Inaugurato l’ufficio informazioni

ALGHERO – Questa mattina inaugurazione dell’ufficio informazione del Comune di Alghero. Presente il sindaco Mario Bruno, tutti i componenti della Giunta e numerosi Consiglieri comunali, il segretario generale dell’ente Luca Canessa, il presidente della Fondazione Alghero, Massimo Cadeddu, le autorità militari, il progettista ing. Sergio Murgia e Gian Vittorio Vacca, autore delle pregiate maioliche che dal 1960 decorano la parte più alta della facciata dell’immobile. La benedizione impartita dal gesuita Padre Tore.

“InfoAlghero – fanno sapere dall’Amministrazione Bruno – è un moderno Urp (Ufficio Relazioni con in pubblico), Uit (Ufficio Informazioni Turistiche) e Ufficio Protocollo del Comune di Alghero: due ingressi principali separati, altrettanti desk informativi d’accoglienza e un open space in back-office con la possibilità di fornire al pubblico nuovi servizi a rotazione settimanale: Sportello Impresa e Sportello lavoro; Sportello Linguistico e punto di Polizia Locale.

“Avvicinare i servizi in centro città, riavvicinando le istituzioni ai cittadini. Era un impegno preso nei confronti degli algheresi e questo abbiamo fatto” ha detto il sindaco Mario Bruno, che questa mattina ha ricordato i fratelli Angius che quei locali hanno realizzato negli anni ’50, ringraziato la struttura per l’importante lavoro fin qui realizzato e il gruppo di lavoro intersettoriale di InfoAlghero, con i dipendenti che accolgono i cittadini e i turisti, per la professionalità che quotidianamente dimostrano.

“L’idea di utilizzare l’immobile di via Cagliari come moderno ed accogliente front-office, considerata la strategica posizione e la grande fruibilità, ha subito trovato il favore pressoché unanime in città. InfoAlghero – ufficio relazioni con il pubblico e ufficio informazioni turistiche – è aperto tutti i giorni dal lunedì alla domenica h. 8.30 – 13.30 | 14.30 – 19.30; l’Ufficio Protocollo del Comune di Alghero dal lunedì al venerdì, dalle ore 09.00 alle ore 13.00 – sabato dalle ore 10.00 alle ore 12.00 – martedì e giovedì anche dalle ore 15.30 alle ore 17.30. Telefono +39 079 97 90 54 – mail infoalghero@comune.alghero.ss.it”

Nella foto e video l’inaugurazione di questa mattina

S.I.

Soldi Stato, Pigliaru ora fa il ribelle

CAGLIARI – Il Governo non risponde alle ripetute richieste di incontro e la Regione forza la mano sugli accantonamenti, rifiutando di pagare nel 2019 altri 285 milioni di euro, che si aggiungono ai 219 milioni non più pagati dopo l’impugnazione delle ultime tre Finanziarie nazionali. Con questa decisione, sostenuta da tutta la maggioranza di centrosinistra, la quota degli accantonamenti che la Sardegna versa allo Stato per risanare il debito pubblico italiano per il 2019 passa da 754 a 250 milioni (ossia 754, meno i 219 contestati con i ricorsi e quindi non pagati, meno questi ultimi 285), con un “risparmio” di 504 milioni. La decisione è stata illustrata nella sala Giunta del Consiglio regionale in una conferenza stampa convocata dal presidente della Regione Francesco Pigliaru e dall’assessore del Bilancio Raffaele Paci, alla quale hanno partecipato il presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau, il presidente della Commissione Bilancio Franco Sabatini e il capogruppo di Sdp, Daniele Cocco.

“Abbiamo inviato ben 5 lettere da quando il Governo si è insediato a oggi per sollecitare un confronto sulla questione degli accantonamenti e non abbiamo mai ricevuto una risposta, tantomeno una convocazione a Palazzo Chigi. Abbiamo scritto al presidente Conte, al ministro dell’Economia Tria, al ministro per gli Affari regionali Stefani inviando un breve dossier di riepilogo. Oggi abbiamo preso la decisione, unilaterale visto che è stato impossibile confrontarsi a Roma, di non pagare altri 285 milioni, certi di essere dalla parte della ragione”, spiega il presidente della Regione Francesco Pigliaru nella conferenza stampa convocata con l’assessore del Bilancio Raffaele Paci e i capigruppo di maggioranza. “Abbiamo sempre detto che siamo consapevoli di dover partecipare a risanare il debito pubblico nazionale, anche come Regione a Statuto speciale, ma abbiamo più volte ripetuto che i 754 milioni previsti sono una cifra enorme e sproporzionata per la Sardegna, anche rispetto ad altre regioni più ricche della nostra. Abbiamo chiesto regole chiare, certe ed eque e finora non ci sono mai state comunicate. Da tutto questo nasce la decisione di non pagare un’altra corposa quota di accantonamenti. Se il Governo vorrà chiederci spiegazioni e finalmente incontrarci, naturalmente siamo pronti al confronto”, conclude Pigliaru.

