Crisi a Porta Terra, allarme rientrato: il rimpasto si farà entro l’Immacolata

ALGHERO – Quando oramai le cose parevano precipitare, con addirittura si vociferava di imminenti dimissioni dell’assessore e segretario del Pd Enrico Daga e dell’assenza dei dem in Consiglio (oggi, alle 17), spunta l’accordo: subito dopo l’Anci, via col rimpasto. Così, almeno, secondo i rumors che giungono dal Palazzo e dintorni. L’incontro nazionale dell’associazione dei Comuni si terrà a fine novembre, subito dopo, salvo ulteriori inciampi o novità, Cacciotto dovrebbe procedere col rinnovo della Giunta e non solo. Infatti pare che saranno coinvolte anche le partecipate, ma, come detto, a dover lasciare il proprio posto per fare spazio ad nuove nomine sono: Raffaella Sanna (delega alla Cultura in quota Pd), Francesco Marinaro (Lavori Pubblici, Verde, Manuntenzioni, in capo a Base Popolare) e poi Raniero Selva (ambiente, nominato da un accordo tra Giampietro Moro e Christian Mulas con la previosione, già pattuita, di fare solo metà mandato). Senza dimenticare che, tra l’altro, ci sarebbe in agenda anche il Puc e, ovviamente, quanto sopra non slegato da questo importante tema.

 

 

Alghero premiata ai Blue Marina Awards 2026: riconoscimento per il porto della Riviera del Corallo

ALGHERO – «Siamo orgogliosi e davvero soddisfatti di ricevere, per la seconda volta, questo importante riconoscimento, ottenuto grazie alla professionalità e al lavoro dei club nautici e degli operatori del Porto di Alghero che con investimenti e con le loro attività economico e sociali rendono l’approdo sempre più funzionale ed ecosostenibile». Così Giancarlo Piras, presidente del Consorzio del Porto di Alghero, presente insieme al membro del consiglio di amministrazione e presidente dello Yacht Club Alghero, Pierpaolo Carta, commenta il risultato dei Blue Marina Awards 2026, che hanno premiato l’approdo della Riviera del Corallo, La cerimonia conclusiva della quinta edizione dei Blue Marina Awards si è svolta nella prestigiosa Nuova Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei deputati, alla presenza del delegato del Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, dell’ammiraglio Ribuffo, capo del Dipartimento per le Politiche del mare, di rappresentanti delle istituzioni nazionali, delle autorità marittime e delle principali organizzazioni del comparto, oltre che dei rappresentanti dei porti premiati, tra cui il presidente Piras. Nel corso dell’evento sono stati conferiti i riconoscimenti per il 2026 a 22 porti e approdi turistici, suddivisi in quattro categorie in base alla tipologia delle strutture e alla loro vocazione, dalla nautica da diporto al settore dei superyacht. Promossi in partnership con Assonat-Confcommercio, i Blue Marina Awards si fondano su un sistema di valutazione che comprende oltre 40 indicatori di performance, articolati in sei ambiti: sostenibilità ambientale; energia e clima; innovazione e digitalizzazione; turismo e accoglienza; inclusività e accessibilità; sicurezza e gestione del rischio. Il sistema di valutazione viene aggiornato annualmente per accompagnare l’evoluzione del mercato, delle tecnologie e delle esigenze del settore. Un approccio dinamico che riconosce come anche il concetto di eccellenza sia in continua evoluzione: le buone pratiche di oggi possono diventare gli standard di domani, da consolidare e superare. Il percorso non si basa su valutazioni discrezionali di una giuria, ma su evidenze, parametri oggettivi e verifiche indipendenti affidate a RINA, ente terzo di certificazione.

