Alghe, fuffa e puzza: resta problema

ALGHERO – “La comunicazione dell’Amministrazione si qualifica per quelli che sono i loro autori: da una parte viene ripetuto come un mantra il posizionamento (obbligato) nel 2007 della posidonia a San Giovanni, dall’altra si dimenticano le uniche progettualità attivate dalla Giunta Bruno che sono tutte ascrivibili alle stesse Amministrazioni di Centrodestra cosi tanto avversate dalla peggiore compagine governativa di sempre”. Cosi la Coalizione di Centrodestra Sardista e Civica composta da Forza Italia-Alghero, Psd’Az, Lega, UDC, Azione Alghero, Riformatori, DDI, Ncd, Patto Civico, Fdi riguardo la manifestazione di questa mattina che ha visto presente anche il leader regionale dell’Unione di Centro, Antonello Usai, oltre che il big isolano forzista Marco Tedde e tutti gli altri rappresentanti locali della compagine all’opposizione di Bruno e Pigliaru.

“E la musica, appunto, non cambia con la strombazzata manifestazione d’interesse, tutta da verificare, riguardo la montagne di alghe nel litorale cittadino che, ancora una volta, insegue quelle che sono le indicazioni e strade tracciate proprio dall’attuale coalizione di Centrodestra Sardista e Civica. Oltre la pennellata di ridicolo in cui si ritorna a ben 11 anni fa, quando la quantità di materiale era molto risicata e controllabile, non certamente gli immensi accumuli di questi ultimi anni, viene reiterato il solito adagio degli annunci e proclami. Giusto per far “congelare” le ennesime dimissioni di un assessore, conquistare i titoli della stampa e poco altro, anzi nulla.

“Infatti, come solito dell’andazzo di Bruno e sodali, si scarica la patata bollente con metodi tutti da censurare in nota e tramite un comunicato ufficiale del Comune di Alghero e, soprattutto, non si assumono responsabilità. Queste, invece, vengono scaricate a volte a priori e altre volte -come nella fattispecie- verranno scaricate a posteriori. Senza considerare che non mancherà, qualora qualcosa accada, cosa molto difficile vedendo i protagonisti, il nostro continuo monitoraggio finalizzato a non trasformare San Giovanni in una nuova spiaggia marrone, come in zona Cuguttu / Maria Pia, per la sconsiderata scelta di tritare le alghe”.

Alla fine, ancora una volta, si sta solo allungano il brodo per tenere buoni coloro che, loro malgrado, ma in tutta coscienza, hanno deciso di condividere il maldestro e deleterio, speriamo non in maniera definitiva, per Alghero e gli algheresi, galleggiamento del Sindaco Bruno. Siamo davanti solo ed esclusivamente a “fuffa posidonica” che, essendo spiaggiata e accumulata da diversi anni con gli eccessi degli ultimi, puzza e pure parecchio.

Nella foto e video la indecente condizione del litorale di San Giovanni questa mattina

S.I.

Luci fredde e buio, ancora disservizi

ALGHERO – E’ già una settimana che parte della passeggiata Barcellona è completamente al buio. Non si contano le segnalazioni di cittadini e operatori commerciali che vedono le loro attività subire pure questo problema dopo avere trascorso una pessima stagione turistica col segno meno, fatto praticamente mai accaduto. Riguardo al reiterato buio, ovviamente, si registrano diversi commenti, anche ironici. “Sono le prove tecniche per la giornata finalizzata alla sensibilizzazione del risparmio energetico intitolata “mi illumino di meno” che si terrà a febbraio. Perché si sa, a noi le cose piace farle bene”, scrive un commerciante algherese e gli hanno eco altri algheresi, “aspetta appena va via il Luna Park”, e ancora “serve per creare più atmosfera”. Anche sul tema dell’illuminazione pubblica questa Amministrazione si è distinta per delle scelte a dir poco disarmanti: da una parte “luci fredde” che sono un pugno in un occhio e illuminano a giorno, come ci si trovasse in ospedale o parcheggi dell’aeroporto, la passeggiata, il Lungomare e grande parte del centro storico, dall’altra continui problemi che lasciano diverse zone al buio.

Nella foto la passeggiata Barcellona all’altezza del porto nella serata di ieri

S.I.

