“Eventi spariti e deserto urbano”

ALGHERO – “All’amministrazione di Mario Bruno manca solo l’annuncio di aver fondato Alghero. E’ una quisquilia quindi ciò che riportano le cronache di questi giorni secondo le quali avrebbe inventato il “Cap d’Any” lanciandolo a livello planetario per aggredire sostanziali quote di mercato turistico mondiale sottraendolo alle capitali di tutto il mondo”. Intervento sulle manifestazioni di fine anno ad Alghero e più in generale sul turismo da parte del Partito Sardo d’Azione, Patto Civico, Nuovo Centro Destra che criticano aspramente l’operato del sindaco Mario Bruno.

“Ormai la propaganda del sindaco di Alghero pare sia davvero sfuggita di mano allo stesso suo ideatore, il quale riesce a produrre spot inverosimili come nemmeno uno studio pubblicitario riesce a fare. Comunque, al di là delle amenità, la novità urlata in questi giorni, tramite stampa, riguarda, appunto, che il “Cap d’Any” e gli eventi di tutto il mese di festività è una trovata della amministrazione Bruno. La realtà è un altra, come sempre del resto quando c’è di mezzo Mario Bruno. Alghero una ventina di anni fa fu la prima città a lanciare il capodanno in piazza facendolo poi crescere negli anni sino a realizzare un intero mese di eventi. Il sottotitolo del “Cap d’Any” è sempre stato “Capodanno di Sardegna” proprio per rimarcare un primato che su questo evento Alghero ha sempre detenuto e che, per tanto tempo, ha consentito di attrarre in città flussi turistici legati proprio al marchio del nostro capodanno. Più in generale però nelle azioni di promozione, che anni fa l’amministrazione faceva insieme ai privati, tutta una serie di “eventi stabili” costituivano un elemento centrale sul quale promuovere il turismo tutto l’anno”.

“Si partiva con (1) il carnevale “lo Caraixali del l’Alguer” che racchiudeva sotto questo titolo il carnevale delle maschere tradizionali della Sardegna, quello delle Borgate e la sfilata dei bambini delle nostre scuole, nel frattempo era già in corso (2) “la rassegna del Bogamarì” che ci accompagnava verso la rappresentazione più preziosa e tradizionale per Alghero e gli algheresi, ovvero (3) i Riti della “Setmana Santa”, a seguire i nostri commercianti avevano introdotto con successo (4) “Primavera in Riviera” che conduceva, senza soluzione di continuità, agli eventi estivi (5) di “FestivAlguer” con i grandi concerti nell’anfiteatro di Maria Pia e le numerosissime manifestazioni che si tenevano in centro città, si giungeva così ai festeggiamenti per (6) il patrono di Alghero “Sant Miquel” e si concludeva l’anno, appunto, con (7) il “Cap d’Any”. Oltre questi eventi c’era spazio per valorizzare e promuovere le feste organizzate dai quartieri e dalle borgate e per introdurre nuovi eventi di successo come il salto del fuoco a “Sant Joan”.

“E’ evidente che avere una serie consolidata e stabile di eventi tradizionali e di grandi rassegne consentiva di promuovere, anche senza specificare nel dettaglio gli specifici contenuti, ogni singola manifestazione ma anche, nel suo complesso, la città di Alghero come la “Città dei Grandi Eventi” ai quali ogni anno si aggiungevano, come avviene tutt’ora, manifestazioni sportive di altissimo livello come la Coppa Davis e l’Open di Tennis in carrozzina, i Rally mondiali e storici e altri eventi motoristici, le regate di vela e, come quest’anno, il grande ciclismo”.

“Nella sostanza si continuava una tradizione avviata si a dagli anni 50 e 60 dalla Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Alghero che aveva individuato con lungimiranza, proprio negli eventi uno straordinario volano di promozione e animazione della nostra città e del suo territorio. Senza che nessuno proclamasse invenzioni dal nulla, ma piuttosto aggiornando e ampliando una tradizione di Alghero, gli eventi sono quindi stati per tanti anni uno strumento per rappresentare al meglio le capacita innovative e organizzative degli algheresi insieme alla ricchissima capacita di produrre arte, cultura, sport ed enogastronomia, facendo diventare tutto ciò una vetrina per la nostra città ed anche un generatore di economia turistica fortemente legata al territorio e alle sue eccellenze”.

