Servizio idrico, EGAS: «Ritardi di E-Distribuzione ormai insostenibili. Opere strategiche ferme senza energia»

CAGLIARI – Opere strategiche per il sistema idrico della Sardegna, finanziate con decine di milioni di euro di risorse pubbliche, alcune ormai in fase di completamento o pronte per essere messe in esercizio, rischiano di rimanere ferme per l’assenza degli allacci e degli interventi sulla rete elettrica necessari al loro funzionamento.

È la denuncia lanciata questa mattina nella sede dell’Ente di Governo dell’Ambito della Sardegna, a Cagliari, nel corso della conferenza stampa alla quale hanno preso parte il presidente di EGAS Fabio Albieri e il direttore generale Andrea Cappelli.

Nel mirino dell’Ente ci sono i ritardi e le incertezze nei rapporti con E-Distribuzione, società del gruppo Enel, chiamata a realizzare gli interventi necessari per garantire l’alimentazione elettrica di infrastrutture fondamentali per l’approvvigionamento idropotabile, la depurazione e il sistema fognario regionale.

«Siamo arrivati a una situazione paradossale – ha dichiarato Albieri –. Realizziamo opere pubbliche strategiche, investiamo milioni di euro, rispettiamo procedure, appalti e cronoprogrammi e, nel momento in cui queste infrastrutture devono finalmente entrare al servizio delle comunità, rischiamo di doverci fermare perché manca l’energia elettrica. Non è più accettabile».

 

Alta Gallura, un’opera strategica da 18,3 milioni in attesa dell’alimentazione elettrica

Uno dei casi più rilevanti illustrati nel corso della conferenza stampa riguarda Tempio Pausania e l’Alta Gallura, con il riassetto del sistema di alimentazione idropotabile collegato alla diga di Monti di Deu e all’invaso sul Rio Pagghiolu.

Si tratta di un investimento complessivo di circa 18,3 milioni di euro, finanziato attraverso risorse regionali, fondi PNRR, Fondo per l’avvio delle opere indifferibili e risorse del gestore.

L’opera è destinata a garantire maggiore sicurezza nell’approvvigionamento idrico di Tempio Pausania, Aggius, Bortigiadas, Calangianus, Luras ed Erula, attraverso circa sette chilometri di nuove condotte adduttrici. Il progetto comprende la posa della condotta dall’invaso del Pagghiolu fino all’impianto di potabilizzazione di Pischinaccia, una nuova stazione di sollevamento alla base della diga e il potenziamento e ampliamento dello stesso potabilizzatore.

Proprio sull’alimentazione elettrica necessaria al funzionamento di queste infrastrutture si concentra una delle criticità più rilevanti: le richieste per le cabine elettriche della nuova stazione di sollevamento alla base della diga e dell’impianto di potabilizzazione risalgono rispettivamente al 16 e al 22 novembre 2023.

«Il caso dell’Alta Gallura è emblematico – ha sottolineato Albieri –. Parliamo di un’opera lungamente attesa e indispensabile per garantire maggiore sicurezza e continuità nell’approvvigionamento idrico di un intero territorio. Non è accettabile che, dopo aver reperito i finanziamenti e realizzato infrastrutture di questa portata, il sistema non possa essere pienamente attiva to perché manca un passaggio legato alla fornitura elettrica».

Castelsardo e Lu Bagnu, 24,5 milioni per superare una criticità ambientale e sanitaria

Particolarmente delicata è la situazione di Castelsardo e Lu Bagnu, dove è in corso l’adeguamento dello schema fognario-depurativo per un investimento complessivo di 24,5 milioni di euro al netto dell’IVA, dei quali 12,3 milioni finanziati attraverso il PNRR.

Il progetto nasce per risolvere le gravi criticità del sistema fognario-depurativo dell’agglomerato di Castelsardo, già interessato da una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea del 6 ottobre 2021. La situazione descritta è caratterizzata dallo scarico dei reflui urbani in mare attraverso condotte obsolete e senza un trattamento depurativo conforme alla normativa, con conseguenze sulla qualità delle acque, sull’ecosistema costiero, sulla balneabilità e sulla salute pubblica.