Sanità, colpa del Governo Conte

ALGHERO – “La riforma della rete ospedaliera viene bocciata dal Governo perché non attinente al Decreto Ministeriale 70”. E’ anche Alessandro Nasone, consigliere comunale del Partito Democratico e pure operatore sanitario, a commentare la notizia della bocciatura della Rete Ospedaliera. Fatto che, per la verità, era già noto da mesi e che in queste ore è stato confermato “nero su bianco” e ovviamente ha scatenato la polemica politica.

“Quando questa riforma veniva scritta e prima di essere approvata tutti i comuni con i propri rappresentanti politici di Centro Sinistra, Centro Destra e M5S gridavano allo scandalo perché tagliava i piccoli ospedali ed era conforme al DM 70, tant’è che molti territori in maniera unitaria, tra cui Alghero, hanno marciato contro per modificarla e renderla più rispondente ai desideri dei territori, questo ha portato alla Salvaguardia dei piccoli ospedali che sono ancora aperti. Ora questa riforma ha alcune lacune tra cui quella della mancanza di una vera riforma del territorio oltre alla Nascita dell’Ats, di cui sono stato e sono fortemente contrario”.

“Orbene vedere ora i rappresentanti del PSd’az, Lega Centro Destra e M5S esultare perché questo governo boccia questa riforma è vomitevole e rappresenta quanto sia fasulla certa politica, nonostante questo si mettono il prosciutto negli occhi e invece di inveire contro il Governo danno la colpa ad Arru , il quale ha infinite colpe ma non questa. Ora il destino dei piccoli ospedali e dei loro territori sarà segnato e si impoverirà ancor di più il territorio sardo.”

Nella foto Alessandro Nasone

S.I.

Addio Rete Sanità, Giunta cialtrona

ALGHERO – “La bocciatura della rete ospedaliera regionale da parte del Ministero è un fatto gravissimo e certifica la cialtroneria scientifica di una Giunta regionale che di fatto sta negando il diritto dei sardi ad una sanità decente, fanalino di coda in Italia”. Cosi Michele Pais, consigliere comunale della Lega di Salvini che si scaglia contro la Regione amministrata dal Centrosinistra rispetto all’affossamento della Rete Ospedaliera che, da mesi, pareva cosa già fatta e praticamente già operativa, invece ora arriva la doccia fredda con Alghero che, nonostante proclami e promesse, dovrà dire addio al Nuovo Ospedale.

“Un fatto così grave avrebbe portato quantomeno le dimissioni dell’Assessore e del Direttore generale, primi responsabili di questo fallimento. Invece sono lì, incollati alla poltrona del potere, a spiegarci come si possa scadere ancora più in basso. Sono terrorizzati dal grave giudizio della gente che alle prossime elezioni li farà giustamente scomparire dall’orizzonte politico sardo. Come è giusto che sia”.

“È evidente che in questo quadro disastroso, il progetto del nuovo ospedale di Alghero sia definitivamente tumulato. Il prossimo Consiglio comunale chiederò conto al Sindaco di Alghero, sodale di questi personaggi. La Lega è impegnata in prima fila a tutela del diritto più importante di una comunità, come quello ad una buona sanità, oggi totalmente negato ai sardi”.

Nella foto Michele Pais

S.I.

Tagli fondi Iscola, allarme di Pirisi

ALGHERO – “Siamo molto preoccupati dalle notizie che giungono dalla Regione riguardo il bando Iscola. Nonostante diversi Comuni della Sardegna, tra cui Alghero, abbiano già avviato l’iter per usare i fondi messi a disposizione, sembra che il governo nazionale della Lega e 5 Stelle abbia deciso di smantellare l’unità di missione del progetto Iscola e cosi facendo ha lasciato alla Regione il compito di portare a compimento l’iniziativa e soprattutto a reperire i fondi che diversi Comuni hanno già impegnato”. Dopo la Sanità, potrebbe esplodere il “caso Iscola”. Infatti, secondo quanto segnala il capogruppo del Pd, Mimmo Pirisi, anche questo progetto, già dato per assodato e annunciato dall’Amministrazione Bruno, così come dagli altri Comuni, pare essere stato “tagliato” dal Governo Centrale.

“Dunque il Ministero delle Infrastrutture guidato dai 5 Stelle avrebbe scaricato gli oneri alla Regione con grave difficoltà per l’Ente che sta verificando la possibilità di farsi carico di tali immense risorse che tutti i comuni stanno attendendo. Senza considerare che molti interventi sono legati alla sicurezza delle scuole e dunque si tratta, viste anche le recenti drammatiche vicende, di tematiche molto delicate. Il Comune di Alghero si è già attivato per verificare la situazione e cercare di non perdere neanche un euro, anche se la situazione è molto complicata con la Sardegna che dopo il taglio al bando periferie si troverebbe a subire pure quest’altra bastonata in un settore primario come quello della scuola e in particolare dell’edilizia scolastica”.

