“Sant’Agostino tra progetti e realtà: a 100 metri il degrado ignorato”

ALGHERO – “Ad Alghero, nel quartiere di Sant’Agostino, si parla di partecipazione, ascolto e riqualificazione urbana. È in corso in questi giorni un progetto promosso dal Comitato di quartiere insieme al Dipartimento di Architettura dell’Università di Sassari, con sede ad Alghero, che coinvolge gli abitanti per raccogliere segnalazioni su vivibilità, accessibilità e criticità del territorio. Un’iniziativa importante, che parte da un principio condivisibile: le città si migliorano ascoltando chi le vive. Ma a rendere tutto questo ancora più significativo — e allo stesso tempo contraddittorio — è il fatto che le criticità da ascoltare esistono già, sono note e si trovano a pochi metri di distanza. In via Pier Enea Guarnerio, nello stesso quartiere, i residenti convivono da oltre un anno con una situazione di degrado evidente e documentato, più volte segnalato senza che sia mai seguito un intervento concreto. Qui non si parla di percezioni, ma di fatti: un’auto abbandonata e senza assicurazione, mai rimossa; un manto stradale dissestato, con buche e pietrisco pericoloso; un cantiere lasciato all’incuria, trasformato in un ricettacolo di rifiuti, animali randagi e carcasse; vegetazione incontrollata e condizioni che, con il caldo, espongono i residenti a rischi igienico-sanitari reali. Il tutto mentre, a pochi passi, si avvia un percorso per “mappare i problemi del quartiere”. Il paradosso è evidente: non si tratta di problemi da individuare, ma di problemi già segnalati e rimasti senza risposta. I residenti, che pagano regolarmente la TARI come tutti gli altri cittadini, chiedono interventi essenziali: pulizia, manutenzione, sicurezza. Nulla di straordinario, solo ciò che dovrebbe essere garantito. La sensazione è che esista una distanza non geografica, ma amministrativa: 100 metri che separano le buone intenzioni dalla realtà quotidiana. Le segnalazioni formali sono già state inoltrate al Comune, corredate da documentazione fotografica. Ora si attende un riscontro concreto. Perché prima ancora di ascoltare nuovi problemi, forse sarebbe il caso di iniziare a rispondere a quelli che i cittadini segnalano da mesi”

Piero Baldinu (residente a Sant’Agostino – Alghero)

 

“Grotta Verde chiusa, grave danno per Alghero e Parco”

«Nonostante un meteo favorevole, con la chiusura della Grotta Verde nel weekend di Pasqua e Pasquetta, l’amministrazione Cacciotto certifica la sua incapacità nel gestire uno degli attrattori più importanti del territorio». Così Alessandro Cocco, capogruppo di Fratelli d’Italia, interviene sulla mancata apertura del sito durante il weekend di avvio della stagione turistica.

«Parliamo di un danno economico da decine di migliaia di euro di mancato incasso per l’ente Parco. Risorse che oggi vengono perse, con un danno economico diretto per l’intero sistema turistico locale». Cocco richiama il tema della programmazione: «Non siamo davanti a un imprevisto, ma alle conseguenze di una gestione insufficiente targata campo largo. Non si può arrivare a Pasqua con un attrattore chiuso per mancanza di atti che dovevano essere programmati per tempo».

Nel mirino il sindaco: «Chiediamo al sindaco Cacciotto di spiegare come sia possibile che uno dei siti più strategici del Parco, che abbiamo restituito alla città con grande impegno, ora resti chiuso proprio nel primo grande banco di prova della stagione».

Durissimo l’affondo contro la maggioranza: «Si parla di destagionalizzazione, ma così si vanificano gli sforzi degli operatori turistici privati: se gli attrattori restano chiusi nei periodi chiave, il resto è solo uno slogan. Oltre il danno, con decine di migliaia di euro persi per la chiusura, l’Amministrazione Cacciotto prepara la beffa con uno stanziamento di 100mila euro per il Parco, ovviamente a spese dei contribuenti – conclude Cocco – Ora serve subito un cambio di passo, perché così si danneggia la città e si sprecano i soldi dei contribuenti».

