Crollo Turismo, è rischio declino

ALGHERO – Nonostante la realtà sia quella di una delle stagioni turistiche peggiori di sempre, continuano a registrarsi uscite che narrano di presunti “record”. Peccato, tutti vorremmo fosse così, ma non lo è. E a dirlo non sono fervidi oppositori o accaniti critici degli attuali governanti regionali e locali, ma i rappresentanti delle categorie produttive isolane. “Siamo nel pieno della stagione, eppure la delusione e lo sconforto è tangibile in tutte le località turistiche della regione – afferma Gian Battista Piana, direttore Confesercenti Sardegna – da più parti e ci riferiamo principalmente al comparto della somministrazione si dichiarano perdite rispetto all’anno scorso vicine al 30%. Vogliamo pensare che sia solo una percentuale dettata da valutazioni sommarie, più umorali che scientifiche; ma è evidente che se a fine stagione, quando tireremo le somme, il dato si dovesse confermare, sarebbe un vero e proprio disastro”. Ristoranti, bar, negozi, botteghe, ma anche i supermercati (seppur meno) registrano un segno negativo. Secondo la Confesercenti si vede poca gente in giro e quei pochi spendono il minimo indispensabile, anche per mangiare, segno evidente che il risparmio è la parola chiave di questa stagione turistica. E il dato negativo segna in particolar modo ristoranti, in cui spesso il consumo risulta limitato a una sola portata.

Ma il malcontento è rappresentato anche dagli albergatori. “Si prevedeva una buona stagione, almeno come l’anno scorso, ma a parte rare eccezioni non c’è stato il pienone – rivela Carlo Amaduzzi, presidente Assohotel Sardegna – in diverse strutture hanno prenotato all’ultimo minuto, in altre c’è ancora posto. Forse il fatto che la situazione nel Mediterraneo si è placata portando i turisti verso mete più economiche e meglio organizzate. Noi invece siamo rimasti fermi, non abbiamo fatto tesoro del boom dell’anno scorso. Abbiamo solo un prodotto turistico legato alla balneazione e basta. Non si è stati in grado di realizzare nuovi prodotti che creassero attrattività: circuiti ciclabili, sentieristica, trekking. Nulla. E i turisti vanno altrove”.

Situazione critica che non esclude, ovviamente, anche Alghero e che soprattutto avrà i suoi riflessi negativi nei mesi entranti e nella prossima stagione. Ma se territori “più giovani” rispetto alla proposta turistica, come l’interno dell’Isola e tratti della Costa Est e Sud stanno reagendo in maniera positiva con nuove iniziative di eventi legati alla musica ed enogastronomia, l’area del Nord-Ovest appare asfittica e ferma nel tempo con una generale assenza di servizi e proposte non all’altezza della domanda sempre più esigente dei villeggianti che, infatti, ci impiegano poco a cambiare destinazione oppure a restare chiusi in pochi hotel e frequentare il centro giusto per un boccone e passeggiata. Molto lontano dal riuscire a creare economie col Turismo e imboccando cosi la strada del tramonto.

Nella foto il mare di Alghero

S.I.

Ristoranti Regionali, targa al Carlos V

ALGHERO – Ristoranti Regionali – Cucina DOC www.ristorantiregionali.it lunedì 20 agosto consegnerà a Domenico Giorico, general manager del Carlos V Hotel di Alghero, la targa di merito per dieci anni di fattiva collaborazione. Il riconoscimento sarà consegnato dal presidente Marinella Argentieri Serio e da Alberto Lupini direttore del Network Italia a Tavola, media partener del gruppo.

L’associazione, nata alla nei primi anni settanta dall’aggregazione spontanea di alcuni ristoranti lombardi, ha da sempre sostenuto il ruolo importante dell’enogastronomia del territorio nell’offerta turistica di qualità in quanto espressione di cultura. Da subito approvata dall’assessorato al turismo della Regione Lombardia ha trovato nel corso degli anni il sostegno di numerosi Enti preposti al turismo di diverse regioni d’Italia.

