Sanità, stabilizzare i precari

CAGLIARI – Il consigliere regionale di Forza Italia Marco Tedde ha scritto al Presidente del Consiglio Regionale Gianfranco Ganau. Il motivo è la mancata risposta del Presidente Pigliaru ad un’interrogazione dello scorso 8 agosto relativa alla stabilizzazione del personale precario dell’ATS. “La legge consente fino al 31 dicembre 2017 la stabilizzazione di centinaia di dipendenti precari che ogni anno vengono impiegati nel nostro sistema sanitario per svolgere mansioni ordinarie. Cioè i dipendenti vengono utilizzati stabilmente e non saltuariamente.

L’Amministrazione Pigliaru però non vuole saperne perché, erroneamente, non considera l’ATS un’azienda del sistema regione. – ha scritto l’ex Sindaco di Alghero – Ad agosto ho chiesto con un’interrogazione di conoscere le motivazioni giuridiche di una simile ed anomala esclusione ma nessuna risposta è arrivata. Poiché il termine del 31 dicembre è prossimo a scadere, mi sono rivolto al Presidente Ganau affinché esorti l’Amministrazione Regionale a rispettare i termini previsti dal regolamento per rispondere alle interrogazioni.”

“Con l’atto di sindacato ispettivo presentato nell’agosto scorso – si legge nella lettera del consigliere regionale algherese al Presidente Ganau – ho voluto portare all’attenzione del Presidente Pigliaru alcuni importanti elementi che depongono, invece, a favore dell’applicazione delle procedure speciali di reclutamento anche a favore dei precari in forza all’ATS Sardegna. …. l’ultima “finestra” utile per attivare le procedure necessarie all’assunzione del personale precario dell’ATS Sardegna è quella del 31 dicembre 2017. Un termine la cui scadenza è molto prossima e che rischia di costituire l’ennesima occasione mancata per stabilizzare e valorizzare le professionalità del personale precario dell’ATS alla cui formazione il Sistema Sanitario Regionale ha contribuito nel tempo con investimenti rilevanti”.

“Una questione di estrema importanza che, tuttavia, non sembra preoccupare l’Amministrazione Regionale che non solo non ha provveduto a valutare gli evidenti elementi portati alla sua attenzione attivando le procedure speciali di reclutamento, ma non ha neppure risposto alla mia interrogazione. La prego, pertanto, così come autorevolmente e correttamente ha fatto in passato, – conclude l’esponente di Forza Italia nella lettera a Ganau – di voler intervenire tempestivamente presso l’Amministrazione Regionale affinché nel rispetto dei termini previsti dal Regolamento fornisca una risposta chiara ed esaustiva su una questione che esige un riscontro, possibilmente nella direzione auspicata, in tempi molto brevi.”.

Nella foto l’onorevole Tedde

S.I.

Calabona, nuova conferenza

ALGHERO – L’amministrazione comunale di Alghero pronta ad indire una nuova conferenza di servizi, in riferimento alla pratica edilizia per la costruzione di una nuova palazzina in via Josemaria Escriva de Balaguer (Calabona). Lo scrive il digerente del Settore Pianificazione del Territorio e Sviluppo Economico Suap del Comune Alghero, dott. Guido Calzia, che nella giornata del 7 dicembre ha indirizzato ai competenti uffici dell’Assessorato Enti Locali, Finanze e Urbanistica, Direzione Generale della pianificazione urbanistica territoriale e della vigilanza edilizia, Servizio Tutela del Paesaggio e vigilanza province di Sassari-Olbia Tempio, una nota con la quale chiede di sollecitare, con congrua motivazione, il Suape ad assumere determinazioni in via di autotutela, in modo che il competente servizio dell’Amministrazione comunale possa procedere all’indizione della nuova conferenza di servizi in forma simultanea e in modalità sincrona, onde giungere all’emanazione di eventuali conseguenti provvedimenti.

In questo modo, tutti gli enti incaricati di tutela paesaggistica a vari livelli, qualora ritenessero di dover intervenire nel procedimento, potranno determinarsi in quella sede. Nei giorni scorsi, in merito alle procedure, il sindaco Mario Bruno ha incontrato a Sassari, in momenti distinti, il delegato alla Sovrintendenza l’Arch. Gianluca Zini, e il direttore dell’Ufficio Tutela del Paesaggio di Sassari della Regione Sardegna dott. Giovanni Serra.

