EcoToni punta Surigheddu: incontro

ALGHERO – “Si informano le società in indirizzo, e quelle interessate a partecipare alla riunione, che venerdì 4 marzo 2016, alle ore 18,00, presso i locali della Cattedrale, nella piazzetta antistante via S.Erasmo, si terrà un incontro per fare il punto sulle proposte in essere per il riutilizzo produttivo delle aziende di Surigheddu e Mamuntanas”. Cosi il presidente di EcoToni Antonio Mura.

“L’intento è quello di condividere un documento che ribadisca la necessità di assegnare le terre a chi le lavora, tenendo conto delle proposte che arrivano dalle realtà produttive del territorio, salvaguardando la destinazione d’uso delle aziende e avvantaggiandosi della qualità dei terreni di cui si parla, sicuramente disponibili a coltivazioni con certificazione biologica, a motivo del lungo periodo di riposo cui sono stati sottoposti. Da qui la necessità di organizzare un’azione che apra un dialogo con il Sindaco di Alghero, il Presidente della Giunta Regionale e le aziende agricole, nonchè le cooperative sociali del territorio, per valutare insieme i piani che si stanno studiando a livello regionale e portare le nostre proposte, tenendo anche conto che parte delle aziende è già occupata da pastori che ne ricavano il loro reddito.E’ da mesi che studiamo la questione, e di questo sono stati puntualmente informati tutti i soggetti politico-amministrativi interessati, il Sindaco di Alghero e il Presidente della Giunta regionale”.

“Ci gratifica il fatto che il tema sia ritornato d’attualità, nel contempo però chiediamo di essere ascoltati. Noi vogliamo mettere a disposizione le nostre competenze per un’idea di agricoltura che sia rispettosa dell’ambiente e in linea con le richieste del mercato in termini di qualità certificata. Vogliamo che il loro uso sia funzionale all’inserimento dei soggetti “svantaggiati”, sulla base delle indicazioni fornite dalla legge nazionale e regionale. Siamo convinti che sul territorio ci siano le risorse e le professionalità capaci di dare nuova vita alle aziende di Surigheddu e Mamuntanas, e su questo vogliamo concentrare le nostre attenzioni. Dal primo incontro svoltosi a Sassari il 4 di novembre il successivo ad Alghero il 18 novembre qualcosa sembra muoversi in una direzione promettente. Ne è scaturito un intento comune che la soc. coop. sociale EcoToni onlus di Alghero, in accordo con i presenti alla riunione del 18 di novembre, ha sviluppatosotto il profilo dei contatti”.

“Ragion per cui con la riunione di venerdì prossimo si vuole ufficializzare un coordinamento che segua da vicino l’evolversi dei fatti e si proponga come soggetto in causa e rappresentativo della imprenditorialità agricola, ead essa affine, che opera nella nostra realtà locale e che vuole avere nuove occasioni di sviluppo. Questa convocazione verrà inviata anche agli organi si stampa e di informazione, perchè altri soggetti interessati possano valutare di unirsi a noi, per dare nuova voce e nuova forza alle nostre idee e ai nostri progetti”.

Nella foto l’ex-assessore Chiara Rosnati componente di EcoToni

S.I.

Scuole a raccolta nel Parco

ALGHERO – Educazione al risparmio energetico e al consumo responsabile dell’acqua. Questi i temi fondamentali delle due campagne di sensibilizzazione avviate nelle scuole algheresi dal centro di educazione ambientale “Ceamat” del Parco di Porto Conte che anche quest’anno ha aderito a “Mi illumino di meno”, la più grande iniziativa radiofonica ideata da Caterpillar programma di Radiodue.

Ma non solo si parlerà di consumo responsabile dell’acqua in preparazione alla Giornata mondiale dell’acqua 2016 che si celebra il prossimo 22 marzo. Oggi più che mai in Sardegna è necessario diffondere l’uso razionale della risorsa idrica vista la penuria di precipitazioni che hanno comportato il mancato approvvigionamento dei bacini ed ecco dunque che l’iniziativa si colloca nel momento più ideale. Il titolo dell’iniziativa che, in questo momento sta coinvolgendo le classi prime degli istituti comprensivi cittadini, è “Ridurre come, quando e perché”. Gli alunni in buona sostanza sono coinvolti e impegnati nella raccolta dati di una settimana sui consumi energetici in aula e una successiva valutazione dei risultati. Ad ogni classe partecipante al termine dell’attività sarà consegnato un bonus per l’esecuzione di una visita gratuita al laboratorio delle energie sostenibili del centro di educazione ambientale di Casa Gioiosa sede del Parco di Porto Conte.

In preparazione della giornata mondiale dell’acqua invece si stanno coinvolgendo gli studenti delle classi terze delle scuole primarie cittadine. Anche in questo caso gli educatori del Parco attraverso lezioni in classe e attività laboratoriali racconteranno il valore del bene “acqua”, preziosa risorsa indispensabile per la vita e a cui ancora 750 milioni di persone non hanno accesso facilitato. Anche per questa attività è previsto un bonus premio per le scolaresche aderenti per un attività proposta dal centro di educazione ambientale del Parco di Porto Conte.

Nella foto l’auto del Parco

S.I.

Rifiuti: è caccia agli incivili

SASSARI – Conferimento dei rifiuti fuori dall’orario prestabilito, rifiuti di utenze non domestiche conferiti non correttamente e lasciati fuori dagli stalli prefissati quindi ancora mancata differenziazione e “migrazione” dei rifiuti. Sono queste le tipologie di violazioni che, nell’arco di un mese, hanno portato i barracelli del Comune di Sassari a elevare una serie di sanzioni nei confronti di cittadini per niente rispettosi delle regole per la raccolta dei rifiuti. A queste si aggiungono le sanzioni per omessa custodia dei cani elevate anche dalla polizia municipale. Pronto a partire un programma di controlli delle guardie ecozoofile.

