Pulizia Porto, un grande pasticcio

ALGHERO – “Si profila un’estate calda per la raccolta dei rifiuti nel porto di Alghero. Anche qui ritardi, pressapochismo e incompetenza. Ma anche trucchi levantini. Il Piano di raccolta e gestione rifiuti per il porto di Alghero e Fertilia per il triennio 2016/2018, redatto dall’Ufficio Circondariale Marittimo, ha avuto l’intesa della Giunta Regionale nell’aprile del 2016. Ma solo nell’ottobre del 2017 il Comune di Alghero ha indetto la gara per l’affidamento del servizio”. Cosi Forza Italia-Alghero che, tramite i consiglieri Nunzio Camerada e Maurizio Pirisi, punta i riflettori su una delle tante irrisolte problematiche della città, in questo caso del suo grande porto cittadino.

“Con 18 mesi di ritardo. Nel giugno di quest’anno, e quindi ad estate inoltrata, il Comune ha aggiudicato il servizio ad un Raggruppamento Temporaneo di Imprese. Ritardi fortissimi e irrecuperabili, anche perché l’impresa deve svolgere una importante serie di attività propedeutiche, amministrative e tecniche, non ultima la realizzazione di sei oasi ecologiche, due delle quali interrate, che necessitano di autorizzazioni edilizie e ambientali. Si profila un disastro ambientale in area portuale. E allora che fa il Comune? Pur avendo indetto la gara e avendo assunto il ruolo di stazione appaltante finge di non essere competente per la firma del contratto e invia gli atti in Regione per scaricare la patata bollente, iniziare un rimpallo di responsabilità e far trascorrere il tempo. Una dimostrazione di negligenza, faciloneria e furbizia da suburra che proietta l’area portuale verso uno scenario da discarica non autorizzata.

“Ormai questo servizio non potrà essere svolto. Ma almeno il Comune faccia una estensione del contratto dell’impresa che si occupa dell’igiene urbana in città e la faccia intervenire anche in porto, con dotazione di cassonetti per la raccolta differenziata e previsione di spazzamento quantomeno nelle aree demaniali. Dovranno essere investite risorse che avremmo potuto utilizzare magari per intervenire sul decoro urbano, oggi fortemente critico. Ma quantomeno avremo conservato al Porto un minimo di dignità in tema di igiene e pulizia. Ecco cosa accade alle città amministrate da politici che coscienti della loro inadeguatezza investono tutto sulla sterile propaganda”.

Nella foto i rifiuti al porto di Alghero

S.I.

Forestale, Casula nuovo direttore

CAGLIARI – È Antonio Casula il nuovo direttore generale del Corpo forestale e vigilanza ambientale che subentra a Gavino Diana, in pensione dallo scorso maggio. Lo ha nominato oggi la Giunta su proposta dell’assessore della Difesa dell’ambiente Donatella Spano, che ha espresso a nome di tutto l’Esecutivo gli auguri di buon lavoro. Casula, 52 anni, è l’attuale Direttore Generale dell’agenzia Forestas. Determinante, nella scelta, l’importante esperienza maturata esercitando le funzioni di Direttore Generale, nella Direzione Generale dell’Ente Foreste della Sardegna e dell’Agenzia Forestas, con specifico riferimento alle competenze in materia forestale – con particolare riferimento alle competenze in materia di protezione civile, salvaguardia del patrimonio forestale dalla minaccia degli incendi, tutela e conservazione del patrimonio forestale, tutela idrogeologica del territorio e difesa del suolo, promozione della cultura forestale, educazione ambientale – e, all’interno del Corpo forestale, quella maturata quale funzionario istruttore nel Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, in qualità di Responsabile del Settore Antincendio

Nella foto la Forestale

S.I.