S.I.

Strade di sangue: urge la 4 corsie

ALGHERO – Quando si ribadisce che la mancanza di certe opere e progettualità pesa in maniera devastante sul territorio, a volte sembra che si esageri. Ma è sempre la cronaca a mettere a nudo la realtà. Come nel caso dei trasporti su gomma. Dire che Alghero è isolata, non è uno slogan, ma sta diventando sempre più la realtà. A parte i costi esorbitanti dei biglietti aerei e navali e la diminuzione dei collegamenti con l’aggravante che si tratterebbe di tratte in continuità territoriale, la mancata realizzazione della prima parte, poi divenuta ultima, della quattro corsie per Sassari è un fatto molto grave.

La tragedia di questi giorni lo ha riportato in primo piano. Sia la “Due Mari” che la strada per Olmedo sono pericolose. Tante, troppe, le croci su quelle arterie. Le ultime due giorni fa [Leggi]. Tre morti in un frontale. A prescindere dalla fatalità che, è evidente, stanno alla base di ogni incidente stradale e la velocità degli automobilisti, quelle strade sono impercorribili. Strette, vecchie, scivolose, buie e tanti altri deficit che le rendono, troppo spesso, teatro di lutti.

Anche per quest motivi è imprescindibile vedere realizzato il primo tratto della quattro corsie. E non solo. Anche la circonvallazione. Si parla tanto di ambiente e di qualità della vita, ma anche non avere una “bretella” tra la parte sud e nord della città e soprattutto non poter raggiungere Sassari e la “Carlo Felice” attraverso un collegamento nuovo, moderno e più sicuro, inficia il benessere dei cittadini fin’anche ad arrivare agli episodi drammatici come quello di questi giorni. Quattro corsie e circonvallazione sono progetti (già finanziati) vecchi di quasi 10 anni. Alghero e tutto il territorio non può più attendere.

Nella foto l’incidente di due giorni fa sulla strada dei Due Mari

S.I.

“Calabona, Bruno sospenda lavori”

ALGHERO – “L’autorizzazione per la costruzione di un nuovo palazzo a cinque piani a due passi dal mare, a Calabona, ha scatenato un putiferio in città. Alcuni cittadini, così come le Associazioni ambientaliste, lamentano un danno paesaggistico. Altri, forse ammaliati dal miraggio di un “lavoro” che terrà occupata una piccolissima parte della esorbitante percentuale di disoccupati della città che poi ricadranno inesorabilmente nel baratro della disoccupazione, si schierano apertamente a favore”. Il movimento 5 Stelle, tramite i suoi consiglieri Roberto Ferrara e Graziano Porcu, ritorna sulla polemica degli ultimi giorni sollevata dal Partito dei Sardi che si è scagliato contro Forza Italia per la realizzazione di un progetto edilizio nella parte bassa di Calabona.

“Ad Alghero, da sempre, questo sembra essere lecito, visto che per anni si è fatto credere che un’economia può sopravvivere solo grazie al mattone, facendo diventare i ricchi sempre più ricchi e costringendo i poveri a vivere alla giornata “di lavoro”. Non può essere lecito però che chi ha il dovere di dettare le regole attraverso uno strumento certo come il PUC, alla prima occasione e nel marasma più totale, si schieri con una propria opinione personale a favore o contro un’opera come un qualsiasi cittadino, cittadino cui proprio il politico dovrebbe, al contrario, dare certezze seguendo regole certe”.

“E’ di pochi giorni fa, infatti, l’attacco portato da un membro del Partito dei Sardi, oggi in maggioranza, per supposti atteggiamenti di favore ad un parente di un esponente di FI e, indirettamente, contro l’Amministrazione comunale stessa, rea di aver concesso il lasciapassare. (https://goo.gl/88dcLy) In mezzo a questo caos, attraverso il nostro accesso agli atti e ad una attenta analisi degli stessi dunque vogliamo dare delle certezze ai cittadini e, soprattutto, a quei politici che hanno governato negli ultimi vent’anni e che ancora oggi cascano dal pero”.