Nella foto l’assessore Paci e il presidente Pigliaru

S.I.

Sanità, blitz e incontro della Lega

ALGHERO – “Dopo la presentazione di una interrogazione parlamentare da parte del nostro commissario regionale e Onorevole Eugenio Zoffili sulla chiusura della tratta ferroviaria Alghero Sassari, ieri piccolo blitz all’Ospedale Marino di Giorgia Vaccaro coordinatrice cittadina, Michele Pais, consigliere comunale Lega e Gianluca Trifirò, per constatare di persona la nuova sistemazione dell’ambulatorio di pneumologia”. Cosi dallo stesso coordinamento del partito guidato da Matteo Salvini che, vista anche la sua guida del Governo Nazionale, si sta interessando delle varie questioni del territorio e in particolare le troppe criticità.

“Giovanni Nurra (coordinatore provinciale nord Sardegna) e la sottoscritta annunciano l’arrivo sabato 27 alle 10,30 dell’Onorevole e Dottor Guido De Martini, membro della Commissione Affari Sociali (Sanità) che incontrerà e parlerà con medici e operatori sanitari dei due ospedali cittadini e visiterà gli anziani ospitati nell’ex ostello della gioventù per verificarne di persona le condizioni in cui vivono. La Lega si conferma partito della gente tra la gente”.

Nella foto Vaccaro, Pais e Trifirò della Lega

S.I.

Villa Maria Pia story, esplode il caso

ALGHERO – Da quando è che non viene realizzato un hotel ad Alghero? Questa è una delle domande più frequenti che vengono poste quando si parla delle occasioni perse della Riviera del Corallo e in generale di quelle che sono le sue potenzialità. Non perché, è ovvio, realizzare nuove strutture ricettive sia la panacea di tutti i mali, ma è oggettivo che implementare e migliorare i servizi offerti, per chi fa dell’accoglienza la sua industria, diventa essenziale. E se possibile, magari farlo, a costo zero o quasi.

Ecco, Alghero, vista anche l’estensione del suo Comune e soprattutto la presenza di immobili di estremo pregio (alcuni in disuso e decadenti), avrebbe anche questa possibilità. Nello specifico, un esempio lampante, lo è Villa Maria Pia. Struttura che 10 anni fa e oltre cadeva a pezzi e invece ora, dopo i lavori di riqualificazione realizzati dall’impresa algherese Orn-Est, che tramite un progetto utile a recuperare fondi regionali se n’è aggiudicata la gestione, è un gioiello. In realtà il privato avrebbe potuto anche indicare un terreno e realizzare ex-novo una struttura, tramite i finanziamenti ottenuti, ma decise, in accordo col Comune e l’amministrazione dell’epoca (fine anni ‘90) di procedere nella riqualificazione e, soprattutto, gestione pluriennale dello stabile e area circostante contenente quello che doveva diventare un vero orto botanico e dunque un attrattore museale. Ma, invece, negli anni le cose si sono complicate e vista l’indicazione primaria di “foresteria”, la mancata creazione di un vero polo museale legato al verde e altre lacune, i gestori, come riportato da Marcello Meloni, titolare di Orn-Est, non hanno potuto operare in regime di concorrenza e dunque poter trasformare a tutti gli effetti Villa Maria Pia in una vera struttura ricettiva.

Senza considerare che, e questo non potrò che alimentare l’eventuale polemica sulla vicenda, l’accordo prevedeva e prevede che 5 stanze per 30 giorni all’anno fossero messe a disposizione a titolo gratuito dell’Amministrazione. E invece, a quanto pare, ospiti (artisti, autorità, etc), non pare abbiano trovato ristoro nel plesso fronte Calik e questo alla faccia dei tagli alla spesa e dell’interesse al bene comune. Ma, come da copione e viste le varie problematiche in essere, la questione non poteva non approdare in Tribunale: è stata fissata per il 28 febbraio dell’anno 2019 dal Tribunale di Sassari la sentenza che vede contrapposti la Soc. Orn-Est e il Comune di Alghero, in una causa che vede l’attore Orn-Est (Ornamenti Esterni) quale soggetto attuatore del Finanziamento Regionale ex Art. 18 Legge Regionale 37/98, contro l’Ufficio Demanio del Comune di Alghero.

