“Zedda si accorge solo ora dell’immigrazione controllata, buongiorno!”

CAGLIARI – “Il sindaco di Cagliari, Massimo Zedda si accorge che l’immigrazione incontrollata rappresenta un problema serio. Dopo quindici anni di quelle che consideriamo politiche scellerate di accoglienza senza limiti, volute e portate avanti dalla sua parte politica, non possiamo che accogliere con piacere questa improvvisa conversione. Meglio tardi che mai. Peccato che, prima di attaccare il Governo Meloni, il sindaco non abbia pensato di controllare i dati ufficiali del Ministero dell’Interno”. A dichiararlo Fratelli d’Italia Cagliari, in risposta alle dichiarazioni del sindaco sugli sbarchi nel capoluogo. “Il sindaco controlli i numeri prima di attaccare il Governo Meloni. E si rilegga il TUEL sulle proprie responsabilità in materia di sicurezza urbana”.

“el 2022 sono sbarcati in Italia 105.131 migranti, nel 2023 si è raggiunto il picco di 157.651, scesi a 66.617 nel 2024 e a 66.312 nel 2025. All’8 ottobre 2026 gli sbarchi sono 23.910, contro i 52.911 dello stesso periodo dell’anno precedente: il 55% in meno. Numeri che, dopo l’aumento del 2023, documentano una netta inversione di tendenza. “Per quindici anni la sua parte politica ha sostenuto politiche dell’accoglienza che giudichiamo fallimentari, mentre chi denunciava i rischi dell’immigrazione incontrollata veniva accusato di alimentare paure e intolleranza. Siamo lieti che oggi il sindaco abbia cambiato idea, ma non si può pretendere che in appena quattro anni il Governo Meloni risolva tutte le criticità che attribuiamo a quindici anni di scelte politiche sbagliate.

Quanto alle responsabilità, nessuno mette in discussione che il controllo dell’immigrazione sia competenza dello Stato. Ma forse al sindaco farebbe bene rileggersi gli articoli 50 e 54 del Testo unico degli enti locali, che disciplinano anche i poteri del sindaco in materia di sicurezza urbana, contrasto al degrado e tutela del decoro cittadino. Prima di impartire lezioni al Governo, dunque, Zedda dovrebbe ricordarsi anche delle responsabilità che la legge attribuisce a chi amministra una città”. “A proposito di sicurezza e decoro, vorremmo ricordargli che, mentre oggi invoca interventi del Governo, soltanto pochi mesi fa la sua amministrazione proseguiva con le politiche del “volemose bene”, arrivando persino a cancellare i divieti comunali di accattonaggio e bivacco introdotti dalla precedente amministrazione. Due questioni certamente distinte, ma che rendono legittima una domanda: quale idea di sicurezza urbana intende portare avanti il sindaco di Cagliari?  Una buona notizia, comunque, c’è: finalmente anche Zedda ha capito che l’immigrazione incontrollata è un problema. Ora dovrebbe soltanto spiegarlo al resto della sua coalizione”. Conclude FdI Cagliari.

“Alghero, opere pubbliche allo sbando: cantieri abbandonati, furti e vandalismi”