Alghero, attivato lavaggio strade

ALGHERO – “Attivati anche i servizi estivi di lavaggio e disinfezione nelle principali arterie cittadine e piazze”. Cosi dall’Amministrazione Bruno e fanno sapere, “con cadenza giornaliera, i mezzi attrezzati effettueranno tutte le operazioni di lavaggio e sanificazione su asfalto, con l’utilizzo delle autobotti a doppia lancia, nelle scalinate e sui marciapiedi con operatori e attrezzature a getto d’acqua ad alta pressione. Già eseguiti interventi mirati in Piazza dei Mercati, nel Forte della Maddalena e lungo i Bastioni, oltre ai lavaggi di numerose strade. Nella giornata odierna i competenti servizi hanno anche proceduto alla bonifica di alcune discariche in località Arenosu, con la rimozione di numerosi copertoni e gomme abbandonati abusivamente da qualche incivile”.

“E’ il nuovo corso della nettezza urbana, la cui gestione è stata recentemente inaugurata ad Alghero con l’avvio del servizio ad opera della Ciclat. A distanza di un anno dal primo accantieramento raggiunge apprezzabili risultati su più fronti: si allarga a nuovi quartieri il generale decoro ormai riscontrabile da diversi mesi nel centro storico, migliora la pulizia e crescono sensibilmente le percentuali di raccolta differenziata. Nelle ultime settimane una migliore organizzazione del lavoro ha permesso di perfezionare numerosi servizi. Attivate e regolarmente funzionanti da qualche giorno le prime due ecoisole video-sorvegliate installate in via De Gasperi e nell’area sterrata (fronte Cimitero) compresa tra via Vittorio Emanuele e via Mazzini. Consentiranno un conferimento extra delle frazioni differenziate a tutti i residenti serviti dal sistema porta a porta, che gradualmente si è allargato a numerosi quartieri, uniformando per tutte le utenze cittadine il calendario di ritiro delle differenti frazioni”.

“Parallelamente si sono intensificati i controlli sul territorio al fine di verificare il rispetto delle prescrizioni su modalità e orari di deposito dei rifiuti. Impegnati in servizi di controllo e monitoraggio gli agenti della Polizia Locale e la Compagnia dei Barracelli ed installate numerose telecamere nei punti critici della città, nell’agro e nelle periferie”.

Nella foto la pulizia nel centro storico

S.I.

Circonvallazione, che fine ha fatto?

CAGLIARI – “Almeno fino a metà dello scorso anno l’amministrazione di Alghero ogni tanto annunciava l’imminente avvio dei lavori. Ormai neppure quello accade.” Così il consigliere regionale di Forza Italia Marco Tedde, sindaco di Alghero all’epoca della progettazione e del finanziamento di 10,5 milioni di euro dell’importante infrastruttura che dovrà unire la zona nord a quella sud di Alghero, commenta la scomparsa della Circonvallazione dai radar dell’amministrazione algherese.

“Dopo l’annuncio dell’inizio dei lavori alla fine del 2015, arrivava quello del maggio dello scorso anno che ne garantiva l’avvio per il settembre del 2017. Da allora silenzio tombale –denuncia l’ex sindaco di Alghero-. Siamo molto preoccupati per il silenzio che avvolge quest’opera pubblica che è stata uno dei fiori all’occhiello delle giunta di centrodestra, frutto della programmazione e dell’impegno della Giunta Tedde e di tutta la coalizione che la sosteneva. Un’opera viaria che costituisce una colonna portante nelle politiche della viabilità cittadina programmate e realizzate dalla giunta di centrodestra, che ruotavano attorno ai parcheggi del piazzale della Pace, le rotatorie, le piste ciclabili ed il bike sharing. Con un progetto ideato dal centrodestra nel 2006, che nel 2007 era stato presentato con le dichiarazioni programmatiche del Sindaco Tedde e sviluppato a costo zero da funzionari dell’Amministrazione”.

