“Grotta Verde, atti e uscite sconfessano la difesa del Parco: grave danno per il territorio”

ALGHERO – «Sulla mancata apertura della Grotta Verde nel weekend di Pasqua emergono elementi oggettivi che non coincidono con le ricostruzioni fornite in queste ore dalla maggioranza». Lo dichiarano i partiti del Centrodestra, intervenendo sulla vicenda.

«A settembre dello scorso anno il Presidente del Parco annunciava sulla stampa una riapertura già a fine marzo e il 26 febbraio il Parco stesso ha trasmesso agli istituti scolastici algheresi una nota per programmare visite didattiche a partire dal 1° aprile. Si tratta di atti e comunicazioni ufficiali».

«Chi oggi sostiene versioni differenti deve chiarire immediatamente. È evidente che questi elementi sconfessano la linea difensiva ma priva di elementi certi della maggioranza».

Il centrodestra ribadisce: «La tutela ambientale è un valore imprescindibile, che nessuno mette in discussione e che non deve essere utilizzato come clava nei confronti della programmazione turistica o della destagionalizzazione, né può essere richiamata a posteriori per giustificare la mancata programmazione. Per questo servono trasparenza, serietà e coerenza nelle decisioni».

E proprio sul turismo che Fratelli d’Italia, Forza Italia, UdC-Patto per Alghero e Lega pongono l’accento: «La chiusura della Grotta Verde in un momento importante come il weekend della Pasqua ha comportato la perdita di flussi turistici e di incassi significativi, con ricadute su tutto il sistema locale, anche a dispetto dell’ottimo lavoro quotidiano fatto dai nostri operatori privati».

«Non si può parlare di allungamento della stagione turistica se, nei primi momenti chiave, gli attrattori principali restano chiusi. La destagionalizzazione si costruisce con programmazione e servizi, non con annunci disattesi».

Infine la censura sulla gestione complessiva: «Questa vicenda si inserisce in un quadro più ampio di ritardi e criticità che stanno caratterizzando tutta l’azione dell’amministrazione Cacciotto unitamente alla manifestata e reiterata insofferenza della maggioranza nei confronti delle forze di opposizione, che svolgono il loro dovere e esercitano le loro prerogative nell’interesse della città. Tutto questo non è più accettabile. Alghero ha bisogno di risposte serie e di una gestione all’altezza» concludono i partiti di centrodestra algherese.

Fratelli d’Italia

Forza Italia

UdC – Patto per Alghero

Lega

Clima, Sardegna sempre più rovente: caldo record a Giugno scorso

CAGLIARI – Il Rapporto Meteo e Clima 2025 del Dipartimento Meteoclimatico di ARPAS conferma con chiarezza un cambiamento ormai strutturale del clima in Sardegna, con temperature stabilmente sopra la media climatica 1981–2010, precipitazioni sempre più irregolari e un aumento del livello del mare. Non cambia solo il valore medio dei fenomeni, ma la loro dinamica. Il clima si manifesta oggi con caldo più prolungato, piogge concentrate e una maggiore intensità degli eventi meteorologici. L’analisi, basata su serie storiche di lungo periodo, sui dati della Rete Unica Regionale di Monitoraggio Ambientale e della Rete Fiduciaria di Protezione Civile, consente di leggere il 2025 come parte di una traiettoria climatica ormai definita, caratterizzata da una crescente instabilità del sistema. I dati completi saranno disponibili a partire da venerdì 10 aprile alle ore 9 sul portale ARPAS.

Temperature: in Sardegna un riscaldamento strutturale

Nel 2025 le temperature restano stabilmente sopra la media climatica 1981–2010, con un’anomalia di +1,3 °C per le massime e +0,8 °C per le minime. Il dato più significativo riguarda il mese di giugno, con un’anomalia di +4,1 °C, che rappresenta uno degli scostamenti più rilevanti registrati negli ultimi anni. Le serie storiche confermano un’evoluzione ormai evidente. Dopo una fase sotto media tra gli anni ’60 e ’70 e un primo superamento nei primi anni 2000, dal 2022 si consolida una nuova fase caratterizzata da anomalie in crescita.