Dal 1982 per 20 anni ha organizzato festival di cucine regionali ad Alghero per l’Azienda di Soggiorno e Turismo diretta da Franco Serio, antesignano fautore della politica del gruppo. La strategia era far convergere ad Alghero “fuori stagione” giornalisti della stampa quotidiana e di settore al seguito dei ristoranti che presentavano le loro specialità regionali in amichevole confronto, con un ritorno stampa per Alghero su tutto il territorio nazionale. Ristoranti Regionali si sono costituiti associazione no profit due anni fa, per aggiungere iniziative a scopo benefico alle sue numerose attività. Domenico Giorico, associato dal 2008, ha condiviso con entusiasmo la scelta del gruppo e, firmatario dell’atto costitutivo,
è tra i soci fondatori oltre che membro del direttivo.

La targa che gli sarà consegnata nel corso di una cena riservata alla Stampa, realizzata con la collaborazione delle Tenute Sella & Mosca, che abbineranno alcuni loro vini al menù, riconosce a Domenico Giorico il merito di aver partecipato fattivamente all’attività dell’associazione ininterrottamente in questi anni e aver promosso la conoscenza dell’enogastronomia territoriale.

Per citare alcuni dei momenti più rilevanti: ottobre 2009 all’Iseolago Hotel in Franciacorta ha presentato la cucina di Alghero in gemellaggio con quella bresciana, nel novembre 2010 al Castello di Clanezzo in provincia di Bergamo si è confrontato con la cucina bergamasca ; il 2011 , 2012 , 2013 hanno visto il ritorno degli incontri presso il Carlos V Hotel che nel 2014 ha ospitato la cucina trentina, ricambiando l’anno successivo l’incontro , portando a Trento ricette a base di ricci e carciofi, prelibatezze invernali della sua terra. Nel 2016 ha ospitato la seconda edizione di “ Gola e preghiera : i piatti delle festività religiose” che, come in passato, ha fatto convergere ad Alghero ristoratori e giornalisti di diverse regioni d’Italia, convegno realizzato con il sostegno della Fondazione Alghero. Nel 2017 ha partecipato alle cene di beneficenza organizzate in diverse regioni. Attività che hanno richiesto impegno e dedizione e che, attraverso i numerosi articoli giornalistici prodotti, hanno evidenziato la valenza culturale dell’enogastronomia di Alghero con conseguente promozione della bella città catalana.

Nella foto Domenico Giorico con Danilo Moresco, vice presidente dell’associazione e Marinella Argentieri Serio lo scorso anno consegnano ad Emergency una raccolda fondi realizzata presso il rist. Da Bruno di Fertilia,socio del gruppo.

S.I.

Turismo: dopo 5 anni, eredità disastrosa

ALGHERO – “Eccoci qua, l’ultima estate del Sindaco Bruno e compagni è arrivata. Nemmeno con tutta la buona volontà del Mondo potremo cogliere degli elementi positivi rispetto all’eredità che ci lascia la sua amministrazione. Partito Democratico e Sinistra, con la regia del Sindaco Soriano, chiudono il loro mandato con la peggiore stagione turistica di sempre”. E’ Forza Italia-Alghero, tramite il gruppo consigliare, che commenta i pessimi dati sul Turismo che vedono un segno negativo sull’attuale stagione e soprattutto una generale condizione di crisi di tutti i comparti connessi ad esso, a partire dell’intrattenimento e commercio.

“Siamo passati dalla condanna dell’eventuale città di “pizzette e birrette”, critica giunta da chi oggi sostiene e condivide, ad un’Alghero dove invece il consumo maggiore dei bar è quello dell’acqua. Cataste di bottigliette d’acqua vendute ai turisti. Un indicatore, seppur minimo, che però fotografa al meglio il Turismo della Riviera del Corallo creato e lasciatoci in eredità dopo 5 anni e oltre da Bruno e compagni. Ma non solo. Oltre questo, la sciagurata eredità vede anche la cancellazione della musica. Inutile che vengano vantati estemporanei concertini, ovviamente a basso volume, sennò il “braccio armato” ambientalista dei salottini si inalbera, oppure un Jazzalguer che, seppur nato come idea vincente e come musica per tutti è di fatto, visti anche gli spazi e le scelte del cast, musica per pochi, la musica non c’è”.

“Siamo passati dal cartellone internazionale di Festivalguer, che ricordiamo ha ospitato nomi come Jovanotti, Pat Metheny, Paolo Conte, Lucio Dalla, Fiorella Mannoia, Pino Daniele, Claudio Baglioni, Subsonica, Sud Sound System, Laura Pausini, James Brown e tanti altri, a qualche concertino inserito in manifestazioni di altro genere che poco o niente avrebbero a che fare con la musica. Ripetiamo, piccoli grandi indicatori, che però trovano riscontro nei dati che le attività stanno registrando e che sono tutte di segno negativo, tutte. Inutile che qualcuno, pure stranamente in rappresentanza di tali realtà si affretti a rappresentare una situazione fantasiosa e inesistente, la verità vera è che il Centrosinistra di Bruno lascia un eredità da bancarotta del Turismo.