“Lo studio della documentazione, da una prima analisi degli aspetti formali dimostra già alcuni errori procedimentali. Ad esempio, il provvedimento finale parrebbe firmato impropriamente. Tale documento infatti non porta la firma del dirigente ma di un suo delegato. Non ci sarebbe nulla da eccepire se non fosse che la delega di “firma” da parte del dirigente verso il funzionario è scaduta il 25 ottobre (https://goo.gl/Uv5MwG), circa venti giorni prima dell’emanazione del provvedimento autorizzativo del 15 novembre (https://goo.gl/vGbsP7″.

Analizzando poi l’autorizzazione edilizia, si evince che la stessa è stata emessa a seguito di una conferenza dei servizi cui sono stati invitati tutti gli Enti che, a diverso titolo, avrebbero dovuto esprimere un parere sul progetto. Leggiamo però nel testo stilato dal comune che “non sono pervenuti pareri e/o determinazioni da parte delle amministrazioni invitate, i cui pareri sono pertanto da considerarsi favorevolmente acquisiti”: la pratica in sostanza è dunque passata grazie al cosiddetto “silenzio assenso”.

“Quanto sopra scritto, incredibilmente, è stato smentito però dal Servizio Tutela del Paesaggio di Sassari, servizio che esercita la funzione autorizzatoria in materia di paesaggio e che in una nota del 27 novembre (https://goo.gl/Y8kt2E) ha dichiarato: “al silenzio di questo ufficio non può essere attribuito il significato di assenso alla proposta progettuale”, questo a causa della mancata notifica delle integrazioni richieste che, in parole povere significa che tale Ente ancora attende dei documenti dal comune. La nota poi si conclude così: “Tanto si comunica per gli eventuali provvedimenti che codesto sportello [il Comune di Alghero, ndr] riterrà opportuno adottare, anche in sede di autotutela”. Tutto ciò senza entrare nel merito delle interpretazioni della normativa urbanistica e paesaggistica vigente.

“Quindi, in attesa del parere paesaggistico mancante e di un dovuto approfondimento degli aspetti urbanistici, l’Ente, tra le righe, sembrerebbe suggerire al Comune la possibilità di sospendere questa pratica edilizia in autotutela. Chiariti dunque tutti gli enigmi ai politici con una semplice lettura degli atti, non possiamo non porci quelle domande che un qualsiasi cittadino, a questo punto, si sta ponendo: Ma è possibile che l’Amministrazione comunale non sia stata in grado, come noi, di leggere gli atti? Ma è possibile che l’assessore Balzani, delegato dalla stessa, e nonostante la lettera del 27 novembre da parte dell’Ufficio Tutela, solo tre giorni dopo abbia sostenuto pubblicamente in una nota stampa che “non c’era motivo per non rilasciare quella concessione”?

“Alla luce dei dati acquisiti dunque crediamo che chi governa la città debba prendere immediatamente dei provvedimenti sospendendo, in regime di autotutela, il procedimento con l’intento di tutelare l’Amministrazione e gli interessi della stessa in considerazione anche del fatto che è stata presentata un’altra richiesta per la costruzione di un nuovo palazzo a pochi metri da quello in oggetto. Questo provvedimento eviterebbero di far incorrere in successivi atti che lederebbero gli interessi generali e potrebbero aprire a contenziosi legali a carico, come al solito, delle casse comunali ovvero di tutti noi cittadini. Per il resto che dire: dopo questa ennesima “tragedia” non possiamo non chiederci come, i cittadini Algheresi tutti, continuino a dare fiducia agli stessi politici da anni senza rendersi conto che il vero problema, ad Alghero, non è un ipotetico palazzo a cinque piani ma sono, purtroppo, proprio i politici da loro votati”.

Nella foto il Consiglio Comunale

S.I.