Le violazioni sono state contestate durante l’orario di pattugliamento delle cinque squadre dei barracelli che, in media, sono operative ogni giorno in città e nell’agro nell’arco delle ventiquattro ore. Da ricordare che in campo da tempo, per arginare il problema delle discariche abusive, del conferimento dei rifiuti fuori dagli orari previsti e di ogni altra violazione in materia ambientale, c’è anche la polizia municipale di Sassari. L’attività di controllo viene inserita nella più ampia attività volta al raggiungimento dell’obiettivo di aumentare e migliorare la raccolta differenziata. Così le sanzioni sono arrivate in via Cilea a Santa Maria di Pisa per conferimenti fuori orario e da non residenti, in via Vardabasso per conferimenti da parte di non residenti, in via Asproni per conferimenti di non residenti e da parte di utenze non domestiche nei cassonetti stradali, stesse violazioni contestate in viale Umberto bassa, e ancora in via Sette Fratelli a Sant’Orsola per conferimenti fuori orari e di non residenti. A queste si aggiungono le sanzioni fatte nell’agro, nella strada vicinale Li Mucci per conferimenti fuori orario e a Viziliu per mancata differenziazione dei rifiuti.
L’importo delle sanzioni, che può essere erogato a seconda della gravità del caso, varia tra i 50 e i 500 euro.

«La sanzione – afferma l’assessore all’Ambiente Fabio Pinna – è l’ultimo rimedio. Siamo convinti, infatti, che si debba prima passare attraverso un sistema di controllo che abbia uno scopo preventivo, che eviti le violazioni, quindi a quello sanzionatorio quando educazione, sensibilizzazione e avvertimenti non bastano più». A preoccupare l’amministrazione comunale è la “migrazione” dei rifiuti, cioè il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti non correttamente differenziati nei cassonetti stradali da parte di chi, invece, dovrebbe fare il porta a porta o, addirittura, proviene dai paesi limitrofi per scaricare l’immondizia nei cassonetti situati in zone periferiche di Sassari. «L’obiettivo è eliminare questo fenomeno – afferma l’assessore all’Ambiente Fabio Pinna – perché oltre a creare inquinamento ha un risvolto negativo sul decoro urbano e riduce la percentuale della raccolta differenziata».

Per fare questo il settore Ambiente sta avviando un’azione di controllo in quattro aree specifiche della città. La prima è quella di via Sette Fratelli a Sant’Orsola in prossimità della Buddi Buddi, seguono via Grazia Deledda alta, via Pirandello e zona via Milano alta. Sono queste infatti le zone più critiche, dove sono state registrate le violazioni più importanti. «Stiamo pensando di realizzare zone video-sorvegliate mobili – aggiunge il rappresentante della giunta di Nicola Sanna – quindi pattuglie in borghese e altre in divisa. Si inizierà anche a censire e a monitorare le aree più critiche, dove si creano discariche abusive, per estendere poi i controlli a tutto il territorio».

Per quanto riguarda i controlli su deiezioni canine, custodia dei cani e microcippature a breve inizierà un’attività più serrata da parte delle guardie ecozoofile. Sabato mattina, infatti, l’assessore comunale all’Ambiente ha incontrato alcuni rappresentanti delle squadre che operano in convenzione con il Comune e che già hanno dato la disponibilità per inziare l’attività. «Vogliamo – conclude Fabio Pinna – intensificare i controlli nelle aree del centro storico e nel quartiere di Monte Rosello: qui da oggi le guardie ecozoofile concentreranno l’attività di prevenzione e, nei casi estremi, di sanzione».

Nella foto le guardie al lavoro

S.I.

“Bruno ha abbandonato il Parco”

ALGHERO – “2. La direzione del Parco è stata, infine, affidata al dr. Augusto Navone, già direttore dell’AMP Tavolara e Punta Coda Cavallo, il quale ha ritenuto doveroso rispondere alla richiesta di collaborazione di un ente distante ca. 100 Km e che era, invece rimasta inevasa da parte del proprio ente costituente, il Comune di Alghero al quale ci si era rivolti per un interim.” Cosi il movimento Patto Civico, guidato da Stefano Lubrano, che punta i riflettori su un aspetto davvero inquietante visti anche i proclami elettorali delle forze politiche che si sarebbero candidate mettendo al primo posto l’ambiente, Parco in primis.

“Nella lunga e dettagliata replica che i vertici del Parco di Porto Conte hanno redatto e inviato agli organi di stampa in data 19 febbraio, in risposta alle numerose segnalazioni, ai vari interventi della politica locale e di singoli cittadini, vi è al “punto 2” l’ affermazione che abbiamo voluto riportare qui sopra e che ci ha lasciati sgomenti: il Comune di Alghero, ente costituente e proprietario al 100% dell’ Azienda Speciale che gestisce il Parco di Porto Conte ha ignorato la richiesta del suo presidente per l’indicazione di un direttore ad interim nella delicata fase di transizione che il Parco ha dovuto affrontare con la conclusione del mandato del dott. Vittorio Gazale”.

