ALGHERO – «Il sindaco Cacciotto finalmente parla, ma continua a non chiarire. La sua è una dichiarazione dal lessico politico volutamente semioscuro, che sembra più orientata a spruzzare etere sulla vicenda che a fare luce su ciò che è accaduto. Eppure le domande sono semplici e restano tutte sul tavolo». Lo affermano i capigruppo di centrodestra Marco Tedde (Forza Italia), Raffaele Salvatore (UDC), Michele Pais (Lega), Alessandro Cocco (Fratelli d’Italia), Massimiliano Fadda (Prima Alghero) e Giovanna Caria (Riformatori).
«Il sindaco dice che nella Giunta non sarebbero mai stati utilizzati termini o linguaggi sessisti o intimidatori. Prendiamo atto di questa precisazione. Ma la questione sollevata dall’assessora Sanna non può essere circoscritta a questo. Cacciotto parla di “momenti dialettici intensi” e di toni talvolta “energici”. Bene: chiarisca allora che cosa è successo, quali episodi conosce, se era presente e se ciò che è stato riportato dalla stampa corrisponde o meno alla realtà».
«Non vogliamo pronunciare sentenze contro nessuno. Non lo abbiamo fatto e non intendiamo farlo. Chiediamo semplicemente chiarezza su una situazione antipatica e incresciosa che emerge ogni giorno con maggiore evidenza e che rischia di gettare discredito sulla politica algherese e sulle nostre istituzioni».
«Se il sindaco ritiene di dover muovere delle rimostranze sul modo in cui la vicenda è stata raccontata, si rivolga alla fonte giornalistica che ha pubblicato passaggi molto intensi e virgolettati della lettera che l’assessora Sanna avrebbe inviato allo stesso sindaco e alla segretaria generale. È quella la fonte alla quale chiedere conto della ricostruzione giornalistica. Non certo alle forze politiche che, a loro volta, hanno chiesto chiarezza».
«E a proposito di chiarezza: Cacciotto dovrebbe spiegare se le sue rimostranze siano rivolte anche ai componenti della sua stessa maggioranza che hanno chiesto di andare fino in fondo alla vicenda. Il consigliere Colledanchise è arrivato a chiedere le dimissioni dell’assessora Daga. Il consigliere Mulas ha chiesto chiarezza. Anche il presidente della Fondazione ha sollecitato un chiarimento. Sono tutti “pettegolezzi”? Sono tutti parte di quel dibattito pubblico che il sindaco considera degradato? Oppure il sindaco ritiene che le loro richieste meritino una risposta?».
«È inutile aggirare l’ostacolo. E non ci sono ostacoli da aggirare. C’è una vicenda che riguarda la Giunta comunale, una lettera che sarebbe stata inviata al sindaco e alla segretaria generale, una ricostruzione giornalistica dettagliata e una serie di prese di posizione, anche all’interno della maggioranza. Il sindaco ha il dovere politico e istituzionale di chiarire, non semplicemente di dichiarare».
«Non basta dire che non si sarebbero utilizzati linguaggi sessisti o intimidatori. Non basta parlare di rispetto reciproco, di dialettica politica e di toni energici. Occorre dire con chiarezza che cosa il sindaco sappia dei fatti denunciati dall’assessora Sanna e se ritenga che la ricostruzione pubblicata dalla stampa sia vera, parzialmente vera o falsa». Peraltro, con una accorata presa di posizione sui social la stessa Sanna ha dichiarato di voler “mantenere riservatezza su quanto sta accadendo in questi giorni” e che non era assolutamente nelle sue “intenzioni che questa cosa diventasse di dominio pubblico” non capendo “ancora oggi a chi possa giovare”. “Che costituisce una palese ammissione di tutte le pesanti accuse contro Daga riportate dalla stampa”
«Cacciotto non spruzzi etere sulla vicenda. Non servono formule, richiami generali alla decenza del dibattito o considerazioni sul comportamento delle opposizioni. Servono risposte. Perché dietro questa storia non ci sono soltanto le dinamiche interne di una maggioranza, ma la credibilità delle istituzioni e il rispetto che si deve alla comunità algherese»