Sanità, solo prese in giro| video

ALGHERO – “E la quarta volta che l’assessore Arru, il sindaco Bruno e dunque il Pd rassicurano il territorio, ma non è così, si tratta ad oggi solo di parole, slogan e ancora, dunque, nostro malgrado di prese in giro”. E’ l’onorevole Marco Tedde, consigliere regionale di Forza Italia-Sardegna, che ricorda le mancate promesse dei vertici regionali del centrosinistra rispetto al tema cruciale della sanità. “Ad oggi c’è stato solo un passaggio in Commissione, tra l’altro non vincolante, come sanno bene tutti, per il Consiglio, dove tra l’altro si parla del primo livello dal 2018 (quale mese e giorno?) e di un successivo monitoraggio, mentre così non è per San Gavino che ha sta realizzando il nuovo ospedale a fronte di un molto inferiore di utenti”. A questo punto la domanda sorge spontanea: dove sono i consiglieri regionale del territorio? Quelli, ad esempio, giunti in via Columbano l’11 settembre della politica cittadina. E soprattutto che fine hanno fatto tutti i comitati per il “nuovo ospedale”? “Gli algheresi non sono stupidi e sanno bene chi e quale area politica politica gli ha presi in giro e non è di sicuro il centrodestra”, commentano da Forza Italia.

Nella foto e video il consigliere regionale di Forza Italia, Marco Tedde

Aeroporto: intervista con Peralda |video

ALGHERO – L’Aeroporto, vista anche la crisi degli altri comparti, chimica in testa, è oramai la più grande industria del territorio. Non si parla ovviamente solo di Alghero, ma di un’area che copre almeno l’ex-Provincia di Sassari. Per questo lo scalo è sempre sotto gli occhi di tutti ed è oggetto frequente di notizie e di attenzioni, politica in primis. Dopo la vendita ai privati di F2i, della maggioranza delle quote societarie, si è aperta una nuova fase. A prescindere dalle polemiche di questi mesi e dai tagli, purtroppo non indolore per le persone rimaste senza lavoro, è necessario che il territorio (tutto) rialzi la testa e faccia il possibile per allungare la stagione. Non possono bastare due mesi scarsi a regime.

Per creare sviluppo, crescita ed occupazione bisogna almeno raddoppiare tale periodo. Perciò, sarà necessario anche creare maggiore sinergia con i rappresentanti istituzionali del territorio, almeno con le amministrazioni dei maggiori comuni, a partire ovviamente da Alghero. Purtroppo già il fatto di non avere l’assessorato al Turismo da sei mesi qualifica gli attuali governanti cittadini. Ma nel prossimo futuro sarà imprescindibile attuare una capace e attenta regia locale in connessione con gli altri centri per creare delle azioni forti e lungimiranti tra Aeroporto, mondo imprenditoriale e rappresentanze politiche al fine di rendere solidi e meno striminziti i flussi turistici. Da subito sbloccare pratiche come la riqualificazione del porto nuovi hotel a Maria Pia e altri posti, nuovi servizi, veri eventi e tanto altro. Insomma il Nord-Ovest, con Alghero in testa, deve richiamare più gente anche nei mesi di spalla. Le potenzialità ci sono, bisogna darsi da fare.

Ed essendo l’aeroporto centrale in tutto questo discorso, resta importante la figura di colui che lo guida da qualche anno ovvero il direttore generale Mario Peralda. Approfittando della consegna del certificato europeo consegnato dall’Enac, abbiamo posto qualche domanda al manager anche sui nuovi voli e sulla continuità territoriale oltre che sulla necessità che il territorio sia più attraente, oltre che sui lavori di ristrutturazione dello scalo.

