Alghero, pulizia Cala Viola

ALGHERO – Si terrà giovedì 23 agosto (dalle ore 9), la giornata dedicata alla pulizia dai rifiuti spiaggiati (in particolare plastica) presso Cala Viola, sulla costa nord di Alghero, un luogo di riconosciuto pregio ambientale: è infatti ricompresa entro i confini del Parco Naturale Regionale di Porto Conte, del Sito d’Interesse Comunitario Capo Caccia (con le isole Foradada e Piana) e Punta Giglio, dell’Area Importante per l’Avifauna (IBA) Capo Caccia, Punta Cristallo e Isola Foradada e del Parco Geominerario Storico della Sardegna. La giornata, che vede la collaborazione dell’Amministrazione comunale, è organizzata da Marco Colombo, naturalista, fotografo, divulgatore scientifico di fama internazionale.

Nella foto la zona di Capo Caccia

S.I.

Villasimius, cuscini di alghe. Alghero?

ALGHERO – E’ sempre bello poter raccontare di processi virtuosi che vanno verso la soluzione di problemi più volte segnalati e, purtroppo, ancora irrisolti. Passaggio che vale, ad esempio, per l’annoso e divenuto grave problema della posidonia spiaggiata. In particolare per l’occupazione, oramai discarica a cielo aperto, nella zona tra San Giovanni e il Porto. Un angolo di litorale di particolare pregio dove si potrebbero ubicare attività ludico e ricreative e che invece è un ammasso di alghe putride.

E come Olbia ha tracciato la strada per lo smaltimento della posidonia andando a liberare già da inizio primavera di quest’anno le spiagge da questo ingombro, cosi, adesso, Villasimius indica la via per il riutilizzo tramite una ottima e fattiva sinergia tra diversi enti e in particolare grazie all’Area Marina Protetta di Capo Carbonara. Cuscini riempiti di posidonia, da posizionare nelle spiagge di Villasimius ad uso dei bagnanti. L’iniziativa “Sidonia”, unica in Sardegna, è dell’ente di riserva marina, in collaborazione con Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), nell’ambito del progetto Stratus per la gestione e valorizzazione di località turistiche costiere in tre aree pilota: Sardegna, Liguria, Provenza-Alpi-Costa Azzurra.

Una delle attività previste è la gestione sostenibile della posidonia spiaggiata, al fine di rendere fruibile il litorale e nel contempo valorizzare questa risorsa naturale così importante. Alla fine della stagione estiva, la posidonia sarà restituita alla spiaggia. I 40 cuscini realizzati, delle dimensioni di 1m x 1m, sono rivestiti in polipropilene e vengono distribuiti agli stabilimenti balneari di Villasimius delle strutture insignite del marchio Stratus, che ne certifica l’impegno a proteggere l’ambiente: Porto Giunco, chiosco Notteri, Pullman Timi Ama, Hotel Fiori di maggio, Hotel Cormoran e Hotel Simius Playa.

E ora spetta ad Alghero, dove il problema è molto più presente e impattante, almeno “copiare” rispetto a quanto fatto da altri Comuni in Sardegna e pure sul territorio nazionale. Ciò al fine di evitare che anche la prossima stagione turistica, in particolare per l’esercizio delle attività balneari, settore importante per l’economia locale, venga compromessa dalla massiccia e dilatata (fino addirittura a estate inoltrata) presenza di alghe lungo tutto l’arenile.

Nella foto il recupero delle alghe per realizzare i cuscini

S.I.

Presidenza Parco, da Cella a Scala

ALGHERO – Il Sindaco di Alghero ha partecipato questa mattina a Casa Gioiosa al passaggio di consegne tra Luigi Cella e Gavino Scala alla presidenza del Parco di Porto Conte. Alla presenza dei consiglieri d’amministrazione, dell’assessore all’Ambiente Raniero Selva, del direttore del Parco, Mariano Mariani, di alcuni consiglieri comunali, dipendenti e collaboratori dell’Azienda Speciale, Mario Bruno ha rimarcato la crescita a cui è andato incontro in questi anni il Parco – “un vero fiore all’occhiello per la Città, l’Amministrazione e la Sardegna” – ringraziando indistintamente tutti. Dopo aver rinnovato i complimenti per l’encomiabile impegno e la collaborazione leale con cui Cella ha portato avanti le attività “con un particolare senso di attaccamento e responsabilità che è andato ben aldilà del ruolo affidatogli”, il sindaco si è detto certo “che la collaborazione con l’ex presidente andrà comunque avanti e non si esaurisce qui”.

