ALGHERO – “Da Porta Terra arriva una lunga risposta per non dire nulla sulle questioni sollevate. Abbiamo chiesto una cosa molto semplice: che Villa Maria Pia venga utilizzata secondo regole chiare e uguali per tutti. E su questo la nota firmata genericamente “la maggioranza consiliare” evita accuratamente di entrare nel merito». Lo dichiarano i gruppi di opposizione di centrodestra.
«Cominciamo dal regolamento. La delibera di giunta n. 252 concede gratuitamente Villa Maria Pia richiamando l’articolo 28 del regolamento sulla valorizzazione dei beni immobili, che precisa che il bene non deve essere utilizzato per fini istituzionali. Peccato che sia stata proprio la Giunta Cacciotto, con la delibera n. 334 del 5 dicembre 2024, a destinare Villa Maria Pia a sede della Sala consiliare, della Sala di rappresentanza e della Presidenza del Consiglio».
«Ma c’è di più: il contratto sottoscritto pochi giorni dopo cambia completamente riferimento e richiama l’articolo 34 del regolamento, relativo ai beni patrimoniali disponibili. Allora Cacciotto decida: Villa Maria Pia ricade nell’articolo 28 o nell’articolo 34? È patrimonio disponibile o no? Invece di fare filosofia sui beni “da vivere”, risponda agli atti che la sua amministrazione ha approvato».
La maggioranza sostiene poi che sarebbero stati utilizzati «spazi distinti» dell’immobile. Ma distinti secondo quale provvedimento? Mostrino l’atto amministrativo che avrebbe operato questo presunto frazionamento funzionale. Le ali appartengono allo stesso immobile e sono comunicanti. Una planimetria che individua alcune camere non crea da sola una nuova e autonoma destinazione giuridica».
«E finalmente la maggioranza ammette ciò che abbiamo denunciato: quegli spazi hanno, parole loro, “caratteristiche di foresteria”. Anche in questo caso qllora chiariscano quali atti ne consentano l’utilizzo per il pernottamento di persone: agibilità, destinazione d’uso, requisiti igienico-sanitari, sicurezza antincendio, capienza, vie di fuga, assicurazioni e adempimenti relativi all’identificazione degli ospiti, che di norma vengono richiesti per le attività di questo tipo. Se è una foresteria pubblica, non basta chiamarla tale in un comunicato stampa».
Ancora più singolare è il capitolo assicurativo.
«La Giunta impone una polizza RCT da almeno 1,5 milioni di euro con il Comune quale terzo co-assicurato. Nel contratto quella polizza diventa improvvisamente “eventuale”. Come mai? È stata stipulata oppure no? Anche qui non servono slogan, basta una risposta».
E sui costi: «La delibera assicura che non vi siano oneri diretti per il bilancio comunale; il contratto mette invece espressamente a carico del Comune energia elettrica, acqua, gas, telefono, rete dati e rifiuti per ventuno giorni. Anche questa sarebbe valorizzazione “a costo zero”?».
Resta infine il punto economico: «Ad Alghero ci sono alberghi, B&B e strutture extralberghiere che pagano personale, tasse, utenze e rispettano regole precise. Il Comune sceglie invece di offrire gratuitamente camere e servizi per ospitare staff e artisti di una manifestazione. È legittimo chiedere con quali criteri ciò avvenga e perché un servizio normalmente acquistato sul mercato debba essere fornito attraverso patrimonio pubblico».
«Infine una curiosità politica: chi ha scritto la nota inviata alla stampa? Come abbiamo ricordato più volte, se i comunicati stampa del campo largo dovessero essere scritti da un dipendente pubblico, pertanto pagata da tutti gli algheresi, si configurerebbe un vera e propria fattispecie di reato. Visto che parliamo di trasparenza, comincino dalla loro firma».
«Ora andremo fino in fondo con la visione degli atti. E più la maggioranza prova a coprire le contraddizioni con gli slogan, più diventa evidente perché questa vicenda meriti di essere approfondita».
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