“Campi boe e non solo, la Politica richiede coerenza e soprattutto onestà intellettuale”

ALGHERO – “In questi giorni il dibattito politico cittadino è tornato a concentrarsi sul progetto dei campi boe dell’Area Marina Protetta e della Zona Speciale di Conservazione, accompagnato da alcune ricostruzioni che rischiano di alterare la realtà dei fatti.

Nella nostra qualità di ex componenti del Direttivo dell’Azienda Speciale Parco di Porto Conte riteniamo doveroso contribuire a riportare la discussione sui binari della correttezza storica e amministrativa, ricordando il percorso effettivo seguito dai progetti.

Il primo intervento, relativo alla realizzazione di 60 boe, nasce da una proposta avanzata dal Direttivo del Parco presieduto da Gavino Scala, durante la consiliatura guidata dal sindaco Mario Bruno. Quel progetto venne successivamente finanziato dalla Regione Sardegna nell’ambito del programma comunitario P.O. FESR Sardegna 2014-2020, attraverso l’Azione 6.5.1 collegata al Prioritized Action Framework.

Il secondo intervento, che prevedeva un ulteriore ampliamento del sistema degli ormeggi, è stato invece finanziato nel 2023 attraverso le risorse del PNRR.

È importante ricordare che entrambi i progetti sono stati inseriti negli strumenti di programmazione economico-finanziaria del Parco di Porto Conte e precisamente in tre bilanci previsionali e in due successive variazioni di bilancio. Gli atti sono stati sottoposti agli organi competenti e approvati nel corso degli anni attraverso i normali procedimenti amministrativi.

Dalla documentazione relativa alle sedute dell’Assemblea del Parco emerge che tali provvedimenti hanno ricevuto il voto favorevole della maggioranza allora alla guida dell’amministrazione e che non vi furono, salvo specifiche eccezioni negli ultimi anni e in prossimità delle elezioni comunali, significative prese di posizione contrarie da parte delle forze politiche presenti in Consiglio.

Per questo motivo sorprendono alcune prese di distanza successive e alcune ricostruzioni che sembrano attribuire ad altri responsabilità esclusive per scelte che, invece, sono state conosciute, discusse e accompagnate nel tempo da più amministrazioni e da diversi rappresentanti politici.

La politica richiede coerenza e soprattutto onestà intellettuale. Non c’è nulla di cui vergognarsi nell’aver sostenuto un progetto quando si riteneva che rappresentasse una scelta utile alla tutela ambientale e alla corretta gestione di un’area di grande pregio naturalistico. Allo stesso modo, non c’è nulla di cui vergognarsi nel ritenere oggi necessario un diverso equilibrio tra tutela ambientale, fruizione del territorio e salvaguardia delle attività economiche.

Ciò che non è condivisibile è cercare oggi di riscrivere la storia degli atti amministrativi o scaricare su altri decisioni che hanno seguito un percorso pubblico, trasparente e condiviso.

Il confronto politico è legittimo, così come è legittimo rivedere le proprie valutazioni. Ma il confronto deve partire dalla verità dei fatti e dal rispetto della documentazione amministrativa”

Raimondo Tillocca
Adriano Grossi
Pasqualina Bardino