ALGHERO – Il Comando Barracelli di Alghero ha portato a termine un’articolata operazione di controllo del territorio, finalizzata alla repressione degli illeciti amministrativi e alla tutela dell’integrità
ecosistemica dei circa 50 km di fascia costiera di competenza.
Nel corso del fine settimana, l’attività di polizia rurale si è concentrata sulle zone di elevato pregio
ambientale e sottoposte a vincolo. Il bilancio operativo registra 70 violazioni accertate e contestate
tra sabato e domenica.
Nelle prime ore di domenica, gli agenti in servizio di perlustrazione hanno colto in flagranza tre
soggetti intenti ad alimentare un fuoco acceso direttamente sul cordone dunale. L’intervento ha
permesso l’immediata identificazione dei trasgressori e l’elevazione dei verbali in conformità
all’Ordinanza Balneare della Regione Sardegna. Tale condotta, che rappresenta un grave rischio per
la pubblica incolumità e per la stabilità della flora psammofila, comporta sanzioni amministrative
pecuniarie pari a 1.000 euro.
Le pattuglie hanno inoltre eseguito controlli stringenti all’interno del perimetro del Parco di Porto
Conte, contestando numerose violazioni ai regolamenti dell’Ente. L’attività di polizia rurale è stata
mirata a sanzionare comportamenti antropici incompatibili con le misure di conservazione della
biodiversità locale.
Il Comando Barracelli riceverà a breve un significativo incremento operativo. È previsto l’ingresso in
servizio di 12 nuovi agenti, con la qualifica di agente di pubblica sicurezza, a cui si sommeranno
ulteriori 5 unità per il completamento della pianta organica. Tale potenziamento consentirà una
copertura capillare del vasto agro comunale di circa 226 kmq. Parallelamente al rafforzamento
dell’organico, anche il parco auto d’istituto sarà implementato grazie all’imminente arrivo di un
nuovo veicolo e di ulteriori due motoveicoli.
In un’ottica di specializzazione dei servizi, verrà attivato un nucleo dedicato esclusivamente alla
vigilanza del Parco Regionale di Porto Conte, anche grazie all’ausilio di pattuglie motomontate, e
dell’Area Marina Protetta. Il nucleo assicurerà un presidio continuativo e specializzato per 365 giorni
l’anno, operando sotto il diretto coordinamento dell’Ente Parco.
“L’integrazione di dodici nuove unità e la costituzione di un nucleo di vigilanza permanente di
“guardie del parco” rappresentano un salto di qualità fondamentale nella capacità di intervento del
Comando”, dichiara il Capitano Riccardo Paddeu. “Questi investimenti strutturali consolidano il ruolo
dei Barracelli quale presidio essenziale per la sicurezza del territorio rurale e costiero di Alghero”.
AMBIENTE
Comuni Costieri, Daga in Toscana: “più risorse, servizi e sicurezza”
ALGHERO – Si è conclusa a Bibbona la due giorni di lavoro del network G20Spiagge, che riunisce alcune delle principali destinazioni marine italiane. Amministratori locali e operatori turistici si sono confrontati sui temi centrali per le comunità costiere: fiscalità locale, governance del turismo, evoluzione della domanda e sostenibilità dei servizi nei territori ad altissima intensità turistica. Per l’Amministrazione comunale di Alghero era presente l’Assessore al Demanio Enrico Daga accompagnato dal dirigente Pietro Nurra. “Nel confronto tra le città del network – riferisce Daga – il focus è stato chiaro e non più rinviabile: fiscalità e governance del turismo. Esistono territori come il nostro che funzionano come vere e proprie città fisarmonica, che si espandono e si contraggono in base ai flussi, passando in poche settimane da una dimensione ordinaria a una pressione che moltiplica popolazione, servizi e responsabilità di noi amministratori e dell’apparato amministrativo. Non è per niente sostenibile – afferma – gestire milioni di presenze con strumenti pensati per comunità stabili, standardizzate, con flussi e pressione abitativa costante. Si lavora insieme per una fiscalità capace di restituire ai territori parte del valore che producono e una governance che riconosca la complessità reale del turismo contemporaneo”.
Il confronto si è inserito in un contesto di forte crescita del turismo nazionale. Nel 2024 l’Italia ha registrato 139,6 milioni di arrivi e 466,2 milioni di presenze, con un aumento del 4,2% rispetto al 2023.