ALGHERO – «Cinque manicotti industriali da sei metri ciascuno stavano per essere portati via su un autocarro. È quanto hanno scoperto gli agenti della Polizia nel cantiere della circonvallazione di Alghero, abbandonato ormai da quasi un anno. Un episodio che fotografa una situazione intollerabile: un’opera strategica per la città è lasciata in stato di abbandono, esposta a furti e vandalismi, mentre Alghero continua a fare i conti con ritardi e cantieri incompiuti».
Così Fratelli d’Italia Alghero interviene sullo stato dei lavori della circonvallazione.
«Ma c’è un aspetto ancora più grave: da mesi un lungo tratto della nuova circonvallazione, fatta eccezione per la parte iniziale, viene utilizzato quotidianamente dagli automobilisti senza essere stato collaudato e senza alcuna adeguata misura di sicurezza. Una strada utilizzata di fatto nella viabilità cittadina, ma che continua a trovarsi all’interno di un cantiere abbandonato e incustodito. Una situazione che si protrae da mesi sotto l’assoluta indifferenza di chi avrebbe il dovere di controllare e garantire la sicurezza dei cittadini».
«Fa impressione, inoltre, constatare che le nuove risorse per la circonvallazione siano arrivate soltanto ad agosto, nonostante il bilancio fosse approvato dall’inizio dell’anno e l’avanzo di amministrazione fosse disponibile già da aprile. Con milioni di euro disponibili, il Comune è arrivato tardi anche su un’opera fondamentale per la mobilità cittadina».
«E mentre Cacciotto, a cadenza regolare, annuncia nuove risorse e promette un futuro che non arriva mai, continua a non spiegare alla cittadinanza perché il cantiere sia fermo. È invece dovere dell’Amministrazione rendere edotti i cittadini sui motivi per cui un’opera così strategica è ferma ormai da due anni, sostanzialmente da quando questa Amministrazione si è insediata».
Per Fratelli d’Italia «non si tratta di un caso isolato. Alghero è ormai alle prese con una lunga serie di opere incompiute, cantieri fermi e interventi annunciati: oltre alla circonvallazione ci sono l’ex Cotonificio, Largo Nunzio Costantino, il Palazzo Civico di via Columbano, la piscina comunale, l’ex CRA Simon Mossa e il bando per la gestione del Caval Marì. La sequenza è sempre la stessa: annunci, conferenze stampa, promesse, nuove risorse e poi mesi di attesa».
«Il sindaco Cacciotto non può continuare a rispondere alle difficoltà con nuovi annunci. Governare significa programmare, anticipare i problemi, reperire per tempo le risorse, controllare i cantieri e garantire la sicurezza dei cittadini».
«La circonvallazione è un’opera strategica per migliorare la viabilità, alleggerire il traffico e collegare meglio quartieri e borgate. Tenerla in queste condizioni significa lasciare incompiuto un intervento fondamentale per Alghero, esponendo nel frattempo gli automobilisti a una situazione di rischio che si trascina da mesi».
«Ora Cacciotto dica alla città perché il cantiere è fermo e quando ripartiranno davvero i lavori. Alghero non ha bisogno di altri annunci: ha bisogno di opere completate, cantieri presidiati e amministratori capaci di trasformare le risorse disponibili in risultati concreti».

“Treno a idrogeno: eravamo e restiamo contrari, saranno i fatti a parlare”

ALGHERO – “E’ inutile che il centrodestra tenti di gettare una cortina di fumo davanti agli occhi delle persone. La posizione del Partito Democratico su quest’opera è sempre stata chiara: abbiamo espresso forti perplessità in passato e continuiamo a esprimerle oggi, per ragioni tecniche, economiche e ambientali ben precise.

La tecnologia ferroviaria a idrogeno trova la sua principale giustificazione in quei territori nei quali l’elettrificazione delle linee risulta particolarmente complessa o antieconomica. Non è certamente questa la condizione della Nurra, dove si è deciso di puntare su una tecnologia caratterizzata, peraltro, da un rendimento energetico complessivo decisamente modesto rispetto alla trazione elettrica diretta.

Ma il punto centrale è un altro.

L’originario progetto di tram-treno avrebbe consentito di raggiungere molteplici obiettivi: un consumo di suolo notevolmente inferiore, meno della metà rispetto a quello richiesto dalla nuova infrastruttura ferroviaria e dall’impianto di produzione dell’idrogeno; la possibilità di penetrazione urbana, collegando direttamente i centri cittadini di Sassari, Alghero e Sorso; e, soprattutto, un enorme risparmio di risorse pubbliche.

Ricordiamo che l’opera attualmente in fase di realizzazione comporterà una spesa superiore ai 300 milioni di euro per meno di sette chilometri di collegamento ferroviario. Una cifra enorme, con la quale, secondo le nostre valutazioni, si sarebbe potuta elettrificare quasi tutta la rete ferroviaria a scartamento ordinario della Sardegna.

Sono queste le ragioni che hanno determinato la nostra posizione. Non pregiudizi ideologici, non contrapposizioni politiche, ma una diversa idea di mobilità, di sostenibilità ambientale e di utilizzo delle risorse pubbliche.

E sono esattamente le stesse ragioni che sosteniamo oggi.

Per farla semplice, comunque, non sarà né il centrodestra né il Partito Democratico a decretare il successo o il fallimento di questo faraonico trenino. Saranno i fatti, i costi di gestione, il numero dei passeggeri e l’effettiva utilità del servizio a dirci, negli anni a venire, se questa sia stata una scelta lungimirante oppure un clamoroso spreco di risorse pubbliche.