Ccn, pianificazione progetti

ALGHERO – L’Assessorato allo Sviluppo Economico ha avviato una serie di azioni per la realizzazione di iniziative e progetti diretti alla promozione delle attività e alla nascita di nuovi Centri Commerciali Naturali, obiettivo strategico dell’Amministrazione comunale così come indicato nel Documento unico di programmazione 2015/2019. I temi considerati prioritari sono coerenti con quelli relativi all’accesso alle agevolazioni previste dall’art. 36 della L.R. n. 5/2006, per la realizzazione di progetti di riqualificazione del commercio, di promozione dei centri urbani, promozione e qualificazione dell’offerta anche sistemica di prodotto e servizi, miglioramento della competitività degli associati e miglioramento dell’accoglienza dei cittadini.

Le iniziative avviate sono due: nei mesi di settembre e ottobre è stata avviata una indagine esplorativa di mercato volta ad identificare organizzazioni in grado di svolgere il servizio di animazione, incentivazione e formazione per la nascita di nuovi Centri commerciali naturali (Ccn) nel territorio di Alghero, servizio successivamente affidato, tramite procedure ad evidenza pubblica, alla Società Rete Gaia di Cagliari, che ha già iniziato i primi incontri con gli attori coinvolti e pianificato con gli uffici dello Sviluppo economico le attività da intraprendere nei prossimi mesi.

Il 27 novembre è stato pubblicato un bando, secondo le modalità previste dal Regolamento Comunale, per la concessione di sovvenzioni e contributi e per l’attribuzione di vantaggi economici ai Centri Commerciali Naturali operanti nella città di Alghero. Tale bando con scadenza il 4 dicembre è stato presentato dall’Assessore Ornella Piras in occasione di un incontro, avvenuto nei giorni scorsi e al quale hanno partecipato, oltre ai rappresentanti della Soc. Rete Gaia, i referenti dei tre CCN attualmente operanti, compreso quello del neonato CCN “Naturalmente insieme” per il quale si è colta l’occasione per una presentazione ufficiale ed un confronto sui temi.

Nella foto i bastioni di Alghero

S.I.

Generalitat, Bruno riunisce gli ex-sindaci

ALGHERO – “Trovare insieme condivisioni, strategie e verificare congiuntamente prospettive future per la Città che sicuramente trovano radici nel passato e nel lavoro che ciascuno di voi ha già fatto”. Così il Sindaco Mario Bruno agli ex primi cittadini di Alghero che ha invitato lunedì prossimo, 11 dicembre, alle 10,00 a Palazzo civico di Piazza del Municipio. Oggi ha inviato a Salvatore Piccioni, Andrea Frulio, Salvatore Scognamillo, Enrico Loffredo, Alfonso Ibba, Carlo Sechi, Antonio Baldino, Marco Tedde e Stefano Lubrano una lettera, in algherese, prendendo spunto dalla richiesta inviata da alcuni di loro al Ministro italiano degli affari Esteri, al Presidente del Governo spagnolo e alla commissariata Generalitat de Catalunya per la riapertura dell’Ufficio di rappresentanza ad Alghero della stessa Generalitat.

“Sarà questo – scrive Mario Bruno nell’invito – il primo motivo dell’incontro e confronto di opinioni sull’argomento specifico, in quanto ho intenzione di instaurare con tutti voi un dialogo aperto proprio con chi, prima di me, da sindaco, ha ricoperto questo oneroso incarico”. Negli scorsi giorni c’è stata la conferenza stampa dei 7 ex-sindaci [Leggi] e anche la segnalazione di Baldino sulla chiusura dell’ufficio linguistico [Leggi]

Nella foto Mario Bruno

S.I.

Carcerati-lavoro: accordo in Regione

CAGLIARI – Si rafforza la collaborazione tra la Regione e il Ministero della Giustizia. Con due distinti accordi siglati dall’Aspal, rispettivamente con la Procura della Repubblica di Cagliari e con il Tribunale di Cagliari, vengono fissate le modalità operative che consentiranno di mettere in campo azioni e progetti che avranno un impatto positivo sul funzionamento dell’Amministrazione della Giustizia in Sardegna e sul mercato del lavoro. L’accordo con la Procura della Repubblica è finalizzato all’attivazione di tirocini destinati a giovani laureati nelle discipline giuridiche ed economiche e alla verifica e ottimizzazione dei processi lavorativi degli uffici giudiziari. Con un apposito avviso, che sarà pubblicato dall’Aspal, potranno essere attivati 10 tirocini retribuiti della durata di 6 mesi, prorogabili per altri 6.