All’interno di questo sistema emerge con forza il ruolo delle destinazioni costiere. In Italia 389 comuni costieri, pari al 5% dei comuni italiani, generano 145,8 milioni di presenze, circa un terzo dell’intero turismo nazionale. Una concentrazione che evidenzia il peso strutturale delle Comunità Marine nell’economia turistica del Paese.
Proprio da questa consapevolezza nasce il confronto sul disegno di legge sulle comunità marine, attualmente in discussione alla Camera, che punta a riconoscere uno status specifico ai territori caratterizzati da forti flussi turistici.
Per Roberta Nesto, coordinatrice nazionale del G20Spiagge e Sindaco di Cavallino Treporti “si tratta spesso di territori con pochi residenti durante l’anno ma che nei mesi estivi vedono moltiplicare la popolazione per effetto delle presenze turistiche, con un forte impatto sulla domanda di servizi pubblici. La legge che abbiamo fortemente voluto e alla quale abbiamo contribuito trasversalmente, nei prossimi giorni verrà finalmente presentata”.
Tra i temi affrontati nel tavolo delle amministrazioni anche il funzionamento del Fondo di Solidarietà Comunale, che redistribuisce una parte delle entrate fiscali tra i diversi territori.
Al confronto di Bibbona ha partecipato anche l’assessore regionale al turismo della Regione Toscana Leonardo Marras, che ha sottolineato il valore strategico del turismo costiero nel sistema turistico italiano e la sfida è lavorare per allungare la stagione turistica, confrontandosi con una domanda che cambia e con una concorrenza sempre più forte sul mercato internazionale.
La richiesta dei Comuni è chiara: non servono annunci, ma decisioni. Il turismo costiero è una risorsa nazionale e va governato con strumenti nazionali.
Nella foto l’assessore Daga in riunione a Bibbona
Giornata del Mare nel Porto di Alghero: le parole di Piras | video
ALGHERO – Ieri, ad Alghero, si è celebrata la “Giornata del Mare”. La Guardia Costiera, col Comandante del Porto di Alghero Gianluca De Luca, il 2° Capo Aiutante NP Sergio Diaz, il Luogotenente Gianluca Cirillo, hanno guidato alla scoperta dei servizi e mezzi realizzati dai marinai agli scolari giunti durante la mattinata.
Una giornata con protagonista anche il Consorzio del Porto di Alghero presente col presidente Giancarlo Piras che ha anche illustrato alcuni importanti interventi legati alla tutela ambientale e all’accoglienza, anche dei non normodotati, del principale approdo della Riviera del Corallo.
ECCO L’INTERVISTA CON GIANCARLO PIRAS
“Nuovo appalto, personale ed ecocentri: è già caos nella gestione dei rifiuti”
ALGHERO – “Siamo costretti per l’ennesima volta ad intervenire per via delle innumerevoli lamentele dei nostri concittadini relativi alla gestione degli ecocentri: commentano i consiglieri Tedde ,Caria, Ansini , Bardino e Peru.
La tanto decantata apertura domenicale e la modifica degli orari con ampliamento delle fasce in cui è divenuto possibile conferire i rifiuti è risultata del tutto inutile e dannosa.
Infatti, i cittadini che vanno a conferire il Sabato e la Domenica, nella maggior parte delle volte, non possono far altro che tornare indietro perché gli scarrabili sono già ricolmi di rifiuti e numericamente insufficienti.
Ci vorrebbero più cassoni, ma questo non è possibile perché lo spazio disponibile non può accogliere altri scarrabili, con la conseguenza che gli algheresi che si recano per conferire sono costretti fare “retromarcia” con rifiuti al seguito.
Il fatto, ancora più grave, è che i dipendenti della società di gestione sono costretti ad osservare i nuovi orari ed a restare in Azienda anche la Domenica, con costi per il personale raddoppiati a fronte di un servizio che non po’ essere reso.
L’Azienda di raccolta dei rifiuti, infatti, ben potrebbe usare quelle somme per offrire ai cittadini servizi differenti e migliori.
L’amministrazione, già informata di questa circostanza, ignora il problema e, fatto ancor più grave, sta prevedendo un aumento delle imposte a causa dell’incremento dei costi per il servizio di raccolta dei rifiuti.
Assistiamo all’ennesimo paradosso: i costi del servizio di raccolta dei rifiuti aumentano ma paghiamo per attività che non possono essere rese adeguatamente, commentano i consiglieri Tedde, Caria, Peru, Bardino e Ansini.