 

“Crisi Jet Fuel, la Regione intervenga subito per salvare la stagione turistica”

ALGHERO – “L’aggravarsi della crisi del carburante aereo, che sta ormai assumendo dimensioni emergenziali in diversi scali italiani, deve fare alzare la guardia alla Giunta regionale e a tutta la politica isolana. I casi registrati negli aeroporti di Brindisi, Pescara e Reggio Calabria – con rifornimenti azzerati o fortemente contingentati – rappresentano un segnale inequivocabile: non siamo più di fronte a un rischio teorico, ma a una criticità già in atto, destinata a produrre effetti diretti sul sistema dei trasporti e sull’economia turistica.
Alla base della crisi vi sono le tensioni internazionali e le difficoltà nei flussi energetici che transitano anche attraverso lo Stretto di Hormuz, snodo strategico da cui dipende una quota rilevante del carburante aereo utilizzato in Europa. Credo occorra fare proprie le preoccupazioni oggi espresse dall’importante imprenditore del settore turistico Giovanni Sanna, che ha evidenziato con grande lucidità il rischio concreto di un ridimensionamento dei voli, della cancellazione dei charter e di un aumento generalizzato dei costi, con conseguenze potenzialmente devastanti per la stagione estiva 2026.
Le prime reazioni delle compagnie aeree – riduzione delle tratte, aumento dei prezzi, revisione delle flotte – confermano che il sistema si sta già adattando a uno scenario di scarsità. Uno scenario che penalizza inevitabilmente i territori insulari come la Sardegna, dove il trasporto aereo rappresenta un’infrastruttura essenziale e non sostituibile.

Il rischio è chiaro: meno voli, meno turisti, meno economia. Un effetto domino che potrebbe richiamare, per intensità, le conseguenze già vissute durante l’emergenza da COVID-19.

In questo quadro, diventa centrale il tema della continuità territoriale, che non può rimanere un principio astratto ma deve tradursi in misure concrete e rafforzate proprio nelle fasi di crisi. Garantire collegamenti certi, accessibili e sostenibili non è solo una questione di mobilità, ma di equità e di sopravvivenza economica per un territorio insulare come la Sardegna.
Per queste ragioni la Regione deve assumere immediatamente un ruolo attivo e responsabile. È indispensabile attivare senza ritardo un’unità di crisi sul trasporto aereo e aprire un confronto urgente con il Governo nazionale e con le autorità competenti. Ma bisogna anche rafforzare e rimodulare gli strumenti della continuità territoriale, adeguandoli allo scenario emergenziale e predisporre misure straordinarie di sostegno al comparto turistico e alla filiera. Valutando strumenti compensativi per contrastare gli effetti del caro carburante e garantire la continuità dei collegamenti da e per l’isola, utilizzando parte delle risorse della variazione di 750 milioni non vincolati che a breve verrà varata dal Consiglio regionale.
Il tempo è un fattore decisivo. Le scelte delle compagnie e dei tour operator per la stagione estiva si stanno compiendo proprio in queste settimane: ogni ritardo o sottovalutazione rischia di compromettere in modo irreversibile il 2026.
La Sardegna non può permettersi di subire passivamente una crisi globale. È necessario pensare e agire rapidamente, con determinazione e visione, per tutelare il tessuto economico, le imprese e i lavoratori del comparto turistico”, lo ha dichiarato il consigliere nazionale di Forza Italia Marco Tedde

“Casa Manno, bene mantenere gli impegni del Centrodestra”