L’intervento comprende il nuovo impianto di depurazione a monte di Lu Bagnu, le stazioni di sollevamento di Castelsardo Est e Castelsardo Ovest, il sollevamento di Lu Bagnu e le condotte necessarie a convogliare i reflui verso il nuovo sistema di trattamento. È un’opera espressamente finalizzata anche alla messa in sicurezza dell’agglomerato rispetto agli obblighi comunitari in materia di acque reflue urbane.

Le richieste relative alle forniture e agli adeguamenti elettrici necessari per il depuratore e per gli impianti di sollevamento risalgono ad aprile e maggio 2025, mentre le relative accettazioni risultano intervenute tra giugno e luglio dello stesso anno.

«A Castelsardo – ha affermato Albieri – il problema assume un peso ancora maggiore perché parliamo di depurazione, tutela del mare e superamento di una situazione già oggetto di una procedura europea. Ogni ulteriore rallentamento significa rinviare i benefici ambientali e sanitari per i quali sono stati impegnati importanti finanziamenti pubblici, compresi fondi del PNRR».

Quartu Sant’Elena, il completamento della rete fognaria del litorale

Il terzo caso illustrato durante la conferenza stampa riguarda il litorale di Quartu Sant’Elena, interessato dall’intervento di riordino e razionalizzazione della rete fognaria della fascia costiera.

L’opera prevede l’estensione della rete attraverso circa cinque chilometri di collettore fognario principale lungo la SP 17, suddiviso tra tratti a gravità e condotte prementi, oltre alla realizzazione di tre impianti di sollevamento. L’intervento concorre alla messa in sicurezza dell’agglomerato rispetto agli obblighi comunitari sulle acque reflue urbane.

L’opera risulta collaudata il 26 maggio 2020. Per due nuovi punti di fornitura destinati ai sollevamenti fognari di Viale Leonardo da Vinci, le richieste sono state presentate il 1° luglio 2026, mentre il caricamento della fine lavori è stato effettuato il giorno successivo.

«Anche qui – ha sottolineato Albieri – siamo davanti a infrastrutture che devono essere messe nelle condizioni di funzionare. L’alimentazione elettrica non può essere considerata un dettaglio finale: è parte essenziale dell’opera e deve essere programmata con tempi compatibili con quelli dell’investimento pubblico».

Il paradosso dei gruppi elettrogeni: «Costi enormi e impatto ambientale»

Nel corso della conferenza stampa Albieri e Cappelli hanno richiamato anche una delle conseguenze più paradossali della situazione: la possibilità che, per procedere all’avviamento di alcuni impianti, si debba ricorrere temporaneamente a gruppi elettrogeni alimentati a gasolio. Una strada che EGAS considera difficilmente sostenibile tanto sotto il profilo economico quanto sotto quello ambientale.

«Pensare di realizzare infrastrutture moderne e strategiche e poi essere costretti ad avviarle con generatori a gasolio è un controsenso – ha dichiarato Albieri –. Significherebbe sostenere costi estremamente elevati, che non possono essere scaricati sulle comunità o sul sistema idrico, oltre a produrre un impatto ambientale incompatibile con gli stessi obiettivi perseguiti da questi investimenti».

Il direttore generale Andrea Cappelli ha ricostruito nel corso dell’incontro lo stato dei diversi interventi e delle interlocuzioni tecniche, evidenziando come non si sia di fronte a una singola pratica isolata, ma a più opere distribuite sul territorio regionale per le quali l’alimentazione elettrica rappresenta un passaggio imprescindibile.

Per EGAS la questione non può quindi essere ridotta a un problema meramente tecnico o burocratico. Ogni ritardo può determinare maggiori costi, rallentamenti nell’entrata in esercizio degli impianti, difficoltà nella programmazione e il rinvio dei benefici attesi da opere finanziate con risorse pubbliche.