“Tutto questo è stato disperso e annientato in questi anni di amministrazione Bruno, sino quasi a farne perdere la memoria. Il deserto urbano di questi giorni ne rappresenta bene l’essenza. Non poteva del resto essere che così da parte di chi ha passato tutti gli anni precedenti alla sua elezione a sindaco nella promozione di se stesso, disinteressandosi completamente di quanto accadeva nella sua città. Oggi quindi per il nostro sindaco tutto è una novità che crede di aver inventato lui, e non si rende conto che Alghero ha una storia che lo precede e che, per fortuna, gli succederà”

Nella foto i rappresentanti dei partiti firmatari

S.I.

Riuso Turistico, Fertilia dimenticata

CAGLIARI – “Correva il 2010 allorché il Comune di Alghero varó un piano da 2 milioni di euro per il recupero per fini turistici di edifici storici di Fertilia da destinare a futura sede del Festival Internazionale del Cinema della Riviera del Corallo e per ospitare la sede stabile della Scuola Regionale di Cinematografia. Da allora tutto o quasi tace. Nel frattempo però la Regione Sardegna ha trovato il tempo per predisporre e finanziare un progetto che vale 280 mila euro per il rilancio del Sulcis con l’istituzione della sede del Cineporto a Carbonia”. E’ il commento del Vicecapogruppo di Forza Italia Marco Tedde alla notizia del finanziamento regionale per il rilancio del Sulcis-Iglesiente.

“Mentre Alghero, che già negli anni ’60 ospitava il festival internazionale del cinema, aspetta dal 2010 che il progetto per la riqualificazione di Fertilia decolli, ecco che nel sud dell’isola, a Carbonia, dalle parole si passa velocemente ai fatti e a finanziarli. Poi, – attacca l’ex Sindaco di Alghero – ci tocca sentire anche le dichiarazione rilasciate dall’Assessore della Cultura che ci viene a dire che l’istituzione del Cineporto di Carbonia è solo la prima fase di un progetto più ampio di rete che vedrebbe coinvolta anche Alghero. Parole poco credibili per la scarsa considerazione che la RAS dimostra rispetto al progetto di Fertilia pronto da circa 8 anni, attuato solo in minima parte”.

“E mentre alla Riviera del Corallo giungono solo annunci di un eventuale futuro coinvolgimento, nel Sulcis arrivano 280 mila euro sonanti e si passa immediatamente alla realizzazione del progetto. Eppure – prosegue il consigliere di Forza Italia – il piano di riqualificazione del complesso giuliano prevede il recupero di edifici storici da destinare a future sedi del Festival Internazionale del Cinema e per ospitare la sede della Scuola Regionale di Cinematografia proprio a Fertilia. Ma questo evidentemente non basta e l’Amministrazione Regionale targata PD fa partire un progetto nato l’altro ieri per il rilancio del Sulcis mentre lascia dietro quello di Fertilia pronto da circa 8 anni. Nel capo di sotto i progetti vengono finanziati e realizzati mentre al nord continua la politica di impoverimento praticata da Pigliaru e dal Partito Democratico”.

“Una complessiva sottovalutazione dell’importanza dei siti turistici della Provincia di Sassari confermata dal Piano Straordinario della Mobilità Turistica redatto dal Governo e sottoscritto dal Presidente Pigliaru. Il Piano esclude, infatti, il Porto di Porto Torres e l’aeroporto di Alghero dalle porte di accesso turistico oltre a siti di interesse turistico di rilevanza internazionale quali Parco dell’Asinara e di Porto Conte, le Grotte di Nettuno e l’Area Marina Protetta Capocaccia-Isola Piana e ha invece previsto le miniere del Sulcis. L’interrogazione che ho presentato oggi – conclude l’esponente azzurro – mira proprio a chiedere conto di questo trattamento e della sorte del progetto di riqualificazione di Fertilia ancora fermo a quasi otto anni fa.”.

Nella foto Marco Tedde

S.I.

Insularità, 92mila firme: un successo

CAGLIARI – “Sul Referendum Insularità questa è Democrazia allo stato puro e noi le abbiamo dato “vita”, depositate in Corte d Appello di Cagliari 92 mila firme del Popolo Sardo”. Cosi il coordinatore regionale dei Riformatori Sardi, Pietro Fois, che commenta il successo del Referendum voluto e portato avanti dai Riformatori e poi condiviso da quasi tutte le forze politiche in un’azione bipartisa raramente attuata, o forse mai, in Sardegna.

