Parcheggio di Punta Giglio, Mulas e il Parco chiedono se è tutto legittimo

ALGHERO – Dopo la segnalazione, tramite nota stampa, arriva anche l’interrogazione. La firma è sempre di Christian Mulas, presidente della commissione Ambiente, che chiede delucidazioni immediate sul neonato parcheggio alle pendici del compedio forestale di Punta Giglio. Area sempre al centro di polemiche, ma in maniera alternata.  Tale intervento vede anche la missiva del Parco di Porto Conte che col direttore Giulio Plastina chiede alla Forestale se vi siano irregolarità e se tutto quanto realizzato è a norma oppure no. Qualora non lo fosse, sono pronti a scattare i provvedimenti del caso. Certamente, anche questa vicenda, a prescindere da eventuali reponsabilità, evidenzia un diffuso lassismo nei vari interventi che si stanno realizzando nel territorio comunale di Alghero.

 

INTERROGAZIONE CONSILIARE  Realizzazione di una nuova area destinata a parcheggio in località Punta Giglio richiesta di chiarimenti su autorizzazioni, procedimento amministrativo, tutela ambientale e trasformazione di un’area precedentemente destinata a fascia tagliafuoco. Il sottoscritto Christian Mulas, Consigliere comunale e Presidente della Commissione consiliare Ambiente, Area Marina Protetta e Parco di Porto Conte, PREMESSO CHE nelle ultime ore sono state segnalate importanti trasformazioni di un’area situata in località Punta Giglio, con la realizzazione di un’ampia superficie apparentemente destinata a parcheggio; nell’area risultano essere stati realizzati o installati elementi propri di un’area di sosta, tra cui segnaletica stradale, illuminazione, delimitazioni e altre opere funzionali alla fruizione del parcheggio; sarebbero inoltre stati effettuati interventi di movimentazione del terreno, sistemazione dell’area, modifiche alla vegetazione e alla macchia mediterranea, spostamento di pesanti dissuasori in cemento e realizzazione o modifica di un accesso direttamente dalla viabilità esistente; tale trasformazione desta particolare attenzione in quanto l’area interessata sarebbe stata precedentemente individuata e utilizzata anche in relazione alla fascia tagliafuoco realizzata alle pendici del compendio forestale di Punta Giglio, intervento che aveva assunto anche una funzione di sicurezza antincendio e di riduzione della sosta incontrollata delle autovetture lungo la strada; appare pertanto necessario comprendere se la nuova sistemazione abbia interessato, modificato, ristretto o eliminato, anche solo parzialmente, la precedente fascia tagliafuoco, e quali siano oggi le condizioni della stessa e la sua effettiva funzionalità ai fini della prevenzione e sicurezza antincendio; ATTESO CHE: Punta Giglio non può essere considerata una zona franca. La questione non riguarda soltanto la realizzazione di un parcheggio, ma il modo in cui viene governato un territorio di straordinario valore ambientale e sottoposto a specifici vincoli di tutela. Se esiste un progetto regolarmente autorizzato, se sono stati acquisiti tutti i pareri e se tutte le procedure sono state rispettate, sarà sufficiente mettere gli atti a disposizione del Consiglio comunale e della cittadinanza. Ma se, al contrario, emergessero interventi realizzati senza i necessari titoli o senza il rispetto delle procedure previste, sarà necessario individuare con chiarezza chi ha autorizzato, chi ha eseguito e chi avrebbe dovuto controllare. La tutela dell’ambiente, la sicurezza antincendio e la trasparenza amministrativa non possono essere principi applicati a seconda delle circostanze. CONSIDERATO CHE il Comune di Alghero ha pubblicato un avviso pubblico per manifestazione di interesse finalizzato all’individuazione di aree da destinare a parcheggi a servizio del litorale, comprendendo, per quanto risulta, anche le zone di Fertilia e Porticciolo; desta particolare interesse verificare se l’area oggi trasformata in parcheggio a Punta Giglio sia ricompresa tra quelle oggetto della manifestazione di interesse e, in caso affermativo, quale sia stato l’iter seguito dall’Amministrazione per la sua individuazione e destinazione; la trasformazione di un’area naturale o precedentemente destinata ad altra funzione in un parcheggio di rilevanti dimensioni non può prescindere dalla verifica della compatibilità urbanistica, paesaggistica, ambientale, forestale e di sicurezza dell’intervento; Punta Giglio ricade in un contesto di particolare pregio naturalistico e ambientale e interessato da specifici regimi di tutela, compreso il sistema della Rete Natura 2000; proprio per la particolare sensibilità ambientale del sito, occorre verificare se gli interventi realizzati fossero soggetti a Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA) o ad altri procedimenti di valutazione, autorizzazione o nulla osta; appare altresì necessario verificare quale sia stato il ruolo del Parco di Porto Conte, dell’Area Marina Protetta e degli altri enti competenti nella fase preventiva rispetto alla realizzazione dell’intervento; è stato inoltre