«Da E-Distribuzione servono risposte, interlocutori e cronoprogrammi certi»

«Qui parliamo di acqua potabile, depurazione, fognature e tutela ambientale – ha ribadito Albieri –. A E-Distribuzione chiediamo interlocutori certi, risposte formali e cronoprogrammi attendibili. Non chiediamo privilegi, ma tempi coerenti con la natura delle opere e con l’interesse pubblico che rappresentano».

EGAS ha quindi rivolto a E-Distribuzione e, più complessivamente, al gruppo Enel una richiesta di confronto immediato sulle situazioni ancora aperte, affinché per ciascun intervento vengano definite date precise e verificabili per l’esecuzione delle attività necessarie.

Il presidente Albieri non ha escluso, inoltre, il ricorso alle vie giudiziarie qualora il protrarsi dei ritardi dovesse determinare danni economici o conseguenze sul regolare funzionamento del servizio.

«Il nostro interesse è risolvere i problemi e mettere gli impianti in funzione, non aprire uno scontro – ha concluso Albieri –. Ma esiste un limite oltre il quale abbiamo il dovere di tutelare l’Ente, il gestore, le amministrazioni e soprattutto i cittadini. Se questi ritardi dovessero determinare maggiori costi, danni o conseguenze sulla continuità e sul regolare esercizio di un servizio pubblico essenziale, valuteremo tutte le iniziative nelle sedi competenti per l’accertamento delle eventuali responsabilità, anche sotto il profilo civile e, ove ne ricorrano i presupposti, penale. La Sardegna – ha concluso – non può permettersi di avere opere pubbliche finanziate, realizzate o prossime al completamento e non poterle utilizzare perché manca l’energia necessaria a farle funzionare. Da E-Distribuzione, e quindi dal gruppo Enel, ci aspettiamo ora risposte concrete, date certe e interventi tempestivi».

Da Porto Cervo Libri all’attesa Festa Patronale di Stella Maris

PORTO CERVO – Cultura, intrattenimento per le famiglie e tradizione saranno al centro degli appuntamenti in programma a Porto Cervo dal 26 al 28 agosto, promossi dal Consorzio Costa Smeralda.

Tre giornate dal forte valore simbolico e identitario, pensate per coinvolgere residenti e ospiti attraverso iniziative rivolte a pubblici diversi. Mercoledì 26 agosto, alle ore 19:30, nella Spiaggetta Sottopiazza, si terrà l’incontro conclusivo della rassegna Porto Cervo Libri, che avrà come protagonista la giornalista del Quotidiano Nazionale Claudia Marin, autrice del volume “Il futuro che eravamo”. A dialogare con lei sarà Giandomenico Mele, giornalista de La Nuova Sardegna. L’incontro offrirà al pubblico l’opportunità di confrontarsi con una delle firme del giornalismo italiano e di riflettere sui cambiamenti che stanno attraversando la società contemporanea, in continuità con il percorso culturale sviluppato dalla rassegna nel corso dell’estate.

Giovedì 27 agosto, la Piazzetta della Marina, dalle ore 20:00, tornerà ad animarsi con l’ultimo spettacolo della stagione dedicato ai bambini e alle famiglie. Protagonista della serata sarà la compagnia Kronicokab, che porterà in scena uno spettacolo di marionette pensato per coinvolgere i più piccoli attraverso il linguaggio universale del teatro e della fantasia. L’iniziativa concluderà il programma estivo dedicato ai bambini, nell’ambito del quale il Consorzio Costa Smeralda ha proposto numerosi momenti di animazione, spettacolo e intrattenimento.

Venerdì 28 agosto Porto Cervo celebrerà l’attesa Festa Patronale di Stella Maris, uno degli appuntamenti più sentiti e partecipati dalla comunità locale. Organizzata dalla Parrocchia Stella Maris, la ricorrenza rappresenta un momento di profonda condivisione, capace di unire spiritualità, tradizione e partecipazione collettiva. Il programma prevede, alle ore 18:00, la Santa Messa in onore della Madonna di Stella Maris e, a seguire, la suggestiva processione in mare, tra i momenti più rappresentativi della festa. La serata proseguirà con i fuochi d’artificio, la cena comunitaria e l’intrattenimento musicale aperto al pubblico.

