Famigliando, supporto psicologico ad Alghero

ALGHERO – Una ricerca dell’Università Cattolica, pubblicata in questi giorni, scatta una fotografia sullo stato di stress delle famiglie italiane e rivela che il peso dell’emergenza è stato spesso scaricato su di loro, inoltre si è rilevato che Il benessere psicologico è più basso tra i genitori che hanno figli piccoli o adolescenti

Possiamo immaginare che anche dopo il lockdown, i prossimi mesi per le famiglie italiane saranno comunque “critici”; allora per aiutarle in questo tempo di post quarantena, “Famigliando” ha  pensato  di  offrire uno spazio “virtuale” di ascolto e sostegno alla genitorialità, nel quale potrete contattare  la  nostra  psicologa  e  chiedere  supporto: sulla  gestione  del  tempo in  casa,  per  provare  a  ritrovare  le    energie  che  ogni  tanto  ci  abbandonano, per  trovare  strumenti e risorse che ci aiutino a vivere un  ascolto costruttivo in famiglia e per  avere  un  momento  di  conforto  e  confronto.

Il servizio è gratuito ed è rivolto a tutti i genitori e le famiglie e sarà su appuntamento, basterà contattare Famigliando al numero 3701398440 (anche tramite un messaggio). Per ulteriori informazioni potete visitare il nostro sito www.famigliando.it o le nostre pagine social su facebook e instagram @famigliando.associazione 

Fasolino con Campus per la ripresa di Sassari

SASSARI – Terza riunione del tavolo straordinario delle Attività produttive per fronteggiare l’emergenza economica causata dall’epidemia coronavirus, questa mattina nella sala Langiu del Comando. Un incontro «realmente costruttivo», come ha commentato il sindaco Gian Vittorio Campus, che l’ha coordinato, dal quale è emerso un impegno da parte dell’assessore alla Programmazione e Bilancio Giuseppe Fasolino a portare le istanze del territorio in Regione, un territorio che «è stato il primo ad attivarsi per affrontare la crisi economica». E che, come ha concluso il sindaco «ha bisogno per la sua economia di una cura immediata, di una riabilitazione e di una prevenzione», mutuando i termini dalla medicina e paragonando la situazione del Nord Sardegna all’emergenza sanitaria ancora in corso. Valutare dunque l’accesso a crediti a fondo perduto, intesi però in senso ampio: una riduzione o cancellazione di imposte comunali, ad esempio, attraverso cui l’Amministrazione sostiene le attività senza chiedere nulla in cambio; ma questo può essere utile solo nel breve periodo, poi servono politiche che consentano al territorio di ripartire e di non ricadere in nuove crisi. Il primo cittadino ha sottolineato la necessità che anche il mondo della finanza intervenga nel Tavolo straordinario, includendo quindi anche le banche, voce mancante nel dibattito ma fondamentale per tracciare la strada da seguire. E così, rivolto all’assessore Fasolino è stato sancito un impegno: «Noi proseguiremo con questo spazio di confronto, anche con gli istituti di credito, e l’assessore porterà in Regione le esigenze del nostro territorio».

«Siamo pronti – ha concluso il sindaco – a essere la cavia su cui lavorare, visto che siamo stati i primi ad attivarci e a partire in tutta l’Isola con un Tavolo delle Attività produttive per affrontare l’emergenza e considerata la nostra economia diversificata. Da questo territorio bisogna discutere il futuro dell’economia di tutta la Sardegna e decidere che Sardegna vogliamo costruire insieme».

Al Tavolo hanno partecipato il rettore dell’Università di Sassari Massimo Carpinelli, parlamentari del territorio, consiglieri regionali e comunali di maggioranza e opposizione, una rappresentanza della Giunta comunale,della Coldiretti, della Camera di Commercio, Confcommercio, Confagricoltura, Confapi e Confidi, Confartigianato, Confindustria, Cia, Coldiretti, Atp, Cna, esponenti del tessuto imprenditoriale locale e rappresentanti dei centri commerciali naturali.