Tra gli interventi della giornata, particolare rilievo ha avuto quello di Luciano Serra, presidente di Assonat-Confcommercio, che ha sottolineato l’importanza di sostenere la competitività della portualità turistica italiana attraverso la qualità dei servizi e un quadro normativo più chiaro. «La competitività della portualità turistica italiana passa dalla qualità dei servizi, ma anche da un quadro normativo chiaro, procedure più semplici e tempi certi per gli investimenti. È fondamentale intervenire sull’aggiornamento del DPR 509 e sostenere i concessionari che hanno investito e continuano a investire nello sviluppo delle infrastrutture e dei servizi. In questo contesto, i Blue Marina Awards rappresentano uno strumento importante per valorizzare le buone pratiche, stimolare il miglioramento continuo degli operatori e offrire alle istituzioni gli elementi per individuare le criticità del settore. Riconoscere l’eccellenza è importante, ma lo è altrettanto creare le condizioni affinché sempre più porti turistici possano crescere, innovare e competere». A seguire, Monica Tommasi, presidente di Amici della Terra, ha richiamato l’attenzione sul ruolo della sostenibilità nella gestione delle infrastrutture portuali. «La sostenibilità deve tradursi in risultati misurabili e in un uso efficiente di tutte le risorse. L’approccio dei Blue Marina Awards permette di valorizzare le buone pratiche e individuare le criticità, orientando gli investimenti verso interventi efficaci. I porti turistici possono così diventare protagonisti della tutela e della salvaguardia degli ecosistemi costieri». Andrea Leonardi, consigliere nazionale delegato della Federazione Italiana Vela, ha infine evidenziato il valore della collaborazione con i Blue Marina Awards e il ruolo dei porti turistici nella promozione della cultura del mare e dello sport. «La qualità di un porto turistico si misura anche nella sua capacità di essere un punto di riferimento per il territorio e per la diffusione della cultura del mare e dello sport. L’obiettivo è contribuire a una portualità turistica che sappia coniugare qualità dei servizi, sostenibilità e funzione sociale». La Sardegna si conferma protagonista dell’edizione 2026, con cinque porti premiati: Alghero, Marina di Puntaldia, Santa Teresa di Gallura, Porto Cervo e Cala dei Sardi. Per il Porto di Alghero, il riconoscimento rappresenta un’importante conferma del lavoro svolto dagli operatori e dai club nautici e dell’impegno condiviso per una portualità turistica sempre più attenta alla qualità dei servizi, alla sostenibilità e all’accoglienza.

Energia da onde, sole e vento: il prototipo Wepa torna nel mare di Alghero

ALGHERO – Il Parco di Porto Conte e il Politecnico di Torino insieme per sperimentare e migliorare un sistema capace di valorizzare l’energia del mare, del sole e del vento Prosegue il percorso di innovazione e ricerca sulle energie rinnovabili nel territorio del Parco Naturale Regionale di Porto Conte dove, dopo il progetto Waves4Water, il progetto europeo VAGUE porta avanti lo sviluppo di soluzioni tecnologiche per una gestione più sostenibile delle risorse energetiche e idriche. Dopo la prima installazione avvenuta nel 2023, negli scorsi giorni il prototipo WEPA, rinnovato e dotato di nuova strumentazione, è stato trasportato dal porto di Alghero e rimesso in mare nel sito di installazione, a circa 500 metri da Capo Galera, all’interno dell’Area Marina Protetta Capo Caccia – Isola Piana. Le attività sono state svolte dal Politecnico di Torino, dalla società SEAform srl, spin-off dello stesso Politecnico, e dalla società NelBlu snc. Al centro dell’iniziativa, rientrante nel progetto europeo VAGUE che è un Interreg Italia – Francia marittimo di cui il Parco di Porto Conte è partner, c’è la sperimentazione di un prototipo installato nel mare di Alghero, progettato per sfruttare in modo integrato tre fonti rinnovabili: il moto ondoso, l’energia solare e quella eolica. Un’esperienza che mette in relazione ricerca scientifica, innovazione tecnologica e tutela ambientale, con l’obiettivo di valutare le potenzialità di sistemi energetici utilizzabili anche in contesti isolati e difficilmente raggiungibili. Il progetto è promosso dal Parco di Porto Conte in collaborazione con il Politecnico di Torino e si inserisce in una strategia orientata a migliorare l’autonomia energetica delle strutture e delle attività presenti nell’area protetta, riducendo la dipendenza dalle fonti energetiche tradizionali.

