Ryanair: niente AirItaly, punta su Olbia

ROMA – “Abbiamo visto e sentito alcune notizie. Chiariamo subito: non c’è nessun interesse di Ryanair a comprare Air Italy”. Così David O’Brien, Chief commercial officer di Ryanair, mentre è intervenuto a Milano. La società irlandese ha piuttosto colloqui aperti con l’aeroporto di Olbia per aprirvi una base ma non sta approfittando della crisi di Air Italy, ha spiegato O’ Brien.

“C’è una trattativa con l’aeroporto di Olbia per aprire lì una base, difficilmente avverrà per l’estate ma ci stiamo lavorando”, ha detto sottolineando che si tratta di un processo “indipendente” rispetto alla crisi della compagnia basata in Sardegna. “Noi cresciamo sempre in Italia: quest’anno ci sarà un aumento fra il 3 e il 4% a fronte di una media europeo di meno dell’1%. E’ più l’Italia che approfitta di noi”, ha risposto a una domanda sulla correlazione fra le mosse di Ryanair e la crisi della compagnia.

Il governo è attivo sul dossier Air Italy e ieri il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, ha incontrato i due liquidatori della società, Franco Maurizio Lagro ed Enrico Laghi (indagato per Alitalia), per manifestare la “forte irritazione” dell’esecutivo per come è stata gestita la partita e per il mancato coinvolgimento delle istituzioni.

Area Marina, patrimonio di grande valore

ALGHERO – “Nel mare di Alghero è presente un’Area Marina Protetta che può rappresentare una grande opportunità per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio ambientale del nostro territorio e di sviluppo economico in chiave turistica. L’area marina di Capo Caccia – Isola Piana è una delle 27 aree marine protette italiane e, addirittura, una delle 32 Aree Specialmente Protette di Importanza Mediterranea esistenti in tutto il bacino del Mediterraneo”. Cosi la nota a firma dei portavoce nel Consiglio comunale di Alghero Roberto Ferrara e Graziano Porcu del Movimento 5 Stelle sull’Amp.

“Vista probabilmente come un’entità aliena dagli algheresi, dopo un sussulto iniziale con la sua istituzione e le attività svolte negli anni seguenti, l’area marina non è decollata verso le legittime ambizioni e le prerogative della sua istituzione.  Come gruppo consiliare del Movimento 5 stelle abbiamo presentato un ordine del giorno per chiedere maggiore pubblicità sulle regole oggi vigenti, con l’obiettivo di avviare una discussione in seno alla massima assise cittadina per arrivare a dare le linee di indirizzo per la redazione del regolamento di gestione che ancora manca dopo ben diciassette anni dalla sua istituzione”. 


“Le aree marine protette sono costituite da ambienti marini, dati dalle acque, dai fondali e dai tratti di costa prospicienti, che presentano un rilevante interesse per le caratteristiche naturali, geomorfologiche, fisiche, biochimiche con particolare riguardo alla flora e alla fauna marine e costiere e per l’importanza scientifica, ecologica, culturale, educativa ed economica che rivestono. L’area marina di Capo Caccia è pertanto un patrimonio del territorio di rilevante importanza, strategico, che deve essere controllato e gestito con particolare cura”.

“Aerei, Giunta Sardo-Leghista Commissariata”

ALGHERO – “La Regione Sardegna, incapace di mettere a punto un bando corretto per la continuità territoriale aerea, viene praticamente commissariata dall’Unione Europea. È urgente un intervento forte del governo nazionale”. Lo dice l’ex sindaco di Alghero ed ex consigliere regionale del centrosinistra Mario Bruno, commentando le ultime notizie sull’interlocuzione della giunta regionale con Bruxelles a poche settimane dal concreto rischio che i cittadini sardi non possano più volare a prezzi agevolati.

“La decisione – continua Bruno – di affidare a un advisor esterno la messa a punto del nuovo bando per la continuità in che altro modo si può definire, se non commissariamento? È un grande traguardo della giunta regionale sardista, leghista e sovranista che, in un solo anno di operato, è riuscita a compiere qualcosa di mai avvenuto prima. Solinas e i suoi sembrano solerti solo quando si tratta di moltiplicare poltrone e posti di sottogoverno. Quando invece ci sono in gioco la collettività, il diritto alla mobilità dei sardi, il destino delle imprese turistiche sarde diventano indecisi a tutto: un giorno propongono la tariffa unica, il giorno dopo quella differenziata, poi propongono la “finestra” per la tariffa libera, nel nome della totale improvvisazione. Di fatto, come si può dedurre dalle cronache riportate sulla stampa in queste settimane, non esiste un bando per la nuova continuità aerea scritto dalla Regione Sardegna, la giunta è incapace di trattare con Bruxelles e sarà necessario un aiuto esterno”.