Così commenta Renzo Persico, Presidente del Consorzio Costa Smeralda:

«La settimana che conclude il mese di agosto esprime pienamente alcuni dei valori che guidano il nostro programma culturale. Accanto agli incontri con autori e giornalisti e agli appuntamenti dedicati alle famiglie, trova spazio una ricorrenza profondamente legata alla storia e all’identità di Porto Cervo come la Festa Patronale di Stella Maris organizzata dalla Parrocchia. È un’occasione preziosa per raccontare la dimensione più autentica del territorio e della comunità che lo vive durante tutto l’anno».

Gli appuntamenti di fine agosto segnano il passaggio ideale tra la stagione estiva e il programma autunnale del Consorzio Costa Smeralda, che proseguirà nei mesi di settembre e ottobre con nuove iniziative dedicate alla musica classica, alla salute e alla valorizzazione delle eccellenze culturali e scientifiche del territorio.

Il calendario completo degli eventi 2026 è disponibile sul sito del Consorzio Costa Smeralda.

www.consorziocostasmeralda.com

La Giunta Todde “buca” il bando “nuove rotte”

ALGHERO – “I 10 milioni di euro stanziati con la variazione di bilancio per il bando
sulle nuove rotte aeree rischiano di restare lettera morta per un’altra stagione”. A dichiararlo il
capogruppo regionale di Fratelli d’Italia Paolo Truzzu. Le risorse sono arrivate in ritardo, la gara
non è stata ancora bandita e si attende ora il via libera dell’Unione Europea: il risultato è che il
bando potrà essere pubblicato solo quando la programmazione dell’estate 2027 sarà già chiusa
dalle compagnie aeree. La stagione invernale, va detto, è già stata programmata: senza il bando
regionale. “Ancora una volta l’assessore Manca e la giunta Todde dimostrano di non avere alcuna
contezza dei tempi dell’aviazione commerciale” continua Truzzu. “Ancora una volta la mancanza di
visione strategica della giunta Todde si fa sentire e blocca lo sviluppo regionale bloccando di fatto
al “check in” i trasporti aerei dell’isola. “Le compagnie aeree programmano le rotte con oltre un
anno di anticipo: chi governa la Sardegna dovrebbe saperlo. Invece si arriva sempre in affanno, si
perdono le finestre utili e si dilapidano risorse che il centrodestra aveva lasciato in eredità a questa
amministrazione”. “Non è un dettaglio tecnico: significa un’estate 2027 con meno collegamenti,
meno turisti e meno opportunità per le imprese sarde. Su questo la giunta Todde ha fallito ancora”
conclude Truzzu.

“Con la Todde è in atto lo smantellamento della Sanità pubblica”