riferito della presenza sul posto del Corpo Forestale, che avrebbe effettuato rilievi e accertamenti, circostanza che, se confermata, rende ancora più importante conoscere l’esito degli eventuali controlli effettuati; RILEVATO CHE la realizzazione di un parcheggio di tali dimensioni, con opere accessorie, accessi, segnaletica e illuminazione, non appare riconducibile a una semplice attività di manutenzione ordinaria dell’area, rendendo necessario conoscere quale sia il titolo amministrativo e progettuale alla base delle opere realizzate; TUTTO CIÒ PREMESSO INTERROGA IL SINDACO E LA GIUNTA per sapere: se l’Amministrazione comunale fosse preventivamente a conoscenza della realizzazione del nuovo parcheggio in località Punta Giglio; chi abbia richiesto, proposto o autorizzato la trasformazione dell’area in parcheggio e quale soggetto ne sia l’attuale gestore o utilizzatore; se esista un progetto formalmente presentato relativo alla realizzazione del parcheggio e, in caso affermativo, di conoscere gli estremi del progetto, il soggetto proponente, la data di presentazione e gli uffici/enti che lo hanno esaminato; quale sia il titolo amministrativo, urbanistico, edilizio o altro titolo autorizzativo sulla base del quale sono state realizzate le opere; se siano state acquisite tutte le autorizzazioni, concessioni, nulla osta e pareri previsti dalla normativa vigente; se sia stata convocata una Conferenza di Servizi e, in caso affermativo: in quale data; da quale amministrazione; quali enti siano stati invitati; quali enti abbiano partecipato; quali determinazioni siano state assunte; se sia stata presentata o richiesta la Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA) e, qualora non fosse necessaria, sulla base di quale valutazione tecnica e normativa sia stata esclusa; se il Parco di Porto Conte sia stato preventivamente informato del progetto e coinvolto nel procedimento, e se abbia espresso pareri, autorizzazioni o nulla osta; se siano stati interessati, per quanto di competenza, Corpo Forestale, enti competenti in materia di prevenzione incendi, uffici paesaggistici e ambientali e quali siano stati gli eventuali pareri o prescrizioni espressi; se gli interventi abbiano interessato la precedente fascia tagliafuoco di Punta Giglio, modificandone superficie, larghezza, tracciato o funzionalità; in caso affermativo, chi abbia autorizzato la modifica o l’eliminazione, anche parziale, della fascia tagliafuoco e quali siano oggi le misure alternative adottate per garantire la sicurezza antincendio dell’area; se siano stati effettuati sbancamenti, movimenti di terra o interventi sulla vegetazione e sulla macchia mediterranea e, in caso affermativo, con quale autorizzazione; chi abbia autorizzato lo spostamento dei dissuasori in cemento precedentemente presenti nell’area; chi abbia autorizzato la realizzazione o modifica del nuovo accesso dalla strada e se siano state effettuate le necessarie verifiche sulla sicurezza della viabilità; chi abbia autorizzato e realizzato l’illuminazione e la segnaletica stradale installate nell’area; se l’area oggi destinata a parcheggio sia ricompresa nell’avviso pubblico per manifestazione di interesse relativo all’individuazione di aree destinate a parcheggi a servizio del litorale di Alghero, e quale sia stato l’esito della procedura relativamente a tale area; se esista un contratto, una convenzione, una concessione o altro accordo tra il Comune e il soggetto che utilizza o gestisce l’area; se siano stati effettuati sopralluoghi da parte degli uffici comunali prima, durante o dopo la realizzazione delle opere e quali risultanze siano emerse; se l’Amministrazione sia a conoscenza degli eventuali accertamenti effettuati dal Corpo Forestale e, qualora tali accertamenti siano stati trasmessi al Comune, quale sia il loro esito; infine, se il Sindaco e la Giunta intendano acquisire e rendere disponibili al Consiglio comunale tutti gli atti relativi alla realizzazione del parcheggio, comprese autorizzazioni, progetti, pareri, verbali della Conferenza di Servizi, eventuale documentazione VIncA, nulla osta del Parco e ogni altro atto amministrativo connesso alla trasformazione dell’area. SI CHIEDE INOLTRE che l’Amministrazione chiarisca come sia stato possibile passare, in un arco temporale estremamente breve, da un’area precedentemente interessata dalla funzione di fascia tagliafuoco a una superficie di parcheggio di rilevanti dimensioni, dotata di accessi, segnaletica e illuminazione, indicando con precisione tutti i passaggi amministrativi che hanno consentito tale trasformazione. Si chiede, infine, che la questione venga portata all’attenzione della Commissione consiliare Ambiente, e Parco di Porto Conte, affinché possano essere esaminati gli atti e ascoltati, per quanto di competenza, gli enti e i soggetti coinvolti nel procedimento. Christian Mulas Consigliere comunale e presidente della commissione Ambiente Presidente della Commissione consiliare Ambiente, Area Marina Protetta e Parco di Porto Conte.

