Pai, Zonale e oppositori bastonati

ALGHERO – “Pare incredibile ma è proprio così: ad Alghero studiando solo per tre notti è possibile superare a pieni voti un esame di ingegneria idraulica. Il corso è gratuito, non è necessaria alcuna preparazione specifica: è sufficiente scaricare qualche documento, farsi un’idea approssimativa sui social facendosi convincere da altri che hanno seguito lo stesso percorso e poi, con un semplice primo post su Facebook, si diventa ingegneri con relative pacche sulle spalle e corona di alloro virtuali”. Cosi Giuseppina Congiu, Presidente Comitato di Borgata di Guardia Grande – Corea, che difende le scelte dell’amministrazione Bruno riguardo la definizione del Pai e dell’iter avviato per l’approvazione del Piano della Bonifica.

“La lode si ottiene immediatamente cercando di sostenere a spada tratta le proprie tesi, denigrando seri professionisti super quotati con decenni di esperienza alle spalle e dando degli ignoranti ai consiglieri comunali che gli credono. Tra novembre e dicembre sono decine i nuovi ingegneri laureati ad Alghero in questo modo: la maggior parte dell’agro ma non solo. Questi ingegneri volanti hanno provato a sostenere le proprie tesi rispetto al PAI, all’inizio supportati da ingegneri veri. Dopo i primissimi incontri con l’Amministrazione e i tecnici incaricati, gli ingegneri veri si sono volatilizzati e sono rimasti a sostenere la questione solo gli ingegneri volanti. Chissà perché. Gli ingegneri volanti sono stati comunque ascoltati diverse volte con santissima pazienza. La tesi che sostenevano, anche se ripetuta mille volte, non ha però convinto gli ingegneri veri dell’Amministrazione, della Regione e superpartes che si devono invece prendere la grande responsabilità della vita delle persone”.

“Nel frattempo qualche consigliere comunale ha annusato il malcontento e lo sta cavalcando in vista delle prossime elezioni. Quella stessa parte politica che, in maggioranza per lunghi anni, ha abbandonato vergognosamente l’agro e crede ora di potersi rifare una verginità come se nulla fosse accaduto. In questo periodo pre elettorale gli scontenti fanno gola a molti così anche l’emissaria di cappuccetto rosso non ha tardato a reclamare la propria fetta di torta. Non mancano poi ingegneri veri e agronomi di opposizione che restano muti o scappano di fronte ai professionisti incaricati quando c’è da parlare di Pai salvo poi scatenarsi sui social”.

“Invito tutti gli amici che oggi si ritrovano temporaneamente i terreni vincolati dal Piano di Assetto Idrogeologico a vedere la seduta del Consiglio Comunale dove il l’ingegnere incaricato e l’Assessore all’Urbanistica spiegano perfettamente quali siano i prossimi passi da compiere verso la risoluzione del problema. Come Comitati di Borgata vigileremo affinché l’Amministrazione mantenga gli stringenti impegni presi sulla questione PAI”.

Nella foto Giuseppina Congiu

S.I.

“Pai imposto, è da cassare”

ALGHERO – “Il Consiglio comunale di Alghero ha approvato e fatto proprio un progetto redatto da uno studio di progettazione privato inerente la variante del Piano di Assetto Idrogeologico del l’intero territorio di Alghero”. E’ il consigliere Michele Pais a commentare quanto avvenuto nella massima assise cittadina rispetto l’adozione del Pai e l’iter della variante della Bonifica.

“Un’opera gigantesca rispetto alla quale, peraltro, il Consiglio comunale non è stato messo in condizione di analizzare e capire, anche con l’ausilio di consulenti tecnici assolutamente necessario per questo tipo di atti.
Invece in fretta e furia si è preso per oro colato il lavoro (nobile per carità) di un progettista privato e non organico all’apparato pubblico, dal quale però scaturiscono pesanti vincoli urbanistici. Il medesimo progettista ha poi detto che tale opera avrebbe avuto necessità di una specificazione ulteriore riguardo le cd “opere di mitigazione”, cioe’ di un altro incarico naturalmente retribuito, utile a eliminare quei vincoli posti col primo progetto”.