“Pensiamo che sia questo il fatto grave che deve essere discusso a livello politico su questa vicenda, e l’assurdo silenzio di sindaco, assessore all’ambiente e consiglieri di maggioranza conferma il totale disinteresse per un ente di rilievo fondamentale per il nostro territorio, il cui lavoro è stato premiato e lodato pubblicamente ad ogni livello. Non vogliamo entrare nel merito della querelle di questi giorni relativa alla selezione per il nuovo direttore del Parco, riteniamo però che se il Comune di Alghero avesse davvero avuto a cuore la vita del Parco, così come si legge nelle dichiarazioni programmatiche del sindaco, avrebbe consentito al Consiglio di Amministrazione del Parco di poggiare sul suo sostegno sia per l’indicazione di un “direttore ad interim”, sia per l’impostazione del bando e l’indicazione della commissione”.

“Non poniamo alcun dubbio sull’operato, sull’onestà e sul carattere integerrimo dei componenti la commissione di selezione, pensiamo però che il Comune avesse il preciso dovere di supportare in ogni modo il Consiglio di Amministrazione; avrebbe infatti dovuto intanto rispondere al parco mettendo a disposizione non solo una persona che svolgesse le funzioni del direttore ad interim, ma doveva anche fornire al Parco il supporto giuridico per evitare che il Parco fosse oggetto di tutto questo imbarazzo”.

“Pensiamo che dovesse essere il segretario comunale, nelle sue vesti di responsabile della trasparenza e dell’anticorruzione per il Comune di Alghero, a presiedere la commissione di selezione, affiancato dal dirigente comunale del settore competente, cioè il settore Ambiente, insieme ad un tecnico che non avesse, all’atto dello svolgimento della selezione, incarichi operativi con altre aree protette. Siamo convinti che tale impostazione avrebbe evitato qualsiasi tentativo di speculazione e/o delegittimazione come invece è purtroppo avvenuto.

“Vista la notevole differenza dei valori di ammissione tra il primo classificato e gli altri candidati ammessi alla prova orale, e vista la successiva rinuncia del primo classificato a questa prova, ci chiediamo se effettivamente il candidato poi risultato primo alla prova orale risponda anche a quelle caratteristiche così importanti per il Parco, talmente importanti da specificarle al punto 4 del bando di selezione così come segue:”Per partecipare alla selezione è inoltre richiesto il possesso dei seguenti requisiti professionali: a) specifica competenza tecnica connessa alle tematiche relative alla tutela delle aree protette, terrestri e marine; b) adeguata capacità di gestione manageriale delle risorse umane e strumentali utilizzate dal Parco.”

“Tutto ora è nelle mani dell’Assemblea del Parco che, a nostro giudizio, deve entrare nel merito delle gravi mancanze dell’Amministrazione su questa vicenda ed i cui componenti dovranno stabilire se le caratteristiche che definivano il profilo ideale per il nuovo direttore, da loro stessi approvate, combacino o meno con la proposta che il presidente del Parco porterà alla loro approvazione”.

Nella foto l’ex-sindaco Lubrano e l’attuale Primo Cittadino Bruno

S.I.

Parco, Valbonesi mosso dall’invidia

ALGHERO – “Ho deciso di prendere mouse e tastiera per esporre pubblicamente il mio disappunto rispetto a
quanto letto in questi giorni relativamente alle polemiche nate a seguito della selezione per il
direttore del Parco Regionale di Porto Conte”. Cosi Riccardo Paddeu ex Delegato LIPU-BirdLife Italia di Alghero.

“Certo della correttezza delle procedure del concorso, non voglio entrare nel merito delle
strumentalizzazioni che sono state poste in essere solo per interessi puramente propagandistici
e/o politici da parte di qualcuno. Mi interessa invece difendere il nostro Parco, un Parco Regionale, un Parco che noi algheresi abbiamo la fortuna di avere nel nostro territorio e che non sarà certamente il primo ma nemmeno l’ultimo dei parchi esistenti in Italia. Un Parco che ha dimostrato, attraverso un lavoro lungo e faticoso, di avere delle radici molto profonde. Un Parco nato grazie al lavoro incessante di alcune Associazioni di protezione ambientale, WWF, Società Sarda di Scienze Naturali, Italia Nostra, LIPU e per ultima, in ordine temporale, Legambiente”.

“A tal proposito suggerisco, a chiunque possa essere interessato, di approfondire le proprie
conoscenze sul nostro territorio e sulle attività del Parco leggendo il bellissimo libro intitolato “Il
Parco Naturale di Porto Conte ”che racconta, appunto, il percorso avviato nel 1999 – data della
sua istituzione. Alghero è una città di mare, è una città di cultura, è una città aperta e, proprio per questo, i cittadini algheresi non hanno difficoltà alcuna ad accogliere i consigli, purché disinteressati e costruttivi, che possono arrivare da chicchessia, sul futuro del Parco. Tuttavia da algherese posso dire che sono disposto ad accogliere qualsiasi suggerimento, ma non lezioni, solo se, per davvero, non vi sia come finalità quella di mettere in cattiva luce il Parco. Non sono affatto convinto, infatti, che in questo mare di polemiche per davvero non ci sia da parte di qualcuno l’ambizione a ricoprire ruoli nel Parco”.

