“Turismo e Ppr, superare Soru”

CAGLIARI – “Siamo con l’assessore Argiolas quando dichiara che occorre andare oltre il turismo balneare. Ci pare anche un principio lapalissiano. Non condividiamo in assoluto la sua tesi secondo la quale abbiamo troppi turisti che provocano un carico che la Sardegna non può sopportare. Ma ci piacerebbe che l’assessore si impegnasse di più per arrivare velocemente alla spendita delle risorse previste dalla legge sulla destagionalizzazione.” Così il consigliere regionale di Forza Italia Marco Tedde commenta la presa di posizione dell’assessore del turismo che ha parlato di troppi turisti in Sardegna e di carico antropico insostenibile.

“E’ evidente che se i flussi turistici, creati dai ben noti problemi dei paesi del bacino del Mediterraneo e della Turchia, sono concentrati in 50 giorni il carico antropico è alto. Ed è altrettanto evidente –sottolinea l’ex sindaco di Alghero- che occorre quindi mettere in campo azioni che destagionalizzino e puntino a captare altri flussi turistici da spalmare su 9 mesi all’anno ad integrazione del balneare. Che però continuerà ad essere centrale nei desiderata dei turisti. Fermo restando che per far arrivare turisti tutto l’anno occorrono trasporti efficienti, una buona qualità della ricettività e dei servizi e prezzi accessibili. Trasporti –ricorda Tedde- che sono stati demoliti dal suo predecessore che nel 2014 ha paralizzato la continuità territoriale sulle rotte minori e ha annullato il low cost nel nord ovest della Sardegna. E per migliorare la qualità della ricettività e dei servizi occorre una legge urbanistica priva dei tratti oscurantisti agognati da Soru e proiettata verso il miglioramento dell’offerta coniugata al rispetto dell’ambiente e del paesaggio. Obbiettivo semplice da attuarsi a condizione che si esca dalla trincea della difesa a tutti i costi del vecchio PPR. E risorse pubbliche dedicate al miglioramento della ricettività senza fare le commistioni prive di buon senso con l’accoglienza dei migranti che hanno caratterizzato una recente legge. All’assessore non piace il termine destagionalizzazione perché ricorda l’allungamento del balneare?”

“E allora ci chiediamo perché abbia proposto un disegno di legge che impegna risorse per oltre 40 milioni di euro proprio per “favorire la destagionalizzazione dei flussi turistici e distribuirne i benefici sull’intero territorio regionale, attivando politiche di promozione e comunicazione attraverso i canali offerti dal sistema del trasporto aereo”. Una legge sulla quale avevamo concesso al nuovo assessore del turismo una forte apertura di credito, consentendone l’approvazione con la procedura d’urgenza. Ma siamo costretti a rilevare che ancora non è stato pubblicato nemmeno il bando per la spendita di 4,8 milioni di euro entro il 2017 che ormai volge al termine Ci dispiace dirlo, ma l’assessore ad oggi ha predicato bene ma ha razzolato male. Continuiamo con pazienza ad attenderla alla prova dei fatti -chiude Tedde-, ma non per molto.”

Nella foto l’onorevole Marco Tedde

S.I.

Turismo, il Pd non è (solo) Soru

ALGHERO – “La Sardegna non è al collasso. La Sardegna è stremata dalla povertà! Prendo le distanze con tutte le forze da queste dichiarazioni da bar. Nella settimana in cui il ministro Franceschini celebra in ogni dove l’ottenimento, grazie a politiche avvedute, dell’incremento dei volumi di presenze turistiche in Italia, qui, “al fronte”, c’è chi per attaccare il gruppo dirigente del Partito Democratico e una giunta intera, cerca di “fare legna” aprendo grossolanamente un dibattito senza affrontare le necessarie premesse”. Cosi Enrico Daga, consigliere comunale e dirigente del Partito Democratico, rispetto alla dichiarazioni dell’assessore al Turismo Argiolas sull’assurda possibilità di limitare le presenze turistiche. Assurda perchè la Sardegna è largamente e quasi completamente intonsa. [Leggi]

“Non siamo al bar, e stiamo parlando di uno dei settori più delicati ma allo stesso tempo con maggiori prospettive se opportunamente organizzato, della nostra economia. Un settore trasversale che è, insieme, ammortizzatore sociale, volano delle produzioni locali, tradizioni, arte, cultura. Fattore di marketing territoriale.
Dire che un incremento di presenze (dove? Quando?) tutto da verificare, sia un male, sia insostenibile per un’isola a decremento demografico a due cifre ogni anno, è doloso”.