Nella foto la scuola Sacro Cuore di Alghero

S.I.

Governo e Regione, addio Sanità

CAGLIARI – Il Ministero della sanità ha decretato il fallimento del Piano della rete ospedaliera di Pigliaru e Arru, ma ha anche attribuito ad Arru la definitiva certificazione di Pinocchio politico.” Così il consigliere regionale di Forza Italia Marco Tedde commenta la decisione del tavolo di monitoraggio del Ministero della Salute sulla riforma della rete ospedaliera approvata dal Consiglio regionale il 25 ottobre scorso, che è stata definita non coerente con il modello definito dal decreto ministeriale 70 del 2015 sulla definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera.

“Tutto ciò accade –precisa Tedde- nonostante il 6 di giugno Arru, durante una audizione in Commissione sanità, abbia dichiarato che “Non c’è alcuna bocciatura da parte del ministero, solo delle osservazioni”, precisando che a questi rilievi del Ministero non sarebbe seguita una richiesta di modifica -perché la Sardegna, come Regione a statuto speciale, applica il decreto compatibilmente con il proprio statuto di autonomia – ma solo una richiesta di monitoraggio, perché il rispetto dei livelli essenziali di assistenza previsto dalla Costituzione deve essere comunque garantito. Altro che monitoraggio –denuncia Tedde- si tratta di una solenne bocciatura, di una dichiarazione di fallimento che arriva dopo il flop del sistema di emergenza – urgenza e dei danni prodotti dall’accorpamento delle aziende sanitarie e dal governo della sanità affidato a Moirano.” Ma l’ex sindaco di Alghero continua a chiedere perché il Piano ospedaliero è stato inviato al Ministero, considerato che la Sardegna, in qualità di Regione a statuto speciale, ai sensi del DM 70 del 2015 applica il decreto sugli standard compatibilmente con il proprio Statuto e le norme di attuazione, e che come Regione che provvede autonomamente al finanziamento del Servizio sanitario sempre in applicazione del DM 70 applica gli standard ministeriali “compatibilmente con le peculiarità demografiche e territoriali di riferimento nell’ambito della propria autonomia organizzativa”.

E il dubbio è ancora più forte alla luce del fatto che secondo il DL 133 del 2014 (Sblocca Italia) la Regione avrebbe dovuto trasmettere al Ministero il Piano di riorganizzazione al limitato fine di verificare che i parametri fossero rispettati dal 1 gennaio 2018 conteggiando i posti letto del Mater Olbia che aveva avuto una deroga fino alla fine del 2017. “L’invio del Piano al Ministero –sottolinea amaramente il consigliere di FI- è stato un atto di totale asservimento al Governo Renzi. Al pari della negazione della Città metropolitana di Sassari, avversata dall’ex Presidente del Consiglio. Ora, visto il fallimento totale della riforma sanitaria, ci aspettiamo le dignitose dimissioni di Pigliaru e Arru –chiude Tedde-.”

Nella foto l’onorevole Tedde all’Ospedale Civile

S.I.

Periferie, sindaci sul piede di guerra

SASSARI – Sui fondi per le periferie i sindaci sardi sono fiduciosi ma non si illudono. L’impegno preso dal premier Conte con il presidente dell’Anci Decaro di sbloccarli con decreto entro una settimana è una buona notizia, ma per il momento è tregua armata tra Comuni e Governo. “Il 19 settembre c’è il direttivo dell’Anci ma se qui non si batte chiodo siamo pronti a consegnare le fasce al presidente della Repubblica Mattarella – ha dichiarato all’Ansa il sindaco di Sassari Nicola Sanna –. Certo, il vertice a Palazzo Chigi con Decaro rappresenta un passaggio molto positivo, finalmente il presidente del Consiglio si è reso conto dell’errore compiuto e si è aperta una breccia di volontà politica”. Tuttavia, sottolinea Sanna, “sarebbe stato meglio se il passo indietro fosse stato fatto adesso, perché questo avrebbe messo in sicurezza procedimenti già avviati”.

