ALGHERO – “Siamo costretti per l’ennesima volta ad intervenire per via delle innumerevoli lamentele dei nostri concittadini relativi alla gestione degli ecocentri: commentano i consiglieri Tedde ,Caria, Ansini , Bardino e Peru.
La tanto decantata apertura domenicale e la modifica degli orari con ampliamento delle fasce in cui è divenuto possibile conferire i rifiuti è risultata del tutto inutile e dannosa.
Infatti, i cittadini che vanno a conferire il Sabato e la Domenica, nella maggior parte delle volte, non possono far altro che tornare indietro perché gli scarrabili sono già ricolmi di rifiuti e numericamente insufficienti.
Ci vorrebbero più cassoni, ma questo non è possibile perché lo spazio disponibile non può accogliere altri scarrabili, con la conseguenza che gli algheresi che si recano per conferire sono costretti fare “retromarcia” con rifiuti al seguito.
Il fatto, ancora più grave, è che i dipendenti della società di gestione sono costretti ad osservare i nuovi orari ed a restare in Azienda anche la Domenica, con costi per il personale raddoppiati a fronte di un servizio che non po’ essere reso.
L’Azienda di raccolta dei rifiuti, infatti, ben potrebbe usare quelle somme per offrire ai cittadini servizi differenti e migliori.
L’amministrazione, già informata di questa circostanza, ignora il problema e, fatto ancor più grave, sta prevedendo un aumento delle imposte a causa dell’incremento dei costi per il servizio di raccolta dei rifiuti.
Assistiamo all’ennesimo paradosso: i costi del servizio di raccolta dei rifiuti aumentano ma paghiamo per attività che non possono essere rese adeguatamente, commentano i consiglieri Tedde, Caria, Peru, Bardino e Ansini.
L’Assessore all’Ambiente si impegni ad ottimizzare il servizio, evitando gli sprechi e i doppioni e, soprattutto, abbandoni la propaganda e dia attuazione all’appalto in modo serio e virtuoso senza caricare i costi della “propria inadeguatezza” sui cittadini -concludono i consiglieri d’opposizione di Forza Italia-
Orizzonte Comune “incontro mensile” con Cacciotto: report
“La Musica dell’Amicizia – Omaggio ad Alghero”: Solinas in Cattedrale
ALGHERO – Sabato 11 aprile, alle ore 20:30, la Cattedrale di Santa Maria si trasformerà in un palcoscenico d’eccezione per il concerto “La Musica dell’Amicizia – Omaggio ad Alghero”. L’evento, realizzato con il patrocinio e il sostegno del Comune di Alghero, Assessorato alla Cultura, della Fondazione Alghero e organizzato dal Kultur Centrum Niederrhein e.V., non è solo un concerto, ma un vero e proprio ponte tra culture e sensibilità differenti. In un momento storico che richiede dialogo, la musica si fa strumento di incontro e reciproca comprensione. Sotto la direzione artistica del Maestro Giovanni Solinas, algherese di nascita e Kantor in Germania, si esibirà un cast di respiro internazionale. Protagonista della serata sarà l’Ensemble dell’Amicizia, una formazione d’eccezione composta da voci di diverse nazionalità, affiancata dal Joves Ensemble del Coro Polifonico Algherese. Il programma vedrà poi alternarsi solisti di chiara fama e giovani talenti: Cordelia Weil (contralto solista), Emanuele Martinez (tenore solista), Andrea Mocci (saxofono), Claudio Sanna (pianoforte), nonchè un quartetto d’archi formato da Davide Casu, Monica Lutzu, Daniele Fiori, Antobio Papa e Stefano Melis al basso continuo. Il programma musicale propone un percorso ricco e variegato, che attraversa epoche e linguaggi diversi: dalle pagine senza tempo di Wolfgang Amadeus Mozart e Johann Sebastian Bach, all’“Agnus Dei” dalla Petite Messe Solennelle di Gioachino Rossini, fino al lirismo di Franz Schubert e Felix Mendelssohn. Accanto ai grandi maestri del repertorio europeo, trovano spazio anche composizioni contemporanee di Paolo Coggiola e Paolo Ugoletti, insieme a musiche della tradizione sarda, in un dialogo suggestivo tra identità