Questa l’intera vicenda ricostruita con l’ausilio e la visione della documentazione illustrata dai privati.. Nell’anno 1999 la Regione Sardegna, per mezzo del Bollettino Ufficiale, pubblicò l’emissione di un finanziamento ai vari soggetti in campo regionale che permetteva la realizzazione di un progetto il quale, completata la fase di finanziamento pubblico, potesse rimanere stabile e redditizio nel mercato economico locale. La Legge Regionale del 24-12-1998 n.37 (Azione 4, “Progetti speciali per l’occupazione”) indicava chiaramente le linee guida da adottare per quanto riguardava i soggetti da individuare nel territorio. Tali soggetti, che dovevano aver maturato negli anni sia concretezza imprenditoriale che capacità di gestione, parteciparono al bando da tutta la Sardegna, tra cui, per la provincia di Sassari, la Coop. Orn-Est.

In data 15 ottobre 1999 il Comune di Alghero, con propria delibera n.480, concedeva in località Maria Pia un’unità immobiliare nel suo insieme, un casale d’epoca ex colonia penale + circa 10.000 mq di aree incolte esterne, il tutto racchiuso da una propria recinzione in muri di pietra. Atto questo imposto direttamente dalla Regione Sardegna per permettere al soggetto attuatore del finanziamento di presentare le dovute pratiche amministrative. Inoltre, con delibera n.354 del 15 dicembre 2000, il Comune di Alghero individuava, all’interno dell’immobile, una sala destinata agli spazi museali e congressuali da inserire nel proprio circuito museale cittadino. Inoltre l’Amministrazione Comunale si riservava l’utilizzo di 5 camere in uso gratuito per 30 giorni all’anno, questo a dimostrazione della partnership che stava nascendo tra ente pubblico e privato.

“Fino all’anno 2003, l’immobile, oggi individuato come “Villa Maria Pia”, risultava occupato da diverse famiglie e diverse figure senza fissa dimora. L’iter amministrativo di convalida del Finanziamento Regionale durò quasi 2 anni e mezzo, e furono richieste diverse integrazioni e documentazioni attestanti varie attività da realizzare in loco. Si stava dunque articolando un progetto, a totale investimento pubblico, per il quale il soggetto attuatore si impegnava a non usufruire di “utili di impresa” durante la fase non redditizia del restauro e realizzazione dell’Orto Botanico (fase 1), e a recuperare il suo dovuto durante i 10 anni di gestione successivi (fase 2). L’idea era quella di avere un Orto Botanico (con ingresso a ticket, da inserire nel circuito dei giardini monumentali italiani), il recupero e risanamento dell’intera palazzina (ex Colonia Penale) con la realizzazione al suo interno di un ristorante ;   15 camere disposte nei piani superiori ; un’ala della struttura dedicata al servizio museale e congressuale ; pertinenze esterne arredate e allestite per poter accogliere visitatori sia dell’Orto Botanico che del punto di ristoro e pernottanti. Tutto ciò si sarebbe trovato all’interno dell’Area Sportiva di Alghero, a pochi metri dalla spiaggia più blasonata della città, con alle spalle lo Stagno del Calich, quindi in un’area naturalistica perfetta”.

“Insomma, si trattava di un progetto “polifunzionale”, che avrebbe racchiuso al suo interno iniziative legate all’accoglimento dei visitatori e  associazioni del mondo della botanica (e quindi ecco la relazione con l’Orto Botanico e le sue varie essenze); alla valorizzazione del rinvenuto reperto storico denominato “Cripta Aragonese” o “Tomba del Cavaliere” situata nel parco;  iniziative legate al mercato turistico-ricettivo con l’accoglimento nella propria sede di circa 28-30 ospiti pernottanti nelle 15 camere; e iniziative legate anche il servizio di ristoro e arte culinaria, tramite il proprio ristorante per quelli che dovevano essere i visitatori delle varie attività che sarebbero dovute nascere all’interno.  A questo si aggiunge un richiamo importante che sarebbe potuto essere l’inserimento nel circuito museale cittadino dell’area che sarebbe dovuta essere destinata a “museo”. Non solo, la congressualità avrebbe potuto e dovuto diventare un punto di richiamo per le varie presentazioni o argomentazioni legate a questo o quell’altro titolo. Nel periodo primaverile-estivo, il parco con le sue superfici verdi avrebbe potuto accogliere varie iniziative anche di carattere artistico-culturale, con eventi quali workshop da poter svolgere anche all’aperto”.

