“Marino, ancora scelte sbagliate dall’Asl: intervenga il sindaco”

ALGHERO – «La decisione dell’ASL di ridisegnare l’utilizzo degli spazi e delle sedute operatorie all’Ospedale Marino di Alghero appare caratterizzata da una sproporzione evidente e, allo stato, priva di adeguate giustificazioni tecnico-sanitarie».
Lo dichiarano i rappresentanti di Forza Italia in Consiglio Comunale Marco Tedde, Giovanna Caria, Antonello Peru, Pasqualina Bardino e Nina Ansini.
«Attribuire il 50% delle sedute settimanali alla struttura semplice di Oculistica – proseguono gli esponenti azzurri – lasciando alla struttura complessa di Ortopedia soltanto due sedute e una alla Traumatologia dello sport significa ridurre drasticamente la capacità di risposta di un presidio che negli anni ha rappresentato un punto di riferimento per l’ortopedia e la traumatologia».
«Una scelta che rischia di creare ulteriori criticità in un sistema sanitario già sotto pressione, con pazienti traumatizzati che arrivano anche da Nuoro, dove l’Ortopedia funziona a singhiozzo, e da Sassari, dove i reparti sono ormai sovraccarichi. Col rischio concreto che i pazienti algheresi riprendano i “viaggi della speranza” per poter godere di un trattamento ortopedico».
«A questo si aggiunge una gestione degli spazi del Marino sempre più confusa: all’interno della struttura si stanno collocando servizi e attività diverse – dal SERD al poliambulatorio, dall’Oculistica fino ad altre ipotesi di trasferimento – senza una visione organica e senza una programmazione coerente. Il risultato è una progressiva congestione degli spazi, con problemi logistici e perfino di parcheggi. E questi nuovi assetti paiono contraddire le indicazioni dell’assessorato regionale alla sanità che nel passaggio del Marino da AOU alla ASL garantivano il mantenimento degli standard quantitativi degli anni precedenti e facevano del Marino un centro di riferimento regionale per l’Ortopedia».
«In questo quadro – incalzano gli esponenti di Forza Italia – colpisce il silenzio del sindaco di Alghero, che continua a restare alla finestra mentre la sanità algherese rischia di affondare. Non è accettabile che l’amministrazione comunale resti spettatrice passiva di scelte che incidono direttamente sul diritto alla salute della nostra comunità».
«Chiediamo al sindaco e all’amministrazione di occuparsi con maggiore determinazione anche dei temi della sanità algherese, aprendo un confronto serio con i direttori delle strutture e con i vertici dell’ASL per definire un assetto organizzativo utile ai cittadini, anche in una fase complessa segnata da riorganizzazioni, carenze di personale e lavori di manutenzione e riqualificazione. Una fase, peraltro, caratterizzata da grande confusione a causa dell’assunzione dell’interim dell’assessorato regionale alla sanità da parte della Presidente Todde e della guerra delle poltrone che sta demolendo le basi di una sanità già in difficoltà».
«Occuparsi di sanità – concludono Tedde, Cadeddu, Peru, Bardino e Ansini – non è un optional. È una responsabilità istituzionale verso la comunità. Alghero merita scelte razionali, equilibrio nell’utilizzo degli spazi e una sanità capace di rispondere realmente ai bisogni dei cittadini».