“Altro che notti di qualità, spiagge trasformate in pattumiere”

Quando manca il rispetto, finisce tutto. Anche le feste». È la denuncia del presidente della Commissione consiliare Ambiente Christian Mulas, che questa mattina stigmatizza con fermezza le condizioni in cui sono state lasciate alcune delle spiagge di Alghero dopo i festeggiamenti di Ferragosto.
«Quello che ci siamo trovati davanti stamattina è una vergogna denuncia Mulas . Le nostre spiagge, che dovrebbero essere un patrimonio da custodire e rispettare, sono state trasformate da alcuni incivili in una discarica a cielo aperto. Rifiuti, sporcizia e materiali abbandonati ovunque: è un vero e proprio delitto contro la natura, contro la nostra città e contro tutti gli algheresi».
Particolarmente grave, sottolinea il presidente della Commissione Ambiente, la situazione riscontrata nella spiaggia di San Giovanni e nella pineta, dove sono stati lasciati rifiuti e sono stati arrecati danni agli spazi pubblici.
«È inaccettabile che dopo una giornata di festa siano gli operatori ecologici a dover intervenire per rimediare ai comportamenti di persone che evidentemente non hanno alcun rispetto per il bene comune. Questa mattina diversi operatori sono al lavoro per ripulire e sistemare i danni provocati da veri e propri maleducati che, dopo essersi divertiti sulle nostre spiagge, hanno pensato bene di lasciare dietro di sé una montagna di rifiuti».
Mulas rivolge quindi un appello alla cittadinanza e a tutti coloro che frequentano il litorale algherese: «Le spiagge non sono proprietà di qualcuno, sono di tutti. Rispettarle significa rispettare noi stessi, i nostri figli e il futuro della nostra città. Non possiamo accettare che il divertimento di pochi si trasformi nel disagio e nel lavoro degli altri».
«Ringrazio gli operatori ecologici che anche oggi, mentre molti stanno ancora trascorrendo la giornata di Ferragosto, sono impegnati a ripristinare il decoro delle nostre spiagge. Ma non possiamo continuare a pensare che la soluzione sia sempre e soltanto pulire ciò che altri sporcano. Serve più educazione, più senso civico e, dove necessario, maggiori controlli e sanzioni».
Il presidente conclude con un messaggio netto: «Alghero merita rispetto. Il mare, la pineta, le spiagge e l’ambiente non possono essere trattati come una discarica dopo una festa. Divertirsi è un diritto, sporcare e vandalizzare no. Quello che è successo dopo Ferragosto non deve diventare la normalità».

“Campi boe e non solo, la Politica richiede coerenza e soprattutto onestà intellettuale”

ALGHERO – “In questi giorni il dibattito politico cittadino è tornato a concentrarsi sul progetto dei campi boe dell’Area Marina Protetta e della Zona Speciale di Conservazione, accompagnato da alcune ricostruzioni che rischiano di alterare la realtà dei fatti.

Nella nostra qualità di ex componenti del Direttivo dell’Azienda Speciale Parco di Porto Conte riteniamo doveroso contribuire a riportare la discussione sui binari della correttezza storica e amministrativa, ricordando il percorso effettivo seguito dai progetti.

Il primo intervento, relativo alla realizzazione di 60 boe, nasce da una proposta avanzata dal Direttivo del Parco presieduto da Gavino Scala, durante la consiliatura guidata dal sindaco Mario Bruno. Quel progetto venne successivamente finanziato dalla Regione Sardegna nell’ambito del programma comunitario P.O. FESR Sardegna 2014-2020, attraverso l’Azione 6.5.1 collegata al Prioritized Action Framework.

Il secondo intervento, che prevedeva un ulteriore ampliamento del sistema degli ormeggi, è stato invece finanziato nel 2023 attraverso le risorse del PNRR.

È importante ricordare che entrambi i progetti sono stati inseriti negli strumenti di programmazione economico-finanziaria del Parco di Porto Conte e precisamente in tre bilanci previsionali e in due successive variazioni di bilancio. Gli atti sono stati sottoposti agli organi competenti e approvati nel corso degli anni attraverso i normali procedimenti amministrativi.

Dalla documentazione relativa alle sedute dell’Assemblea del Parco emerge che tali provvedimenti hanno ricevuto il voto favorevole della maggioranza allora alla guida dell’amministrazione e che non vi furono, salvo specifiche eccezioni negli ultimi anni e in prossimità delle elezioni comunali, significative prese di posizione contrarie da parte delle forze politiche presenti in Consiglio.

Per questo motivo sorprendono alcune prese di distanza successive e alcune ricostruzioni che sembrano attribuire ad altri responsabilità esclusive per scelte che, invece, sono state conosciute, discusse e accompagnate nel tempo da più amministrazioni e da diversi rappresentanti politici.

La politica richiede coerenza e soprattutto onestà intellettuale. Non c’è nulla di cui vergognarsi nell’aver sostenuto un progetto quando si riteneva che rappresentasse una scelta utile alla tutela ambientale e alla corretta gestione di un’area di grande pregio naturalistico. Allo stesso modo, non c’è nulla di cui vergognarsi nel ritenere oggi necessario un diverso equilibrio tra tutela ambientale, fruizione del territorio e salvaguardia delle attività economiche.

Ciò che non è condivisibile è cercare oggi di riscrivere la storia degli atti amministrativi o scaricare su altri decisioni che hanno seguito un percorso pubblico, trasparente e condiviso.

Il confronto politico è legittimo, così come è legittimo rivedere le proprie valutazioni. Ma il confronto deve partire dalla verità dei fatti e dal rispetto della documentazione amministrativa”

Raimondo Tillocca
Adriano Grossi
Pasqualina Bardino

“Campo Boe in Commissione: clima di grande collaborazione e intesa per il bene di tutti”