“Nel gennaio del 2003 iniziarono i lavori di cantieramento della fase 1 del Progetto Regionale intitolato “Orto Botanico, pernottamento, ristoro ed intrattenimento sociale nell’immobile di proprietà comunale Palazzina Dirigenziale ed Ex Azienda Agricola di Maria Pia in regione Cuguttu”. A seguito di vari interventi di recupero, si resero necessarie 2 varianti economiche al progetto, per il quale le somme destinate al completamento dell’Orto Botanico vennero conferite alla ricostruzione del solaio del secondo piano dell’intera struttura e al rifacimento di tutti i tetti, in quanto, in virtù della situazione di occupazione che viveva la struttura,  fu impossibile fare i dovuti accertamenti e sopralluoghi preventivi prima di iniziare i cantieri. Terminati i lavori previsti al punto 1 del piano di fattibilità del business plan (quindi la fase di restauro) e terminati gli importi destinati al finanziamento del progetto complessivo, l’Amministrazione Comunale con proprio contratto siglato il 17 maggio 2007, si impegnava a proprie spese sia per il completamento dell’Orto Botanico entro il 31/12/2007, che per la realizzazione della sala museale.  Questi punti focali, richiamati dal progetto originario, avrebbero permesso, oltre alla stabilizzazione del personale per una apertura dell’attività di 12 mesi, anche all’incisivo inserimento nel mercato economico-ricettivo”.

“Nel frattempo, vi sono stati vari solleciti inviati dalla Coop. Orn-Est all’Amministrazione Comunale per adempiere a quelli che erano impegni sottoscritti contrattuali, per i quali non avrebbero potuto garantire gli accordi intercorsi tra il soggetto attuatore del progetto (Orn-Est) e il soggetto finanziatore (Regione Autonoma della Sardegna) e soggetto partner (Comune di Alghero). Nell’anno 2009, pur non avendo completato il progetto ma avendo tra le mani l’uso della sola foresteria e del punto di ristoro con le sole 15 camere, la Soc. Orn-Est (che nel 2008 a seguito di nullaosta regionale venne convertita da Coop. a S.r.l….meglio si presta all’attività d’ impresa.)    Ottenne a distanza di circa 3 anni la prima autorizzazione all’esercizio, autorizzazione, monca, parziale, l’autorizzazione infatti risultava essere in capo al Dirigente del Servizio Demanio il quale si avvaleva delle funzioni della soc. Orn-Est s.r.l. per svolgere i servizi dell’attività all’interno delle mura di Villa Maria Pia.  Una autorizzazione all’esercizio a carattere annuale, da rinnovare di anno in anno. Oltre che limitati nei mezzi limitati anche nella gestione, La Soc. Orn-Est s.r.l. dopo 3 anni e mezzo di restauro senza utili d’impresa, e due anni di attesa ha comunque accettato le condizioni , fiduciosi degli accordi siglati tra Regione Autonoma della Sardegna e Comune di Alghero, meglio identificati nelle delibere di giunta Comunale e nella n° 354 del 17 aprile 2007 che anticipa la sottoscrizione del contratto di Gestione.  decise di inaugurare la struttura anche in assenza di punti focali e trainanti nell’ aprile 2009″.

“È giusto ricordare che l’accordo contrattuale riportava il 31/12/2007 quale data ultima entro la quale l’Amministrazione Comunale si sarebbe impegnata a proprie spese a portare a termine il progetto.  Negli anni si sono susseguiti ben 8 dirigenti all’ufficio demanio, 2 commissari prefettizi e 3 sindaci, tutti sufficientemente posti al corrente del grave problema, al punto che, per una vera questione di tutela, la Soc. Orn-Est non ha potuto esimersi dal tutelarsi e a seguito dei ripetuti tentativi di sollecito per il completamento del progetto, nell’anno 2015 ha indetto una causa civile per danni , per i soli primi 5 anni. Il fallimento del progetto ha inciso negativamente anche nelle casse della società gestore che con rilevanti perdite ha continuato il ruolo intrapreso e gli impegni trascritti con  l’Ente Finanziatore (RAS) il quale potrebbe addirittura chiedere che venga reso l’intero finanziamento, in quanto il progetto non è mai decollato”.

