Protocollo unico in via Columbano

ALGHERO – Report di accesso e utilizzo più che positivi dopo alcuni mesi dall’avvio sperimentale dello sportello Protocollo nel centro della città di Alghero. Si completa così il definitivo trasferimento di tutte le competenze e la contestuale chiusura dello sportello a Sant’Anna. Dalla giornata di mercoledì 29 novembre 2017 l’ufficio Protocollo aperto al pubblico sarà esclusivamente quello ubicato al piano terra di Via Columbano 44, con orario di servizio dal lunedì al venerdì (ore 9-13), sabato mattina (ore 10-12) e due aperture pomeridiane il martedì e giovedì (ore 15,30-17,30).

Nello stesso stabile di proprietà del Comune, trovano sede gli uffici del Sindaco, Staff e Comunicazione, gli Affari generali, la Segreteria generale, l’ufficio Delibere e quello Legale, il Personale, la Centrale Unica di Committenza, il servizio Finanziario, l’ufficio Messi e parte del Ced. Servizio Protocollo che, tra qualche mese, troverà spazio nei rinnovati locali dell’ex Casa del Caffè di via Cagliari insieme all’InfoAlghero, il nuovo ufficio delle Informazioni del Comune di Alghero che unisce Urp e Ufficio Turistico, oggi ubicato al piano terra del Quarter. La piccola rivoluzione avviata dallo scorso anno in città, mirata ad un utilizzo più razionale degli immobili di proprietà e all’avvicinamento dei servizi agli utenti, ha garantito un notevole risparmio di risorse pubbliche ed una maggiore efficienza tra servizi.

Nella foto l’ingresso ufficio in via Columbano

S.I.

Crisi Nord-Ovest, urge fare Rete

ALGHERO – Come riferito da più parti, il Nord-Ovest della Sardegna sembra oramai il “nuovo” Sulcis della Sardegna. Ma se quest’ultima area ha visto un naturale processo di declino (anche se gestito malissimo a danni dei lavoratori e dunque popolazione indigena) dovuto al tramonto dell’industria e ai noti costi dell’energia, l’ex-Provincia di Sassari, pur possedendo una vera miniera d’oro, ha imboccato un tunnel che pare senza via d’uscita. In periodi di famigerata “spending review” parlare ancora di province appare anacronistico, ma così non è.

A parte il fatto che in primavera si voterà in tutta Italia (nuovamente) per le province, stesso discorso potrebbe accadere per la Sardegna in cui dovrebbero essere ripristinare quelle “storiche”. Nel frattempo c’è la Rete Metropolitana. Per alcuni un organismo vuoto e creato per dare un contentino rispetto alla ben più ricca Città Metropolitana individuata a Cagliari, ma, in questo momento, anche tale “Rete” (seppur oggi ancora piuttosto effimera) sarebbe un’occasione per cercare di intercettare quanto messo a disposizione dalla Regione.

E in questo momento proprio il ruolo di vice-presidente è del sindaco Mario Bruno che, però a breve dovrebbe lasciare per indicare un altro consigliere comunale. La guida è in seno al sindaco di Sassari Sanna che, anche per problemi legati alla sua città, è evidente che non riesce a seguirla. Per questo sarebbe importante avere dentro quell’organismo una persona capace e attiva almeno per salvare il salvabile rispetto alle tante questioni aperte del territorio. Ma non solo, vista la condizione di difficoltà del Nord-Ovest della Sardegna anche il consigliere regionale Marco Tedde insieme ai sindaci e a qualche suo collega del territorio, oltre anche ad almeno una rappresentanza del mondo produttivo, potrebbe essere il riferimento di un “gruppo di lavoro” che verifiche la bontà delle iniziative a favore della Rete Metropolitana facente capo al sassarese.