Nella foto e video il direttore della Sogeaal Mario Peralda

Quartieri Sassari, degrado e incuria

SASSARI – “In molti quartieri cittadini il degrado, l’incuria e la paura fanno pendant con palazzi pericolanti e marciapiedi divelti”. Cosi Cecilia Cherchi – Coordinatrice Forza Italia Sassari e Giampietro Miscali e Pietro Pedoni – Vicecoordinatori Forza Italia Sassari sulla condizione del centro turritano. “E la vita reale, vera dei sassaresi risulta essere sempre più impervia a causa di innumerevoli episodi di violenza, soprattutto al centro storico e in altri quartieri difficili della città, dove ormai questi non si contano più, dove lo spaccio della droga e l’attività dì prostituzione sono sotto gli occhi di tutti, nonostante siano state fatte, anche ripetutamente, numerose denunce da parte dei residenti e dai commercianti delle zone interessate, molti dei quali addirittura sono anche stati costretti ad abbandonare le proprie attività lavorative e le proprie abitazioni, rimanendo totalmente inascoltati nei loro problemi”.

“Le periferie, sedotte in campagna elettorale e abbandonate a se stesse in questi anni, dove in alcune di esse l’attività di spaccio di sostanze stupefacenti è ripresa a pieno ritmo, chiedono di essere ascoltate, ma soprattutto che si intervenga per sistemare strade, illuminazione e installando telecamere di sicurezza per prevenire atti violenti e situazioni di pericolo che aumentano ogni giorno in modo esponenziale. Senza contare poi l’ormai cronica presenza di barriere architettoniche nella maggioranza dei marciapiedi cittadini ma anche in alcune chiese, dove ai fedeli disabili è addirittura preclusa la possibilità di accedervi per assistere alle funzioni religiose”.

“Pertanto, Il Coordinamento Cittadino di Sassari di Forza Italia, considerando ormai questa situazione inaccettabile in una città dove chi amministra dovrebbe veramente e seriamente pensare ad un futuro migliore per i propri concittadini, continuerà la propria azione di monitoraggio, di controllo e di opposizione alle politiche portati avanti dalla giunta comunale che a tutto ha pensato in questi anni tranne che a mettere in campo azioni finalizzate alla risoluzione dei problemi. Magari anche ascoltando i cittadini, con i quali sarebbe opportuno avere un permanente canale di confronto affinché si sentano finalmente liberi e tranquilli di vivere la città in piena sicurezza in quartieri puliti e lontani dal degrado e dall’incuria”.

Nella foto una pattuglia della polizia al centro di Sassari

S.I.

“Consorzio, attacchi inaccettabili”

SASSARI – «Tacciare il Consorzio di Bonifica della Nurra di aver ignorato il problema della crisi idrica che ha interessato la Sardegna nord-occidentale significa da una parte divulgare notizie false e dall’altra umiliare la dedizione al lavoro che ha contraddistinto tutti i dipendenti dell’ente (sia negli uffici sia sul territorio) nel cercare di arginare i gravi problemi causati da un’annata siccitosa straordinaria». Con queste parole inizia la risposta del presiedete del Consorzio di Bonifica della Nurra, Gavino Zirattu, contro il goffo tentativo di affondo mediatico avanzato dalla segreteria dei Rossomori di Alghero. «Eppure dalla rassegna stampa dei quotidiani regionali, dalle comunicazioni dirette o dalle assemblee territoriali pensavamo fosse emerso l’enorme sforzo portato avanti dal Consorzio. Ma nella nota dei Rossomori neanche una parola viene spesa sull’attivazione della diga di Sorigheddu e dei pozzi di Tottubella e Sella & Mosca mirata a immettere nuova risorsa all’interno della rete. Forse chi omette di raccontare il lavoro fatto non immagina neanche cosa comporti la messa a regime di una riserva idrica, nella quale manca persino l’energia elettrica, la cui gestione o proprietà non ricade più nelle competenze del Consorzio. O forse, più semplicemente, si preferisce tacere su questi aspetti, come sui numerosi incontri tenuti dalla nostra amministrazione a Cagliari con i vertici del Distretto Idrografico della Sardegna per cercare soluzioni concrete all’assenza d’acqua, e criticare senza avere la coscienza di approfondire quel bagaglio di nozioni tecniche necessarie per affrontare argomenti così complessi e delicati che riguardano un territorio intero».