L’Assessore all’Ambiente si impegni ad ottimizzare il servizio, evitando gli sprechi e i doppioni e, soprattutto, abbandoni la propaganda e dia attuazione all’appalto in modo serio e virtuoso senza caricare i costi della “propria inadeguatezza” sui cittadini -concludono i consiglieri d’opposizione di Forza Italia-
Posidonia, impianto di San Marco: “sveglia” di Conoci: “Troppi ritardi”
ALGHERO – “In merito allo stato di avanzamento dell’impianto di trattamento della posidonia e delle terre da spazzamento, in fase di realizzazione nell’area industriale San Marco da parte del Consorzio Industriale Provinciale di Sassari e di fondamentale interesse per il territorio di Alghero, ritengo doveroso esprimere alcune considerazioni.
La conclusione di quest’opera rappresenta da sempre un obiettivo strategico che avrebbe meritato maggiore determinazione e soprattutto maggiore rapidità.
In questi giorni si è dato risalto alla presenza di due rappresentanti algheresi nel Consiglio di amministrazione del Consorzio Industriale, come se si trattasse di un fatto nuovo. È bene chiarire che non lo è: anche durante la mia amministrazione, così come in precedenza, erano presenti due rappresentanti algheresi, il sottoscritto e il commissario straordinario della Provincia di Sassari Fois, e successivamente altri rappresentanti algheresi indicati dal Comune di Alghero e dalla Provincia.
Ed è proprio grazie a quella presenza e a una forte volontà politica e istituzionale da parte di tutto il cda e delle amministrazioni interessate, che si è arrivati alla decisione di realizzare questo impianto ad Alghero, inizialmente finanziato, con 5 milioni di euro, direttamente dal consorzio e successivamente, grazie alla vincita di un bando, attraverso fondi del PNRR.
Oggi, tuttavia, si registra un evidente lentezza. Si parla di un imminente collaudo dell’impianto, pare la prossima settimana, nonostante la struttura risulti completata già dallo scorso luglio. È importante che non si confonda il collaudo, che certamente verrà ampiamente comunicato, con la reale conclusione dell’opera, poiché risultano ancora incomplete parti essenziali, come le aree destinate al deposito della posidonia prima del trattamento, senza le quali l’impianto non potrà operare.
Si tratta di opere, appunto, di completamento che, a distanza di mesi, avrebbero potuto essere già ultimate. È legittimo ritenere che una maggiore incisività da parte degli attuali rappresentanti algheresi nel Consiglio di amministrazione e del comune stesso, avrebbe potuto accelerare questo processo.
Va inoltre ricordato che l’attuale amministrazione è in carica di fatto già da due anni. Nei primi due anni della mia amministrazione, invece, ci siamo trovati a operare in un contesto estremamente complesso, segnato dall’emergenza Covid, che ha inevitabilmente rallentato attività e procedimenti su tutti i fronti. Una condizione straordinaria che, fortunatamente, non ha interessato l’attuale amministrazione e che avrebbe potuto portare ad una accelerazione per tutte le opere in corso.
Nonostante ciò, oggi ci troviamo ancora in una fase incompleta di un’opera che dovrebbe già essere pienamente operativa. Era infatti auspicabile che già da quest’anno si potesse evitare il trasferimento della posidonia verso l’altro impianto del sud Sardegna con i costi economici ed ambientali che questo comporta, e utilizzare invece la struttura locale, riducendo gli accumuli lungo il litorale — in particolare nella zona della passeggiata Garibaldi — e garantendo una gestione più efficiente e sostenibile.
L’impianto rappresenta una risorsa fondamentale non solo per Alghero, ma per l’intero nord Sardegna: può generare occupazione, sviluppo economico e offrire una soluzione concreta a un problema ambientale ed economico rilevante.