“Per meglio descrivere il fallimento e le cause che hanno indetto gli attori a costituirsi civilmente, c’è : il Non realizzo dell’Orto Botanico, fulcro principale del finanziamento, il non realizzo dell’area museale, il non realizzo dell’area congressuale, il non uso delle 5 camere per 30 giorni all’ anno, il mancato raggiungimento dei livelli occupazionali,  la mancata incidenza dell’attività economica, a tutto questo si aggiungono le perdite di esercizio e gli interessi passivi che fanno chiudere i conti dei primi 5 anni con un conto a carico dell’ente pubblico di circa duemilioni/00. E ancor più grave non sono mai trascorsi i 10 anni di gestione con fini di redditività e occupazione a giustificare l’investimento pubblico speso”.

“Nello specifico, e richiamando gli Art. 17 e 18 del Contratto di Gestione siglato il 17/05/2007, la Soc. Orn-Est rimarca il fatto di aver reso alla fruibilità del Comune di Alghero un immobile che si trovava completamente in fase di abbandono, con degli spazi brulli, aver riversato l’intero finanziamento verso un progetto che avrebbe dovuto garantire pregio sia alla città che alla gestione e che in maniera incisiva avrebbe dovuto garantire livelli occupazionali stabili. A fronte di questo per via della Delibera Regionale 36/1 le lavorazioni di restauro venivano sgravate sia di un 15% spese generali che di un 10% utile di impresa, per il quale oggi la Soc. Orn-Est   indica quale soggetto inadempiente il Comune di Alghero”.

“Ancor oggi Villa Maria Pia – spiegano da Orn-Est – resta un incompiuta e un grave problema per il Comune di Alghero che ha disatteso ogni impegno sia con l’impresa che con la Regione. Nei mesi e negli anni non sono mancate note, richieste e tentativi di incontri, non ultime con il Sindaco odierno della Città di Alghero, il quale è stato informato fin dalla suo insediamento, ma ripetutamente non è stato possibile mettersi in contatto con lui, risultando, di fatto, non presente per quanto necessario su questa vicenda. Spiace ricordare che l’Amministrazione Comunale è una amministrazione che deve garantire l’incolumità dell’ente pubblico ma anche la salvaguardia delle aziende sane e solide che appartengono al proprio territorio. In questo specifico caso, si è voluto far finta di niente per anni, e oggi si ripropone la stessa vicenda nell’ideare il recupero dell’ex cotonificio di Via Marconi con un progetto di coinvolgimento pubblico-privato, pur sapendo di non essere all’altezza di poter gestire tali rapporti”. La speranza degli algheresi, a prescindere da responsabilità attuali o passate, è che quella struttura non ritorni ad essere un rudere e che diventi il primo di diversi strutture ricettive e di servizi che possano nascere a Maria Pia.

Nelle foto Villa Maria Pia e il direttore della struttura Marcello Meloni (Orn-Est)

S.I.

Degrado Predda Niedda, discarica

SASSARI – Sassari, Predda Niedda: zona industriale diventata poi negli anni zona commerciale della città, già sede di numerose attività e trafficato snodo di passaggio. A Predda Niedda, esiste un deposito a cielo aperto di materiale da risulta per asfalto e strade. “Questa storia ha dell’incredibile – afferma la portavoce in Consiglio comunale del Movimento Cinque Stelle Desirè Manca -. Stiamo parlando di una vera e propria collina a cielo aperto dislocata nelle vicinanze di un’azienda che prepara è distribuisce pasti mensa per i nostri bambini che frequentano scuole materne elementari e medie. Collina a cielo aperto le cui polveri potenzialmente volano nelle vicine attività commerciali, uffici, sugli orti. E la responsabilità? Non è certo di chi svolge la sua attività lavorativa nelle vicinanze, ovvio”.

E allora? “Ciò che è ancora più incredibile è che questa discarica a cielo aperto, più volte segnalata all’assessore all’Ambiente del Comune di Sassari, sembrerebbe godere di un’autorizzazione provvisoria concessa dall’Amministrazione comunale che dura oltre di 10 anni. Dieci anni di segnalazioni inascoltate e di polveri che, come detto, volano sulla città. Per questo abbiamo protocollato apposita interrogazione in Consiglio: perché con la salute delle persone non si scherza. Perché la salute per noi viene prima di qualsiasi cosa”.