“Poi naturalmente ci saranno da realizzare le opere pubbliche che necessitano di appalti ed incarichi per la progettazione, e via discorrendo. Un “pacchetto” che il Consiglio comunale di Alghero ha “acquistato” a scatola chiusa. Nessuno mette in dubbio le capacità e la buona fede dei professionisti che hanno redatto il progetto ma è evidente che il loro studio non abbia quella “terzietà” e “autorevolezza” di uno proveniente da un organo Statale.
Un tempo questo genere di progettazioni veniva svolto dal Genio Civile dello Stato, cioè da quella “magistratura di ingegneri” organica alla Amministrazione statale. Quella stessa Amministrazione statale che, nel periodo delle bonifiche, ha realizzato in tutta Italia la progettazione e la realizzazione delle opere idrauliche che si pongono come esempio, per accuratezza ed efficacia, per ogni successivo studio che si approcci alla materia. In Sardegna ed ad Alghero ne abbiamo testimonianza proprio nel territorio della “Bonifica”, che evidenzia una efficacissima rete di opere idrauliche che hanno reso fertili e lavorabili oltre 5000 ettari di terreno, prima paludoso.

“È proprio quest’ultimo territorio, che ospita le eccellenze del comparto della produzione agricola, subisce le conseguenze più pesanti dal piano redatto dallo studio privato di ingegneria, senza che sia stato possibile dedurre eccezioni utile ad un suo miglioramento ed alla eliminazione di eventuali inesattezze, che pare vi siano. Un Piano calato dal “basso” elevato a “studio pubblico”. Una imposizione a mio modo di vedere inaccettabile”.

“Per questo difetto di impostazione, stiamo studiando la via più efficace per farlo cassare. Certo è che se questo è il metodo che questa maggioranza intende seguire per l’approvazione del Puc, è evidente che non lo approverà mai. C’è da chiedersi se l’abbandono e la minimizzazione del Genio Civile Statale la sua progressiva trasformazione in Protezione Civile che interviene a disastri avvenuti invece che nella fase della progettazione utile alla prevenzione, appaltata a privati ed esternalizzata, sia una delle cause che porta a questo genere di eventi disastrosi riportati oggi dalle cronache regionali”.

Nella foto Michele Pais

S.I.

Periferie, da lunedi: porta a porta

ALGHERO – Nuove prescrizioni per la raccolta dei rifiuti ad Alghero. Dalla giornata di lunedì 18 dicembre 2017 prenderà avvio il nuovo servizio di raccolta differenziata porta a porta dei quartieri del “Carmine”, “Caragol, “Galboneddu”, “Sant’Anna”, “Maria Pia”, “Taulera”, “Calich”. Tutte le informazioni e le vie interessate sono disponibili sul sito www.differenziamoalghero.it.

Dal Comune ricordano alle utenze di esporre le attrezzature all’esterno della propria abitazione o condominio entro le ore 6 a partire dalle ore 20 del giorno precedente (ad eccezione dei residenti del Centro storico i quali dovranno esporre le attrezzature dalle ore 6 alle ore 9 dei giorni indicati). Le utenze che non rispetteranno gli orari di esposizione incorreranno in sanzioni.

CALENDARIO RITIRO RIFIUTI:
Organico: martedì, giovedì, sabato
Plastica e metalli: venerdì
Carta e cartone: mercoledì
Secco residuo: giovedì
Vetro: lunedì

“Fasce deboli, il Pd taglia Alghero”

CAGLIARI – “Il Tribunale dispone ed i comuni hanno l’obbligo di sistemare minori o anziani in strutture protette. Un meccanismo di tutela sociale che ha un costo che viene anticipato dagli enti locali i quali vengono poi rimborsati dalla regione. Ma i circa 190 mila euro destinati al Comune di Alghero per il 2017 non arriveranno perché qualcuno a Cagliari ha deciso che la mancanza di un certificato va punita con l’esclusione di Alghero dai contributi”. Così Marco Tedde Vicecapogruppo di Forza Italia in Consiglio Regionale ha illustrato i motivi dell’interrogazione presentata oggi a Cagliari sui contributi straordinari previsti dalla L.R. 23/2005 – E’ proprio scandaloso! Non parliamo dei contributi sia pur importanti per organizzare la festa di paese o di quartiere – attacca l’ex Sindaco di Alghero – ma di risorse che i comuni debbono necessariamente spendere. Di risorse destinate a finalità sociali che godono della massima priorità”.