“Per la prima volta nella storia una mobilitazione così condivisa e diffusa, imprese, famiglie, mondo della cultura, dello sport, associazioni, sindaci e politici di tutti gli schieramenti hanno “certificato” l’esigenza di inserire in “Costituzione il principio di insularità” promossa dai Riformatori Sardi nell incontro di ieri di piazza Repubblica si respirava la soddisfazione di tutti i presenti per il successo “sociale” raggiunto – prosegue Fois – ora la Corte d Appello trasmetterá al Presidente della Regione i risultati della raccolta firme, che a sua volta indicherà la data del voto. Questo primo passo è determinante per intraprendere la strada che porterà la Sardegna ad avere il riconoscimento dovuto, questa è Democrazia allo stato puro e noi con questa iniziativa le abbiamo dato “vita”.

Nella foto Pietro Fois

S.I.

Voli per Amsterdam e Maastricht

ALGHERO – Due nuovi collegamenti dall’Aeroporto di Alghero. Dalla primavera dell’anno entrante la Corendon Dutch Airlines, sezione olandese del gruppo turco Corendon, arriva anche in Sardegna. Il vettore, come riportato anche dalla pagina facebook Sardegna in Volo, apre due nuovi voli charter da Amsterdam (3 volte a settimana dall’8 aprile all’11 novembre) e da Maastricht (1 volta alla settimana dal 1° maggio al 30 ottobre) verso Alghero. Tutti i collegamenti saranno operati con Boeing 737-800 da 189 posti.

Fatto particolare è che dal sito della compagnia si evince che tali voli saranno a servizio di alcune strutture ricettive di Castelsardo e non (ancora) ad Alghero. Ma sicuramente si tratta di accordi in via di definizione. Fatto importante e utile ad incrementare il turismo, anche fuori dai “pacchetti” connessi ai voli charter, è che i voli saranno acquistabili anche singolarmente come solo volo, potendo essere utilizzati quindi per raggiungere autonomamente la Riviera del Corallo e poi, volendo, le altre località del nord-ovest dell’isola. Adesso, come dovrebbe essere sempre in questi casi, è attesa la promozione di Alghero e più in generale del Nord-Ovest Sardegna nelle due città (Amsterdam e Maastricht), che saranno collegate da questi voli della Coredon.

Nella foto un volo della Coredon

S.I.

Assunzione tra le feste: polemiche

ALGHERO – Sta creando diverse polemiche e richieste di chiarimento la scelta dell’amministrazione Bruno di attivare un’assunzione in Comune, per il ruolo di istruttore amministrativo per sei mesi, sotto le festività. Non solo questo, ma anche un margine ridotto per partecipare al concorso (pubblicato il 22 dicembre con scadenza il 27 dicembre) stanno facendo pensare male a diverse persone che hanno diffuso i loro pensieri sui social. Cosi come il consigliere di opposizione Michele Pais.

“Mi segnalano questa selezione dalle modalità alquanto discutibili”, scrive l’esponente di Forza Italia, “certo formalmente sarà tutto regolare ma penso si stia tirando davvero la corda! Dopo i Consigli Comunali convocati tra Natale e Capodanno ora saltano fuori le assunzioni di personale pubblico. Ho già avuto modo di segnalare altre procedure di selezione del personale che ritenevo alquanto censurabili. Perché pubblicare una selezione proprio in questi giorni di festa e dando un termine così breve?”

Nella foto il Consiglio Comunale con anche Pais

S.I.

Delrio capolista? Conoci attacca il Pd

ALGHERO – In vista delle elezioni politiche nazionali, che saranno fissate per il 4 marzo, iniziano ad emergere i primi nomi dei candidati tra cui i “capi-lista”. E in questo caso, come accade sempre, si sollevano alcune polemiche legate alle appartenenze territoriali, ma non solo. E’ il rappresentante cittadino del Partito Sardo d’Azione, Mario Conoci, a criticare la scelta del Partito Democratico di candidare in Sardegna come capo-lista il ministro Delrio. Ma non un attacco solo legato alla sua “non sardità”, ma per il lavoro, giudicato pessimo, svolto per la Sardegna soprattutto in materia di Trasporti che è il vero, e tutt’ora irrisolto, problema maggiore della Sardegna.