Numerosi gli interventi: dal consigliere Piero Maieli, presidente della commissione regionale delle Attività produttive, al rettore Massimo Carpinelli, a seguire Achille Carlini di Confidi Sardegna, Marco Porqueddu di Pensa, Gavino Sini della Camera di Commercio, Battista Cualbu della Coldiretti, Matteo Luridiana di Confagricoltura, i consiglieri comunali Fabio Pinna, Daniele Deiana e Laura Useri, Giuseppe Canu delegato territoriale di Confcommercio, Antonio Paoni in rappresentanza dei centri commerciali naturali e Valerio Scanu del Consorzio industriale provinciale di Sassari.

Tanti gli spunti su cui continuare a lavorare: il ruolo fondamentale dell’Università per lo sviluppo del territorio, con un nuovo modello che sfrutti l’innovazione tecnologica e digitale per la produzione, trasformazione e commercializzazione di tutti i prodotti sardi; la necessità da parte delle piccole realtà di conoscere i protocolli di sicurezza per essere pronte a riaprire quando sarà il momento; da tutte le parti l’esigenza di una sburocratizzazione e di uno snellimento delle procedure; valutare la possibilità di prevedere forme di credito a fondo perduto ed eventualmente da quali voci attingere del bilancio pubblico ma anche di immaginare interventi strutturali a favore delle attività produttive per renderle competitive con le sfide di un futuro che ancora non conosciamo.

«Importante momento di confronto quello odierno dove sono emersi spunti importanti- ha dichiarato l’assessore regionale al Bilancio, Giuseppe Fasolino- ora parallelamente alla fase di sostegno, e di “cura” del nostro sistema imprenditoriale, dobbiamo lavorare per far tornare grande la Sardegna, imparando anche dalle criticità che sono emerse a seguito della pandemia e per tutto questo serve che il Governo nazionale sia concretamente al fianco della Regione perché solo così le misure messe in campo potranno realmente essere efficaci».

«Le imprese hanno bisogno di essere aiutate e supportate – ha concluso Fasolino- non soltanto in questa fase, ma dobbiamo avere la capacità di guardare oltre e ripensare a cosa fare nel lungo termine per rendere nuovamente competitive le nostre imprese. Da Sassari deve partire un Tavolo permanente con il mondo delle imprese, le istituzioni, l’università per programmare una nuova ripartenza».

Covid-19, Regione: pioggia di milioni le imprese

CAGLIARI– La Commissione Bilancio del Consiglio regionale, all’unanimità, ha espresso parere favorevole alle delibere della Giunta 13/11 e 17/18 approvate rispettivamente il 17 marzo e il 1 aprile 2020 per contrastare l’emergenza Covid-19. La prima individua misure urgenti a sostegno del sistema produttivo isolano con quattro linee di intervento: 50 milioni di euro del Fondo regionale di garanzia per le PMI gestito dalla Sfirs vengono destinate a forme di garanzia diretta: 25 milioni andranno alle imprese del settore turistico e 25 agli altri settori produttivi, sospensione del pagamento della quota capitale delle rate dei finanziamenti regionali, 20 milioni di euro per forme di finanza innovativa: lending, cambiali finanziarie, anticipo di fatture digitale, 20 milioni di euro per l’erogazione di finanziamento a condizioni di mercato da parte della Regione tramite Sfirs.

La seconda delibera, invece, estende a tutti i finanziamenti in ammortamento concessi dalla Regione la sospensione dei pagamenti fino al 30 settembre 2020 anche per la quota interessi. Nei pareri, la Commissione invita la Giunta, visto il tempo trascorso dalla adozione delle due delibere e in considerazione dei nuovi provvedimenti a favore delle imprese, adottati e in via di adozione da parte del Governo nazionale, a una verifica dell’attualità dei provvedimenti e alla loro efficacia in modo da evitare sovrapposizioni con gli interventi statali.