«Fa specie leggere nella nota dei Rossomori gli stessi identici contenuti esposti a Campaneda durante la riunione della settimana scorsa e notare come nel testo manchino tutte le risposte e le spiegazioni fornite già in quella sede dalla direzione del Consorzio di Bonifica. Evidentemente il tema dibattuto non era tanto importante quanto la visibilità ricercata con la diffusione del comunicato stampa. Un atteggiamento che ci lascia quantomeno perplessi e che ci costringe a dover sintetizzare quanto già detto a Campanedda».

«Uno dei passaggi chiave della lettera dei Rossomori – continua il presidente Zirattu – concerne le acque reflue di Sassari e l’utilizzo dell’invaso del Cuga come bacino di sversamento. Anche in questo caso mi dispiace dover stroncare la sintesi frettolosa e superficiale riportata dalla segreteria sulla posizione del Consorzio e sottolineare le inesattezze pronunciate sia al microfono di Campanedda sia a mezzo stampa. Punto primo. Da alcuni anni il bacino del Cuga è utilizzato esclusivamente come riserva per scopi irrigui e non idropotabili. La città di Alghero viene alimentata dal bacino del Coghinas, la più grande risorsa idrica presente in tutta la Sardegna. Punto secondo. Per salvaguardare l’opera già realizzata per l’utilizzo dei reflui di Sassari e allo stesso tempo dare ad Alghero la possibilità di sfruttare una secondo bacino per fini idropotabili, il Consorzio, contrariamente alla strategia della Regione Sardegna che vorrebbe finanziare un intervento del costo di 3milioni e 100mila euro e che obbligherà la messa in rete dei reflui in maniera diretta attraverso il canale adduttore, suggerisce la creazione di un altro bypass capace di collegare la galleria del Temo con il torrino di presa. Questo progetto, oltre a garantire un notevole risparmio, consentirebbe ad Alghero di essere approvvigionata sia dal Coghians sia dal Temo. Peccato però che nella nota non vi sia traccia di questi passaggi».

«Mi preme ricordare – prosegue Zirattu – che l’apporto idrico garantito dall’utilizzo delle acque reflue di Sassari è pari a 12 milioni di metri cubi: un tesoretto importante in momenti di siccità, almeno per quegli imprenditori agricoli che su questo settore vogliono costruire il proprio futuro e che quotidianamente cercano di battersi contro l’abbandono della Nurra. In aggiunta mi piace sottolineare il senso di responsabilità che guida l’amministrazione del Consorzio nel gestire le acque reflue già immesse in rete, come quelle di Alghero, e nel verificarne di continuo il rispetto dei parametri imposti dalla normativa».

«Anche nella lettura dei dati diffusi dal distretto idrografico della Sardegna la segreteria dei Rossomori appare quantomeno distratta. Non c’è dubbio che nell’ultimo triennio la Sardegna sia stata colpita da una siccità senza precedenti ma è altrettanto vero che prima di quest’anno e grazie a delle perturbazioni localizzate, la Nurra è riuscita a incamerare quantità d’acqua sufficienti per le stagioni irrigue precedenti. Basta paragonare i dati dei livelli d’acqua presenti all’interno del bacino del Temo il 31 maggio di quest’anno (21 milioni di metri cubi d’acqua) con quelli del 2016 (57 milioni), del 2015 (66 milioni) e del 2014 (69 milioni). Sono gli stessi numeri a consigliare maggiore sensibilità nell’utilizzo della locuzione “crisi idrica”».