“Basta farsi un giro per apprendere che gli unici villeggianti sono quelli delle poche, grandi, strutture alberghiere piene e i sardi del circondario, mentre, ad esempio, manca totalmente il turismo regionale, per non parlare di quello nazionale o dei paesi del centro Europa e Inghilterra. Dopo aver perso il mercato cagliaritano, oramai anche quello sassarese annaspa a favore della Gallura e Costa Est. Luoghi che anni fa guardavano ad Alghero come esempio del Turismo, oggi sono loro il faro, mentre la Riviera del Corallo perde posizioni. Per non parlare della tanto chiacchierata “destagionalizzazione”, morta sotto i colpi di tavoli, incontri e assemblee, utili solo a riempire i giornali.

“E’ chiaro a tutti che il Centrosinistra algherese molto vicino alle idee malsane dell’ex-Governatore di Saluri non vuole i turisti. Preferisce crogiolarsi in manifestazioni autoreferenziali che non lasciano un euro e non creano neanche posti di lavoro, ma servono solo per ricevere applausi, pacche sulle spalle e qualche titolo dai pochi compagni adulatori. E come “ciliegina sulla torta” pure l’unico appuntamento che negli ultimi anni ha richiamato tanti giovani, rendendo felici grandi e piccoli, ovvero il “Festival dei Colori – Holi Color” è saltato per problemi organizzativi che paiono riferibili all’Amministrazione e dunque Fondazione e organismi gestiti dalla Giunta Bruno”.

“Uno scenario che andrà immediatamente stravolto da giugno prossimo per riportare la nostra città ai passati fasti, purtroppo, non pensiamo che riuscirà il neo-presidente della Fondazione Meta, a cui facciamo i nostri auguri, a invertire la rotta. Del resto già il fatto di accettare tale ruolo, da leader dei commercianti, ci lascia alquanto perplessi e soprattutto non è certo d’aiuto la vice Bruno, assessora fantasma. Nonostante tutto, staremo a vedere e restiamo fiduciosi, seppure molto preoccupati per la nostra amata Alghero”.

Nella foto le vie del Centro Storico

S.I.

Alghero, siamo all’ultima spiaggia?

ALGHERO – “Nonostante i tentativi di accreditare la tesi che i numeri del turismo sardo siano in crescita la percezione diffusa dalle nostre parti, il Nord Ovest della Sardegna, è decisamente diversa. Piacerebbe a tutti poter sposare questa tesi e affermare che si, effettivamente, gli arrivi, le presenze, ma soprattutto i fatturati siano in crescita: avremmo tutti più di un motivo per essere soddisfatti”. Cosi da Azione Alghero i rappresentanti Marco Di Gangi, Maurizio Papa e Patricia Petretto rispetto alla condizione di evidente crisi che sta attraversando il settore turistico algherese come certificato da tutti gli indicatori che hanno segni negativi.

“Non abbiamo ancora a disposizione dati definitivi, ammesso che possano essere attendibili, ma la realtà, ahimè, sembra essere decisamente diversa: la percezione è che Alghero stia registrando un netto calo negli arrivi e nelle presenze turistiche. Non abbiamo i dati degli arrivi nei porti sardi, ma quelli nei tre aeroporti isolani segnano nel primo semestre 2018 una crescita dei passeggeri del 5,6 % a Cagliari, del ben 12,7 % ad Olbia e di un misero 1,6% ad Alghero. Serve però ricordare che rispetto al 2015 lo scalo algherese ha un saldo negativo e deve ancora recuperare importanti volumi di traffico persi a seguito della massiccia emorragia di passeggeri conseguenti ai tagli dei voli Ryanair, nel frattempo trasferitisi a Cagliari”.

“Ma al di là dei freddi numeri, nel nord ovest della Sardegna si respira l’aria di un incombente declino economico che colpendo il turismo, da annoverare tra i settori strategici e trainante di altri comparti fa intravedere scenari poco rassicuranti. Oltre alle dinamiche del mercato turistico globale che vedono ritornare in campo i paesi del Nord Africa, da sempre nostri concorrenti, anche nuove destinazioni si stanno affermando nel mercato europeo e mediterraneo e la concorrenza si fa sempre più agguerrita”.