CAGLIARI – “Il Nido del Santissima Trinità ha chiuso. Non è un incidente improvviso e neppure un’emergenza imprevedibile: è il risultato di una gravissima mancanza di programmazione del personale e l’ennesimo pezzo della sanità pubblica sarda che viene meno sotto la gestione della Presidente e Assessore alla Sanità Alessandra Todde”. Lo dichiara Corrado Meloni, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, intervenendo sulla chiusura del Nido del Santissima Trinità di Cagliari per carenza di pediatri, denunciata anche dalla UIL FP. “Purtroppo, la sanità cagliaritana sta pagando anche le scelte scellerate del “Poltronificio Todde”: la rimozione dei precedenti vertici delle aziende sanitarie ha aperto un vulnus gestionale e organizzativo senza precedenti, interrompendo la continuità amministrativa proprio mentre il sistema avrebbe avuto bisogno di stabilità, programmazione e capacità decisionale. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: servizi che perdono pezzi, emergenze che si susseguono e una governance sanitaria che evidentemente non riesce a essere all’altezza della gravità della situazione” dichiara Mloni. “Stiamo parlando di un’eccellenza regionale, con quasi 1.500 parti all’anno, circa un sesto di quelli complessivi della Sardegna. Eppure, oggi questa struttura non è più in grado di garantire la propria attività per la mancanza di pediatri, con il conseguente trasferimento di donne in gravidanza e bambini verso altre aziende sanitarie” continua Meloni. “Il fatto ancora più grave è che questa situazione era ampiamente prevedibile. La carenza di personale era nota da tempo. Non siamo quindi davanti a una calamità caduta dal cielo: qualcuno aveva il dovere politico e amministrativo di programmare per tempo le assunzioni necessarie e non lo ha fatto”. Questo episodio fotografa perfettamente il fallimento della politica sanitaria della Giunta Todde. Un servizio sanitario pubblico non viene smantellato soltanto quando qualcuno decide formalmente di chiudere un reparto o un ospedale. Lo si smantella anche lasciandolo progressivamente senza medici, infermieri e operatori fino a renderne materialmente impossibile il funzionamento. Ed è esattamente quello che sta accadendo in Sardegna” continua il meloniano. Per Meloni il problema va infatti ben oltre il Santissima Trinità. “La Presidente Todde, che continua a trattenere su di sé anche la delega alla Sanità, non può più nascondersi dietro le emergenze. Dopo oltre due anni di governo, le emergenze sono diventate il prodotto dell’assenza di programmazione. Chi governa deve prevenire i problemi, non limitarsi a rincorrerli quando i servizi hanno già chiuso”. “Il Nido del Santissima Trinità deve essere riaperto immediatamente, adottando tutte le misure straordinarie necessarie, ma contemporaneamente serve un cambio radicale nella gestione del personale sanitario. Perché oggi chiude il Nido del Santissima Trinità, domani quale altro servizio perderanno i cittadini sardi? Questa è la domanda alla quale Todde deve rispondere. La sanità pubblica sarda non può continuare a morire un reparto alla volta” conclude Meloni.

Porto Torres, il progetto dell’antemurale è realtà

PORTO TORRES – Dopo le lunghe fasi di progettazione, i monitoraggi ambientali, le opere propedeutiche e gli interventi di preparazione dei fondali, il nuovo Antemurale del porto di Porto Torres entra oggi nella sua fase più concreta. Con l’arrivo, nella giornata di ieri, del terzo cassone prefabbricato, iniziano ufficialmente le operazioni di immersione e posa dei grandi manufatti che costituiranno il prolungamento della nuova diga a protezione del Porto Civico dalle mareggiate. Un intervento, quello che sta gradualmente prendendo forma, che rappresenta uno degli investimenti strategici più rilevanti per il futuro dello scalo turritano e che segna un ulteriore passo avanti verso la ridefinizione del layout portuale e il potenziamento della sua capacità operativa. In base al progetto, sono in tutto 20 le unità da immergere in sequenza. Tutte prodotte in serie dalla società Sales nello stabilimento di Piombino e trasferite, progressivamente, a Porto Torres per essere collocate sul tratto di fondale già predisposto con le relative opere di imbasamento. L’avanzamento del cantiere è stato recentemente caratterizzato dal completamento di alcuni interventi propedeutici, ma altrettanto decisivi, previsti dalle Prescrizioni contenute nel Decreto VIA dei Ministeri dell’Ambiente e dei Beni Culturali del febbraio 2018. Tra questi, lo spostamento, nel Molo Alti Fondali, del fortino militare della Seconda Guerra Mondiale. Bene sottoposto a tutela storico-culturale che, il 16 luglio scorso, è stato arretrato di 170 metri rispetto alla sua posizione originaria attraverso una complessa operazione di pre-consolidamento, sollevamento e traslazione. Operazione simile ha interessato anche la statua della Madonnina, rimossa temporaneamente dalla sua posizione originale e custodita nei locali della Soprintendenza in attesa del riposizionamento definitivo al termine dei lavori dell’Antemurale. Due tasselli fondamentali per consentire la prosecuzione dell’opera di resecazione dell’esistente banchina che verrà riportata ad una nuova lunghezza totale di circa 380 metri. “Con l’avvio delle operazioni di immersione del primo cassone, quella che fino a ieri era una grande sfida progettuale diventa, oggi, opera concreta – spiega Domenico Bagalà, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna – Continueremo a seguire con la massima attenzione ogni sviluppo futuro degli interventi affinché l’opera possa al più presto diventare un nuovo volano di sviluppo e garantire ulteriori opportunità di crescita sia per lo scalo Porto Torres che per l’intero Sistema portuale della Sardegna”.