“I dati descrivono con chiarezza un cambiamento ormai strutturale del clima, che incide direttamente sugli equilibri ambientali, economici e sociali del nostro territorio. Non siamo più di fronte a fenomeni episodici, ma a una trasformazione profonda e duratura. Per questo la Regione ha già avviato una fase operativa attraverso la Strategia Regionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, rafforzando il coordinamento interassessoriale e integrando l’adattamento nella pianificazione e negli investimenti- sottolinea Rosanna Laconi, assessora della Difesa dell’Ambiente”.

Il caldo si fa persistente: meno picchi, più durata

Nel corso dell’anno aumentano le giornate estive, cioè i giorni in cui la temperatura supera i 30 °C, che nelle aree interne dell’isola superano ormai le cento all’anno. Lungo le coste si conferma anche un numero molto elevato di notti tropicali, con temperature che non scendono sotto i 20 °C e che in alcune aree superano le cento notti annue. A emergere non è solo la frequenza, ma soprattutto la durata del caldo. L’indice di calore evidenzia una permanenza più lunga in condizioni di disagio termico, segnalando un caldo sempre meno episodico e sempre più persistente. Il rischio climatico si sposta così dai picchi alla continuità delle condizioni di caldo, con effetti diretti sulla salute, sulle attività economiche e sulla qualità della vita.

Precipitazioni: irregolarità e squilibri territoriali

Il bilancio annuale delle precipitazioni resta complessivamente vicino alla media climatica, ma il dato medio non restituisce la reale dinamica osservata. Le piogge si distribuiscono in modo sempre più irregolare nel tempo e nello spazio. Nei mesi invernali e all’inizio della primavera si registrano accumuli anche superiori alla norma, con eventi intensi, come quello tra il 17 e il 19 gennaio 2025, quando in alcune aree si sono registrati oltre 336 mm di pioggia in sole 72 ore. Il confronto tra il 2024 e il 2025 evidenzia un elemento di particolare rilievo: una vera e propria inversione della distribuzione territoriale delle precipitazioni. Nel primo trimestre del 2024 le piogge si erano concentrate prevalentemente nei settori occidentali dell’isola, con cumulati spesso superiori alla media climatica, mentre i versanti orientali e meridionali avevano registrato condizioni diffusamente deficitarie, con scarti locali fino al 75% rispetto ai valori tipici.

Nel primo trimestre del 2025 il quadro si ribalta. Le precipitazioni risultano prevalenti nei settori orientali, con accumuli superiori alla media soprattutto nei mesi di gennaio e febbraio e valori localmente fino a due volte la norma, mentre i settori occidentali evidenziano deficit significativi. In particolare, nel Nord-Ovest il solo mese di febbraio 2025 registra precipitazioni inferiori fino al 75% rispetto ai valori climatologici.

A queste dinamiche si alternano fasi di marcata carenza idrica. Maggio e giugno 2025 risultano particolarmente siccitosi, con precipitazioni ridotte fino a un quarto della media climatica su gran parte dell’isola. Il quadro che emerge è quello di una disomogeneità territoriale e temporale, nella quale si alternano rapidamente aree in surplus e aree in deficit, con un’inversione anche marcata da un anno all’altro. Una dinamica che incide direttamente sull’equilibrio del sistema idrico e sulla gestione del territorio. “Il punto non è più quanto piove, ma quando e dove. Questa irregolarità mette sotto pressione il sistema idrico e la gestione del territorio e richiede risposte pubbliche più integrate e capaci di adattamento – dice ancora la Laconi”.

Eventi estremi: fenomeni più intensi e concentrati

Il 2025 è stato segnato da fenomeni meteorologici di forte intensità. Tra giugno e luglio si sono registrate ondate di calore con temperature fino a 43 °C, mentre il 6 agosto a Chiaramonti è stato rilevato un indice di calore pari a 43,9. Nel corso dell’anno sono state osservate 20 trombe marine, una delle quali ha interessato il Poetto di Cagliari, oltre a episodi di grandine di grande dimensione, con chicchi fino a 6 cm di diametro. Questi eventi si inseriscono in un contesto atmosferico sempre più caldo e instabile, nel quale i fenomeni di precipitazione intensa e le onde di calore tendono a essere sempre più frequenti, aumentando il rischio di alluvioni e il pericolo incendi boschivi.

