polo della Riabilitazione, della Lungodegenza e delle chirurgie ambulatoriali multidisciplinari; polo delle attività territoriali e centro di eccellenza per l’Oculistica. Rimarrà la Radiologia e la risonanza magnetica con una vocazione al day surgery. Smentita dai vertici dell’Azienda per la Tutela della Salute (Ats), davanti al sindaco Mario Bruno, a tutti i direttori delle strutture complesse e i reparti sanitari algheresi, ai capigruppo consiliari riuniti a Porta Terra, ogni ipotesi di dismissione del Marino e confermato l’indirizzo aziendale alla riqualificazione strutturale e al miglioramento complessivo dell’offerta sanitaria nel territorio. Al tavolo del confronto, il direttore sanitario dell’Ats, Francesco Enrichens, e il Direttore dell’Area Socio Sanitaria di Sassari (Assl) Giuseppe Pintor”.

“Dal 1 settembre prenderà avvio il processo che andrà ad accentrare il corpo operatorio di Ortopedia e Traumatologia tutt’ora presente nell’Ospedale Marino presso l’Ospedale Civile, confermando la divisione organizzativa delle due strutture. C’è un gruppo di lavoro costituito che fa capo al direttore del presidio ospedaliero di Alghero, Elio Manca, col compito di raccogliere tutte le criticità ed assicurare insieme all’Area socio sanitaria locale l’adeguamento strutturale e funzionale delle attività, di concerto con tutti i direttori di dipartimento”.

Nella foto il vertice di oggi

S.I.

Asilo nido: graduatorie definitive

ALGHERO – Il Comune di Alghero, settore per l’infanzia e per i giovani, Servizio Nido Comunale, ha approvato le graduatorie definitive (piccoli – medi – grandi) ed esclusi, a seguito delle domande di ammissione al Nido Comunale per l’anno educativo 2017 /18, pervenute entro il termine del 01 giugno 2017. Le graduatorie sono visionabili presso l’ufficio pubblica istruzione, a Sant’Anna e sul sito istituzionale del Comune di Alghero, Servizi al cittadino – bandi avvisi graduatorie.

Nella foto il Comune

P.S.

Rifiuti, ancora disagi e sporcizia

ALGHERO – Nonostante sia trascorso già un primo periodo di prova e ci sia una nuova azienda a gestire il servizio, restano numerosi di disservizi nella raccolta dei rifiuti. In alcune zone la situazione pare migliorata, ma da alcuni giorni, nonostante vi siano meno turisti rispetto agli anni scorsi (soprattutto villeggianti ospiti delle seconde case), la condizione igienica è ritornata ad essere molto critica.

Non è bastato lo spostamento dei cassonetti e il rinnovamento dei contenitori, le montagne di immondizia sono sempre visibili e deturpano l’ambiente di diverse zone della città. Nelle immagini ancora una volta lo stallo di nucleo San Michele a pochi passi da viale della Resistenza e dal campo da basket “il pallone”.
Tra la campana del vetro e il secco, è presente un grosso cumulo di rifiuti maleodoranti. Ma non è solo qui. Infatti ci sono più punti in cui il servizio sta presentando diverse falle.

Nelle foto la condizione dello stallo nel Nucleo San Michele

Soldi alle Borgate o zero accordo

ALGHERO – “L’assenza di investimenti al di fuori di una minima parte dell’ordinario da parte dell’Amministrazione Bruno in agro è un dato certo. Bruno ha rivolto le sue attenzioni altrove con il beneplacito dei consiglieri comunali alcuni dei quali, spesso e incredibilmente, continuano tutt’ora a riempirsi la bocca con termini quali solidarietà e integrazione”. Dettano l’agenda alla politica, i Comitati di Borgata di Maristella, Sa Segada – Tanca – Farrà – Guardia Grande – Corea. Questo viste il mancato mantenimento delle promesse elettorali rispetto a questa porzione del Comune di Alghero. Borgate spremute e utilizzate solo per fare vetrina e poco altro. E questa è una durissima accusa per una compagine che ha vinto le elezioni grazie anche alla spinta di questa parte del territorio.