ALGHERO – Marco Tedde, Giovanna Caria, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini, del gruppo consiliare di Forza Italia, esprime soddisfazione per il raggiungimento di un obiettivo strategico per la città di Alghero: l’affidamento dei lavori per la piena valorizzazione del Museo Casa Manno. “La revisione del progetto era stata affidata dall’ex assessore Peru nel 2023, ma da allora se ne erano perse le tracce, come per altre importanti opere pubbliche -commentano gli azzurri algheresi-“
Si tratta di un risultato che affonda le proprie radici nel lavoro amministrativo della Giunta Tedde nel triennio 2008-2011, che ha fortemente voluto e realizzato questo importante presidio culturale dedicato alla figura di Giuseppe Manno, restituendo alla città un luogo identitario di grande valore storico e simbolico.
Allo stesso tempo, è doveroso ricordare come il finanziamento di 2,5 milioni di euro sia stato garantito nell’ambito della programmazione della Regione Sardegna durante la legislatura guidata dal centrodestra sardista, a conferma di una visione politica chiara e coerente sul rilancio dei beni culturali e sulla valorizzazione delle eccellenze locali.
“Finalmente si arriva a compimento di un percorso avviato anni fa – dichiarano i consiglieri azzurri – che testimonia la capacità del centrodestra di programmare, investire e portare a termine interventi concreti per il territorio. Casa Manno rappresenta un esempio virtuoso di come la buona politica sappia tradursi in risultati tangibili per la comunità”.
Forza Italia sottolinea come questo traguardo sia il frutto di una filiera istituzionale efficace, che ha visto il Comune e la Regione operare in sinergia con la Fondazione Siotto, con il sostegno anche delle imprese Giorico e Camboni che nel 2011 contribuirono concretamente alla conclusione dell’opera.
“È questa la differenza tra chi annuncia e chi realizza – concludono Tedde, Caria, Peru, Bardino e Sini –: il centrodestra ha dimostrato con i fatti di saper investire sulla cultura come leva di sviluppo e identità. Realizzando anche il Museo del Corallo, il Museo Archeologico e Lo Quarter, riqualificando il Teatro Civico, recuperando la fruibilità della Grotta Verde e mettendoli a sistema con i siti archeologici di Palmavera, Anghelu Ruju, Santu Pedru, la Grotta di Nettuno e le Fortificazioni Urbane.
Il grande progetto culturale e identitario è stato poi completato con Casa Manno, che è oggi patrimonio di tutti gli algheresi e simbolo di un impegno mantenuto”.

Weekend Pasquale, controlli mirati anche coi Carabinieri a cavallo

SASSARI  -In occasione delle festività della Pasqua, il Comando Provinciale Carabinieri di Sassari ha
organizzato mirati servizi di prossimità e vicinanza alla cittadinanza predisponendo
specifici servizi di controllo del territorio dedicati alle principali piazze del centro storico
di Sassari, volti a incrementare la sicurezza percepita e a garantire una costante presenza
istituzionale tra i cittadini e i numerosi turisti.
L’iniziativa ha visto l’impiego dei Carabinieri della Stazione di Foresta Burgos con i
cavalli Primula e Palidoro, i quali hanno percorso le vie del centro suscitando vivo interesse
e apprezzamento da parte della cittadinanza. La proiezione esterna dell’Arma è stata
ulteriormente rafforzata dalla presenza di una pattuglia a piedi in uniforme di
rappresentanza, simbolo della tradizione e del legame storico tra l’Istituzione e la comunità.
A integrare il dispositivo di prossimità, è stato schierato un presidio avanzato costituito
dalla Stazione Mobile a trazione elettrica. L’impiego di tale mezzo, caratterizzato da un
impatto ambientale nullo, testimonia la costante attenzione dell’Arma verso l’innovazione
tecnologica e la sostenibilità, permettendo al contempo di offrire un punto di ricezione e
assistenza immediata per le esigenze dei cittadini nel cuore pulsante della città. Tali servizi si inseriscono nel più ampio quadro delle attività di prevenzione e prossimità svolte dai Carabinieri sull’intero territorio provinciale, finalizzate a garantire il sereno svolgimento delle festività.

“Fusione Aeroporti, a chi conviene veramente?”