ALGHERO – Nella giornata di ieri, presso Villa Maria Pia, si è riunita la Commissione Consiliare Ambiente, Area Marina Protetta e Parco di Porto Conte, convocata dal presidente Christian Mulas, per affrontare il tema del progetto del campo boe e le prospettive di gestione condivisa dell’Area Marina Protetta.
Alla seduta hanno preso parte il vicesindaco e assessore Francesco Marinaro, il presidente del Parco di Porto Conte Emiliano Orrù, il direttore del Parco Giulio Maria Plastina, oltre ai commissari di maggioranza e opposizione e a una rappresentanza del Comitato “No al Campo Boe”.
Aprendo i lavori, il presidente Christian Mulas ha ricordato il percorso svolto dalla Commissione Ambiente negli ultimi sette anni, sottolineando come il lavoro sia sempre stato improntato alla collaborazione con il Parco di Porto Conte, con le associazioni e con tutti i soggetti coinvolti nelle politiche ambientali del territorio.
“Il lavoro della Commissione Ambiente parla da sé ha dichiaratoil presidenteMulas. In questi anni abbiamo sempre dato ascolto ai cittadini e affrontato con serietà tutte le questioni che riguardano l’ambiente e la tutela dell’ecosistema. Anche oggi il nostro obiettivo è quello di favorire un confronto propositivo e costruttivo, mettendo al centro il bene del territorio.”
Nel suo intervento introduttivo, il presidente ha evidenziato come il progetto del campo boe abbia suscitato un ampio dibattito, soprattutto per le modalità con cui è stato presentato e per la mancanza di un adeguato percorso di condivisione.
“Oggi abbiamo il dovere di lavorare uniti, maggioranza e opposizione, per capire come migliorare questa iniziativa, tutelando l’ambiente e, allo stesso tempo, gli interessi del territorio. Il compito della Commissione è quello di approfondire il progetto e individuare soluzioni capaci di conciliare la salvaguardia dell’ecosistema con le esigenze dei cittadini, degli operatori e di tutti i portatori di interesse.”
Il presidente Christian Mulas ha inoltre espresso un sentito ringraziamento a tutti i commissari, evidenziando il clima di responsabilità che ha caratterizzato il confronto.
“Desidero rivolgere un plauso a tutti i componenti della Commissione. Ciascuno, con il proprio contributo, ha partecipato a un dibattito serio e approfondito. Anche i commissari di opposizione hanno offerto un apporto importante e, pur attraverso un confronto acceso, si è riusciti a raggiungere un’intesa condivisa nell’interesse della comunità.”
“Nel corso della seduta sono stati affrontati e condivisi diversi punti operativi relativi alla gestione del progetto del campo boe. In particolare è stato illustrato che: sono state esaminate le attività attualmente in essere; è stata prevista la redistribuzione del poligono di Porto Conte; sarà aumentato il limite di vento per l’utilizzo delle boe, portandolo fino a 35 nodi;
verranno utilizzati cavi tarozzati per ampliare gli spazi destinati al libero ancoraggio;
al termine della stagione estiva si procederà alla rimodulazione dei campi boe attraverso un percorso condiviso con tutti i portatori di interesse; entro il mese di agosto sarà riconvocata la Commissione Ambiente per avviare la discussione sul disciplinare relativo alla stagione 2026.
La Commissione conferma così la volontà di proseguire il proprio lavoro nel segno del dialogo, della trasparenza e della partecipazione, con l’obiettivo di individuare soluzioni condivise che garantiscano la tutela dell’ambiente, la valorizzazione dell’Area Marina Protetta e lo sviluppo sostenibile del territorio”, cosi il presidente Mulas.

Usi Civici, l’allarme di Punta Giglio Libera: “Occorre fare chiarezza”