Neve: una risorsa in riduzione

Nel corso dell’inverno 2024–2025 si registrano circa 25 giorni di copertura nevosa, in linea con una tendenza alla riduzione osservata nell’ultimo decennio. L’aumento delle temperature determina un innalzamento della quota dello zero termico e una progressiva riduzione dell’accumulo nevoso, ormai limitato alle aree più elevate. È un fenomeno che incide direttamente sulla disponibilità idrica e sugli equilibri degli ecosistemi montani.

Livello del mare: in crescita lungo le coste della Sardegna

Il livello del mare lungo le coste della Sardegna registra un’anomalia di circa +27 cm rispetto al livello medio del mare di riferimento nazionale (Genova), con un aumento di circa 8 cm negli ultimi 25 anni. Il dato conferma una tendenza chiara e progressiva, con effetti concreti sulle aree costiere, sulle infrastrutture e sugli ecosistemi.

Dall’analisi all’azione

Il Rapporto ARPAS 2025 restituisce l’immagine di un sistema climatico già in trasformazione.

Il cambiamento climatico non è più una prospettiva futura, ma una condizione già in atto che richiede un’azione pubblica strutturata, continuativa e integrata.

Il Rapporto Meteo e Clima 2025 sarà disponibile da venerdì 10 aprile alle ore 09.00 su: http://sardegnaambiente.it/arpas/

“Il caso della direzione del Parco: vecchio percorso e nuovo concorso, chiediamo trasparenza”