ALGHERO – “C’è un momento, nelle scelte pubbliche, in cui è necessario chiedersi non solo se un’operazione sia possibile, ma soprattutto a chi convenga davvero. La proposta di fusione degli aeroporti sardi è un’operazione complessa, che viene presentata come strategica, ma che solleva più dubbi che certezze. Certamente per scarsità di informazioni pubbliche.
Non vi è alcuna contrarietà pregiudiziale alla fusione degli aeroporti né alla creazione di una rete integrata. Al contrario, una visione unitaria del sistema aeroportuale sardo può rappresentare una grande opportunità. Ma a una condizione fondamentale: che la regia resti saldamente in mano pubblica. Deve essere la Regione a detenere il controllo delle scelte strategiche.
Perché in Sardegna il tema degli aeroporti non è generare utili, ma essere utili. Garantire il diritto alla mobilità dei sardi, per studio, lavoro e purtroppo sanitario. Superare l’isolamento geografico e sostenere lo sviluppo economico e sociale dell’isola. Questo deve essere il principio guida. E in questa logica deve essere garantita pari dignità e importanza a tutti e tre gli scali, con un’attenzione particolare a quello più fragile, come Alghero.
Tutto questo nell’operazione non è garantito.
L’architettura dell’accordo sembra chiaramente orientata a rafforzare il ruolo dei privati.
La Regione, infatti, sembrerebbe essere l’unico soggetto disposto a rinunciare ai contenziosi – come quello relativo alla fusione tra gli aeroporti di Alghero e Olbia – e, allo stesso tempo, a sostenere un esborso economico significativo, pur mantenendo partecipazioni sia nella holding sia nei singoli scali. Una scelta difficilmente comprensibile, soprattutto se si considera che le Camere di Commercio conferiscono integralmente le proprie quote nella holding. Perché la Regione non segue lo stesso modello, magari razionalizzando in aumento la propria partecipazione nella holding, facendo così fruttare meglio l’ingente apporto di denaro pubblico?
Ancora più critico è il tema delle garanzie. La Regione entra in questa operazione come socio di minoranza, ma senza ottenere strumenti essenziali di tutela: oltre all’assenza di nessun rendimento minimo garantito da destinare ad investimenti, nessun diritto di prelazione in caso di cambio della maggioranza, ad esempio dopo il 2028. Ma soprattutto nessun ruolo nella governance. E sorprende che anche le Camere di Commercio, pur con una quota rilevante, accettino condizioni simili.
Nel frattempo, i privati rafforzano il proprio controllo attraverso la creazione di una NewCo che diventa socio di maggioranza della holding con il 50,25%, esercitando di fatto direzione e controllo sull’intero sistema aeroportuale. Una costruzione “carta contro carta” che consolida il presidio privato senza un adeguato bilanciamento pubblico.
A questo si aggiunge un ulteriore limite: le restrizioni alla cedibilità delle quote pubbliche. Il risultato è evidente: quote difficili da vendere, meno valore e minore libertà per il pubblico. E meno potere regolatorio.
Non meno rilevante è il tema dei contributi pubblici. L’accordo li esclude dall’equity, determinando un ulteriore indebolimento della posizione della Regione, che rischierebbe di finanziare il sistema senza rafforzare la propria presenza societaria. Un dato: negli ultimi dieci anni la regione ha investito 200 milioni di euro, e si presuppone che nel futuro ne possa e ne debba investire altrettanti. Perché non prevederli nell’operazione?
La Sardegna ha bisogno di una strategia aeroportuale forte, integrata e orientata al futuro. Ma questa strategia deve partire da un principio chiaro: il sistema aeroportuale non è un asset qualsiasi, è un’infrastruttura essenziale per i diritti e lo sviluppo dei cittadini.
Così com’è, questa fusione rischia di trasformarsi in un’operazione in cui il pubblico paga, ma decide meno. E questo, per un’isola come la nostra, non è un dettaglio: è un errore che non possiamo permetterci”.
Michele Pais, consigliere comunale di Centrodestra