ALGHERO – “La deliberazione n. 61 approvata dal Consiglio comunale di Alghero viene presentata come una svolta storica nella gestione degli usi civici. L’Associazione Punta Giglio Libera – Ridiamo Vita al Parco ritiene invece che questa decisione meriti un approfondimento molto più rigoroso e un vero confronto pubblico. Dietro la parola “regolarizzazione” si nasconde una scelta che potrebbe modificare in modo permanente il regime di tutela di alcuni dei luoghi più rappresentativi della costa di Alghero. Per questo riteniamo indispensabile che la città conosca fino in fondo gli effetti della deliberazione n. 61. Tra le aree interessate figurano anche alcuni dei luoghi più rappresentativi del paesaggio costiero algherese: la spiaggetta dei Bastioni Cristoforo Colombo, l’Oglia, l’Uglietta e la storica scogliera del “Riservato”. Luoghi che appartengono alla memoria collettiva degli algheresi, dove intere generazioni hanno imparato a nuotare, trascorso le estati e costruito ricordi di famiglia. Non sono semplicemente particelle catastali: sono parte dell’identità della città. Il “Riservato” rappresenta oggi un esempio di come un luogo identitario possa trasformarsi profondamente nel tempo. La presenza di un’attività privata in concessione sul demanio marittimo ha modificato la percezione e le modalità di fruizione di quella storica scogliera. È allora inevitabile chiedersi quale futuro immaginiamo per luoghi come l’Oglia e l’Uglietta. Se il regime degli usi civici viene rimosso anche da queste aree, quale ulteriore garanzia resterà a tutela della loro destinazione collettiva? Chi può assicurare ai cittadini che domani non possano essere interessate da trasformazioni analoghe, compatibilmente con gli strumenti urbanistici e le eventuali autorizzazioni previste dalla legge? Gli usi civici non impediscono ogni intervento, ma rappresentano una tutela ulteriore dei beni comuni. Rinunciarvi significa rinunciare a una garanzia che il legislatore riconosce come strettamente connessa alla protezione dell’ambiente, del paesaggio e dell’interesse della collettività. Per questo motivo ci chiediamo se sia davvero nell’interesse della collettività eliminare il vincolo civico da aree costiere sottoposte a una fortissima pressione turistica, trasferendolo sulla Pineta di Maria Pia, un’area già interessata da molteplici forme di tutela ambientale e paesaggistica. Il Comune sostiene che tale scelta rappresenti una compensazione idonea. L’Associazione pone invece una domanda molto semplice: quale tutela aggiuntiva riceve la Pineta di Maria Pia rispetto a quella di cui già gode oggi? La Corte costituzionale, con la sentenza n. 178 del 2023, ha ribadito che gli usi civici non costituiscono un semplice retaggio del passato, ma rappresentano un istituto pienamente attuale, strettamente connesso alla tutela dell’ambiente, del paesaggio e dei beni comuni. Per questo motivo riteniamo che ogni trasferimento debba essere valutato con il massimo rigore, dimostrando in modo puntuale che il beneficio pubblico perseguito sia realmente equivalente alla tutela che si intende rimuovere e che l’interesse della collettività risulti effettivamente incrementato. Se il trasferimento non determina un effettivo incremento della tutela ambientale, ma comporta la perdita del regime civico su beni costieri di straordinario valore pubblico, è doveroso interrogarsi sull’effettiva equivalenza dell’operazione. Vi è inoltre un aspetto che merita particolare attenzione. Nel Piano di Valorizzazione del 2021 il Comune qualificava diverse particelle come occupate da terzi senza titolo valido e richiamava l’obbligo previsto dall’art. 22 della L.R. n. 12/1994 di promuovere le azioni di recupero dei terreni comunali gravati da uso civico abusivamente occupati. Nello stesso documento, tuttavia, per molte di quelle aree veniva già prospettato il futuro trasferimento del diritto di uso civico. Per questo chiediamo all’Amministrazione di chiarire pubblicamente: • quali azioni di recupero siano state concretamente avviate tra il 2021 e il 2026; • perché, per ciascuna particella interessata, si sia ritenuto di privilegiare il trasferimento del diritto di uso civico rispetto alle azioni di recupero previste dalla legge; • quali valutazioni abbiano portato a individuare la Pineta di Maria Pia come area di compensazione, escludendo altre aree pubbliche di grande valore naturalistico. L’Associazione ritiene che sarebbe stato più coerente valutare il trasferimento dei diritti di uso civico sulle aree pubbliche di Punta Giglio. Si tratta di beni che, allo stato attuale, risultano ancora suscettibili di alienazione nell’ambito della programmazione patrimoniale comunale. L’apposizione del regime degli usi civici ne avrebbe invece rafforzato la tutela, attribuendo loro il carattere di beni collettivi inalienabili e destinati permanentemente all’interesse della comunità. Questa vicenda non riguarda soltanto aspetti catastali o amministrativi. Riguarda il futuro della costa di Alghero, dei suoi beni comuni e della possibilità per le generazioni future di continuare a considerarli un patrimonio collettivo. Per queste ragioni l’Associazione elaborerà un dossier tecnico-giuridico sulla deliberazione n. 61 e valuterà la presentazione di osservazioni alla Regione Sardegna nell’ambito del procedimento di autorizzazione al trasferimento dei diritti di uso civico. Gli usi civici non appartengono all’Amministrazione comunale, né a una maggioranza politica. Appartengono alla comunità di Alghero e rappresentano una delle più antiche forme di tutela dei beni comuni. Prima di modificarne il regime, la città ha il diritto di conoscere, discutere e comprendere fino in fondo le conseguenze di questa scelta. La tutela dei beni comuni non può essere considerata un ostacolo allo sviluppo. È la condizione che garantisce che lo sviluppo rimanga nell’interesse della collettività. Gli usi civici rappresentano una delle più antiche e moderne forme di protezione del patrimonio pubblico: modificarne il regime significa assumere una responsabilità verso le generazioni future. Per questo chiediamo che ogni scelta sia accompagnata dalla massima trasparenza, da un confronto pubblico e da un istruttoria che dimostri, senza margini di dubbio, il reale beneficio per la comunità di Alghero”.

