“Eventi e voli, invece di inseguire Olbia, 5 Stelle sveglino la Todde”

ALGHERO – «Siamo sorpresi e francamente sconfortati. Il Campo largo cittadino continua a ragionare sui collegamenti in autobus con l’aeroporto di Olbia, mentre Alghero ha bisogno di una strategia capace di attrarre turisti, creare eventi di richiamo e rafforzare la propria destinazione. I collegamenti possono essere utili, ma non sono una politica turistica. Dobbiamo creare le ragioni per venire ad Alghero, non limitarci a organizzare trasferimenti da e verso altri aeroporti».

Lo dichiarano i consiglieri comunali di Forza Italia Marco Tedde, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini, che rilanciano una proposta concreta per costruire nuove occasioni di attrattività durante tutto l’anno.
«Il centrodestra aveva già inserito nel programma elettorale del 2024 la realizzazione di un grande evento enogastronomico identitario, capace di valorizzare le produzioni locali e diventare un appuntamento di richiamo. Forza Italia ha proposto inoltre un calendario di eventi dedicati alle eccellenze enogastronomiche della Sardegna, da programmare e promuovere con almeno un anno di anticipo, coinvolgendo anche i paesi dell’interno, le imprese agricole e le realtà produttive del territorio».
Per avviare subito un percorso concreto, Forza Italia propone che l’Amministrazione comunale prenda in locazione la struttura utilizzata nelle ultime settimane per l’Oktoberfest, nell’area del Palazzo dei Congressi, e ne valuti l’impiego per una programmazione continuativa di eventi enogastronomici, culturali, artistici e sportivi.
«Non serve aspettare la realizzazione di nuove opere per cominciare a programmare. La struttura già utilizzata per l’Oktoberfest può rappresentare una soluzione immediata, flessibile e funzionale per ospitare manifestazioni anche nei mesi più freddi, attrarre visitatori e creare nuove opportunità per le attività economiche locali. Naturalmente, la locazione dovrà essere valutata sulla base della sostenibilità economica, dell’idoneità della struttura e delle condizioni contrattuali».
«Questa soluzione consentirebbe di avviare un percorso serio verso una politica di destinazione, con un calendario riconoscibile, eventi programmati per tempo e una promozione adeguata. La struttura potrebbe essere utilizzata fino a quando Alghero non riuscirà a dotarsi di un palazzetto dello sport degno di questo nome nell’area di Maria Pia, una struttura stabile e polivalente per lo sport, la cultura e i grandi appuntamenti.
Il punto politico è semplice: Alghero deve tornare a programmare. Il Campo largo ha il dovere di superare la logica degli interventi estemporanei e di mettere in campo una visione che trasformi le potenzialità del territorio in presenze turistiche, lavoro e sviluppo. La nostra proposta è concreta e può essere il primo passo per costruire una stagione di eventi capace di andare oltre l’estate».

“Autobus per Olbia? Meglio rafforzare la destinazione Alghero”

ALGHERO – «Siamo sorpresi e francamente sconfortati. Il Campo largo cittadino continua a ragionare sui collegamenti in autobus con l’aeroporto di Olbia, mentre Alghero ha bisogno di una strategia capace di attrarre turisti, creare eventi di richiamo e rafforzare la propria destinazione. I collegamenti possono essere utili, ma non sono una politica turistica. Dobbiamo creare le ragioni per venire ad Alghero, non limitarci a organizzare trasferimenti da e verso altri aeroporti».