“Davanti ad un decreto del Tribunale il comune non può esimersi dall’intervenire immediatamente e con urgenza perché l’ordinamento tutela in questi casi gli interessi di una categoria debole, anziani e minori, che merita la massima attenzione. Uno sforzo ed un impegno esercitato con non poche difficoltà che spesso si traduce in una lotta contro il tempo in nome di valori importanti in qualsiasi società civile. Valori destinati a sciogliersi come neve al sole davanti al funzionario della regione Sardegna targata Pigliaru-Partito Democratico che “siccome manca il certificato” decide senza appello di escludere Alghero negandogli 190 mila euro destinati alla tutela di minori ed anziani. Peraltro, – precisa il consigliere regionale algherese – un certificato che può essere integrato in qualsiasi momento e che negli anni precedenti non ha creato problemi al Comune di Alghero che ha sempre ottenuto i contributi previsti dalla L.R. 23/2005 presentando esattamente la medesima documentazione prodotta quest’anno”.

“Ragioni pretestuose, quelle addotte dalla Regione, che non hanno a che vedere con questioni di carattere amministrativo ma che paiono più che altro orientate a portare avanti la linea del Partito Democratico e di Pigliaru ormai consolidata, tesa a paralizzare questo territorio. Voglio proprio sentire e leggere – conclude il consigliere di Forza Italia – come risponderanno alla mia interrogazione. Come giustificheranno un comportamento improntato alla gretta burocratizzazione delle istanze e dei bisogni dei più deboli.”.

Nella foto l’onorevole Tedde

S.I.

Soldi ai rom, Pulina denuncia |video

ALGHERO – In Consiglio Comunale il tema è stato toccato già un paio di volte. Dopo lo sgombero del campo nomadi dell’Arenosu, ai rom sono state assegnati degli appartamenti utilizzando dei fondi messi a disposizione della Regione. Una scelta politica, ovviamente, da parte dell’attuale amministrazione. E, visto l’argomento e le diffuse problematiche nel tessuto sociale algherese, non poteva non esserci grande attenzione sull’utilizzo di tale somme. A quanto segnalato dal consigliere Michele Pais e dalla collega di opposizione Monica Pulina pare che, finiti i soldi erogati dalla Regione, al Comune di Alghero, nello specifico dati alle famiglie rom dai Servizi Sociali, vengano utilizzate somme da altri capitolati o comunque non derivanti dalla misura specifica definita dal governo isolano. Nell’ultima seduta del Consiglio, come detto, la Pulina ha segnalato ancora il problema e, con Algheronews, abbiamo raccolta la sua dichiarazione in merito.

Nella foto e video Monica Pulina, consigliere comunale di opposizione

Nuoresità e Alghero, occasione persa

ALGHERO – “Ancora un’occasione persa per la promozione della cultura algherese. È possibile apprendere, da vari articoli pubblicati su prestigiose testate giornalistiche locali, che nel corso di questo week-end ad Alghero si terranno numerosi appuntamenti incentrati sulla valorizzazione dei capisaldi della cultura nuorese”. Cosi il professor Mario Tocci, docente di Lesiglazione dei Beni Culturali presso l’Università di Sassari e rappresentante del Circolo Terrestri di Alghero, riguardo il tema della promozione e programmazione delle attività culturali.

“Gli eventi in questione – per come è dato evincere – si inseriscono nella cornice delle manifestazioni a sostegno della candidatura del capoluogo barbaricino quale Capitale Italiana della Cultura 2020. Molto ammirevole, di sicuro, appare la costituzione di alleanze strategiche finalizzate a portare in Sardegna preziosi riconoscimenti di caratura nazionale. Avrebbero però dovuto le istituzioni deputate alla promozione della cultura algherese profittare dell’occasione e irrobustire il cartellone con una serie di attività tese a divulgare l’importanza e le potenzialità del patrimonio culturale cittadino”.