“La politica non è ancora riuscita a definire e mettere a regime un modello di “governo “ del turismo virtuoso, capace di rilanciare il nostro territorio e più in generale la destinazione Sardegna e renderla appetibile e competitiva per tutto l’anno. Dai trasporti agli altri servizi il lavoro da fare è tanto e senza la necessaria concretezza e la più ampia condivisione tra i vari attori coinvolti, pubblici e privati, l’obiettivo rimane relegato nella dimensione dell’utopia” dichiara Marco Di Gangi presidente di Azione Alghero.

“In Sardegna è presente quasi esclusivamente un’ offerta turistica indifferenziata – quasi esclusivamente balneare – e perciò relegata ai soli mesi estivi – contrariamente ad altre destinazioni che si caratterizzano per l’offerta di prodotti turistici destinati a mercati specializzati in grado di soddisfare specifici target nel corso di buona parte dell’anno, e tale situazione da noi determina come conseguenza prezzi più bassi e minore remunerazione degli operatori e una concentrazione stagionale dell’offerta, sottolinea Patricia Petretto, del direttivo di Azione Alghero.”

“La destagionalizzazione non significa vendere il prodotto balneare in inverno ma assemblare nuovi prodotti turistici (outdoor, gastronomia, natura archeologia, ecc., ecc.) . Sostiene Maurizio Papa, sempre del direttivo di Azione Alghero. Si tratta di un lavoro mai svolto in Riviera del Corallo che non può più essere rinviato. La nostra destinazione ha necessità, oltre che di una credibile governance del comparto, di investimenti mirati alla costruzione delle alternative al turismo balneare.”

“Per poter lavorare più di 4 mesi all’anno occorrono investimenti infrastrutturali, lungimiranza e la progettazione strategica del territorio – è un lavoro tecnico e non amministrativo. Significa che Alghero, oltre a consolidare i mercati nei quali è già presente, si deve impegnare a cercare nuovi mercati e sviluppare prodotti turistici in base alle nuove esigenze dei turisti. Senza questo lavoro il suo cammino diventa sempre più faticoso e sempre meno remunerativo, conclude Papa.”

“Alghero ha già perso diverse opportunità, non ha saputo fare tesoro della presenza della Ryanair. La compagnia irlandese ha portato per lunghi anni i turisti nel Nord-ovest della Sardegna, dove un offerta vera invernale non esisteva e non venne sviluppata nonostante gli arrivi. Se una compagnia aerea o un tour operator trova interessante una località ancora non coperta allora è suo interesse investire in essa. Se non c’e offerta e non c’e domanda la compagnia se ne va. Ora abbiamo nuovi mercati, collegamenti con l’Est -Europa per i quali fino ad oggi non è stato sviluppato alcun servizio o promozione. Fino a quando ci possiamo permettere di aspettare? Fin quando anche l’ennesima compagnia abbandonerà lo scalo algherese? La destinazione è costituita da una collettività, da un insieme di valori e di servizi, attualmente troppo frammentata, non collegata con la visione della singola azienda. Se la destinazione non cresce non potranno crescere neanche le sue attività, conclude Patricia Petretto.”

“Per raggiungere tale obbiettivo oltre ad una Amministrazione attenta e dinamica anche gli imprenditori devono rendersi protagonisti e non subire gli eventi o le decisioni altrui, sottolinea Azione Alghero con Marco Di Gangi che conclude con un impegno: “in continuità con il lavoro sviluppato negli scorsi mesi attiveremo una serie di iniziative per confrontarci con gli attori principali del comparto e definire precise strategie.”

Nella foto Maurizio Papa, Patricia Petretto e Marco Di Gangi

S.I.