E cosi scrive Conoci. “Il candidato ideale per la Sardegna: nessun sardo è degno o in grado di fare il capolista nella propria terra; è logico candidare il ministro dei trasporti e delle infrastrutture nel nord Sardegna dove l’aeroporto di Alghero va benissimo, i porti sono dei gioielli e le strade per Alghero e per Olbia non sono delle incompiute; ci fa l’onore di passare le vacanze in Sardegna, praticamente un sardo. Il secondo in lista chi sarà? Deiana? Roba da pazzi?”, cosi l’ex-assessore al Turismo comunale che, di fatto, attacca l’azione politica del Partito Democratico rispetto alle emergenze dell’Isola tra cui, come detto, la prima che era e resta quella dei Trasporti.

Nella foto Mario Conoci

S.I.

50milioni per La Maddalena

CAGLIARI – “Una giornata importante ed emozionante che arriva dopo anni di una ingiustificata, costosa, assurda attesa”. L’ha definita così il presidente Francesco Pigliaru, a Palazzo Chigi, nel corso della cerimonia per la firma sull’Intesa con il presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni che chiude l’annosa questione sull’ex Arsenale e sulle bonifiche e ridisegna il futuro turistico e ambientale dell’Arcipelago di La Maddalena. L’Intesa conta su una dotazione finanziaria complessiva di oltre 50 milioni di euro, già individuati e in parte compresi nel Patto per la Sardegna. Il loro rapido impiego sarà assicurato dalla nomina di un Commissario straordinario e un soggetto attuatore dell’Intesa.

“Avevamo preso l’impegno di far ripartire il cantiere dell’Arsenale, e lo stiamo facendo” ha commentato il presidente Pigliaru, che si era recato a La Maddalena nel 2014, durante la campagna elettorale, per visitare le strutture abbandonate dal 2009. “Per La Maddalena era stata tracciata una chiara prospettiva di sviluppo turistico che contava molto sull’Arsenale ma che, improvvisamente, fu abbandonata da chi decise di portare altrove il G8 e dall’incuria e sciatteria istituzionale successiva. Con i Governi Renzi e Gentiloni, che voglio ringraziare, abbiamo lavorato molto sin dall’inizio per sbloccare la situazione e far ripartire quella prospettiva, trovando soluzioni ai molti problemi e recuperando la via del buonsenso. Il buonsenso – ha evidenziato il Presidente della Regione – è fare dell’Arsenale un grande attrattore internazionale in un’area che ha una fortissima e chiarissima vocazione turistica e nautica. In questo modo, con l’intesa, liberiamo centinaia di milioni di risorse finora immobilizzati, perché tanto è costato sino ad oggi l’investimento nell’Arsenale. E ne aggiungiamo altre perché ci sono bonifiche da fare, interventi infrastrutturali e investimenti per avviare lo sviluppo e creare lavoro, occupazione e benessere. È una bella giornata – ha proseguito –, resa possibile grazie all’impegno di tutti coloro che hanno lavorato nel dettaglio, con determinazione e con competenza. Abbiamo dimostrato serietà e capacità di affrontare una vicenda complessa che si trascinava da anni con contenziosi infiniti, abbiamo mostrato affidabilità istituzionale, efficienza amministrativa e qualità dei nostri funzionari e dirigenti. L’approccio con cui si è presentata la nostra Regione, il lavoro di squadra della coalizione a Cagliari e a Roma e l’impegno di chi lavora per dare nuove prospettive alla nostra Isola – ha concluso Francesco Pigliaru -, dà dunque i risultati tanto attesi.”

L’accordo trilaterale firmato oggi mette fine allo stallo che ha riguardato l’ex Arsenale di La Maddalena, in seguito alla dura battaglia legale degli ultimi anni tra Mita Resort e Governo. La società aveva avuto una concessione quarantennale del complesso immobiliare, che sarebbe dovuto essere il cuore degli eventi del G8 del 2009, il Vertice dei Capi di Stato e di Governo, la cui sede fu inizialmente fissata a La Maddalena ma poi spostata a L’Aquila. Con lo spostamento, la convenzione fu rimodulato. Poco dopo, l’accertamento delle mancate bonifiche nel mare prospiciente l’Arsenale determinò la risoluzione della convenzione di gestione della struttura per inadempienza dello Stato. Il Lodo arbitrale riconobbe a Mita il diritto a un risarcimento pari a 39 milioni di euro per i mancati guadagni, a carico della Protezione Civile.