Per questo motivo, ritengo necessario ribadire che la presenza negli organi decisionali deve tradursi in risultati concreti. In passato è stato così, e questo impianto ne è la prova. Oggi è indispensabile completare il percorso”
Mario Conoci
Sindaco di Alghero (2019–2024)
“Grotta Verde, apertura dai primi di maggio: dobbiamo proteggere i pipistrelli”
ALGHERO – “Accusare un Parco naturale di usare la sostenibilità ambientale come scusa per coprire proprie inefficienze gestionali è quanto di più paradossale ed insensato che si possa sostenere. E’ allora il caso di precisare e ribadire le sole ragioni ambientali che hanno portato alla decisione di rimandare ai primi di Maggio l’apertura della Grotta verde, tenendo fermo e distinto questo ragionamento dagli aspetti gestionali che si vorrebbero fare passare come confusi e poco chiari e che, al contrario sono stati del tutto coerenti con le esigenze di tutela ambientale, primaria finalità istituzionale di un Parco. Come noto, durante la passata stagione per la prima volta è stata aperta al pubblico la Grotta verde sulla base di una specifica autorizzazione dei competenti uffici regionali che fin da subito hanno escluso, proprio per ragioni ambientali, la fruizione della Grotta nel periodo tardo autunnale e invernale e nel contempo, quale modalità gestionale precauzionale, hanno imposto limiti specifici di carico antropico giornaliero con un numero massimo di visitatori per ciascuna visita. Queste limitazioni rispondono a due specifiche esigenze: la prima quella di evitare disturbi alla importantissima colonia di chirotteri presenti nell’area protetta; la seconda quella di evitare i rischi di accumulo di anidride carbonica (CO2), che si possono verificare in ambienti carsici con scarsa ventilazione, che risulterebbero fortemente dannosi per la salute e la incolumità dei visitatori. Come richiesto dal Parco sarebbero stati gli specifici monitoraggi da effettuarsi durante la stagione 2025 (da intendersi per questo motivo come stagione sperimentale) che avrebbero consentito per la stagione 2026, di concerto con la Regione, di confermare o modificare le originarie prescrizioni, sia con riferimento alla durata del periodo di apertura/chiusura, sia con riferimento alle modalità della visita con aumento/diminuzione del numero totale dei visitatori per singola visita e totale complessivo giornaliero. I risultati della attività di monitoraggio, compiuta dal Parco durante tutta la stagione 2025 di apertura della Grotta verde e, successivamente, dopo la chiusura di fine ottobre e fino al mese di gennaio 2026 (primo controllo invernale della popolazione dei chirotteri) tendente a verificare, durante la fase di chiusura al pubblico, la permanenza della colonia dei chirotteri che abitualmente utilizza la grotta per il letargo invernale, hanno consentito di ottenere un riscontro del tutto positivo: nessuna criticità sui rischi di accumulo della CO2 (relazione specialistica finale del tecnico incaricato geol. Giuseppe Anardu) e, soprattutto, “…non si evidenziano effetti negativi sulla popolazione chirotterologica della Grotta Verde riconducibili all’utilizzazione turistica della stagione 2025”, come testualmente riportato nella relazione specialistica del Centro Pipistrelli Sardegna incaricato dei monitoraggi dal Parco. Per la conclusione dei resoconti finali della stagione 2025 ed in previsione di quella 2026 restava da effettuare una ultima verifica sulla colonia dei chirotteri che attestasse la conclusione del periodo del letargo, ipotizzato verso la fine del mese di marzo 2026. Nelle more di questa ultima verifica e sulla base degli acquisiti positivi riscontri del monitoraggio, il Parco si è organizzato, programmando per tempo utile, come normale e serio che sia per una oculata gestione, le attività della stagione 2026 prevedendo di poter aprire la Grotta nel primi giorni del mese di Aprile, in primis per le scuole con l’attività di educazione ambientale e parallelamente per consentire la fruizione anche ai primi visitatori/turisti. Hanno ragione, quindi, quelli che sostengono che il Parco aveva tutte le intenzioni e le aspettative di una apertura anticipata al mese di Aprile e gli stessi atti prodotti da chi oggi lo afferma polemicamente (la lettera inviata alle scuole nel mese di febbraio), non fanno che confermare quanto attenta ed oculata sia stata la programmazione delle attività sotto il profilo gestionale: certo non sarebbe stato possibili aprire alcunché ad Aprile, senza questa puntuale programmazione e preparazione, pur consapevoli della esigenza dell’ultima verifica ambientale sulla conclusione del periodo di letargo. Come ormai noto, sono stati proprio i risultati dell’ultimo monitoraggio sulla colonia, effettuato sempre dal Centro Pipistrelli Sardegna, che hanno evidenziato, presumibilmente per ragioni meteoclimatiche, soprattutto per le basse temperature di questo primo avvio di primavera, un ritardo nel risveglio delle colonie di pipistrelli. La conclusioni di tutta questa vicenda è quindi molto semplice e chiara: nonostante una attenta programmazione e gestione delle attività preparatorie per una apertura anticipata al mese di Aprile, ragione ambientali di tutela della specie dei chirotteri hanno portato alla decisione di spostare l’apertura della grotta verde ai primi del mese di Maggio. Questo a dimostrazione di quanto sia complesso coniugare esigenze di tutela ambientale, sempre prioritarie per un Parco, ed esigenze di supporto e contributo fattivo allo sviluppo del territorio che nel corso degli anni il Parco di Porto Conte ha dimostrato di sapere attuare”.