Prosegue l’ex primo cittadino catalano: “Il 16 aprile, scadenza della proroga e data oltre la quale non è possibile prenotare biglietti da e per la Sardegna, è domani. Albergatori e imprese turistiche da tempo reclamano un’azione incisiva per salvare una stagione che appare già in difficoltà. Probabilmente, neppure una quarta proroga straordinaria del vecchio bando riuscirebbe ad aggiustare le cose”.

Se questo non fosse sufficiente, aggiunge Mario Bruno, “adesso si aggiunge il dramma di Air Italy che, oltre alle angosciose ricadute occupazionali per i dipendenti messi alla porta da un giorno all’altro, apre un’ulteriore voragine nel già problematico fronte del trasporto aereo. L’improvviso precipitare degli eventi forse non era prevedibile ma adesso la preoccupazione, oltre alla sorte dei lavoratori, riguarda chi sostituirà l’ex Meridiana sulle rotte dove operava senza oneri di servizio. La crisi di Air Italy però non è una novità di questi giorni e, anche in questo caso, è evidente l’inadeguatezza dell’esecutivo regionale che cerca di intervenire quando i buoi sono ormai scappati dalla stalla”.

Pertanto, conclude l’ex consigliere regionale del centrosinistra, “è sempre più urgente e indispensabile che il governo nazionale intervenga nell’interlocuzione tra la Regione degli improvvisati e l’Europa, per mettere fine alle proposte a geometria variabile della giunta Solinas e assicurare ai cittadini sardi e italiani una nuova continuità territoriale aerea che permetta di muoversi da e verso l’Italia subito”.

Ferinu, “ambasciatore” algherese in Catalogna |video

ALGHERO – “No, non chiamatemi ambasciatore di Alghero, sono solo un algherese che vive e lavora all’estero da anni e che è innamorato della sua città e che vorrebbe vederla sempre più in alto, conosciuta e ricca visto che è sempre molto amata dalla gente, sopratutto in Catalogna, dove vivo e lavoro”. Andrea Ferinu, anche se non ama essere chiamato “ambasciatore algherese” in Catalogna, di fatto lo è. Anche se, prima di questo, è un grande imprenditore dell’ambito fieristico. Collabora con alcune tra le più grandi realtà del territorio che fa capo a Barcellona.

“Anche se in certi casi Alghero non è ancora adeguatamente conosciuta, tutti sono curiosi rispetto alla nostra città catalana d’Italia”, precisa Firinu “per questo penso che si debba ritornare a riallacciare in maniera più capillare tutti i rapporti che nei decenni, a partire dal Sindaco Sasso, hanno permesso di attivare relazioni di grande valore e permettere che, ad esempio, Alghero fosse meta sempre più ambita tanto da finire come hub di Ryanair”.

Processi che per l’imprenditore algherese-catalano possono ripartire anche con proposte e progetti condivisi dall’Amministrazione Comunale, Fondazione Alghero e Parco di Porto Conte, magari anche con il supporto della Regione. “Le interlocuzioni non mancano e anzi già da subito con l’arrivo del Sindaco Conoci abbiamo collaborato per la Fiera di Callella e dunque sono fiducioso che anche a breve si possano riattivare degli scambi costanti e virtuosi tra Alghero e la Catalogna per promuovere la Riviera del Corallo con progetti per portare turisti e creare posti di lavoro“. L’ottimismo di Firinu non può che essere contagioso. Del resto le potenzialità di Alghero sono note ed enormi. Esperem…

Salvare il Marino, Fratelli d’Italia in prima fila

ALGHERO – Fratelli d’Italia Alghero circolo Tricolore ritorna su un tema molto delicato che sta a cuore alla cittadinanza algherese e non solo ” la chiusura delle sale operatorie dell’ospedale Marino di Alghero”.
Già con un precedente comunicato molto dettagliato il Circolo Tricolore “ha alzato la voce invitando e sensibilizzando il sindaco Conoci, l’ amministrazione, il Presidente Solinas e l’assessore alla sanità Nieddu a tutelare e salvaguardare il diritto alla salute e alle cure mediche nel proprio territorio. Il circolo Tricolore è stato tra i promotori della raccolte firme, iniziativa che ha visto riunite maggioranza e opposizione fronte Ospedale Marino e Largo San Francesco raggiungendo più di cinquemila adesioni”.