Nella foto il consigliere comunale di Forza Italia, Lina Bardino

Verso il voto, parte la “Rivoluzione gentile” di Cappellacci

CAGLIARI – Parte dalla Sardegna il cammino della “Rivoluzione gentile”, il percorso di incontri e confronto pubblico promosso da Ugo Cappellacci, deputato di Forza Italia e presidente della Commissione Affari Sociali e Salute della Camera, per aprire una riflessione sui valori che dovrebbero guidare la leadership e la vita pubblica. La prima tappa è in programma domani, 13 marzo, alle ore 18.00 a Pula, presso la Biblioteca Comunale (Ex Regia Pretura), nell’ambito della rassegna Incontri d’Autore organizzata dalla Fondazione Pula Cultura Diffusa con il patrocinio del Comune di Pula. L’occasione sarà la presentazione del libro “La rivoluzione gentile – verso la leadership della gentilezza”, scritto da Cappellacci, con prefazione di Gianni Letta e introduzione di Rita Dalla Chiesa. A dialogare con l’autore sarà il giornalista Fabrizio Serra. Il libro propone una riflessione sul bisogno di un nuovo stile di leadership pubblica, capace di superare il linguaggio dello scontro permanente e di recuperare un alfabeto civile fondato su competenza, gentilezza e coraggio. L’incontro di Pula rappresenta il primo appuntamento di un percorso più ampio che Cappellacci intende sviluppare nei prossimi mesi attraverso incontri e momenti di dialogo pubblico. Il cammino della Rivoluzione gentile attraverserà infatti tutta la Sardegna, con tappe in tutte le province dell’isola, per poi proseguire in diverse città italiane, tra cui Roma, Milano, Cosenza, Verona e molte altre. “La Rivoluzione gentile – spiega Cappellacci – non è uno slogan, ma un invito a riflettere sui valori che devono orientare la vita pubblica. In un tempo segnato da conflitti e polarizzazioni, c’è bisogno di riscoprire un linguaggio e una cultura della leadership che sappiano unire competenza, rispetto e responsabilità.”

“Alghero, Consiglio e Commissioni nel pantano: basta immobilismo, Alghero merita altro”

ALGHERO – Il coordinamento cittadino della Lega di Alghero: Giorgio Gadoni, Michele Pais , Salvatore Carta, Marco Lombardi, Gabriella Fadda e Sarah Boette, denuncia con forte preoccupazione il grave stallo che ormai da tempo caratterizza l’attività amministrativa della città. Una situazione sotto gli occhi di tutti: l’attività del Consiglio comunale e delle commissioni consiliari risulta di fatto quasi azzerata, mentre l’azione amministrativa appare sempre più debole e priva di una direzione chiara.
Secondo la Lega, ciò che emerge è una condizione di evidente “galleggiamento” politico e amministrativo. La maggioranza che governa la città appare composta da gruppi politici che ormai condividono poco o nulla sul piano politico e programmatico, mentre gli assessori sembrano essere lasciati soli nella propria azione, che appare più individuale e isolata che frutto di una strategia corale.
L’impressione complessiva è quella di una gestione improvvisata e per di più disorganizzata, che fatica a dare risposte alla città e ai suoi bisogni. Una situazione che, sottolinea il coordinamento cittadino della Lega, non può essere letta soltanto in chiave di confronto politico tra maggioranza e opposizione.
“La nostra preoccupazione – spiegano dal coordinamento – va ben oltre il possibile vantaggio politico che una forza di opposizione potrebbe trarre da questa fase. In gioco c’è il presente e soprattutto il futuro della nostra Alghero, che vale molto di più delle dinamiche di partito o dei calcoli di convenienza momentanea”.
Per la Lega è necessario che la maggioranza si fermi a riflettere con serietà sulla situazione attuale. “Serve una scossa, ma soprattutto un sincero esame di coscienza all’interno della coalizione che governa la città. È legittimo chiedersi se esista ancora un vero collante ideologico e programmatico capace di sostenere un progetto amministrativo di lungo periodo, oppure se ci si trovi di fronte a un semplice trattenersi insieme che finisce per danneggiare tutti, a partire dalla città”.
Il coordinamento cittadino sottolinea come in politica l’onestà verso se stessi e verso i cittadini, così come la coerenza delle azioni politiche, debbano sempre prevalere rispetto al tornaconto momentaneo.
Per questo la Lega rivolge un appello diretto alle forze politiche che compongono la maggioranza – una maggioranza che, peraltro, nel corso della legislatura ha già modificato la propria conformazione rispetto all’esito elettorale, rendendo ancora più difficile comprenderne oggi identità e prospettiva – ma anche ai singoli consiglieri comunali.
“Chiediamo un atto di responsabilità politica. La città non può permettersi una fase di immobilismo e di confusione come quella che stiamo vivendo. Alghero ha bisogno di chiarezza, di una guida politica solida e di un’amministrazione capace di lavorare con determinazione per affrontare le sfide presenti e future”.