Mario Bruno ha chiesto al nuovo presidente continuità col lavoro impostato in questi anni: “questo territorio ha come tratto distintivo quello dell’ambiente, del paesaggio e della valorizzazione in chiave economico-turistica delle bellezze naturali – ha sottolineato – ed in questa direzione, con sempre maggiore convinzione si deve proseguire. Il Parco oggi è un protagonista attivo dello sviluppo, grazie al contributo di tanti, mette insieme in maniera sinergica le eccellenze del territorio. Dalle produzioni agroalimentari ai servizi turistici fino alle attività produttive. Ed è su questo che l’Amministrazione continuerà ad investire risorse importanti” ha concluso Mario Bruno, rinnovando gli auguri a Gavino Scala e a tutti i collaboratori presenti a Tramariglio.

Nella foto e video il passaggio di consegne al Parco di Porto Conte questa mattina

S.I.

Balzello per Punta Giglio: proteste

ALGHERO – Con Ordinanza n°2 del 2018, il Direttore del Parco di Porto Conte, Mariano Mariani, ha deciso di “privatizzare temporaneamente” il comprensorio verde di Maristella togliendolo di fatto dalla disponibilità gratuita dei visitatori. Se fosse successo all’interno delle mura di Alghero ci sarebbero stati lo sdegno e la rivolta popolare. Invece accade nella borgata algherese di Maristella dove, da lunedì prossimo, i non residenti che abitualmente vanno a passeggiare a piedi e in bicicletta a Punta Giglio (esclusi dal pagamento in questa prima fase sperimentale i residenti) si troveranno a pagare un balzello al Parco di Porto Conte.

Tonina Desogos, Presidente del Comitato di Borgata di Maristella ha commentato: “Il Parco sta scippando Punta Giglio alla fruizione gratuita così come accaduto per Le Prigionette. A fronte di quale tornaconto concreto per il territorio? Casa Gioiosa sta diventano un’idrovora di fondi senza dare nulla in cambio. Gli abitanti di Maristella hanno già firmato in massa per la riperimetrazione del Parco, limitandolo a non oltre la Foresta Demaniale delle Prigionette. A Maristella si paga già la tassa di soggiorno che in tutto il mondo viene utilizzata anche per le manutenzioni e la prevenzione nei sentieri escursionistici. Visto il numero di strutture ricettive presenti nella nostra borgata crediamo che quegli introiti siano molto più che sufficienti per garantire la fruizione gratuita per tutti dei sentieri per Punta Giglio”.

“Il Parco di Porto Conte non può pensare di mettere biglietti di ingresso ovunque al solo fine di stipendiare i propri dipendenti. C’è già Forestas a presidiare ottimamente il territorio e non sono necessari altri interventi. E’ necessaria un’importante riflessione sulla reale necessità di avere un Parco se i risultati sono quelli ottenuti in questi anni. Ora, se Punta Giglio deve essere a pagamento, il Comune di Alghero faccia in modo che il 100% dei fondi incamerati siano finalmente utilizzati per la riqualificazione delle borgate”.

Nella foto l’ingresso a Maristella

S.I.

Parco: guardare la Luna, non il dito

ALGHERO – Parole piuttosto dure e pesanti da parte della Desogos, presidente del Comitato di Maristella, [Leggi] riguardo l’agognato, promesso, annunciato e ancora mai realizzato concorso per stabilizzare i dipendenti del Parco di Porto Conte. Lavoratori, alcuni con esperienza pluriennale presso l’Ente di riserva terrestre, che attendono tale passaggio forti anche di un pronunciamento del Tribunale del Lavoro. Sentenza che se non rispettata porterebbe degli effetti diretti ai responsabili di tali scelte e in particolare i vertici del Parco e dell’amministrazione comunale che ne dovrebbero rispondere davanti al Giudice.