         Su questo punto l’assessore Fasolino e il direttore dell’Unità di progetto  per la Programmazione unitaria, Gianluca Cadeddu, hanno rassicurato la Commissione spiegando che le due delibere contengono una clausola che accoglie automaticamente tutti i miglioramenti previsti da norme statali e comunitarie.

         Nel corso della seduta gli esponenti dell’opposizione Massimo Zedda (Progressisti), Eugenio Lai (Leu), Alessandro Solinas (M5S) e i consiglieri del Pd Cesare Moriconi e Giuseppe Meloni, hanno invitato l’assessore Fasolino a un maggior coinvolgimento del Consiglio regionale dichiarando la disponibilità della minoranza a fare la sua parte per provare a superare il momento drammatico che la Sardegna si trova ad affrontare. In particolare, le opposizioni hanno insistito sull’opportunità di prevedere un finanziamento a fondo perduto per le piccole e micro imprese della Sardegna nel prossimo provvedimento da 200 milioni di euro che la Giunta si appresta a presentare in Consiglio e su cui si concentra il confronto con la maggioranza.

         I Consiglieri di opposizione hanno poi suggerito all’esecutivo una rapida e puntuale ricognizione sul bilancio regionale, in modo da recuperare le somme non impegnate (o che non potranno essere spese) e metterle a disposizioni per gli interventi rivolti al contrasto dell’emergenza Covid-19.  L’assessore Fasolino ha molto apprezzato l’atteggiamento costruttivo delle opposizioni e si è detto d’accordo sulla necessità di una immediata verifica non solo sulle risorse regionali ma anche su quelle europee. Sulle misure a fondo perduto, Fasolino non ha chiuso del tutto le porte alla proposta della minoranza: «Aspettiamo di capire cosa deciderà il Governo. Una volta che il quadro finanziario delle misure a sostegno delle imprese sarà più chiaro allora potremo ragionare su cosa fare coinvolgendo anche altri soggetti come le Camere di Commercio che, in alcuni territori della Sardegna, hanno già pensato a interventi di questo tipo con un attenta analisi del fabbisogno – ha detto Fasolino – bisogna però essere chiari:è vero che le  imprese hanno bisogno di un immediato ristoro per i danni economici subiti ma è ancora più importante pensare a come farle ripartire. Mi piacerebbe che questo Consiglio venisse ricordato come quello che meglio di tutti è riuscito a interpretare le esigenze del momento garantendo un futuro migliore al proprio tessuto economico».

Dubbi su una misura a fondo perduto, invece, da parte del consigliere dei Riformatori Michele Cossa: «Bisogna capire qual è l’obiettivo che si vuole raggiungere. In questo momento la proposta e insostenibile. Se si volessero dare mille euro a ogni piccola o micro impresa servirebbero 80 milioni di euro. Se la cifra invece dovesse aggirarsi tra i 10 e i 15mila euro allora si andrebbe oltre il miliardo».

Sardegna, verso apertura arenili. Nodo spiagge libere

ALGHERO – “L’auspicio è di poter riaprire le spiagge per i residenti già da lunedì 18, evitando l’assembramento e il sovraccarico”. Lo ha dichiarato il governatore della Sardegna, Christian Solinan, intervenendo a “Un giorno da pecora” su Rai Radio1 come riportato dall’agenzia Ansa. Per l’accesso al pubblico, ha spiegato, “è necessario un approfondimento che stiamo portando avanti col comitato tecnico scientifico e spero entro questa settimana di avere linee guida certe”.

Il tema, principalmente, è quello delle spiagge libere. Infatti, ha sottolineato il governatore, “negli spazi in concessione il titolare può essere il soggetto che verifica il rispetto delle regole di sicurezza e gli accessi”. Il problema si pone negli spazi non a pagamento, “specie in Sardegna, dove esistono migliaia di chilometri di spiaggia”, ha chiarito Solinas. In questo caso, “chi controlla il rispetto del distanziamento sociale? Se ci trova qualche vicino di ombrellone che non è proprio propenso al rispetto della distanza, non è che ci possiamo fare giustizia da soli”, è la considerazione del presidente. Quindi, ha affermato, “la mia preoccupazione è trovare un sistema efficiente che garantisca a chi va in spiaggia di trovare una situazione tranquilla e il rispetto delle distanze”.