Lo dichiarano i consiglieri comunali di Forza Italia Marco Tedde, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini, che rilanciano una proposta concreta per costruire nuove occasioni di attrattività durante tutto l’anno.
«Il centrodestra aveva già inserito nel programma elettorale del 2024 la realizzazione di un grande evento enogastronomico identitario, capace di valorizzare le produzioni locali e diventare un appuntamento di richiamo. Forza Italia ha proposto inoltre un calendario di eventi dedicati alle eccellenze enogastronomiche della Sardegna, da programmare e promuovere con almeno un anno di anticipo, coinvolgendo anche i paesi dell’interno, le imprese agricole e le realtà produttive del territorio».
Per avviare subito un percorso concreto, Forza Italia propone che l’Amministrazione comunale prenda in locazione la struttura utilizzata nelle ultime settimane per l’Oktoberfest, nell’area del Palazzo dei Congressi, e ne valuti l’impiego per una programmazione continuativa di eventi enogastronomici, culturali, artistici e sportivi.
«Non serve aspettare la realizzazione di nuove opere per cominciare a programmare. La struttura già utilizzata per l’Oktoberfest può rappresentare una soluzione immediata, flessibile e funzionale per ospitare manifestazioni anche nei mesi più freddi, attrarre visitatori e creare nuove opportunità per le attività economiche locali. Naturalmente, la locazione dovrà essere valutata sulla base della sostenibilità economica, dell’idoneità della struttura e delle condizioni contrattuali».
«Questa soluzione consentirebbe di avviare un percorso serio verso una politica di destinazione, con un calendario riconoscibile, eventi programmati per tempo e una promozione adeguata. La struttura potrebbe essere utilizzata fino a quando Alghero non riuscirà a dotarsi di un palazzetto dello sport degno di questo nome nell’area di Maria Pia, una struttura stabile e polivalente per lo sport, la cultura e i grandi appuntamenti.
Il punto politico è semplice: Alghero deve tornare a programmare. Il Campo largo ha il dovere di superare la logica degli interventi estemporanei e di mettere in campo una visione che trasformi le potenzialità del territorio in presenze turistiche, lavoro e sviluppo. La nostra proposta è concreta e può essere il primo passo per costruire una stagione di eventi capace di andare oltre l’estate».

“Rottamazione, adesioni al palo: prorogare i termini e fare informazione”

ALGHERO – «La definizione agevolata dei tributi locali (Rottamazione-quinques) rischia di trasformarsi in un’occasione mancata per migliaia di famiglie e imprese algheresi. Con un tasso di adesione che stimiamo inferiore al 10% delle somme agevolabili, è evidente che qualcosa non ha funzionato. Chiediamo al Sindaco e alla Giunta un atto di responsabilità: si verifichi d’intesa con i tecnici la possibilità di riaprire i termini per la presentazione delle domande, investendo se necessario il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) per un parere risolutivo».

A lanciare l’appello è il Segretario cittadino di Forza Italia Alghero, Andrea Delogu, che interviene sul tema unendo la visione politica di opposizione costruttiva alla sensibilità tecnica della propria professione di commercialista.

«Come Forza Italia e come opposizione abbiamo garantito fin da subito il nostro contributo responsabile e propositivo affinché il Comune di Alghero si dotasse di un regolamento ad hoc, recependo la normativa statale per concedere ai cittadini la cancellazione di sanzioni e interessi sui tributi comunali non versati», spiega il segretario azzurro. «Tuttavia, l’applicazione pratica dello strumento ha riscontrato evidenti criticità operative che ne hanno depotenziato la portata sociale ed economica».

La definizione agevolata dei tributi locali (Rottamazione-quinques) rischia di trasformarsi in un’occasione mancata per migliaia di famiglie e imprese algheresi. Con un tasso di adesione che stimiamo attorno al 10% delle somme agevolabili, è evidente che qualcosa non ha funzionato.

Chiediamo al Sindaco e alla Giunta un atto di responsabilità: si verifichi d’intesa con i tecnici la possibilità di riaprire i termini per la presentazione delle domande, investendo se necessario il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) per un parere risolutivo».

La scadenza fissata al 31 luglio è coincisa con il picco di lavoro degli studi professionali rendendo di fatto impossibile per i consulenti assistere tutti i contribuenti interessati nei tempi previsti.