Il sistema WEPA (Water Energy Point Absorber) è una soluzione tecnologica ibrida che combina un dispositivo galleggiante per la conversione dell’energia delle onde con sistemi fotovoltaici e micro-eolici. Il sistema è stato concepito per alimentare anche un processo di dissalazione dell’acqua marina, con l’obiettivo di ottenere acqua dolce attraverso un sistema integrato. Il posizionamento del prototipo in ambiente marino rappresenta un passaggio importante per verificare il funzionamento della tecnologia in condizioni reali, raccogliere dati sulle prestazioni e approfondire le possibilità di miglioramento del sistema. La sperimentazione consente di studiare il contributo delle diverse fonti rinnovabili, la loro integrazione e la capacità del dispositivo di rispondere alle caratteristiche e alle condizioni meteo-marine del territorio Le prime verifiche dopo l’installazione hanno confermato il corretto funzionamento del sistema e della strumentazione di bordo; la campagna di monitoraggio proseguirà nei prossimi mesi, così da osservare il comportamento del dispositivo nelle diverse stagioni e condizioni meteo-marine. La collaborazione tra il Parco di Porto Conte e il mondo della ricerca universitaria rappresenta un’opportunità per promuovere nuove soluzioni nell’ambito dell’energia blu, valorizzando le risorse naturali del Mediterraneo e le competenze scientifiche e tecnologiche. “Il mare di Alghero si conferma un contesto di interesse per la ricerca sulle tecnologie capaci di trasformare le risorse naturali, in particolare tramite “moto ondoso”, in opportunità di sviluppo sostenibile. Attraverso VAGUE, il Parco di Porto Conte rafforza il proprio impegno nella sperimentazione di soluzioni innovative che coniugano tutela del territorio, ricerca applicata ed efficienza nell’utilizzo delle risorse. L’attività di monitoraggio e miglioramento del prototipo potrà contribuire ad ampliare le conoscenze sulle potenzialità delle energie rinnovabili integrate e a individuare possibili applicazioni future a beneficio del territorio e delle comunità locali”, così Giulio Plastina, direttore del Parco di Porto Conte e Area Marina Protetta Capo Caccia Isola Piana.

“Riportare in mare WEPA ci permette di osservare un sistema ibrido onde-sole-vento in condizioni reali, che nessuna vasca di laboratorio può riprodurre fino in fondo. Il prototipo è completamente strumentato: i dati che raccoglieremo ci aiuteranno a validare i nostri modelli numerici e a progettare dispositivi sempre più affidabili e integrati con l’ambiente marino”, spiega Sergej Antonello Sirigu, ricercatore del Politecnico di Torino e co-fondatore di SEAform. Il progetto VAGUE ha l’obiettivo di far crescere nel Mediterraneo la filiera dell’energia da moto ondoso portando queste tecnologie dalla ricerca al mare e individuando anche le aree con il potenziale più alto.

Rifiuti, nuovo appalto tra dubbi, richieste di maggiore informazione e rassicurazioni