«Inoltre – afferma il presidente – dispiace sentirsi accusare di non aver messo in atto nessuna programmazione volta alla razionalizzazione o al risparmio della risorsa idrica. Ma anche in questo caso l’accusa contiene un duplice errore. Il primo riguarda direttamente l’operato del Consorzio che da anni ha avviato un pacchetto di misure volte al risparmio idrico come l’utilizzo dei contatori e il rifacimento delle condotte principali. Il secondo riguarda un aspetto più ampio relativo alla gestione della acque. Ogni anno, infatti, il Distretto Idrografico della Sardegna assegna ai singoli Consorzi una quantità d’acqua specifica oltre la quale è vietato andare. Il bersaglio dei Rossomori, dunque, dovrebbe essere un altro».

«In ultimo – conclude il presidente Zirattu – ci teniamo a ricordare come il Consorzio sia sempre stato aperto a qualsiasi confronto o contributo da parte di consorziati, istituzioni o forze politiche. Ma quello che questa amministrazione non accetterà mai è la mera strumentalizzazione per fini politici. Il respiro del nostro lavoro va oltre la prossima tornata elettorale e sul futuro dell’agricoltura in Nurra serve serietà e senso di responsabilità da parte di tutti».

Nella foto il presidente Zirattu

S.I.

Partecipate sedotte e abbandonate

ALGHERO – “Lunedi, per l’ennesima volta in seconda convocazione, ad ennesima riprova dell’assenza di un maggioranza che assecondi, il sindaco Bruno i consiglieri sono chiamati a votare il “Piano di razionalizzazione delle società partecipate”. La scadenza, termine perentorio, era il 30 settembre, passato il quale il Comune ha visto sospeso ogni diritto di esercitare i propri diritti di partecipazione e di controllo su Alghero In House, Secal, Meta, Parco di Parco Ponte”. Cosi il gruppo consigliare di Forza Italia-Alghero, composto da Nunzio Camerada, Michele Pais e Maurizio Pirisi, che interviene sulla questione delle “partecipate” che vedono approdare in Aula il Piano di ricognizione e soprattutto le delibere in merito non contemplano alcun passaggio su indirizzi e scelte dell’amministrazione su tali importanti realtà del Comune.

“E il nostro sindaco? Si disinteressa, mette a rischio queste società, mette a rischio soldi pubblici (quindi dei cittadini), fa spirare allegramente il termine perentorio e, cosa più grave, ad oggi, nonostante manchino pochi giorni alla seconda convocazione (quella vera, vista l’assenza dei numeri dei bruniani) solo mercoledi ha reso disponibile una bozza di piano, che niente dice, se non limitarsi alla compilazione di un modulo precodificato. Ancora una volta: il nulla assoluto. O meglio un passaggio che anche il peggiore commissario avrebbe fatto meglio e prima”.

“Come Forza Italia lo scorso anno avevamo fatto una proposta concreta, volta a salvare ed efficientare le società partecipate, da sempre considerate da Forza Italia vero volano e valore aggiunto dell’amministrazione comunale. Le nostre proposte rimasero lettera morta, col risultato che quelle vacue, approvate dall’allora maggioranza, a nulla portarono per le partecipate, se non a una bocciatura solenne della Corte dei Conti che senza giri di parole affermò che quella delibera niente diceva e niente programmava”.

“Da allora cosa è cambiato? Poco e niente, Meta continua il suo galleggiamento, nessuno sa ancora quale sia la sua “mission” quale la sua programmazione a parte fare fa “bancomat” ad ogni schiribizzo in capo ai governanti. Continua ad essere un ente quasi senza dipendenti, tranne due, un direttore di se stesso, e un funzionario assunto contra legem, mentre tutti gli altri validi collaboratori continuano a fare i conti con un precariato senza fine. Secal? Niente di nuovo sotto il fronte, svuotata dalla maggior parte delle proprie competenze, è di fatto in uno stato di liquidazione, nonostante gli annunci di sindaco e assessore. Alghero In House, sembra sia diventata il fiore all’occhiello dell’amministrazione, non si sa per quale motivo sindaco e consiglieri non perdono occasione per sperticarsi in lodi illusorie sulla società, ma di concreto cosa è stato fatto? Niente, continua a vivere nella precarietà, senza vedere un futuro e galleggia solo grazie alle capacità della sua direzione”.