Nella foto la discarica a Predda Niedda

S.I.

Posta a giorni alterni: Epi si oppone

ALGHERO – “Le Poste decidono di consegnare a giorni alterni la posta ordinaria, Energie PER l’Italia si oppone a questa decisione, si mettono a rischio diversi posti di lavoro. Se da un lato l’azienda rassicura con l’assunzione di 6000 dipendenti in Italia, dall’altra pende un esubero di 15000 persone con un saldo negativo di 9000 posti di lavoro. Questa decisione di consegnare a giorni alterni, ci pare il preludio al licenziamento. Non possiamo accettare passivamente, ci opponiamo con forza”. Cosi Alessio Paganini di Energie per l’Italia in merito all’ennesimo taglio dei servizi in Sardegna.

“Già testata con pessimi risultati nelle zone extra urbane, da un lato con un conseguente peggioramento del servizio e della sua capillarità per gli utenti e l’aumento spropositato dei carichi di lavoro per i portalettere e per tutto il personale del recapito dall’altro. I cittadini avranno un ritardo nelle consegne e si troveranno costretti ad utilizzare metodi di spedizione a pagamento, con un aggravio di costi per singolo utente”.

“Ora la consegna alternata viene estesa anche alle zone metropolitane. Chiediamo l’intervento di tutti prosegue Paganini, vogliamo che l’azienda Poste Italiane ritorni sui suoi passi e continui ad operare come sempre ha fatto, garantendo il servizio al cittadino e mantenendo immutata la forza lavoro”. Energie Per l’Italia lancia l’allarme: basta con la riduzione dei costi a discapito dei lavoratori e degli utenti, va bene incentivare la posta a pagamento ma per chi usa o può usare solo quella ordinaria, venga garantita la consegna giornaliera come è sempre stato”.

S.I.

Stop treno, interrogazione Lega

ROMA – “L’interruzione della linea ferroviaria Sassari-Alghero penalizza oltremodo i pendolari sardi costretti ad utilizzare corse sostitutive, con ripercussioni gravi per la circolazione stradale. A causa della mancata revisione delle tre travate metalliche, oltre che per il mancato adeguamento dei sistemi di sicurezza sul controllo centralizzato del traffico ferroviario l’Ufficio speciale trasporti a impianti fissi ha infatti deciso di sospendere la tratta. Una situazione che interessa quotidianamente più di 2000 cittadini pendolari, oggi costretti a ripiegare sulle corse sostitutive effettuate dagli autobus dell’Arst”. Lo dichiara il deputato e coordinatore regionale della Lega in Sardegna Eugenio Zoffili, firmatario dell’interrogazione

“Per questo abbiamo presentato un’interrogazione al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti visto anche che per la realizzazione dei lavori alle travate metalliche il Governo ha già stanziato circa 26 milioni di euro, che però non risultano ancora nella disponibilità dell’Arst, che ha programmato tali lavori per maggio 2019”. Dello stesso avviso anche il consigliere comunale leghista di Alghero Michele Pais. “Stiamo lavorando per risolvere un problema che coinvolge tanti pendolari della nostra città. La tratta ferroviaria Sassari-Alghero costituisce uno snodo fondamentale. Nostro obiettivo è trovare una soluzione che possa sbloccare i fondi previsti per ripristinare al più presto la linea”.

S.I.

Ufficiale: Pneumologia al Marino

ALGHERO – L’ATS Sardegna – ASSL Sassari comunica che è attivo presso l’ospedale Marino il servizio di pneumologia dedicato agli utenti del distretto di Alghero. Questo pomeriggio la ditta specializzata ha ultimato i lavori di adeguamento dei locali e ha completato il trasferimento dell’apparecchiatura elettromedicale necessaria all’erogazione del servizio. Per ulteriori informazioni è possibile contattare l’Ufficio relazioni con il pubblico (Urp) di Sassari al 079/2084490 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12.

Nella foto l’Ospedale Marino

S.I.