Turismo, Alghero nella morsa mortale

ALGHERO – “In questi giorni, su “certa” carta stampata (il riferimento è alla Nuova Sardegna ndr), appaiono articoli che inneggiano a una fantasmagorica stagione estiva con i botti in tutta la Sardegna; che oltre a non rispecchiare la realtà che gli operatori vivono ogni giorno sulla propria pelle, va a “cozzare” con le recenti dichiarazioni dell’assessore al Turismo della Regione Sardegna, che colta da un barlume di realismo, parlava invece di stagione non positiva, definendola di transizione, vocabolo non contemplabile per una regione che vive principalmente di turismo, e non certo da oggi”. Sono i consiglieri comunali rappresentanti della coalizione di Centrodestra Sardista e Civico, Emiliano Piras e Maria Grazia Salaris, a intervenire sul tema principale, che dovrebbe avere maggiore attenzione dalla politica, ovvero il Turismo. In particolare riguardo le ultime “sparate”, attese come “il sole la mattina”, riguardo presunti record dell’attuale stagione che, a detta di tutti, a parte qualche hotel e ristorante e i locali (solo nel fine settimana) registra dati in netto calo.

E sono Piras e Salaris a ricordare che “se poi andiamo ad analizzare nello specifico il trend che si “respira” nel nostro territorio, non possiamo che, ahinoi, essere più catastrofisti rispetto a qualche altra parte dell’isola, se non altro perché ormai da qualche anno subiamo gli effetti negativi della “privatizzazione al buio” del nostro aeroporto, che ad oggi non ha prodotto un solo risultato positivo, rispetto a quelle che forse erano le aspettative di chi ha operato tale scelta”, e ancora, “Se è vero che i dati ufficiali di luglio, e quelli in prospettiva di agosto, non sono stati ancora resi ufficiali, di certo rimane il calo di presenze dei mesi spalla alla cosiddetta alta stagione, e la netta sensazione, soprattutto nel settore dell’ extra-alberghiero e dei servizi legati al turismo, dall’eno-gastronomia ai balneari, che la nostra città subisce un calo che si aggirerà tra il 10 e il 20%”.

“Purtroppo non si può certo tornare indietro, ma facendo tesoro degli errori fatti dalla filiera del centro sinistra, da Cagliari fino ad arrivare ad Alghero, si deve assolutamente cambiare questa tendenza, provando a stimolare un’analisi e un’elaborazione repentina, dei dati che riguardano gli arrivi nelle infrastrutture, le presenze nelle strutture, e allargare l’indagine ai fatturati delle attività della città, quelle del commercio comprese, per avere così il termometro più completo di quelle che sono le ricadute economiche sul territorio della stagione che volge al termine, e programmare immediatamente il 2019″.

“Cogliendo l’occasione per fare gli auguri di buon lavoro al neo presidente della fondazione Massimo Cadeddu, e avendo perso invece le speranze nei confronti di chi ci amministra, che solo esclusivamente per il mantenimento di equilibri politici, ha dovuto ob torto collo deviare su un indirizzo più imprenditoriale nella gestione della Fondazione, l’auspicio è che riesca a gestire questa fase di transizione che ci porterà, entro pochi mesi, alla liberazione, dalla morsa mortale di chi non ha la giusta visione di come deve essere gestita una città a vocazione turistica come Alghero”.

Nella foto gli esponenti politici di Centrodestra Emiliano Piras e Maria Grazia Salaris

S.I.

Turismo tra fiction e (cruda) realtà

ALGHERO – Sta sollevando una marea di commenti negativi e proteste la divulgazione a commento delle parole dell’assessore al Turismo regionale, la “soriana” Argiolas, riguardo il presunto, ma evidentemente non veritiero, “record del mese di Luglio”. Come già detto, tramite un precedente articolo [Leggi], basta farsi un giro per l’Isola, località turistiche in primis, per comprendere che ci sono realtà in forte crescita e altre che soffrono come non mai, in particolare il Nord-Ovest dell’Isola, Alghero compresa pur se, ovviamente, confermatasi meta prescelta

E non è certo una “divulgazione” di parte a dire questo, ma gli stessi imprenditori e titolari di attività come Mario Daga del Posada de Mar. Altro che Turismo in crescita, “crescono i fallimenti, crescono i debiti in banca, crescono i disoccupati, ma soprattutto cresce il mese di Agosto. Il mese di Agosto questo anno sarà di ben 90 giorni”. E dello stesso tenore quello di Minio Fonnesu che, oltre essere ristoratore (Sa Mesa), e anche albergatore (Domo Minore), “a se non abbiamo neanche ancora i dati delle associazioni con quali informazioni possono scrivere certe cose”, commenta rispetto alla parole dell’assessore Argiolas evidenziando che, alla fine, l’unico mese che continua a garantire numeri certi e alti (dalla notte dei tempi), è Agosto.