Tralasciando questo importante aspetto, non si può non dare ragione alla Desogos e anche ad altri esponenti politici che, da tempo, chiedono che Villa Gioiosa diventi quel volano di sviluppo connesso all’ambiente atteso da troppi anni. Per fare ciò, come noto, è indispensabile l’atteso “Piano del Parco”. Atto, anche questo, annunciato, promesso e ancora neanche portato all’Assemblea che, tra l’altro, mai come in questi anni si è riunita cosi poche volte. Altro segno del distacco (quasi totale) tra la politica locale e un Ente che ha potenzialità enormi. A dimostrarlo, ad esempio, la manifestazione di due domeniche fa. E’ “bastata” l’intuizione. lo sforzo e la volontà di alcuni rappresentanti delle borgate per realizzare un appuntamento che, se promosso e organizzato col giusto sostegno del Comune, Parco compreso, potrebbe essere di richiamo per solidi flussi turistici legati allo sport ambientale. Un piccolo grande esempio. Ma, con una struttura del genere, le idee vincenti potrebbero essere diverse.

Certo lascia perplessi che a fare l’eventuali “spese” della gestione non ottimale del Parco siano, solo o quasi, dipendenti, in particolare coloro che svolgono le più svariate mansioni pur di sopperire alle diverse necessità che si presentano. Temi, come quello del Piano e sopratutto del monitoraggio delle spese di questi anni e del “ritorno” delle manifestazioni realizzate, compresa la recente “sfilata di moda”, che dovrebbero interessare la politica e in particolare il Consiglio ovvero l’assemblea. Ma, come detto, non vorremmo che lo xanax naturale del solleone estivo faccia dimenticare definitivamente quello che è un prezioso e formidabile asset per il rilancio del territorio algherese e che, soprattutto, a fronte di una diffusa stagione, si guardi “il dito e non la luna”.

Nella foto trekking al Parco di Porto Conte

S.I.

Discarica alghe, annuncio rimozione

ALGHERO – “La rimozione delle banquette di posidonia oceanica presenti lungo il battente del mare nel sito di stoccaggio in zona San Giovanni, con l’obbiettivo di evitare che le mareggiate possano staccarne porzioni che poi le correnti riversano lungo il litorale, chiude la serie di interventi straordinari eseguiti dall’Amministrazione e propedeutici alla completa bonifica del sito, già programmata per la stagione autunno-invernale”. Cosi dal Comune di Alghero riguardo il grave problema della montagna di alghe putride che sono presenti a San Giovanni e anche alla fine della pineta di Maria Pia e Punta Negra che, come segnalato più volte da Algheronews, con ultimo articolo di ieri in cui venivano illustrati gli ultimi 50 anni, con immagini, del litorale cittadino. [Leggi]

“Proseguiranno invece con cadenza quotidiana i servizi di pulizia con pulisci-spiaggia e la raccolta manuale dei rifiuti lungo tutte le spiagge della costa algherese. Confermata, infatti, la decisione di procedere alla fine della stagione balneare con lo smaltimento e la bonifica dei siti di stoccaggio di San Giovanni e seguiranno la stessa sorte dell’area pinetata di “Cuguttu” in località “Maria Pia”, dove la sperimentazione eseguita ha consentito di recuperare l’intera frazione sabbiosa presente, prevedendone la ridistribuzione sul litorale di provenienza, liberando ampi spazi di pineta alla libera fruizione dei bagnanti”.

Tutto questo, in linea con quanto evidenziato dalla manifestazione del Centrodestra Sardista e Civico dello scorso metà maggio [Leggi] dove veniva messo in evidenza il grave problema soprattutto rispetto alla fruibilità delle spiagge. Considerando anche la “discarica di alghe” a San Giovanni che quest’anno ha assunto proporzioni mai viste con anche evidenti problemi sanitari visti gli olezzi che si sollevano dal sito. Dopo diverse segnalazioni di Algheronews, cittadini, balneari e Centrodestra Sardista e Civico, l’Amministrazione Bruno, a luglio 2018, dopo 4 anni di Governo cittadino, ha annunciato di voler intervenire. Vedremo, la speranza è sempre l’ultima a morire.

Nella foto la pessima condizione di San Giovanni nel weekend appena trascorso

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Eco-box a spese delle attività

ALGHERO – “Ecco i primi “eco-box” installati ad Alghero, su indicazione dell’ufficio Ambiente. Si tratta delle schermature in legno, fiorite, con un telaio metallico in scatolare di acciaio che rivestiranno i bidoni dei rifiuti di tutte le attività commerciali e di somministrazione che, per mancanza di spazi, utilizzano il suolo pubblico per il conferimento quotidiano”. Cosi dall’amministrazione Bruno riguardo l’installazione della prima struttura utile ad occultare i contenitori dei rifiuti presenti in città.

