“Marino all’Asl, rischio caos: colpevole inerzia della Giunta Todde”

ALGHERO – “A pochi giorni dal passaggio di gestione dall’AOU all’ASL 1, l’Ospedale Marino di Alghero è senza programmazione, senza certezze e – a partire dal 1 Gennaio, con la scadenza dei contratti libero-professionali, rimarranno operativi solo i tre medici strutturati a tempo indeterminato. Un organico così ridotto non è in grado di garantire la continuità delle attività di reparto.
Un’ulteriore e gravissima criticità riguarda la non chiara garanzia del supporto degli anestesisti, indispensabile in un presidio periferico che accoglie pazienti complessi, spesso fragili con comorbidità rilevanti. Un blackout gestionale che potrebbe paralizzare l’intero sistema sanitario del nord-ovest Sardegna. La Regione Sardegna incapace di gestire la situazione. La Regione, pur conoscendo da mesi la scadenza, non ha predisposto alcun piano di transizione: nessun coordinamento tra AOU e ASL 1, nessuna ricognizione del personale, nessun protocollo per garantire continuità.
Il risultato è un ospedale lasciato nel vuoto, con reparti strategici — riabilitazione, ortopedia, traumatologia, endocrinologia — vicini allo stop totale. Discriminati soprattutto i pazienti che ricorrono alla assistenza sanitaria pubblica di riabilitazione intensiva codice 56.
Il presidio civile non potrà reggere l’ondata di pazienti. La chiusura della riabilitazione, unico Centro
Pubblico Regionale in codice 56 ,del territorio, colpirebbe duramente pazienti fragili e cronici, costretti a spostarsi nei centri convenzionati del Mater di Olbia o Santa Maria Bambina ad Oristano.
Il passaggio, annunciato da tempo, doveva essere preparato con anticipo. Invece non è stato fatto nulla. La transizione era nota da mesi, eppure non è stato predisposto nessun piano organizzativo, nessuna ricognizione del personale, nessuna soluzione ponte, nessun affiancamento tra AOU e ASL1.
Il risultato? Il territorio rischia di rimanere senza un presidio essenziale La totale assenza di programmazione porterà inevitabilmente a un vuoto assistenziale gravissimo, con pesanti ripercussioni su un territorio già fragile dal punto di vista sanitario. L’On. Francesca Masala denuncia la colpevole inerzia della Giunta Todde e chiede risposte immediate alla Presidente e all’Assessore Arnaldo Bartolazzi. Perché non è stato fatto nulla nonostante tutte le sollecitazioni della Politica, dei lavoratori e dei pazienti? Perché il personale è ancora senza indicazioni? Chi si assumerà la responsabilità di lasciare un territorio senza un presidio essenziale? Il 31 dicembre è alle porte. Serve un intervento urgente, prima che l’Ospedale Marino venga spento da incapacità politica e assenza di governo sanitario”.

On. Francesca Masala Consigliera Regionale – Gruppo Fratelli d’Italia Sardegna

“Cimitero di Alghero, indegna condizione per i lavoratori”

ALGHERO – “In qualità di Presidente della Commissione Consiliare Cimiteriale del Comune di Alghero, esprimo la mia profonda indignazione e preoccupazione per la situazione in cui versano da settimane i lavoratori della società incaricata della gestione dei servizi cimiteriali.
Mi è stato segnalato dagli stessi dipendenti che da circa quindici giorni non percepiscono lo stipendio, nonostante è fondamentale precisarlo l’Amministrazione comunale sia pienamente regolare nei pagamenti delle fatture dovute all’azienda.
Parliamo di sei lavoratori, persone con famiglie, mutui e responsabilità quotidiane, che svolgono servizi essenziali come tumulazioni, esumazioni, riduzioni, traslazioni, pulizie, giardinaggio e manutenzione del cimitero.
L’azienda risulta in ritardo di 15 giorni sull’erogazione dello stipendio del mese di ottobre, e gli stessi dipendenti manifestano forte preoccupazione per il rischio concreto di non ricevere né lo stipendio di dicembre né la tredicesima.
La situazione risulta ancor più grave se si considera che, nonostante le ripetute segnalazioni e l’avvio della procedura di raffreddamento, con una convocazione ufficiale presso il Comune in cui sono state illustrate con chiarezza tutte le criticità, la società non avrebbe adottato alcuna misura concreta per affrontare e risolvere le problematiche evidenziate. I lavoratori denunciano ritardi costanti nei pagamenti, una condizione che ha portato a uno stato di forte agitazione.
È vergognoso che un’azienda operante in un settore tanto delicato arrivi a creare pressioni e difficoltà economiche proprio ai lavoratori che garantiscono ogni giorno, con impegno e professionalità, un servizio di fondamentale importanza per la comunità.
Ho immediatamente informato il Sindaco e il Dirigente competente affinché vengano valutati tutti gli atti necessari, inclusa l’apertura di un eventuale procedimento nei confronti della società appaltatrice.
Chi ogni mattina si alza per lavorare con responsabilità merita almeno una certezza: lo stipendio puntuale e garantito. Il Comune di Alghero non resterà indifferente davanti a questa situazione”.