Parco di Porto Conte
“Grotta Verde, atti e uscite sconfessano la difesa del Parco: grave danno per il territorio”
ALGHERO – «Sulla mancata apertura della Grotta Verde nel weekend di Pasqua emergono elementi oggettivi che non coincidono con le ricostruzioni fornite in queste ore dalla maggioranza». Lo dichiarano i partiti del Centrodestra, intervenendo sulla vicenda.
«A settembre dello scorso anno il Presidente del Parco annunciava sulla stampa una riapertura già a fine marzo e il 26 febbraio il Parco stesso ha trasmesso agli istituti scolastici algheresi una nota per programmare visite didattiche a partire dal 1° aprile. Si tratta di atti e comunicazioni ufficiali».
«Chi oggi sostiene versioni differenti deve chiarire immediatamente. È evidente che questi elementi sconfessano la linea difensiva ma priva di elementi certi della maggioranza».
Il centrodestra ribadisce: «La tutela ambientale è un valore imprescindibile, che nessuno mette in discussione e che non deve essere utilizzato come clava nei confronti della programmazione turistica o della destagionalizzazione, né può essere richiamata a posteriori per giustificare la mancata programmazione. Per questo servono trasparenza, serietà e coerenza nelle decisioni».
E proprio sul turismo che Fratelli d’Italia, Forza Italia, UdC-Patto per Alghero e Lega pongono l’accento: «La chiusura della Grotta Verde in un momento importante come il weekend della Pasqua ha comportato la perdita di flussi turistici e di incassi significativi, con ricadute su tutto il sistema locale, anche a dispetto dell’ottimo lavoro quotidiano fatto dai nostri operatori privati».
«Non si può parlare di allungamento della stagione turistica se, nei primi momenti chiave, gli attrattori principali restano chiusi. La destagionalizzazione si costruisce con programmazione e servizi, non con annunci disattesi».
Infine la censura sulla gestione complessiva: «Questa vicenda si inserisce in un quadro più ampio di ritardi e criticità che stanno caratterizzando tutta l’azione dell’amministrazione Cacciotto unitamente alla manifestata e reiterata insofferenza della maggioranza nei confronti delle forze di opposizione, che svolgono il loro dovere e esercitano le loro prerogative nell’interesse della città. Tutto questo non è più accettabile. Alghero ha bisogno di risposte serie e di una gestione all’altezza» concludono i partiti di centrodestra algherese.
Fratelli d’Italia
Forza Italia
UdC – Patto per Alghero
Clima, Sardegna sempre più rovente: caldo record a Giugno scorso
CAGLIARI – Il Rapporto Meteo e Clima 2025 del Dipartimento Meteoclimatico di ARPAS conferma con chiarezza un cambiamento ormai strutturale del clima in Sardegna, con temperature stabilmente sopra la media climatica 1981–2010, precipitazioni sempre più irregolari e un aumento del livello del mare. Non cambia solo il valore medio dei fenomeni, ma la loro dinamica. Il clima si manifesta oggi con caldo più prolungato, piogge concentrate e una maggiore intensità degli eventi meteorologici. L’analisi, basata su serie storiche di lungo periodo, sui dati della Rete Unica Regionale di Monitoraggio Ambientale e della Rete Fiduciaria di Protezione Civile, consente di leggere il 2025 come parte di una traiettoria climatica ormai definita, caratterizzata da una crescente instabilità del sistema. I dati completi saranno disponibili a partire da venerdì 10 aprile alle ore 9 sul portale ARPAS.