locale e dimensione internazionale. “Siamo onorati di ospitare un evento così importante nel calendario degli eventi culturali della nostra città. Giovanni Solinas è un talento algherese di livello internazionale, uno dei più affermati organisti, che qualifica questo inizio di primavera con un concerto imperdibile che unisce artisti di diversa provenienza nel segno dell’amicizia e dell’inclusione. In un momento storico come quello che stiamo vivendo, particolarmente critico e difficile, questo evento ha un significato davvero profondo” dichiara l’assessora alla Cultura del Comune di Alghero, Raffaella Sanna. “Eventi come “La Musica dell’Amicizia” rappresentano in modo autentico la vocazione di Alghero quale crocevia di culture, linguaggi e sensibilità diverse. La musica diventa strumento di dialogo e di pace, capace di unire comunità e generazioni. Come Fondazione Alghero siamo orgogliosi di sostenere iniziative che rafforzano il posizionamento della nostra città come destinazione culturale di qualità, valorizzando al contempo i nostri talenti e le nostre radici” sottolinea il presidente della Fondazione Alghero, Graziano Porcu.
Posidonia, impianto di San Marco: “sveglia” di Conoci: “Troppi ritardi”
ALGHERO – “In merito allo stato di avanzamento dell’impianto di trattamento della posidonia e delle terre da spazzamento, in fase di realizzazione nell’area industriale San Marco da parte del Consorzio Industriale Provinciale di Sassari e di fondamentale interesse per il territorio di Alghero, ritengo doveroso esprimere alcune considerazioni.
La conclusione di quest’opera rappresenta da sempre un obiettivo strategico che avrebbe meritato maggiore determinazione e soprattutto maggiore rapidità.
In questi giorni si è dato risalto alla presenza di due rappresentanti algheresi nel Consiglio di amministrazione del Consorzio Industriale, come se si trattasse di un fatto nuovo. È bene chiarire che non lo è: anche durante la mia amministrazione, così come in precedenza, erano presenti due rappresentanti algheresi, il sottoscritto e il commissario straordinario della Provincia di Sassari Fois, e successivamente altri rappresentanti algheresi indicati dal Comune di Alghero e dalla Provincia.
Ed è proprio grazie a quella presenza e a una forte volontà politica e istituzionale da parte di tutto il cda e delle amministrazioni interessate, che si è arrivati alla decisione di realizzare questo impianto ad Alghero, inizialmente finanziato, con 5 milioni di euro, direttamente dal consorzio e successivamente, grazie alla vincita di un bando, attraverso fondi del PNRR.
Oggi, tuttavia, si registra un evidente lentezza. Si parla di un imminente collaudo dell’impianto, pare la prossima settimana, nonostante la struttura risulti completata già dallo scorso luglio. È importante che non si confonda il collaudo, che certamente verrà ampiamente comunicato, con la reale conclusione dell’opera, poiché risultano ancora incomplete parti essenziali, come le aree destinate al deposito della posidonia prima del trattamento, senza le quali l’impianto non potrà operare.
Si tratta di opere, appunto, di completamento che, a distanza di mesi, avrebbero potuto essere già ultimate. È legittimo ritenere che una maggiore incisività da parte degli attuali rappresentanti algheresi nel Consiglio di amministrazione e del comune stesso, avrebbe potuto accelerare questo processo.
Va inoltre ricordato che l’attuale amministrazione è in carica di fatto già da due anni. Nei primi due anni della mia amministrazione, invece, ci siamo trovati a operare in un contesto estremamente complesso, segnato dall’emergenza Covid, che ha inevitabilmente rallentato attività e procedimenti su tutti i fronti. Una condizione straordinaria che, fortunatamente, non ha interessato l’attuale amministrazione e che avrebbe potuto portare ad una accelerazione per tutte le opere in corso.