“Se davvero Bruno & i suoi pochi sodali avessero a cuore il futuro e la crescita delle società partecipate si sarebbero confrontati in Consiglio sulle opportunità e sulla strada da percorrere per giungere o ritornare ad un loro efficientamento, in modo da non rischiare un’approvazione oltre i termini e soprattutto di non rischiare di perdere ogni diritto su queste società che equivarrebbe a decretarne la propria morte e la perdita del posto di lavoro per circa 100 dipendenti e precari. Ed invece, ciliegina sulla torta, da Bruno e suoi viene indicato a chiare lettere che le azioni da intraprendere sono: nessuna. C’è poco da fare, come oramai hanno preso coscienza tutti, quest’amministrazione è peggiore di un qualsiasi commissario. E’ inutile, dannoso, nonché da irresponsabili perpetrare questa gestione della cosa pubblica partigiana e incompetente”.

Nella foto i rappresentanti di Forza Italia-Alghero

S.I.

Sanità algherese, Bruno esulta

ALGHERO – “Un risultato importante per il presidio di Alghero-Ozieri che vedrà istituita la Terapia Intensiva polivalente e la Rianimazione con il riconoscimento del Primo livello nella nuova Rete Ospedaliera regionale, senza necessità di alcun monitoraggio”. Il sindaco di Alghero Mario Bruno accoglie con favore ed esprime soddisfazione “per un passo avanti fondamentale rispetto alla pur ottimistica previsione del Luglio scorso che rimandava l’attuazione del primo livello per Alghero-Ozieri al 2019 previo monitoraggio preventivo sui dati relativi alle patologie “tempo-dipendenti” nel corso di quest’anno».

“È un risultato di tutti – chiarisce – che ci ha visti fin dal primo momento impegnati per veder riconosciuto il miglioramento delle prestazioni ospedaliere erogate e il potenziamento dei servizi sanitari nel territorio”. In attesa della definitiva approvazione della nuova Rete Ospedaliera Regionale, la decisione viene accolta come il frutto del lavoro congiunto dei sindaci, dei consigli comunali, dei consiglieri regionali in rapporto con la Giunta Regionale. “Nell’interesse di tutti e del nord-ovest della Sardegna in particolare – aggiunge Mario Bruno –dobbiamo rafforzare la vigilanza per raggiungere il risultato rappresentato dal nuovo ospedale, da anni auspicato e del quale siamo già in possesso dello studio di fattibilità, che accorperà anche l’ortopedia, lasciando alla struttura del Marino le funzioni specialistiche di riabilitazione e la lungodegenza. Anche questo obbiettivo è compreso nelle previsioni esplicite della rete ospedaliera in fase di approvazione”.

Nella foto un passato incontro con Bruno e l’assessore regionale Arru

S.I.

“Arru e Bruno ci prendono in giro”

ALGHERO – Questa mattina il Gruppo consiliare e il portavoce di Forza Italia Alghero, con la partecipazione del consigliere regionale Marco Tedde e alla presenza di cittadini, rappresentanti di associazioni ed esponenti politici, hanno presentato alla stampa gli emendamenti alla proposta di Piano di riorganizzazione della rete ospedaliera che riguardano la Provincia di Sassari, ed in special modo il presidio di Alghero-Ozieri. Piano che in questi giorni è in discussione in Consiglio Regionale.

Una proposta, quella della nuova Rete Ospedaliera, che così come esitata dalla Commissione Sanità è stata oggetto negli ultimi mesi di molte critiche da parte di quasi tutti i territori della Sardegna, del Consiglio delle Autonomie e dell’ Anci. Molto critico anche il consigliere di Forza Italia Marco Tedde, che evidenzia in primo luogo la crescita del deficit del settore sanitario negli anni della gestione Pigliaru. Valutazioni negative anche sulla costituzione dell’ azienda unica regionale, inapplicabile in un territorio vasto e con una bassa densità abitativa come quello della Sardegna. Forti censure anche contro il taglio dei posti letto che ancora una volta penalizza Sassari con una decurtazione del 16% mentre Cagliari ne perde solo il 6%.