“Da sempre al fianco dei vari comitati costituiti in città che portano avanti iniziative di mobilitazione contro scelte che vengono da lontano e che si stanno rivelando scellerate per l’intero territorio del nord ovest Sardegna.
L’obiettivo del Circolo Fratelli d’Italia Alghero Tricolore é quello di sensibilizzare le istituzioni, apprendiamo con favore l’iniziativa del primo cittadino di voler ascoltare i vari primari ospedalieri cosi da capire quali siano le principali criticità della nostra sanità e soprattutto quali possano essere le possibili soluzioni. Più volte abbiamo sollecitato il Sindaco di farsi promotore di questa istanza che non ha colore politico e invitato ad impegnarsi così da poter dare risposte immediate e concrete.”

“Sabato 15 febbraio ore 10.30 si terrà fronte Ospedale Marino una manifestazione di protesta contro le condizioni cui versa la sanità algherese ma anche di sensibilizzazione contro questo immobilismo che sta portando ad una vera e propria paralisi della attività ospedaliera del Marino da sempre eccellenza sarda. Invitiamo tutta la popolazione ad essere presente e ad unirsi al coro di protesta…uniti si può…”

Nella foto Sefora Salis segretario circolo Tricolore

S.I.

Posidonia, nuove direttive stock e recupero. Delibera pronta

ALGHERO – Finalmente c’è la legge. O meglio una proposta di legge che, però, permette di percorre la strada già tracciata, in questi anni, dal Centrodestra Sardista Algherese. Passa con 30 voti favorevoli, 15 contrari e 7 astenuti (consiglieri del Partito Democratico) il documento del Psd’Az (Franco Mula primo firmatario) che prevede lo stoccaggio provvisorio della Posidonia in zone idonee della stessa spiaggia o in altri siti nel territorio comunale.

Ma non solo. Come riporta il capogruppo della Lega Giagoni ci sarà anche la possibilità del riposizionamento al termine della stagione balneare della posidonia sulla medesima spiaggia, qualora possibile, in alternativa consente che si proceda allo smaltimento; concessione di contributi ai Comuni per lo svolgimento delle attività di gestione della posidonia. “Una proposta lungimirante che favorisce, anche, la creazione di nuovi posti di lavoro in quanto si promuove la nascita di aziende che si occupino delle operazioni di stoccaggio“, commenta Giagoni

Contrari Sinistra, Pd e 5 Stelle. “È risaputo – ha detto Roberto Li Gioi dei Pentastellati – che la Costituzione prevede che lo Stato ha legislazione esclusiva in materia di tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali”. Il Sardista Mula difende la proposta tirando in ballo anche la Riviera del Corallo. “La posidonia è una risorsa quando è viva quando arriva nelle nostre spiagge è un materiale morto: invito a visitare le spiagge di Alghero e ascoltare le persone che vivono in quei territori”.

“Siamo soddisfatti che la Regione, come anticipatoci dall’assessore Lampis e dalla maggioranza, si occupi di una questione molto importante per Alghero e dunque per la Sardegna – commenta l’assessore algherese all’Ambiente Andrea Montis – stiamo parlando di un prezioso elemento per i nostri mari e le nostre coste che deve essere monitorato e controllato, soprattutto quando spiaggiato, al fine di non impedire anche la fruizione dei litorali, dunque bene la proposta di legge regionale che è in linea con gli obiettivi dell’Amministrazione Conoci”. Entro questa settimana sarà approvata anche la Delibera della Giunta Comunale che indicherà in maniera ancora più precisa quelle che saranno le azioni volte alla pulizia degli arenili, stoccaggio, recupero sabbia e creazione di attività nel territorio.