Temperature: in Sardegna un riscaldamento strutturale
Nel 2025 le temperature restano stabilmente sopra la media climatica 1981–2010, con un’anomalia di +1,3 °C per le massime e +0,8 °C per le minime. Il dato più significativo riguarda il mese di giugno, con un’anomalia di +4,1 °C, che rappresenta uno degli scostamenti più rilevanti registrati negli ultimi anni. Le serie storiche confermano un’evoluzione ormai evidente. Dopo una fase sotto media tra gli anni ’60 e ’70 e un primo superamento nei primi anni 2000, dal 2022 si consolida una nuova fase caratterizzata da anomalie in crescita.
“I dati descrivono con chiarezza un cambiamento ormai strutturale del clima, che incide direttamente sugli equilibri ambientali, economici e sociali del nostro territorio. Non siamo più di fronte a fenomeni episodici, ma a una trasformazione profonda e duratura. Per questo la Regione ha già avviato una fase operativa attraverso la Strategia Regionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, rafforzando il coordinamento interassessoriale e integrando l’adattamento nella pianificazione e negli investimenti- sottolinea Rosanna Laconi, assessora della Difesa dell’Ambiente”.
Il caldo si fa persistente: meno picchi, più durata
Nel corso dell’anno aumentano le giornate estive, cioè i giorni in cui la temperatura supera i 30 °C, che nelle aree interne dell’isola superano ormai le cento all’anno. Lungo le coste si conferma anche un numero molto elevato di notti tropicali, con temperature che non scendono sotto i 20 °C e che in alcune aree superano le cento notti annue. A emergere non è solo la frequenza, ma soprattutto la durata del caldo. L’indice di calore evidenzia una permanenza più lunga in condizioni di disagio termico, segnalando un caldo sempre meno episodico e sempre più persistente. Il rischio climatico si sposta così dai picchi alla continuità delle condizioni di caldo, con effetti diretti sulla salute, sulle attività economiche e sulla qualità della vita.
Precipitazioni: irregolarità e squilibri territoriali
Il bilancio annuale delle precipitazioni resta complessivamente vicino alla media climatica, ma il dato medio non restituisce la reale dinamica osservata. Le piogge si distribuiscono in modo sempre più irregolare nel tempo e nello spazio. Nei mesi invernali e all’inizio della primavera si registrano accumuli anche superiori alla norma, con eventi intensi, come quello tra il 17 e il 19 gennaio 2025, quando in alcune aree si sono registrati oltre 336 mm di pioggia in sole 72 ore. Il confronto tra il 2024 e il 2025 evidenzia un elemento di particolare rilievo: una vera e propria inversione della distribuzione territoriale delle precipitazioni. Nel primo trimestre del 2024 le piogge si erano concentrate prevalentemente nei settori occidentali dell’isola, con cumulati spesso superiori alla media climatica, mentre i versanti orientali e meridionali avevano registrato condizioni diffusamente deficitarie, con scarti locali fino al 75% rispetto ai valori tipici.
Nel primo trimestre del 2025 il quadro si ribalta. Le precipitazioni risultano prevalenti nei settori orientali, con accumuli superiori alla media soprattutto nei mesi di gennaio e febbraio e valori localmente fino a due volte la norma, mentre i settori occidentali evidenziano deficit significativi. In particolare, nel Nord-Ovest il solo mese di febbraio 2025 registra precipitazioni inferiori fino al 75% rispetto ai valori climatologici.
A queste dinamiche si alternano fasi di marcata carenza idrica. Maggio e giugno 2025 risultano particolarmente siccitosi, con precipitazioni ridotte fino a un quarto della media climatica su gran parte dell’isola. Il quadro che emerge è quello di una disomogeneità territoriale e temporale, nella quale si alternano rapidamente aree in surplus e aree in deficit, con un’inversione anche marcata da un anno all’altro. Una dinamica che incide direttamente sull’equilibrio del sistema idrico e sulla gestione del territorio. “Il punto non è più quanto piove, ma quando e dove. Questa irregolarità mette sotto pressione il sistema idrico e la gestione del territorio e richiede risposte pubbliche più integrate e capaci di adattamento – dice ancora la Laconi”.
Eventi estremi: fenomeni più intensi e concentrati
Il 2025 è stato segnato da fenomeni meteorologici di forte intensità. Tra giugno e luglio si sono registrate ondate di calore con temperature fino a 43 °C, mentre il 6 agosto a Chiaramonti è stato rilevato un indice di calore pari a 43,9. Nel corso dell’anno sono state osservate 20 trombe marine, una delle quali ha interessato il Poetto di Cagliari, oltre a episodi di grandine di grande dimensione, con chicchi fino a 6 cm di diametro. Questi eventi si inseriscono in un contesto atmosferico sempre più caldo e instabile, nel quale i fenomeni di precipitazione intensa e le onde di calore tendono a essere sempre più frequenti, aumentando il rischio di alluvioni e il pericolo incendi boschivi.