Nel frattempo, continuiamo a sentirci al fianco dei territori interessati dall’opera e delle persone che in quei territori vivono, lavorano e portano avanti le proprie attività, sopportando le conseguenze di scelte sulle quali abbiamo sempre chiesto maggiore attenzione.

Naturalmente ci auguriamo che, una volta entrato in funzione, il collegamento possa offrire un servizio utile alla collettività.

Speriamo soltanto di non doverci trovare, tra qualche anno, a ricordare agli entusiasti di oggi: «Ve lo avevamo detto».

Partito Democratico Alghero

“Treno a Idrogeno, Cacciotto e il Pd hanno preso in giro l’agro”

ALGHERO – «La Commissione svolta nel sito della centrale di produzione dell’idrogeno a Mamuntanas ha chiarito definitivamente che, nonostante le mistificazioni della sinistra, il treno a idrogeno si farà. C’è da chiedersi che fine abbiano fatto le barricate annunciate in campagna elettorale dalla sinistra algherese». Lo dichiara il centrodestra algherese.
«Cacciotto, il Partito Democratico, il presidente Mimmo Pirisi, i consiglieri Esposito e Madau, il segretario Daga e tutta la sinistra avevano costruito una parte importante della propria campagna elettorale contro il progetto. Avevano detto ai cittadini dell’agro che avrebbero impedito in ogni modo la realizzazione dell’opera. Oggi, invece, dopo aver cercato di nascondere l’opera dietro una coltre di silenzio, si ritrovano a prendere atto dell’avanzamento del progetto, senza aver mosso un dito per mantenere quanto promesso».
«È la solita doppiezza della sinistra: in campagna elettorale si alimentano paure e si promette battaglia; ma quando governa la sinistra resta in silenzio e fa l’esatto contrario. Nel frattempo l’opera procede, ha rispettato le scadenze PNRR di giugno 2026 e, secondo quanto illustrato da ARST, l’infrastruttura ferroviaria sarà completata nel 2028. I primi due treni a idrogeno sono già in fase di collaudo in Svizzera».
«Questa vicenda dimostra anche la spaccatura interna alla maggioranza. Da una parte i centristi, da sempre favorevoli all’opera; dall’altra la sinistra, che l’ha combattuta a parole e oggi la subisce nei fatti. Emblematico il caso del consigliere regionale Valdo Di Nolfo, che ha fatto campagna contro il treno a idrogeno per essere sconfessato dalla stessa Regione, guidata sul dossier dall’assessore ai Lavori pubblici Antonio Piu, dominus politico di AVS e del sindaco Cacciotto».
«Sul nodo di Tanca Farrà il tema della viabilità principale va affrontato con soluzioni concrete. I progrttisti ARST hanno individuato tre possibili ipotesi: come centrodestra pretendiamo che l’Amministrazione comunale si impegni ad ascoltare davvero i cittadini dell’agro e consenta loro di esprimersi sulla soluzione più utile, praticabile e meno penalizzante».
«Altro punto decisivo riguarda la fermata di Sa Segada. Se, come emerso, ANAS ha predisposto il progetto e le opere infrastrutturali necessarie alla sua realizzazione, anche a seguito delle osservazioni presentate dall’Amministrazione, ora il Comune deve dire chiaramente cosa intende fare, senza nascondere la testa sotto la sabbia. La scelta non è neutra: realizzare quel tratto significherà avviare nuovi espropri».
«I partiti di centrodestra non accettano che l’agro venga usato come terreno di propaganda elettorale da chi fomenta paure e malumori per poi abbandonarlo quando si tratta di decidere. Cacciotto, il Pd, Di Nolfo dicano la verità ai cittadini: il treno a idrogeno si farà, loro non lo hanno fermato nonostante le promesse e oggi devono assumersi la responsabilità politica delle bugie raccontate in campagna elettorale»

“Tributi, la Step batte cassa e la Secal attende (ancora) i soldi da Porta Terra”