“Fusione Aeroporti, a rischio posti di lavoro e crescita dell’Isola”

CAGLIARI – “Nella bufera mediatica che sta travolgendo il sistema aeroportuale della Sardegna, tra posizioni favorevoli e contrarie alla fusione dei tre scali dell’Isola, si inserisce con forza il tema del futuro dell’aeroporto di Cagliari Elmas. Un dibattito acceso, segnato anche da divisioni ideologiche tra modelli di controllo pubblico e privato, che rischia di lasciare in secondo piano una questione centrale: le condizioni e le prospettive dei lavoratori”. Così commentano i segretari generali di FILT Cgil, Fit Cisl e Uilt Uil, Arnaldo Boeddu, Claudia Camedda, Elisabetta Manca.
“In questo contesto – sottolineano – si colloca lo scontento crescente tra le lavoratrici e i lavoratori dello scalo cagliaritano. È infatti di tre giorni fa la nota congiunta delle organizzazioni sindacali che hanno richiesto l’intervento del Prefetto con l’attivazione della seconda fase delle procedure di raffreddamento”.
Claudia Camedda (Fit Cisl) richiama con forza l’attenzione “sulla necessità di riconoscere il valore del lavoro svolto quotidianamente all’interno dello scalo. A fronte di volumi di traffico che hanno già superato i 5 milioni di passeggeri annui e che, con ogni probabilità, sono destinati a crescere ulteriormente, chiediamo un adeguato riconoscimento economico per lo sforzo sostenuto da tutto il personale”.
Arnaldo Boeddu (Filt Cgil Sardegna) sottolinea come “lavoratori e organizzazioni sindacali stiano agendo con senso di responsabilità per evitare uno scontro che penalizzerebbe innanzitutto i passeggeri preannunciando che, qualora non si dovesse trovare un accordo in sede prefettizia saremo obbligati ad intraprendere una stagione di scontro. Per queste ragioni, le organizzazioni sindacali auspicano che il confronto in Prefettura possa portare a un cambio di atteggiamento da parte dei vertici aziendali, finora caratterizzato da una chiusura totale”.
Prosegue Elisabetta Manca (Uiltrasporti): “la crescita del traffico aereo, trainata anche dal traffico internazionale, rappresenta senza dubbio una grande opportunità per l’economia della Sardegna. Tuttavia, tale sviluppo deve essere accompagnato da una visione strategica chiara e condivisa, capace di mettere al centro le lavoratrici e i lavoratori, garantire elevati standard di sicurezza e assicurare la qualità dei servizi offerti”.
In assenza di risposte concrete, proseguono unitariamente le organizzazioni sindacali, il rischio è che le tensioni sociali possano intensificarsi, compromettendo non solo il clima interno allo scalo ma anche la sostenibilità futura di un settore cruciale per lo sviluppo dell’Isola”.

Pasqua, più controlli della Polizia

SASSARI – A partire dal 31 marzo e fino al 3 maggio 2026 le pattuglie delle quattro Sezioni di Cagliari, Nuoro, Sassari e Oristano, del Compartimento Polizia Stradale per la Sardegna saranno impegnate in una straordinaria attività di vigilanza stradale sulle principali arterie extraurbane dell’isola, secondo le direttive del Servizio Polizia Stradale e sulla scorta, a livello locale, delle indicazioni emerse in seno ai Comitati Provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduti dai Prefetti e sotto il coordinamento dei Questori. L’incremento dei flussi veicolari, dovuto principalmente allo spostamento verso le località turistiche nei ponti festivi di Pasqua, del 25 aprile e del primo maggio, comporterà un’intensificazione dei servizi su tutti i quadranti orari, nell’ottica di contenere il fenomeno dell’incidentalità stradale e garantire la fruibilità e la sicurezza della circolazione stradale.