“Ma è sulla proposta di Rete Ospedaliera che si concentra il fuoco di Forza Italia, che –secondo Tedde- “l’ATS cerca in modo levantino di attuare con gli atti aziendali prima ancora dell’approvazione del Piano di riorganizzazione da parte del Consiglio Regionale. Una rete totalmente sbilanciata verso il sud Sardegna, e totalmente “stramata” nella parte che riguarda la Provincia di Sassari. Infatti la riorganizzazione avrebbe dovuto prevedere che intorno ai due Hub di Cagliari e Sassari venissero creati un congruo numero di spoke di 1° livello capaci di integrare l’offerta sanitaria nel territorio ed evitare la congestione dei due ospedali di secondo livello. In virtù di questo principio di buon senso nel sud della Sardegna sono presenti ben 4 presidi di primo livello che completano l’offerta sanitaria dell’Hub di 1° livello, mentre nell’area del Nord-Ovest non né viene previsto nessuno (Alghero-Ozieri viene classificato come Nodo di rete, tipologia non prevista dalla normativa nazionale e che di fatto vuol dire Presidio di base, con la chiusura di diversi reparti).” “E questo –secondo il portavoce Andrea Delogu- paradossalmente accade mentre al Sud vengono concesse deroghe importanti per territori che non raggiungono i 150 mila abitanti che costituiscono il territorio d’utenza per il 1° livello previsto dalla normativa nazionale (San Gavino e Iglesias) mentre al presidio unico di Alghero-Ozieri, che soddisfa i criteri imposti dal quadro normativo, non viene concesso quello che dovrebbe avere per diritto, e cioè il primo livello.”

“In tutto ciò – commentano amaramente i Consiglieri Camerada, Pais, Pirisi – il grande rammarico è aver assistito alla totale accondiscendenza del Sindaco di Alghero Mario Bruno al boicottaggio della sanità algherese da parte della Giunta Pigliaru. Al di là di flebili prese di posizione di circostanza, il Sindaco di Alghero mai ha assunto iniziative concrete per una reale tutela del sistema sanitario algherese, respingendo nei fatti le numerose proposte di iniziative propositive ed oppositive avanzate da noi in molti atti consiliari. Ecco perché lo riteniamo corresponsabile insieme a Pigliaru e Arru del tentativo di forte depotenziamento della sanità algherese.”

Alle forti censure però Marco Tedde fa seguire le proposte che si concretizzano con la presentazione di numerosi emendamenti che, nella sostanza, puntano ai seguenti principali obiettivi:

1) primo livello per Alghero-Ozieri, da subito e non, come previsto attualmente, solo nel 2018 se il monitoraggio dovesse dare esiti positivi, con istituzione immediata di due moduli funzionali di terapia semintensiva e istituzione della rianimazione nel 2018
2) erogazione presso la UO di neurologia del Presidio di Ozieri di prestazioni di terapia fibrinolitica endovenosa (trombolisi)
3) mantenimento per il Marino di Aghero di tutte le discipline esistenti con l’aggiunta di riabilitazione e lungodegenza almeno fino alla realizzazione della nuova struttura ospedaliera
4) mantenimento del punto nascita di Alghero-Ozieri con la presenza di equipe di specialisti che operano in tutte le strutture del presidio
5) mantenimento nelle strutture di Ittiri e Thiesi delle funzioni dedicate alla lungodegenza
6) realizzazione anche a Sassari di un Hub pediatrico
7) realizzazione a Olbia di una struttura complessa di Gastroenterologia per evitare di saturare quella di Sassari che già oggi stenta ad assolvere ai suoi compiti.

Nella foto la conferenza stampa di questa mattina

S.I.