ALGHERO – “È arrivata, a quanto risulta, agli uffici del Comune di Alghero una nota della società STEP, concessionaria della riscossione, con la quale la società rivendicherebbe il riconoscimento di somme relative all’aggio non maturato a seguito dell’adesione del Comune alla definizione agevolata dei tributi locali.
Una questione sulla quale, come consigliere comunale del PSd’Az, ritengo sia necessario fare immediatamente chiarezza.
La definizione agevolata, prevista dalla normativa statale e alla quale il Comune di Alghero ha scelto di aderire, consente ai contribuenti che hanno debiti tributari iscritti a ruolo di beneficiare dello stralcio di sanzioni e interessi, consentendo loro di estinguere la propria posizione attraverso il pagamento di quanto dovuto a titolo di tributo, secondo le modalità previste dalla legge.
Una scelta che, a mio avviso, va nella direzione di alleggerire il peso fiscale su famiglie e imprese, soprattutto in un momento nel quale tanti cittadini e tante attività economiche hanno difficoltà a sostenere il carico dei debiti accumulati.
Ora, però, sembrerebbe che STEP chieda al Comune il riconoscimento di un presunto mancato guadagno o comunque delle somme collegate all’aggio che la società non avrebbe percepito proprio a seguito dell’applicazione della definizione agevolata.
La domanda è semplice: il Comune deve davvero pagare?
È questa la domanda che rivolgo pubblicamente al Sindaco e agli uffici comunali.
È fondata la richiesta avanzata da STEP? Esiste realmente un obbligo giuridico per il Comune di Alghero di riconoscere queste somme? E, soprattutto, perché dovrebbero essere i cittadini algheresi a farsi carico di un eventuale mancato introito del concessionario?
Prima di qualsiasi riconoscimento economico ritengo indispensabile che l’Amministrazione renda pubbliche le valutazioni degli uffici e chiarisca con assoluta trasparenza la natura della richiesta, la sua quantificazione e l’eventuale titolo giuridico che obbligherebbe il Comune a corrisponderla.
Stiamo parlando, infatti, di soldi pubblici. E quindi di soldi degli algheresi, delle famiglie e delle imprese.
Questa vicenda riporta inoltre al centro una questione politica che come PSd’Az riteniamo fondamentale: la gestione dei tributi e della riscossione deve essere il più possibile vicina all’Amministrazione e ai cittadini.
Il ricorso a un concessionario esterno ha dimostrato, a nostro giudizio, anche i suoi limiti.
Diverso sarebbe il rapporto con una società interamente partecipata dal Comune, come Secal, che rappresenta un patrimonio importante dell’Amministrazione e che deve essere sempre più valorizzato.
Con l’affidamento del servizio di gestione dei tributi ad una società interamente partecipata dal Comune, l’obiettivo è quello di garantire un approccio più equo e vicino ai bisogni dei cittadini, sempre nel rispetto della legalità, della tutela delle entrate comunali e dell’equilibrio di bilancio.
Questo non significa certamente rinunciare alla riscossione dei tributi o ai crediti che il Comune deve incassare.
Significa però svolgere l’attività di recupero con una maggiore attenzione alla situazione concreta di famiglie, lavoratori e imprese, utilizzando tutti gli strumenti previsti dalla legge e privilegiando, quando possibile, soluzioni che consentano al contribuente di regolarizzare la propria posizione senza essere sottoposto a procedure sproporzionate.
Il Comune non è un’azienda privata.
La differenza, a mio avviso, è anche nella natura del soggetto che svolge il servizio.
Una società privata opera necessariamente secondo logiche proprie di un’attività economica e di remunerazione del servizio. Una società interamente partecipata dal Comune, invece, deve avere come riferimento prioritario l’interesse pubblico e quello della comunità amministrata.
È proprio per questo che ritengo che Secal debba essere ulteriormente valorizzata, rafforzandone il ruolo nella gestione dei tributi comunali.
La vicenda STEP dimostra quanto sia delicato affidare all’esterno funzioni così importanti e sensibili, che incidono direttamente sulla vita delle persone e sulla situazione economica delle imprese.
Non possiamo dimenticare, inoltre, le numerose contestazioni che nel tempo sono state sollevate da cittadini e imprese sulle modalità di recupero dei crediti e sulle procedure di riscossione adottate dalla Step.
Oggi, davanti alla richiesta avanzata da STEP, il Comune deve assumere una posizione chiara.
Non si tratta di stabilire se un concessionario abbia o meno il diritto a ricevere quanto eventualmente previsto dalla legge o dal contratto. Questo dovranno dirlo gli uffici e, se necessario, gli organi competenti.
Si tratta però di pretendere chiarezza, trasparenza e tutela dell’interesse pubblico.
Per questo chiedo al Sindaco e all’Amministrazione:
di rendere noto il contenuto e l’importo della richiesta avanzata da STEP;
di chiarire quale sia il fondamento giuridico della pretesa;
di spiegare se il Comune sia effettivamente obbligato a riconoscere le somme richieste;
di rendere pubblici i pareri e le valutazioni degli uffici competenti;
e, soprattutto, di chiarire perché un’eventuale conseguenza economica della scelta di applicare una misura di definizione agevolata prevista dalla legge dovrebbe ricadere sulle casse comunali e quindi sui cittadini.
La priorità deve essere una sola: tutelare l’interesse degli algheresi.
La definizione agevolata è stata adottata per dare una possibilità a cittadini e imprese di regolarizzare i propri debiti. Non può trasformarsi, paradossalmente, in un vantaggio per il contribuente accompagnato da un nuovo costo per la collettività, senza che prima sia verificato attentamente ogni profilo giuridico ed economico. Prima di pagare, dunque, il Comune verifichi. E renda conto ai cittadini”.
Christian Mulas, Consigliere comunale  PSd’Az