Dunque, la domanda nasce spontanea, a cosa sono servite tutti i tavoli, riunioni, incontri, assemblee, di questi ultimissimi anni per allungare la stagione? A rispondere, indirettamente, è Mena Solinas, “altro che tutto esaurito, fanno esaurire noi, una stagione misera, grazie al caro traghetti e all’assenza di voli aerei e intanto tutto si paga per poter lavorare, io ci credevo nell’impegno di chi comanda, invece grande delusione”. Questo, diciamo, a “microfoni accesi” e tramite social, ma, a parte qualche albergo e ristorante, la realtà è quella di una delle peggiori stagioni che cristallizza la perdita dell’occasione di non aver sfruttato in questi ultimissimi anni le gravi problematiche socio-politiche del Nord-Africa che, come narrano i dati veri, si è ripreso e segna dati, questi si, record.

Nella foto la spiaggia di San Giovanni di Alghero

S.I.

Dati Turismo, gestione amatoriale

CAGLIARI – “I turisti a luglio in Sardegna crescono o calano? E’ possibile che l’assessore del turismo continui a gestire i dati con questa superficialità?” Così il consigliere regionale Marco Tedde commenta i dati sui flussi turistici in Sardegna del mese di luglio, che secondo un importante quotidiano regionale sono positivi mentre l’assessore aveva dichiarato al medesimo quotidiano che sono in calo. “E’ anche vero che con una evidente contraddizione l’assessore aveva anche aggiunto che “il trend è positivo”. Riferendosi evidentemente al mese di agosto. Emerge che non sappiamo quali siano i dati reali. Ma una cosa è certa: l’assessore gestisce i dati statistici in modo amatoriale. Una regione a vocazione turistica che fornisce i dati in modo così superficiale non è affidabile.”

Secondo Tedde per gestire il fenomeno turistico occorre uscire dall’improvvisazione e entrare in processi di analisi e di costruzione della destinazione basati su numeri certi. “Una gestione amatoriale dei dati che fa il paio con i ritardi nell’attuazione della legge regionale del turismo del 1° agosto del 2017, il cui Piano strategico e la DMO (Sardegna destination management organization), che ne costituiscono le colonne portanti, dopo un anno non hanno avuto neanche un principio di attuazione. E a questa gestione amatoriale si aggiungono i ritardi del bando della destagionalizzazione dei flussi turistici, la cui legge, approvata in tutta fretta il 3 luglio del 2017 con il sostegno di FI, avrebbe dovuto consentire la spendita delle importanti risorse stanziate entro settembre del medesimo anno. Nulla di tutto ciò è accaduto -denuncia l’ex sindaco di Alghero-.

“Ormai settembre è alle porte ed entro la fine del 2018 la Sardegna non potrà fruire delle novità strutturali della nuova legge del turismo e delle risorse del bando della destagionalizzazione. Questa è la conferma che la Giunta regionale continua a basare la sua attività su annunci e lanci mediatici e non riesce ad avviare le azioni politiche più semplici. Se prima eravamo convinti della necessità di un deciso cambio di passo, i tempi ci portano a ritenere che sarebbe opportuno che Pigliaru prendesse in mano le redini del turismo sardo -chiude Tedde-“.

Nella foto la spiaggia cittadina di Alghero a metà giugno totalmente vuota

S.I.

Ma quale record? Luglio pessimo

ALGHERO – Era atteso come il sole la mattina. Oramai è una caratteristica dell’estate leggere di presunti record sulla stagione turistica. Mentre tutti gli indicatori, compresi quelli ufficiali del comparto e per bocca degli stessi rappresentanti di categoria, come ad esempio ha onestamente affermato Paolo Manca di Federalberghi e Confturismo, siano negativi con punte del 20% in meno rispetto l’anno passato, eccoci ad apprendere da alcune fonti che il mese di Luglio ha sbaragliato. Purtroppo non è cosi. Basta farsi un giro e parlare (veramente=) con la gente, operatori commerciali, culturali e imprenditori per rendersi conto che quell’attuale è una delle peggiori stagioni per la Sardegna. Alghero non è esclusa da questo andamento con gestori e titolari di attività che addirittura dicono di un calo del 30-40%.