Lo stesso obbligo di inoltro delle istanze esclusivamente tramite PEC e la presenza in città di due distinti enti di riscossione (Secale Step) hanno creato forte disorientamento, tagliando fuori di fatto le fasce più anziane della popolazione o chi non possiede competenze e strumenti digitali.

Ma soprattutto vi è stato un forte deficit informativo in quanto la campagna informativa da parte dell’amministrazione è partita a ridosso della scadenza, lasciando pochissimo margine di manovra ai cittadini per richiedere gli estratti conto debitori e valutare la convenienza della misura.

Non possiamo rassegnarci a lasciare irrisolta una mole enorme di contenziosi e di morosità incolpevoli che, se incassate anche in quota capitale, porterebbero in tempi molto ridotti e senza necessità di contenziosi preziose risorse nelle casse del Comune

Chiediamo quindi che si proceda ad approfondire la fattibilità tecnica di una riapertura straordinaria dei termini di adesione.

Qualora sussistano dubbi interpretativi di natura normativa o regolamentare, si formuli con urgenza un quesito/richiesta di parere ufficiale al Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF).

“Dare una seconda possibilità a cittadini e imprese algheresi significa aiutare chi vuole mettersi in regola ed efficientare le entrate del nostro Comune” conclude il segretario cittadino di Forza Italia,

Maggioranza di Centrosinistra compatta sulla nuova governance del Parco di Porto Conte

ALGHERO – “ I gruppi di maggioranza del Consiglio comunale di Alghero hanno partecipato all’assemblea del Parco di Porto Conte convocata per oggi dal presidente Emiliano Orrù, nella convinzione che il futuro dell’area protetta meriti un confronto serio, responsabile e fondato su atti ufficiali. La presenza della maggioranza testimonia la volontà di contribuire attivamente al dibattito, nella consapevolezza del valore ambientale, storico e identitario del Parco per la città e per l’intero territorio.

Nel corso dell’assemblea, dei nove consiglieri comunali proponenti (che appartengono alla minoranza del Consiglio Comunale) erano presenti soltanto quattro. Un dato che merita di essere rilevato, soprattutto quando si affrontano questioni così rilevanti per il futuro del Parco e per il ruolo della comunità algherese. Su temi di questa portata, riteniamo che la responsabilità istituzionale debba tradursi in una partecipazione concreta e in un confronto fondato sui contenuti, più che su contrapposizioni preventive.

Ad oggi, non esiste ancora un testo ufficiale del disegno di legge regionale di riforma delle aree protette sul quale sia possibile esprimere una valutazione compiuta. Proprio per questo, riteniamo necessario evitare contrapposizioni preventive e lavorare per costruire una posizione condivisa, capace di tutelare concretamente gli interessi della comunità algherese.

La maggioranza propone che la futura governance del Parco garantisca una rappresentanza forte, autorevole e concreta della comunità algherese, riconoscendo il ruolo centrale del Comune di Alghero e il legame profondo che unisce la città al proprio patrimonio ambientale. Qualsiasi ipotesi di riforma dovrà offrire garanzie istituzionali chiare e assicurare che le decisioni sul futuro del Parco tengano conto delle esigenze del territorio che lo ha custodito e valorizzato nel tempo.

Allo stesso tempo, riteniamo fondamentale che il Consiglio comunale di Alghero sia pienamente coinvolto nelle scelte strategiche che riguardano il Parco, a partire dal suo Piano. Proponiamo pertanto che il Piano del Parco sia sottoposto anche al voto del Consiglio comunale, affinché le scelte fondamentali sulla tutela, sulla valorizzazione e sul futuro dell’area protetta possano essere discusse e condivise nella massima sede di rappresentanza democratica della città. Una proposta che punta a rafforzare il rapporto tra il Parco e la comunità algherese, garantendo un coinvolgimento politico e istituzionale effettivo.

La questione della governance deve essere affrontata con serietà, valutando anche l’opportunità di un assetto più snello ed efficace, capace di garantire continuità amministrativa, competenze e una visione di lungo periodo, senza che le dinamiche della contrapposizione politica prevalgano sulle esigenze di gestione e tutela ambientale.