Insomma, come detto, il tempo è finito [Leggi], occorre che la politica, al di là degli steccati, faccia qualcosa di concreto per difendere le istanze di questa zona della Sardegna. Le potenzialità ci sono tutte, ma per tanti motivi (molti riferibili a pecche degli stessi rappresentati), l’ex-Provincia di Sassari è in pieno declino. Occorre, anzi urge, uno scatto d’orgoglio. La guida della Rete Metropolitana, in qualità di vice-presidente, assegnata ancora ad un algherese (spetta ad un consigliere comunale ovviamente di centrosinistra) potrebbe essere un’occasione così come la collaborazione con un-ex-sindaco, oggi consigliere regionale, qual è Marco Tedde, oltre che con sindaci esperti come Mario Bruno e Franco Cuccureddu. E’ il momento di unire e non dividere per il bene di un territorio, ripetiamo, potenzialmente ricchissimo, ma oggi, anzi da tempo, troppo in affanno e vicino al baratro.

Nella foto il Consiglio Comunale di Alghero

S.I.

Alghero deve reagire o è la fine

ALGHERO – Sono sempre di più coloro che si stanno (finalmente) accorgendo che Alghero è sempre più vicino ad avere i contorni di un paesotto più che di una cittadina. Senza additare nessuno, ma con evidenti responsabilità di chi governa, quasi settimanalmente, se non di più, si accendono delle nuove spie rosse nel cruscotto della macchina targata Alghero. L’elenco sarebbe lunghissimo. Sono sufficienti le ultime due: la chiusura della sede dell’Inps e la mancata indicazione dell’aeroporto come porta d’accesso per la mobilità turistica. Ma poi basta pensare alla sanità, quattro corsie, Palacongressi, continuità aerea, Maria Pia, agro, Porto Conte (Parco e Amp) e tanto altro. Tutte questioni ancora ferme o con diffusi problemi che, come delle zavorre, hanno pesato e pesano ancora sullo sviluppo di questa zona del territorio. In questo si innesta anche una quasi totale assenza di collaborazione con l’ex-capoluogo. Sassari infatti è evidente che non esercita quel ruolo di “chioccia” verso il Nord-Ovest che avrebbe dovuto svolgere una volta decadute le province e dunque cessati enti importanti connessi alla promozione del territorio.

Tutto ruota intorno ad una parola: turismo. O meglio, turismi. C’è poco da fare, l’economia della Sardegna e ancora di più della Riviera del Corallo si poteva e può reggere quasi esclusivamente sugli introiti attivati dall’arrivo e presenza di visitatori. Stranieri, nazionali e corregionali che, attratti dal centro catalano, lasciano economie in loco utili a creare quel circuito virtuoso che permettono la vitalità di una comune (anche nelle domenica invernali, un tempo stracolme di persone, oggi richiamate dalle varie “cortes”). Turismi che comprendono, ovviamente, anche le eccellenze dell’enogastronomia, della natura e paesaggio, ma che non possono non essere accompagnate da momenti ludici e dunque d’intrattenimento.

Per raggiungere questi risultati sarebbero state necessarie delle politiche di sviluppo che, ad esempio, in questi anni avessero sbloccato alcuni progettualità ferme da anni. Come Maria Pia. Quando si parla di “liberare gli investimenti” non significa “regalare porzioni di territorio” a nessuno. Questo è tipico dell’algherese ovvero il noto “cane dell’ortolano” che non mangia e non lascia mangiare. Dunque per non fare un eventuale favore a qualcuno, ci troviamo con un territorio in ginocchio. Questa è la verità che tra l’altro vale per tutte le questioni in ballo. Basta pensare alle borgate. Dei veri e propri gioielli che potevano (e potrebbero ancora) diventare delle “bomboniere” turistiche viste anche le posizioni in cui si trovano. Maristella su tutte. E invece lottano, con le unghie coi denti, per ottenere la possibilità di poter realizzare, tramite un’agognata variante urbanistica al Piano Regolatore Generale (del 1984!), dei ricoveri per gli attrezzi e qualche cubatura utile alle produzioni agricole. Un’assurdità.