ALGHERO  – Mentre entra nel vivo il nuovo appalto di igiene urbana, crescono le richieste di chiarimenti e in certi casi il disorientamento dei cittadini. In molti, tramite sociale e anche rivolgendosi direttamente ai media, segnalano l’assenza di un’adeguata comunicazione e capillare informazione sul nuovo servizio che prevede la “rivoluzione” del “porta a porta” anche nell’agro. Una decisione per alcuni, come emerso negli scorsi mesi, piuttosto delicata e perfino azzardata vista la la vastità della fascia urbanizzata delle campagne all’interno del Comune di Alghero. Ma, l’Amministrazione e in particolare l’assessore Selva hanno sempre rassicurato che i risultati sarebbero arrivati anche in termini di risparmio per le famiglie e soprattutto di miglioramento del servizio. Il tempo, come sempre, ci dirà chi aveva ragione. Per adesso, è evidente, che occorra una maggiore e più corposa divulgazione, anche tramite i media locali (cosa normale e già avvenuta in passato), rispetto ai vari aspetti di questa “rivoluzione” targata Giunta Cacciotto.
Intanto tra le varie segnalazioni dei residenti ad Alghero c’è quello di una professionista che scrive: “Questa mattina sono andata a buttare i rifiuti nei cassonetti a Sant’Anna e un incaricato mi ha fermata dicendo che non potevo, perché “nelle borgate c’è il servizio porta a porta e noi cittadini dobbiamo attivarlo”.  Scusate, ma quale servizio?! Sono due settimane consecutive che da me non passa nessuno a ritirare nulla!
Dove si presuppone che debba tenere i rifiuti in casa? Devo lasciarli fuori all’infinito per far “festeggiare” cani e animali selvatici con il degrado che ne consegue? Paghiamo la Tari (e salata!) per ritrovarci con servizi inesistenti e pure con la beffa di sentirci dire che la colpa è nostra. Chiediamo risposte immediate e un servizio efficiente, non scaricabarile”, parole amare a cui, come detto dall’Amministrazione e assessore Selva arriveranno presto delle risposte con un servizio che, come annunciato, sarà molto migliore del precedente.

Il Pd “abbassa la cresta” ai Civici: chi decide sono i partiti

ALGHERO – “Il Partito Democratico di Alghero interviene in merito al comunicato diffuso da Sardegna 2050, ribadendo alcuni principi fondamentali che guidano l’azione politica e amministrativa della coalizione.

Il PD riconosce il valore delle competenze professionali e dell’esperienza maturata dalle persone chiamate a ricoprire incarichi amministrativi. Allo stesso tempo, ritiene che la qualità dell’azione di governo debba fondarsi sulla capacità di coniugare competenze, risultati e consenso democratico, nel rispetto del mandato ricevuto dagli elettori e del progetto politico condiviso.

Il ruolo dei partiti resta centrale e trova un fondamento preciso nella Costituzione. L’articolo 49 riconosce a tutti i cittadini il diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere, con metodo democratico, a determinare la politica nazionale. I partiti sono quindi strumenti essenziali di partecipazione, rappresentanza e costruzione degli indirizzi politici. Non possono essere considerati semplici contenitori da utilizzare a piacimento, né strumenti a cui ricorrere quando conviene e da cui prendere le distanze quando non corrispondono ai propri interessi.

Il civismo rappresenta una risorsa importante quando contribuisce ad arricchire il confronto politico e amministrativo con esperienze, professionalità e partecipazione. Non può però essere utilizzato per delegittimare il ruolo dei partiti o per sottrarre alla dialettica democratica scelte che attengono alla responsabilità delle forze politiche e delle coalizioni.

Il Partito Democratico di Alghero rivendica la propria autonomia, la propria storia e il consenso ricevuto, insieme alla responsabilità di contribuire alle scelte amministrative della città. Non accetta che la propria linea politica venga dettata da associazioni esterne al contesto politico e amministrativo algherese, che non partecipano direttamente alla costruzione del progetto di governo della città e non ne condividono le responsabilità.

Le valutazioni sugli assetti amministrativi e sulle persone chiamate a ricoprire incarichi istituzionali spettano alle sedi politiche legittimate a compierle, attraverso il confronto, la condivisione e il rispetto reciproco. La valorizzazione delle competenze è un principio fondamentale, ma deve accompagnarsi al riconoscimento del consenso democratico e alla responsabilità politica di chi è chiamato a governare.