“Sarebbe stato meglio prevedere elementi locali di supporto al fine di porre le basi per la creazione di un vero e proprio indotto culturale all’auspicata designazione di Nuoro, tale da generare introiti anche per l’economia di Alghero. È quanto afferma il professor Mario Tocci – docente di legislazione dei beni culturali nell’Università di Sassari nonché attivista del Circolo Terrestri della città catalana – in esclusiva per i lettori di Algheronews.
Un’occasione persa – soggiunge Tocci – per la promozione della cultura algherese, che si mostra ingenerosamente succube ed ancillare rispetto ad altre, le quali, seppur autorevolissime, non possono né devono contare di meno. Speriamo non si commettano altri simili errori in futuro”.

Nella foto il professor Mario Tocci (Circolo Terrestri)

S.I.

Tagli Università, corsi a rischio

SASSARI – Il Coordinamento cittadino di Forza Italia Sassari esprime preoccupazione per “le notizie sempre più insistenti di una riforma interna dell’Ateneo sassarese che vedrebbe una significativa riduzione dei Dipartimenti universitari e conseguente modifica degli assetti didattici ed organizzativi di tutta l’università del Nord Sardegna”.

“Fatta salva l’autonomia che la legge riserva alle università pubbliche, si sottolinea che nell’isola i due Atenei sono appunto pubblici, con tutto ciò che consegue sul piano della rilevanza delle loro decisioni organizzative sul tessuto economico e sociale sardo. Il numero e la tipologia dei Dipartimenti sul territorio sono la dichiarazione delle competenze e delle identità dell’Università di Sassari, e non si comprende come nel giro di pochi mesi possa sparire un importante e storico dipartimento, come quello di Scienze Politiche e fondersi due dipartimenti di medicina, portando solo a due il numero totale dei dipartimenti medico-clinici”.

“La programmazione degli Atenei non è un qualcosa che possa essere fatta senza un collegamento con il territorio dove l’Università risiede né quantomeno può essere disattesa la comunicazione esterna. Risulta invece che il territorio non è minimamente informato di quanto sia stato deciso sulla riduzione dei Dipartimenti e sulle conseguenze che questo potrà avere sui futuri studenti e sulle famiglie che decidono di mandare i propri figli a studiare all’università, visto il crescente disfavore che si registra dai dati statistici sul sistema universitario sardo”.

“Inoltre, rileva il Coordinamento cittadino, restando fondamentale innanzitutto un rapporto sinergico dell’Università con gli Enti pubblici territoriali con l’obiettivo di individuare possibili partenariati non viene chiarito cosa questa modifica comporti nel rapporto con le altre istituzioni del territorio, in primo luogo quelle sanitarie (AOU in particolare) all’interno della riorganizzazione della rete ospedaliera regionale. Queste decisioni avvengono in un momento storico delicato dove non si sono ancora sopite le polemiche sulla vicenda della chiusura di alcune Scuole di specializzazione di ambito medico, quella dell’agitazione del personale amministrativo sfociata in una serie di segnalazioni ed esposti alle autorità di vigilanza ed al Prefetto e la scarsa capacità di attrazione dei nostri corsi dilaurea, soprattutto di quelli magistrali, con conseguente causa di abbandono dei corsi di studio e di ritardo nel conseguimento della laurea”.

“In generale, osserviamo la completa assenza dell’Ateneo dentro il più generale dibattito sul governo della città e del territorio se non per una limitata visione sul contesto edilizio e ci si attende che questa dimostri di non essere una torre d’avorio ma un’istituzione aperta e strumento di conoscenza aperto al confronto locale”.

Nella foto la sede dell’Università di Sassari

S.I.

Coste intonse, Sardegna prima

CAGLIARI – “La pubblicazione da parte di Legambiente del volume ‘Vista Mare’, presentato ieri a Roma, contiene una accuratissima e documentatissima ricerca sulla trasformazione dei paesaggi costieri italiani e offre l’occasione di una riflessione sullo stato di salute delle coste della nostra Isola. Il valore dello studio, firmato da Edoardo Zanchini e Michele Manigrasso, consiste nel superamento delle valutazioni approssimative e sentimentali, sostituite dall’approccio oggettivo e dall’esame diretto di ogni chilometro della costa nazionale”. Lo dichiara l’assessore dell’Urbanistica Cristiano Erriu, il quale sottolinea che “i risultati gratificano la Sardegna e, al di là di affermazioni allarmistiche non sostenute dall’oggettività dei dati, la collocano al primo posto per sviluppo di costa non urbanizzata, insieme alla Basilicata, con una percentuale del 73%, di cui solo l’1% perso tra il 1988 e il 2012, contro una media nazionale del 49%, di cui una parte importante trasformata nel periodo 1988-2012”.