Tutto nasce, però, e in agro, così come in città ne sono consci, con il Piano Paesaggistico ideato e voluto dall’allora presidente della Regione e leader del Partito Democratico, Renato Soru. A microfoni spenti tutti, ma proprio tutti (militanti del Pd compresi), convergono che quel Piano è stata una disgrazia. Questione già più volte evidenziata e oggetto di articoli, polemiche e scontri. Ma, è evidente un Comune come Alghero non può solo piangere per gli effetti di un dispositivo che comunque coinvolge tutta l’Isola. Avrebbe dovuto reagire, da tempo. E invece, oltre che per il famoso adagio, anche per la mancanza di una forte presa di coscienza della politica, associazioni di categoria e e in generale della cittadinanza oramai il centro catalano è messo alla stessa stregua di centri come Thiesi, Tempio, Ozieri, Stintino. Nulla da togliere a quei bellissimi luoghi, ma Alghero era altro e poteva ancora esserlo. Inutile piangersi addosso e abbaiare contro presunti complotti, ovviamente tutto tramite facebook e poco altro. Urgono, tramite una classe dirigente preparata e lungimirante, azioni forti e decise che liberino subito nuove progettualità: Porto, Maria Pia, Agro ed ex-Hotel Esit potrebbero essere le prime. Però, fatti non più parole o promesse e passerelle. Non c’è più tempo da perdere: o si reagisce o, per Alghero, nonostante le enormi potenzialità, si prevede un futuro nero.

Nella foto la straordinaria bellezza di Alghero

S.I.

2 algheresi alla Fiera del fiore

ALGHERO – Lo stile italiano spopola anche alla “IFTF” 2017, l’International Floricolture Trade Fair(svoltosi dall’8 al 10 Novembre a pochi chilometri da Amsterdam), importante appuntamento annuale che si rivolge agli operatori del settore. Non solo il made in Italy della moda ma anche gli allestimenti floreali riscuotono, dunque, un gran successo. Lo stand “Italia” che ha ospitato gli esportatori di fiori della Riviera Ligure è stato uno dei più visitati. Ad allestirlo 4 persone di cui anche due algheresi, la flower designer Daniela Canu, professionista di grande esperienza e componente di un gruppo di fioristi i “Florist Italian Style” che si occupano, appunto, della promozione e diffusione dei fiori e dello stile italiano in questo settore, e Guido Beltrami, specializzato nel mondo del Wedding, Interior design, entrambi con le proprie attività nella Riviera del Corallo.

Un’esperienza davvero interessante che ha visto i due algheresi lavorare insieme ad altri due professionisti per molte ore e in maniera continua per presentare al meglio l’allestimento nel puro stile italiano. Le varie tipologie di fiori hanno dato vita ad un caleidoscopio di colori che le mani esperte di questi professionisti hanno trasformato in qualcosa di magnifico e bello, lasciando i visitatori ammaliati dal tutto. “E’ sempre emozionante e arricchente partecipare ad appuntamenti prestigiosi come quello della fiera olandese – ha spiegato Daniela Canu. Un momento di gran lavoro che lascia poi spazio ad una soddisfazione ancora più grande visto l’apprezzamento raccolto nei giorni d’esposizione. Essere state invitate proprio in questa occasione, insieme ad un’altra collega, ad insegnare lo stile italiano in Turchia, è davvero una cosa che mi riempie di orgoglio”.
Soddisfazione anche per Guido Beltrami che ha spiegato come la partecipazione a questi eventi può solo aumentare e arricchire quella che è la proposta della sua attività. Non solo interior designer ma anche wedding planner che con i fiori ha avuto sempre a che fare.

“Una esperienza davvero importante per me – ha riferito – che mi ha visto lavorare ancora una volta al fianco di Daniela. La fatica di tante ore di lavoro è stata pienamente ripagata. Essere rappresentanti dello stile italiano a livello internazionale, come in questo caso è davvero una cosa di cui potersi fregiare. Inoltre – ha concluso Beltrami – sono tornato dall’Olanda con tante nuove idee da inserire nella mia attività di Wedding Planner che mi vede impegnato, tutto l’anno, nell’organizzazione di matrimoni. I fiori e il loro allestimento sono importanti e l’esperienza internazionale appena conclusa mi ha davvero arricchito”.

Nella foto Guido Beltrami

S.I.