Alghero family friendly: targa

ALGHERO – “Alghero è ufficialmente Comune Amico della Famiglia. Ora c’è il Marchio. A conferirlo questo pomeriggio al Quarter, la Provincia Autonoma di Trento, con la quale il Sindaco di Alghero Mario Bruno ha stipulato un protocollo d’intesa nel 2015. Alghero è la prima città al di fuori della regione italiana leader nelle politiche familiari ad ottenere il titolo”. Cosi dall’ammnistrazione Bruno rispetto alla cerimonia di ieri riguardo la consegna di questo titolo. Non può sfuggire che questo riconoscimento arriva ad una città che ha una natalità quasi a zero e dove le famiglie sono in difficoltà per l’assenza di certezze per il futuro, lavoro e per problemi connessi ai servizi sociali.

“In Trentino quasi tutti i comuni hanno questo riconoscimento che certifica politiche trasversali sul benessere delle famiglie residenti e un ottimo target turistico: servizi ricettivi, turistici, culturali, sportivi e ambientali adatti a famiglie con figli, politiche di conciliazione tra compiti di cura, casalinghi e di lavoro, tariffe speciali per famiglie nei musei, nei teatri, nei luoghi della cultura, nei trasporti pubblici. In città sono 21.000 le famiglie, su una popolazione di 42.00 abitanti. Il dato è esemplificativo, ancor più se si prende in considerazione il numero delle famiglie con un solo componente: 7.000. “Numeri che devono far riflettere – ha detto Mario Bruno nel corso del convegno “Una città per la famiglia” – La famiglia come modello della società è il nucleo dal quale partire per modellare le nostre comunità. Qui si crea l’uguaglianza, qui nessuno resta indietro, qui ci si impegna senza sosta per gli altri. Un impegno nuovo e forte che ha per obbiettivo non tanto le politiche di servizi sociali, seppur necessarie e fondamentali e sempre attente, ma quanto il benessere familiare e il mantenimento dello stesso. D’ora in poi, tenendo fede a questo impegno, tutte le iniziative assunte dalla Amministrazione avranno tra i riferimenti le ricadute possibili per le famiglie algheresi”.

“Partire da Alghero per le politiche familiari della Regione – ha detto l’Assessore nel suo intervento – Un impegno nuovo che deve mettere al centro questo tipo di politiche per qualificare l’intero settore in Sardegna”. Hanno preso parte al convegno i presidenti dell’Associazione Nazionale Famiglie Numerose, Raffaella e Giuseppe Butturini, il segretario European Large Family Confederation Raul Sanchez, il direttore della sede della Generalitat de Catalunya di Alghero, Joan-Elies Adell, e i referenti locali dell’Ufficio Politiche Familiari del Comune di Alghero, Mauro e Filomena Ledda ed Eleonora Cesarani.

Nella foto la consegna della targa

S.I.

Sardo 100% ritorno alla campagna

ARZACHENA – Sardo 100%. E’ il premio assegnato a Tino Demuro, delle Tenute Surrau, da Coldiretti Sardegna nella categoria Ritorno alla Campagna “per le capacità e la passione dimostrate, dopo il successo in altri campi imprenditoriali, nel valorizzare l’ambiente e la cultura di un territorio attraverso produzioni vitivinicole di eccellenza portando in alto il nome della Sardegna nel mondo”. Il premio è stato consegnato dal presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu nei giorni scorsi ad Arzachena, nelle tenute dell’imprenditore gallurese dove si sono svolte le finali del premio riservato ai giovani agricoltori innovativi Oscar green.

“Un premio guadagnato sul campo – spiega Battista Cualbu – da un vero imprenditore legato al suo territorio e alla campagna. Tino e la sua famiglia nonostante si fossero affermati in altri settori imprenditoriali non hanno dimenticato il legame e le origini agricole dando vita ad una impresa modello nel settore vitivinicolo attraverso la quale valorizza il territorio, la cultura e l’identità sarda. Un esempio da prendere come modello soprattutto per questa nuova intraprendente generazione di giovani che sta riscoprendo con successo e idee vincenti la campagna”.