“100mila euro per il Piano Strategico, libro dei sogni: chi ha scelto la società?”

ALGHERO – «Spendere 100 mila euro dei contribuenti per aggiornare il piano strategico comunale è l’ennesimo sperpero di denaro – uno dei tanti che abbiamo contestato a questa amministrazione sprecona. Un esercizio, quello dell’aggiornamento, più utile a dare incarichi e produrre documenti che a risolvere i problemi reali della città». Lo dichiara Alessandro Cocco, capogruppo di Fratelli d’Italia.

«I piani strategici comunali – sottolinea Cocco – sono inutili libri dei sogni: inutile scrivere nuovi documenti di principio se poi non si è capaci di finanziare e avviare azioni concrete accompagnate da risorse e tempi di realizzazione».

Cocco solleva inoltre interrogativi sulla procedura con cui è stata individuata Lombardini 22 come società incaricata dell’aggiornamento del piano strategico. «Chiediamo se sia stato pubblicato un avviso o svolta un’indagine esplorativa e se tra i soggetti coinvolti sia stata presa in considerazione anche l’Università di Sassari, che rappresenta un’eccellenza del territorio».

«In aula il consigliere di Noi Riformiamo Alghero, Emiliano Piras, ha definito questa spesa uno spreco di denaro pubblico. È una valutazione che condividiamo pienamente – prosegue Cocco – perché i cittadini si aspettano interventi concreti, non nuove e inutili spese per incarichi».

Secondo Fratelli d’Italia, le priorità dell’amministrazione dovrebbero essere altre. «Anziché investire 100 mila euro per aggiornare un libro dei sogni – conclude Cocco – sarebbe più utile sbloccare il piano del commercio, fermo negli uffici dell’assessore competente da due anni e fondamentale per il futuro delle attività economiche della città»

“Tributi, Alghero e Sassari: silenzio tombale per spremere i cittadini”

ALGHERO – «Mentre per i tributi statali i cittadini hanno la possibilità di regolarizzare la propria posizione con forme di definizione agevolata, per i tributi locali, pur previsti dalla rottamazione quinquies, ad Alghero e a Sassari regna il silenzio più totale». È la denuncia di Michele Pais, consigliere comunale della Lega, che torna sul tema della rottamazione quinquies dei tributi locali prevista dalla Finanziaria nazionale.
«Ad Alghero, nonostante le dichiarazioni rassicuranti dell’amministrazione comunale – afferma Pais – nei fatti non vi è alcuna traccia dell’adesione alla definizione agevolata prevista dalla normativa nazionale. Stessa situazione a Sassari. La legge consente agli enti locali di introdurre strumenti che permettano ai cittadini di mettersi in regola pagando il dovuto senza il peso di sanzioni e interessi, ma per farlo è necessario adottare uno specifico regolamento».
Secondo il consigliere della Lega, proprio questo passaggio risulta oggi completamente assente. «Non solo non risulta predisposto il regolamento previsto dalla legge, che l’amministrazione avrebbe dovuto portare all’attenzione del Consiglio comunale, ma sull’intera questione è calato un vero e proprio silenzio tombale. Con un obiettivo non dichiarato: spremere i cittadini».
Pais ricorda inoltre di aver già presentato un’iniziativa formale in Consiglio comunale di Alghero. «Ho depositato un ordine del giorno per impegnare il Comune di Alghero ad aderire alla rottamazione dei tributi locali prevista dalla Finanziaria. Eppure, non è mai stato portato in discussione in aula. A questo punto non posso che pensare che si sia voluto evitare deliberatamente che il Consiglio comunale si esprimesse su un tema così importante per tanti cittadini».
Una situazione che, secondo Pais, rischia di penalizzare fortemente i cittadini, soprattutto perbene. «Di fatto si sta maturando una volontà politica contraria a consentire ai cittadini le stesse opportunità che oggi vengono offerte nel resto d’italia. È una scelta grave, perché impedisce a molte persone di regolarizzare la propria posizione in modo sostenibile».
Nel frattempo, denuncia il consigliere, le procedure di riscossione continuano senza alcuna tregua. «Mentre l’amministrazione tace, vanno avanti gli atti di pignoramento e sequestro dei conti, anche nei confronti di anziani, pensionati e famiglie in difficoltà. Una situazione inaccettabile in un territorio che, come dimostrano i dati della Caritas nella Città metropolitana di Sassari, registra un aumento preoccupante della povertà».
«Io però non mi fermerò – conclude Pais – perché sarò sempre dalla parte dei cittadini in difficoltà, delle persone che non hanno potuto pagare i tributi ma che vogliono essere messe nelle condizioni di farlo secondo le proprie possibilità. Non stiamo parlando di evasori, ma di famiglie, pensionati e lavoratori che attraversano un momento difficile. A loro la politica deve tendere la mano, non voltare le spalle»