Ridate il Mariotti al calcio e agli algheresi |video

ALGHERO -Nell’arco di un paio di lustri oltre a perdere la leadership nella movida regionale, Alghero ha perso anche le squadre di calcio, e pure altri sport, nei campionati che contano, almeno a livello regionale pure oltre Tirreno. Sembrano passati secoli (e invece non è così) da quando la Riviera del Corallo poteva vantare oltre una decina di compagine tra cui spiccavano Alghero e Fertilia. In entrambi i casi è calato il sipario con gli spazi sportivi in abbandono. Nella borgata oramai il campo non esiste più e quell’area, dove dovevano nascere diverse iniziative, è lasciata all’incuria, discorso simile per il glorioso Mariotti che, non tanto tempo addietro, vedeva centinaia di tifosi, famiglie e bambini godere dello spettacolo del calcio.

Nonostante siano stati ultimati negli scorsi mesi gli spogliatoi, nell’ex-quadrato di gioco insistono erbacce alte anche due metri. Per sollevare, nuovamente, come già fatto più volte da Algheronews, l’attenzione delle Amministrazione che guidano la città, siamo andati sul posto. Questa volta con Antonio Baldino. Uomo di sport, tifoso storico dei giallorossi, attualmente nell’Audax, che evidenzia il rammarico e perfino la rabbia per la condizione della struttura.

Siamo pronti, come cittadinanza attiva, a venire noi a tagliare l’erba – tuona Baldino – però per favore, ve lo chiedo per favore, come ho già evidenziato più volte sui social chiamando in appello il Sindaco Conoci e l’ex-Tedde, ridate il Mariotti agli algheresi”. Vista la forzata clausura di questi mesi sarebbe anche il caso di pensare di predisporlo per ospitare qualche “sgambata” dei bambini algheresi che forse sono prioritari rispetto, ad esempio, delle sgambate dei nostri amici a 4 zampe. Nel frattempo, c’è l’attesa che rinasca una squadra locale di calcio a 11. Quello vero. Che possa magari partire anche dalle categorie più basse, ma porti i colori della città. E l’altra attesa è quella di vedere, finalmente, un progetto di riqualificazione generale che prevede anche gli spazi adiacente con verde, un parco, parcheggi e qualche servizio.


Bar e ristoranti in coma, risposte subito o è la fine

ALGHERO – “Più di un mese fa abbiamo accolto con grande soddisfazione l’apertura dell’Amministrazione, nella persona del sindaco, di voler collaborare col Comitato Horeca e rendere il settore dell’accoglienza partecipe del percorso utile ad assistere le nostre imprese nelle più grave crisi economica dal dopoguerra ad oggi”. Cosi dal Comitato Horeca Alghero che rappresenta oltre 100 attività della Riviera del Corallo che attendono da settimane risposte e chiarezza, anche a livello locale.

“Come più volte ribadito, si tratta di un settore fondamentale dell’economia algherese che necessita di provvedimenti urgenti che, se non varati rapidamente, rischiano di compromettere per sempre il futuro di migliaia di lavoratori. Detto questo, però, ci duole sottolinearlo, ad oggi, nessun provvedimento di quelli suggeriti, è ancora giunto al suo traguardo. Comprendiamo le difficoltà di chi amministra in un momento drammatico come quello che stiamo vivendo, comprendiamo anche la “solitudine” in cui i sindaci sono costretti ad operare,  soprattutto quando è palese l’assenza delle figure utili a raggiungere tali obiettivi in taluni comparti, però, visto proprio il momento che vede la maggior parte delle attività vicine al definitivo collasso, ci saremmo attesi una drastica virata, un cambio di passo, per  farci trovare pronti alla riapertura”.