“Progetto apprezzato dalle amministrazioni regionali di Soru prima e Cappellacci dopo che lo finanziarono con 10,5 milioni di euro. Dal giugno 2011, allorché il progetto arrivò in Regione, solo annunci. Ancora è di là da venire il progetto esecutivo. Ma almeno prima c’erano gli annunci che infondevano un po’ di speranza. Oggi nemmeno quelli. Siamo molto preoccupati e crediamo che il Sindaco Bruno qualche notizia seria la debba alla comunità algherese che attende da troppo tempo, ma che vada oltre il ritornello “stiamo per iniziare alla fine dell’estate” che abbiamo sentito dal 2015 al 2017″, chiude Tedde.

Nella foto del 30 maggio 2017 la firma della consegna dei lavori è passato un anno e ancora niente

S.I.

“Pai, pronti a denunciare sprechi”

ALGHERO – “Apprendiamo dalla stampa delle precisazioni dell’ingegnere idraulico Fabio Cambule sulle recenti critiche riportate da tanti cittadini e rappresentanti di aziende agricole e vitivinicole dell’area di bonifica. Ricordiamo che l’ing. Cambule è stato incaricato dal Comune di Alghero di elaborare lo Studio di Compatibilità Idraulica ai sensi delle norme di attuazione del Piano di Assetto Idrogeologico. Uno studio che lo stesso Ing. Cambule definisce nei suoi elaborati come studio di dettaglio”. Cosi il Psd’Az, Patto Civico e Ncd riguardo il tema già al centro della polemica politica da mesi e che non vede ancora nessun tipo di atto concreto verso l’approvazione della “Variante urbanistica per la Bonifica”.

“Francamente sia le risultanze dello studio, sia le precisazioni esposte a mezzo stampa dal professionista sassarese destano più di una perplessità. In primo luogo ricordiamo che stiamo parlando di un’area pianeggiante che è stata oggetto degli interventi di bonifica grazie a un complesso quanto articolato sistema di canali. Non stiamo parlando quindi di corsi d’acqua naturali ma di un importante sistema progettato proprio per consentire a quell’area di evitare allagamenti o peggio inondazioni. Quindi un’area già dotata di importanti opere di mitigazione”.

“Il “famigerato” Canale Urune non è un fiume e infatti lo stesso professionista lo indicava nella parte che ricade nel Comune di Sassari come un mero “solco” senza porgli difatti nessun vincolo. La natura pianeggiante dell’area, riconosciuta come tale nello stesso studio, è alla base della necessità di utilizzare carte di maggior dettaglio rispetto a quelle utilizzate dalla Regione nel Piano Stralcio Fasce Fluviali, proprio per comprendere quale sia la realtà rispetto a quanto riportato nel suddetto piano regionale”.

“Con grande sorpresa apprendiamo che le carte di maggior dettaglio richieste dalla norma sono state usate solo “ove disponibili”, come è riportato nello studio confezionato dal tecnico incaricato. Ci chiediamo per quali aree comunali tali carte di maggior dettaglio fossero disponibili e che tipo di cartografia sia stata usata per quelle aree dove invece non lo fossero. Dalle ripetute prese di posizione del Comitato zonale Nurra, che si è posto a difesa dei cittadini e delle imprese dell’area su cui ricadono vincoli pesantissimi, parrebbe che per l’area della bonifica siano state usate le stesse carte, non di dettaglio, utilizzate dalla Regione, che chiunque può scaricare dal sito della Regione stessa. Ci chiediamo se possa dipendere da questo motivo che, fra le altre cose, si scopre che alcuni canali scorrono in salita. Se tutto questo corrispondesse al vero sarebbe davvero grave perché, lo ricordiamo, ad oggi, vengono vincolati 800 ettari, senza di fatto avere certezza su quali carte siano stati basati tali vincoli”.