“Sanità e Aeroporto, altro che eventi: si occupino di più del territorio”

ALGHERO – “Apprendo con piacere della presentazione, avvenuta presso l’aeroporto di Alghero, della nuova edizione della manifestazione podistica Alguerunway, organizzata dall’associazione sportiva ASD Tutti in Pista. Un evento in programma sabato 21 e domenica 22 marzo che trasformerà la pista di volo dello scalo in uno spazio dedicato allo sport, alla partecipazione e alla solidarietà, con l’obiettivo di sostenere il reparto di Pediatria di Alghero.
Quando lo sport incontra la beneficenza e l’impegno sociale non può che essere una buona notizia. Va quindi riconosciuto il merito agli organizzatori e ai volontari che, con passione e dedizione, riescono a costruire un’iniziativa capace di coinvolgere la comunità attorno a una causa importante. Tuttavia proprio questa bella iniziativa porta con sé anche alcune riflessioni che non possono essere ignorate.
Se per due giorni la pista dell’aeroporto diventa una pista per correre, viene spontaneo chiedersi se uno scalo strategico come quello di Alghero possa permettersi di restare senza voli proprio in un periodo che precede la Pasqua. La risposta, purtroppo, è evidente: i voli sono pochi.
Ed è questo il punto. Un aeroporto che dovrebbe rappresentare una porta fondamentale per il turismo e lo sviluppo economico del nord-ovest della Sardegna oggi sembra avere più spazio per eventi e manifestazioni occasionali che per garantire collegamenti, crescita e opportunità per il territorio.
Basta guardare ciò che accade nello scalo di Olbia, che negli ultimi anni ha saputo crescere non solo in termini di rotte attivate ma anche come infrastruttura, ampliando servizi, attività e soprattutto creando posti di lavoro e sviluppo economico.
Ad Alghero, invece, si percepisce sempre più una distanza tra la società di gestione aeroportuale e il territorio. Una distanza che si traduce in poche rotte, poche opportunità e nella sensazione diffusa di uno scalo che non riesce a esprimere il suo vero potenziale per l’economia locale.
Ma c’è anche un’altra corsa. Una corsa che non dovrebbe esistere. È la corsa notturna dei genitori quando un bambino sta male. Perché dopo le ore 20 la Pediatria dell’ospedale civile di Alghero, a causa della carenza di pediatri, non riesce a garantire un servizio pienamente operativo. E da quel momento inizia quella che per tante famiglie diventa una vera corsa della speranza verso Sassari.
Chilometri percorsi di notte, in macchina, con la paura negli occhi e la speranza nel cuore, cercando assistenza per i propri figli. Questa non è una corsa sportiva.  Questa è una corsa che parla di sanità che arretra, di servizi che mancano, di un territorio che non può accettare che un diritto fondamentale come l’assistenza ai bambini dipenda da un viaggio di decine di chilometri.
E allora il messaggio deve essere chiaro: la corsa notturna deve restare quella degli atleti sulla pista dell’aeroporto, non quella dei genitori sulla strada verso Sassari.
Una comunità come quella di Alghero e del suo comprensorio merita servizi sanitari adeguati, continuità assistenziale e un reparto di Pediatria che possa garantire presenza e sicurezza alle famiglie in ogni momento della giornata. Ben vengano lo sport, gli eventi sociali e la solidarietà. Ma la solidarietà non può diventare l’unico modo per tenere in piedi ciò che dovrebbe essere garantito dal sistema sanitario pubblico.
Più che limitarci a celebrare gli eventi, è arrivato il momento di aprire una riflessione seria sul futuro di questo territorio: sulle sue infrastrutture strategiche, sui collegamenti e soprattutto sui servizi essenziali che devono essere garantiti ai cittadini. Perché una comunità cresce davvero solo quando ai suoi cittadini  e soprattutto ai suoi bambini vengono garantiti diritti, sanitari assistenziali e mobilità”.
Christian Mulas Presidente della Commissione Consiliare Sanità e consigliere comunale del Psd’Az