I nuraghi parlano al Mondo, Sardegna verso l’Unesco

CAGLIARI – Quello che sta compiendo l’Associazione ‘La Sardegna verso l’Unesco’ è un percorso di ricucitura della nostra storia dal prenuragico al nuragico. Tutto questo deve essere raccontato non soltanto a chi viene da fuori ma anche ai sardi. Non possiamo parlare di Sardegna senza parlare di civiltà nuragica, per questo dobbiamo fare in modo che la nostra storia antica venga insegnata e studiata nelle scuole”. Così la Presidente della Regione, Alessandra Todde, che questa mattina ha partecipato alla terza conferenza internazionale “I nuraghi parlano al mondo”, organizzata da ‘La Sardegna verso l’Unesco’ e inserita nella settimana nuragica in corso a Sa Manifattura di Cagliari. “I rappresentanti Unesco con i quali anche di recente la Regione ha interloquito – ha proseguito la Presidente Todde – sono convinti che ci sia la possibilità per riuscire a riconoscere questi siti come patrimonio dell’umanità. Riuscire ad arrivare a questo riconoscimento è un traguardo importante ma ancora di più lo è il lavoro che si sta facendo da sei anni a questa parte per arrivare ad avere siti accessibili, collegati, inseriti in un sistema di Rete, così come il coinvolgimento dei Comuni e delle comunità locali. Se noi come sardi riusciremo in questo intento avremo già ottenuto il riconoscimento più grande”, ha concluso la Presidente.

Ad aprire i lavori è stato il Presidente Pierpaolo Vargiu, che ha spiegato l’importanza del progetto e delle iniziative in corso, alla presenza dei rappresentanti della Fondazione di Sardegna, partner dell’Associazione, della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le Province di Cagliari e Oristano e per quelle di Sassari e Nuoro, e dell’Università degli Studi di Cagliari e di Sassari. Dopo i saluti istituzionali di tutti i soggetti partner dell’Associazione, Edoardo Balzarini, socio dell’Associazione, ha illustrato i panel della mattinata spiegando il lavoro fin qui svolto e l’orizzonte temporale in vista della candidatura: nel mese di aprile 2024 l’Ufficio Unesco del MIC ha iniziato a svolgere i sopralluoghi sui siti monumentali sardi, il prossimo passo sarà l’analisi da parte del Comitato italiano Unesco che deciderà se il progetto sarà il candidato italiano da sottoporre alla valutazione degli organismi tecnici (ICOMOS) e istituzionali dell’Unesco.

Anna Depalmas, Presidente del Comitato Scientifico dell’Associazione, ha invece introdotto il tema centrale della conferenza, che in questa edizione ha riguardato i risultati raggiunti dal progetto di tutela e valorizzazione della monumentalità nuragica: le “cose fatte” e quelle ancora “da fare” raccontate direttamente dai protagonisti della Regione, delle Università di Cagliari e Sassari, del Crenos, del CRS4. Ai progetti infrastrutturali per l’accessibilità, la fruizione e la valorizzazione dei 34 siti nuragici inseriti nella Tentative List del World Heritage Unesco (metodo e risultati a cura del DICAAR – Università di Cagliari e del DADU – Università di Sassari) è stata infatti dedicata la sessione tematica mattutina.

