Acque reflue: Alghero prima di tutti

ALGHERO – Acque reflue per irrigare. Lo snodo su cui gira tutta la questione del depuratore di Alghero. La struttura ubicata nei terreni di San Marco, infatti, è nata ed ha ottenuto un finanziamento record proprio per finalità utili a sopperire all’atavica problematica della desertificazione dei terreni in Sardegna e nello specifico nella Nurra. Con questo obiettivo è stata pensato e creato il depuratore che poi negli anni, per diverse responsabilità, ha dimostrato di non essere stato utilizzato nel migliore dei modi.

Ma pensare di portare i reflui fuori dall’area per cui è stato pensato non ha senso o meglio l’europa richiederebbe probabilmente indietro i soldi. Le acque, prese in consegna da Abbanoa, devono finire, in accordo con gli enti preposti, nei terreni agricoli. E questa medesima funzione dei sistemi di depurazione è stata presentata ieri a Cagliari. Il depuratore di Is Arenas verrà utilizzato per irrigare i parchi. Acque reflue che, grazie alla trasformazione, diventano una sorta di «tesoretto». Un risparmio per le casse comunali di circa 400mila euro all’anno. Il maxi-piano consentirà di riciclare circa 800 mila metri cubi all’anno per irrigare oltre 123 ettari di giardini e parchi della città: il Colle di San Michele, il Parco di Monte Claro, il Parco Cipla, l’area Cep, il Parco di Terramaini, il Parco di Monte Urpinu, l’area compresa tra lo stadio e il Lazzaretto a Sant’Elia e l’ippodromo.

E puntuale sulla notizia arriva il commento dell’ex-sindaco e attuale consigliere regionale di Forza Italia Marco Tedde. “Alghero è partita da alcuni anni. Ma rischia di arrivare ultima per l’incapacità e per la mancanza di schiena dritta nei confronti di Abbanoa di chi amministra”. Resta in primo piano, infatti, la polemica sul corretto funzionamento della struttura di San Marco e più in generale sul sistema di depurazione della Riviera del Corallo con la devastante (per l’industria turistica, come visto in questi mesi) marea gialla e i continui divieti balneazione.

S.I.

Domenica ecco Assaporando Baratz

ALGHERO – Domenica 27 Settembre dalle ore 9.30 all’interno del SIC Lago di Baratz si terrà la prima edizione di “Assaporando Baratz”, una manifestazione organizzata dall’associazione Santa Maria Regina e dalla Diomedea Escursioni con il patrocinio del comune di Sassari, con l’intento di porre in risalto questo  gioiello naturale della Nurra.

Tante le attività sportive che si potranno fare come lo yoga o il taiji, le prove di arrampicata e ovviamente le escursioni sia tradizionali che in fuoristrada e tanto altro. Inoltre sarà presente il soccorso alpino che mostrerà delle esercitazioni con l’ausilio dei cani da salvamento e tutti potranno godere della visione della biodiversità di Baratz attraverso un filmato audiovisivo prodotto dal naturalista fotografo Marco Colombo. Tutto questo sarà accompagnato dalla presenza di stand che esporranno prodotti tipici delle aziende del territorio e artigianato sardo.

Ulivi in pericolo: mozione unitaria

ALGHERO – Il fenomeno del parassita che sta devastando le coltivazioni degli ulivi in Puglia rischia di allargarsi fuori di confini regionali con conseguenze disastrose in termini ambientali ed economici. Il Consiglio Comunale ha votato all’unanimità la mozione presentata dalla lista Per Alghero, primo firmatario Mario Nonne, con la quale si chiede al Sindaco e alla Giunta di attivare una serie di interventi specifici atti a tutelare il patrimonio ambientale e agricolo. Mario Bruno ha già interessato del problema il Presidente della Regione Francesco Pigliaru il 17 Agosto scorso, chiedendo massima attenzione nei confronti del grave problema che potrebbe coinvolgere anche la Sardegna ed evidenziando la “necessità di intensificare di un Piano d’azione di contrasto al fenomeno, di concerto con l’Assessorato regionale all’Agricoltura e con le agenzie agricole, e favorire insieme a Regione e enti competenti misure di monitoraggio in tutto il sistema portuale ed aeroportuale sardo al fine di impedire l’introduzione e la diffusione di organismi nocivi e contagiosi.