Ringhiere bastioni, lavori conclusi

ALGHERO – “Ultimati i lavori di completamento della messa in sicurezza definitiva del Lungomare storico di Alghero: ai restauri delle tre scalinate principali realizzati nei mesi scorsi in prossimità della Torre di San Giacomo e della Torre di Sulis, che hanno anche previsto l’installazione di apposite ringhiere, si sono aggiunti i lavori lungo le feritoie nel tratto dei Bastioni Pigafetta”. Cosi dall’amministrazione Bruno riguardo alcune azioni di manutenzione realizzate sui bastioni.

“Si tratta d’interventi realizzati in continuità con le opere di messa in sicurezza di tutti gli affacci a mare, cui ha dato impulso la Giunta comunale guidata dal sindaco Mario Bruno all’atto del suo insediamento per fronteggiare una situazione di evidente pericolo riscontrabile sul Lungomare. I lavori hanno previsto l’iniziale installazione di idonee ringhiere sui Bastioni Magellano e la completa sostituzione dei vecchi e obsoleti parapetti ricompresi tra la Torre di San Giacomo e Las Tronas con nuove ringhiere non scavalcabili, posizionate su basamento di trachite locale. Parallelamente è stato riqualificato il muro di contenimento del Lungomare Cristoforo Colombo, già in passato soggetto all’erosione del moto ondoso. Tutti interventi programmati dall’assessorato alle Opere pubbliche con l’interessamento della competente Soprintendenza ai Beni Architettonici. Un analogo progetto ha riguardato la messa in sicurezza degli affacci a mare della Città di Fondazione di Fertilia.

“Investire in sicurezza e prevenzione significa investire sul futuro della città e dei sui residenti. Sul lungomare storico della città si completa un intervento fortemente voluto ed atteso, che risolve un importante e annoso problema e contribuisce a rendere più decorosa e accogliente la città, conseguendo con successo uno dei più importanti obbiettivi posto ad inizio mandato, rendere Alghero più sicura, per chi la città la vive e la visita. E’ per questo che tra i primi interventi e finanziamenti deliberati, molti hanno riguardato la sicurezza negli immobili comunali come nelle scuole e nei luoghi pubblici” precisa il sindaco di Alghero, Mario Bruno.

Nella foto le ringhiere

S.I.

Caporetto dei cieli e Sogeaal isolata

CAGLIARI – “Un ritardo di un anno non è comprensibile ne accettabile dall’economia sarda. Sono rimasti in un cassetto 10 milioni che avrebbero potuto incrementare i flussi turistici verso la Sardegna. Ma questo ritardo blocca gli altri 30 milioni degli oltre 40 stanziati per lo stesso scopo gli anni dal 2017 al 2020. Un mare di denaro che avrebbe dovuto e potuto rivitalizzare l’economia della Sardegna che in questi ultimi 5 anni sta conoscendo periodi bui.” Così il consigliere regionale Marco Tedde commenta gli inammissibili ritardi del bando della destagionalizzazione pubblicato a settembre del 2017, che avrebbe dovuto portare turisti e aumentare la mobilità dei sardi tramite i tre aeroporti nei mesi finali del 2017 e fino ai primi mesi del 2018 attraverso varie forme di pubblicità e marketing.

“Siamo oramai alla fine del 2018 –sottolinea amaramente Tedde- ma siamo ancora in alto mare e in attesa della firma dei contratti con le compagnie aeree EasyJet, Iberia, Klm, Meridiana Fly, Volotea e Vueling che si sono aggiudicate le tratte. Nel frattempo l’aeroporto di Alghero ha perso anche i voli per Venezia, Madrid, Napoli e Barcellona. A queste perdite di voli e passeggeri occorre sommare il fatto che purtroppo sono andati deserti i bandi della destagionalizzazione dei lotti 13 e 15 che prevedevano la promozione con circa 1,2 milioni di euro dei collegamenti di Alghero con Amsterdam e Parigi.

“Una vera e propria “Caporetto dei cieli”, che non accenna ad invertire la rotta e -secondo Tedde- è potenziata dalle incertezze dei progetti della Sogeaal, che con l’avvento della nuova proprietà s’è completamente isolata dal territorio gettando nello sconforto il sistema delle imprese turistiche. Si sveglino Pigliaru e la Argiolas da questo lungo torpore. Ma smettano di stare alla finestra i sindaci di Sassari e Alghero che col loro silenzio compiacente, indotto da motivazioni che non comprendiamo, si sono resi complici di un progetto di desertificazione della Provincia di Sassari –chiude Tedde-.”

Nella foto il consigliere regionale Marco Tedde

S.I.