Le borgate fanno sapere che “con il 2017 saranno oltre 1,2 i milioni di euro che, attraverso la sola tassa di soggiorno, l’area di Porto Conte avrà versato nelle casse del Comune senza vedere sensibili investimenti di ritorno. La situazione è inaccettabile ma pare lasciar dormire sonni tranquillissimi all’Amministrazione Comunale che prosegue imperterrita nella sottrazione di risorse da Porto Conte discriminando di fatto i suoi abitanti nei servizi insieme alle centinaia di migliaia di turisti che ogni anno frequentano il comprensorio e la cui tassa di soggiorno finisce mediamente a oltre 15 chilometri dal luogo di riscossione.

“Invitiamo il PD di Alghero a incontrare i Comitati di Borgata per ascoltare le esigenze delle borgate nell’eventualità di stilare un programma di investimenti, concreto e immediato per l’agro, da presentare a Bruno come tassativo e indifferibile nel caso di accordo per la prosecuzione del mandato”.

Nella foto i presidenti dei comitati Congiu, Zidda e Desogos

S.I.

Cedesi Bellavista. Fertilia al palo

ALGHERO – Riviera del Corallo in vendita. Non è un slogan vuoto e pregiudiziale, ma è quello che sta avvenendo realmente. Non è nient’altro che uno dei tanti effetti collaterali, negativi, della crisi politica e sociale del territorio. Senza una programmazione efficace e nello specifico senza un Piano Urbanistico Comunale e più in generale una visione generale dello sviluppo del territorio, giustamente, enti pubblici sovraordinati e privati si muovono in maniera autonoma e senza alcuna connessione utile a creare più ampie e programmate ricadute benefiche alla cittadinanza. Ma non tutto il male viene per nuocere, anzi.

Intanto, il servizio Demanio mette in vendita porzioni di costa e anche importante e storiche strutture ricettive. E’ il caso dell’Hotel Bellavista . da anni in totale abbandono, che potrà essere acquistato partendo da una base d’asta di 3 milioni e mezzo. La scadenza delle offerte è fissata per il 2 ottobre. Dunque, è dietro l’angolo. Sicuramente un passaggio che potrebbe, finalmente, dare nuova vita l’ex-albergo a tre stelle oggetto di occupazione di famiglie senza casa a perfino di una grosso incendio.

La speranza è che possa rientrare in un più grande progetto di rilancio del territorio che possa migliorare l’offerta ricettiva e dei servizi della Riviera catalana. Di sicuro, nonostante annunci e proclami, il rilancio di Fertilia è fermo al palo. Si parlò, durante i primi mesi di amministrazione Bruno, della rinascita del cinema a livelli dei grandi festival mondiali del grande schermo. Tutto fermo. Tranne scelte (spesso obbligate) della Regione e azioni dei privati. Comune, non pervenuto.

Nella foto l’ex-Hotel Bellavista

S.I.

“Servizi Sociali, Bruno incapace”

ALGHERO – Non poteva non fare discutere la questione sollevata da Algheronews riguardante il blocco dei pagamenti alle famiglie bisognose da parte dei Servizi Sociali del Comune di Alghero [Leggi]. A commentare il grave disagio che colpisce la fasce più deboli, è Maria Grazia Salaris, già assessore ai Servizi Sociali con la Giunta Tedde e oggi consigliere comunale di opposizione. “Il giorno in cui Mario Bruno si è insediato ricordo ancora con amarezza le critiche che mi rivolse per la mia passata gestione dei servizi sociali in qualità di ex assessore ai servizi sociali, arrivò a dirmi di avere gestito il settore in maniera clientelare”.

“Per me che, durante quegli anni, vivevo praticamente quotidianamente il rapporto con gli utenti e con le operatrici del servizio sociale, con un grande senso di responsabilità e a volte con un grande magone per quel senso d’impotenza di fronte ai grandi problemi dei nostri cittadini fu peggio di una pugnalata, eppure il servizio funzionava cento volte meglio di oggi”. E chiude la Salaris. “Ora vorrei chiedere a Mario Bruno dove sono finite la sue promesse la sua spavalderia ma soprattutto le risposte agli algheresi. Penso che il commissario sarebbe veramente il male minore di fronte a tanta incapacità e arroganza”.