Stop alle chiacchiere, è ufficiale: il Rally Mondiale trasloca a Roma

ROMA – La FIA ha ufficializzato il calendario del World Rally Championship 2027: per il Rally d’Italia del prossimo anno è stata scelta Roma. Fine della chiacchiare, degli strali e ululati alla Luna. Purtroppo è inutile piangere sul latte versato, l’evento è perso. Bisognava pensarci prima e non solo in termini di “milionate” di soldi pubblici da dare al Wrc, ma probabilmente costruendo un qualcosa di più immerviso e coinvolgente e di più identitario e appassionate.
Invece, se ci si pensa, del Rally se ne parla i giorni della gara e niente, ne prima ne dopo. Se un territorio vuole eventi del genere deve costruirci attorno tutta una situazione che li trasformi in veri grandi attrattori di folle finacge, quasi, a trasformare un luogo.
Senza considerare che, a parte quest’ultima edizione, le altre, potevano vedere sicuramente una mole maggiore di persone (oltre gli staf) e questo magari definendo accordi con il pubblico più interessato a queste manifestazioni: gli scandinavi.
Ma invece, come da comunicazione ufficiale. “La tappa italiana della serie iridata si svolgerà per la prima volta nella storia a Roma, come ottavo round sul fondo in asfalto, e si terrà dall’8 al’11 luglio. Dopo 10 edizioni con validità per la serie europea, la gara della Capitale passerà quindi alla massima validità mondiale”.
Il Promoter WRC e la FIA hanno deciso di portare l’appuntamento iridato nella Capitale che, nel mese di luglio del prossimo anno, sarà dunque protagonista di un evento capace di offrire, oltre al coinvolgimento di un numerosissimo pubblico, prestazioni sportive di eccezionale livello e momenti di altissima spettacolarità.
“Nel prendere atto della decisione e nell’evidenziare l’ottimo risultato ottenuto nei giorni scorsi in Sardegna, ACI – la Federazione sportiva italiana dell’automobilismo – comunica di essere al lavoro con il concreto obiettivo di sviluppare, già per il 2028, un Rally d’Italia in grado di coniugare, in un unico evento, le iconiche strade bianche dell’Isola alla maestosità del Colosseo”, chiudono dall’Aci aprendo un piccolo spiraglio che, però, è solo utile a confermare che l’evento principale sarà a Roma.

Montagne di soldi per il Capodanno, ma quali sono le reali ricadute?