Solo attraverso un rigoroso piano di controlli, e sfruttando l’importante vantaggio competitivo (almeno in questo caso) del suo essere “isola”, la Sardegna potrá creare le condizioni per rimanere indenne, salvaguardando un patrimonio dal valore inestimabile sotto il profilo produttivo, economico ed ambientale”. Richiesta dettata dalla preoccupazione che si vive ad Alghero e soprattutto tra i numerosi operatori del settore olivicolo per il possibile arrivo del parassita che sta mettendo in ginocchio l’economia agricola in Puglia, che sembra sia già presente in Corsica e che rischia di allargarsi con conseguenze disastrose in termini ambientali ed economici. “Alghero ha circa 1.270 ettari di superficie olivicola e produzioni di alta qualità, che si inserisce nell’olivicoltura biologica grazie sia ad imprenditori agricoli privati che a cooperative” spiega il documento approvato dall’Assemblea Civica. Oggi la coltura è presente nel 75% delle aziende agrarie algheresi e occupa il 17% della superficie utilizzata.

Considerato che l’ingresso del batterio in Sardegna potrebbe essere facilitato dagli scambi commerciali tra operatori sardi e pugliesi nel settore dei prodotti e dei materiali vivaistici, e che le piante ospiti della Xylella fastidios possono essere di oltre 150 specie, tra cui coltivazioni di importante interesse agricolo, ambientale e paesaggistico presenti in Sardegna, La xylella fastidios è quindi l’organismo nocivo più pericoloso tra quelli a rischio di introduzione nel prossimo futuro “e tale preoccupazione – segnalano i consiglieri della lista Per Alghero nel documento – risulta particolarmente fondata e reale”.

Corallo, Bruno: Tedde fuori strada

ALGHERO – “La possibilità d’indicare l’origine dei prodotti non agricoli non è ancora legge in Europa e la strada per il suo riconoscimento sarà certamente lunga. Le proposte di Cicu e Tedde nulla hanno a che vedere col marchio, che mira esclusivamente alla riconoscibilità del prodotto fatto con corallo autentico, per difenderlo dalle troppe ingannevoli imitazioni”. Lo sottolinea il sindaco di Alghero Mario Bruno, impegnato con l’assessorato allo Sviluppo Economico guidato da Natacha Lampis in un percorso di tutela e valorizzazione concordato con i competenti uffici della Regione Sardegna e da Laore, e condiviso con gli artigiani e commercianti locali. Un’azione frutto di un lavoro spesso silenzioso, fatto di interlocuzioni, riflessioni e impegni tra gli stessi commercianti e le associazioni di categoria che  porterà alla predisposizione di uno specifico disciplinare e a un regolamento.

Il primo importante passo è stato già compiuto nei giorni scorsi con i commercianti locali impegnati a togliere dalle proprie vetrine prodotti non autentici. Una dichiarazione d’intenti condivisa a cui seguirà il tavolo tecnico dell’8 ottobre tra l’Amministrazione comunale, artigiani e commercianti del corallo, associazioni di categoria, referenti degli assessorati regionali all’Agricoltura e Pesca, quelli del Turismo, Artigianato e Commercio,  Laore, Parco Regionale di Porto Conte e Area Marina Protetta per proseguire nel progetto che rafforza la Riviera del Corallo.

Nella foto il sindaco Mario Bruno
S.I.

Corallo, Tedde: conta solo l’Europa

ALGHERO  – “In Europa si apre la strada della tutela delle indicazioni geografiche non agricole, che ancora non sono tutelate da una disciplina uniformata a livello europeo.” – Così il Vice Capogruppo di Forza Italia in Consiglio Regionale Marco Tedde che interviene sottolineando l’importanza dei traguardi raggiunti in tema di certificazione di prodotti non alimentari. – “Se finalmente l’UE deciderà di estendere il marchio Igp ai prodotti non agricoli, gli artigiani e i produttori sardi beneficeranno di questa azione politica alla quale su mia sollecitazione lavora da qualche tempo l’europarlamentare Salvatore Cicu col mio sostegno tecnico. La Sardegna sarà tra le regioni che più beneficeranno di questa svolta, con vantaggi che si estenderanno ai nostri artigiani e ai nostri produttori. Il corallo di Alghero, – prosegue l’esponete azzurro – le lame di Pattada, il marmo di orosei, il granito, il sughero  e tutte le eccellenze isolane avranno la possibilità di ottenere la medesima protezione dei prodotti agricoli.”