“Sardegna e Alghero investano nel turismo golfistico”

ALGHERO – “Il turismo golfistico rappresenta uno dei segmenti più dinamici del mercato turistico internazionale. Con circa 60 milioni di praticanti nel mondo e un giro d’affari stimato in oltre 20 miliardi di dollari l’anno, il golf attrae visitatori con una capacità di spesa mediamente molto superiore rispetto al turista tradizionale, con effetti positivi su tutta la filiera dell’accoglienza: alberghi, ristorazione, servizi e trasporti.
Non sorprende quindi che il tema sia tornato al centro del dibattito nazionale grazie all’attenzione incondizionata manifestata dal ministro dello Sport Abodi e da quella molto prudente, quasi rinunciataria, dell’assessore del Turismo della Giunta Todde.
La Sardegna possiede caratteristiche straordinarie per diventare una destinazione golfistica di livello internazionale. Tuttavia, l’offerta attuale è ancora limitata. Nell’isola sono presenti solo pochi campi di livello, tra cui eccellenze riconosciute come il Pevero Golf Club, il Tanka Golf Club e il Is Molas Golf Club.
Se si vuole davvero competere con le principali destinazioni europee del turismo golfistico, è evidente che l’offerta debba crescere in modo programmato e sostenibile.
Per aggirare i detrattori ideologici e gli ambientalisti “a prescindere”, è però importante chiarire un aspetto spesso trascurato nel dibattito pubblico: i campi da golf non devono necessariamente essere realizzati lungo la fascia costiera. Possono essere progettati anche nell’entroterra, a 30, 40 o 50 chilometri dal mare, contribuendo così alla valorizzazione delle aree interne e alla diffusione delle opportunità economiche su tutto il territorio regionale. Ecco, quindi, che viene a cadere ogni obiezione di tipo urbanistico o ambientale. Per il paesaggio credo vi sia ben poco da obbiettare: il verde del golf coniugato alla qualità architettonica delle sue strutture sicuramente migliora il “colpo d’occhio” e lo impreziosisce.
Dal punto di vista territoriale, inoltre, l’impatto sarebbe assolutamente contenuto. Un campo da golf richiede mediamente circa 50 ettari di superficie. Anche ipotizzando la realizzazione di 30 campi da golf, la superficie complessiva interessata sarebbe di circa 1.500 – 2.000 ettari. Una estensione che, rapportata alla dimensione della Sardegna, non rappresenta affatto un consumo sproporzionato di territorio.
Naturalmente, lo sviluppo del golf deve essere accompagnato da soluzioni tecnologiche moderne e sostenibili, in particolare per quanto riguarda l’approvvigionamento idrico. Oggi esistono sistemi avanzati che consentono di ridurre drasticamente l’impatto sull’ambiente, come l’utilizzo delle acque reflue depurate provenienti dagli impianti di trattamento come accade ad Alghero, l’impiego di impianti di desalinizzazione e tecnologie di irrigazione di ultima generazione che ottimizzano il consumo idrico. Non va dimenticato, inoltre, che campi da golf vengono realizzati e gestiti con successo anche in aree desertiche o semidesertiche, dove la disponibilità di acqua è molto più limitata rispetto alla Sardegna. In questi casi si utilizzano tecnologie specifiche (acque reflue depurate, sistemi di irrigazione intelligenti, erbe resistenti alla siccità, desalinizzazione). Nel deserto del Qatar abbiamo il Doha Golf Club, un campo da 18 buche costruito nel deserto, progettato con laghi artificiali, piante desertiche e irrigazione controllata. In Giordania l’Ayla Golf Club – Aqaba, campo progettato da Greg Norman in una zona arida sul Mar Rosso, realizzato con criteri di sostenibilità ambientale e bacini artificiali che recuperano acqua e favoriscono anche la biodiversità. Negli Emirati Arabi Uniti il Saadiyat Beach Golf Club – Abu Dhabi: campo costruito in un ambiente desertico costiero, irrigato in gran parte con acqua riciclata proveniente dal sistema urbano, con programmi certificati di sostenibilità. Questo dimostra che, con una progettazione intelligente e con l’impiego delle tecnologie adeguate, è possibile conciliare sviluppo turistico e tutela dell’ambiente.
Se inserito in una strategia seria e lungimirante, il golf può diventare uno strumento importante per la destagionalizzazione del turismo, attirando visitatori nei mesi primaverili e autunnali e aumentando il tasso di utilizzo delle strutture ricettive dell’isola.
La vera sfida non è opporre la tutela del territorio allo sviluppo, ma costruire un modello di crescita basato su qualità, sostenibilità e programmazione. In questo quadro, il turismo golfistico può rappresentare una leva significativa per rafforzare la competitività della Sardegna e creare nuove opportunità economiche per le comunità locali”,