ALGHERO – “Quanto costa realmente il Capodanno di Sassari e quale ritorno economico produce per la città? È questo il tema dell’interrogazione presentata dai consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Roberto Cadeddu, Pietro Pedoni e Maurizio Usai, che chiedono alla Giunta di fare chiarezza sugli stanziamenti, sui costi complessivi dell’evento e sul suo effettivo impatto economico e turistico.
L’interrogazione evidenzia il forte aumento delle risorse destinate al Capodanno negli ultimi anni. Per l’edizione 2024/2025, con Gianna Nannini, la spesa complessiva era stata di circa 600 mila euro, di cui 250 mila a carico del Comune. Per il Capodanno 2025/2026, con Max Pezzali, il costo complessivo è salito a circa 1,15 milioni di euro, con un cachet artistico di 350 mila euro e un cofinanziamento regionale di 500 mila euro.
Per il prossimo Capodanno 2026/2027, la deliberazione di Giunta n. 2026/330 del 21 settembre 2026 ha quantificato in 709.050 euro il solo pacchetto artistico del cantante Zucchero, ufficializzato in queste ore dall’amministrazione comunale. Considerando anche i costi organizzativi, logistici e di sicurezza, i consiglieri stimano una spesa complessiva che potrebbe superare 1,6 milioni di euro.
«Di fronte a cifre di questa portata – sottolineano Cadeddu, Pedoni e Usai – non è sufficiente parlare genericamente di promozione turistica. Se il Capodanno viene considerato un investimento strategico, bisogna dimostrarne il ritorno economico con dati concreti».
L’interrogazione chiede quindi alla Giunta di fornire i dati ufficiali sui flussi turistici degli ultimi tre Capodanni, con particolare riferimento alle edizioni con Gianna Nannini e Max Pezzali, sulla provenienza dei visitatori, sulla loro permanenza media e sulla spesa sostenuta sul territorio. Viene inoltre chiesto quale sia stato l’effettivo incremento delle presenze turistiche in rapporto alla crescita dei costi dell’evento e quale indotto economico sia stato generato a favore di commercio, ristorazione, strutture ricettive e attività produttive.
Infine, i consiglieri comunali di FDI chiedono quali siano stati i criteri politici e finanziari che hanno portato a considerare prioritaria una spesa di questa entità rispetto alle altre esigenze della città, anche alla luce dell’utilizzo di fondi accantonati per i conguagli energetici.
«Non mettiamo in discussione il valore degli eventi – concludono i consiglieri di Fratelli d’Italia – ma quando si utilizzano risorse pubbliche per oltre un milione e mezzo di euro è doveroso verificare quanto queste risorse ritornino effettivamente alla città in termini di turismo, consumi e ricchezza prodotta sul territorio».

Campo boe e Zps a mare, “Ok alla tutela ambientale, ma stop ai troppi vincoli”

ALGHERO – «La proposta della Regione di estendere la ZPS a mare, dal Ponte Calabona fino a Capo Marrargiu e quindi verso Bosa, con una fascia che arriva a circa un miglio dalla costa, merita un confronto pubblico molto più approfondito». È quanto sostiene Tore Piana, intervenuto ad Alghero, secondo il quale «non possiamo escludere che questo nuovo strumento possa essere propedeutico all’introduzione di ulteriori vincoli, con il rischio che a essere penalizzati siano soprattutto pescatori e diportisti, che potrebbero trovarsi di fronte a nuove zone nelle quali sarà vietato o limitato l’ancoraggio».

«C’è troppo silenzio sulla pratica regionale – sottolinea Piana – mentre il termine per presentare le osservazioni è fissato al 31 ottobre. È fondamentale che cittadini, operatori della pesca, diportisti e imprese interessate conoscano la proposta e partecipino alla fase delle osservazioni direttamente attraverso il sito dell’Assessorato regionale dell’Ambiente, nell’ambito del progetto ABILAS».

La discussione si è inoltre allargata alla situazione dei campi boe nell’Area Marina Protetta di Capo Caccia-Isola Piana e nelle tre zone esterne, dove resta aperto il tema del rapporto tra tutela ambientale, disponibilità degli spazi e fruizione del mare.

Il Parco di Porto Conte ha convocato per giovedì 8 ottobre alle ore 17.30 la prima riunione dedicata alla questione dei campi boe. Tore Piana, convocato in rappresentanza del Centro Studi Agricoli e quale promotore del Comitato No Boe, parteciperà all’incontro.