“Un sistema che è per sua natura “di mitigazione” come quello realizzato per l’area di bonifica, ed è stato progettato in maniera esemplare ha bisogno certo di manutenzione, ma non di interventi strutturali come invece suggerito dall’Ing.Cambule. A tal proposito vogliamo ben capire il motivo per cui si dovrebbero spendere quasi due milioni di euro tra progettazione e realizzazioni di così dette opere di mitigazione, quando da mitigare non c’è nulla. Dal nostro punto di vista invitiamo chi amministra la nostra città, consiglieri di maggioranza inclusi, a ben riflettere su questo tema, e segnaliamo che saremo parte attiva nel monitorare le eventuali intenzioni di spreco di denaro pubblico per opere che non servono alla comunità, e continueremo a dare supporto alle centinaia di famiglie, imprenditori e lavoratori che corrono il rischio di veder sfumare il lavoro di una vita. Di fronte a tutto questo, sindaco, giunta, maggioranza avrebbero dovuto porsi a difesa dei cittadini; invece, in maniera vergognosa, li sbeffeggiano e li costringono a spendere una marea di soldi per dimostrare che l’acqua non scorre in salita.”

Nella foto i rappresentanti delle tre forze politiche di Centrodestra Autonomista e Civico

S.I.

Petizione ignorata, Bruniani sordi

ALGHERO – “I cittadini si organizzano, raccolgono le firme, e utilizzano l’unico strumento legittimo, che hanno a disposizione, per farsi ascoltare dall’amministrazione comunale puntualmente ed ingloriosamente, vengono ignorati.
I commercianti e i residenti del Centro Storico di Alghero sono, assolutamente, colpevolmente dimenticati”. Cosi il Movimento 5 Stelle, rappresentato in Consiglio da Roberto Ferrara e Graziano Porcu, riguardo una petizione rimasta inascoltata dall’amministrazione Bruno.

“Hanno raccolto le firme necessarie, hanno protocollato una petizione per la quale, perentoriamente, entro 30 giorni (art. 84 Regolamento del Consiglio comunale), avrebbero dovuto ricevere una risposta, e la convocazione della Commissione consiliare che dovrà discuterla. Ma sono passati più di 70 giorni, tutto tace, i cittadini sono impietosamente non considerati, come non esistessero! Con la petizione si chiede “che l’Amministrazione Comunale destini dei fondi per la realizzazione di un’area verde, con parco giochi per bambini, nello spazio antistante la Chiesa di San Michele (Piazza Ginnasio) recentemente liberata dal parcheggio, poiché interessata da un progetto di riqualificazione.”

“Una richiesta più che valida, seria, interessante e articolata, che prevede “la creazione di un’area con giochi per bambini, accessibile e utilizzabile anche da minori diversamente abili”, la quale “permetterebbe, da un lato, di rendere maggiormente “Family Friendly” un quartiere che, specialmente d’inverno, è dimenticato dalle famiglie algheresi, nonostante le tante attrattive culturali e commerciali, dall’altro, di avere finalmente, a disposizione, uno spazio ludico all’aperto, per i bambini che vivono in centro.”

“La situazione, in città, è ben diversa da come ci viene presentata, quotidianamente, da un’amministrazione che si gongola, crogiolandosi tra eventi che organizza o che le piovono dal cielo, ma ignora, destinando scientemente all’oblio, problemi e soluzioni che vivono e propongono gli imprenditori e la gente comune di Alghero”.

Nella foto Piazza San Michele

S.I.

Alghe, ruspe a San Giovanni: assurdo

ALGHERO – “Nella totale anarchia e mancanza di capacità organizzativa si sceglie di iniziare a muovere le alghe del lido oggi (di venerdi), bene direte voi, ma peccato che c’è la fiera in corso con la Festa di Sant Joan, aspettare due giorni forse sarebbe stato meglio se non altro non si vanifica il lavoro di 40 artigiani che stanno esponendo in una passeggiata maleodorante vista la movimentazione, vergognoso, oramai pare quasi ci sia un disegno folle di distruzione della città sotto ogni aspetto, povera Alghero e poi c’è chi parla di crescita, impresa e eventi”. E’ l’imprenditore turistico Marco Cassitta a rendere noto, con passaggi certamente duri e tranchant, il proprio pensiero che è sempre più più condiviso riguardo la condizione generale.