“Apprezziamo la disponibilità del Sindaco Conoci e la sua volontà di fare proprie le nostre istanze, ma la variabile tempo ci impone di richiamare l’attenzione sul grave ritardo. È ora che Alghero riparta, e riparta bene. Non c’è più tempo da perdere.  Perché gli imprenditori che rappresentiamo possano affrontare con ragionevole speranza  la fatica della ripartenza è necessario che sappiano su quali superfici per la somministrazione possano contare, sulla fiducia che gli organismi deputati al controllo abbiano visioni comuni, sul fatto che la Regione Sardegna liberi risorse utili per l’abbattimento del costo del lavoro.

“Insomma, chiediamo che si dia corso alle numerose richieste messe nero su bianco dal nostro comitato. Siamo consapevoli che senza il luccichio delle nostre imprese, che dà risposte a tante famiglie coi vari stipendi, Alghero non può essere la stessa. Del resto è necessario, è fondamentale, ricreare un clima di positività e socialità che, da tre mesi e oltre (visti l’aggiunta del periodo invernale precedente), manca totalmente. Il settore Horeca vive nel segno delle emozioni, dello svago, della convivialità, siamo noi deputati a far ripartire la città, ma dobbiamo essere messi nelle giuste condizioni per farlo. Se l’apertura è per il 18, come si può pensare di farlo senza poter programmare investimenti, assunzioni, azioni di intrattenimento, modello di business?

“Gli elefantiaci tempi della burocrazia e le sue lungaggini non possono condizionare un tessuto sociale ed economico  allo stremo. Serve il massimo sostegno perché le risposte alle richieste del comparto (che rialleghiamo a questa mail) siano finalmente evase: c’è il serio rischio che il coma in cui si trova il settore, diventi irreversibile.  E’ urgente attuare un pronto soccorso, altrimenti sarà quasi impossibile evitare il nostro funerale e col nostro quello di tanti lavoratori”.

CINQUE PUNTI SOTTOPOSTI ALL’AMMINISTRAZIONE: 
1) Ampliamento degli spazi esterni alle attività consentendo la possibilità di allestire tavoli e dehor, in particolare per le imprese con ridottissimi spazi interni, in finestre temporali determinate, ove necessario, secondo un piano particolareggiato che sia in grado di garantire il medesimo numero di coperti all’esterno autorizzati nel pre-Covid con, in aggiunta, superfici utili per ristorare il numero di coperti sacrificati nelle aree interne a causa del distanziamento sociale;

2) richiesta al sindaco di attivare una conferenza di servizi per l’ attivazione di procedure armonizzate, chiare, certe, ed univoche, per certificare la salute dei titolari, dei dipendenti e dei clienti, garantendo la salubrità dei luoghi di lavoro, attraverso un unico protocollo sottoscritto da tutti i corpi di vigilanza sanitaria dello stato;

3) rapida modifica del piano commerciale per mitigare la direttiva Bolkenstain (legge Bersani) al fine di congelare nuove aperture e soprattutto scongiurare operazioni di acquisto predatorie a “buon mercato”; Attuazione di iniziative (con associazioni e operatori locali) di animazione urbana. 

4) Attivazione di uno sportello per le imprese attraverso il coinvolgimento delle associazioni di categoria (es: Confcommercio)  rappresentative del settore per assistere le centinaia di partite Iva a cui serve offrire una bussola per attraversare la selva di provvedimenti scaturiti dai vari livelli istituzionali;

5) Rappresentare presso l’Anci regionale,  la proposta di fiscalizzazione degli oneri sociali con accollo di una parte del costo del lavoro da parte della Regione, allo scopo di evitare l’esplosione della spesa per il welfare e il conseguente mantenimento dei livelli occupativi;

Fase 2, burocrazia aiuta malaffare: decapitare mostro

ALGHERO – “Non possiamo rischiare che il virus della burocrazia, che tradizionalmente affligge i nostri apparati di governo e amministrativi, faccia più danni del Coronavirus”. Secondo l’ex sindaco di Alghero “Per rivitalizzare il nostro sistema economico, oggi prostrato dall’epidemia e dal blocco delle imprese, occorre decapitare il mostro della burocrazia e adottare a livello nazionale quello che può essere definito il “Modello Genova”. Un iter procedimentale che ha consentito di ricostruire il ponte sul Polcevera, un’ opera pubblica da 200 milioni di euro, in dieci mesi laddove con le procedure ordinarie disciplinate dal Codice degli Appalti tra pubblicazione di bandi, ricorsi e fitte maglie burocratiche sarebbero stati necessari 10 anni”.