Associazione Punta Giglio Libera – Ridiamo Vita al Parco

Campo Boe, il Tar conferma la correttezza del percorso del Parco di Porto Conte

ALGHERO – Prosegue il percorso di sviluppo del sistema dei campi boe dell’Area Marina Protetta “Capo Caccia – Isola Piana”. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha infatti rilasciato il nulla osta alle prime modifiche del Disciplinare di gestione, frutto del confronto sviluppato nelle ultime settimane con le associazioni dei diportisti, gli operatori del settore e tutti i portatori di interesse. Le modifiche approvate recepiscono alcune delle osservazioni emerse durante il percorso di ascolto avviato dal Parco e riguardano, in particolare, il reinserimento del poligono destinato al libero ancoraggio all’interno della baia di Porto Conte, nei pressi del Moletto Finanza, e la revisione delle condizioni meteo marine previste per l’utilizzo delle boe, con la correzione di un limite tecnico relativo all’intensità del vento che risultava eccessivamente restrittivo. Un risultato ottenuto grazie anche alla proficua collaborazione con la struttura tecnica del MASE, avviata sin dal mese di maggio dal nuovo direttore, dott. Giulio Plastina. Parallelamente, davanti al Tribunale Amministrativo Regionale, in relazione al ricorso, con annessa richiesta di sospensiva, presentato da alcune attività commerciali contro il Disciplinare Attuativo – Anno 2026 del DM Ministero Ambiente 2002 – Istitutivo dell’Area Marina Protetta , alla Camera di Consiglio di oggi 29 luglio, la istanza di sospensiva è stata riunita al merito fissato per l’Udienza Pubblica del 20 gennaio 2027 (considerate anche le recenti sopraggiunte modifiche): pertanto, almeno fino a quella data, il Disciplinare Attuativo 2026 continua ad essere pienamente efficace ed a trovare applicazione. Con l’occasione deve ribadirsi come il metodo adottato dall’Ente per la predisposizione ed approvazione del Disciplinare 2026 e delle sue recenti modifiche, sia fondato sul dialogo con le categorie economiche e sulla ricerca di un equilibrio tra la tutela dell’ambiente e le esigenze di chi opera quotidianamente all’interno dell’Area Marina Protetta. Una collaborazione evidenziata anche in questi giorni da numerose imprese che operano in Area Protetta, che hanno manifestato la loro totale fiducia nell’operato dell’Azienda Speciale. Il Parco sottolinea inoltre come il nuovo Disciplinare 2026 non abbia comportato alcuna limitazione alle attività economiche autorizzate: Tutti gli operatori commerciali che hanno presentato richiesta sono stati autorizzati a svolgere la propria attività anche per la stagione in corso e, per diverse categorie, risultano ancora disponibili spazi rispetto ai contingenti massimi previsti. Un elemento che dimostra come il sistema sia stato costruito per garantire contemporaneamente la salvaguardia degli ecosistemi marini e la piena operatività delle imprese. Prosegue intanto a pieno regime la gestione del sistema attraverso l’App dedicata alle prenotazioni, che superata la fase di test, sta registrando un’adesione superiore alle aspettative con più di 600 prenotazioni. A supporto degli utenti è stato inoltre attivato un servizio di assistenza e informazione direttamente in mare, operativo quotidianamente nelle ore centrali della giornata, che fornisce indicazioni, supporto nelle prenotazioni e assistenza sull’utilizzo degli ormeggi. Attività affiancata anche da uscite di tecnici interni alla Amp che proprio in questi giorni stanno provvedendo ad opere di piccola manutenzione sulle vecchie boe di Punta del Dentul. Col completamento a maggio scorso del percorso avviato nel 2019 con il finanziamento regionale PAF e successivamente ampliato con il progetto finanziato nel 2023 con fondi PNRR, il Parco è in grado, già in questo primo anno di operatività, di proseguire il percorso di ascolto con operatori autorizzati, associazioni dei diportisti e tutti i portatori di interesse, con l’obiettivo di affinare ulteriormente il sistema. Cala per cala, insieme agli Enti competenti, saranno valutate tutte le possibili migliorie nella distribuzione delle boe e nell’organizzazione degli spazi destinati sia all’ormeggio sia al libero ancoraggio, sempre nel pieno rispetto delle praterie di Posidonia oceanica. Tra gli ulteriori interventi previsti ed in fase di condivisione con la Capitaneria, l’installazione di cavi carrozzati nelle aree più a ridosso della costa. Si tratta di una soluzione innovativa che consentirà alle imbarcazioni di ormeggiare esclusivamente su fondali sabbiosi privi di Posidonia oceanica, contribuendo così alla salvaguardia degli habitat marini. L’intervento permetterà inoltre di incrementare la sicurezza della balneazione e, previa autorizzazione degli Enti competenti, di avvicinare gli ormeggi alla costa rispetto agli attuali limiti di 200 metri, migliorando la fruibilità delle spiagge senza compromettere gli equilibri ambientali. Il giudizio amministrativo sul Disciplinare dell’Amp proseguirà nel mese di ottobre con l’udienza di merito. In quella sede il Parco illustrerà le ragioni che, nel corso degli ultimi otto anni e attraverso il lavoro dei diversi Consigli Direttivi, hanno portato alla costruzione di un sistema di regole progressivamente evoluto, capace di coniugare conservazione del patrimonio naturale, sicurezza della navigazione e sviluppo delle attività economiche. «Dopo la odierna udienza del TAR e pur in attesa della sentenza definitiva, deve ribadirsi la correttezza del percorso intrapreso – dichiara il presidente Emiliano Orrù –. Abbiamo sempre lavorato con un obiettivo preciso: proteggere un patrimonio naturale straordinario senza penalizzare chi da quel patrimonio trae il proprio lavoro. Lo dimostra il fatto che tutti gli operatori che hanno presentato domanda sono stati autorizzati a operare e che, in diverse categorie, sono ancora disponibili spazi rispetto ai limiti previsti dal Disciplinare. Le modifiche approvate dal Ministero dimostrano inoltre che il sistema è dinamico e può essere migliorato attraverso il confronto. Continueremo ad ascoltare operatori, diportisti, associazioni e istituzioni perché crediamo che il dialogo sia la strada giusta per rendere questo progetto sempre più efficace. L’Area Marina Protetta è un patrimonio di tutti. Non può diventare terreno di contrapposizione politica. La tutela dell’ambiente è un valore condiviso e il progetto dei campi boe è il risultato di un percorso costruito nel tempo, al quale hanno contribuito, con sensibilità diverse, tutti i Consigli Direttivi del Parco e tutte le amministrazioni che si sono succedute. Oggi è il momento di abbassare i toni, guardare avanti e continuare a collaborare. Solo lavorando insieme potremo migliorare ulteriormente questo sistema e consegnare alle future generazioni un’Area Marina Protetta sempre più tutelata, fruibile e capace di creare sviluppo sostenibile per tutto il territorio»

“Crisi della plastica e caos rifiuti, la Regione non ha una governance adeguata”