Ad aprire i lavori del pomeriggio (ore 15.00) sarà invece l’Assessora della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport, Ilaria Portas. La seconda sessione tematica pomeridianache seguirà l’intervento introduttivo dell’esponente della Giuntariguarderà la Rete dei 32 siti, il modello di governance e i dispositivi tecnologici (metodo e risultati a cura del CRENOS – Università di Cagliari e Sassari, G-LAB – Università di Cagliari e CRS4 – Regione Sardegna). Il progetto “Sardegna nuragica” e il quadro di riferimento sarà presentato dal CRP, Centro regionale di programmazione.

Ospite internazionale della conferenza sarà Xavier Casanovas, Coordinatore del Comitato Patrimonio ICOMOS-Spagna che prenderà la parola nella fascia pomeridiana.

Sempre nel pomeriggio è prevista la tavola rotonda dal titolo “Un progetto che unisce”, che vedrà la partecipazione di Daniela Falconi, Presidente dell’ANCI, Emanuele Lilliu, Presidente della Fondazione Barumini Sistema della Cultura, Ignazio Locci, Presidente del CAL, Anthony Muroni, Presidente della Fondazione Mont’e Prama.

“Commissione anomala, sulle politiche familiari non si scherza”

ALGHERO – «Ieri ho scelto di mantenere il numero legale della Commissione per senso di responsabilità verso un tema che non ammette leggerezze: le politiche familiari. La maggioranza, invece, non è riuscita a garantire i numeri necessari ai lavori convocati dal collega Colledanchise».
Lo dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia, Alessandro Cocco.
«La convocazione della Commissione chiamata a illustrare l’accordo tra il Comune di Alghero e la Fondazione Bruno Kessler è stata irrituale e poco chiara. Di questo ritengo responsabile la Presidenza del Consiglio, che ha il dovere di assicurare rigore e chiarezza formale. Tuttavia, verificata la presenza dell’Assessore, del Dirigente e del funzionario verbalizzante – condizioni indispensabili alla validità della seduta – ho scelto di partecipare per principio, rinunciando anche al gettone.»
Cocco sottolinea poi l’aspetto politico della vicenda:
«Alcuni capigruppo di maggioranza hanno preferito non partecipare, lasciando il collega Colledanchise completamente solo. Questo apre interrogativi sulla regia della coalizione che governa la città e sulla capacità di affrontare con serietà temi di questa portata.»
Entrando nel merito della seduta – dedicata alle politiche familiari – il capogruppo aggiunge:
«Per Fratelli d’Italia la famiglia è un tema centrale: lavoro, casa e sviluppo sono le condizioni fondamentali affinché i giovani possano costruire un futuro. Già con la Giunta Conoci abbiamo sostenuto il percorso che ha fatto di Alghero la città capofila in Sardegna, percorso che oggi sfocia nella partnership con FBK. Ora è indispensabile che la Regione acceleri e si doti finalmente di una legge organica sulle politiche familiari.»
«Mi preoccupa – conclude Cocco – vedere con quanta leggerezza qualcuno rischi di sminuire il lavoro delle istituzioni. È un errore grave. Ogni eletto è chiamato a svolgere il proprio ruolo con responsabilità: partecipare, studiare gli atti, avanzare proposte. Solo così si onora il mandato ricevuto.»

Alghero con la Fondazione Bruno Kessler: un nuovo modello in Italia

ALGHERO – “L’avvio della collaborazione tra il Comune di Alghero e la Fondazione Bruno Kessler di Trento nasce da una visione condivisa: quella di un territorio che vuole guardare al futuro valorizzando il capitale umano, costruendo reti di conoscenza e promuovendo benessere e innovazione. Con questa firma apriamo un nuovo capitolo che va verso una prospettiva ambiziosa per la nostra città e per il Nord Ovest dell’Isola, per un territorio attrattivo, sostenibile e a misura di vita e vogliamo farlo insieme a tutti gli enti e insieme alla nostra comunità”. Sono le parole del Sindaco Raimondo Cacciotto nella sua apertura dei lavori che oggi hanno segnato l’accordo storico tra il Comune di Alghero e la Fondazione Bruno Kessler, rappresentata dal direttore Paolo Traverso.