Lo studio, precisa Erriu, “non è importante solo per i dati riportati ma anche per le indicazioni verso nuove forme di turismo sostenibile e di utilizzazione delle coste e per gli esempi virtuosi riportati, tra i quali grande spazio è riservato al Comune sardo di Posada, tra i primi a dotarsi di un Puc adeguato al Piano Paesaggistico Regionale ma, allo stesso tempo, come ben sottolineato nel volume, senza congelarne lo sviluppo, anche in termini edificatori affrontati con modalità innovative di sostenibilità ambientale. Le risultanze dello studio, così positive per quanto riguarda la nostra isola, ci stimolano a proseguire nel coniugare sostenibilità ambientale, sociale ed economica, nella convinzione che una delle tre non possa ottenersi senza le altre, come sostenuto, e non mi stanco di ricordarlo, dall’art.133 dello stesso Codice del Paesaggio, per colmare l’oggettivo gap di offerta turistica, quantitativo, qualitativo e temporale, che ancora contraddistingue la Sardegna”.

“L’occasione – conclude l’assessore Erriu – mi offre la possibilità di ricordare, con la stessa logica di affidamento ai dati oggettivi, che la Sardegna offre un esempio virtuoso anche in materia di consumo di suolo, collocata dalle statistiche Ispra rispettivamente al terz’ultimo posto in percentuale per consumo sull’intero territorio e all’ultimo per consumo sulla fascia 0-10.000 metri”.

Nella foto le coste della Sardegna

S.I.

Meta e Cap d’Any, schiaffi da Fi

ALGHERO – “Non possiamo che essere soddisfatti. Dopo quasi quattro anni di mandato, dunque con la consiliatura agli sgoccioli, viste anche le note prossime vicende, Bruno, la Giunta e la maggioranza, si sono accorti dell’esistenza della Fondazione Meta”. In connessione con quanto segnalato nell’ultimo Consiglio Comunale, da parte di Michele Pais, il partito di Forza Italia invia una nota a commento della gestione della Fondazione Alghero (Meta) e in particolare degli spettacoli di fine anno.

“Certo, tale interesse è legato unicamente ai temi tanti cari e fondanti per la nefasta esperienza bruniana: comunicazione e prebende. Un binomio che è molto lontano e non è mai incrociato con la strada tracciata e percorsa dalle Giunte Tedde di centrodestra per cui la Fondazione oltre a finanziare eventi e manifestazioni, era un colonna portante nei rapporti col comparto ricettivo tanto da incentrare gran parti dei propri sforzi nella promozione verso quelle mete collegate con l’aeroporto di Alghero. Invece, da qualche anno, tutto si è fermato, come segnalato nell’ultimo consiglio comunale da Michele Pais, e la Fondazione, divenuta Alghero, per uno capriccio dell’attuale assessora Esposito, è oramai il bancomat degli attuali governanti. Proprio quel centrosinistra che aveva minacciato di chiudere tale organismo, da tempo lo prosciuga per soddisfare una miriade di richieste di appuntamenti che hanno un pubblico condominiale o poco più”.

“E questo, non per responsabilità dei proponenti, spesso artisti e organizzatori di alto livello, ma per la totale incapacità che regna nella regia del settore in capo all’assessorato al Turismo. Non c’è programmazione e tanto meno promozione. Per questo proporre un fitto calendario di spettacoli pochi giorni prima della sua realizzazione, andando a spendere oltre 200.000 euro, è fuori da ogni logica e soprattutto perfino immorale. Infatti, per anticipare eventuali repliche delle mancate promesse della scuola di formazione politica targata Bruno, i tempi sono cambiati. Tutte i centri, perfino i più piccoli, propongono dei concerti di piazza e appuntamenti vari, per questo sarebbe stata utile un’azione di marketing diversa e più coinvolgente per riuscire a primeggiare sulle altre piazze”.