Nella foto le consigliere comunali di opposizione Maria Grazia Salaris e Monica Pulina

S.I.

Sanità, Consiglio vigili o è inutile

ALGHERO – “La nota del 11 agosto, inviata dal Direttore della ASSL Sassari ai Dirigenti del Presidio Ospedaliero di Alghero ed avente per oggetto “Riorganizzazione attività chirurgica in un unico blocco operatorio presso l’Ospedale Civile di Alghero”, è atto che potrà rivelarsi come criminoso poiché – pur formulato con il più inappuntabile intento di apportare beneficio alla Sanità algherese – si rivelerà trappola mortale per il futuro della stessa a totale danno della comunità locale e del territorio”. Anche l’ex-sindaco Tonino Baldino interviene, con un lettera-richiamo al sindaco Bruno e al presidente del Consiglio Tedde, sulla condizione della sanità e sulla scelta della Giunta Piglaru di trasferire alcuni settori dal Marino al Civile senza ancora potenziare quest’ultimo.

“È, e sarà, atto dilettantistico ogni trasferimento di Ortopedia dal Marino al Civile senza aver realizzato il nuovo ospedale. La urgenza del trasferimento in questione sarebbe motivata dalla necessità di garantire due fattori importanti aziendali che sono: riduzione del rischio mortalità; riduzione dei costi gestionali. Circa il primo punto, vale la pena segnalare uno studio pubblicato nel settembre 2015 dal quotidiano Il Sole24ore nel quale sono riportate le tabelle di funzionalità di circa 460 strutture ortopediche in Italia. Di esse vengono indicati i “Fattori di rischio” (“grezzo” e “aggiustato”) sui casi di mortalità da frattura del femore entro i 30 giorni dal ricovero. L’Ospedale Marino di Alghero è il secondo tra i migliori in Sardegna (grezzo = 4,17, aggiustato = 3,66) prima del S. Francesco di Nuoro (grezzo = 4,73, aggiustato = 4,58), dell’Ospedale di Olbia (grezzo = 3,96, aggiustato = 4,61), del SS. Trinità di Cagliari (grezzo = 5,03, aggiustato = 4,91), dell’Ospedale di Lanusei (grezzo = 5,56, aggiustato = 5,20), del SS. Annunziata di Sassari (grezzo = 5,05, aggiustato = 5,25), dell’Ospedale di S. Gavino (grezzo = 4,96, aggiustato = 5,48), del S. Martino di Oristano (grezzo = 6,25, aggiustato = 5,55), dell’Ospedale di Ozieri (grezzo = 4,84, aggiustato = 5,81), e del Marino di Cagliari (grezzo = 6,27,aggiustato = 5,98).

“Questi dati sono confermati nel bilancio al 31-12-2015 della ASSL di Sassari che colloca il Marino di Alghero ad un valore di “Rischio grezzo” pari a 5,26 e pertanto migliore di Ozieri e Sassari che sono attestati rispettivamente a 6,25 e 6,48. Tutto ciò nonostante quelle strutture abbiano Ortopedia accorpata agli altri reparti ospedalieri. Su scala nazionale, la struttura ortopedica peggiore è in Campania (rischio aggiustato = 15,14), ma anche quella migliore è in Campania (rischio aggiustato = 0,51). Il rinomato Istituto Ortopedico “Rizzoli” di Bologna si attesta ad un fattore di Rischio aggiustato pari a 2,28. Il valore medio nazionale è di 4,89 (il Marino di Alghero – con il suo 3,66 – è qualitativamente collocato in ambito nazionale). Da qui la obiettiva dimostrazione che l’accorpamento all’Ospedale Civile di Ortopedia del Marino non è così vitale ed urgente come lo si vorrebbe far pensare e che bisognerà comunque migliorare la sanità sarda nel suo insieme affinché possa attestarsi quantomeno su valori inferiori alla media nazionale.