Sul fronte della prevenzione verranno attuati diversi dispositivi dedicati al contrasto delle condotte di guida più pericolose, come la guida in stato di alterazione psico-fisica a seguito dell’assunzione di alcol o sostanze stupefacenti, l’eccesso di velocità e lo scorretto utilizzo del telefono cellulare alla guida, anche attraverso la predisposizione di pattuglie “in borghese” per garantire una maggiore capillarità ed incisività dei controlli.

“L’Alghero-Milano rappresenta il fallimento della Continuità Territoriale della Todde”

ALGHERO –  “La gara è andata deserta. Non per caso, ma per precise responsabilità politiche e per un impianto tecnico scollegato dalla realtà del mercato.
La rotta Alghero–Milano è stata progressivamente indebolita: domanda limitata, forte stagionalità e concorrenza di scali alternativi più convenienti. In questo contesto, imporre rigidi oneri di servizio pubblico ha prodotto un sistema insostenibile, con tariffe basse, margini azzerati e obblighi operativi troppo gravosi. Il risultato è evidente: nessun vettore ha partecipato.
Oggi il servizio è garantito in proroga da ITA Airways fino al 24 ottobre 2026, ma è solo una soluzione tampone. Senza un cambio di rotta si rischia un nuovo fallimento.
Serve un cambio di paradigma: superare il modello dirigista e avviare una liberalizzazione controllata della rotta, con libertà tariffaria, gestione più flessibile degli slot su Linate e tutela dei residenti attraverso contributi diretti, senza distorcere il mercato.
Anche il dimensionamento dell’offerta è errato: più frequenze e aeromobili più grandi stanno generando bassi coefficienti di riempimento e costi insostenibili. I vincoli imposti rendono inefficiente l’utilizzo degli aeromobili e non vengono compensati dagli attuali meccanismi.
Il sistema attuale blocca ogni dinamica di mercato e scoraggia nuovi operatori, mentre altrove le compagnie trovano condizioni molto più vantaggiose.
La verità è semplice: senza sostenibilità economica non esiste continuità territoriale. La Regione deve abbandonare la propaganda e affrontare seriamente il problema, prima che lo scalo di Alghero subisca un ulteriore ridimensionamento”, lo ha dichiarato il consigliere nazionale di Forza Italia Marco Tedde

“Spese pazze e ipocrisia, ennesima brutta figura di Avs: dimettetevi”

ALGHERO – «O non hanno letto, o non hanno capito. E dopo il danno d’immagine causato alla città, farebbero meglio a prestare più attenzione prima di produrre l’ennesima brutta figura». Così Fratelli d’Italia Alghero replica alle dichiarazioni di AVS sul caso del concerto per i 40 anni di “Alghero” di Giuni Russo. «AVS cerca di confondere le acque. Se avessero avuto a cuore la disciplina di bilancio, non avrebbero neppure fatto avviare una trattativa lunga un anno per un evento da 200mila euro per un giorno solo. Si scoprono preoccupati per la spesa sociale solo oggi. Nel frattempo il loro assessore sta sprecando altri 100mila euro per un’inutile piano assai poco “strategico”». Il coordinamento di FdI rincara la dose: «Il tema del costo – lo hanno chiarito gli stessi organizzatori – non giustifica un anno di trattativa gestita in questo modo. Qui non siamo davanti a una scelta di rigore. Siamo davanti al più semplice dilettantismo, che ha prodotto un danno d’immagine enorme per la città, esposta pubblicamente a una polemica nazionale». E sugli accessi agli atti: «Stiano sereni. Gli accessi agli atti continueranno. E continueremo a denunciare non solo gli sprechi, ma anche i pasticci amministrativi che questa maggioranza sta producendo in serie. Pasticci per i quali, ricordiamo ad AVS, si risponde davanti agli organi di controllo». Durissimo l’affondo finale: «In due anni non siete stati in grado di occuparvi seriamente di nessuno dei temi per cui vi siete candidati. Fate un favore alla città e dimettetevi».

Fratelli d’Italia – Alghero