“Si tratta di un vero e proprio progetto di arredo, perfettamente integrato nel contesto architettonico e in linea con sedute e panchine presenti negli angoli più caratteristici della città, mirato ad alleggerire l’impatto negativo che i numerosi bidoni arrecano al contesto urbano. Realizzate con listelli in legno di iroko di colore bruno, le strutture di dimensioni modulari sono dotate nella parte superiore di fioriera e abbelliranno il centro e le vie cittadine, contribuendo a garantirne il decoro. I box ecologici realizzati dai privati e titolari di attività, saranno installati previa autorizzazione, di concerto con i competenti uffici comunali: vanno incontro alle richieste dei residenti che negli ultimi anni hanno assistito ad un proliferare di attrezzature posizionate all’esterno dei locali, e troveranno il piacere dei turisti.

“Si tratta di un bel esempio di cooperazione tra pubblico e privato, tra imprenditori e residenti” evidenzia il Sindaco di Alghero, Mario Bruno, sottolineando gli sforzi in atto dall’Amministrazione per garantire pulizia, decoro e coinvolgere sempre più cittadini e imprenditori in progetti e attività di abbellimento e rigenerazione urbana, così da presentare la città accogliente tutti i mesi dell’anno. In allegato la simulazione fotografica delle opere in progetto e lo scatto con il primo “eco-box” installato all’angolo tra le vie Eleonora d’Arborea e La Marmora dalla gelateria-caffetteria “Passione gelato”.

Nella foto il primo “Eco-box” realizzato ad Alghero

S.I.

Delfini, risorse alle Aree Marine

CAGLIARI – Le Aree Marine Protette della Sardegna, anche nel 2018, potranno proseguire le attività legate alla gestione dei SIC marini, con particolare riferimento agli approfondimenti scientifici sulla presenza di delfini della specie Tursiops truncatus in prossimità dei territori delle stesse Aree. Le ricerche sono necessarie ai fini dell’individuazione di nuovi siti marini da proporre al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare. La Giunta, su proposta dell’assessora della Difesa dell’ambiente Donatella Spano, ha approvato la delibera con la quale vengono destinati 100mila euro da distribuire tra le cinque Aree Marine Protette della Sardegna.

“Si tratta – spiega l’assessora Spano – di risorse previste nella Legge di Stabilità 2018 per sostenere gli oneri della gestione dei siti di interesse comunitario marini e per favorire il funzionamento della Rete delle aree marine protette”. “L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), su incarico del Ministero dell’Ambiente – precisa la titolare dell’Ambiente – ha elaborato uno studio da cui si rileva la potenziale presenza di delfini della specie Tursiops truncatus in particolare nell’area del Nord Sardegna. La ricerca rileva peraltro che gli avvistamenti sono ravvisabili anche in altri luoghi della Sardegna, in prossimità dei territori delle attuali Aree Marine. Per questo è necessario dare corso ad approfondimenti più completi e puntuali”.

Nella foto alcuni delfini

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Porto Ferro e Palmas: issato il Blu

SASSARI – Sono state issate questa mattina a Porto Ferro e Porto Palmas le Bandiere Blu, riconoscimento internazionale che è espressione di una politica di gestione eco-orientata. Porto Ferro può vantare la bandiera per il terzo anno consecutivo, mentre Porto Palmas si riconferma per il secondo anno. «Si tratta di spiagge con acque di balneazione eccellenti – spiega l’assessore alle Politiche agro-ambientali e vicesindaco Fabio Pinna -, dove sono garantite la conservazione e la biodiversità degli ecosistemi marini e la pulizia della spiaggia. Un’area costiera da preservare, una risorsa preziosa, da valorizzare dal punto di vista turistico e ambientale».

Nella foto le bandiere blu issate

S.I.

Asinara, ambientalisti: pulizia mare

ASINARA – Si è conclusa oggi ad Asinara l’iniziativa “Pfu Zero sulle coste italiane”, il progetto di raccolta straordinaria di pneumatici fuori uso (PFU) abbandonati sulle coste italiane che fa capo a EcoTyre, il Consorzio che a livello nazionale si occupa della corretta gestione degli PFU, e all’Associazione Marevivo, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e di Federparchi-Europarc Italia e in collaborazione con la Guardia Costiera.