Anche il possibile coinvolgimento della Città metropolitana di Sassari dovrà essere valutato senza pregiudizi, sulla base di un confronto concreto e coerente con la prospettiva di area vasta, già riconosciuta come strategica per infrastrutture, servizi e sviluppo del territorio. Questo non deve in alcun modo tradursi in un indebolimento del ruolo di Alghero, che dovrà essere salvaguardato attraverso garanzie precise.

La maggioranza ritiene che il futuro del Parco di Porto Conte richieda responsabilità, partecipazione e capacità di proposta. Per questo continuerà a lavorare nelle sedi istituzionali competenti, a partire dal Consiglio comunale e dalla Commissione Ambiente, affinché la riforma possa diventare un’occasione per rafforzare la governance dell’area protetta e consolidare il ruolo della comunità algherese nelle decisioni che la riguardano.

Il Parco di Porto Conte è un patrimonio di Alghero e del territorio: il suo futuro va costruito con la partecipazione della comunità, con istituzioni forti e con scelte condivise, non con contrapposizioni preventive.”

Giampietro Moro
Beatrice Podda
Giuseppina Rita Piccone
Gabriella Esposito
Christian Mulas
Gianni Martinelli
Emiliano Piras
Anna Arca Sedda
Marco Colledanchise

“Teppismo urbanistico, mentre Olbia cresce e Alghero si spopola”