“Se si esamina il secondo punto, quello della riduzione dei costi; vi è da considerare che uno dei fattori più importanti della economia gestionale risiede nella massima utilizzabilità delle Sale Operatorie e nel minor numero di giornate di degenza dei pazienti. Oggi la utilizzazione delle Sale operatorie del Civile e del Marino non è ottimizzata a causa della carenza di personale, soprattutto quello di Anestesia. Va da sé che in questo settore, l’eventuale accorpamento di Ortopedia del Marino al Civile non determinerà sensibile economia di personale poiché ciascun intervento chirurgico necessita di unità standard ad esso dedicate. Pertanto diverrebbe ragionevolmente ininfluente che gli interventi di ortopedia vengano fatti al Civile o al Marino. Anzi, se fatti al Civile, vi sarebbero nuove complicazioni poiché – vista la disponibilità di due sole Sale Operatorie – vi sarà un aumento delle liste di attesa oltre che essere arrecato grave pregiudizio agli interventi di urgenza.

“Vi è anche da considerare che è regola ferrea non creare promiscuità tra gli interventi chirurgici di ortopedia e la chirurgia generale poiché, particolarmente per gli interventi protesici, il rischio di infezioni è elevatissimo e, a quel punto, aumenterebbero le giornate di degenza oltre che le sofferenze per i pazienti. È inevitabile, pertanto, che Ortopedia debba avere una o più sale operatorie dedicate. Non va trascurato il dato di fatto che vede la struttura dell’Ospedale Marino attrezzata di tre Sale Operatorie tra le migliori in qualità e certificazione in Sardegna, mentre per il Civile si è ancora in attesa degli adeguamenti di legge”.

“Le Sale Operatorie sono il cuore di un ospedale e la loro qualità costituisce una fondamentale garanzia per il personale medico e paramedico oltre che per i pazienti. Ci si attende che la dirigenza della Azienda Sanitaria provveda alla effettuazione di un serio studio di fattibilità sulle modalità di accorpamento dei due presìdi ospedalieri valutando anche la idoneità o meno di accogliere la Lungodegenza al Marino e che comunque, nelle more di realizzazione del nuovo unico ospedale, voglia provvedere con urgenza alla attivazione del Servizio di Terapia Intensiva Cardiologica e di Endoscopia chirurgica. Ciò come primo segnale di sensibilità nei confronti di una comunità locale che, se dotata di adeguati servizi sanitari, aiuterà l’Azienda Sanitaria a ridurre i deficit di bilancio prodotti in altre aree. Se il Consiglio Comunale non sarà in grado di vigilare su questi strategici “passaggi”, non farà altro che certificare la propria inutilità”.

Nella foto l’ex-sindaco Baldino in un incontro pubblico

S.I.

“Minacce non ci fanno paura”

CAGLIARI – “Grazie a tutti per le prove di solidarietà nei miei confronti e in quelli di tutta la Giunta. Ne abbiamo ricevuto moltissime dalle forze politiche, dalle rappresentanze di categoria, dai privati cittadini. E ognuno di questi attestati è il modo migliore per dimostrare che la Sardegna è ben altro rispetto a minacce vili che si ripetono, e sulle quali noi abbiamo deciso di tenere il massimo riserbo anche quando sono arrivate nella nostra sede istituzionale: non ci fanno paura, non incidono sul lavoro svolto né tantomeno sull’attività politica e amministrativa portata avanti dalla Giunta e dalla Presidenza.” Lo dichiara il presidente della Regione Francesco Pigliaru.

“Ma vero è che in Sardegna chi gestisce la cosa pubblica, a tutti i livelli, è fatto troppo spesso oggetto di intimidazioni – prosegue il presidente Pigliaru -, e sono i rappresentanti delle Istituzioni nei territori a pagare il prezzo più alto. Per questo non dobbiamo abbassare la guardia. È una chiamata alla responsabilità: lo dobbiamo soprattutto agli amministratori locali che con sempre maggior frequenza, oltre le minacce, subiscono veri e propri attentati. L’invito è a vigilare tutti perché il confronto non diventi mai disinformazione né polemica sterile, a servizio dei fanatici, ma resti sempre sul terreno del dibattito democratico. Da parte nostra – conclude Francesco Pigliaru – proseguiremo nel nostro lavoro come abbiamo sempre fatto, per aiutare la Sardegna a uscire da una lunga e durissima crisi.

Nella foto il presidente Pigliaru

S.I.