Crisi dei voli, addio Air Italy

OLBIA – Gli azionisti di Air Italy, Alisarda e Qatar Airways attraverso AQA Holding, a causa delle persistenti e strutturali condizioni di difficoltà del mercato hanno deciso all’unanimità di mettere la società Air Italy in liquidazione in bonis. In questa fase, fanno sapere dall’ufficio stampa del vettore, Air Italy lavorerà per ridurre al minimo il disagio per i passeggeri: i voli sino al 25 febbraio saranno operati agli orari e nei giorni previsti da altri vettori, mentre i passeggeri che hanno prenotato voli in partenza in date successive al 25 febbraio saranno riprotetti o rimborsati integralmente.

Precari Scuola, venerdi sciopero generale

ALGHERO – Venerdì 14 febbraio, gli insegnanti precari della scuola scioperano in tutta Italia per manifestare il proprio dissenso nei confronti del Decreto Scuola 2019 (DL 29 Ottobre 2019 n. 126) e per sensibilizzare le istituzioni rispetto alle conseguenze drammatiche che questo provvedimento avrà sulla vita di migliaia di famiglie.  In Sardegna sono previste mobilitazioni a Sassari e Cagliari. A Sassari  la manifestazione è organizzata dal Coordinamento dei Precari della Scuola Autoconvocati e con la partecipazione del sindacato COBAS Scuola Sardegna. Il corteo attraverserà le vie del centro di Sassari con partenza da via Angioy 1 (sede U.S.R.) per arrivare in Piazza Azuni dove si terrà un’assemblea all’aperto per raccogliere le testimonianze di tutti i presenti che vorranno intervenire.

Le motivazioni della protesta: La decisione di scioperare è arrivata in risposta alla totale chiusura del Ministro della Pubblica Istruzione Lucia Azzolina rispetto alle richieste di stabilizzazione avanzate dai 55000 precari storici della scuola. Nei giorni scorsi sono state disattese anche tutte le proposte portate al tavolo tecnico dai sindacati confederali i quali chiedevano alcune modifiche attuative del nuovo concorso straordinario. Allo stato attuale la modalità della prova concorsuale è basata su un test nozionistico che non prevede una seconda chance. Si tratta di ottanta quesiti a risposta multipla da svolgersi in ottanta minuti e che trasformano il concorso in una vera roulette russa che escluderà definitivamente dal sistema scolastico tre insegnanti precari su cinque, senza tenere conto della pluriennale esperienza maturata nell’attività didattica. A far scattare la mobilitazione dei docenti è stata anche la dichiarazione del Ministro di voler escludere dal concorso  i precari con servizio esclusivo su posto di sostegno. Tale servizio non viene infatti ritenuto valido ai fini dell’accesso al concorso straordinario e neanche ai fini dell’ottenimento della sola abilitazione. Il servizio su posto di sostegno ha valore zero anche per quanto concerne il punteggio ai fini concorsuali. Questa interpretazione cambia le carte in tavola nel bel mezzo della partita, escludendo una enorme fetta di precari dall’unica via di stabilizzazione ad oggi contemplata. Una profonda ingiustizia nel confronti di quegli insegnanti che hanno garantito l’inclusione in situazioni spesso emergenziali nelle scuole di tutta Italia.

I numeri del precariato scolastico in Sardegna e la penalizzazione dell’isola: attualmente gli insegnanti precari in Sardegna sono circa 5000 di cui 3000 su posto di sostegno e 2000 su posto comune. Il MIUR ha già reso noto che i concorsi non saranno banditi per tutte le Classi di Concorso (discipline) e per tutte le regioni. Il Ministro Azzolina ha recentemente dichiarato  di voler assegnare  il maggior numero di bandi alle regioni del nord Italia. La Sardegna, come già accadde nel concorso 2016, si troverà ancora una volta penalizzata e si avrà pertanto un concorso su base regionale dal quale i Sardi saranno praticamente esclusi. Non solo, dato che i concorsi oggetto del Decreto Scuola 2019 hanno valore abilitante, i sardi si troveranno praticamente esclusi anche dalle abilitazioni, necessarie per la partecipazione ad eventuali futuri concorsi.