“Questo è il percorso nel quale le amministrazioni comunali, gli artigiani e i commercianti di corallo algheresi, di coltelli pattadesi, di produttori di marmo, granito, sughero si potranno inserire per tutelare le nostre eccellenze non alimentari: l’indicazione geografica protetta (IGP) per i prodotti manifatturieri europei.  Ieri la commissione UE ha approvato all’unanimità il rapporto della socialista francese Virginie Rozière, che dovrebbe passare al voto in plenaria il 6 ottobre. Nel caso in cui l’Europarlamento adottasse la risoluzione, toccherà poi alla Commissione europea decidere se presentare una proposta legislativa in merito o meno Altre iniziative di facciata, come quelle  messe in campo da qualche Amministrazione locale a tutela delle proprie specificità non alimentari sono errate, ingannevoli per i produttori e a nulla servono. La regione ed i Comuni – conclude l’ex Sindaco di Alghero – non hanno competenza alcuna in tema di marchio di qualità che oggi è una certificazione di prodotto (DOP, IGP, IGT, DOCG e DOC) riconosciuta solo agli alimenti dalla Comunità Europea.”

Nella foto Locci, Zedda e Tedde consiglieri regionali di Forza Italia in aula

S.I.

Cassonetti stracolmi? Sciopero delle tasse a Fertilia

ALGHERO – Una scelta rivoluzionaria che potrebbe anche fare “giurisprudenza”. Oggi è comparso su facebook il commento di un cittadino algherese, nel caso specifico di Fertilia, che avanza una sorta di “disobbedienza civile” o meglio “sciopero delle tasse” mai visto all’ombra della Torre di Sulis luogo non certo noto per la presenza diffusa di persone dal cuor di leone. Ma questa volta c’è chi ha voluto sfidare le Istituzioni, niente di sovversivo, chiariamo subito, ma qualcosa che in una terra di ignavi e paraculi, è già un tanto, tantissimo.

Siamo nel campo dell’igiene urbana. Il settore che vede infragersi i sogni di tutte le ultime amministrazioni e l’attuale non fa eccezione. Abbiamo già detto che questa è la peggior estate mai vissuta da Alghero, mai cosi sporca. Ed è cosi che ci troviamo davanti all’azione del cittadino giuliano che stufo del mancato servizio di raccolta o comunque delle sue lacune, in quanto amministratore di condomi, dice che non pagherà più il tributo al Comune se, come testimoniano giornalmente da alcune foto, l’immondizia non verrà portata via dei contenitori posizionati fuori dalle abitazioni.

In totale 35.000 euro che i condomini pagano ogni anno al Comune di Alghero per i rifiuti. Ma gli effetti, come si vede anche nella foto, sono inesistenti. Il servizio non c’è, i cassonetti e cestini non vengono svuotati, la sporcizia cresce e cosi la puzza. Uno scenario senza scampo che condanna il decoro della città. Dal centro alla periferia la musica non cambia: rogna, rogna e ancora rogna. Eppure avevano detto: faremo subito il nuovo appalto (è passato più di un anno), l’ambiente al primo posto (figuriamoci gli altri settori), Alghero avrà un’eccezionale cura del verde e decoro (criticando le scelta sui parchi dell’era Tedde). Ecco, bravi, aspettavamo proprio a voi per ridurre Alghero ad una latrina.

 

M.N.