Il PD continuerà a lavorare per un’amministrazione capace di valorizzare le competenze, riconoscere il consenso e dare attuazione al programma condiviso, nella consapevolezza che nessuna professionalità può prescindere dalla responsabilità politica e nessuna scelta politica può prescindere dall’interesse della comunità”

Giovanni Idda, vicesegretario PD Alghero

Pd, Civici e Cacciotto: volano gli stracci. “La cattiva politica si nutre di poltrone”

ALGHERO – “La buona politica sceglie le persone per le loro competenze, le mette al servizio dei cittadini e concede loro il tempo necessario per trasformare idee e progetti in risultati. La cattiva politica, invece, distribuisce incarichi, regola i conti interni e sacrifica le capacità professionali sull’altare degli equilibri di partito.

La presenza di Raffaella Sanna nella Giunta di Alghero, Assessora con delega alla Cultura, Innovazione e conoscenza, rappresenta un esempio significativo di civismo autentico: una professionista con una solida esperienza nel mondo della ricerca e dell’innovazione, tecnologa e project manager al CRS4, capace di mettere competenze maturate nella società civile al servizio delle istituzioni. In un tempo in cui la parola “civismo” viene spesso abusata e piegata a convenienze elettorali, questa scelta ha un significato preciso: portare nell’amministrazione persone per ciò che sanno fare, non soltanto per gli equilibri che rappresentano.

In circa due anni, Sanna ha lavorato su iniziative che spaziano dall’innovazione digitale alla cultura, dai giovani alla partecipazione civica. Progetti che meritano di essere giudicati nei risultati, certamente, ma che testimoniano un impegno amministrativo da valutare nel merito, non da cancellare con una semplice decisione politica.

Un assessore non è una pedina da spostare sulla scacchiera dei partiti. È una persona alla quale vengono affidate responsabilità, obiettivi e risorse, e che deve essere giudicata per il lavoro svolto. Due anni possono bastare per avviare un percorso, ma non sempre per completarlo. Interromperlo senza una motivazione legata ai risultati rischia di disperdere competenze, continuità e opportunità per la comunità.

Ecco la differenza tra buona e cattiva politica: la prima mette al centro l’interesse dei cittadini; la seconda mette al centro la distribuzione del potere. La prima valorizza il merito; la seconda pretende fedeltà. La prima costruisce nel tempo; la seconda cambia le persone per conservare gli equilibri.

Anche le esperienze amministrative presentate come civiche, come quella di Quartu Sant’Elena, dovrebbero essere giudicate con lo stesso metro: non per le etichette utilizzate, ma per la capacità di sottrarre davvero le istituzioni alle logiche di appartenenza e di privilegiare competenze e risultati.

Ora, sul caso Sanna, la domanda è inevitabile: la sua eventuale sostituzione risponde a una valutazione concreta del suo operato o alla necessità di ridistribuire le caselle del potere? Se esistono ragioni amministrative, vengano spiegate pubblicamente. Se invece prevalgono gli equilibri interni, siamo di fronte a una politica che rischia di smentire proprio i principi di merito e partecipazione che dovrebbe rappresentare.

Il civismo non consiste nel presentare una persona come indipendente quando serve e poi trattarla come sacrificabile quando cambiano gli accordi. E il sindaco non dovrebbe essere il notaio delle segreterie, ma il garante dell’interesse della città.

Perché le istituzioni non sono proprietà dei partiti, gli assessorati non sono premi di appartenenza e le competenze non sono merce di scambio.

La buona politica sa riconoscere il valore delle persone e dare continuità al lavoro utile. La cattiva politica, invece, può anche vincere la battaglia per una poltrona, ma rischia di perdere qualcosa di molto più importante: la fiducia dei cittadini”

Il Direttivo

Sardegna 2050

“Un sardo su cinque non si cura, fallimento totale della Todde: si dimetta”

CAGLIARI – «I dati della Fondazione GIMBE, che si aggiungono a quelli pubblicati pochi giorni fa da AGENAS, fotografano una situazione drammatica: un vero e proprio cataclisma sanitario sta investendo la Sardegna. Non siamo più davanti a semplici criticità, ma a un’emergenza strutturale che sta compromettendo il diritto fondamentale alla salute dei cittadini».

