ALGHERO – La Segreteria Provinciale del SIULP di Sassari, per voce del Segretario Provinciale Massimiliano Pala, intende offrire un’analisi tanto rigorosa quanto inequivocabile della grave emergenza che affligge la città di Alghero. Un territorio esposto. Se da un lato Alghero continua a proporsi come polo turistico e culturale di rilevanza internazionale, dall’altro è divenuta teatro di un processo di progressiva penetrazione criminale, caratterizzato da episodi reiterati di violenza, minacce, atti incendiari e tentativi di infiltrazione nei settori economici e negli spazi decisionali locali.
Il centro catalano in parola rappresenta quindi un caso di studio emblematico: città dalla forte vocazione turistica, ma al contempo vulnerabile alla penetrazione di fenomeni criminali. Tale vulnerabilità discende da due fattori concomitanti: La cronica carenza organica del Commissariato di Pubblica Sicurezza, che riduce drasticamente la capacità preventiva e investigativa; La pressione crescente di gruppi criminali organizzati, che perseguono il controllo delle attività economiche e turistiche attraverso violenza e intimidazione. Episodi recenti: dalla contingenza alla struttura”.
“Gli eventi degli ultimi mesi vanno letti in sequenza, come indicatori di un processo in atto:
24 agosto, Hotel Baja di Conte: un dipendente viene selvaggiamente percosso da turisti, episodio che trascende il fatto occasionale e segnala la percezione di impunità in un contesto privo di deterrenza. Aprile, litoranea di Alghero: una ristoratrice riceve una lettera di minacce di morte, sullo sfondo di dinamiche riconducibili a tentativi camorristici di controllo delle concessioni demaniali. Ripetuti incendi di autovetture, lettere anonime e telefonate minatorie: manifestazioni cicliche di una strategia di intimidazione che alimenta un clima di silenzio sociale”.
“Il SIULP esprime per questo la massima preoccupazione per una situazione che non può più essere considerata episodica o marginale. Si tratta di un fenomeno che, se non affrontato con tempestività e mezzi adeguati, rischia di consolidarsi in modo irreversibile, creando un divario incolmabile tra la capacità di risposta dello Stato e la forza criminale. La conseguenza è chiara: lo Stato arretra proprio mentre la criminalità avanza. La società civile sotto pressione. Dal punto di vista sociologico, ad Alghero si assiste all’affermarsi della cosiddetta “legge del silenzio”: I commercianti tacciono non per complicità, ma per timore di ritorsioni. Gli imprenditori riducono le denunce per non esporre se stessi e le proprie famiglie a minacce o incendi. Alcune famiglie campane, già note alle cronache, hanno acquisito immobili e ristoranti, alterando progressivamente l’equilibrio economico locale. Il risultato è un clima di paura normalizzata, in cui la comunità si abitua a convivere con la presenza mafiosa come se fosse un dato inevitabile. Considerazioni conclusive e richieste. In termini accademici, si potrebbe affermare che Alghero rappresenta oggi il punto di intersezione tra una debolezza istituzionale e una pressione criminale crescente”.
“Il SIULP denuncia che questa congiuntura rischia di generare un divario incolmabile tra la capacità di risposta dello Stato e la forza di penetrazione delle organizzazioni criminali.
Per tali ragioni, chiediamo: Un rafforzamento organico strutturale e stabile del Commissariato di Alghero; L’attivazione di programmi straordinari di contrasto alle infiltrazioni mafiose, con strumenti investigativi dedicati; Una presenza tangibile dello Stato, che restituisca fiducia ai cittadini e libertà all’economia locale”.
“Il SIULP non intende limitarsi a una denuncia: intende formulare un atto di responsabilità pubblica.
Ad Alghero è in corso una battaglia silenziosa tra la legalità e la criminalità. Se lo Stato non interviene con decisione, non solo perderemo il controllo del territorio, ma consegneremo l’intero sistema economico e sociale a logiche delinquenziali sconosciute al territorio locale ma tipiche di aree geografiche ben distinte dell’Italia Meridionale riconducibili a gruppi criminali di tipo associativo”.