“Il “Modello Genova” –sottolinea l’ex sindaco di Alghero- ci ha insegnato che se si vuole raggiungere l’obbiettivo della semplificazione dei procedimenti amministrativi e la velocizzazione delle opere pubbliche occorre disapplicare le regole vigenti, che in un’economia di fatto “post bellica” costituiscono una “mazzara procedimentale” difficilmente rimovibile che blocca il Paese.” Secondo l’esponente di Forza Italia è innegabile che se a Genova è stata realizzata un’opera pubblica grandiosa in tempi rapidissimi solo derogando alle regole, la conclusione logica è che queste regole portano appesantimenti burocratici inutili e dannosi. Ed è altrettanto innegabile che se così è devono cambiare radicalmente. “Le parole d’ordine sono due: velocizzare e semplificare –commenta Tedde-. Come: eliminando sovrastrutture amministrative e creando un sistema che ha nelle autocertificazioni e negli organismi di vigilanza delle imprese le sue colonne portanti.”

Tedde sostiene che fin da ora il Parlamento potrebbe approvare una norma semplificatrice da affiancare al Codice degli appalti per un triennio, a cui le Regioni possano ricorrere in alternativa. Una opzione che potrebbe consentire di fare un semplice raffronto dei tempi burocratici fra le Regioni che la applicano e quelle che ritengono di dover proseguire l’applicazione del Codice degli appalti. “E’ inutile ed illusorio pensare ad un secondo Piano Marshall –chiosa Tedde- se poi per la sua attuazione e per la fruizione delle sue ricadute occorre attendere decenni. Sotto altro profilo focale non è comprensibile perché per far ripartire Genova siano state adottate regole agili e per far ripartire il Paese non si pensi allo stesso modo.” A Tedde non sfugge che i detrattori di questo grande progetto di snellimento normativo sosterranno che sì, velocizza la realizzazione di grandi opere pubbliche, ma al tempo stesso favorisce corruttele e infiltrazioni mafiose.”

“Ma io mi chiedo, se un imprenditore sa che potrà iniziare i lavori nel giro di pochi mesi e li potrà ultimare in un anno perché dovrebbe pagare tangenti ? –sottolinea Tedde- Solitamente sono i tempi lunghi della pubblica amministrazione che favoriscono il malaffare. Credo che la politica in tempi brevi debba invertire l’approccio culturale accantonando le autorizzazioni ed i veti e dando un rango superiore alle autocertificazioni ed ai controlli. Una vera e propria rivoluzione copernicana: si parte con autocertificazioni e nel frattempo, mentre l’opera parte, l’amministrazione controlla –chiude la sua proposta l’ex sindaco.”

Province, Comuni e Senato: autunno di elezioni

ALGHERO – Mentre, nella maggior parte dei Comuni italiani, la vita ritorna ad avvicinarsi alla normalità, si rincomincia a parlare di politica. A parte le fibrillazioni che caratterizzano diversi governi locali, all’orizzonte, non troppo lontano, iniziano a palesarsi alcune importanti scadenze elettorali.

Tra settembre e ottobre si voterà per le Province (salvo intoppi, saranno elezioni dirette, dunque coinvolgeranno tutti i cittadini); per alcuni alcuni importanti Comuni (tra cui Porto Torres e Quartu) e per il posto in Senato nel collegio del Nord-Sardegna (Sassari, Gallura e parte del Nuorese) lasciato vacante per la scomparsa dell’esponente del movimento 5 Stelle.