ALGHERO – “Il Comitato di Futuro Nazionale Alghero 221, guidato dal referente Emanuele Fais, attacca: «Il campo largo sdogana il teppismo urbanistico» Nel mirino il futuro dell’azienda agricola di Surigheddu e Mamuntanas: ospedale, cimitero e campi da golf al posto dei terreni coltivati. Il partito: «Una visione che umilia la vocazione produttiva della Riviera del Corallo» Mentre ad Alghero la politica discute di spopolamento con slogan e alibi, il vero strumento capace di promuovere lo sviluppo sociale ed economico della città viene portato avanti sottotraccia e, soprattutto, nella direzione sbagliata. E mentre la politica fa distrazione di massa con slogan e numeri vari da controvertire, sottotraccia si lavora sulla bozza del PUC, che continua ad andare nella stessa direzione di sempre. I numeri spiattellati in questi giorni raccontano una città allo sbando. Alghero è il Comune più visitato della Sardegna, con presenze ai massimi storici, e, allo stesso tempo, continua a perdere residenti. È il risultato di un modello di sviluppo del territorio che non funziona, soprattutto per chi resta. Le risposte ascoltate finora sono due, entrambe insoddisfacenti. La prima riduce una questione strutturale a un elenco di desideri: meno tasse, più case, più lavoro, senza indicare con quali risorse e attraverso quali atti si possa arrivare dallo slogan al risultato. La seconda è peggiore della prima, perché è un alibi, la solita scusa ribollita: lo spopolamento sarebbe un fenomeno globale che nessun interruttore locale può invertire. Poi ci sono i dati ISTAT, che invece raccontano un altro scenario, quello reale, quello vero. Nel nord Sardegna, negli ultimi dieci anni, Olbia è cresciuta ancora (+3,99%), guadagnando 2.371 residenti. Alghero, nello stesso periodo e nello stesso contesto globale, ha continuato a spopolarsi (-1,10%), perdendo altri 463 residenti. Due città della stessa isola, ma esiti opposti. La differenza, ad Alghero come ad Olbia, non la fa il mondo: la fa chi governa il territorio. È proprio in questo scenario che, con la presentazione ai consiglieri comunali della bozza del nuovo Piano Urbanistico Comunale, presentata dal campo largo del sindaco Raimondo Cacciotto, si apre una stagione che Futuro Nazionale Alghero non esita a definire di «teppismo urbanistico». Un’espressione dura, scelta non a caso. A differenza del vandalismo tradizionale — imbrattamenti dei muri o delle strade — quello che il Comitato del Generale Vannacci contesta all’Amministrazione si consuma sulla carta, negli strumenti di pianificazione: interventi urbanistici e trasformazioni del territorio che, secondo Futuro Nazionale, rischiano di deturpare il paesaggio, cancellare pezzi di patrimonio storico e mortificare la vocazione produttiva del territorio algherese. Le scelte al centro delle critiche portano la firma del sindaco Cacciotto, con l’assessore all’Urbanistica e all’Immaginazione Civica Roberto Corbia e con il benestare dell’assessore alla Programmazione Strategica Enrico Daga. Tra i vari punti più contestati della bozza, Futuro Nazionale Alghero punta questa volta il dito contro quello che definisce vandalismo urbanistico ai danni della storica e prestigiosa azienda agricola di Surigheddu e Mamuntanas, sacrificata sull’altare di scelte speculative o, comunque, di una pianificazione pubblica giudicata scellerata. Al posto dei terreni e dell’enorme vocazione produttiva dell’azienda agricola storica, si prevede la destinazione di un centinaio di ettari alla realizzazione di aree cimiteriali, ospedale e campi da golf. Non si tratta di un’impressione generica: è scritto nero su bianco nell’Allegato 6.7.5 della bozza, dedicato proprio alle «GRANDI AZIENDE AGRICOLE DI SURIGHEDDU E MAMUNTANAS». Nella legenda degli usi previsti compaiono anche tre voci che parlano da sole: aree per campi da golf, area per ospedale e zona per aree cimiteriali. Per Futuro Nazionale, l’agricoltura non può essere considerata un settore secondario rispetto al turismo. «Alghero vive certamente di turismo, ma non può vivere soltanto di turismo. L’agricoltura rappresenta storicamente un settore economico strategico della Riviera del Corallo. È un comparto autonomo, capace di generare occupazione e sviluppo, ma anche di dialogare con il turismo attraverso l’enogastronomia, il territorio e la qualità delle produzioni». Il riferimento è alle grandi realtà economiche agricole e agroindustriali del territorio: dalla Sella & Mosca alla Cooperativa Santa Maria La Palma, all’Olio San Giuliano, per citarne solo alcune. Realtà che hanno reso Alghero e le sue produzioni agricole un’icona riconosciuta a livello internazionale e che rappresentano un settore economico capace di diversificarsi da quello turistico, generando lavoro stabile e una crescita economica e sociale strategica per l’intera Riviera del Corallo. «Il cibo italiano è conosciuto, ricercato e apprezzato in ogni angolo del mondo. Possiamo davvero pensare che il futuro passi dal ridimensionamento delle nostre aree agricole? Oppure dovremmo investire proprio sulla loro capacità di produrre ricchezza, lavoro, identità e attrattività turistica?». In merito al nuovo ospedale, Futuro Nazionale chiarisce la propria posizione: «Riteniamo strategico portare avanti la possibilità di realizzare il nuovo ospedale dentro la città, così come previsto alla Taulera. La sanità ha bisogno di strutture adeguate e moderne. Ma questo non significa che, per costruire il futuro della sanità, sia necessario sacrificare un pezzo di storia e futuro dell’agricoltura». Il Comitato di Futuro Nazionale richiama inoltre l’attenzione sulla necessità prioritaria di rendere adeguatamente funzionali le strutture già esistenti: «Prima ancora di discutere soltanto di nuove strutture, ci auguriamo che vengano finalmente valorizzati e resi pienamente funzionali i presidi che Alghero già possiede, ospedale Civile e ospedale Marino». La questione, dunque, non sarebbe l’opposizione a un nuovo ospedale, ma la scelta della sua collocazione e la necessità di verificare tutte le alternative prima di pensare a compromettere terreni agricoli di particolare pregio. Perplessità ancora più nette vengono espresse sulla previsione di un cimitero a Mamuntanas: «Pensare di collocare il cimitero a diversi chilometri dalla città significa rendere più difficile l’accesso a un luogo che deve essere facilmente raggiungibile da tutta la comunità. A pagare il prezzo di una scelta simile sarebbero soprattutto gli anziani e le persone con maggiori difficoltà negli spostamenti». Non per ultimo, la ciliegina sulla torta dei campi da golf a Surigheddu, che certificano, senza se e senza ma, le intenzioni speculative di sviluppo sul territorio. Il Comitato 221 di Futuro Nazionale Alghero conclude affermando che sacrificare terreni ad alta vocazione agricola come quelli di Surigheddu e Mamuntanas significherebbe rinunciare a un pezzo di storia e dell’identità produttiva algherese, in cambio di opere che — sostiene il Comitato di Futuro Nazionale del referente Emanuele Fais — devono trovare collocazioni alternative e appropriate alla destinazione d’uso, senza intaccare il patrimonio vocato all’utilizzo agricolo del territorio algherese”