ALGHERO – “L’Associazione Punta Giglio Libera. Ridiamo Vita al Parco, impegnata nella tutela e valorizzazione del patrimonio ambientale, ritiene doveroso portare all’attenzione pubblica alcune considerazioni in merito alla procedura di selezione per la nomina del Direttore dell’Azienda Speciale Parco di Porto Conte. Dall’analisi degli atti amministrativi emerge una procedura di nomina che attraversa quasi un decennio e che oggi riapre il tema della trasparenza nella gestione degli incarichi pubblici. È quanto emerge dall’analisi degli atti relativi alla direzione dell’Azienda Speciale Parco di Porto Conte, uno degli enti più rilevanti per la tutela ambientale nel territorio. Nel 2016, a seguito di un concorso pubblico, il Direttore del Parco viene nominato con un incarico della durata di tre anni. Una scelta in linea con il contesto amministrativo dell’epoca, legato alla scadenza degli organi politici locali. Nel 2018 interviene però una modifica significativa: la durata dell’incarico viene estesa di ulteriori due anni, portandola complessivamente a cinque. La decisione è motivata con una diversa interpretazione dello Statuto dell’Ente, secondo cui gli organi dovrebbero avere una durata coincidente con quella del Consiglio comunale. Si tratta tuttavia di una lettura non univoca. Altri orientamenti interpretativi, infatti, sembrano riconoscere una maggiore flessibilità nella durata degli incarichi dirigenziali, rendendo la modifica del 2018 oggetto di possibili dubbi sul piano giuridico. Nel 2020, l’incarico viene ulteriormente prorogato per altri cinque anni, portando la permanenza complessiva nella posizione fino al 2026. Nel complesso, quindi, la stessa figura ha ricoperto il ruolo per circa dieci anni consecutivi, a partire da un incarico inizialmente previsto per tre anni. Oggi è stata avviata una nuova selezione pubblica per la nomina del Direttore. Il bando prevede un incarico di cinque anni e si inserisce in continuità con la ricostruzione amministrativa precedente. Accanto a questo percorso, emergono alcuni elementi della procedura attuale che sollevano interrogativi sul piano della trasparenza. La selezione viene qualificata come non assimilabile a un concorso pubblico, pur prevedendo una valutazione comparativa dei candidati. Inoltre, è prevista una limitazione dell’accesso al colloquio ai soli primi cinque classificati nella valutazione dei titoli, e i criteri di valutazione risultano solo in parte predeterminati, lasciando margini di definizione successiva alla Commissione. Il bando prevede inoltre la possibilità per l’Ente di non dare seguito alla procedura anche in presenza di candidati ritenuti idonei, sulla base di valutazioni discrezionali. Elementi che, pur rientrando nelle facoltà organizzative dell’amministrazione, pongono questioni rispetto ai principi di trasparenza, imparzialità e massima partecipazione. Il quadro appare ancora più significativo se confrontato con procedure analoghe adottate da altri enti gestori di aree protette. Nel caso del Parco Naturale Regionale Molentargius-Saline, ad esempio, la selezione è stata strutturata con criteri più definiti: punteggi predeterminati, soglie oggettive per l’accesso al colloquio e formazione di una graduatoria finale chiara. Due modelli diversi, dunque, che evidenziano approcci differenti nella gestione delle selezioni per incarichi pubblici di rilievo, in particolare per quel che riguarda la necessità di garantire la massima oggettività dei criteri di selezione Alla luce di questa ricostruzione, si pone una questione più ampia: quale livello di trasparenza e apertura debba essere garantito nelle procedure di nomina per ruoli chiave nella gestione dei beni ambientali. Non si tratta di mettere in discussione persone o competenze, ma di riflettere su un percorso amministrativo che riguarda un bene collettivo e che, proprio per questo, richiede la massima chiarezza. La qualità della governance delle aree protette passa anche da qui. Alla luce di quanto esposto, l’Associazione Punta Giglio Libera. Ridiamo Vita al Parco ritiene necessario: promuovere la massima trasparenza sugli atti e sulle motivazioni delle scelte amministrative adottate nel tempo; garantire piena accessibilità alla documentazione relativa alla procedura in corso; favorire un confronto pubblico sulla corretta applicazione dei principi di imparzialità, concorrenza e buon andamento nell’ambito delle nomine pubbliche. Le istituzioni competenti vogliano fornire i necessari chiarimenti e contribuire a un confronto aperto e costruttivo. Siamo convinti che la tutela dell’ambiente non possa prescindere dalla qualità e dalla credibilità delle istituzioni che lo amministrano. Per questo riteniamo che chiarezza, trasparenza e partecipazione rappresentino condizioni essenziali per rafforzare la fiducia dei cittadini e la legittimazione delle scelte pubbliche. L’Associazione, nell’ambito delle proprie finalità statutarie, provvederà inoltre a trasmettere formale segnalazione alla Commissione giudicatrice, affinché la procedura si svolga nel pieno rispetto dei principi di imparzialità, trasparenza e concorrenza”.

Associazione Punta Giglio Libera. Ridiamo Vita al Parco

“Grotta Verde, verifiche in atto sulla colonia di chirotteri: apertura a maggio”

ALGHERO – “Sono in corso in queste settimane, come prevede il protocollo di monitoraggio messo a punto dal Parco naturale regionale di Porto Conte, le attività di osservazione dello stato di letargia invernale della colonia di chirotteri presente all’interno della Grotta Verde. Si tratta di un importante ricognizione funzionale alla riapertura al pubblico dell’importante cavità carsica resa accessibile per la prima volta proprio lo scorso anno. Com’è noto, la Grotta Verde ha tutta una serie di connotati ambientali che non consentono al momento una sua fruizione nel periodo tardo autunnale e invernale. L’apertura, per la prima volta al pubblico  dello scorso anno, a partire da luglio e terminata il 31 ottobre, ha consentito l’avvio di un percorso di fruizione sperimentale, nel corso del quale è stato possibile acquisire tutta una serie di dati fisici e di monitoraggio faunistico nel periodo invernale funzionali ad analizzare gli impatti e modulare sempre meglio l’accessibilità compatibile con i valori ambientali. Le basse temperature, inoltre, di questo primo avvio di primavera hanno fatto tardare leggermente il risveglio delle colonie di pipistrelli. Pertanto, l’ ipotesi di una eventuale apertura anticipata ad aprile, difficilmente, potrà concretizzarsi anche se i monitoraggi proseguiranno. Vale la pena infine, segnalare che il Parco di Porto Conte è partner insieme al Cnr  di un progetto denominato “Cavestour” a valere su fondi Interreg che tra le varie attività ha proprio l’obbiettivo di costruire un modello di gestione sostenibile  delle grotte di grande rilievo sotto il profilo della attrattività turistica. Un utile strumento che servirà a programmare sempre meglio la fruizione tenendo sempre fermi i presupposti della compatibilità ambientale”