“Con questo strumento offriamo un’opportunità a giovani laureati meritevoli di fare un’esperienza altamente formativa e professionale, che arricchirà il loro curriculum e permetterà di mettere in pratica le conoscenze teoriche ed entrare a contatto con un mondo complesso come quello dell’Amministrazione giudiziaria. È un’occasione importante per accrescere l’occupabilità dei giovani, perché vengono trasferite conoscenze molto utili, sia ai fini della preparazione dei concorsi per l’accesso alla carriera giudiziaria, che per l’avvio di attività libero-professionali”, commentano l’assessora Mura e il Procuratore della Repubblica, Maria Alessandra Pelagatti. L’accordo con il Tribunale di Cagliari prevede, invece, la realizzazione di un progetto per favorire l’inserimento lavorativo dei detenuti e di soggetti svantaggiati. L’Agenzia si dovrà occupare della gestione dei progetti di inserimento personalizzati e provvedere a erogare le risorse a favore dei lavoratori impegnati nelle attività da svolgere per il tramite di un soggetto gestore individuato dal Tribunale.

“È un intervento dalla forte valenza sociale ed educativa, perché attraverso il lavoro viene data la possibilità a persone sottoposte a misure detentive di riabilitarsi e intraprendere un percorso professionale, la via migliore per riacquistare la dignità personale e reintegrarsi pienamente nella comunità. Non si tratta soltanto di favorire l’inclusione sociale e lavorativa, i detenuti saranno inseriti in progetti per la dematerializzazione dei fascicoli processuali affidati a un soggetto esterno al tribunale, acquisendo in questo modo importanti competenze in materia digitale, spendibili nel mercato del lavoro”, dichiarano l’assessora Mura e il presidente del Tribunale, Mauro Grandesso Silvestri.

“Gli accordi – afferma l’assessore – sono il frutto della piena condivisione di intenti con i due vertici delle amministrazioni giudiziarie, e consolidano il rapporto di collaborazione tra la Regione e le istituzioni territoriali del Ministero della Giustizia, che finora ha già consentito di realizzare importanti azioni sul fronte della qualità istituzionale, dando un supporto finanziario e trasferendo competenze amministrative per sopperire alle carenze ministeriali. Altre collaborazioni, come quella con il Centro di Giustizia minorile, hanno riguardato l’inclusione socio-lavorativa, rivolgendosi a soggetti particolarmente fragili come i giovani detenuti”.

Nella foto il carcere di Bancali

S.I.

Zero stipendi, protesta al Civile

ALGHERO – Con l’avvicinarsi delle elezioni, iniziano le passerelle dei leader politici che, vista la condizione generale della Sardegna, non possono non scontrarsi con la dura e triste realtà che avvolge i vari settori della società isolana. Tra questi la Sanità. Annunci, promesse e riforme, ma poi soliti e annosi problemi. Dall’assenza di macchinari e spazi fino al personale che si trova a dover lavorare, in certe occasioni, in situazioni non consone e anche senza stipendio.

Ed è di questa mattina la clamorosa (per una città asfittica da tale punto di vista) protesta di alcuni dipendenti dell’Azienda Sanitaria a cui fa capo l’ospedale di Alghero. Si tratta dei dipendenti del portierato esterno del Civile e nello specifico dei lavoratori della Secur, da ottobre senza stipendio ad esporre dei “cartelli” all’ingresso del nosocomio per manifestare la loro condizione. “Stipendi e dignità” e poi “un altro Natale senza stipendi”. E’ palese che ci sia in atto una vertenza che vede da una parte i lavoratori e dell’altra i vertici sanitari. Per questo l’esposizione di tali manifesti e la volontà di far arrivare a più gente possibile tale problema.

Nella foto uno dei manifesti affissi fuori dall’Ospedale

S.I.

