Luminance (ri)sveglia la politica sulle ataviche esigenze della portualità

ALGHERO – “La presenza nella rada di Alghero del mega yacht Luminance, uno dei più grandi yacht al mondo serve a far riflettere.  Come dissi in passato, esattamente nel 2021, è urgente e non più procrastinabile rispolverare il progetto elaborato dall’Architetto Joan Bousquet, che prevedeva la realizzazione di un pontile leggero e galleggiante sul fronte esterno del porto, in particolare in prossimità del molo di sopraflutto o del molo di sottoflutto (molo Rizzi). Una soluzione tecnicamente semplice, sostenibile dal punto di vista ambientale ed economico, e perfettamente coerente con le esigenze di una città a forte vocazione turistica. La realizzazione di un pontile galleggiante consentirebbe di intercettare immediatamente flussi di turismo nautico e crocieristico oggi costretti a fare scalo altrove, garantendo ricadute dirette su commercio, ristorazione, servizi, guide turistiche e indotto locale, senza stravolgere l’equilibrio del porto storico. In un momento in cui il sistema turistico del Nord-Ovest della Sardegna continua a scontare criticità strutturali, anche legate ai collegamenti e alla stagionalità, non intervenire su una infrastruttura strategica come questa significherebbe rinunciare consapevolmente a una leva di sviluppo immediatamente attivabile. È dunque necessario che l’Amministrazione comunale, insieme alla Regione e agli enti competenti, assuma questa priorità come un atto di responsabilità verso la città, avviando senza ulteriori ritardi l’aggiornamento e la realizzazione del progetto Bousquet, partendo proprio da un pontile galleggiante di attracco esterno capace di dare risposte rapide e concrete.
Alghero non può più permettersi di restare ferma mentre le opportunità passano al largo”, cosi Alberto Bamonti consigliere comunale Gruppo Noi Riformiamo Alghero
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«La presenza nella rada di Alghero del mega yacht Luminance, uno dei più grandi yacht al mondo e di proprietà del magnate ucraino Rinat Akhmetov, conferma in modo chiaro e inequivocabile la strategicità della città e dell’intera costa nord-occidentale della Sardegna per la grande nautica internazionale». A dichiararlo Michele Pais, che da tempo che da tempo ha acceso un dibattito politico per la realizzazione di campi boe organizzati in un sistema su scala regionale.
«Alghero, ma più in generale tutta la costa che va da Bosa a Castelsardo, ha tutte le carte in regola per diventare una destinazione di riferimento per yacht e mega yacht – dichiara Michele Pais, consigliere comunale ed ex presidente del Consiglio regionale, – ma continua a pagare scelte sbagliate, prive di visione e incapaci di trasformare questa vocazione naturale in sviluppo reale, lavoro e ricchezza come l’inutile campo boe nell’area marina protetta».
Secondo Pais, l’arrivo di unità come il Luminance rafforza la necessità di realizzare campi boe adeguati e dimensionati per la grande nautica, strumenti fondamentali non solo per intercettare un turismo nautico di altissimo livello, ma anche per garantire una reale e concreta tutela ambientale.
«Continuerò la mia battaglia a favore dello sviluppo e contro lo sperpero di denaro pubblico – prosegue Pais – perché i campi boe realizzati dall’Area Marina Protetta di Capo Caccia si stanno dimostrando inutili e persino dannosi: strutture costose, utilizzabili solo da piccoli natanti, che non rispondono alle esigenze dei grandi yacht e finiscono per penalizzare i diportisti algheresi e sardi».
Una situazione paradossale che costringe le grandi unità all’ancoraggio libero, con ancore e catene di enormi dimensioni che impattano sui fondali, vanificando di fatto proprio quegli obiettivi di tutela ambientale che si dichiarava di voler perseguire.
Pais rilancia quindi una visione più ampia e strutturata: «La Sardegna deve dotarsi di un sistema coordinato di campi boe per yacht e mega yacht, creando un vero e proprio circuito nautico regionale capace di attrarre flussi stabili e programmati lungo tutte le coste dell’Isola».
Un progetto che avrebbe ricadute decisive anche sul piano industriale. «Un simile circuito – conclude Pais – creerebbe le condizioni ideali per valorizzare il distretto nautico e cantieristico di Porto Torres, che può ambire a diventare il più grande del Mediterraneo, con effetti straordinari in termini di sviluppo, occupazione qualificata e crescita economica per tutto il nord-ovest della Sardegna».