Porte accesso, appello di Bamonti

ALGHERO – Appello, tramite una lettera aperta inviata al sindaco Mario Bruno, da parte dell’ex-assessore Alberto Bamonti. Tema il “Piano Straordinario Mobilità Turistica” e l’eliminazione delle porte d’accesso come Alghero e Porto Torres. Gravi mancanze fatte emergere ieri dalla conferenza stampa di Forza Italia ed Energie per l’Italia [Leggi]

“In relazione alla avvenuta adozione del Piano Straordinario di Mobilità Turistica – da parte del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti in collaborazione con il Ministero dei Beni Culturali – in base al quale vengono individuati i siti strategici di interesse turistico-culturale che saranno messi in rete con il sistema nazionale dei trasporti, grazie a nuovi investimenti infrastrutturali che verranno attivati al fine di facilitare e rendere più funzionale l’accesso ai siti strategici di interesse turistico in ambito nazionale, sorprende Che la Regione Sardegna sia stata fortemente penalizzata con la esclusione dell’aeroporto di Alghero ed il porto di Porto Torres dai siti destinatari dei suddetti investimenti. E che né il Sindaco di Alghero, e né il Presidente della Giunta regionale, siano intervenuti a difesa del nostro territorio”.

“Trattasi di grave omissione che denota scarsa sensibilità politica e sociale verso i problemi generali della nostra Isola, non soltanto da parte della Classe politica nazionale, ma anche di quella locale e regionale.
Si sperava che l’ingresso del Partito democratico nella coalizione di maggioranza del Consiglio Comunale di Alghero avrebbe portato maggiore vigore a tutela delle opportunità di sviluppo economico e sociale della nostra Città e del territorio. Purtroppo ciò non é avvenuto sollecitiamo il Sindaco Mario Bruno a che non permanga nel suo solito stato di inutile inerzia diplomatica che, già per altre questioni tra cui quella aeroportuale, si è rivelata perdente soprattutto per la Città di Alghero”.

“Ricordiamo che Alghero – con il porto di Porto Torres – oltre appunto ad essere la città turistica per eccellenza della Sardegna ed essere un riconosciuto polo di attrazione del turismo culturale tra i maggiori in Italia (vedi la recente candidatura a Città italiana della Cultura 2018) nonché essere la terza Città universitaria della nostra Regione, dopo Sassari e Cagliari, è anche porta di accesso al confine italiano. Questo modo di imporre scelte politiche da Roma o da Cagliari, che impoveriscono politicamente e economicamente il nostro territorio, deve fermarsi”.

Nella foto Alberto Bamonti

S.I.

Ppr, Maria Pia e Porto: Erriu |video

ALGHERO – ALGHERO – “Qui ad Alghero sembra che tutte cose da fare siano sempre più complicate”. Parole, dette a bocca semichiusa, mentre lasciava la sede di via Mazzini del Pd, da parte dell’assessore regionale Erriu. E come dargli torto, si potrebbe dire. Del resto anche ieri, durante l’incontro organizzato dai dem alla presenza anche del sindaco Bruno, si è fatta una lunga “lista della spesa” o di auspici se non addirittura sogni. Progettualità che se già portate a compimento (e molte potevano già essere definite da anni) avrebbero cambiato in meglio il volto di Alghero e suo territorio che da tempo è ancora avvolto dalla crisi.

Ma è stata Erriu a soffiare verso il vento dell’ottimismo. Bandi in vista e dunque possibilità di sbocco per interventi pubblico-privati per il Porto, Palacogressi, area di Maria Pia, Surigheddu, borgate, Puc e poi anche l’atteso e anche agognato rinnovo della legge Urbanistica al fine di superare il famigerato Ppr che, come noto, ha ingessato tutta la Sardegna impedendo ogni tipo di investimento. Da tempo, lo stesso Erriu è impegnato in prima persona, anche con battaglie sui giornali con gli ambientalisti e accademici più radicali, a portare avanti il superamento del Piano di Soru. La speranza è che entro la fine della legislatura regionale (febbraio 2019) possa riuscire nell’intento. Nel frattempo, a margine dell’incontro di ieri sera, lo abbiamo intervistato sui temi già elencati e primari per Alghero.

Nella foto e video l’assessore regionale Cristiano Erriu

S.I.