È la durissima denuncia di Michele Pais, consigliere comunale della Lega ed ex Presidente del Consiglio regionale della Sardegna, che interviene sui dati della Fondazione GIMBE relativi alla rinuncia alle prestazioni sanitarie.
«Essere la regione con la più alta percentuale d’Italia di cittadini che rinunciano alle cure è una vergogna che dovrebbe portare alle dimissioni chiunque abbia un minimo di senso del pudore e della responsabilità istituzionale. Ma evidentemente questo senso di responsabilità manca, e sappiamo già che non lo faranno.
Nel 2025 il 19,5% dei sardi ha rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria: praticamente un cittadino su cinque. Nel 2023, anno ancora pesantemente segnato dalle conseguenze della pandemia, la percentuale era del 13,7%. Un peggioramento di ben 5,8 punti percentuali, mentre la media nazionale si ferma al 9,6%. Il confronto è impietoso.
E i dati AGENAS relativi al 2026, con il peggioramento dei tempi delle prime visite specialistiche, fanno temere una situazione ancora più grave.
La Sardegna è l’unica regione, tra quelle con i maggiori ritardi nelle prime visite specialistiche, a registrare un ulteriore peggioramento. È questo il risultato concreto delle politiche sanitarie della Giunta Todde, peraltro tutte bocciate da sentenze della Corte costituzionale, e dei tribunali ordinari e amministrativi».
Pais prosegue:
«Tra il caos dei cantieri OSS, l’aumento delle risorse destinate alla sanità privata, le liste d’attesa che si allungano, gli ospedali di comunità che ad oggi sono scatole vuote, i pronto soccorso in sofferenza e la carenza di medici di medicina generale, si sta consumando quello che considero il più grave fallimento politico e amministrativo che la sanità sarda abbia conosciuto.
E mentre un sardo su cinque rinuncia a curarsi, la Presidente Todde, che detiene anche la delega alla Sanità, trova il tempo partecipare a esclusivi meeting, convention o comizi in giro per la Sardegna, l’Italia e l’Europa a raccontare una realtà che non esiste.
Così come la Sardegna vera non è quella dei video patinati su Instagram o Tik Tok della Presidente».
Pais conclude con una richiesta politica netta:
«La Presidente Todde, che ha voluto assumere direttamente anche la responsabilità dell’assessorato alla Sanità, prenda atto della gravità della situazione. E si assuma la responsabilità del fallimento, senza puerili scaricabarile a medici o addirittura ai cittadini, che a tre anni di governo, non funziona più».
«Quando quasi il 20% della popolazione rinuncia alle cure, significa una sola cosa: che si è totalmente incapaci e si è sbagliato tutto.
La Presidente abbia il coraggio di restituire la parola ai sardi. Se ritiene davvero di aver governato bene, non dovrebbe avere paura del loro giudizio. Si dimetta, si torni alle urne e lasci che siano i cittadini a valutare il suo operato».

“Grotta Verde, il luogo dell’anima”, Ecomuseo di Porto Conte in crescita: intervista | video

ALGHERO – A pochi giorni di chiusura, nella sua seconda stagione (o quasi visto che ha aperto “solo” il 4 luglio del 2025), la Grotta Verde si conferma uno dei luoghi più visitati e apprezzati dell’intera Sardegna. Anche quest’anno, nonostante il devastante caldo e alcuni cambiamenti nel raggiungimento del sito, il gioiello incastonato nel promontorio di Capo Caccia ha ottenuto importanti riscontri e soprattutto una crescita di presenze.

Sempre molti stranieri, ma anche italiani e locals, con anche i flussi regionali sempre più consistenti, grazie ad una crescente promozione e informazione che, è evidente, deve essere ulteriormente implementata anche tramite accordi con gli stakeholder del territorio in particolare in ambito turistico e dell’accoglienza.