“Sanità, concorsi direttore a rischio illegittimità: fallimento della Todde”

CAGLIARI – “Il disordine amministrativo della sanità sarda al centro delle polemiche. Questa è l’ennesima conseguenza di una gestione priva di qualsivoglia autorevolezza e totalmente improvvisata che la Todde persiste a portare avanti. A dichiararlo il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Corrado Meloni, primo firmatario dell’interrogazione depositata in Consiglio regionale sulle presunte gravi anomalie riscontrate nelle procedure di reclutamento dei dirigenti amministrativi del Servizio sanitario regionale. Attualmente esistono due recenti graduatorie di concorso ARES per Dirigente Amministrativo, ma anziché procedere al loro integrale scorrimento, si continuano a bandire nuovi concorsi. Le stesse aziende sanitarie hanno dimostrato nei fatti che il ruolo del dirigente amministrativo è unico, avendo utilizzato graduatorie nate per un’area specifica per coprire incarichi completamente diversi. Quando “conviene” il dirigente amministrativo è considerato fungibile; quando invece bisogna scorrere una graduatoria, improvvisamente diventa non fungibile, moltiplicandosi così casi di comandi e mobilità del personale. È una contraddizione che merita una risposta politica immediata. L’Istituto Zooprofilattico, pur avendo necessità di dirigenti amministrativi, ha tentato di ricorrere a una convenzione con un Comune anziché utilizzare la graduatoria esistente, fino ad arrivare a sottoscrivere una convenzione con il Ministero della Salute per lo scorrimento di una graduatoria di imminente scadenza, anziché attingere dalle vigenti graduatorie del Servizio Sanitario Regionale. “Il quadro che emerge è ormai sbiadito. Una sanità priva di alcuna regia amministrativa, di programmazione e soprattutto di controllo. Se le norme prevedono una precisa sequenza: mobilità preventiva, stabilizzazioni, utilizzo delle graduatorie e solo in ultima istanza nuovi concorsi, non è accettabile che tali principi vengano continuamente aggirati, esponendo le aziende sanitarie al rischio di ricorsi e possibili responsabilità erariali” continua Meloni. “È l’ennesima dimostrazione del fallimento della presidente-assessora che è caratterizzata da improvvisazione e assenza di indirizzo politico. La Presidente Todde non può continuare a limitarsi agli annunci a mezzo stampa, ha scelto di accentrare su di sé anche l’Assessorato alla Sanità e deve assumersi fino in fondo la responsabilità di ciò che accade. Con questa interrogazione chiediamo alla Giunta di intervenire immediatamente per liquidare i sultanati sanitari e ripristinare la legalità amministrativa, garantire lo scorrimento delle graduatorie vigenti, sospendere le procedure che appaiono in contrasto con la normativa e assicurare una gestione uniforme del personale in tutte le aziende del Servizio sanitario regionale. La sanità sarda non può permettersi un futuro fatto di improvvisazione e anarchia il cui tratto distintivo rischia di essere l’amichettismo” conclude Meloni.

Nuovo Stadio Gigi Riva, arriva la candidatura per i Campionati Europei di calcio

CAGLIARI – Il sindaco Massimo Zedda ha inviato la documentazione richiesta al presidente della FIGC Giovanni Malagò. Nuovo Stadio Gigi Riva, arriva la candidatura per i Campionati Europei di calcio del 2032

Dopo l’approvazione di ieri, giovedì 30 luglio, in Consiglio comunale sul pubblico interesse del nuovo stadio di Cagliari, il sindaco Massimo Zedda ha inviato questa mattina la candidatura dell’impianto e della città a ospitare i Campionati Europei di calcio del 2032.