CAGLIARI – “La sospensione del conferimento degli imballaggi in plastica nell’impianto SO.MA. Ricicla non è un evento imprevedibile, ma la conseguenza di un sistema regionale dei rifiuti ancora privo di una governance adeguata”. Lo dichiara Gianluca Langiu, segretario regionale della Fit Cisl, commentando la richiesta di intervento urgente rivolta dall’assessora regionale dell’Ambiente, Rosanna Laconi, al Governo e al sistema consortile nazionale e ricordando che “il sindacato ha denunciato questa criticità fin dal mese di maggio, ma senza ottenere alcuna attenzione dall’assessorato”. Per Langiu “l’intervento del Governo è necessario, soprattutto considerando le penalizzazioni legate all’insularità, ma non può far passare in secondo piano le responsabilità politiche e amministrative della Regione. Il rallentamento dei ritiri della plastica è soltanto la manifestazione più evidente di un problema strutturale che riguarda l’intero ciclo dei rifiuti e che richiede programmazione, impianti adeguati e una regia pubblica regionale”. Secondo il segretario regionale la frammentazione del sistema è evidente anche nelle diverse modalità di raccolta applicate nei 377 Comuni sardi. Durante la stagione estiva, inoltre, l’aumento della popolazione e dei conferimenti determina maggior carico di lavoro per gli operatori, spesso senza un adeguato rafforzamento degli organici e dei servizi. “La Sardegna ha raggiunto una percentuale di raccolta differenziata superiore al 76 per cento grazie all’impegno dei cittadini e al lavoro quotidiano degli addetti all’igiene ambientale. Questo risultato – sottolinea Langiu – non può essere compromesso dalla mancanza di una strategia regionale e da interventi adottati soltanto quando gli impianti sono ormai prossimi alla saturazione. Non si può continuare a compensare con il sacrificio dei lavoratori le inefficienze organizzative e i ritardi della politica. E’ indispensabile attuare la normativa nazionale sugli Ambiti territoriali ottimali, superando l’attuale frammentazione. Gli ATO permetterebbero di uniformare i servizi, programmare gli impianti sulla base delle reali esigenze dei territori, definire standard omogenei e garantire maggiori tutele occupazionali e contrattuali, attraverso l’applicazione del CCNL dei Servizi ambientali e delle clausole sociali in tutti gli affidamenti”. In chiusura, la Fit Cisl sollecita ancora una volta la Regione a convocare un tavolo permanente con l’ANCI, gli enti territoriali, i gestori degli impianti e le Organizzazioni sindacali. “La crisi della plastica deve essere affrontata con urgenza, ma deve anche segnare la fine della politica delle soluzioni tampone. Servono responsabilità, programmazione e una riforma strutturale del sistema regionale dei rifiuti, perché il costo dei ritardi non può essere scaricato ancora una volta sui lavoratori, sui Comuni, sui cittadini e sul sistema turistico della Sardegna”.

Rifiuti, incontri in Commissione

L’obiettivo è offrire un servizio più moderno, più accessibile e più sostenibile, in grado di migliorare la qualità della vita dei cittadini e di contribuire alla tutela dell’ambiente. Su queste basi continua l’interlocuzione con l’azienda appaltatrice del servizio di igiene urbana e i rappresentanti di Cgil e Cisl, nell’ambito della procedura di raffreddamento avviata dai sindacati. Nel solco del precedente vertice del 8 luglio scorso, il confronto si è tenuto nel più ampio spirito costruttivo che si manifesta di pari passo con la soluzione delle problematiche al centro all’attenzione. Presenti il Sindaco Raimondo Cacciotto e l’Assessore all’Ambiente Raniero Selva, con i rappresentanti dell’azienda che gestisce il servizio di igiene urbana e i rappresentanti di Cgil e Cisl, l’incontro è servito per fare il punto sulla procedura in corso. Molte delle situazioni segnalate sono state già risolte, alcune vedono la soluzione vicina, altre iniziative prendono forma. Oltre all’avvio del cronoprogramma delle attività che accompagneranno cittadini, amministratori di condominio e rappresentanti del territorio verso l’entrata in vigore del nuovo sistema, prevista per il 26 ottobre 2026, si stanno attuando soluzioni anche sul fronte della lotta all’abusivismo e al degrado. Dai prossimi giorni infatti saranno attivate diverse delle telecamere previste per monitorare le zone sensibili nelle quali si possono verificare depositi incontrollati dei rifiuti. Le foto trappole avranno il compito di dissuadere da comportamenti incivili che caratterizzano la condotta di alcuni. In via di chiusura il censimento delle utenze domestiche presenti nei condomini con oltre otto utenze, attività propedeutica all’organizzazione del nuovo servizio, si guarda ora alla fase di comunicazione con i cittadini per il passaggio al nuovo corso del servizio. L’Amministrazione ha ringraziato le organizzazioni sindacali per l’approccio collaborativo, sottolineando come il dialogo rappresenti lo strumento fondamentale per migliorare le condizioni di lavoro degli operatori e garantire un servizio di igiene urbana sempre più efficiente Parallelamente prenderà il via un ciclo di incontri pubblici, promosso dall’Amministrazione comunale e dalla V Commissione consiliare presieduta dal Consigliere Mulas, per illustrare le novità e raccogliere osservazioni e indicazioni dai diversi interlocutori del territorio. Il primo appuntamento è in programma martedì 28 luglio alle ore 17.30, presso il salone della borgata di Guardia Grande, con i rappresentanti delle borgate di Maristella, Corea, Guardia Grande, Santa Maria La Palma, Sa Segada, Arenosu, Tanca Farrà e Nurra. Il giorno successivo, mercoledì 29 luglio alle ore 17.30, presso la sede dei Consorzi delle Strade Vicinali in via Costa, l’incontro sarà dedicato ai referenti dei consorzi delle strade vicinali, coinvolgendo le realtà di Salondra, Sant’Anna Poglina, Carrabuffas, Scala Mala, Ungias, Punta Moro, La Ruchetta, Vessus Evangeletz, Calabona-Argentiera, Figuruja, San Quirico, Brionis, La Pussetta, La Scaletta-Monte Sisini, Las Covas-La Speranza, Montagnese, Lus Covas, Fangal Malai e Poneddu Puntet. Giovedì 30 luglio alle ore 17.30, presso la sala della Parrocchia del Rosario in via XX Settembre, sarà invece la volta degli amministratori dei condomini della città