Il Parco di Porto Conte, attraverso le azioni messe in campo dal presidente Orrù e dal direttore Plastina, col personale competente, è al lavoro per migliorare la fruibilità dei siti e dunque la loro crescita; non solo della Grotta Verde, ma dell’intero Ecomuseo di Porto Conte che, nella sua totalità dei sette siti visitabili, registra un sempre maggiore apprezzamento e numero di visitatori.

Mentre per ritornare alla Grotta Verde ecco, nel video in allegato, il commento di due turisti giunti dalla Calabria, tra l’altro entrambi guide ambientali e iscritti dal Fai. 

 

 

 

Piras vince a Dorgali e il Campionato regionale, Idili secondo

DORGALI – Paolo Piras vince l’11° Slalom Città di Dorgali (Cala Gonone-Galleria) e il Campionato Regionale ACI Sport Sardegna Slalom. Il pilota di Dorgali Paolo Piras, su Gloria, ha conquistato lo Slalom Città di Dorgali (Cala Gonone-Galleria) organizzato dall’Autosport Dorgali e il campionato sardo della specialità. Sul podio, alle spalle del portacolori del Team Autoservice Sport, Alberto Manca su Gloria della scuderia Top Drivers Team e Roberto Idili su I.R. sempre della Top Drivers Team. Il pubblico delle grandi occasioni ha fatto da cornice all’undicesima edizione della gara.

Cala Gonone, 25 ottobre 2026. Il pilota di Dorgali Paolo Piras, su Gloria, ha vinto l’undicesimo Slalom Città di Dorgali (Cala Gonone-Galleria) organizzato dall’Autosport Dorgali e il Campionato Regionale ACI Sport Sardegna Slalom.

“Non avrei potuto desiderare di meglio – ha commentato il vincitore Paolo Piras – ci siamo divertiti, ringrazio per il supporto la mia ragazza Martina, che mi ha assistito in ogni momento. Siamo riusciti a vincere non solo questa gara, ma anche le altre in cui abbiamo ottenuto ottimi risultati, conquistando il campionato e la gara di casa. Non avrei potuto sperare in di più. Guardiamo con ottimismo al prossimo anno. Grazie al Team Autoservice Sport, che mi ha sempre supportato, a Cenzo Ledda e Giancosimo Ruiu, che sono sempre stati al mio fianco. Li ringrazio di cuore, insieme a tutte le altre persone che mi hanno dato una mano”.

Davanti al pubblico delle grandi occasioni, il portacolori del Team Autoservice Sport, ha preceduto Alberto Manca su Gloria della scuderia Top Drivers Team e Roberto Idili su I.R. sempre della Top Drivers Team. Quarta e quinta posizione nell’ordine per Lussorio Niolu, su Fiat X1/9, della scuderia Top Drivers Team, primo di gruppo E2SH, e Fabio Piras su Skoda Fabia R5 Evo della scuderia Mrc Sport, primo di gruppo A.

Tra le auto storiche, si è distinto Domenico Manca su Renault 5 Gt Turbo della scuderia Top Drivers Team.

Informazioni. Per tutte le informazioni, potete visitare le pagine social Facebook e Instagram dell’Autosport Dorgali, oppure tramite l’APP Sportity digitando la password DORGALI26.

Classifica assoluta: 1. Piras Paolo (Gloria B5 10Y) punti 177,72; 2. Manca Alberto (Gloria B5 10Y) 178,44; 3. Idili Roberto (I.R. Sport) 180,44; 4. Niolu Lussorio (Fiat X1/9) 193,00; 5. Piras Fabio (Skoda Fabia R5 Evo) 193,34; 6. Carta Enea (Radical Prosport) 194,92; 7. Coghe Giovanni (Citroen Saxo) 195,38; 8. Pira Gianfranco (Renault 5 Gt Turbo) 197,54; 9. Deroma Giacomo (Deroma 600) 198,57; 10. Lai Marco (Fiat Uno) 200,56.