Marco Tedde, consigliere nazionale di Forza Italia

“Deserto invernale, la Sardegna deve investire nel golf”

CAGLIARI – “Oltre 7 milioni di golfisti europei cercano il sole della primavera e dell’autunno. Noi li mandiamo in Spagna e Portogallo. Eppure il nostro clima è migliore della Costa del Sol, la nostra cucina non ha rivali e il nostro territorio è unico al mondo. La Sardegna chiude di fatto la stagione turistica a settembre. Da ottobre a maggio alberghi vuoti, ristoranti chiusi, lavoratori stagionali senza reddito e aeroporti con traffico ridotto raccontano una realtà che non è inevitabile: è il risultato di politiche turistiche che per troppo tempo hanno puntato quasi esclusivamente sul turismo balneare.
Il mare resta un pilastro dell’economia dell’isola, ma da solo non basta più. Se vogliamo davvero aumentare il PIL turistico e creare occupazione stabile dobbiamo puntare con decisione sulla destagionalizzazione. In questo scenario il turismo golfistico rappresenta una delle opportunità più concrete e già sperimentate in molte destinazioni del Mediterraneo.
In Europa esistono oltre 7,8 milioni di golfisti tesserati e milioni di viaggiatori che scelgono le proprie vacanze proprio in funzione della possibilità di giocare a golf nei mesi di primavera e autunno. È un mercato enorme che oggi guarda soprattutto alla Spagna e al Portogallo, mentre la Sardegna — pur avendo condizioni climatiche straordinarie — intercetta solo una parte minima di questi flussi.
La Sardegna offre oltre 300 giorni l’anno di clima ideale per il golf, con circa 2.900 ore di sole annue, più della Costa del Sol e dell’Algarve. Con 4-6 campi da golf di standard internazionale l’isola potrebbe attrarre tra 20.000 e 80.000 turisti golf all’anno, generando fino a 150 milioni di euro di indotto e creando fino a 3.500 posti di lavoro tra diretti e indiretti. Soprattutto, permetterebbe di allungare concretamente la stagione turistica, portando visitatori proprio nei mesi oggi più difficili per il settore.
Il turismo golfistico è tra i più redditizi del mercato internazionale. Un golfista spende mediamente tra 450 e 700 euro al giorno, tre o quattro volte più di un turista balneare medio. Un gruppo di quattro golfisti che soggiorna una settimana in Sardegna può generare tra 12.000 e 20.000 euro di spesa sul territorio, distribuita tra hotel, ristorazione, trasporti, shopping e attività culturali. E questa spesa avviene soprattutto nei mesi di marzo, aprile, ottobre e novembre, quando l’economia turistica dell’isola rallenta.
Il golf inoltre non è un’attività isolata: è un moltiplicatore di valore per tutto il territorio. Il turista golfista non si limita a giocare, ma visita i siti archeologici, scopre i nuraghi, percorre le strade del vino e dell’olio, frequenta agriturismi e ristoranti, acquista prodotti dell’artigianato locale. In questo modo il golf diventa una vera porta d’ingresso per il sistema Sardegna, capace di valorizzare enogastronomia, archeologia nuragica, borghi dell’interno e turismo esperienziale.
È ciò che è accaduto in molte realtà europee. L’Algarve in Portogallo genera oggi circa 1,5 miliardi di euro l’anno, La Costa del Sol in Spagna ha costruito un settore da oltre 2 miliardi di euro annui, mentre Cipro, un’isola più piccola della Sardegna, produce oltre 300 milioni di euro l’anno.
Tutti esempi che dimostrano come il golf non sia un lusso, ma una vera infrastruttura turistica capace di attrarre presenze e investimenti durante tutto l’anno.
Anche le obiezioni ambientali oggi possono essere superate grazie alla tecnologia. I campi da golf moderni utilizzano acque reflue depurate, sistemi di irrigazione intelligente e varietà erbose a basso consumo idrico, riducendo drasticamente l’impatto ambientale. In Spagna e Portogallo oltre il 70% dei campi è già irrigato con acque reflue trattate: lo stesso modello può essere adottato in Sardegna, rendendo questi impianti pienamente compatibili con gli obiettivi di sostenibilità.
Per questo proponiamo una strategia chiara: un Piano regionale per il turismo golfistico, con aree vocate, regole paesaggistiche e ambientali precise, utilizzo obbligatorio di acque reflue depurate, incentivi per investimenti certificati e programmi di formazione per nuove professionalità del settore. L’obiettivo è sviluppare un turismo di qualità che integri golf, cultura, paesaggio e identità.
Noi crediamo che questa scelta sia non solo possibile, ma necessaria. E chiediamo alla maggioranza di avere il coraggio di guardare ai dati e di costruire insieme una strategia di sviluppo che la Sardegna non può più rimandare”