La firma dell’Intesa è stata preceduta dal perfezionamento, siglato dal direttore generale della Presidenza Alessandro De Martini, su mandato della Giunta Regionale, dell’atto transattivo tra Mita Resort, Dipartimento della Protezione civile della Presidenza dei Ministri e Regione Sardegna, con cui il complesso immobiliare tornerà nella piena disponibilità della Regione, senza alcun onere per la stessa che, dopo anni di abbandono, potrà finalmente valorizzarlo. La transazione odierna chiude definitivamente tutti i contenziosi, con diversi passaggi significativi. Anzitutto l’obbligo della Protezione Civile di corrispondere a Mita Resort la somma omnicomprensiva di 21 milioni di euro, nonché la rinuncia dello Stato di qualsiasi rivalsa nei confronti della Regione e viceversa su queste somme. Mita, dal canto suo si obbliga a consegnare alla Protezione Civile, che contestualmente consegna alla Regione (per il tramite dell’agenzia del Demanio e della Capitaneria di Porto) i beni e le strutture affidati a suo tempo in concessione. Sarà la Regione ora a definire il futuro dell’ex Arsenale: la Giunta, nella sua ultima riunione, ha affidato il mandato a tutte le Direzioni generali coinvolte a diverso titolo dall’accordo, di dare celere attuazione ai successivi adempimenti per rientrare concretamente in possesso del compendio immobiliare.

La dotazione finanziaria è imponente con lo sblocco di oltre 50 milioni già individuati nel Patto per la Sardegna. La ripartizione contempla 20,4 milioni per la bonifica anche esterna della darsena dell’ex Arsenale e delle aree adiacenti; 15 milioni quale contributo per rendere produttivi gli insediamenti alla Maddalena; 15 milioni per interventi al piano stralcio del Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo.

Nella foto i presidenti Gentiloni e Pigliaru durante l’accordo di oggi per La Maddalena

Acqua ancora non potabile: assurdo

ALGHERO – Dal Comune di Alghero fanno sapere tramite “ricevuta la nota prot. n. 86351/2017 del 27 dicembre 2017, con la quale l’ASL di Sassari, Dipartimento di Prevenzione – Servizio Igiene degli alimenti e della Nutrizione, a seguito dei controlli effettuati sull’acqua potabile, ha comunicato il rientro dei valori entro i limiti di legge per la zona Ospedale civile, il Sindaco ha firmato l’ordinanza di revoca, con decorrenza immediata, dell’Ordinanza Sindacale n. 53 del 18.12.2017 per il divieto di utilizzo per uso alimentare dell’acqua erogata, quale bevanda e per la preparazione degli alimenti, alle utenze della zona “Taulera” insistenti sulle seguenti vie: via A. Fleming, via J. Mirò, via A. Gaudì, via Don Minzoni nel tratto compreso tra l’innesto con la rotatoria sulla S.P. 42 e la via Malta”. Da sottolineare che il problema riguarda anche l’Ospedale Civile e questo aggrava ancora di più il disservizio.

“Con la stessa nota, la ASL comunica che le analisi chimiche effettuate su campioni d’acqua prelevati il 20.12.2017 hanno evidenziato la conformità per il parametro Alluminio e per il parametro Manganese e la non conformità a quanto previsto dal D.Lgs 31/01 per il parametro “trialometani” nel punto “Nicchia esterna via Parenzio Fertilia-Alghero” e conferma la richiesta di un provvedimento di “limitazione nell ‘uso alimentare dell’acqua erogata”, quale bevanda e per la preparazione di alimenti (può essere quindi utilizzata per il lavaggio della frutta e della verdura e per tutti gli usi igienici, compresa l’igiene personale). Pertanto rimane in vigore l’ordinanza n. 52 del 18.12.2017″. Il Sindaco di Alghero ha sollecitato anche stamattina il soggetto gestore Abbanoa affinché sia adottata ogni misura utile ad individuare le cause del disservizio e a riportare i parametri a norma, per limitare il disagio all’utenza. Da Abbanoa assicurano massimo impegno per una pronta soluzione.