La documentazione necessaria, richiesta con nota ufficiale dalla Federazione Italiana Gioco Calcio l’8 giugno, è stata inviata al presidente della FIGC Giovanni Malagò,

Posidonia, Piano di Gestione della Regione Sardegna

CAGLIARI – La Giunta regionale, su proposta dell’assessora della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi, ha approvato gli indirizzi operativi per la predisposizione del primo Piano regionale di gestione della Posidonia oceanica, dando attuazione alla legge regionale n. 1 del 2020 e avviando un percorso organico per la tutela e la gestione sostenibile delle spiagge della Sardegna.

Il provvedimento rappresenta un passaggio strategico nelle politiche regionali di conservazione degli ecosistemi costieri e si inserisce nell’attuazione del Programma Regionale di Sviluppo 2024-2029 e del Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) 2026-2028, che individuano proprio nella redazione del Piano uno degli obiettivi prioritari per la salvaguardia del patrimonio costiero.

“Per troppo tempo la gestione della Posidonia è stata affrontata quasi esclusivamente come un’emergenza stagionale. Con questo provvedimento cambiamo prospettiva: la Regione si dota degli strumenti per governare il fenomeno in modo organico, fondando le decisioni su conoscenze scientifiche, monitoraggio e pianificazione. È un cambio di metodo prima ancora che di strumenti,” ha sottolineato l’assessora Laconi.

La Posidonia oceanica, infatti, non costituisce un rifiuto, ma un elemento naturale fondamentale per l’equilibrio degli ecosistemi marini e costieri. I depositi che si formano lungo gli arenili svolgono un ruolo essenziale nella difesa delle spiagge dall’erosione, nella mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici e nel mantenimento della biodiversità. Per questo motivo la loro gestione richiede criteri scientifici omogenei, pianificazione e soluzioni differenziate in relazione alle caratteristiche dei singoli litorali.

La delibera assegna al Servizio Tutela della Natura e Politiche Forestali il coordinamento delle attività necessarie alla redazione del Piano e dispone la verifica del suo inquadramento rispetto alle procedure di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e di Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA), affinché tutte le future scelte siano pienamente coerenti con la normativa ambientale e con gli obiettivi di sostenibilità.

Per garantire una gestione integrata del progetto sarà istituito, presso il Servizio Tutela della Natura e Politiche Forestali della Direzione generale della Difesa dell’Ambiente, un Ufficio di Piano composto da professionalità multidisciplinari del Sistema Regione, con il coinvolgimento di ARPAS, della Direzione generale degli Enti Locali e degli altri soggetti istituzionali che potranno contribuire allo sviluppo del Piano. Sul piano tecnico-scientifico è inoltre previsto il supporto del CNR-IAS di Oristano, attraverso una specifica convenzione operativa nell’ambito dell’accordo quadro già in essere tra la Regione Sardegna e il Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Il Piano sarà accompagnato da attività di studio, monitoraggio, sperimentazione, comunicazione e partecipazione rivolte ai territori e ai portatori di interesse, con l’obiettivo di costruire un modello di gestione condiviso e fondato sulle migliori conoscenze tecnico-scientifiche disponibili. Per la sua realizzazione la Regione ha destinato risorse pari a 4 milioni di euro nel triennio 2026-2028, già previste nel bilancio regionale.

“Le nostre spiagge sono un patrimonio ambientale ed economico che richiede equilibrio nelle scelte. Il Piano nasce proprio per offrire ai Comuni e a tutti i soggetti coinvolti criteri chiari, uniformi e aggiornati, capaci di tutelare gli ecosistemi costieri senza trascurare le esigenze delle comunità e della fruizione del littorale,” dice ancora l’assessora Rosanna Laconi.

Con l’approvazione degli indirizzi operativi, la Regione avvia un percorso condiviso e su base scientifica per la gestione della Posidonia oceanica, confermando l’impegno a coniugare tutela ambientale, sviluppo turistico e resilienza costiera nell’ambito delle politiche regionali di adattamento ai cambiamenti climatici.