“Il vero danno all’immagine della città non è denunciare un problema, ma fingere che non esista”

ALGHERO – “Le dichiarazioni dei consiglieri di maggioranza, che parlano addirittura di «terrorismo mediatico», confermano l’imbarazzo di un’amministrazione che, anziché affrontare i problemi, preferisce negarne l’esistenza e attaccare l’opposizione.
Le immagini e le segnalazioni da noi diffuse documentano una situazione di evidente degrado che ha interessato aree sensibili della città, compresa quella di Sant’Anna, a pochi passi dagli uffici comunali e dalla vecchia casa comunale, e quella di Villa Maria Pia dove si riunisce il Consiglio Comunale. Se i rifiuti dopo qualche giorno sono stati rimossi, non possiamo che prenderne atto con soddisfazione, perché l’obiettivo della nostra denuncia era proprio quello di richiamare l’attenzione su una situazione che non può e non deve ripetersi.
È del tutto inutile predisporre calendari di conferimento o punti di raccolta temporanei se poi non funzionano. Il problema è un altro: in una città che ambisce a essere una delle principali destinazioni turistiche del Mediterraneo non è accettabile che si creino situazioni che, anche solo per pochi giorni, generano degrado, disordine e un’immagine negativa del territorio.
Non ci facciamo intimidire da comunicati stampa scritti da terzi. Su questo tema torneremo, perché riteniamo che la trasparenza e l’assunzione di responsabilità siano valori essenziali della vita pubblica.
Le offese e gli attacchi personali non ci fermeranno. Continueremo a svolgere con fermezza e determinazione il ruolo di opposizione che i cittadini algheresi ci hanno affidato con il loro voto. Il nostro impegno è ed è sempre stato esclusivamente nell’interesse della comunità algherese.
Peraltro, le segnalazioni che portiamo all’attenzione dell’opinione pubblica e dell’amministrazione comunale non nascono da fantasiose ricostruzioni politiche, ma arrivano quotidianamente dai cittadini di Alghero, che ci chiedono di intervenire di fronte ai tanti problemi irrisolti della città. Se dovessimo dare seguito a tutte le segnalazioni che riceviamo, saremmo costretti a intervenire pubblicamente ogni mezz’ora.
Chi ama Alghero e la rispetta non tace davanti alle criticità, ma le segnala affinché vengano risolte. Il vero danno all’immagine della città non è denunciare un problema, ma fingere che il problema non esista.
Forza Italia continuerà, con serietà e senso di responsabilità, a esercitare il proprio ruolo di controllo, proposta e denuncia, senza lasciarsi intimidire da polemiche strumentali e senza arretrare di un passo nella difesa degli interessi dei cittadini algheresi”, lo hanno dichiarato Tedde, Peru, Bardino e Ansini del gruppo consiliare di Forza Italia

Rifiuti, Alghero Servizi Ambientali replica a Fiadel

ALGHERO – “In riferimento al comunicato stampa diffuso dalla O.S. FIADEL in data 9 luglio 2026, l’Azienda ritiene doveroso fornire alcune necessarie precisazioni al fine di ripristinare la corretta e veritiera rappresentazione dei fatti. L’Azienda ribadisce, in primo luogo, il proprio totale e incondizionato rispetto del diritto di sciopero, costituzionalmente garantito, nonché di tutte le disposizioni normative e contrattuali che ne disciplinano l’esercizio. Con specifico riferimento alle contestazioni sollevate, si precisa quanto segue: Si respinge con fermezza l’affermazione secondo cui il personale sarebbe stato “costretto” o “obbligato” a turni forzati. L’attività della giornata antecedente lo sciopero è stata svolta esclusivamente da operatori che si sono resi volontariamente disponibili a prestare lavoro straordinario. Ogni prestazione è avvenuta nel rigoroso rispetto dei limiti orari e dei riposi previsti dal CCNL di categoria e dalla normativa vigente in materia di salute e sicurezza sul lavoro. L’organizzazione dei passaggi di raccolta nella serata dell’8 luglio ha avuto l’unico e legittimo fine di mitigare l’impatto ambientale e igienico-sanitario sull’utenza nei giorni a seguire, tutelando il decoro urbano della città di Alghero. Il servizio si è concluso tassativamente entro le ore 24:00 dell’8 luglio, ovvero prima dell’inizio ufficiale dell’astensione dal lavoro, fissata per la mezzanotte del 9 luglio. Nessuna attività di raccolta è stata pertanto eseguita in costanza di sciopero, né è stata posta in essere alcuna condotta volta a eludere o boicottare la protesta sindacale. Le accuse di presunto “boicottaggio” o di “condotta antisindacale” risultano pertanto del tutto infondate, prive di riscontro oggettivo e lesive della reputazione aziendale. L’Azienda conferma infine la propria costante disponibilità al confronto con le Organizzazioni Sindacali, nella fermezza che il dialogo costruttivo, il rispetto reciproco e la corretta informazione siano gli unici strumenti idonei a garantire sia i diritti dei lavoratori sia l’efficienza del servizio a beneficio dell’Amministrazione comunale e dell’intera cittadinanza”.

Alghero Servizi Ambientali