Partendo da quest’ultimo passaggio, la sfida sarà tra tre aree di riferimento: quella Grillina, appunto, poi Centrodestra e Centrosinistra. Questo anche se, analisi alla mano, la frammentazione politica è sempre più evidente e gli schemi classici ritornano solo in queste occasioni elettorali, altrimenti le barriere (vista la anche la generale dissoluzioni sociale ed economica) sono sempre meno visibili.

In sintesi: è sempre più il sentimento di premiare le persone capace che la loro appartenenza politica. Fattore che emerge costantemente anche nel popolo sardo e che, si spera, possa marcare un maturazione ancora maggiore nella scelta dei propri rappresentanti. Discorsi che non potranno non influenzare anche le scelte per i candidati a Sindaci e alla Presidenza della Province (in particolare quella di Sassari fino ad oggi guidata ottimamente dal Commissario Pietro Fois) e i rispettivi candidati a consiglieri.

Qualcosa, da tempo, si sta già muovendo. Ora, visto il devastante urgano della pandemia, le priorità sono divenute altre, ma resta sempre necessario anzi obbligato, nel caso dei comuni in scadenza già da ora, e con la delusione alle stelle, affidare la guida dei Comuni a persone legate ai propri territori, capaci, esperte e con un minimo di visione e coraggio. Stesso discorso per la Provincia. Manca ancora qualche mese, ma intanto la “finestra elettorale” dell’autunno inizia a rendere obbligatori dei ragionamenti, anche sulle contingenze e quotidianità.

Virus in Sardegna: zero contagi a Sassari

CAGLIARI – Sono 1.343 i casi di positività al virus Covid-19 accertati in Sardegna dall’inizio dell’emergenza (ieri ne erano stati conteggiati 1.340). È quanto rilevato dall’Unità di crisi regionale nell’ultimo aggiornamento. In totale nell’Isola sono stati eseguiti 34.641 test. I pazienti ricoverati in ospedale sono in tutto 94, di cui 10 in terapia intensiva, mentre 417 sono le persone in isolamento domiciliare. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 614 pazienti guariti (+12 rispetto al dato precedente), più altri 98 guariti clinicamente. Non si registrano nuovi decessi (complessivamente 120). Sul territorio, dei 1.343 casi positivi complessivamente accertati, 245 sono stati registrati nella Città Metropolitana di Cagliari (+1 rispetto all’ultimo aggiornamento), 97 (+2) nel Sud Sardegna, 57 a Oristano, 78 a Nuoro, 866 a Sassari.

Calcio, test e ripartenza. Campionato da giugno

CAGLIARI – Riparte il Cagliari Calcio. Tutti presenti nella struttura sportiva dei Assemini. Tutti si sono sottoposti al tampone e ai test sierologici: calciatori della prima squadra, lo staff tecnico e alcuni giocatori della Primavera. Quasi una visita medica come quelle che precedono il ritiro precampionato: a scaglioni i giocatori si sono presentati davanti al personale sanitario dell’Ats Sardegna.

Le operazioni sono iniziate verso le 10.30 Tra i primi ad arrivare capitan Ceppitelli, Nainggolan, Ionita, Pisacane, Joao Pedro, Cigarini a seguire il resto della squadra. All’ingresso veniva misurata la temperatura con un termoscanner. Tutti con la mascherina e da domani i rossoblù effettueranno anche le visite cardiologiche al centro medico Korian di Quartu Sant’Elena.

Solo una volta terminati tutti i controlli i giocatori potranno di nuovo varcare i cancelli del centro sportivo di Assemini per gli allenamenti individuali e “volontari”. In questa prima fase i calciatori non dovrebbero essere seguiti dallo staff tecnico. Le sedute vere e proprie, quelle di gruppo, dovrebbero invece scattare dalla prossima settimana. Tutto in vista di una ipotetica ripresa del campionato a metà giugno.

Nella foto il presidente Giulini

S.I.