“È remare contro un popolo. È una élite da salotto che sberleffa gente laboriosa con le mani ruvide e il sudore nella fronte. Questa non è politica, è improvvisazione spacciata per scienza. Non ci meritiamo questa classe dirigente. Questo non è il PD, questa non è la Sardegna per cui mi spendo”, chiude Daga supportato, soprattutto sui social, da numerosi commenti a suo favore e fortemente critici con Soru e l’assessore Argiolas.

Nella foto il dirigente del Pd Enrico Daga

S.I.

“Troppi turisti? Soriani ridicoli”

ALGHERO – “Un assessore al Turismo che vuole scacciare i turisti non si è mai visto sulla faccia della terra”. Così Ugo Cappellacci, coordinato regionale di Forza Italia, commenta le dichiarazioni dell’assessore Argiolas sull’afflusso di turisti in Sardegna. “Se oggi assistiamo ad un incremento dei visitatori – sottolinea l’esponente azzurro- è per via dell’instabilità e del terrorismo in altre mete, non certo per le fumose conferenze stampa in cui l’assessore intesta ai suoi giochi di parole l’arrivo di migliaia di persone in più nella nostra terra. Se intende sostenere le posizioni ideologiche e talebane in perfetto stile soriano – evidenzia Cappellacci- e se ritiene che i turisti siano troppi, allora si interroghi su a cosa serva un assessore al turismo”. Ciò come evidenziato anche da Algheronews [Leggi], rispetto alle esternazioni dell’assessore Argiolas volte a definire un limite alle presenze turistiche.

“Per sostenere determinate posizioni, non ha certo bisogno della poltrona da assessore e può benissimo farlo come rappresentante di una corrente di partito. Qualora invece intendesse svolgere il suo ruolo istituzionale, si impegni piuttosto a consolidare un risultato sul quale non ha nessun merito a perseguire l’obiettivo della destagionalizzazione. Il turismo non cresce – ha concluso Cappellacci- con i sermoni finto ambientalisti e le norme talebane, che impediscono alle strutture ricettive di migliorare la loro competitività”.

Nella foto il coordinatore regionale di Forza Italia Ugo Cappellacci

S.I.

Pd e voto, turismo sotto attacco

ALGHERO – Sogno o son desto, direbbe il poeta. Però in questo caso siamo vivendo un incubo. Da settimane, come dei martelli, alcuni media, raccogliendo pareri, interventi e dichiarazioni di politici e rappresentanti di associazioni e mondo accademico, battono sul ferro, caldo, dei numeri registrati durante la stagione estiva. Partendo dal presupposto che l’estate, dunque il periodo in cui si dovrebbe incamerare maggiore ricchezza, non è finita, ma adesso, l’intervista di oggi all’assessore regionale al Turismo Barbara Argiolas chiarisce tutto. Come sempre, infatti, il tempo è galantuomo anche se, in questo caso, è difficile credere a quanto si legge. In sintesi la Argiolas dice che un’altra estate da record come questa non la possiamo sopportare e dunque bisogna limitare le presenze. Tutto giusto, niente di male. Se non fosse che non è stata un’estate da record e soprattutto che tutte le mete, prendiamo almeno quelle del Mediterraneo, registrano numeri notevolmente superiori. E non da adesso. La Sardegna ha degli spazi, materiali e immateriali, immensi di crescita. Fare delle ammissioni del genere comporta, per forza, attivare dei retro pensieri che, spesso, sono azzeccati.

In questo caso che Renato Soru è candidato alle primarie per la presidenza della Regione, ma non solo. Infatti voci sempre più insistenti parlano di una fine anticipata della Giunta Pigliaru e dunque elezioni anticipate questa primavera. Perciò è evidente l’accelerata del mondo che supporta Soru ovvero accademici, ambientalisti, sinistra del Pd e non ultimo, come da convegno di venerdi, alcune propaggini locali. Questo, come già anticipato [Leggi], anche per provare a convincere gli indecisi (oramai pare solo uno, il consigliere comunale Alessandro Nasone, visto che Linda Oggiano passerà all’opposizione) a salvare Mario Bruno. Non a caso il rappresentante già dell’Upc e oggi all’opposizione era presente al convegno soriano. Ma il voto al Consuntivo è tutta un’altra storia. Del resto si vocifera che Nasone voglia approdare al Pd, ma i dem catalani, per la quasi totalità, fanno riferimento all’area Popolare Riformista e Socialista (Spissu, Lai, Ganau) e non quella soriana. Dunque se Nasone dovesse sbagliare campanello è difficile che troverà aperto.