I rischi per gli insegnanti precari in Sardegna: Si prospetta una sostituzione degli insegnanti sardi con personale proveniente da altre regioni d’Italia come già avvenne tra gli anni ’80 e ’90. Infatti il Decreto Scuola 2019, estende le graduatorie dei precedenti concorsi del 2016, 2018 e GAE a tutte le regioni d’Italia e con la nuova norma detta “Call Veloce” chiunque si trovi in una graduatoria di una qualsiasi regione potrà venire ad assumere un ruolo in Sardegna, erodendo di fatto i posti attualmente occupati dai docenti precari sardi. I posti di lavoro a rischio sono 5000. Questo pacchetto normativo avrà carattere permanente e quindi esporrà la regione Sardegna ad una potenziale discriminazione permanente. Se i docenti precari sardi non verranno tutelati, le conseguenze di ciò sul piano sociale, economico e culturale sarebbero drammatiche in una terra già segnata da disoccupazione e spopolamento. La Sardegna potrebbe vedersi privata di  un corpo docente locale altamente qualificato, capace di trasferire nella scuola la conoscenza, la storia e le esperienze del proprio territorio.

La proposta: Il Coordinamento dei Precari della Scuola Autoconvocati di Sassari propone una via di tutela dei docenti precari sardi attraverso percorsi di abilitazione riservati concepiti sulla base delle leggi regionali che permettono di utilizzare come criterio per l’accesso l’avere conseguito un titolo di studio in Sardegna e soprattutto l’aver prestato servizio nelle scuole della Sardegna per almeno 36 mesi.

L’appuntamento è per il 14 febbraio alle ore 10.00  in via Angioy 1 a Sassari presso la sede dell’ U.S.R. per un corteo che prevede una grande partecipazione di tutto il precariato della scuola del nord Sardegna

Cisl in Piazza per salvare il Marino

ALGHERO – Sabato 15 febbraio, la Cisl Fp di Sassari parteciperà alla manifestazione organizzata dal gruppo Algherese nato su Facebook contro la chiusura dell’Ospedale Marino di Alghero. Con una nota del Direttore del presidio unico di area omogenea, il 30 settembre dello scorso anno sono stati sospesi i ricoveri dei pazienti “di competenza traumatologia ed ortopedica”, a causa di una situazione di insicurezza per i pazienti e per gli stessi operatori sanitari che operano nello stabilimento. Per cui il dispositivo ha dato indicazioni affinché i pazienti fossero trasferiti verso i presidi ospedalieri del SS.Annunziata di Sassari e l’ospedale di Ozieri. A distanza di cinque mesi nulla si è fatto, l’attività chirurgica del Marino continua a restare sospesa, con l’inevitabile conseguenza che le corsie ospedaliere di ortopedia e traumatologia di Sassari ed Ozieri, già oberate di lavoro, sono chiamate a fronteggiare i volumi di attività del territorio Algherese e non solo.

“Accade pertanto che i posti letto non bastano più, anche perché su Sassari si deve far fronte alle numerose barelle parcheggiate nelle medicine in attesa di posto letto, che si trasformano poi in “appoggi” proprio nelle unità operative di ortopedia, fenomeno che sta determinando pesanti disagi sulla programmazione delle liste operatorie. Medici, Infermieri ed Oss chiamati a fare i saliti mortali nelle stanze di degenza tra pazienti in attesa di intervento e altri con problematiche totalmente diverse e che mal si conciliano in contesti chirurgici, con tutti i rischi che ne conseguono in termini di igiene, sicurezza e salute tra pazienti ed operatori”.

“Auspichiamo pertanto che davanti a questa situazione di emergenza l’Assessore regionale alla sanità, i Direttori di ATS ed AOU, la politica locale e regionale tutta, compiano ogni possibile sforzo affinché l’ospedale Marino di Alghero possa riprendere quanto prima l’attività ospedaliera, così da decongestionare altri presidi ospedalieri giunti ormai al collasso”

Nord-Ovest: tante priorità, stiamo lavorando |video

ALGHERO – In occasione del Giorno del Ricordo, con la commemorazione dei Martiti delle Foibe a Fertilia, contro ogni negazionismo e soprattutto a sottolineare che questo è un momento di dolore che vede la borgata giuliana cruciale e non altri luoghi e siti del territorio, è giunto anche il consigliere regionale Nico Mundula. Al rappresentante di Fratelli d’Italia abbiamo chiesto un commento sulla condizione generale del Nord-Ovest della Sardegna che, grazie anche ad un azione dei Territori, non può più attendere un’uscita da un lungo tunnel alla cui uscita devono per forza giungere risposte concrete, a breve, sulle varie istanze, a partire dalla Sanità.