Un patto che si basa su tre livelli e un’unica visione. Le fondamenta sono quelle della People Strategy, ovvero la dimensione umana in cui Alghero sceglie di crescere come città del benessere, della famiglia, della qualità della vita. Non una città vetrina, ma una città abitata da famiglie, studenti, ricercatori, imprenditori, professionisti che qui possono lavorare, studiare, fare impresa e vivere bene. Poi il livello della Wearable City, cioè la dimensione tecnologico-scientifica in cui Alghero diventa un laboratorio per le tecnologie indossabili, la salute digitale, la longevità attiva che comprende un accordo con la Repubblica di San Marino, con cui si sta costruendo una sandbox regolatoria condivisa. Ad Alghero si potranno sperimentare tecnologie indossabili, modelli di welfare digitale, sistemi di certificazione etica dei dati. Una collaborazione internazionale che darà ad Alghero la possibilità di innovare prima degli altri, in un quadro normativo chiaro, protetto e validato da due istituzioni pubbliche. Il terzo livello è Inno Bay, la dimensione territoriale e strategica. 

Inno Bay è il distretto nasce per tenere insieme ricerca, imprese, agricoltura innovativa, turismo, sport, rigenerazione urbana, qualità della vita, attrattività internazionale. Tante le presenze istituzionali e del mondo delle imprese oggi al Quarter per la firma dell’accordo, che ha compreso anche un atto tra Comune, FBK e Università di Sassari, rappresentata dal Rettore Gavino Mariotti. La portata dell’accordo sta anche nelle testimonianze istituzioni presenti, con Maria Giovanna Delrio delegata dal Sindaco della Città Metropolitana di Sassari Giuseppe Mascia, con Giacomo Spissu, presidente della Fondazione di Sardegna e con Sergio Schisani, Presidente di Invitalia, l’Agenzia nazionale per lo sviluppo del Ministero dell’Economia e delle Finanze che dà impulso alla crescita del Paese, favorisce la competitività delle imprese e dei territori e sostiene i settori strategici e la pubblica amministrazione. “Alghero oggi non inaugura un progetto: Alghero fa proprio un modello. Un modello che parte dall’innovazione dei territori e dallo sviluppo di vocazioni produttive, sociali e amministrative” ha detto Schisani.

Presenti gli Assessori Marinaro, Piras, Sanna Salaris e Daga. “Inno Bay è il nome che abbiamo scelto per indicare una cosa semplice e ambiziosa allo stesso tempo: la decisione di far nascere ad Alghero e il Nordovest della Sardegna un distretto dell’innovazione nel Mediterraneo, costruito attorno alla qualità della vita, alla ricerca, alla tecnologia e al benessere delle persone – ha affermato Enrico Daga – tutto ciò partendo dai ricercatori che le università americane stanno mandando via dai centri di ricerca a cui noi  offriamo  un  luogo incantevole che unisce le Dolomiti e il Mediterraneo dove grazie alla Fondazione Kessler si fa ricerca ai massimi livelli”, ha affermato Enrico Daga. Maria Grazia Salaris, Assessora al benessere familiare ha affermato che “la firma di questo accordo con la fondazione Bruno Kessler arriva dopo un lungo percorso iniziato con la provincia autonoma di Trento, grazie a Mauro e Filomena Ledda e al dottor Luciano Malfer già nel 2015. Oggi parliamo di people strategy perché una città che investe e  sostiene le famiglie è una città che crea energia, che deve attirare talenti, che promuove futuro. A breve sarà presentato un Ddl organico sul benessere familiare sulla base dell’esperienza maturata in dieci anni di attività”.

