Sogeaal, un passato oscuro

ALGHERO – “In questi ultimi anni la società di gestione dell’Aeroporto di Alghero è stata totalmente assorbita da una difficilissima contingenza, prevalente conseguenza degli esiti di un modello industriale progettualmente debole ed estremamente scadente nella sua coniugazione gestionale. Un modello, quello adottato dal precedente management, grazie al quale tra il 2000 e il 2009 la Società ha accumulato perdite per oltre 26 milioni di Euro, ha deliberatamente abbracciato un rischiosissimo rapporto di dipendenza nei confronti di un singolo vettore (di cui oggi si pagano le conseguenze) ed ha realizzato, facendosene vanto, un’infrastruttura i cui livelli qualitativi avrebbero fatto urlare allo scandalo anche nei paesi del terzo mondo, specie tenuto conto della quantità di soldi pubblici spesi nell’occasione”. Cosi il Consiglio d’Amministrazione attuale della Sogeaal guidato dal presidente Luzzatti che, in vista anche della fine del super periodo gestionale, vista l’imminente termine per la privatizzazione che troverà una sua definizione nel mese di settembre, si toglie più di qualche sassolino dalle scarpe.

“Taciamo, per ora, dei criteri che in quegli anni hanno guidato i processi di assunzione del personale (si vocifera di imminenti prese di posizione degli organismi giudiziari ndr). In questo quadro, fatta salva (e ci mancherebbe) la crescita del traffico “acquistato” con fondi regionali (proseguita, con migliori risultati, anche in assenza del suo “artefice” e dismessa esclusivamente per mancanza dei flussi economici che, in ambo i casi, l’avevano garantita), va inquadrata la polemica innescata dall’ex direttore Umberto Borlotti che, da cotanto pulpito, si concede esercizi di critica nei confronti del percorso che gli Amministratori hanno compiuto verso un processo di “normalizzazione” societaria, certamente non ancora esaurito, alimentando – purtroppo con un certo successo – un clima di sospetto e discredito”.

“Siamo quindi costretti a rassicurare sull’assenza di segreti, evidenziando che il piano industriale verrà certamente condiviso con i soggetti che ne hanno titolo quando i soci, che lo hanno regolarmente approvato, concorderanno su tempi e modi di tale condivisione. A dispetto delle sciocchezze dispensate dall’ex Direttore, è altrettanto necessario chiarire a chi legge che la privatizzazione della Società non può certamente dipendere da scelte o comportamenti di Sogeaal (non potrebbe), che ne cura esclusivamente i profili formali, ma è stata decisa e disposta da un provvedimento legislativo regionale e dall’Assemblea degli Azionisti. Il suggerimento che il Consiglio di Amministrazione della società sente pertanto di dover dare al signor Borlotti è quello di godersi con serenità il milionario premio di “produzione” che si è elargito negli anni in cui ha efficacemente “prodotto” le perdite di cui sopra, ricordando i bei tempi andati”.

“I tempi in cui con i soldi della società ci si poteva, legittimamente, permettere di acquistare attrezzature mai impiegate del valore di centinaia di migliaia di Euro (in questo caso con finanziamenti pubblici), di comprare sontuosi regali in gioielleria, di viaggiare per fiere in paesi esotici o di organizzare periodicamente viaggi di “confronto lavorativo” coi propri collaboratori in suggestive località alpine nella formula “tutto compreso” (n.b. per molto meno qualche consigliere regionale ha vissuto, o vivrà, bruttissimi momenti). Offriamo piena disponibilità agli organi di stampa che intendano verificare quanto affermato nel presente comunicato: la relativa documentazione è a loro disposizione presso la sede della Società”.

Nella foto gli uffici Sogeaal

S.I.