Azienda Speciale Parco di Porto Conte

“Grotta Verde chiusa, grave danno per Alghero e Parco”

«Nonostante un meteo favorevole, con la chiusura della Grotta Verde nel weekend di Pasqua e Pasquetta, l’amministrazione Cacciotto certifica la sua incapacità nel gestire uno degli attrattori più importanti del territorio». Così Alessandro Cocco, capogruppo di Fratelli d’Italia, interviene sulla mancata apertura del sito durante il weekend di avvio della stagione turistica.

«Parliamo di un danno economico da decine di migliaia di euro di mancato incasso per l’ente Parco. Risorse che oggi vengono perse, con un danno economico diretto per l’intero sistema turistico locale». Cocco richiama il tema della programmazione: «Non siamo davanti a un imprevisto, ma alle conseguenze di una gestione insufficiente targata campo largo. Non si può arrivare a Pasqua con un attrattore chiuso per mancanza di atti che dovevano essere programmati per tempo».

Nel mirino il sindaco: «Chiediamo al sindaco Cacciotto di spiegare come sia possibile che uno dei siti più strategici del Parco, che abbiamo restituito alla città con grande impegno, ora resti chiuso proprio nel primo grande banco di prova della stagione».

Durissimo l’affondo contro la maggioranza: «Si parla di destagionalizzazione, ma così si vanificano gli sforzi degli operatori turistici privati: se gli attrattori restano chiusi nei periodi chiave, il resto è solo uno slogan. Oltre il danno, con decine di migliaia di euro persi per la chiusura, l’Amministrazione Cacciotto prepara la beffa con uno stanziamento di 100mila euro per il Parco, ovviamente a spese dei contribuenti – conclude Cocco – Ora serve subito un cambio di passo, perché così si danneggia la città e si sprecano i soldi dei contribuenti».

 

“Rifiuti, 800mila euro di attrezzature pagate e ferme, esplode il caso”

ALGHERO – Il gruppo consiliare di Forza Italia denuncia con forza una situazione grave e incomprensibile nella gestione del servizio di igiene urbana ad Alghero. Lo scorso anno sono state consegnate attrezzature strategiche per il miglioramento e la modernizzazione della raccolta differenziata: un investimento di circa 800 mila euro, finanziato nell’ambito del PNRR con risorse del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica guidato dal Ministro Gilberto Pichetto Fratin, inizialmente pari a un milione di euro. Parliamo di strumenti fondamentali per il passaggio alla tariffazione puntuale e per l’introduzione di sistemi automatizzati. Fra i quali: una stazione informatica di base, un cancello informatizzato con accesso controllato, 66 ecoisole informatizzate, due isole ecologiche meccanizzate itineranti scarrabili con sei postazioni, due distributori automatici di buste e 14 cestini smart con compattatore integrato. Ebbene, a distanza di mesi dalla consegna, queste attrezzature risultano ancora inutilizzate. Non solo: abbiamo notizia che le due isole ecologiche meccanizzate siano state addirittura abbandonate dietro la scuola di Sant’Anna, esposte al degrado e al rischio concreto di deterioramento. Si tratta di un atteggiamento che non può essere tollerato. È indecifrabile e inaccettabile che un investimento così rilevante, pensato per cambiare il volto della raccolta differenziata ad Alghero, sia oggi completamente fermo. Non si gestiscono così i beni pubblici. Non si trattano così le risorse dei cittadini. Non si può lasciare inutilizzato un sistema che avrebbe dovuto migliorare l’efficienza del servizio, incentivare comportamenti virtuosi e ridurre la produzione di rifiuti. Forza Italia chiede immediatamente di conoscere le ragioni del mancato utilizzo delle attrezzature, di sapere quali siano le responsabilità di questo ritardo, un cronoprogramma certo e verificabile per l’entrata in funzione di tutti i sistemi acquistati e verifiche puntuali sullo stato di conservazione dei beni. È altresì indispensabile tutelare i denari pubblici: per questo riteniamo necessario che sulla vicenda intervenga la Procura della Corte dei Conti al fine di verificare la sussistenza di eventuali profili di danno erariale e di attribuire le responsabilità a coloro che, nell’amministrazione, hanno tenuto un atteggiamento negligente e non conforme ai doveri del pubblico amministratore. Alghero merita un servizio moderno, efficiente e all’altezza delle sfide ambientali. Questa occasione non può essere sprecata” lo hanno dichiarato Marco Tedde, Giovanna Caria, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini del Gruppo consiliare di Forza Italia – Alghero