Antonello Peru capo gruppo Sardegna al Centro 20VentiConsiglio Regionale della Sardegna

Tassa di Soggiorno per i voli, Forza Italia con Sartore e aggiunge: “Creare settore avio a Lo Quarter”

ALGHERO – Il gruppo consiliare di Forza Italia interviene sulla indefinita proposta avanzata da un consigliere comunale del Campo Largo in merito all’utilizzo di una quota dell’imposta di soggiorno per garantire nuovi collegamenti aerei invernali dall’aeroporto di Alghero.
L’obiettivo della destagionalizzazione e del rafforzamento dei collegamenti europei è certamente condivisibile. Da anni sosteniamo che senza accessibilità stabile e programmata non possa esistere una vera economia turistica per 8-9 mesi l’anno. Proprio per questo riteniamo che su un tema così delicato non si possano fare annunci generici o proposte prive di un reale fondamento tecnico.
Il trasporto aereo è un mercato liberalizzato a livello europeo e ogni intervento pubblico deve rispettare regole stringenti in materia di concorrenza, trasparenza e aiuti di Stato. Non è possibile immaginare contributi diretti alle compagnie o affidamenti discrezionali senza procedure pubbliche e strumenti giuridicamente corretti. Parlare genericamente di utilizzo della tassa di soggiorno per “garantire voli” rischia quindi di trasformarsi in un esercizio di propaganda più che in una proposta amministrativa concretamente realizzabile.
Se davvero si vuole affrontare il tema con serietà, occorre costruire un percorso strutturato: procedure trasparenti, eventuali servizi di marketing territoriale verificabili, coordinamento con la programmazione regionale e confronto operativo con il gestore aeroportuale. Senza questi elementi il dibattito resta inevitabilmente sul piano degli slogan.
Ma c’è anche un’altra questione che non può essere ignorata e che riguarda il ruolo reale dell’aeroporto di Alghero all’interno dell’attuale sistema di gestione.
Oggi la governance dello scalo non è più espressione di una strategia locale. L’aeroporto è inserito in un sistema molto più ampio, nel quale le decisioni strategiche e le trattative con i vettori vengono gestite a livello centrale dal gruppo che controlla la maggioranza societaria. Non è un mistero che le principali interlocuzioni con le compagnie aeree si svolgano fuori dalla Sardegna e che le strategie complessive tengano conto di equilibri che riguardano più aeroporti, non soltanto Alghero.
In questo contesto la capacità di iniziativa del territorio si è progressivamente ridotta. Peraltro, la rappresentanza algherese nel consiglio di amministrazione della società di gestione appare sempre più confinata a una presenza testimoniale, degna di eccellere nel programma televisivo “Chi l’ha visto”, del tutto priva di un reale peso nelle scelte strategiche o anche solo tattiche al pari dell’amministrazione locale.