Neve: una risorsa in riduzione
Nel corso dell’inverno 2024–2025 si registrano circa 25 giorni di copertura nevosa, in linea con una tendenza alla riduzione osservata nell’ultimo decennio. L’aumento delle temperature determina un innalzamento della quota dello zero termico e una progressiva riduzione dell’accumulo nevoso, ormai limitato alle aree più elevate. È un fenomeno che incide direttamente sulla disponibilità idrica e sugli equilibri degli ecosistemi montani.
Livello del mare: in crescita lungo le coste della Sardegna
Il livello del mare lungo le coste della Sardegna registra un’anomalia di circa +27 cm rispetto al livello medio del mare di riferimento nazionale (Genova), con un aumento di circa 8 cm negli ultimi 25 anni. Il dato conferma una tendenza chiara e progressiva, con effetti concreti sulle aree costiere, sulle infrastrutture e sugli ecosistemi.
Dall’analisi all’azione
Il Rapporto ARPAS 2025 restituisce l’immagine di un sistema climatico già in trasformazione.
Il cambiamento climatico non è più una prospettiva futura, ma una condizione già in atto che richiede un’azione pubblica strutturata, continuativa e integrata.
Il Rapporto Meteo e Clima 2025 sarà disponibile da venerdì 10 aprile alle ore 09.00 su: http://sardegnaambiente.it/arpas/
“Il caso della direzione del Parco: vecchio percorso e nuovo concorso, chiediamo trasparenza”
ALGHERO – “L’Associazione Punta Giglio Libera. Ridiamo Vita al Parco, impegnata nella tutela e valorizzazione del patrimonio ambientale, ritiene doveroso portare all’attenzione pubblica alcune considerazioni in merito alla procedura di selezione per la nomina del Direttore dell’Azienda Speciale Parco di Porto Conte. Dall’analisi degli atti amministrativi emerge una procedura di nomina che attraversa quasi un decennio e che oggi riapre il tema della trasparenza nella gestione degli incarichi pubblici. È quanto emerge dall’analisi degli atti relativi alla direzione dell’Azienda Speciale Parco di Porto Conte, uno degli enti più rilevanti per la tutela ambientale nel territorio. Nel 2016, a seguito di un concorso pubblico, il Direttore del Parco viene nominato con un incarico della durata di tre anni. Una scelta in linea con il contesto amministrativo dell’epoca, legato alla scadenza degli organi politici locali. Nel 2018 interviene però una modifica significativa: la durata dell’incarico viene estesa di ulteriori due anni, portandola complessivamente a cinque. La decisione è motivata con una diversa interpretazione dello Statuto dell’Ente, secondo cui gli organi dovrebbero avere una durata coincidente con quella del Consiglio comunale. Si tratta tuttavia di una lettura non univoca. Altri orientamenti interpretativi, infatti, sembrano riconoscere una maggiore flessibilità nella durata degli incarichi dirigenziali, rendendo la modifica del 2018 oggetto di possibili dubbi sul piano giuridico. Nel 2020, l’incarico viene ulteriormente prorogato per altri cinque anni, portando la permanenza complessiva nella posizione fino al 2026. Nel complesso, quindi, la stessa figura ha ricoperto il ruolo per circa dieci anni consecutivi, a partire da un incarico inizialmente previsto per tre anni. Oggi è stata avviata una nuova selezione pubblica per la nomina del Direttore. Il bando prevede un incarico di cinque anni e si inserisce in continuità con la ricostruzione amministrativa precedente. Accanto a questo percorso, emergono alcuni elementi della procedura attuale che sollevano interrogativi sul piano della trasparenza. La selezione viene qualificata come non assimilabile a un concorso pubblico, pur prevedendo una valutazione comparativa dei candidati. Inoltre, è prevista una limitazione dell’accesso al colloquio ai soli primi cinque classificati nella valutazione dei titoli, e i criteri di valutazione risultano solo in parte predeterminati, lasciando margini di definizione successiva alla Commissione. Il bando prevede inoltre la possibilità per l’Ente di non dare seguito alla procedura anche in presenza di candidati ritenuti idonei, sulla base di valutazioni discrezionali. Elementi che, pur rientrando nelle facoltà organizzative dell’amministrazione, pongono questioni rispetto ai principi di trasparenza, imparzialità e