ALGHERO – «Le dichiarazioni di Daga e Cacciotto sono l’ennesima prova di una sinistra che, anche ad Alghero, continua a raccontare che “le tasse sono una cosa bellissima”, mentre aumenta la pressione fiscale e scarica sui cittadini le proprie inefficienze». Lo dichiara Alessandro Cocco, capogruppo di Fratelli d’Italia.
«Qui non si discute dell’obbligo di pagare i tributi – chiarisce Cocco – ma di una raffica di ingiunzioni e preavvisi di fermo su annualità che rientrano nella rottamazione quinquies del Governo, senza che l’Amministrazione dica quando e come il Comune intenda aderire. Questa non è equità fiscale».
FdI contesta la narrazione dell’assessore al Bilancio: «Daga mistifica la riscossione di vecchie annualità con il finanziamento dei servizi di oggi. Le somme non riscosse nel 2020–2023 non spiegano le buche del 2025. È un artificio retorico per colpevolizzare i contribuenti e nascondere un fatto politico: il Comune chiede molto, ma spesso non riesce nemmeno a spendere bene e in tempo ciò che incassa, basta vedere i 12 milioni di avanzo. Ossia tasse incassate e non restituite in servizi».
Sul punto interviene anche il coordinatore cittadino Pino Cardi: «Trattare i cittadini in difficoltà come potenziali fuorilegge è irrispettoso, soprattutto dopo gli anni del Covid che hanno colpito duramente l’economia algherese. Un fisco amico non minaccia, semmai accompagna. E la rottamazione è uno strumento di civiltà che lo Stato ha messo a disposizione anche dei Comuni».
Cardi torna su un elemento politico chiave: «Mentre Agenzia delle Entrate e molti concessionari hanno sospeso le notifiche in attesa delle decisioni degli enti locali, ad Alghero si va avanti come nulla fosse, anche su posizioni non a rischio prescrizione. Se l’Amministrazione vuole aderire alla rottamazione, lo dica subito con date e atti precisi. Altrimenti si ha l’impressione di un’azione predatoria per ridurre la platea delle somme definibili».
«La scelta è tutta politica – conclude Cardi –: l’Amministrazione Cacciotto può decidere se usare la rottamazione per dare respiro a famiglie e imprese e rilanciare l’economia cittadina, oppure continuare sulla strada della sinistra: più tasse e meno crescita».
«Noi – chiudono Cardi e Cocco – continueremo a chiedere tempi certi e una riduzione strutturale della pressione fiscale comunale. Perché lo sviluppo nasce lasciando risorse nelle tasche di chi lavora e produce, non aggredendolo con cartelle e minacce».