Ma questa è un’altra storia che, però, come detto si incrocia con la ridiscesa in campo di Soru. Gli avversari per le primarie potrebbero essere Silvio Lai o Massimo Zedda, ma per adesso sembra che i “nemici” siano i sardi. Infatti leggere le dichiarazioni di questi giorni dell’ex-governatore, sul Ppr (non vuole che sia modificato, salvo poi apprendere di ricorsi allo stesso provvedimento) e sul Turismo da parte della “sua” assessora, non possono che far saltare sulla sedia. Trattandosi di persone, imprenditori e anche rappresentanti politici piuttosto avveduti, quanto sanno tutti non può essere sconosciuto ad essi. E ciò aggrava la situazione. A prescindere dai pensieri personali, è evidente che si tratta di strategie elettorali. Perchè, ribadiamo, parlare di stagione record e dunque di annata da incorniciare è pura fantasia, per non dire altro. Anche perchè se dovessero continuare queste “stagione record”, come evidenzia in altra sede giustamente il presidente Pigliaru in un convegno a Nughedu, la Sardegna finirà spopolata con tutti i suoi giovani, e meno, emigrati in cerca di fortuna. Non è proprio un quadro idilliaco, almeno non per chi non ha stipendi, entrate garantite e fortune varie.

Nella foto il convegno sul turismo di venerdi ad Alghero

S.I.

Bando aerei, Argiolas già deludente

CAGLIARI – “Avevamo concesso al nuovo assessore del turismo una forte apertura di credito, consentendo l’approvazione della legge sulla destagionalizzazione dei flussi turistici, che stanzia oltre 40 milioni, con la procedura d’urgenza, rinunciando alle prerogative dei consiglieri della minoranza e lasciando alla nuova assessora l’esercizio di competenze che spettano al legislatore sardo. Ma oggi siamo preoccupati e delusi.” Così il consigliere regionale di Forza Italia Marco Tedde commenta la mancata pubblicazione del bando per la spendita di 4,8 milioni di euro entro il 2017 per azioni di promozione e comunicazione finalizzate a destagionalizzare i flussi turistici.

“Entro la fine del 2017 -ricorda l’ex sindaco di Alghero- debbono essere spesi 4,8 milioni di euro e all’orizzonte non vediamo i bandi che sicuramente non potranno essere chiusi in qualche giorno. Nel frattempo i dati di Assaeroporti evidenziano per l’aeroporto di Alghero una perdita di oltre 211 mila passeggeri nei primi 7 mesi del 2017 rispetto al medesimo periodo del 2015, quando ancora non era iniziata la crisi del low cost. Un 22% in meno di passeggeri che deve fare capire alla Giunta regionale che è necessario spendere le risorse disponibili per la destagionalizzazione con grande celerità”.

“E’ probabile -commenta Tedde- che adesso qualcuno si fiondi sulla stampa per evidenziare il lieve calo rispetto ai primi 7 mesi del 2016 e l’incremento dei dati di luglio rispetto al luglio dello scorso anno. Cercando di nascondere che già nei primi 7 mesi del 2016 rispetto al pari periodo dell’anno precedente l’aeroporto di Alghero aveva perso oltre 180 mila passeggeri, pari a – 19%. Ma fa parte del gioco. Attendevamo con impazienza la nuova assessora alla prova dei fatti, ma siamo rimasti delusi -commenta amaramente l’ex sindaco di Alghero-. Auspichiamo che da oggi a testa bassa l’assessora e la sua struttura lavorino per pubblicare i bandi e spendere in modo proficuo i 4,8 milioni di euro di competenza del 2017. Anche se, non possiamo nasconderlo, abbiamo seri dubbi sugli effetti di queste potenziali azioni di promozione per l’anno in corso -chiude Tedde-.”

Nella foto l’onorevole Tedde

S.I.