“Il nostro è un Parco certamente di modeste dimensioni, che conserva valori molto importanti e
per il quale vi è una visione gestionale ed ambientale molto chiara. Se oggi questo Ente è una realtà viva e fortemente radicata nel tessuto sociale algherese e sardo lo si deve al proficuo lavoro di tutti coloro che in questi anni hanno lavorato con abnegazione e competenza e si sono impegnati per arrivare ai risultati che sono sotto gli occhi di tutti, tranne di quelli che non vogliono vedere. Dunque, se fosse vero che, come dice il Dott. Valbonesi, in Italia quasi nessuno sa dell’esistenza del Parco di Porto Conte non capiamo come mai egli stesso “che ama la Sardegna per mille ragioni”, avrebbe voluto concludere la sua carriera professionale con un incarico di direzione operativa in un Parco ”sconosciuto” e nei confronti del quale, egli è prevalentemente critico. Sappiamo molto bene che i parchi sono prima di tutto uno strumento di conservazione della natura, di divulgazione dei valori ambientali e di promozione territoriale; ed è proprio per questo che chi ha responsabilità di gestione deve avere una visione chiara di come raggiungere tali obiettivi. Ritengo che, solo chi ha solide competenze tecnico-scientifiche, possa percorrere tale strada. Se è vero che gli incarichi politici non necessariamente si devono conciliare con professionalità tecniche è anche vero che per i ruoli direzionali è, a mio avviso, indispensabile la competenza tecnica specifica oltre che dirigenziale. Ma questa ormai è già un’altra storia”.

“Noi siamo molto fieri del nostro Parco, riponiamo in esso molte aspettative, pur sapendo che i problemi economici della nostra città non potranno essere risolti esclusivamente dal Parco. Una cosa è certa, la nostra fiducia non è certamente legata alle risorse provenienti dalla Regione o dal Comune in quanto quelle regionali sono sempre più esigue e quelle comunali sono inesistenti. Non è affatto vero che, come asserito qualcuno “tra finanziamenti e progetti europei, Il Parco, ha un badget importante, di gran lunga superiore ai parchi regionali –continentali-”.
E’ vero tuttavia che grazie alla lungimiranza del Dott. Gazale e al contributo di uno staff che si
arricchito di importanti professionalità si è riusciti a reperire fondi attraverso la partecipazione a
bandi regionali, nazionali ed europei”.

“Se dunque, il Parco oggi è quello che è, se il parco oggi può guardare avanti per migliorare e crescere lo si deve a tutti coloro che in questi lunghi anni hanno lavorato con competenza e abnegazione per il suo sviluppo. Forse il Dott. Valbonesi non è al corrente di tutte le progettualità che il parco ha realizzato e stia continuando a realizzare. In particolare, per quanto riguarda l’educazione ambientale vorrei ricordare a chi l’avesse dimenticato, che grazie al progetto Ceamat, nel 2009 il Centro di educazione ambientale del Parco è stato tra i primi undici centri ad essere stato accreditato dalla Regione Sardegna. Purtroppo “ la vicenda Parco di Porto Conte” è un capro espiatorio per coloro che in realtà non sono riusciti ad andare oltre le proprie personali aspettative”.

Nella foto Riccardo Paddeu

S.I.

Bufera sul Parco: Valbonesi riscrive

ALGHERO – Non c’è pace per il Parco, cosi come per altre (tante) questioni riguardanti negli ultimi tempi Alghero. Anche se il Consiglio Comunale non pare accorgersi, o solo in minima parte, ci pensano i cittadini, media e una porzione della politica e società civile a evidenziare le numerose questioni “inedite e particolari”. Ed è cosi che, ancora sul Parco, come dicevamo, arriva la seconda lettera del Dott. Enzo Valbonesi che aveva già sollevato un polverone tanto forse da causare anche la rinuncia di alcuni al concorso da direttore del Parco vinto poi dal manager cagliaritano Mariano Mariani,

