“Grotta Verde, apertura dai primi di maggio: dobbiamo proteggere i pipistrelli”

ALGHERO – “Accusare un Parco naturale di usare la sostenibilità ambientale come scusa per coprire proprie inefficienze gestionali è quanto di più paradossale ed insensato che si possa sostenere. E’ allora il caso di precisare e ribadire le sole ragioni ambientali che hanno portato alla decisione di rimandare ai primi di Maggio l’apertura della Grotta verde, tenendo fermo e distinto questo ragionamento dagli aspetti gestionali che si vorrebbero fare passare come confusi e poco chiari e che, al contrario sono stati del tutto coerenti con le esigenze di tutela ambientale, primaria finalità istituzionale di un Parco. Come noto, durante la passata stagione per la prima volta è stata aperta al pubblico la Grotta verde sulla base di una specifica autorizzazione dei competenti uffici regionali che fin da subito hanno escluso, proprio per ragioni ambientali, la fruizione della Grotta nel periodo tardo autunnale e invernale e nel contempo, quale modalità gestionale precauzionale, hanno imposto limiti specifici di carico antropico giornaliero con un numero massimo di visitatori per ciascuna visita. Queste limitazioni rispondono a due specifiche esigenze: la prima quella di evitare disturbi alla importantissima colonia di chirotteri presenti nell’area protetta; la seconda quella di evitare i rischi di accumulo di anidride carbonica (CO2), che si possono verificare in ambienti carsici con scarsa ventilazione, che risulterebbero fortemente dannosi per la salute e la incolumità dei visitatori. Come richiesto dal Parco sarebbero stati gli specifici monitoraggi da effettuarsi durante la stagione 2025 (da intendersi per questo motivo come stagione sperimentale) che avrebbero consentito per la stagione 2026, di concerto con la Regione, di confermare o modificare le originarie prescrizioni, sia con riferimento alla durata del periodo di apertura/chiusura, sia con riferimento alle modalità della visita con aumento/diminuzione del numero totale dei visitatori per singola visita e totale complessivo giornaliero. I risultati della attività di monitoraggio, compiuta dal Parco durante tutta la stagione 2025 di apertura della Grotta verde e, successivamente, dopo la chiusura di fine ottobre e fino al mese di gennaio 2026 (primo controllo invernale della popolazione dei chirotteri) tendente a verificare, durante la fase di chiusura al pubblico, la permanenza della colonia dei chirotteri che abitualmente utilizza la grotta per il letargo invernale, hanno consentito di ottenere un riscontro del tutto positivo: nessuna criticità sui rischi di accumulo della CO2 (relazione specialistica finale del tecnico incaricato geol. Giuseppe Anardu) e, soprattutto, “…non si evidenziano effetti negativi sulla popolazione chirotterologica della Grotta Verde riconducibili all’utilizzazione turistica della stagione 2025”, come testualmente riportato nella relazione specialistica del Centro Pipistrelli Sardegna incaricato dei monitoraggi dal Parco. Per la conclusione dei resoconti finali della stagione 2025 ed in previsione di quella 2026 restava da effettuare una ultima verifica sulla colonia dei chirotteri che attestasse la conclusione del periodo del letargo, ipotizzato verso la fine del mese di marzo 2026. Nelle more di questa ultima verifica e sulla base degli acquisiti positivi riscontri del monitoraggio, il Parco si è organizzato, programmando per tempo utile, come normale e serio che sia per una oculata gestione, le attività della stagione 2026 prevedendo di poter aprire la Grotta nel primi giorni del mese di Aprile, in primis per le scuole con l’attività di educazione ambientale e parallelamente per consentire la fruizione anche ai primi visitatori/turisti. Hanno ragione, quindi, quelli che sostengono che il Parco aveva tutte le intenzioni e le aspettative di una apertura anticipata al mese di Aprile e gli stessi atti prodotti da chi oggi lo afferma polemicamente (la lettera inviata alle scuole nel mese di febbraio), non fanno che confermare quanto attenta ed oculata sia stata la programmazione delle attività sotto il profilo gestionale: certo non sarebbe stato possibili aprire alcunché ad Aprile, senza questa puntuale programmazione e preparazione, pur consapevoli della esigenza dell’ultima verifica ambientale sulla conclusione del periodo di letargo. Come ormai noto, sono stati proprio i risultati dell’ultimo monitoraggio sulla colonia, effettuato sempre dal Centro Pipistrelli Sardegna, che hanno evidenziato, presumibilmente per ragioni meteoclimatiche, soprattutto per le basse temperature di questo primo avvio di primavera, un ritardo nel risveglio delle colonie di pipistrelli. La conclusioni di tutta questa vicenda è quindi molto semplice e chiara: nonostante una attenta programmazione e gestione delle attività preparatorie per una apertura anticipata al mese di Aprile, ragione ambientali di tutela della specie dei chirotteri hanno portato alla decisione di spostare l’apertura della grotta verde ai primi del mese di Maggio. Questo a dimostrazione di quanto sia complesso coniugare esigenze di tutela ambientale, sempre prioritarie per un Parco, ed esigenze di supporto e contributo fattivo allo sviluppo del territorio che nel corso degli anni il Parco di Porto Conte ha dimostrato di sapere attuare”.

Parco di Porto Conte