Turismo, Bombarde abbandonate |foto

ALGHERO – La distanza tra la compagine bruniana oggi ancora alla guida di Alghero e l turismo è abissale. Non appena arriva la bella stagione, non mancano occasioni, già da qualche anno, per evidenziare quanto questo comparto sia ai margini di un modello di visione della società che non vede il turismo come vera industria del territorio. E, anche in questo caso, non si tratta di un pregiudizio. Proprio negli scorsi giorni un importante leader della sinistra locale ha sottolineato che è sbagliato dipendere da questo settore.

Ed è così che le situazioni negative da porre in evidenza sono innumerevoli. In questi giorni tali pecche saranno messe in evidenza su Algheronews. Non si poteva non partire dal luogo più frequentato da turisti e residenti: le Bombarde. Da sempre il gioiello balneare della Riviera del Corallo oramai vive, da tempo, in completo abbandono. Sporcizia, mancanza di decoro, parcheggio selvaggio, assenza di servizi, manto stradale a pezzi, verde senza cura e in generale una grande senso di desolazione.

L’opposto di quello che dovrebbe rappresentare uno dei luoghi più frequentati e visitati dai villeggianti. Una vera cartolina di Alghero che, invece di ricevere le massime cure e attenzioni del caso, si trova totalmente trascurata. Uno degli esempi più lampanti è la scelta di mettere i sensi unici per l’ingresso a Bombarde e anche Lazzaretto. Invece di potare le piante e allargare la carreggiata, con un poco di bitume si sarebbe fatto anche un ottimo lavoro, aggiungendo pure segnaletica orizzontale e verticale, si è pensato di limitare gli accessi. Una nuova, ennesima e reiterata prova che il centrosinistra bruniano, riferimento di certi ambientalisti e del pensiero soriano, non ha a cuore il Turismo, al netto di convegni e slogan.

Ulteriore controprova: la mancata nomina dell’assessore. Quasi sei mesi senza delegato al Turismo. E siccome loro stessi parlano di stagione record, allora vuole dire che l’assessora indicata non era all’altezza oppure che anche senza assessore i flussi non mutano. La verità sta nel mezzo: senza vere politiche turistiche si perdono enormi fette di economie che altre località stanno intercettando in pieno macinando fatturati stellari. Poi, che Bruno voglia lasciare libera questa delega affinchè qualcuno “abbocchi” in vista del perdurante galleggiamento, è noto. Con buona pace di chi vorrebbe vedere Alghero produrre benessere non per soli 40 giorni, ma per più mesi. Obiettivo raggiungibile anche grazie a seri interventi da realizzare per fa ritornare a brillare un gioiello qual e le Bombarde.

Nelle foto la desolazione e mancanza di cura alle Bombarde

S.I.

Turismo, poco boom e tanto da fare

ALGHERO – Boom. Estate da record. E’ chiaro, da anni, che le logiche delle rappresentanze di categoria rispetto ai numeri delle presenze in turistiche, spesso, non coincidono. Questo grazie anche a certa politica molto capace a comunicare, viste anche le importanti entrature. Titoloni sparati ad orologeria per convincerci che tutto va bene. Ma così non è. Infatti la Sardegna fa ancora numeri molto bassi, spesso insignificanti, rispetto ad oltre zone del Mediterraneo. Basta il noto paragone con le Baleari: 40milioni di turisti all’anno contro i 4 della Sardegna. Dunque, cosa ci sarà da festeggiare? Niente.

Senza considerare la perdita, soprattutto per la zona di Alghero, di importanti fette di villeggianti connesse al mondo giovanile, alla nautica e in generale ai veri grandi eventi di spettacolo e sport. Appuntamenti che vengono saltuariamente ospitati nella Riviera del Corallo, come il Rally, ma che non producono la ricaduta attesa e auspicata. Inoltre oggi si parla dell’esplosione dei b&b. Niente di meno vero. Infatti, visti anche i tagli della Ryanair e la differenza negli arrivi in Sardegna, col ritorno dei charter, proprio affitta camere e bed and breakfast hanno registrato un calo a picco.

Inoltre, come già emerso in questi giorni, a conferma di quella che è realtà registrata quotidianamente, i turisti giunti questa estate, ad Alghero soprattutto, hanno minore capacità di spesa. Anni fa tutti si allarmavano per i passeggeri che poteva sbarcare la compagnia low-cost irlandese, ma il turista “lo fa” ovvero lo plasma la meta in cui si reca. Dunque se si offre un prodotto sempre più omologato (dal corallo alla gelaterie agli spettacoli passando per i servizi), la risposta sarà corrispondente come avvenuto questa estate.