Futuro Nazionale Alghero

 

“Europa Verde cambia versione, ma resta il nodo dell’autorizzazione”

ALGHERO -«Europa Verde modifica la comunicazione dell’iniziativa di Sa Segada e aggiunge ora che una parte del ricavato sarà destinata al Comitato di borgata. Una precisazione postuma incredibile che non cancella il dato originario: il pranzo era stato pubblicizzato dai seguaci dI Cacciotto per sostenere economicamente la sede e le attività politiche del partito. Sono elementi certificati da locandine e post di Europa Verde. Peraltro confermati da tanti cittadini che hanno aderito all’iniziativa. E resta da chiarire a quale titolo sia stato utilizzato un immobile del demanio regionale».Lo dichiarano i capigruppo del centrodestra algherese Marco Tedde (Forza Italia), Raffaele Salvatore (UDC), Michele Pais (Lega), Alessandro Cocco (Fratelli d’Italia), Massimiliano Fadda (Prima Alghero) e Giovanna Caria (Riformatori Sardi). «Se la destinazione di una parte del ricavato al Comitato è stata decisa successivamente, sarebbe opportuno chiarirlo. In ogni caso, questa circostanza non risolve la questione fondamentale: un bene pubblico può essere utilizzato soltanto nel rispetto del titolo di concessione, della sua destinazione e delle eventuali autorizzazioni necessarie. Peraltro, gli avvisi pubblici per questi beni prevedevano espressamente una clausola particolarmente rilevante che stabiliva che il conduttore «non potrà subaffittare o cedere il contratto o il godimento del bene». E, comunque, fra i potenziali conduttori l’avviso non menziona i partiti politici». «Il sostegno economico a un partito è una finalità privata, non una finalità pubblica. Per questo non basta il consenso del Comitato che ha in gestione la struttura: occorre verificare se il contratto con la Regione consenta di mettere l’immobile a disposizione di un soggetto politico per un’iniziativa di autofinanziamento e se fosse necessaria un’autorizzazione espressa». «È singolare che, anziché chiarire subito il quadro autorizzativo, si risponda introducendo una diversa destinazione di parte delle risorse. La trasparenza richiede atti e risposte precise, non poco credibili ricostruzioni successive». «Confermiamo quindi che sottoporremo la vicenda agli organismi di controllo competenti, affinché verifichino la regolarità dell’utilizzo dell’immobile regionale e la sua conformità alle norme che disciplinano il patrimonio pubblico. I beni dei cittadini non possono essere messi a disposizione di un partito politico senza regole certe e verificabili. A discapito di altre forza politiche, ugualmente legittimate, e, soprattutto, in danno dei cittadini sardi».