Deserto invernale, “Crollo voli, urgono azioni delle Giunte Comunali e Regionali”

ALGHERO – I dati del crollo delle tratte sull’aeroporto di Alghero di novembre debbono far riflettere l’Amministrazione e la politica algherese. Il passaggio da 36 a 7 tratte, pari a -80%, costituisce indice della necessità di cambiare registro e di mettere in campo un progetto complessivo che in un triennio consenta l’ampliamento della stagione strutturando attività ed eventi che attraggano flussi turistici anche nei mesi autunnali ed invernali. Crediamo sia innegabile che Alghero abbia i “numeri” per fare turismo tutto l’anno utilizzando i suoi straordinari “asset”. Storia, cultura, sistema museale, ambiente e caratteristiche climatiche ci danno la possibilità di strutturare grandi progetti di turismo attivo. Conditi dall’organizzazione di grandi eventi nei mesi di “spalla”, legati alle tradizioni e alle eccellenze eno gastronomiche, con cadenza annuale, promossi con larghissimo anticipo. Da progettare e organizzare con il Consorzio Turistico, le Borgate, i Centri Commerciali naturali e le rappresentanze delle categorie produttive legate ai fenomeni turistici. Organizzando “pacchetti turistici” articolati in brevi periodi di permanenza legati ai vari eventi attrattori. Sgombrando il campo dalla improvvisazione e costruendo un sistema che produca ricadute valutabili e misurabili. Ma, in mancanza di una struttura stabile che li possa ospitare ribadiamo per l’ennesima volta che è necessario acquisire urgentemente in locazione un teatro tenda modulare capace di ospitare almeno 1500 spettatori. Non è difficile, i costi sono contenuti e ampiamente ripagati dalle ricadute economiche, occupazionali e di immagine. Ma anche la Todde e il Governo regionale debbono fare la loro parte: siamo ancora in attesa degli esiti del “Bando nuove rotte”, costruito dalla precedente Giunta di centrodestra, che fu peraltro oggetto di un Convegno organizzato ad Alghero da Forza Italia. Bando pubblicato a maggio, del quale non si conosce la sorte, che per Alghero prevede 19 nuove rotte triennali. Nutriamo la convinzione che Alghero abbia straordinarie potenzialità, che possono esprimersi solo ed esclusivamente se la Giunta comunale e il Governo regionale emargineranno la loro cultura politica priva di programmazione e legate a squilli di tromba e annunci propagandistici creati da un evidente abuso di intelligenza artificiale. Noi, da parte nostra, intendiamo dare il nostro contributo”, cosi Marco Tedde di Forza Italia.

Deserto invernale, la “ricetta” di Alessandro Cocco

ALGHERO – “In questi giorni si è acceso un piccolo dibattito sullo sviluppo economico, partito da Olbia.
Il sindaco Nizzi ha scritto agli operatori dicendo “niente rinnovo del suolo pubblico per chi tiene chiuso il locale per più di 30 giorni l’anno.”
Qualcuno anche qui ad Alghero ha esaltato la scelta, altri sono stati più scettici. Oggi leggiamo che gli operatori olbiesi hanno risposto – a mio avviso giustamente – chiedendo di discutere prima le condizioni per restare aperti.
Una piccola premessa: sono convinto che tra nord-est e nord-ovest della Sardegna ci sia una differenza culturale profonda.
A Olbia l’impresa fa l’impresa; la politica, generalmente, crea le condizioni migliori per permetterle di lavorare.
Da noi – non solo ad Alghero, ma in generale qui nel nord ovest – per anni la politica ha raccontato la favola di poter fare tutto lei: anche l’imprenditore. Se ci si abitua a questo, si finisce per credere che ogni problema si risolva con una delibera, consegnando più potere alla politica – e quindi ai politici. Il risultato è una comunità in cui tutti sono convinti che i problemi debba risolverli qualcun altro. Una comunità assuefatta, dipendente e, in definitiva, meno libera.
Tornando al tema. Non ho in mano tutti i numeri di Olbia, ma una cosa la so: i locali aprono quando i ricavi superano i costi e chiudono quando succede il contrario. Vale a Olbia, ad Alghero e ovunque. Per questo, onestamente, non copierei la mossa di Nizzi.
Ad Alghero, per esempio, i suoli sono già distinti tra annuali e stagionali: chi tiene la concessione annuale paga un canone più basso rispetto allo stagionale.
Ma se l’economia algherese resta limitata al turismo, con collegamenti ridotti d’inverno, è inevitabile che d’inverno le imprese chiudano.
E poi manca però coerenza su altri fronti: per esempio sulla TARI degli alberghi, dove chi è stagionale paga meno di chi apre tutto l’anno.
Se vogliamo discutere di vero sviluppo e di aperture parliamo dell’elefante nella stanza. Ad Alghero abbiamo:
– una patrimoniale perenne con l’addizionale IMU al massimo,
– nessun PUC,
– abbiamo l’addizionale IRPEF al massimo,
– una TARI che cresce ogni anno,
– un Comune proprietario di tanti immobili inutilizzati che, nel frattempo, paga affitti altrove,
– un bilancio elefantiaco, che pretende di fare tutto e spesso finisce per non fare bene nemmeno le cose essenziali.
Se vogliamo più aperture fuori stagione – non solo per i turisti, ma soprattutto per i residenti – dobbiamo tagliare le tasse.
Far pagare la patrimoniale al Ccomune, vendendo o valorizzando gli immobili inutilizzati. Dobbiamo razionalizzare il bilancio comunale e aprire spazi per chi vuole investire, soprattutto giovani imprenditori.
Ecco, secondo me, questo è il vero terreno di confronto: come costruire incentivi. Non ha senso scatenare una guerra contro o tra ristoratori e strutture ricettive.
Se proprio dobbiamo “copiare Olbia”, iniziamo da qui: meno politica che vuole sostituirsi all’impresa, più libertà, più responsabilità. Una politica che smette di promettere miracoli e si concentra su ciò che deve fare: creare le condizioni perché lavoro e sviluppo siano possibili.
Il resto sono solo slogan”.
Alessandro Cocco, consigliere comunale Fratelli d’Italia