A questo va aggiunto quello che sanno tutti ovvero che i flussi delle ultime stagioni sono da collegare anche al caos in nord-Africa che ha spostato tour operator e dunque visitatori verso la Sardegna. Ma, come notato da diversi operatori commerciali, si è già visto un calo rispetto all’anno passato. Ciò ribadisce quanto avvenuto anni da con Ryanair: il turista arriva (grazie anche ai voli e problemi delle altre mete), ma ritorna in percentuali residuali. Questo è il fatto più grave, quando una località non si consolida ma erode il proprio “consenso” anno per anno.

Per essere chiari e più vicini alla realtà: la costa est è esplosa. Basta vedere i numeri che fa registrare Olbia nei voli e tratte navali. Il cagliaritano va sempre meglio con punte in netta crescita di Villasimius e zona come Pula. L’oristanese inizia a consolidarsi. Mentre Alghero è ancora in balia degli accadimenti esterni. Questa, ribadiamo, è la cosa che dovrebbe far più preoccupare i governanti, invece di fare fragile propaganda. Ovvero aver smantellato un sistema che funzionava, collegato anche ai notevoli flussi del turismo giovanile, ed essersi affidati, come un ritorno agli anni ’70, completamente ai tour operator e charter. Anche Ryanair, di fatto è un tour operator, ma offre una clientela più vasta. Mentre i primi sono collegati agli hotel, che infatti sono andati bene, e non alle strutture alternative.

Una cosa è certa è chiaro che la Sardegna regge, Alghero compresa. Ma, è evidente, che questo non è avvenuto per delle strategie, scelte in ambito turistico (la nuova assessora regionale è in sella solo da pochi mesi, mentre Alghero addirittura ne è priva) e ancora meno per una promozione della meta. Ciò dipende, come detto dai problemi in nord-Africa, dagli attentati nelle grosse metropoli e soprattutto dalle infinite bellezze naturalistiche. Ma da questo a produrre ricchezza e benessere stabile, ce ne passa e tanto pure. La Riviera del Corallo è in mutazione. Sta avvenendo quello che una certa parte politica ha sempre detto di voler osteggiare: “no al turista da birretta e pizzetta”, dicevano. Ed è quello che hanno prodotto.

Ancora una volta, dunque, Alghero rappresenta un laboratorio al contrario: il vero turismo low-cost è arrivato dopo la fine della (sbagliata) dipendenza dal vettore low-cost. Ora che l’aeroporto sta riniziando a macinare dati positivi e ci saranno nuovi collegamenti con le capitali europee, è impellente che il centro catalano ritorni a imporsi sul mercato e garantire soprattutto dei flussi anche in bassa stagione con eventi di valore, sportivi e artistici, senza gettare dalla finestra migliaia di euro senza alcun tangibile ritorno come avvenuto per lo scorso capodanno o la recente manifestazione al Parco. In totale circa 300mila euro.

Nella foto un gruppo di turisti sui bastioni di Alghero

S.I.

Turismo: stagione striminzita |video

ALGHERO – Turismo ancora in primo piano. Non potrebbe essere altrimenti. Del resto è la colonna portante dell’economia locale e in generale di quella regionale. Però, nuovamente, ci si trova a parlare di questo importante tema come se fosse la Nazionale di calcio. Con differenti tifoserie, dati partigiani e soprattutto tanta propaganda. Non solo, colmo dei colmi vengono avanzanti dei bilanci a metà luglio. Probabilmente, viste anche le potenzialità del territorio, molte ancora inespresse, e soprattutto le svariate progettualità ancora da definire e realizzare (come nuovi e moderni posti letto a Maria Pia e la riqualificazione del Porto), sarebbe opportuno discernere di questo argomento a tempo debito. Dunque le analisi a fine anno e poi i primi mesi programmare l’intera stagione.

Ma visto che, come detto, tale tema è ritornato in questi giorni alla ribalta, anche per le polemiche tra sindaco e comparto produttivo con alcune evidenti frizioni, e soprattutto a seguito della definizione di un documento che sa di ultimatum all’amministrazione rispetto alle politiche turistiche, ricettive e mercantili, abbiamo intervistato il presidente del Consorzio Turistico Riviera del Corallo Stefano Visconti. Diversi i punti toccati a partire dal fatto che avere dei weekend di pienone a fine luglio rappresenta la normalità, mentre invece si deve lavorare, e non solo a slogan, ad allungare definitivamente la stagione.