Nella foto Fertilia

S.I.

“Pul, non ingessare Porto Conte”

ALGHERO – “Nell’ottica di una valorizzazione armonica di tutto il territorio di Alghero chiediamo all’Amministrazione Comunale di fornire opportunità di sviluppo anche sulle coste a nord di Fertilia”. Lo dicono i Comitati di Borgata di Guardia Grande – Corea, Sa Segada – Tanca Farrà, Maristella con una nota stampa che punta i riflettori sul Piano d’Utilizzo dei Litorali strumento che è allo studio degli uffici comunali.

“Una valorizzazione che passa anche da un Piano di Utilizzo dei Litorali che preveda la possibilità di offrire ai fruitori del territorio quei servizi necessari a un’esperienza di vacanza completa. Porto Conte non può essere più discriminato e deve finalmente prendersi il ruolo che gli spetta di Parco Naturale più affascinante della Sardegna. Ne ha tutte le caratteristiche in quanto la natura ci ha regalato un comprensorio meraviglioso che tuttavia può e deve essere valorizzato consentendo investimenti in servizi allo scopo di garantirne la fruizione ottimale, senza se e senza ma”.

“Negli ultimi anni si è notato un cambiamento radicale, in positivo, relativamente alla gestione del Parco: auspichiamo che l’Amministrazione Comunale prosegua nella sua opera di incremento delle dotazioni, in termini di opportunità, a favore dell’intera area. Senza dubbio i margini di miglioramento sono molto ampi”.

Nella foto Porto Conte

S.I.

Parco, nodi personale e Piano

ALGHERO – Esattamente dopo un anno si riunisce l’assemblea del Parco di Porto Conte. Per il 29 dicembre è fissata, infatti, la riunione dell’organismo atto, in principio, a discutere, votare e soprattutto monitorare l’andamento dell’importante struttura di riserva terrestre. Ma, negli ultimi tempi, per diversi motivi, a partire dall’assenza di numeri certi da parte della maggioranza, non è stato più riunito tanto da dover “festeggiare” un anno dalla sua ultima convocazione. Un fatto che se fosse accaduto con le altre amministrazioni avrebbe sollevato le proteste di opposizioni, associazioni e cittadini, invece niente. Anche questo è il segno dei tempi, duri, come direbbe Charles Dickens.

Ma, a prescindere da queste considerazioni, restano sul tavolo problemi reali e non di poco conto, come quello del personale. Una vertenza tutt’altro che risolta e connessa proprio all’ultima assemblea ovvero quella di un anno fa quando venne votato l’atto utile per il mantenimento di tutte le professionalità presenti e con l’aggiunta di altre negli anni a seguire. Tale definizione non è ancora arriva e, come sempre in questi casi, deve trovare copertura finanziaria. E dunque vanno fatte delle scelte legate, come sempre in questi casi, anche agli “andamenti politici”. Passaggio non indolore che ha visto, negli scorsi giorni, un direttivo del Parco, dunque il Cda di cui fanno parte (Luigi Cella, presidente, e Salvatore Mulas e Piergiacomo Canu), che non avrebbe prodotto una soluzione condivisa. Sintesi che sarebbe stata rimandata in attesa anche dell’assemblea del 29 in cui sarà portato in votazione il Bilancio dell’Ente.

Certamente, a parte qualche manifestazione, convegni, presentazioni di libri, mostre, certificazioni di aziende e una comunicazione (costata la scorsa primavera in totale quasi 200mila euro), il Parco ancora non ha prodotto quanto atteso da anni in termini di sviluppo e crescita economica. A certificare questa “immobilità” anche la mancata approvazione del Piano del Parco, strumento importante e strategico per tracciare lo sviluppo dell’ente e del territorio del vasto territorio di sua competenza. E ciò non per responsabilità, ad esempio, dell’attuale direttore Mariani che, in ogni caso, viste anche le sue esperienze, è evidente che sta provando a mettere a regime quanto a disposizione. Del resto anche in questo caso, come per quasi tutto l’area comunale, sono attese dalla Politica scelte lungimiranti e azioni che possano sbloccare progettualità connesse ad un territorio potenzialmente straordinariamente ricco.

Nella foto l’ultima assemblea del Parco risalente ad un anno fa (29 dicembre 2016)

S.I.