Vi prometto che questo sarà l’ultima “lettera aperta” che rivolgo agli Algheresi. Dopo avere visto l’esito del concorso per il Direttore del Parco di Porto Conte i dubbi che avevo già espresso su questa tortuosa vicenda sono diventati certezze e ora, finalmente, capisco bene le ragioni per le quali il mio curriculum vitae in Sardegna “vale zero”. Nei giorni scorsi ho ricevuto da singoli cittadini di Alghero e da alcuni amici, molte testimonianze di stima e di solidarietà per quello che ho scritto. Mi sono sentito considerato quasi un eroe mentre credo di avere soltanto esercitato il dovere civico di mettere in risalto, pubblicamente, alcuni problemi; problemi che visti da fuori risultano forse più chiari e si possono mettere a fuoco con quel distacco che rende sicuramente più liberi da condizionamenti locali. Ho letto attentamente i curricula dei componenti la Commissione di concorso , quelli dei candidati ammessi alla prova orale e nel frattempo ho ricevuto alcuni documenti di denuncia, molto circostanziati, relative alla gestione del Parco.
Ho letto anche diverse delibere assunte più o meno recentemente dall’Ente Parco. Insomma, mi sono documentato e l’ho fatto con l’esperienza di chi, essendo una vita che lavoro negli Enti pubblici , sa cosa e dove andare a cercare le informazioni. Ribadisco che ho partecipato al concorso quasi per gioco anche perché recentemente ho vinto una selezione pubblica che mi ha consentito di essere riconfermato come Dirigente della Regione Emilia-Romagna . Insomma non ero e non sono “in mezzo alla strada”.
Proprio oggi mi è stato riferito anche come è avvenuta la prova orale del concorso che, secondo il mio informatore, non corrisponde a come è stata riportata nei verbali stilati dalla Commissione di concorso.
L’intreccio che lega tra di loro i personaggi di questa vicenda , o meglio questa commedia tragicomica che è andata in scena a Alghero, mi ha lasciato senza parole. E’ una vicenda costellata di commistioni di ogni tipo e che si snoda a partire dal Parco geominerario del nord Sardegna e dal la convenzione che lega questo Ente, diretto da uno dei Commissari del concorso, con il Parco di Porto Conte, in base alla quale esso fornisce anche il personale che opera al Parco di Porto Conte.
Una vicenda che riguarda poi il ruolo dell’ Università di Sassari ed i numerosi incarichi dati in questi anni dal Parco alla stessa (un Commissario è un docente di quell’Università) e finisce con la nomina del Presidente della Commissione di concorso che è anche Direttore protempore del Parco.
Un incarico, quest’ultimo, che vista la sua durata (appena tre mesi) e vista la natura dell’ente di provenienza (una area marina protetta e non un parco) sembra quasi solo finalizzato a fare gestire il concorso da parte del Direttore protempore. Non capisco perché questo concorso da direttore non sia stato bandito ben prima della scadenza del contratto del precedente direttore ( anche per evitare così di dovere ricorrere ad un incarico pro tempore) e perché tutte le procedure concorsuali relative non siano state svolte direttamente dal Comune di Alghero che in fondo è l’Ente che esercita la vigilanza sull’Azienda speciale.
Ma questi sono misteri che per me è troppo difficile disvelare!!!!!!
Un’altra stranezza è costituita dal “regolamento sul personale ed i concorsi dell’Ente”, approvato appena un minuto prima che fosse approvato il bando da direttore.
La deliberazione dell’Assemblea del Parco che doveva fornire gli indirizzi per la stesura del regolamento in questione è di tre anni fa. Successivamente c’è stato un carteggio in merito al regolamento in questione tra il Commissario del Comune e l’Ente Parco.
Nel sito dell’Ente ho trovato la delibera (la n. 3 del 1 agosto 2013) ma non l’allegato con il quale sono stati definiti gli indirizzi . Forse varrebbe la pena verificare se tali indirizzi siano o meno stati rispettati nella stesura del regolamento approvato in fretta e furia il 2 dicembre 2015 .
Come minimo ragionevolezza vorrebbe che , data l’importanza che riveste il regolamento sul personale , le linee di indirizzo fossero state riproposte da parte del Consiglio del Parco alla Assemblea (alias Consiglio Comunale) per la sua riapprovazione. Ma forse la fretta era così tanta che non ce n’è stato il tempo !!!!!! Infine ho letto il curriculum vitae del vincitore del concorso ed i resoconti di stampa che riportano dei suoi numerosi incarichi ricoperti presso la regione Sardegna , tra i quali anche quello di Commissario del Parco del Molentargius. Sicuramente , quest’ultimo, visto lo stato in cui versa da sempre quel Parco, non è un gran bel biglietto da visita. A questo punto traggo questa conclusione , forse autoconsolatoria. Lo “zero” che ho ricevuto per il mio curriculum in effetti vale “10 e lode” (a proposito vi consiglio di andare a vedere come la commissione ha attribuito anche i punteggi per i titoli di studio)
Debbo però ringraziare la Commissione di concorso, lo faccio davvero di cuore, perché , alla luce del loro operato, anziché svilire la mia dignità professionale , senza volerlo, l’hanno molto valorizzata, forse anche troppo. Infine do un altro consiglio, davvero l’ultimo, al Comune di Alghero.
Quello di guardare con attenzione l’operato della Commissione di Concorso e quello del Consiglio Direttivo del Parco. Queste considerazioni ed osservazioni non hanno avuto bisogno che io assumessi un investigatore privato , sono tutte cose che ho appreso stando comodamente al computer di casa mia e penso che volendo la stessa cosa la possano fare, meglio di me, i Consiglieri Comunali e soprattutto il Sindaco. In fondo sono stati eletti anche per questo. O no ????? E spero che svolgano questo ruolo istituzionale senza che qualcuno, non sicuramente il sottoscritto , debba disturbare la magistratura.
Vi invito anche a vedere come sono gestiti i Parchi della mia regione e soprattutto quanto sono pagati i Direttori , su quali superficie insistano e quali budget finanziari abbiano da gestire.
Poi farete da soli i necessari paragoni. Allora capirete perché mi sento fortunato a vivere e lavorare in Regione Emilia-Romagna dove le vicende per le nomine dei direttori dei Parchi e più complessivamente la loro gestione è ben più trasparente ed efficiente .
Dott . Enzo Valbonesi

Nella foto Enzo Valbonesi

Parco: Mariani è il nuovo direttore

ALGHERO – Mariano Mariani, già a capo dell’agenzia regionale Sardegna Promozione e presidente del Parco di Molentargius, è il nuovo direttore del Parco di Porto Conte. Vittorio Gazale, arrivato primo per punteggio, ha rinunciato comunicando la sua decisione attraverso una mail inviata quest’oggi al presidente del Parco Farris. Al concorso è arrivato secondo Teodoro Andrisano e terzo Mauro Gargiulo.

Mariano Mariani, noto manager sardo, è molto vicino a Forza Italia e soprattutto all’ex-presidente Ugo Cappellacci il quale lo indicò proprio a capo di Sardegna Promozione. Organismo che fu molto utile alla promozione della regione e delle manifestazioni realizzate nell’Isola. Medesimo ente che invece è stato subito osteggiato e poi cancellato non appena si è insediato il governo a guida del presidente Pigliaru.

In questi giorni, riguardo il concorso di Villa Gioiosa, ci sono state forti polemiche scaturite dalla lettera inviata dal dottor Valbonesi [Leggi] altro concorrente che ha visto non essere presa in considerazione la proprio candidatura. Adesso con l’indicazione di Mariani si spera che, finalmente, l’ente di riserva terrestre abbia una vera rinascita e inizia a produrre quello sviluppo fino ad oggi mancato.