“Sanità in Sardegna nella bufera: illegittimità e disagi, la Todde lasci l’interim”

CAGLIARI – «La sentenza che impone alla Asl di Cagliari di reintegrare il direttore sanitario Roberto Massazza, riconoscendo l’illegittimità della revoca del suo incarico, riporta al centro i pasticci prodotti dalle scelte della Giunta Todde nella gestione della sanità sarda. Una vicenda che impone di fare chiarezza sulle decisioni assunte e sulle responsabilità politiche di chi governa il sistema sanitario regionale».
Lo dichiara Marco Tedde, consigliere nazionale di Forza Italia, che punta il dito contro la gestione della sanità da parte della presidente della Regione Alessandra Todde.
«Da mesi assistiamo a una successione di commissariamenti, sostituzioni e decisioni organizzative che finiscono per alimentare contenziosi e incertezza. Ora una pronuncia giudiziaria mette in discussione la revoca del direttore sanitario della Asl di Cagliari e dispone il suo reintegro, con conseguenze risarcitorie per l’azienda. Non spetta a noi sostituirci ai giudici, ma è legittimo chiedere alla presidente Todde conto delle scelte politiche e amministrative compiute dalla sua Giunta».
«La contraddizione più evidente è che Todde continua a mantenere l’interim dell’assessorato alla Sanità. La presidente ha scelto di concentrare su di sé la responsabilità politica di un settore che richiede presenza quotidiana, competenze specifiche, capacità organizzativa e una programmazione rigorosa. Eppure, dopo oltre due anni e mezzo di governo, i problemi restano enormi e i cittadini continuano a pagare il prezzo delle inefficienze. La Sardegna ha bisogno di un assessore a tempo pieno, di una guida stabile e di una strategia credibile, non di una delega trattenuta senza che si veda la svolta promessa».
«I pronto soccorso sono sotto pressione, mancano medici, la medicina territoriale non riesce a garantire risposte adeguate e l’accesso alle cure primarie resta difficile in troppi territori. Anche la realizzazione dei nuovi ospedali richiede tempi certi, atti concreti e una programmazione capace di trasformare gli annunci in opere. Nel frattempo, i pazienti aspettano, le famiglie si fanno carico delle difficoltà e gli operatori sanitari lavorano spesso in condizioni complicate».
«La sanità non si governa con gli slogan né attraverso continui cambi di vertice. Si governa garantendo servizi, personale, organizzazione e responsabilità chiare. Dopo oltre due anni e mezzo, i sardi hanno diritto di sapere quale sia il progetto della Giunta Todde e quando potranno finalmente vedere risultati concreti».
«La presidente esca dalla contraddizione in cui si è cacciata: individui una guida competente e a tempo pieno per l’assessorato, presenti un programma verificabile e risponda dei risultati. La salute dei cittadini non può essere ostaggio dell’incertezza amministrativa e delle scelte sbagliate. La Sardegna merita una sanità pubblica efficiente e dignitosa. Oggi, purtroppo, siamo ancora lontani da questo obiettivo», conclude Tedde.

Fratelli d’Italia sul territorio: grande partecipazione. Covid, “Gestione nazionale opaca””

ALGHERO – “Ottima partecipazione sabato sera nella sede di Fratelli d’Italia Alghero per l’incontro “Mangiatoia Covid – Le falle nella gestione della pandemia”, con il Senatore Antonella Zedda, componente della Commissione parlamentare d’inchiesta Covid, e Mario Conoci, sindaco di Alghero negli anni dell’emergenza sanitaria.

«È stato un confronto serio e necessario – dichiara Fratelli d’Italia Alghero – per tornare su una stagione che troppi vorrebbero archiviare in silenzio: sprechi, opacità, speculazioni, scelte ideologiche e decisioni antiscientifiche assunte dai governi Conte, con pesanti limitazioni imposte ai cittadini e ricadute enormi sulle amministrazioni locali».

L’incontro, aperto da Pino Cardi e Alessio Auriemma e moderato da Alessandro Cocco, ha permesso di approfondire il lavoro della Commissione d’inchiesta e di ribadire un principio: «Gli italiani hanno diritto di sapere come siano state gestite le risorse pubbliche, quali errori siano stati commessi e quali responsabilità politiche abbiano segnato quegli anni».