“La Nuova Sardegna di oggi 6 agosto titola a caratteri cubitali. “ Luglio record nell’isola” – “ L’isola capitale del turismo” . Il taglio quasi trionfalistico è in perfetta sintonia con la linea editoriale del giornale: “tutto va bene, anzi al meglio“ finché governa il Centrosinistra”. E’ il presidente del movimento civico Marco di Gangi, tramite social, a commentare proprio le notizie diffuse in merito e i suoi riflessi. “Come si fa a dare un’informazione come questa disponendo solo di dati parziali? Mancano, ad esempio, i dati dell’aeroporto di Alghero, mancano i dati degli arrivi nei porti isolani, mancano del tutto i dati relativi agli arrivi e alle presenze nel pianeta costituito dalle migliaia di posti letto offerti dal sommerso delle seconde case e delle strutture abusive”.

“Cosa succeda poi negli altri 10 mesi che non siano luglio e agosto? Meglio non parlarne visto l’evidente crollo che ci è stato”, e ancora Di Gangi, “ci sta pure che si senta il bisogno di esaltarsi e recitare il mantra che stiamo crescendo. La realtà purtroppo è ben diversa. L’importante però è che si faccia passare questo messaggio, tanto il lettore, ma soprattutto l’elettore distratto alla lunga finirà per crederci”. Ma, come detto, non è cosi. Del resto le ultime elezioni politiche, nello specifico, hanno insegnato (a chi vuole e sa imparare) che non basta costruire una determinata e parziale narrazione per legittimi interessi di parte, la gente, l’elettorato, il popolo, oramai ha diversi mezzi, per apprendere la verità. Compresa l’evidenza di uscire da uffici, case e comode, seppur spesso decadenti, assisi.

Nella foto alcuni turisti ai bastioni

S.I.

Capo Caccia, apre InFopoint Grotte

ALGHERO – Operativo da oggi il nuovo Infopoint-biglietteria sul piazzale di Capo Caccia, all’ingresso della Escala del Cabirol, la scalinata di 654 gradini che si snoda lungo la parete del promontorio da cui si accede alla Grotta di Nettuno. Una delle bellezze più significative della Sardegna si arricchisce nell’accoglienza e migliora il servizio di informazioni ai numerosi turisti e visitatori che ogni giorno affollano il complesso carsico di Alghero.

“La nuova struttura – fanno sapere dall’Amministrazione Bruno – realizzata interamente in legno ha una dimensione di circa 100mq. e ospita l’ufficio informazioni e accoglienza, biglietteria informatizzata (con palmare e pos), ripostigli e servizi igienici. “Il turismo merita servizi di qualità come quello offerto alle migliaia di visitatori che ogni giorno scelgono la Riviera del Corallo e la Grotta di Nettuno” sottolinea l’assessore Gabriella Esposito, che si dice “felice di poter rendere sempre più fruibile un sito straordinario come quello di Capo Caccia”. La Grotta di Nettuno, all’interno del Parco di Porto Conte e dell’omonima Area Marina, si conferma tra i siti speleologici più visitati d’Italia.

“E’ questo il percorso giusto, valorizzare e promuovere ciò che di unico la città possiede, il suo territorio” dice Massimo Cadeddu, il presidente della Fondazione Alghero che gestisce il sito, accompagnato oggi da Dario Pinna, membro del Cda. Presenti a Capo Caccia questa mattina il Sindaco Mario Bruno e alcuni consiglieri comunali. In allegato uno scatto dell’incontro con la stampa e il link al video caricato sul canale istituzionale del Comune, liberamente condivisibile, con le immagini del nuovo Infopoint di Capo Caccia.

Nella foto questa mattina l’apertura dell’InFopoint

S.I.

Fondazione, gestione da applausi

ALGHERO – “Decantata la notizia delle dimissioni del presidente Raffaele Sari, posso fare alcune riflessioni non più sull’onda dell’emotività, il dispiacere per sua la decisione, ma su dati di fatto, attraverso un piccolo bilancio di quanto il precedente Consiglio D’Amministrazione della Fondazione Alghero, con l’Amministrazione Comunale, ha fatto negli ultimi due anni.

Con costanza e ritengo anche con la testardaggine che contraddistingue i visionari, il CdA, tenendo presenti gli obiettivi stessi della Fondazione, ha lavorato per concorrere al loro raggiungimento. Attraverso l’elaborazione di strategie di sviluppo culturale del territorio, la promozione e la gestione integrata del sistema culturale.