Una condizione che, purtroppo, ricorda da vicino quanto avviene anche sul piano politico regionale, dove il principale riferimento politico algherese, nonché mentore del membro algherese del CdA Sogeaal, sembra relegato a rivendicare come proprie decisioni e programmi che in realtà risalgono alla precedente amministrazione regionale, limitandosi spesso a mettere il cappello su iniziative avviate anni fa e oggi semplicemente portate a compimento.
Nel frattempo, però, il nord ovest della Sardegna continua a soffrire una progressiva perdita di centralità nelle politiche aeroportuali e turistiche, mentre le compagnie aeree orientano le proprie scelte soprattutto in funzione della riduzione dei costi operativi e delle condizioni economiche offerte dagli scali.
Per questo motivo riteniamo che il dibattito non possa fermarsi a proposte superficiali. Se davvero si vuole lavorare alla destagionalizzazione e al rafforzamento dei collegamenti, occorre restituire al territorio capacità di proposta, strumenti di confronto con i vettori e una strategia di medio periodo condivisa con il sistema turistico.
In questa prospettiva potrebbe essere utile rafforzare il ruolo della Fondazione Alghero, dotandola di un “settore avio” e attribuendole anche una funzione di interlocuzione e analisi nei confronti della Sogeaal, dei mercati e delle compagnie affinché il territorio torni ad essere soggetto attivo e non semplice spettatore delle decisioni prese altrove.
Forza Italia è pronta a lavorare in questa direzione con spirito costruttivo. Ma proprio per rispetto dei cittadini e degli operatori economici riteniamo che il futuro dell’aeroporto di Alghero e della destagionalizzazione turistica non possa essere affrontato con annunci o operazioni di comunicazione, bensì con serietà, competenza e una visione politica chiara. Lo hanno dichiarato Tedde, Caria, Peru, Bardino e Ansini del Gruppo consiliare di Forza Italia

Referendum, Nichi Vendola (Alleanza Verdi e Sinistra) a Sassari per il “NO”

SASSARI – Nuovo incontro sul referendum. Per il fronte del “No”, ci sarà un appuntamento promosso da Alleanza Verdi e Sinistra, terrà mercoledì 11 marzo alle 17:30 nella sala Angioy del Palazzo della Provincia.  Ospite d’eccezione il presidente nazionale di Sinistra Italiana (insieme ad Europa Verde forma Avs)., il già ministro e deputato, Nichi Vendola. I lavori saranno introdotti e coordinati dalla co-portavoce provinciale di Europa Verde Beatrice Podda e dal segretario provinciale di Sinistra Italiana Andrea Lai. All’iniziativa parteciperanno inoltre il sindaco della Città Metropolitana di Sassari Giuseppe Mascia, gli avvocati del foro di Sassari Antonella Chirigoni ed Elias Vacca

L’incontro sarà concepito come occasione di confronto e informazione su una riforma che tocca aspetti fondamentali dell’ordinamento giudiziario italiano, con particolare attenzione alla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri e alla riorganizzazione degli organi di autogoverno della magistratura. L’iniziativa, aperta al pubblico, punta a favorire un dibattito informato e trasparente sui contenuti della riforma, stimolando la partecipazione dei cittadini alla discussione sul futuro del sistema giudiziario nazionale.