T Slalom Città di Dorgali (Cala Gonone-Galleria)

“Modello Todde della Schlein? E’ un fallimento per la Sardegna”

CAGLIARI – “Elly Schlein è arrivata a Cagliari per impartire l’ennesima lezione sul governo del Paese, raccontando un’Italia ferma e ignorando i dati che la smentiscono. Ma la propaganda non cancella i risultati e non può coprire le responsabilità della giunta Todde”.
Lo dichiarano Pietro Pittalis, segretario regionale di Forza Italia, e Marco Tedde, consigliere nazionale del partito, intervenendo sulle dichiarazioni della segretaria nazionale del Pd alla Festa dell’Unità di Cagliari.
“Schlein parla di salari, lavoro, crescita e sanità come se nulla fosse cambiato. I numeri raccontano un’altra realtà: nel secondo trimestre del 2026 l’Italia ha raggiunto 24,36 milioni di occupati e il tasso di occupazione è salito al 63,1%, il livello più alto dall’inizio delle serie storiche nel 2004. Nel 2025 il Pil è cresciuto dello 0,6% e le esportazioni dell’1,7%. Non sono dati da celebrare con trionfalismo, ma bastano a smentire l’immagine di un Paese fermo e senza prospettive. Negare questi risultati per ragioni di propaganda non è politica: è disinformazione”.
“Anche sulla sanità servono fatti, non slogan. Il Servizio sanitario nazionale va rafforzato, garantendo più personale, più prestazioni e tempi di attesa accettabili. Ma in Sardegna a seguito dell’accordo Prodi – Soru del 2006 le spese della sanità sono a carico della regione. E quindi questa è soprattutto una responsabilità regionale. In Sardegna i cittadini continuano a fare i conti con disservizi, ritardi e carenza di personale. La presidente Todde non può pensare di risolvere problemi concreti con conferenze stampa e dichiarazioni di principio”.
“Schlein avrebbe dovuto chiedere conto alla presidente Todde delle liste d’attesa, dei trasporti insufficienti e costosi, di una continuità territoriale che non garantisce collegamenti adeguati, delle difficoltà del mercato del lavoro e dell’assenza di una strategia energetica chiara, capace di tutelare il territorio e sostenere imprese e famiglie. Invece ha promosso il governo regionale come un modello, senza indicare un solo risultato che giustifichi questa valutazione”.
“Quali cambiamenti concreti può rivendicare la giunta Todde? Le criticità della sanità restano evidenti, i trasporti sono ancora inadeguati, sul lavoro mancano risposte strutturali e sull’energia cittadini e imprese attendono certezze. La presidente deve spiegare che cosa è cambiato davvero, non continuare a promettere che cambierà”.
“Chiediamo coerenza. Se Schlein accusa il governo nazionale di non fare abbastanza per la Sardegna, deve usare lo stesso metro con la propria presidente. Il colore politico non può trasformare ogni problema in un’eredità del passato e ogni annuncio in un risultato”.
“Anche sul 41-bis servono serietà e atti concreti. Dire che la Sardegna non sarà un’isola-carcere non basta: servono confronto istituzionale, decisioni chiare e risultati verificabili. Lo stesso vale per i trasporti. Attaccare le compagnie aeree non risolve nulla se non si garantiscono collegamenti efficienti e continuità territoriale”.
“Dopo quasi tre anni di governo regionale, troppe risposte restano incomplete. Gli annunci occupano la scena, mentre i sardi chiedono una sanità che funzioni, infrastrutture adeguate, lavoro, energia a costi sostenibili e collegamenti affidabili. È tempo che la giunta Todde renda conto dei risultati, non delle intenzioni”.
“Schlein è venuta in Sardegna a certificare la Todde. Noi chiediamo una certificazione diversa: quella dei fatti. Il consenso di una segretaria di partito non riduce le liste d’attesa, non abbassa il costo dei trasporti, non crea lavoro e non definisce una politica energetica. Ai sardi non servono applausi politici né promesse ripetute. Servono risultati concreti. E, dopo quasi tre anni, sui risultati la giunta Todde è ancora in debito”