“Posidonia, lavori a San Giovanni: nessun problema per l’arenile”

ALGHERO – “Il forte vento di questi giorni, motivo per il quale la Protezione Civile ha diramato l’allerta fino alla serata di oggi, 26 marzo, per condizioni meteo avverse con venti da Nord Ovest fino a burrasca sulle coste, sta colpendo con forte intensità il litorale.  Non viene risparmiata la spiaggia di San Giovanni, colpita dalle raffiche di maestrale. Si tratta di condizioni avverse tuttavia non nuove nella costa algherese, motivo per il quale si verifica sistematicamente il trasporto della sabbia nella parte retrostante la battigia, dove la gran parte viene frenata dalle strutture di contenimento in legno, fino ai marciapiedi di via Lido e fino alla sede stradale. L’Amministrazione  comunale  assicura che la situazione non ha nulla a che vedere con la pulizia delle spiagge, che inizierà dopo il 1 aprile come previsto dalla normativa vigente né con la movimentazione della posidonia”, cosi l’Amministrazione Cacciotto riguardo alcune segnalazioni di questi giorni giunte in particolare dal presidente della commissione ambiente Mulas e da alcuni cittadini tramite social.

“Le operazioni in corso a San Giovanni, nell’ambito dell’appalto di pulizia degli arenili, sono finalizzate alla preparazione dei cumuli per l’asporto che, come detto, può essere effettuato solo a partire dal 1 aprile.  Da domani, o comunque dall’attenuazione del vento, gli uffici del settore ambiente precederanno alle operazioni di recupero della sabbia, secondo una modalità consolidata negli anni. Le porzioni rimaste sui marciapiedi di via Lido verranno riposte nell’arenile, mentre quelle arrivate sull’asfalto saranno riposte in grossi sacchi per essere sottoposte a caratterizzazione, così come prevede la norma per analizzare l’eventuale presenza di idrocarburi, prima di riporre il bene sulla spiaggia. Tutto ciò al fine di fare chiarezza e smentire alcune ipotesi e illazioni diffuse oggi che mettono in relazione la movimentazione dei cumuli con la disperazione della sabbia”.

“Spiagge, interventi troppo impattanti e Commissione snobbata”: Mulas censura Selva