D’altra parte è veramente incomprensibile, anche per i più benevoli, comprendere come sia possibile che si mettano in moto le ruspe sul litorale di San Giovanni a ridosso di luglio per spostare l’ammasso di putride alghe, oramai praticamente un ammasso di immondizia. Quali che siano gli eventuali utilizzi, tra l’altro già suggeriti da mesi, anzi da anni, all’Amministrazione in carica, è alquanto assurdo che vengano attuati questi lavori in piena stagione turistica, con un weekend da oltre 30 gradi e soprattutto con lo svolgimento della fiera artigianale e pure della manifestazione popolare per San Giovanni.

Come ripetuto da tempo, sarebbe opportuno che venisse ripristinata la spiaggia cittadina fino al molo di sottoflutto e soprattutto che l’interezza del litorale che collega Fertilia ad Alghero si pronto e fruibile già da aprile. Ma non solo. L’Amministrazione Comunale dovrebbe creare un unità interna della società In-House per mantenere ordinata e, nei limiti, decorosa e pure fruibile la spiagga durante tutto l’anno. Utopia? No è quello che avviene in tutte le località che credono nel Turismo e soprattutto che vivono principalmente, come Alghero, di quello balneare. In attesa di creare forti e valide alternative ad oggi ancora troppo inconsistenti.

Nella foto le ruspe sul litorale di San Giovanni durante questo weekend

S.I.

Rifiuti, Pirisi replica a Forza Italia

ALGHERO – “Nessun passo indietro nell’appalto di igiene urbana e neanche nessun aumento deliberato a suo tempo e neanche constatato dall’utenza. Un altro allarmismo di chi non sa più che pesci pigliare”. Cosi il capogruppo del Partito Democratico, Mimmo Pirisi, che replica al comunicato di Forza Italia-Alghero riguardo la condizione igienica della città e in generale della gestione del servizio di raccolta dei rifiuti [Leggi]

“Per Maristella si conferma l’Oasi Ecologica, ma solo quando si sarà pronti per installarla, tutto il resto fatto è venire incontro agli abitanti che sono i veri interlocutori del servizio. Mentre, sugli aumenti, come detto è solo propaganda pre-elettorale facilmente smentibile. Infatti il servizio anche nell’agro sta piano piano migliorando. Certo con ritmi più lenti rispetto al centro città, ma questo per diversi ed evidenti problemi burocratici”.

“Ma nel giro di poco tempo sarà sicuramente al passo con il resto della città. Mentre per quanto riguarda le presunte connessioni parentali dell’assessore Balzani, queste le rimando al mittente avendo gli stessi molti e più importanti connessioni che fanno queste si pensare ad altro”.

Nella foto Mimmo Pirisi

S.I.

Pai: vincoli assurdi, continua lotta

ALGHERO – Ancora polemiche e scontri riguardo l’agognata variante urbanistica riguardante l’area della Bonifica algherese e in particolare il Piano d’Assetto Idrogeologico. Posizione diverse messe in evidenze in questi mesi riguardanti soprattutto il Pai. Ma, come quasi tutte le tematiche principali per Alghero, negli ultimi anni, hanno trovato più spazio nelle diatribe sui media che nella loro piena realizzazione. Ed è cosi pure per questo tema che, nonostante la montagna di parole spese e annunci, ancora è tutto sulla “carta” e ancora non c’è niente di concreto visto che la Regione, che aveva proprio con l’assessore del Partito Democratico Erriu, “aperto” alla possibilità pe Alghero, ad oggi ancora non ha dato il parere positivo atteso.