“Egas e Abbanoa, norme calpestate”

CAGLIARI – “Una legge sbagliata, irrispettosa dei deliberati dell’Antitrust e di Abbanoa e delle sentenze della Corte Costituzionale e della Corte di Giustizia.” Così il consigliere regionale di Forza Italia Marco Tedde boccia l’approvazione del disegno di legge della Giunta che prevede il trasferimento della totalità delle quote ai comuni entro il 2020. Scelta in capo all’assessorato gestito da inizio mandato dal Partito dei Sardi, prima Maninchedda e poi il “suo” dirigente Balzarini. “Uno schiaffo all’Antitrust e all’Anticorruzione, – denuncia Tedde- che invece a chiare lettere hanno prescritto che la totalità delle quote azionarie deve essere immediatamente trasferita ai comuni che devono esercitare il cosi detto controllo analogo, cioè un controllo pari a quello esercitato sui propri servizi, e debbono avere il potere di nominare gli organi di vertice di Abbanoa”.

L’affidamento diretto della gestione del servizio idrico integrato ad Abbanoa senza passare attraverso un bando pubblico -ricordano Pittalis e Zedda- è stato possibile solo perché è stato previsto il servizio “in house providing”. Cioè un servizio svolto da una società in house strettissimamente controllata dai Comuni che gestiscono il servizio, i quali debbono nominare i vertici come se difettasse un rapporto intersoggettivo. Questo dicono anche la Corte Costituzionale e la Corte di Giustizia. Oggi così non è.” E questo -secondo i consiglieri regionali di Forza Italia- è il motivo perché Abbanoa è fuori controllo, adotta pratiche vessatorie nei confronti dei cittadini sardi e approva un bilancio falsato da 700 milioni di crediti inesigibili. “Infatti, non si comprende perché una società che vanta crediti così imponenti chiede ed ottiene dalla Regione, e quindi dai sardi, 190 milioni di euro e chiede anche un prestito obbligazionario di 180 milioni di euro”.

“La verità -attacca Tedde- è che fra questa Giunta Regionale e Abbanoa c’è un rapporto di simbiosi mutualistica che determina una assoluta connivenza della Regione rispetto agli atteggiamenti irrispettosi e non in linea con la legge che hanno anche comportato per Abbanoa pesantissime sanzioni inflitte dagli organi di controllo e confermate dal Consiglio di Stato. E sullo sfondo rimane Pigliaru, che ancora non ha capitoo i danni che Abbanoa sta facendo ai sardi. Ma siamo convinti -chiudono il capogruppo Pittalis ed i due vice di Forza Italia Tedde e Zedda- che i sardi alle prossime elezioni glieli faranno capire nel dettaglio.”

Nella foto l’onorevole Tedde

S.I.

Catering Alitalia, tagli sotto accusa

ALGHERO – “È dal primo dicembre che Alitalia ha disdetto il servizio di catering presso lo scalo Cagliaritano e quello Algherese. È inconcepibile che si possa rischiare di eliminare il catering dai voli in continuità territoriale in quanto lo stesso è compreso nelle tariffe che vengono riconosciute ad Alitalia. Dal canto suo Alitalia ha ben pensato di affidare il catering agli scali di Roma e Milano anche per quelli di Cagliari ed Alghero. A questa decisione ci sorge spontanea una domanda, Alitalia paga il catering con gli oneri di servizio dei contribuenti Sardi per fornire lavoro in altri aeroporti? non solo, ma ci risulta che dagli altri scali gli aerei arrivino spesso senza forniture di bordo. Oltre a subire l’insularità, che ad oggi ancora penalizza i Sardi, si vuole eliminare anche il servizio di bordo o peggio ancora si voglia fare economia con i contributi regionali senza erogare il servizio?” Cosi William Zonca di Uiltrasporti che interviene sui tagli di Alitalia nei servizi e dunque personale facenti capo ai vari servizi, come quello di catering.

“Abbiamo già inviato una missiva ad Alitalia ed all’Assessore ai Trasporti, chiedendo un intervento atto a scongiurare i licenziamenti ed al ripristino del servizio di catering presso gli scali originanti di Cagliari ed Alghero. Riteniamo doverosa una forte presa di posizione da parte della Regione Sardegna nei confronti dei commissari di Alitalia affinché venga ristabilita la commessa, il rispetto del bando di gara e la tutela del lavoro in una Regione già martoriata dalla disoccupazione”.

Nella foto dei velivoli Alitalia

S.I.