Sa Segada: acqua bene prezioso

ALGHERO – “Acqua bene prezioso”, e come dare torto agli organizzatori dell’incontro di domani, alle ore 16, a Sa Segada. All’interno della manifestazione Mondorurale, il comitato di borgata, guidato da Antonio Zidda, ha deciso di unire all’aspetto della proposta delle eccellenze dei prodotti locali (dove la regina è la fragola), alcuni momenti di riflessione. Discorso medesimo accaduto sabato scorso a Guardia Grande sul Piano della Bonifica.

Questa volta, invece, si parlerà d’acqua. Ciò vista la grave condizione siccitosa che sta attanagliando l’intera Sardegna e in particolare la Nurra. Riflessi negativi su tutto il comparto agricolo anche se, vista l’enorme qualità, ha resistito pure a questa ennesima onta. Ma, se i prossimi mesi saranno come l’anno in corso, il settore potrebbe definitivamente finire in ginocchio. E domani, sabato 25 novembre, nel salone della borgata, all’interno della rassegna Mondorurale, si parlerà proprio della prossima stagione irrigua, presenti il Presidente del Consorzio di Bonifica della Nurra, i sindaci dei comuni vicini Sassari e Olmedo e chiaramente il sindaco del Comune di Alghero, l’Assessora Ornella Piras, diversi consiglieri comunali e soprattutto i rappresentanti del mondo agricolo.

Nella foto un podere di Sa Segada

S.I.

Leggi settore, 771 pagamenti

ALGHERO – Disponibili presso gli sportelli del Banco di Sardegna, tra la giornata odierna (24 novembre) e il 28 novembre, 771 mandati di pagamento a valere su tutte le leggi di settore. Si tratta delle Linea 1 e Linea 2 (del.n.28/07/17) per l’abbattimento dei costi dei servizi essenziali a favore di persone e nuclei familiari in condizioni di povertà transitoria e in favore di accertata povertà per lungo tempo; Provvidenze e rimborsi a favore di talassemici, degli emofilici e degli emolinfopatici maligni (l.r.27/1983); R.E.I.S.Reddito d’inclusione sociale, i cui mandati sono disponibili dalla giornata odierna; a cui si aggiungono tredici beneficiari di contributi per affido minori in famiglia e 292 nuclei familiari beneficiari di misure di sostegno in favore di persone con handicap grave, i cui pagamenti saranno disponibili a partire da martedì 28 novembre. Con gli attuali mandati, per un importo complessivo poco superiore a 380mila euro, i competenti uffici dei Servizi sociali del Comune di Alghero allineano i pagamenti con le ultime mensilità disponibili (settembre/ottobre/novembre).

Nella foto una delle sedi del Comune in via Columbano

S.I.

Sassari, caos Sanità: botta e risposta

CAGLIARI – “Se la sanità sassarese ha conosciuto un periodo di sfascio organizzativo, è stato quando a gestirla erano gli illuminati manager scelti dall’onorevole Cappellacci, ed ancora ne paga le conseguenze. Quello che l’attuale management dell’Aou di Sassari sta facendo è proprio mettere ordine in un sistema lasciato allo sbando dai direttori generali targati centrodestra, certamente non rimpianti da chi ha davvero a cuore gli interessi di pazienti e operatori”. E’ la replica dell’assessore della Sanità, Luigi Arru, agli attacchi arrivati dal centrodestra. [Leggi

“L’unione dell’Ospedale Santissima Annunziata con le Cliniche universitarie – prosegue l’esp]onente della Giunta – ha trasformato l’Azienda ospedaliera universitaria nel più grande ospedale della Sardegna, riconosciuto dalla rete ospedaliera approvata lo scorso mese dal Consiglio regionale come DEA II livello. Il Direttore Generale D’Urso ha il compito, proseguendo le attività del commissario Giuseppe Pintor, di organizzare un’azienda che, finalmente, grazie a questa Giunta, ha un atto aziendale, cioè un regolamento di organizzazione e di funzionamento che, per colpevole negligenza della Giunta Cappellacci, l’AOU di Sassari non ha mai avuto. A differenza di quanto affermano gli esponenti del centrodestra, [Attacco di Tedde] non risulta che sia stata messa in discussione la presa in carico dei pazienti: Cappellacci dovrebbe informarsi meglio e direttamente su quanto accade, eviterebbe scivoloni poco consoni ad un ex presidente della Regione.