E sulla questione, dopo l’intervento del tecnico comunale incaricato per il Pai, arriva una nuova nota a firma del Comitato Zonale che, tramite il presidente Tiziana Lai, smonta quanto detto dall’amministrazione Bruno e ribadisce la volontà dei cittadini di andare avanti con la battaglia per fermare questo tipo di Pai. “Leggiamo con attenzione, senza peraltro stupirci più di tanto, quanto dichiarato dal professionista incaricato di eseguire lo studio di compatibilità idraulica, geologica e geotecnica previsto dalla norma per l’aggiornamento a scala di maggior dettaglio, quella comunale appunto, del Piano di Assetto Idrogeologico”.

“Non ci stupisce che sottolinei, ancora e per l’ennesima volta, che il territorio era già vincolato dal Piano Stralcio delle Fasce Fluviali, ma ci lascia invece perplessi che tenti di usare quel piano fatto su scala regionale come alibi al suo lavoro e da noi contestato. E’ giusto sottolineare infatti che lo studio di dettaglio presentato non solo non ha modificato in maniera migliorativa quanto pianificato dalla Regione su scala ampia e non di dettaglio, come sarebbe dovuto accadere invece se lo studio fosse stato eseguito in base ad una corretta e dettagliata analisi del territorio in scala locale e con la giusta applicazione della norma con l’inserimento di tutti i parametri adeguati, ma anzi con il suo studio di dettaglio ha appesantito i vincoli ampliando le zone vincolate con l’aumento non solo dei dati delle portate di piena ma inserendo tratti di canale non presi in considerazione in precedenza dalla Regione Sardegna. Osservazioni peraltro giunte agli uffici comunali anche dall’Autorità di Bacino dopo una prima visione dello studio”.

“Ci lascia invece basiti che sottolinei, ancora e per l’ennesima volta, che il territorio abbia l’assoluta necessità di cotanta spesa pubblica pari addirittura alla sopraelevazione di strade e allargamenti vari. Quello che stiamo contestando, in tutte le sedi e da oltre un anno, è infatti che lo studio di dettaglio fotografa il territorio in maniera completamente errata e che non può essere un errore così tanto macroscopico l’artefice di vincoli inutili per problematiche inesistenti, che causano non “il punto di partenza per guardare in faccia il nemico” ma una inutile spesa per le casse pubbliche”.

“Speravamo in una risposta nel merito alle nostre rimostranze, fatte sempre puntualmente e con dati certi e inconfutabili presi dalle norme e dagli studi presentati, ed invece tentano di liquidarci con dichiarazioni contenenti dati scarni come “zona molto pianeggiante” oppure “bacino idrografico abbastanza grande” e ancora “quella quantità si distribuisce in una zona molto ampia” o con affermazioni contrastanti, con le quali indicando le eventuali piogge eccezionali, dichiara che sono da “considerare anche se non sono mai accadute o chissà se mai accadranno”. Noi invece siamo sicuri che la norma non prevede l’attribuzione allo studio di dati scarni e nè tantomeno basati sul chissà, ma prevede uno studio puntuale e necessario sia alla tutela dell’incolumità pubblica sia degli interessi economici di un intero territorio”.

“Chiudiamo comunicando, a chi ancora non l’avesse capito e con buona pace di chi tenta di fermarci, che è nostro preciso compito, come peraltro lo è di qualsiasi soggetto che ha a cuore le sorti delle casse pubbliche, quello di evitare che il territorio subisca vincoli inutili e dannosi per le economie locali ed è anche quello di evitare il depauperamento di fondi pubblici necessari alla corretta tutela dei cittadini. Sarebbe infatti quantomeno auspicabile che le opere di mitigazione venissero eseguite appunto in quei territori che hanno realmente la necessità”.