Nella foto il consigliere regionale Peru, il neo-direttore del Parco Mariani e il coordinatore regionale di Forza Italia Cappellacci

S.I.

Porto, Tedde prende cantonata

ALGHERO – “La risposta dell’assessore Erriu all’interrogazione di Forza Italia in Consiglio Regionale conferma ancora una volta quanto più volte da me dichiarato, per di più nel mese di agosto congiuntamente con lo stesso assessore Erriu. Ribadisco, pertanto, che sulla gestione dei rifiuti nell’area portuale, disciplinata dal D.L.vo del 24 giugno 2003, n.182, la Regione con Deliberazione di Giunta Regionale n.18/31 del 20.4.2009 ha siglato l’intesa con l’Ufficio Circondariale Marittimo di Alghero in merito ai contenuti del piano di gestione dei rifiuti dei porti di Alghero, Porto Conte e Fertilia del Circondario Marittimo di Alghero”. Cosi l’assessore Cacciotto che replica alla questione sollevata dal consigliere regionale Marco
Ad oggi la bozza del nuovo piano di gestione dei rifiuti in area portuale, redatta dall’Ufficio Circondariale Marittimo, è in attesa di parere del Savi e successivamente il progetto sarà trasmesso nuovamente alla Regione per la deliberazione di Giunta Regionale a conferma delle responsabilità in capo a ciascuno. Infatti la norma non solo prescrive che il piano sia dimensionato da chi effettivamente ha competenza in tali aree ma richiede altresì che lo stesso sia validato da parte della Regione e aggiornato ogni tre anni.

“Forse risulta di difficile comprensione capire che non tutte le tipologie di rifiuto prodotte nell’area portuale sono assimilabili agli urbani. Applicandosi anche solo un poco, l’on. Tedde, si accorgerebbe che i rifiuti portuali sono disciplinati da norme speciali ed infatti inseriti nel Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Speciali (Approvato con deliberazione della Giunta regionale n.50/17 del 21.12.2012). Proprio per questo la competenza dell’amministrazione comunale è limitata, esclusivamente, all’affidamento del servizio, come da sempre sosteniamo e come tra l’altro conferma l’assessore Erriu nella sua risposta, mentre la progettazione è in capo all’Ufficio Circondariale Marittimo (si legga con maggiore attenzione la legge regionale n.9 del 2006)”.

“Semmai il comunicato del Consigliere Tedde evidenzia tutta l’approssimazione con la quale ha letto la risposta dell’assessore Erriu accecato dalla notoria voglia di alterare la realtà e delegittimare l’avversario politico di turno. Infatti, prende una sonora cantonata quando invita l’amministrazione comunale a inserire <>. Il Comune infatti non può che affidare il servizio per tramite di procedura ad evidenza pubblica secondo le previsioni del D.Lgs. 163/2006. Un servizio quindi distinto da quello riguardante la gestione dei rifiuti in area urbana.
Saranno chiare le responsabilità in capo al soggetto affidatario del servizio e le responsabilità in capo ai vari soggetti che in qualche maniera ne usufruiranno, anche quelle relative al pagamento del tributo. Su questo passaggio, giustamente la risposta dell’assessore Erriu, rimanda alle specifiche competenze dell’amministrazione comunale ribadendo che questo aspetto esula dalle previsioni del piano. Ed è qui che, artatamente, il consigliere Tedde si inserisce per estendere tutte le responsabilità all’amministrazione comunale, ma dimenticando di ricordare che a riguardo gran parte delle associazioni, consorzi o altre utenze presenti nel porto sono in contenzioso con la Secal, contestando proprio la legittimità dell’applicazione del tributo”.

“Tanto dovevo per ripristinare la correttezza delle informazioni ancora una volta distorte nella veridicità. Auspico vengano sopite le sterili polemiche e mi auguro piuttosto che l’on. Tedde, si faccia promotore nella sua veste di consigliere regionale di ogni utile iniziativa finalizzata all’approvazione definitiva del piano.”

Nella foto rifiuti al molo di sopraflutto

S.I.

Concorso direzione, ombre sul Parco

ALGHERO – Lettera aperta di uno dei concorrenti alla direzione del Parco di Porto Conte. In questi giorni si sta svolgendo la selezione dopo la fine del periodo di gestione targato Vittorio Gazale. L’area di riserva terrestre potrebbe essere definita una delle tante occasioni mancate del territorio. Dopo la sua creazione, grazie all’intuizione e volontà dell’allora sindaco Mino Sasso, poi fu condotto al meglio soprattutto per ottenere importanti finanziamenti con le presidenze di Antonio Camerada, Antonello Usai e Francesco Sasso con quest’ultimo che, addirittura, grazie all’asse politica con l’assessore regionale Oppi, fece arrivare 800muila euro. Oggi la situazione è molto diversa. Il Parco in questi anni non ha prodotto alcuna di quelle azioni utili a creare un serio, duraturo e tangibile richiamo turistico al fine di garantire una sua sostenibilità economica e dare sviluppo anche oltre i suoi confini. Oltre convegni, incontri, la tutela ambientale e le guide informative il Parco, come confermato da colui che scrive, oltre la zona del Comune di appartenenza è praticamente un Ufo: oggetto sconosciuto.