massima partecipazione. Il quadro appare ancora più significativo se confrontato con procedure analoghe adottate da altri enti gestori di aree protette. Nel caso del Parco Naturale Regionale Molentargius-Saline, ad esempio, la selezione è stata strutturata con criteri più definiti: punteggi predeterminati, soglie oggettive per l’accesso al colloquio e formazione di una graduatoria finale chiara. Due modelli diversi, dunque, che evidenziano approcci differenti nella gestione delle selezioni per incarichi pubblici di rilievo, in particolare per quel che riguarda la necessità di garantire la massima oggettività dei criteri di selezione Alla luce di questa ricostruzione, si pone una questione più ampia: quale livello di trasparenza e apertura debba essere garantito nelle procedure di nomina per ruoli chiave nella gestione dei beni ambientali. Non si tratta di mettere in discussione persone o competenze, ma di riflettere su un percorso amministrativo che riguarda un bene collettivo e che, proprio per questo, richiede la massima chiarezza. La qualità della governance delle aree protette passa anche da qui. Alla luce di quanto esposto, l’Associazione Punta Giglio Libera. Ridiamo Vita al Parco ritiene necessario: promuovere la massima trasparenza sugli atti e sulle motivazioni delle scelte amministrative adottate nel tempo; garantire piena accessibilità alla documentazione relativa alla procedura in corso; favorire un confronto pubblico sulla corretta applicazione dei principi di imparzialità, concorrenza e buon andamento nell’ambito delle nomine pubbliche. Le istituzioni competenti vogliano fornire i necessari chiarimenti e contribuire a un confronto aperto e costruttivo. Siamo convinti che la tutela dell’ambiente non possa prescindere dalla qualità e dalla credibilità delle istituzioni che lo amministrano. Per questo riteniamo che chiarezza, trasparenza e partecipazione rappresentino condizioni essenziali per rafforzare la fiducia dei cittadini e la legittimazione delle scelte pubbliche. L’Associazione, nell’ambito delle proprie finalità statutarie, provvederà inoltre a trasmettere formale segnalazione alla Commissione giudicatrice, affinché la procedura si svolga nel pieno rispetto dei principi di imparzialità, trasparenza e concorrenza”.
Associazione Punta Giglio Libera. Ridiamo Vita al Parco
“Grotta Verde, verifiche in atto sulla colonia di chirotteri: apertura a maggio”
ALGHERO – “Sono in corso in queste settimane, come prevede il protocollo di monitoraggio messo a punto dal Parco naturale regionale di Porto Conte, le attività di osservazione dello stato di letargia invernale della colonia di chirotteri presente all’interno della Grotta Verde. Si tratta di un importante ricognizione funzionale alla riapertura al pubblico dell’importante cavità carsica resa accessibile per la prima volta proprio lo scorso anno. Com’è noto, la Grotta Verde ha tutta una serie di connotati ambientali che non consentono al momento una sua fruizione nel periodo tardo autunnale e invernale. L’apertura, per la prima volta al pubblico dello scorso anno, a partire da luglio e terminata il 31 ottobre, ha consentito l’avvio di un percorso di fruizione sperimentale, nel corso del quale è stato possibile acquisire tutta una serie di dati fisici e di monitoraggio faunistico nel periodo invernale funzionali ad analizzare gli impatti e modulare sempre meglio l’accessibilità compatibile con i valori ambientali. Le basse temperature, inoltre, di questo primo avvio di primavera hanno fatto tardare leggermente il risveglio delle colonie di pipistrelli. Pertanto, l’ ipotesi di una eventuale apertura anticipata ad aprile, difficilmente, potrà concretizzarsi anche se i monitoraggi proseguiranno. Vale la pena infine, segnalare che il Parco di Porto Conte è partner insieme al Cnr di un progetto denominato “Cavestour” a valere su fondi Interreg che tra le varie attività ha proprio l’obbiettivo di costruire un modello di gestione sostenibile delle grotte di grande rilievo sotto il profilo della attrattività turistica. Un utile strumento che servirà a programmare sempre meglio la fruizione tenendo sempre fermi i presupposti della compatibilità ambientale”
Azienda Speciale Parco di Porto Conte