Tino Demuro nella stessa occasione ha anche ricevuto la tessera della più grande associazione agricola italiana dalle mani del presidente Coldiretti di Arzachena Leonardo Muzzu. “Siamo orgogliosi di avere tra i nostri associati una impresa agricola cosi prestigiosa – sottolinea il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba -. Questa scelta di affidarsi a Coldiretti la interpretiamo come un riconoscimento al lavoro che stiamo portando avanti. Per noi un motivo per crescere e migliorarci ancora”.

Nella foto la premiazione

S.I.

Pivarada boccia Bruno: stop prese in giro

ALGHERO – “Il Consiglio Direttivo del Comitato del Quartiere Pivarada ha effettuato, nel corso della riunione tenutasi lo scorso martedì 3 ottobre, un esame delle richieste e/o segnalazioni inoltrate (protocollate) e/o evidenziate nel corso di incontri con l’Amministrazione Comunale, attraverso cui sono state indicate le maggiori problematiche del Quartiere sulle tematiche: Decoro, Pulizia, Viabilità, Spazi (assenza) di verde e di aggregazione”. Tutti i nodi, prima o poi, vengono al pettine. E cosi anche in quartieri, dopo le borgate, tra cui proprio la Pivarada storicamente “vicino” all’area bruniana, boccia totalmente l’amministrazione Bruno attraverso una nota circostanziata in cui vengono riportate tutte le promesse non mantenute dal Primo Cittadino, assessori e consiglieri che lo sostengono.

“Tra le richieste abbiamo anche proposto la creazione di spazi verdi, di cui il quartiere è notoriamente sprovvisto, mediante l’acquisizione di terreni attualmente di proprietà privata (siti ai lati di via Aldo Moro); questo anche nell’ottica delle fasi di discussione e approvazione, che ci auguriamo non tardi, del PUC. Abbiamo segnalato e richiesto più volte un intervento dell’Amministrazione Comunale per il recupero e messa a disposizione degli abitanti del Quartiere di un’area situata tra Via Asfodelo e via Aldo Moro in possesso del Comune ma per il quale, a distanza di anni, non è stato acquisito il titolo di proprietà. Nonostante le nostre sollecitazioni a tutt’oggi non si capisce chi stia facendo melina. Si vuole continuare a mantenere il terreno disponibile per stazionamento di mezzi e materiale di cantiere (di chi)?”

“Ci siamo fatti carico di inoltrare anche via posta elettronica segnalazioni pervenuteci da singoli in merito a situazioni che si sono venute a creare nel Quartiere. Certo l’aspettativa era di vedere superate le problematiche o quantomeno programmate le risoluzioni e non limitarci al mero servizio di ricevere ed inoltrare segnalazioni; siamo fortemente delusi per le mancate risposte e/o azioni risolutive. Se siamo ritenuti, come Comitati, interlocutori e portavoce di cittadini verso l’Amministrazione Comunale va da sè che questi organismi (Comitati) abbiano necessità di risposte, anche se motivatamente negative, ma che seguano una programmazione che vorremmo condividere ed esserne informati altrimenti a che serve parlare di credibilità, dialogo, coinvolgimento se poi non si riscontra coerenza? Che senso avrebbe continuare?”

“Vogliamo anche ricordare, a tal proposito, che alla bozza di proposta del Regolamento Comunale dei Comitati di Quartiere e di Borgata redatta dai Comitati e depositata nel dicembre 2015, nonostante la pressante urgenza con cui ci era stata richiesta dall’Amministrazione, non ha fatto seguito alcun incontro di confronto e discussione. In definitiva, se non siamo stati chiari, ci siamo stancati di essere buoni e di essere presi in giro con le promesse, i “vedremo” e i “ci penseremo”“.

Nella foto una riunione del Comitato di Quartiere

S.I.