“Sono uno dei concorrenti che ha partecipato alla selezione per la scelta del Direttore del Parco Regionale di Porto Conte Ho preso carta e penna per esporre pubblicamente il mio disappunto rispetto alla conclusione della prima fase della selezione per il Direttore del Parco ; selezione che ha riguardato la valutazione deititoli dei concorrenti . Nei giorni scorsi ,appena ho preso visione sul sito del parco della graduatoria della valutazione dei titoli ,che è servita per selezionare i cinque candidati che sono stati ammessi alla prova orale, ho scritto al Sindaco ed ai capigruppo del Consiglio Comunale di Alghero perchè valutino con attenzione i criteri utilizzati dalla Commissione di concorso .
Credo che quello che mi è successo la dica lunga sul percorso che dovrà concludersi con la nomina del Direttore del Parco che so è già stato oggetto di recenti polemiche. Alla valutazione del mio curriculum vitae è stato dato un punteggio pari a zero. Se i Commissari mi avessero attribuito un punteggio anche minimo avrei lasciato perdere, ma zero non lo accetto. Da 15 anni ricopro il ruolo di responsabile del Servizio Parchi e Risorse Forestali della Regione Emilia-Romagna . Nella mia attività professionale , non breve , ho svolto importanti incarichi sia interni all’amministrazione regionale , sia esterni e precedenti alla stessa ,ed ho gestito progetti e responsabilità molto significative. Precedentemente all’attività presso la Regione sono stato per 11 anni Presidente del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi , per sette anni Vice Presidente e per cinque anni Presidente della Federazione Italiana dei Parchi. Per inciso i miei titoli di servizio (Dirigente responsabile del settore regionale che si occupa di aree protette) ,secondo il bando di concorso dovevano essere valutati la metà dei titoli di servizio in possesso di quei candidati che avevano ricoperto il ruolo di direttore o di dirigente di un Parco o di un’ area marina protetta Mi sembra che i titoli dovessero, come minimo, essere valutati allo stesso modo. Nella mia attività lavorativa attuale ,come responsabile del Servizio Parchi e Risorse Forestali della Regione Emilia-Romagna , coordino l’attività di ben 14 Parchi regionali , alcuni dei quali hanno dimensione dieci volte maggiori di quello di Porto Conte .
Il Servizio che dirigo da 15 anni sovrintende anche alla gestione di 16 Riserve naturali oltre che di 158 Siti di Rete Natura 2000. Oltre ai parchi ed ai siti di rete natura 2000 il mio ruolo riguarda anche la gestione della politica forestale della Regione . Una Regione , l’Emilia-Romagna ,che non è ultima nella capacità di gestire efficientemente le proprie attività istituzionali, tra cui anche quelle relative alle aree protette ed al proprio patrimonio forestale . Nonostante questi titoli e questo curriculum sono stato escluso dalla prova orale e, lo ripeto, il mio curriculum è stato considerato privo di valore e quindi meritevole di punteggio. Debbo confessare che , prima di fare domanda per il concorso, dopo avere preso visione del “regolamento per l’organizzazione degli uffici e dei servizi e per l’assunzione del personale dell’Azienda speciale “ , il quale contiene anche le modalità della prova del concorso in esame(regolamento che è stato approvato stranamente lo stesso giorno in cui è stato bandito il concorso in questione ed a distanza di ben 17 anni dalla nascita del Parco ) , ho capito che sarebbe stato per me altamente improbabile vincerlo. Sono troppo esperto per non capire certe cose . Tralascio in questa sede le ragioni di questa considerazione. Ho comunque deciso , quasi per gioco, di tentare ugualmente la sorte ed ho inoltrato la domanda. Non pensavo assolutamente di vincere la selezione ma non credevo di vedere disconosciute così palesemente la mia professionalità e la mia esperienza lavorativa. Mi sono sentito mortificato. Stiano però tranquilli i tre componenti la Commissione di Concorso ed i cinque candidati ammessi alla prova finale perché non ho alcuna intenzione di fare ricorso al TAR rispetto ai risultati della valutazione dei titoli . Non ho ne tempo da perdere ne voglio farne perdere alla giustizia amministrativa ,ne ho denaro da buttare. Voglio però denunciare una gestione fin qui troppo opaca del del concorso ; una vicenda che è cominciata dopo la conclusione del mandato del precedente Direttore . Vicenda che spero si concluderà meglio di come è iniziata. Confesso tuttavia che non posso non nutrire qualche dubbio. Vi chiederete a questo punto cosa c’entri un Dirigente della regione Emilia-Romagna con il Parco di Porto Conte e con Alghero. Rispondo dicendo che amo la Sardegna per mille ragioni e mi sarebbe piaciuto conclude la mia carriera professionale con un incarico di direzione operativa in un Parco. Anche per ravvivare la mia attività lavorativa e tornare a svolgere un incarico molto operativo come ho svolto nella prima fase della mia esperienza professionale. Infine vorrei anche dare qualche consiglio all’amministrazione Comunale di Alghero ed a tutti gli Algheresi Sul futuro del Parco. Un Parco che ,seppure di modeste dimensioni, conserva dei valori molto importanti (ambientali, paesaggistici, storico-culturali). Moltissime persone , in Italia e non solo , conoscono Alghero ,ma vi assicuro che quasi nessuno sa dell’esistenza del Parco. Lo dico da esperto in quanto da circa 30 anni mi occupo di aree protette e non solo di quelle della mia regione. Tutti gli Algheresi e non solo l’amministrazione comunale dovrebbero quindi interrogarsi sulle ragioni di questo fatto. Tutti i Parchi sono prima di tutto uno strumento di conservazione della natura ,ma anche di divulgazione dei valori ambientali e di promozione territoriale generando ,possibilmente, ricadute economiche a favore delle comunità territorialmente interessate. . Il vostro è un Parco di cui penso andiate sicuramente orgogliosi e in cui riponete molte aspettative ,anche perché per la sua gestione la vostra Regione ed il Comune investono risorse pubbliche molto significative . Sicuramente molto maggiori (circa cinque volte di più di quanto costa un parco della regione Emilia-Romagna di dimensione analoga a quello di Porto Conte ) di quelle che investono altri comuni interessati da aree protette regionali ,tanto che, anziché attraverso un Ente regionale avete optato per gestirlo attraverso un Azienda speciale del Comune. Dal bando che il Consiglio di Amministrazione dell’Azienda Speciale ha emanato per la scelta del Direttore si capisce che è stata privilegiata una figura dalle competenze prettamente tecnico-scientifiche . Non che il Direttore di un Parco non debba avere queste caratteristiche ,ci mancherebbe, ma vi assicuro che un Direttore di parco deve possedere anche spiccate doti di managerialità, di capacità di promozione e di confronto con le istanze dei suoi abitanti e degli operatori economici dell’area. Se invece ritenete che il Parco debba essere esclusivamente uno strumento di conservazione della natura, come si evince dal bando per la scelta del Direttore e dall’attività svolta fino ad ora dall’Ente di gestione , consiglio al Comune di ripensarlo nella sua organizzazione e nella sua forma di gestione . Infatti , a mio modesto parere, se volete un Parco-Riserva potreste sicuramente risparmiare risorse economiche importanti , semplificando i procedimenti autorizzativi e gli strumenti di pianificazione , snellendo al contempo la stessa struttura dedicata alla sua attività gestionale. E visto che il Parco agisce da sempre in stretta “simbiosi” con l’Università di Sassari potreste addirittura affidare alla stessa il compito di sovrintendere alla sua gestione tecnico-scientifica, risparmiandovi i costi del Direttore , quelli di buona parte del personale ed anche , non per ultime, le polemiche politiche che ne caratterizzano da un pò di tempo la gestione .
Credo che come tutti i cmuni Italiani , i quali in questo momento soffrono più che mai di carenza di risorse per fare fronte alle proprie attività ed i servizi erogati a favore dei cittadini ,potreste dedicare le risorse risparmiate da un ridimensionamento della missione del Parco e della sua governance (Azienda speciale, Presidente e consiglieri dello stesso) a favore di spese altrettanto importanti ed urgenti , magari nel campo della tutela e della valorizzazione del vostro bellissimo territorio.
Mi auguro che dopo avervi dato questi consigli del tutto disinteressati la mia prossima venuta ad Alghero come turista non debba avvenire in forma clandestina. Confido nell’ospitalità della vostra comunità così ricca di storia e di civiltà”.