“Dimissioni Satta, ennesimo fallimento della Giunta Todde”

CAGLIARI – “È durata appena venti mesi l’avventura da assessore di Gianfranco Satta. Nonostante la presidente Todde abbia più volte escluso rimpasti o rimpiazzi, oggi l’Assessore dell’Agricoltura, invitato con forza dai suoi ex compagni a liberare la poltrona, ha annunciato le dimissioni. L’ennesima dimostrazione del fallimento della Giunta Todde, che perde il primo, ma certamente non ultimo, pezzo. Una Giunta inadeguata da bocciare non solo per i risultati e l’attività finora svolta, ma anche perché ostaggio delle beghe partitiche per la spartizione delle poltrone, che a breve si ripeterà dapprima con le nomine nelle aziende sanitarie e poi con la sostituzione di altri Assessori. A Gianfranco Satta un’umana comprensione e solidarietà”. Così Paolo Truzzu, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, ha commentato le dimissioni dell’Assessore della Giunta regionale.

Deserto invernale, finalmente se ne discute: le parole di Emiliano Piras

ALGHERO – “In questi giorni fa notizia l’intenzione del sindaco di Olbia, (come fatto emergere da Algheronews ndr) che vorrebbe non concedere il suolo pubblico a quelle attività che rimangono chiuse per più di un mese consecutivo.
Si è scatenata anche in città la discussione per quanto concerne l’utilizzo del nostro suolo pubblico con fazioni a favore o contrarie a questa possibilità.
È chiaro che il discorso comunque vada affrontato tenendo in considerazione tanti aspetti, e non con un giudizio tranchant.
Il nostro regolamento definisce già due casistiche specifiche su chi ha delle agevolazioni rispetto alla stagionalità delle aperture; cioè la differenza del costo, che è doppio per chi dichiara di tenere aperto il locale per meno di 10 mesi, e l’obbligo di rimuovere gli arredi esterni durante il periodo di chiusura.
Su questo aspetto, che fa già delle differenze, entra in gioco la “correttezza” degli esercenti e dei tecnici che presentano la pratica spesso non rispettando le prescrizioni; e quindi necessitano dei tanto richiesti e necessari controlli mirati al rispetto del regolamento, che a questo punto devono essere più incisivi e puntuali, ancor di più di quanto in tal senso al l’amministrazione già faccia.
L’argomento tra l’altro non può essere derubricato solo ed esclusivamente alla concessione o meno del suolo pubblico, ma va visto anche nell’ottica delle politiche aziendali che comunque devono sempre guardare al proprio bilancio; e che probabilmente viste le presenze in città nel periodo invernale, e per alcune la collocazione, non  potrebbero tutte insieme reggere il mercato della bassa stagione.
Un ulteriore elemento di analisi è Alghero come città, sia come città dei residenti che come destinazione turistica nei mesi spalla alla stagione estiva, quando oltre alle spiagge bisogna garantire servizi e offrire delle alternative al mero turismo balneare.
La nostra città, già solo per il fatto di avere una popolazione residente di gran lunga superiore rispetto a tutte le località turistiche della Sardegna, permette  una vitalità di gran lunga superiore, e tranne che in pochissimi giorni di novembre e febbraio, chiunque venga ad Alghero, troverà un numero riguardevole di pubblici esercizi,  bar, ristoranti e negozi aperti e pronti ad accoglierli; quindi mi sento di dissentire con chi dice che d’inverno ad “Alghero è tutto chiuso”.