Iter che riguardano i progetti a cui sono destinati i 16 milioni previsti dal bando periferie per la seconda città della Sardegna. “Complessivamente sono 22, di cui 14 già operativi”, chiarisce il sindaco. Gli interventi riguardano l’adeguamento di strade e marciapiedi, la conversione di due strutture scolastiche attualmente occupate da abusivi in case popolari, la mobilità sostenibile e la creazione di orti urbani. Nel caso di Nuoro, l’altro comune sardo a rischio ‘scippo’, i milioni a disposizione sarebbero 18. E il sindaco Andrea Soddu fa sapere che se l’accordo del governo con l’Anci sarà rispettato, “non solo le nostre periferie avranno le risorse che gli spettano, ma questo vorrà dire anche che la battaglia unitaria intrapresa dai sindaci ha dato i suoi frutti”. Per Nuoro, precisa il primo cittadino, “queste risorse sono ossigeno puro e consentiranno di dare valore e dignità alle nostre zone più disagiate”.

Nella foto Palazzo Ducale

S.I.

Caso Selva: alghe, rottura e annunci

ALGHERO – Se in un primo momento poteva starci uno strappo legato a rapporti di gestione delle varie questioni tra sindaco e assessore, forse lo sbotto di ieri va ben oltre un picco di nervosismo evidenziato già nell’articolo di questa mattina [Leggi]. E’ evidente che una delle tematiche calde in questi ultimi anni, grazie soprattutto alla sollecitazioni dei cittadini, turisti, associazioni come Circolo Terrestri, opposizioni e parte della stampa, con in testa Algheronews, è l’ammasso di alghe, come quasi una discarica a cielo aperto, a San Giovanni, ma non solo. Infatti il problema riguarda tutto il litorale che, come ripetuto alla noia, deve vedere impegnati anche i privati nelle pulizie, ma sta ovviamente al Comune, dunque all’Amministrazione in carica, rendere fruibili, accessibili e decorose le spiagge almeno da aprile fino ottobre.

Invece, quest’anno, abbiamo battuto ogni record: a luglio era ancora presente sulla battigia del Lido, oltre che la montagna del potenziale splendido angolo cittadino a ridosso del molo di sottoflutto, la cosi detta “paglia marina”. Segnalazioni, articoli, commenti, foto e video, perfino dell’ex-deputato Mauro Pili [Leggi] che ha dichiarato, senza giri di parole, “siamo nelle mani di incapaci”.

Nessuno ha la bacchetta magica e questo problema si trascina da decenni, però, mai come questi ultimi anni ci sono stati annunci su eventuali interventi, come l’ultimo di oggi, dove si recita che “i competenti uffici del settore ambiente hanno pubblicato una manifestazione d’interesse tesa ad acquisire un elenco di operatori economici interessati al prelievo, trasporto e impiego, presso la propria azienda agricola, a titolo gratuito, della posidonia spiaggiata messa a disposizione dall’Amministrazione. Il bando è rivolto agli imprenditori agricoli professionali (ai sensi del D.Lgs. 99/04 e del D.Lgs. 101/05), coltivatori diretti (ai sensi della L. 604/54), agli operatori del settore zootecnico (allevamenti e maneggi) e imprenditori agricolo ai sensi dell’art. 2135 del codice civile”. Inoltre, molti Comuni, alcuni anche in Sardegna (basti vedere Villasimius [Leggi], hanno adottato soluzioni innovative e utili ad arginare tale fenomeno che pregiudica la principale economia del nostro territorio ovvero il turismo, nello specifico quello balneare.

Infine, come segnalato più volte anche dagli operatori culturali locali, è oramai imprescindibile che quella zona, dove da tempo si stoccano le alghe a San Giovanni, magari anche con degli interventi migliorativi sul deflusso in mare delle acque del canalone, diventi una sorta di arena estiva per manifestazioni e spettacoli, dallo sport alla musica compresi giochi per bambini e punti di ristoro. Idea pare già accolta dalla nuova presidenza della Fondazione Alghero/Meta. Insomma, tutto un altro aspetto riguardo al decadimento attuale. In questo modo, tema che dovrebbe essere caro agli ambientalisti, altro che “piante pioniere”, le strutture per fare gli eventi sarebbero meno impattanti e montate non in mezzo alla spiaggia, ma più a ridosso della città. Gli elementi così come i suggerimenti questa Amministrazione li ha tutti in mano e da tempo. O lo farà lei o la successiva, di sicuro quella zona così com’è adesso, non potrà durare oltre la prossima stagione estiva.