Ha sviluppato e portato avanti non più singole iniziative, sporadiche e uniche, ma veri e propri format come Més que un mes, una animazione delle festività natalizie che sia nel 2016 che nel 2017 si è sviluppata in circa 40 giorni di appuntamenti tra musica, cultura, folklore, intrattenimento, quasi tutti gratuiti, rivolti ad un pubblico eterogeneo per gusti e fascia d’età, con particolare attenzione alle famiglie e allo spirito inclusivo delle manifestazioni (a partire dal 2016 si è ad esempio utilizzata l’opera di esperti nel linguaggio dei segni per non udenti) realizzate in un territorio diffuso con particolare attenzione alle zone a più alta densità di attività commerciali, con un apposito e spettacolare arredo urbano.

Allo stesso modo si sono creati cartelloni e calendari in una serie di contenitori quasi senza soluzione di continuità, da Més que un mes, appunto, al carnevale, alla settimana Santa, all’appuntamento di Pasquetta alle iniziative in collaborazione con il Parco di Porto Conte, come Primavera al Parco. La Fondazione Alghero è riuscita, attraverso progetti fatti non solo nel centro della città, ad interagire e collaborare con tutto il territorio, con le feste delle borgate e dei rioni. Ha messo in rete le associazioni culturali e sociali della città, coinvolte in tutte le iniziative e promotrici di tantissimi eventi. In due anni la Fondazione Alghero ha reso disponibile, gratuitamente, la Sala Convegni del Quarter ospitandovi iniziative ed incontri per oltre l’80 per cento dei giorni. Alghero candidata città della Cultura, Alghero che si è fatta e si farà teatro con il Mamatita Festival.

In questi due anni la celebrazione del 25 aprile non è stata solo una parata, con iniziative che sono andate oltre il linguaggio convegnistico, sempre in simbiosi con le nostre associazioni, sono state celebrate ricorrenze fondamentali come i 70 anni della Costituzione, l’anno gramsciano, il centenario della Grande Guerra. Inoltre, sul tema della memoria, lavorando sempre sul tema identitario e caratteristico di Alghero, sono state ricordate figure importanti della nostra città come Antonio Simon Mossa, Pasqual Scanu, Pere Català i Roca. Alghero nella stagione estiva, tra rassegne di cinema all’aperto, concerti di musica jazz, popolare, classica, rassegne letterarie, festival di danza, per citare solo alcune delle proposte, sino alla festività di San Michele non ha giorno che non sia interessato da un’iniziativa.

La visibilità internazionale alla città è stata data dai grandi eventi, nazionali ed internazionali, senza dubbio. Come il Grenage du monde, il Giro Olio, il raduno dell’AFI, il Beach Soccer, il Mondiale di Rally e la storica partenza del centesimo Giro d’Italia. In quell’occasione tutta la città si è fatta rosa, insieme. Il cambio di passo si è potuto realizzare anche grazie all’apporto di idee offerto da un comitato scientifico di spessore assoluto e competenza in molti ambiti dell’arte e della comunicazione, alla collaborazione delle associazioni di categoria, delle associazioni e dei comitati di quartiere o borgata.

La visione, fondata su un sistema integrato di promozione del territorio, di sperimentazione culturale, di progettualità partecipata si è indirizzata poi alla valorizzazione dei beni storici, archeologici e artistici della nostra città, creando un polo museale. La collaborazione e la sintonia con l’assessorato alla Cultura ha consentito di metter in rete tutti i musei e siti storici, di aprire con maggiore frequenza il Museo del Corallo e di aprire il museo archeologico della città. Aprire i musei alla città non solo per le visite ma attraverso una serie di iniziative, di incontri, di conferenze.

La lettura dell’intervista fatta a Luigi Fassi, direttore del MAN di Nuoro, sollecita altre riflessioni. Quando dice che “è proprio l’idea di laboratorio culturale quella a cui bisogna dare spazio, per favorire una maggiore consapevolezza di ciò che la Sardegna sa pensare e creare” e che “non esistono aree europee economicamente dinamiche prive di un solido sostrato di produzione di produzioni artistiche e culturali. Le seconde sono anche una premessa alle prime” credo che in questi due anni, ad Alghero, si siano create le basi sociali e culturali per un’innovazione economica e per uno slancio della nostra città. Lui parte da Nuoro guardando non solo la Sardegna, noi che siamo partiti da Alghero, in vantaggio con i nostri beni naturalistici, archeologici, storici, stiamo guardando oltre i confini dell’Europa”.

Giusy Piccone – consigliera comunale Lista X Alghero

S.I.