Contro-replica. “Arrivato alla fine del suo mandato, l’assessore ancora attribuisce i suoi pasticci alla Giunta precedente? Ridicolo”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, replica alle dichiarazioni dell’assessore Arru. “I fatti – prosegue l’esponente azzurro- parlano da soli: la mancanza degli strumenti per operare i pazienti accade oggi, non quattro anni fa, e i problemi finanziari di Sassari risalgono al 2015 con lui sulla poltrona di assessore e i suoi manager alla guida della ASL plurima. Di fronte all’evidenza dei fatti – prosegue l’esponente azzurro- lui pensa di scappare dalle responsabilità farfugliando affermazioni fuori dalle realtà e con il solito ‘colpa di Cappellacci’? Conosciamo tanto bene la situazione – sottolinea il forzista- che la denunciamo ormai da otto mesi mentre lui, dopo aver dormito profondamente, tenta di nascondere la polvere sotto il tappeto”.

Nella foto il Santissima Annunziata

S.I.

Sanità sassarese allo sbando

CAGLIARI – Negli ospedali del sassarese continuano a mancare dispositivi, materiali sanitari e attrezzature essenziali. “Siamo arrivati al punto che manca perfino l’attrezzatura ed i materiali necessari per un semplice intervento chirurgico. Avevamo lanciato un chiaro allarme nel gennaio scorso e presentato una interrogazione a maggio. Nulla è accaduto.” – è il consigliere regionale di Forza Italia Marco Tedde ad intervenire per l’ennesima volta sulle gravi carenze in termini di attrezzature, farmaci e presidi medico-chirurigici che mortificano la sanità del sassarese. Tedde sottolinea di avere denunciato queste carenze con una specifica e dettagliata interrogazione indirizzata al Presidente della Giunta Regionale, rimasta senza uno straccio di risposta. “Speravo che l’interrogazione da me presentata sui gravi disservizi potesse condurre a far luce sulle reali cause e portasse all’immediata adozione degli urgenti provvedimenti riparatori richiesti al Presidente Pigliaru. Ma la fiducia era mal riposta. Già allora eravamo al punto che veniva chiesto ai pazienti di portare da casa farmaci, siringhe e addirittura le provette per gli esami ematici”.

“A Sassari, secondo una relazione del nuovo Direttore Generale dell’AOU, ciò sarebbe dipeso dalla recente incorporazione dell’Ospedale del Santissima Annunziata all’interno proprio dell’AOU di Sassari, effettuato secondo l’alto dirigente senza tenere conto della complessità in termini dimensionali ed operativi che l’operazione comportava. La soluzione – ricorda il consigliere regionale algherese – è stata quella di nominare una “Task Force” a febbraio che raccordandosi con i direttori delle diverse articolazioni organizzative avrebbe dovuto con tempestività individuare e risolvere le criticità riscontrate. Ma i problemi sono ancora sul tavolo, incancreniti ed aggravati dalla difficoltà di eseguire interventi chirurgici. Anche ad Alghero – sottolinea l’ex Sindaco – mancavano e mancano cerotti, disinfettanti, cannule per gli interventi in laparoscopia, siringhe e farmaci che i pazienti molte volte debbono portare da casa. Eppure ad Alghero nessun processo di incorporazione ha avuto luogo”.

“Tutto ciò certifica che l’origine e le cause del problema sono da addebitarsi al “manico”. E cioè alle scelte sconsiderate di Pigliaru e di Arru che centralizzando la sanità sarda hanno letteralmente spogliato le strutture sanitarie territoriali della capacità di programmare e ottenere forniture sanitarie. Ancora una volta è il nord Sardegna a pagare il prezzo più alto, perché privo della tutela della politica sassarese del centrosinistra inadeguata e con i rappresentanti istituzionali delle città più importanti che non accennano a reazioni dignitose a difesa delle comunità che rappresentano”, chiude Tedde.

Nella foto l’onorevole Marco Tedde

S.I.