Le soluzioni nell’immediato per cercare di “premiare” chi decide di rimanere aperto e riuscire a stimolare chi invece ritiene di non farlo, possono essere quelle di incentivare attraverso gli strumenti di agevolazione fiscale sui tributi locali e sull’ancor più efficiente, capillare, organizzazione di eventi  che possano richiamare il turismo interno.
Proprio partendo da quest’ultima accezione (turismo interno) va introdotto il tema dei trasporti, tirando così in ballo la politica regionale che dovrebbe farsi carico di prevedere uno stanziamento di risorse importante che miri ad attivare, anche attraverso ad incentivi mirati, un potenziamento della programmazione di rotte da e per la Sardegna, che ha già, anche se sopite, tutte le potenzialità professionali e strutturali per poter accogliere il turista anche nei mesi invernali”.

Emiliano Piras, consigliere comunale

“Scala Erre esplode di rifiuti, è emergenza nel Nord Sardegna”

CAGLIARI – “Nel Nord Sardegna siamo oltre il limite, la discarica di Scala Erre è praticamente esaurita e ogni giorno aumenta il rischio di una emergenza rifiuti per Sassari e per l’area metropolitana” – dichiara Claudia Camedda, segretaria generale Fit Cisl – mentre i territori chiedono risposte, la Regione prende tempo sul progetto del termovalorizzatore di Truncu Reale, un atteggiamento attendista che non affronta il problema e che rivela una grave mancanza di visione”. 

“La legge italiana stabilisce una gerarchia precisa nella gestione dei rifiuti, prevenzione, riuso, riciclo, recupero energetico, smaltimento”, ricorda Gianluca Langiu, segretario regionale, “riconoscendo il recupero energetico come opzione ambientale preferibile quando riciclo e riuso non sono sufficienti a chiudere il ciclo, il termovalorizzatore è quindi uno strumento necessario per rispettare gli obblighi normativi e garantire un sistema moderno, sostenibile e autosufficiente”. Camedda precisa che “l’impianto previsto, pubblico e tecnologicamente avanzato, non contrasta con il riciclo ma ne è il completamento, perché esiste sempre una parte di rifiuti non riciclabili che deve essere trattata con sicurezza, in tutta Europa si punta su meno discariche, più innovazione e più tutela dell’ambiente, la Sardegna non può tornare indietro”. Aggiunge ancora Langiu: “chi alimenta paure infondate sulla termovalorizzazione si assume la responsabilità di costi più alti, più trasporti fuori provincia, più inquinamento e rischi sanitari. Nel frattempo la Giunta regionale rimanda decisioni e il Nord Sardegna scivola verso una crisi annunciata, con i cittadini che pagano di tasca propria e i lavoratori che restano nell’incertezza”. Per la Fit “è il momento della politica che decide, che mette al centro l’interesse collettivo e non il calcolo del consenso: chiediamo un cambiamento immediato, la Regione apra il confronto con amministrazioni, sindacati e operatori del settore e sblocchi senza ulteriori indugi l’impianto di Truncu Reale, i termovalorizzatori non sono il problema, il problema è l’immobilismo, la Sardegna non può essere ostaggio dei no ideologici, servono scelte chiare, serve coraggio, serve farlo adesso”.