 

Estate 2015: Alghero città più zozza. Delogu smonta Bruno

ALGHERO  – Estate 2015, la peggior stagione per Alghero in materia di igiene urbana. Anche se si cerca di nascondere sotto il tappeto la sporcizia, cittadini e turisti non hanno il prosciutto davanti agli occhi e assistono ogni giorno ad una città sommersa dall’immondizia. Un bel risultato per un’amministrazione, quella attuale, che aveva messa al primo punto l’Ambiente a la qualità della vità dei propri residenti. Se non fosse un dramma, ci sarebbe da ridere. Ogni giorno da più parti del territorio giungono segnalazioni sull’indecente condizione del servizio di raccolta dei rifiuti. Ma la “macchina comunicativa”, tra giornalai distratti, media compiacenti e caldo agostano, riesce quasi sempre a tenere nell’oblio tale vergogna. Ma nell’era dei social network e della diffusa possibilità di poter esprimere la proprio opinione, blog compresi, è difficile mettere la museruola a tutti. Questo senza dimenticare che stiamo parlando di coloro che si sono vantati per anni di essere i difensori della libertà di stampa, trasparenza, condivisione, partecipazione. Proprio come i casi, emblematici, di “Res Publica” e delle linee guida del Puc temi sui quali torneremo più avanti. Oggi restiamo sulla medaglia conquistata sul campo dall’amministrazione: Alghero città più zozza dell’estate 2015. In particolare è evidente la condizione del porto: totalmente sporco, senza servizi anche primari, montagne di immondizia, assenza di decoro e ancora altro, insomma una bella fotografia per un luogo solitamente curato, sistemato e quasi d’élite. Il tema è scoppiato in queste ore e sono intervenuti alcuni esponenti politici dopo che l’assessore regionale Erriu aveva chiaramente detto all’Unione Sarda che la responsabilità è del Comune di Alghero, salvo poi rimangiarsi le sue stesse parole. Roba da ricovero coatto, ma nel frattempo è stata diffusa la nota del coordinatore cittadino di Forza Italia Andrea Delogu.

“Come sempre i nodi vengono al pettine. Il Sindaco Bruno -scrive Delogu ci aveva fatto credere che il ritiro e lo smaltimento degli ammassi di rifiuti che hanno trasformato il porto di Alghero in una discarica a cielo aperto fosse di competenza della Regione. Il solito stantio esercizio di scaricabarile. Oggi l’Assessore regionale al demanio Erriu smentisce clamorosamente Bruno e correttamente afferma che la competenza in tema di pulizia del porto dai rifiuti è di competenza del Comune che dal 2014 incassa la TARI da parte dei concessionari di aree e specchi acquei. La solita presa in giro dell'”affabulatore” Bruno nei confronti degli algheresi. Piuttosto dannosa, visto che le disastrose condizioni del porto hanno minato l’immagine di Alghero”.

“E’ evidente -continua Delogu – che Bruno deve immediatamente riconsiderare la gestione del servizio d’igiene urbana. Un servizio i cui problemi cerca di attribuire alla responsabilità di precedenti amministrazioni. Mentre, invece, finge di dimenticare che l’attuale Assessore con delega ai rifiuti urbani Cacciotto negli anni 2012-2013, durante la precedente amministrazione Lubrano, sindaco voluto e sostenuto da Bruno, era Presidente della Commissione Igiene Urbana e quotidianamente, per alleviare le pene di una stagione disastrosa in tema di igiene urbana, raccontava agli algheresi che il nuovo bando era pronto. Sono trascorsi inutilmente tre anni e gli algheresi ed i turisti dal 2012 hanno dovuto assistere ad una triste escalation di situazioni igieniche indecorose nella cinta urbana e in tutto il territorio cittadino. E’ vero che il servizio di raccolta di rifiuti è sempre stato una spina nel fianco delle amministrazioni algheresi. Ma mai avevamo visto tante discariche a cielo aperto e cassonetti nauseabondi che sono stati il leit motiv delle ultime 4 estati algheresi”.

“Auspichiamo – chiude Delogu – uno scatto di reni nella gestione del servizio, con la chiusura in tempo reale della procedura della nuova gara, il ripristino della squadra dei controllori della società che gestisce il servizio e di un efficace nucleo di vigilanza ambientale della polizia municipale. Più controlli in tema di igiene urbana e meno posti di blocco negli incroci aiuterebbero a migliorare la qualità del servizio. E, da parte di Bruno, ci attendiamo le scuse ai cittadini algheresi per averli presi in giro e alla Regione per averle addossato responsabilità che erano e sono in capo al Comune”.

M.N.