Nella foto Stefano Visconti

S.I.

Legge Turismo, operatori: positiva

CAGLIARI – “Si potrebbe dire finalmente ‘habemus lex’ dopo trent’anni dall’ultimo atto normativo sul turismo. E’ importante che il Consiglio abbia licenziata la legge in due giorni, un segnale di grande condivisione tra le forze politiche che apprezziamo tantissimo”. Cosi Paolo Manca, presidente di Federalberghi Sardegna che continua “Nata da un preoccupante mix di 14 proposte che hanno rischiato di farla diventare un grande minestrone, nel tempo, la legge varata dall’Assemblea sarda ha subìto dei miglioramenti che si spera possano dare dinamicità al settore grazie anche alle proposte che come Federalberghi abbiamo fortemente voluto”.

“Bene in generale l’aspetto della Governance ed in particolare la creazione della DMO (o Destinazione Sardegna), sperando che non diventi l’ennesimo carrozzone inutile visto in esperienze passate, ma riesca finalmente a dare al turismo un passo ed una velocità adeguati. Bene alcuni passaggi sull’abusivismo, in particolare è stata accolta la nostra proposta dell’inserimento dell’Identificativo Unico Numerico (Iun) che consentirà a tutte le strutture extralberghiere che lavorano in trasparenza ed onestamente di poter avere giusta visibilità nei portali differenziandosi da coloro che fanno accoglienza al di fuori delle norme. Sottolineiamo che questo è l’unico caso in Italia e farà sicuramente da apripista in altre regioni. Adesso attendiamo di leggere la versione definitiva della legge appena licenziata dal Consiglio, ma siamo sicuri che la nuova normativa, se ben applicata e integrata con le corrette disposizioni attuative della Giunta possa dare degli stimoli nuovi al comparto.”

Nella foto Paolo Manca

Stagione da salvare, nessun record

ALGHERO – “Alberghi pieni a fine luglio, stagione da incorniciare”. E soprattutto, Alghero è ritornata ai fasti degli anni ’60 ovvero la Porta d’Oro del Turismo Isolano. “Non facciamo confusione e siamo seri, Alghero, da sempre, ripeto, da sempre, ha visto fine luglio e agosto registrare dei numeri positivi utili a salvare la stagione, ma, per essere chiari e onesti, quest’anno, salvo miracoli, difficilmente sarà così”. E’ Massimo Cadeddu, leader territoriale di Confommercio, sentito da Algheronews, a commentare la notizia diffusa ieri su un quotidiano regionale riguardo l’andamento del comporto turistico e in particolare ricettivo di Alghero.

“Infatti, visto l’inverno appena trascorso e pure la primavera e inizio estate, parlare di stagione da incorniciare, per non dire di ritorno ai fasti degli anni ’60, mi sembra a dir poco esagerato, per non dire fuorviante”, e spiega ancora Cadeddu “la verità è che il settore mercantile soffre come non mai e quello ricettivo, come giustamente evidenziato dai rappresentanti del Consorzio Turistico Riviera del Corallo e Domos, grazie ai charter e alcuni voli concordati con Sogeaal, vede dei dati in linea con gli ultimi anni, ma, per essere chiari, c’è poco da festeggiare”, e ancora “questo non è il momento di fare bilanci, ma di salvare il salvabile e soprattutto di programmare i mesi successivi e la prossima stagione”.

Anche Domenico Giorico, proprietario del Hotel Carlos V, evidenzia che in questi ultimi giorni c’è stata un ripresa e per le prossime settimane ci si attende un buon numero di presenze, ma i dati sono, ad oggi, inferiori sia all’anno scorso che anche al 2015, per non parlare degli anni passati. Per questi motivi, non può che far riflettere un’esultanza fuori luogo, dettata forse dal troppo caldo di questi giorni, rispetto ad uno, forse due, weekend con la città affollata e le strutture ricettive piuttosto piene. Abituarci al basso, al poco, quasi al niente, non è altro che l’inizio della fine. Alghero merita, in tutti i sensi, altro.

Nella foto i bastioni di Alghero

S.I.