Dott. Enzo Valbonesi

Pesca: seminario ad Alghero

ALGHERO – Sarà Alghero ad ospitare la tappa conclusiva del ciclo di seminari su “Salute e sicurezza nel settore della pesca” organizzati dal CAP Sardegna (Centri Assistenza Pesca, progetto di assistenza promosso dalla Regione Autonoma della Sardegna e messo a punto dalle associazioni Federcoopesca-Confcooperative Sardegna, AGCI Agrital, Lega Pesca e Associazione Armatori motopesca sardi). L’incontro algherese si terrà nella sede della Fondazione Meta in Piazza Porta Terra, 9 con inizio alle ore 15.30 ed è aperto a chiunque voglia completare le proprie conoscenze in materia di rischi professionali in un settore che viene considerato fra i più soggetti ad incidenti.

L’obbiettivo del Cap Sardegna è quello di diffondere la cultura della prevenzione per ridurre il numero dei sinistri e minimizzarne le conseguenze. Gli interventi saranno divisi per argomenti: Alessandra Brai, ingegnere navale, descriverà gli aspetti tecnico\normativi sulla sicurezza a bordo delle navi da pesca; Renato Murgia parlerà della corretta applicazione delle indicazioni della legge 271 del ’99 e del Testo Unico 81; Francesca Cacciuto, capitano navale, si soffermerà sui controlli sulla corretta applicazione della normativa sulla sicurezza a bordo delle navi da pesca; Antonio Granara, medico competente per la sicurezza, concluderà l’incontro affrontando tutti gli aspetti della normativa sulla sicurezza e gli aspetti sanitari e infortunistici. Subito dopo gli interessati potranno porre anche le loro domande per chiarire ogni dubbio su questo delicato argomento. I dati ufficiali riferiti al settore pesca riportano di un incidenza 2,4 volte superiore ad ogni altra attività industriale dell’Unione europea, con un tasso di mortalità dell’1,2 percento rispetto allo 0,3 del settore edile.

“Con Alghero concludiamo il ciclo di incontri in materia di salute e sicurezza – afferma il coordinatore regionale Roberto Savarino – ed è già in via di definizione il calendario dei prossimi incontri che saranno incentrati sulle modalità di accesso ai contributi nazionali e comunitari collegati al FEAMP. La formula sarà quella collaudata dei seminari itineranti che ha avuto un ottimo riscontro dagli operatori, raggiunti il più vicino possibile alle loro zone di lavoro”. Il Cap, oltre ad organizzare incontri sui territori, è presente con propri sportelli dislocati omogeneamente in tutta la Sardegna per fornire assistenza su ogni aspetto del settore della pesca professionale, a disposizione di chi punti a qualificare maggiormente la propria attività già avviata o di chi voglia inserirsi in un settore dalle grandi potenzialità.

Nella foto una barca da pesca nel mare sardo

M.S.R.