«Dobbiamo arrivare alla riunione con una posizione chiara – conclude Piana –: tutelare l’ambiente è necessario, ma la tutela non può trasformarsi in una progressiva sottrazione del mare ai cittadini, ai pescatori e ai diportisti. Occorre discutere concretamente quali soluzioni adottare per i campi boe e quali proposte avanzare per garantire equilibrio tra tutela e libera fruizione del mare»

Alghero, incontro di FDI sulla “Mangiatoia Covid”

ALGHERO – Il prossimo sabato 10 ottobre, alle ore 18:30, nella sede di Fratelli d’Italia Alghero in via Giovanni XXIII n. 33, si terrà l’incontro pubblico “Mangiatoia Covid – Le falle nella gestione della pandemia”. Sprechi, scelte ideologiche, limitazioni imposte ai cittadini e difficoltà vissute dai territori saranno al centro del confronto con la senatrice Antonella Zedda, componente della Commissione parlamentare d’inchiesta Covid, e con Mario Conoci, sindaco di Alghero durante gli anni della pandemia.
Apriranno l’incontro Pino Cardi, coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia Alghero, e Alessio Auriemma, vicecoordinatore cittadino. Modera Alessandro Cocco, capogruppo consiliare di Fratelli d’Italia Alghero.
Sarà un’occasione per approfondire quanto emerso dai lavori della Commissione parlamentare d’inchiesta, ma anche per rileggere una stagione che ha segnato profondamente l’Italia, le famiglie, le imprese, le scuole, le amministrazioni locali e la vita quotidiana di milioni di cittadini.
Durante l’incontro ci sarà spazio per domande, interventi e approfondimenti da parte del pubblico. Fratelli d’Italia Alghero invita cittadini, iscritti, simpatizzanti e tutti coloro che desiderano capire meglio quanto accaduto in quegli anni a partecipare

“Atti incendiari e attentati, intervenga la Direzione Distrettuale Antimafia”

ALGHERO – “Da mesi denunciamo che ad Alghero la questione della sicurezza non può essere affrontata attraverso singoli episodi e rassicurazioni di circostanza. Lo abbiamo detto dopo gli incendi e i danneggiamenti che si sono susseguiti in città, lo abbiamo detto chiedendo al sindaco di interessare il ministro dell’Interno e chiedendo un rafforzamento della presenza delle forze dell’ordine. Lo abbiamo ribadito chiedendo un confronto con la Prefettura, le forze dell’ordine e la magistratura.

Oggi, davanti ai nuovi episodi verificatosi ad Alghero, riteniamo che non sia più possibile considerare ogni fatto come isolato. A questo si aggiunge l’incendio che ha interessato nelle scorse settimane una attività in via Garibaldi, un fatto che non ha avuto la stessa rilevanza mediatica di altri, ma che non può essere ignorato nel momento in cui si ricostruisce il quadro complessivo della sicurezza in città.

Non siamo certo noi a dire che ad Alghero esista un’organizzazione mafiosa perché non spetta alla politica formulare conclusioni investigative, ma proprio per questo riteniamo che sia arrivato il momento di chiedere a chi ha gli strumenti e le competenze per farlo di valutare il quadro nella sua interezza. Negli ultimi mesi sono emersi, anche attraverso notizie di stampa, riferimenti a possibili interessi della criminalità organizzata verso il tessuto economico e imprenditoriale del territorio. Di fronte a una successione di incendi, danneggiamenti e possibili atti intimidatori, la domanda non può più essere soltanto se ciascun singolo episodio abbia una spiegazione autonoma. La domanda, quindi, è se esistano collegamenti che debbano essere approfonditi.

Per questo chiediamo che il complesso degli episodi venga portato all’attenzione della Direzione Distrettuale Antimafia di Cagliari, affinché l’autorità competente possa valutare autonomamente se sussistano elementi riconducibili alla criminalità organizzata e, conseguentemente, eventuali profili di competenza antimafia.

Lo chiediamo al sindaco e alle istituzioni. Alghero è una città turistica, con un’economia fortemente legata alle attività imprenditoriali, alla ristorazione e all’accoglienza, e proprio per questo la sicurezza del territorio e la tutela delle attività economiche e dei cittadini non possono essere considerate questioni secondarie. Il sindaco ha il dovere di rappresentare alla città la situazione con trasparenza, senza minimizzare e senza limitarsi alle rassicurazioni, soprattutto senza correre il rischio di accorgerci troppo tardi che episodi apparentemente distinti facevano parte di un quadro più ampio”.

Giovanna Caria, Riformatori Sardi