ALGHERO – “È indubbio che la spiaggia rappresenti una risorsa fondamentale per il territorio, sia dal punto di vista economico che ambientale, e proprio per questo va tutelata con la massima attenzione. La spiaggia è un bene comune, patrimonio di tutti i cittadini, e ogni intervento va discusso e comunicato alla cittadinanza, agli operatori e alle imprese con la massima trasparenza e condivisione”, in qualità di Presidente della Commissione consiliare Ambiente, Christian Mulas, interviene pubblicamente sulle operazioni di “pulizia” in corso presso il litorale cittadino in vista dell’imminente stagione turistica.
“Le modalità operative attualmente adottate sollevano forti discussioni: l’utilizzo di mezzi pesanti, inclusi trattori che operano direttamente in acqua, devono essere spiegati e giustificati.  È legittimo che ci sia in discussione sulle modalità e sulle conseguenze di queste operazioni ed è doveroso che i rappresentanti della massima assemblea rappresentativa della città, i consiglieri comunali, e in particolare la commissione competente, venga coinvolta  rispettato a scelte così importanti.
Invece ancora una volta la Commissione Ambiente non è stata coinvolta in scelte così rilevanti. Ritengo grave questa mancanza di condivisione istituzionale, soprattutto su temi che richiedono competenza, confronto e visione strategica. Il lavoro di gestione e, in particolare, di movimentazione della posidonia avrebbe dovuto essere discusso e approfondito collegialmente”
“Per queste ragioni, annuncio la convocazione di una Commissione Ambiente dedicata, nella quale saranno coinvolte associazioni ambientaliste, esperti del settore, l’Università, gli operatori economici e i vari utilizzatori delle spiagge, al fine di discutere le soluzioni messe in atto anche al fine di valutare ogni possibile alternativa meno impattante e più consona per l’equilibrio costiero e la fruibilità dell’arenile.
È mio dovere rappresentare le numerose preoccupazioni espresse dai cittadini, che stanno assistendo con crescente inquietudine a interventi percepiti come eccessivamente invasivi, al fine di spiegarne le modalità in modo trasparente. L’obiettivo non può essere quello di perseguire soluzioni semplici e immediate, ma di adottare le migliori pratiche disponibili, basate su evidenze scientifiche e su un approccio sostenibile”.
“L’assessore all’ambiente, avrebbe dovuto promuovere queste attività di comunicazione e confronto, ha la responsabilità di operare scelte consapevoli e lungimiranti. Mi auguro che, a partire da questa segnalazione, si apra finalmente un confronto serio e costruttivo nell’interesse della tutela e della fruibilità del nostro patrimonio naturale. Continuerò a vigilare affinché la gestione delle nostre spiagge avvenga nel rispetto dell’ambiente delle esigenze economiche e della trasparenza amministrativa e del ruolo delle istituzioni.”, chiude il comunicato stampa il Presidente della commissione consiliare Ambiente Christian Mulas.

“Alghero, potature e verde: è necessario avere maggiore attenzione”

ALGHERO – “Intervengo come Presidente della Commissione Ambiente per esprimere una riflessione che vuole essere costruttiva e propositiva, nell’interesse della città e del suo patrimonio verde.
Gli interventi sul verde pubblico di Alghero in atto in questi giorni suscitano più di una domanda. A fronte di centinaia di aiuole prive di alberature diffuse in tutta la città, di aree che necessitano riqualificazione e di spartitraffico spesso trascurati, appare difficile comprendere come la priorità possa essere rappresentata dal taglio di piante già esistenti. È quanto accaduto, ad esempio, agli oleandri arborei di Via Cagliari, agli olmi di piazzetta Pasqual Gall e agli arbusti ornamentali dello spartitraffico di via Giovanni XXIII.
In una città a forte vocazione turistica, che deve necessariamente adattarsi alle sfide poste dai cambiamenti climatici, il verde urbano rappresenta una risorsa strategica, non solo in termini di decoro ma soprattutto come strumento fondamentale per contrastare l’isola di calore urbano, fenomeno destinato ad intensificarsi nei prossimi anni.
A ciò si aggiunge un ulteriore elemento di riflessione: gli interventi sono stati realizzati nel mese di marzo, periodo particolarmente delicato per il ciclo vegetativo delle piante e per la fauna ad esse connessa. Si tratta infatti di una fase generalmente sconsigliata per operazioni impattanti come abbattimenti e potature drastiche afferma
È possibile che tali interventi rispondano a esigenze tecniche specifiche, come la sostituzione di esemplari pericolanti o la gestione di specie problematiche. Tuttavia, da quanto emerge anche dalla documentazione disponibile, non sempre risultano evidenti condizioni tali da giustificare interventi così incisivi. Questo contribuisce a generare nella cittadinanza una percezione di frammentarietà e mancanza di una visione complessiva.
Il punto centrale non è quindi muovere critiche, ma stimolare una maggiore attenzione e una pianificazione più chiara e condivisa. Alghero deve ambire a gestire il proprio verde come una vera infrastruttura urbana: un sistema organico, pianificato e capace di coniugare sicurezza, sostenibilità ambientale e qualità della vita.
In quest’ottica, gli interventi sul verde avrebbero maggiore senso se inseriti all’interno di un Piano del Verde strutturato, ponderato e partecipato, che definisca obiettivi di medio e lungo periodo e orienti in modo coerente le azioni sul territorio.
In attesa di questo strumento, che auspichiamo possa essere avviato quanto prima dagli assessorati competenti, si propone anche un cambio di prospettiva: non “tagliare”, ma “prendersi cura”. Non concentrare le risorse prevalentemente sull’eliminazione del verde, ma sulla sua valorizzazione e sul miglioramento complessivo degli spazi urbani.
Molte aiuole cittadine versano oggi in stato di abbandono e sono diventate micro discariche; lo stesso vale per aree di grande valore come la pineta e la zona di Cuguttu-Maria Pia, dove il problema dei rifiuti è ormai evidente. Intervenire in queste realtà, restituendole alla fruizione di cittadini e turisti, rappresenterebbe un segnale concreto di attenzione e cura.
Le azioni che la comunità si attende vanno in questa direzione: più qualità, più visione, più rispetto per il patrimonio verde. Le piante non sono un elemento accessorio del paesaggio urbano, ma una componente essenziale della nostra città, da tutelare, valorizzare e gestire con responsabilità e competenza”.
Christian Mulas, presidente della commissione Ambiente
Nella foto le alberate totalmente “rase al suolo” di via Sassari, zona Scalo Tarantiello