In cinque anni, sono stati effettuati 40 interventi per rimuovere gli pneumatici fuori uso dai fondali e dai litorali delle isole minori e delle coste italiane. Sono oltre 8.500 le gomme portate a riva dai sub e finalmente avviate al recupero dopo essere state sommerse per anni: un gesto concreto per ripulire i nostri mari. Era abitudine comune, infatti, utilizzare i copertoni come parabordi su barche e moli per poi gettarli in mare, dopo anni di incuria e usura. Solo quest’anno gli interventi sono stati 6, tutti in acque portuali. Complessivamente sono stati correttamente avviati al riciclo circa 3.200 kg di pneumatici: a Messina (600 kg), a Trani (400 kg), a Gaeta (1.500 kg), a Marina di Ravenna (record, una sola gomma), a Porto Venere (600 kg) e ad Asinara (circa 100 kg).

Il progetto PFU Zero ha avuto nei primi anni un focus specifico sulle isole minori perché queste perle dei mari italiani, oltre alle gomme abbandonate in acqua, vivono quotidianamente un problema logistico per il trasferimento dei rifiuti sul continente. EcoTyre e Marevivo hanno, alla luce di questo, firmato dei protocolli di intesa con i comuni di Lampedusa, Pantelleria e Ustica che consentono il ritiro regolare degli pneumatici presso i gommisti delle isole e il trasporto a impianti di recupero. Perché poi è questo il percorso corretto degli PFU: dopo il cambio gomme le officine possono richiedere il ritiro gratuito a consorzi specializzati, come EcoTyre, che ne garantiscono il trattamento e il completo recupero. Un passaggio semplice sulla terraferma ma più complicato quando tra il gommista e l’impianto c’è un tratto di mare.

Una volta raccolti, gli PFU sono condotti dai mezzi del Consorzio EcoTyre agli impianti di trattamento per essere correttamente gestiti. Sono, infatti, una tipologia di rifiuto cosiddetta “permanente”: se lasciata in natura e in mare, necessita di centinaia di anni per degradarsi completamente. Gli PFU, invece, sono un prodotto completamente riciclabile perché composti da acciaio, fibre tessili e gomma, che una volta triturata può dar vita a pavimentazioni antiurto – come quelle delle piste di atletica o dei parchi gioco dei bambini – asfalti ad alta aderenza o centinaia di altri prodotti green.

Attività di sensibilizzazione
Uno degli obiettivi principali del progetto è l’attività di sensibilizzazione e di informazione alla cittadinanza, al centro del lavoro di EcoTyre e Marevivo. Grazie a Gummy, la mascotte dell’iniziativa, sono stati coinvolti negli anni migliaia di ragazzi a cui, attraverso il gioco, è stata spiegata come funziona la corretta filiera di gestione degli PFU e quanto sia importante la salvaguardia del mare e dei suoi abitanti.

“Cinque anni fa, quando a Sestriere abbiamo iniziato il progetto PFU Zero – spiega Enrico Ambrogio, Presidente del Consorzio EcoTyre – credo che abbiamo avuto una buona intuizione. La strada che abbiamo percorso ci ha portato dalle Alpi alle isole minori e in giro per le coste Italiane, individuando e intervenendo su decine di depositi di PFU abbandonati. Il problema non è ancora del tutto risolto ma queste discariche sono sempre più rare, grazie anche al lavoro di sensibilizzazione che accompagna queste iniziative e al sito www.pfuzero.ecotyre.it dove è possibile segnalare depositi di PFU abbandonati, sui quali faremo le opportune verifiche e se possibile interverremo”.

“Abbiamo raggiunto – commenta Carmen Di Penta, Direttore Generale di Marevivo – con questa edizione di PFU Zero sulle coste italiane una serie di importanti obiettivi come il coinvolgimento sempre più attivo delle Istituzioni locali e delle Capitanerie di Porto di tutta Italia. Grazie, inoltre, ai protocolli di intesa siglati con alcune isole minori, abbiamo attivato canali preferenziali di raccolta e gestione degli PFU in difesa del mare. Alla quinta edizione di questo progetto abbiamo potuto constatare, con orgoglio, che ci sono sempre meno PFU abbandonati in mare, come il caso di Marina di Ravenna, a testimonianza di come questa operazione di recupero funzioni e aiuti a sensibilizzare sul problema dei rifiuti”.

Nella foto il gommone dell’associazione Marevivo in azione all’Asinara

S.I.