Nella foto la condizione del litorale nei pressi di San Giovanni

S.I.

Gas, grande progetto per Alghero

ALGHERO – “Parte la realizzazione della rete del gas di città, un investimento di oltre 17 milioni di euro che servirà a portare il gas in tutte le case con notevoli risparmi energetici. L’avvio prevede il quartiere della Pietraia e zone ad esso adiacenti: via Napoli, via Amalfi, via Pisa, via Livorno, via Ravenna, via Venezia, via Tiziano, via Villanova, via Don Gnocchi”. E’ il capogruppo del Partito Democratico, Mimmo Pirisi, a sottolineare la notizia dell’avvio dei lavori per la Rete del Gas anche in replica alle affermazioni del Centrodestra [Leggi]

“Oltre questo aspetto informativo è sempre utile ricordare che tale iter, come tutte le pratiche di rilievo, impegna un lungo periodo per la sua definizione ed è per questo che, pur partendo dal 2006, è arrivato a compimento solo oggi, ma è giusto rilevare l’impegno dell’attuale amministrazione per la definizione di tale importante progettualità. Dunque, per rispedire al mittente le annose critiche delle opposizioni, ribadiamo che non c’è stato alcun ritardo e perdita di tempo. Adesso sarà necessario monitorare la realizzazione dei lavori e che vengano rispettati i tempi di consegna dell’opera che sono stimati in due anni”.

“Un attesa che sarà ripagata dal risparmio per gli algheresi nell’utilizzo del gas che fino ad oggi ha visto delle spese troppe alte rispetto ai concittadini fuori dalla Sardegna. Senza dimenticare che questi lavori daranno una boccata d’ossigeno anche alle imprese e maestranze locali che saranno chiamate a svolgere vari interventi previsti”.

Nella foto Mimmo Pirisi

S.I.

Urbanistica, stop talebani ambiente

CAGLIARI – “Dopo la legge edilizia sbagliata, il centrosinistra sta toppando con la legge urbanistica che a breve approderà in aula.” Così il consigliere regionale di FI commenta il progetto di legge urbanistica della Giunta Pigliaru che a breve verrà discusso in Consiglio Regionale. “Abbiamo sollecitato per oltre 4 anni la Giunta Pigliaru e la maggioranza di centrosinistra affinché accantonassero le risse e varassero la proposta di legge urbanistica che deve disciplinare in modo organico il governo del territorio. Eppure Pigliaru nel suo programma -ricorda l’ex sindaco di Alghero- si era impegnato formalmente a modificare in primo luogo il PPR di Soru, che ha messo in ginocchio l’edilizia, e ad approvare immediatamente una legge urbanistica allineata alle esigenze di fruizione del territorio dell’isola. Ma dopo la legge sul Piano Casa del centrosinistra, prorogata fino a metà del 2019, che anche secondo L’Ance è stato un “flop” a fronte del Piano Casa del centrodestra del 2009 che ha prodotto circa 46 mila pratiche edilizie fino al 2015, è arrivata ora una legge urbanistica che ha una matrice oscurantista che occorre eliminare e rischia di fare pesanti danni -denuncia Tedde-. E senza passare attraverso la modifica del PPR di Soru.”

Secondo il consigliere regionale un esempio per tutti è costituito dall’ art. 29, che prevede un incremento di cubatura anche per strutture ricettive entro i 300 metri dal mare, con un tetto massimo di 1.500 metri cubi, ovvero 500 metri quadrati, ma per soli servizi. “Una proposta normativa che oltre ad essere quantitativamente riduttiva entra a gamba tesa su scelte imprenditoriali dell’industria alberghiera -commenta Tedde-. Condizionare la costruzione di 500 metri quadrati a soli servizi castra a priori la sostenibilità economica dell’investimento. Per migliorare la qualità dell’offerta turistica occorrono anche nuove camere con posti letto allineati a standard dimensionali e qualitativi internazionali, che riqualifichino l’offerta ricettiva alberghiera sulle nostre coste che risale agli anni 60″.

“Chiediamo a Pigliaru di prendere coscienza del fatto che il disegno di legge è inadeguato. Noi lavoreremo in aula per cercare di eliminare le forti lacune del testo, rimodulandolo con emendamenti tesi a realizzare un disegno urbanistico armonico ed equilibrato del territorio isolano, eliminando alleggerendo il guazzabuglio di vincoli talebani che la impoveriscono –chiude Tedde-.”

Nella foto la Sardegna

S.I.