“Non basteranno i soliti comunicati per farci sapere che, come accade negli ultimi anni, in piazza ci sarà qualche migliaia di giovani e una notte di sold-out negli hotel, Alghero merita molto altro. Forse per questo che, Bruno e la sua assessora, hanno deciso di pagare, sempre con soldi pubblici, il terzo giornalista in seno al loro staff: inondare la stampa di propaganda, per nascondere i propri misfatti. Ma oramai, il trucco è stato scoperto e gli algheresi sanno che la propria città resiste, nonostante gli attuali governanti, ma per garantire benessere, sviluppo e posti di lavoro, occorre cambiare al più presto la regia politica e amministrativa”.

Nella foto i rappresentanti di Forza Italia

S.I.

Parco, 21 lavoratori ex-Ati-Ifras

ALGHERO – Completate al Parco di Porto Conte le selezioni per il reinserimento di 21 lavoratori che all’interno dell’area protetta si occuperanno di attività di manutenzione dei sentieri naturali e riqualificazioni naturalistiche con particolare riferimento al geo-sito di Capo Caccia facente parte del Parco geo-minerario della Sardegna. Si chiude così la vertenza regionale che a livello locale ha visto coinvolti il Parco di Porto Conte e l’Amministrazione comunale di Alghero a favore delle maestranze inserite nel più ampio e complesso bacino regionale dei lavoratori dell’ex Ati-Ifras.

Torneranno al lavoro da gennaio 2018 i lavoratori ex Ati-Ifras che fino al 31 dicembre 2016 avevano prestato servizio all’interno del Parco naturale regionale di Porto Conte. Grazie alla perseveranza degli stessi operai ed all’impegno profuso dal Consiglio direttivo del Parco e dal Comune di Alghero, si chiude quindi almeno a livello locale la più complessa vertenza regionale che in tutta l’Isola coinvolge oltre 500 lavoratori ex Ati-Ifras. Il Parco di Porto Conte, per un anno, ha dovuto rinunciare all’importante supporto di questi lavoratori che per oltre quattro anni avevano contribuito alla realizzazione di importanti opere di manutenzione e riqualificazione naturalistica all’interno dell’area protetta regionale. Il cantiere lavori che verrà nuovamente ripristinato durerà, per ora un altro anno, in attesa che la Regione Sardegna predisponga il bando internazionale per il riavvio del piano di attività di riqualificazione del patrimonio regionale del Parco geominerario storico ambientale della Sardegna di cui anche Porto Conte fa parte.

Il Parco è tra i primi enti che hanno concluso l’iter di assunzione a tempo determinato dei lavoratori ex Ati-Ifras. Le selezioni si sono svolte nella giornata di oggi e, completato l’iter procedurale di reclutamento, coordinato a livello regionale dall’Agenzia del lavoro Aspal, i 21 lavoratori riprenderanno l’attività entro la prima decade di gennaio. Il loro contributo consentirà al Parco di Porto Conte di potenziare interventi essenziali come le manutenzioni dei sentieri, dei complessi forestali, il supporto alle attività di gestione e contenimento della fauna selvatica, di riqualificazione naturalistica e valorizzazione del territorio.

“Il Comune di Alghero, il Consiglio direttivo del Parco ed il direttore si sono impegnati fin da subito con i vertici della Regione per riottenere gli operai- spiega soddisfatto il presidente del Parco di Porto Conte Luigi Cella- è stata una difficile vertenza che ci ha visti in prima linea per superare tutti gli ostacoli burocratici e finalmente ci siamo riusciti.” Gli fa eco anche l’Assessore all’Ambiente Raniero Selva che commenta: “Un importante risultato, ma la soddisfazione più grande è quella di essere riusciti a garantire un futuro ai lavoratori per ulteriori dodici mesi, ma soprattutto potremo contare sul loro supporto per molte attività operative dell’Ente Parco.” Dello stesso avviso anche il direttore del Parco Mariano Mariani: “disporre delle maestranze operaie ci consentirà di nuovo di intervenire in maniera immediata ed efficace nei piccoli e grandi problemi quotidiani che si presentano all’interno dell’area protetta regionale. Oltre cinquemila ettari che richiedono cura e attenzione sul quale interveniamo compatibilmente con le risorse disponibili e in collaborazione con gli altri enti preposti come l’Agenzia Forestas che svolge già un importante ruolo in circa duemila ettari di territorio forestale all’interno del Parco.”

Nella foto la sede del Parco

S.I.