La presenza del Senatore Zedda ad Alghero è stata anche occasione per una serie di incontri con il territorio. Sabato mattina visita al Canile Primavera di Santa Maria La Palma con DNA Randagio, per affrontare criticità e prospettive della struttura; poi tappa a Fertilia, con la visita all’Ecomuseo EGEA, nel segno della memoria degli esuli istriani, fiumani e dalmati. Nel pomeriggio incontro con il direttivo della Catalana Baseball Alghero, storica realtà sportiva cittadina. Domenica mattina, infine, presenza a Capo Caccia per le Giornate FAI e confronto con i rappresentanti della Protezione Civile E.R.A., sulle difficoltà burocratiche che frenano il volontariato.

«Due giornate costruite attorno a un’idea semplice: la politica deve ascoltare chi ogni giorno tiene in piedi il territorio e trasformare quell’ascolto in iniziativa concreta. Ringraziamo la senatrice Antonella Zedda per l’attenzione dimostrata ancora una volta verso Alghero».

“Turismo, Italia prima destinazione in Europa grazie alle politiche del Governo Meloni”

ROMA – «L’Italia è la prima destinazione in Europa per presenze turistiche nel 2025. Dopo aver superato la Francia nel 2024, adesso sorpassiamo anche la Spagna, conseguendo uno storico risultato che il Ministero aveva già anticipato due settimane fa e che oggi viene certificato dall’ISTAT. Un primato non casuale, ma frutto della precisa strategia politica del Governo Meloni, in collaborazione con le imprese del settore, i lavoratori, i territori e le Regioni. Il 17 ottobre, all’evento che stiamo  organizzando al Tempio di Venere, non ci limiteremo a festeggiare questo traguardo ma programmeremo, insieme a tutti gli operatori del settore, un futuro solido basato su successi strutturali», così il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi.

Sa Segada, Europa Verde: “Gli spazi della comunità sono luoghi di incontro e partecipazione”

ALGHERO – «Ci fa piacere che l’iniziativa organizzata a Sa Segada abbia acceso l’attenzione sulla borgata. È un’attenzione che vorremmo vedere più spesso, soprattutto quando si tratta di affrontare le esigenze di chi ci vive». Così Beatrice Podda e Gianluigi Testoni co-portavoce della Federazione provinciale di Europa Verde Sassari, intervengono in merito alle dichiarazioni dei rappresentanti del centrodestra algherese sull’iniziativa organizzata nella borgata di Sa Segada.

«Partiamo dai fatti. Gli immobili regionali sono affidati al Comitato di borgata attraverso un regolare contratto e la gestione degli spazi è in capo al Comitato stesso. Come Europa Verde abbiamo chiesto la disponibilità della struttura per organizzare un momento di incontro e un pranzo conviviale con iscritti e simpatizzanti. Una richiesta accolta dal Comitato, che mette gli spazi a disposizione anche di altre associazioni e privati.

Abbiamo scelto Sa Segada perché crediamo che il confronto politico debba raggiungere anche quei luoghi della città che troppo spesso restano ai margini dell’attenzione pubblica. Le borgate sono parte integrante di Alghero e meritano occasioni di incontro, ascolto e partecipazione.

È stata una giornata di confronto e condivisione, che ha avuto anche un risvolto concreto per la comunità: una parte del ricavato è stata destinata al Comitato per contribuire al restauro del campanile della chiesa.

Riteniamo che gli spazi a disposizione delle comunità debbano continuare a essere luoghi vivi, aperti alle iniziative e alle persone, nel rispetto delle regole e delle modalità previste per il loro utilizzo.

Se il dibattito pubblico tornasse a concentrarsi più spesso sui bisogni delle borgate e sulle opportunità per valorizzarle, sarebbe un risultato positivo per tutta Alghero».

Beatrice Podda e Gianluigi Testoni
Co-portavoce della Federazione provinciale di Europa Verde Sassari