Miglioramento degli ambienti lagunari, incontro al Parco

ALGHERO – E’ previsto per venerdì prossimo 20 marzo, con inizio alle ore 10 presso la sala conferenza di Casa Gioiosa a Tramariglio, un incontro illustrativo su “L’esperienza della risospensione del sedimento superficiale come buona pratica di miglioramento della qualità degli ambienti lagunari eutrofici”. Si tratta di un vero e proprio report sull’attività sperimentale iniziata nella laguna del Calich, anche in collaborazione con ARPAS, nell’ambito del progetto denominato Ricrea “Rete per la capitalizzazione di Retralags”, di cui è capofila Comune di Alghero e che ha avuto lo scopo di proseguire il lavoro di un altro progetto finanziato con fondi Interreg con il quale è stato sottoscritto il primo contratto di laguna dell’area umida del Calich. Un documento di governance attiva tra soggetti pubblici e privati che hanno come comune obbiettivo il miglioramento della qualità ambientale del compendio lagunare e le prospettive di sviluppo ecosostenibile dell’intero bacino imbrifero del Calich. La conferenza avrà in particolare l’obbiettivo di descrivere l’impostazione sperimentale e gli obiettivi posti attraverso un’attività di disturbo del sedimento superficiale in una ristretta area della laguna del Calich. Com’è noto gli ambienti lagunari, essendo il collettore finale verso mare di un sistema territoriale più o meno esteso e complesso sotto vari profili, in particolare quello produttivo antropico, diventano depositari di apporti di nutrienti che ne comportano l’eutrofizzazione delle acque e una serie pesanti criticità.

Attraverso l’innovativa metodica della risospensione del sedimento superficiale ad elevato carico organico si mira a ridurre le conseguenze della eutrofizzazione, che consistono essenzialmente nell’accumulo di depositi organici nel fondo lagunare. Gli obiettivi sono: calmierare la proliferazione algale e tutti i fenomeni successivi connessi, quali la riduzione di ossigeno (ipossia e anossia). Il sistema sperimentale, se entrerà in regime, non rappresenta, certamente, la soluzione di tutti i problemi del Calich, ma sicuramente contribuirà a ridurre le conseguenze di un problema che sicuramente va risolto a monte, eliminando le fonti di nutrienti (azoto e fosforo), sul quale il contratto di laguna e il progetto Ricrea di cui il Comune è capofila mirano ad affrontare per trovare possibili soluzioni risolutrici. All’incontro è stato invitato come relatore il dr. Mauro Lenzi, esperto della metodica della risospensione già praticata routinariamente nella laguna di Orbetello e nel lago di Burano, autore di oltre una decina di pubblicazioni scientifiche sull’argomento specifico.