“Rendiconto Giunta Todde, anno horribilis per la Sardegna”

CAGLIARI – “Rendiconto 2025, un anno da dimenticare, per fare peggio bisogna andare indietro di 13 anni. Il 2025 è stato un anno in cui tutto quello che si poteva sbagliare si è puntualmente sbagliato e tutto il tempo che si poteva perdere si è perso e ciò che preoccupa è che anche il 2026 si sta svolgendo esattamente sulla stessa, identica, fallimentare falsa riga.
Il 2025 è stato un anno horribilis a partire dalla sua stessa genesi: il bilancio di previsione è stato approvato dopo ben quattro mesi di esercizio provvisorio come non accadeva da 12 anni.
Quattro mesi di esercizio provvisorio che hanno paralizzato la Sardegna, servizi a rilento, imprese, famiglie e territori senza certezze finanziarie e risorse pubbliche bloccate nei cassetti della Regione.
A sottolineare questo disastro, non è più l’opposizione, ma anche la Corte dei Conti in sede di parifica di bilancio con una fotografia impietosa dell’azione amministrativa e politica.
I problemi storici che tutti conosciamo non solo non sono stati risolti, ma sono drammaticamente peggiorati e a quelli vecchi se ne sono aggiunti di nuovi”.
Fausto Piga consigliere regionale Fratelli d’Italia

Porto Ferro: rifiuti ovunque e camper senza assicurazione, sanzionati dalla Polizia locale

SASSARI – La chiamano “estate cafona”, ma è riduttivo: si tratta di comportamenti molto pericolosi per la fauna e la flora locale, spesso protetta da apposite leggi, oltreché per le persone e le cose. Per questo la Polizia locale concentra la sua attività nei litorali e negli spazi verdi, come le pinete, dove il rischio incendi è elevatissimo. In pochi giorni sono state elevate decine di sanzioni, l’ultima delle quali ieri, giovedì 23 luglio, a un gruppo di sardi che aveva piazzato il camper, non assicurato, nella pineta di Porto Ferro, rendendola una discarica a cielo aperto.

Gli agenti di via Carlo Felice, arrivati sul posto e visto il degrado in cui era stata ridotta la pineta, hanno contestato ai giovani la violazione dei divieti di sosta in pineta, campeggio abusivo, abbandono di rifiuti, oltre alla mancata assicurazione del mezzo, che è stato immediatamente sequestrato. Il gruppo di sardi dovrà pagare sanzioni per 1500 euro.

Quella di ieri è soltanto l’ultima delle situazioni illecite e irrispettose per il nostro territorio a cui la Polizia locale, nell’ultima settimana, ha assistito e ha denunciato, sanzionando gli autori. Lo scorso fine settimana gli agenti hanno individuato uno scuolabus, senza bambini al seguito, usato dall’autista per fare “la gita fuori porta” e parcheggiato in divieto. In quei giorni era attivo il Centro Operativo Comunale (Coc) per l’elevato rischio incendi e un comportamento che può apparire una leggerezza potrebbe invece scatenare incendi devastanti. Così come gli attendamenti abusivi presenti nella pineta di Porto Ferro, che sono stati smantellati e gli autori sanzionati. Proprio in questa area, protetta da norme europee, le auto parcheggiate nella pineta, dove è segnalato dalla cartellonistica il divieto con la motivazione, hanno rischiato di innescare incendi che avrebbero devastato la macchia mediterranea.

Particolare attenzione è riservata anche al controllo sull’uso corretto degli stalli riservati alle persone con disabilità, specie nella rotonda di Platamona.

Più di venti agenti della Polizia locale dall’inizio della stagione sono impegnati nel monitoraggio delle spiagge sassaresi, per garantire la sicurezza dei bagnanti e il rispetto delle regole, a tutela delle persone, dell’ambiente e delle cose. L’obiettivo è scoraggiare e prevenire condotte illecite particolarmente gravi, come il campeggio abusivo, la sosta indiscriminata dei veicoli sulle aree boschive e dunali, l’accensione dei fuochi per alimentare fornelli da campeggio, l’abbandono dei rifiuti. Comportamenti che possono causare grave pericolo per le persone e l’ambiente, distruggendo irrimediabilmente fauna e flora, in certi casi anche in via di estinzione.