“Ed è per tutte queste ragioni che, con il sostegno dei cittadini coinvolti, abbiamo già firmato gli incarichi ai tecnici ed ai legali per tutelarci in tutte le sedi opportune e con tutte le azioni utili alla difesa degli interessi economici di un territorio che ad oggi è gravemente danneggiato”.

Nella foto l’area dell’agro vincolata dal Pai

S.I.

Invasione abusivi: “siamo indignati”

ALGHERO – Ad Alghero, ma non solo ad Alghero e soprattutto nelle città balneari, parte la stagione estiva e come ogni anno si ripresenta il solito problema: la presenza e l’invasione degli abusivi dei più svariati settori, privi di alcuna autorizzazione. “Siamo indignati” – afferma Mario Piras Presidente Provinciale della Confartigianato di Sassari; “gli abusivi stanno mettendo in ginocchio l’economia sana del nostro territorio, aggravando gli effetti della drammatica congiuntura economica e colpendo al cuore le centinaia imprese artigiane e commerciali particolarmente esposte, tra le altre, al rischio di una competizione scorretta, giocata con il ricorso a pratiche, comportamenti e mezzi illeciti”. Problema sollevato in questi giorni anche dal movimento politico cittadino Azione Alghero che tramite il suo direttivo ha puntato i riflettori sul problema [Leggi]

Il presidente degli artigiani è molto esplicito: “basta con questa tolleranza: chi deve intervenire per scoraggiare i finti imprenditori lo faccia e lo faccia pure in fretta e decisa perché non si può aspettare”. Nella stagione estiva la nostra città di Alghero si presenza con due facce: una, che brilla grazie alla sua bellezza architettonica ed ambientale, e l’altra che va nel senso opposto caratterizzata dalla presenza e dall’invasione di ambulanti abusivi che stanno mettendo a dura prova le attività imprenditoriali locali. Quasi in maniera spudorata vengono proposti prodotti ed articoli i cui dettagli sono stati curati in maniera così certosina da poter ingannare anche l’occhio degli intenditori più esperti, prodotti contraffatti delle più prestigiose marche; senza considerare merci consistenti in abiti da donna, costumi da bagno, occhiali, braccialetti, collanine e bigiotteria varia, senza essere in possesso delle autorizzazioni necessarie eludendo qualsiasi regola e tassa.

“Lavorare in questo modo fa male, con una concorrenza sleale sempre più agguerrita e oppressiva” – afferma Piras – “e fa male soprattutto perché notiamo un certo disinteresse da parte degli organi di controllo”. Oramai è diventata una piaga endemica del nostro Paese che in questi anni è in crescita costante.

“Vorremmo che ci sia più attenzione da parte delle istituzioni ma anche dei consumatori. Vorremmo sensibilizzare i consumatori ad acquistare nelle imprese in regolare, non solo per un dovere morale ma anche per tutelare la propria sicurezza e salute” afferma Mario Piras. Cosa propone Confartigianato per bloccare tale fenomeno? Delle vere e proprie azioni deterrenti: controlli più serrati e sensibilizzazione del consumatore ad acquistare prodotti “sani, sicuri e certificati” delle imprese in regola ribadisce Piras.

Bisogna fare di tutto per evitare che le nostre piazze e i luoghi più turistici vengano invasi da abusivi ma anche da finti mendicanti. Serve, quindi un tavolo di emergenza perché le nostre imprese sono in emergenza.
Confartigianato non resterà in silenzio a guardare, perché lo dobbiamo a tutte quelle imprese che ogni giorno ci danno fiducia. In questi giorni ricorre la settimana Anticontraffazione ideata e proposta dalla Direzione Generale del MISE per sensibilizzare sugli effetti generati dal falso. Oggi il falso conclude Piras sfrutta e sacrifica il lavoro minorile e già questa piaga deve invogliare chi di dovere ad attivare azioni di contrasto sempre più rigorose

Nella foto alcuni prodotti esposti e venduti dai commercianti abusivi

S.I.