Nonostante ciò, oggi ci troviamo ancora in una fase incompleta di un’opera che dovrebbe già essere pienamente operativa. Era infatti auspicabile che già da quest’anno si potesse evitare il trasferimento della posidonia verso l’altro impianto del sud Sardegna con i costi economici ed ambientali che questo comporta, e utilizzare invece la struttura locale, riducendo gli accumuli lungo il litorale — in particolare nella zona della passeggiata Garibaldi — e garantendo una gestione più efficiente e sostenibile.
L’impianto rappresenta una risorsa fondamentale non solo per Alghero, ma per l’intero nord Sardegna: può generare occupazione, sviluppo economico e offrire una soluzione concreta a un problema ambientale ed economico rilevante.
Per questo motivo, ritengo necessario ribadire che la presenza negli organi decisionali deve tradursi in risultati concreti. In passato è stato così, e questo impianto ne è la prova. Oggi è indispensabile completare il percorso”
Mario Conoci
Sindaco di Alghero (2019–2024)
“Grotta Verde, apertura dai primi di maggio: dobbiamo proteggere i pipistrelli”
ALGHERO – “Accusare un Parco naturale di usare la sostenibilità ambientale come scusa per coprire proprie inefficienze gestionali è quanto di più paradossale ed insensato che si possa sostenere. E’ allora il caso di precisare e ribadire le sole ragioni ambientali che hanno portato alla decisione di rimandare ai primi di Maggio l’apertura della Grotta verde, tenendo fermo e distinto questo ragionamento dagli aspetti gestionali che si vorrebbero fare passare come confusi e poco chiari e che, al contrario sono stati del tutto coerenti con le esigenze di tutela ambientale, primaria finalità istituzionale di un Parco. Come noto, durante la passata stagione per la prima volta è stata aperta al pubblico la Grotta verde sulla base di una specifica autorizzazione dei competenti uffici regionali che fin da subito hanno escluso, proprio per ragioni ambientali, la fruizione della Grotta nel periodo tardo autunnale e invernale e nel contempo, quale modalità gestionale precauzionale, hanno imposto limiti specifici di carico antropico giornaliero con un numero massimo di visitatori per ciascuna visita. Queste limitazioni rispondono a due specifiche esigenze: la prima quella di evitare disturbi alla importantissima colonia di chirotteri presenti nell’area protetta; la seconda quella di evitare i rischi di accumulo di anidride carbonica (CO2), che si possono verificare in ambienti carsici con scarsa ventilazione, che risulterebbero fortemente dannosi per la salute e la incolumità dei visitatori. Come richiesto dal Parco sarebbero stati gli specifici monitoraggi da effettuarsi durante la stagione 2025 (da intendersi per questo motivo come stagione sperimentale) che avrebbero consentito per la stagione 2026, di concerto con la Regione, di confermare o modificare le originarie prescrizioni, sia con riferimento alla durata del periodo di apertura/chiusura, sia con riferimento alle modalità della visita con aumento/diminuzione del numero totale dei visitatori per singola visita e totale complessivo giornaliero. I risultati della attività di monitoraggio, compiuta dal Parco durante tutta la stagione 2025 di apertura della Grotta verde e, successivamente, dopo la chiusura di fine ottobre e fino al mese di gennaio 2026 (primo controllo invernale della popolazione dei chirotteri) tendente a verificare, durante la fase di chiusura al pubblico, la permanenza della colonia dei chirotteri che abitualmente utilizza la grotta per il letargo invernale, hanno consentito di ottenere un riscontro del tutto positivo: nessuna criticità sui rischi di accumulo della CO2 (relazione specialistica finale del tecnico incaricato geol. Giuseppe Anardu) e, soprattutto, “…non si evidenziano effetti negativi sulla popolazione chirotterologica della Grotta Verde riconducibili all’utilizzazione turistica della stagione 2025”, come testualmente riportato nella relazione specialistica del Centro Pipistrelli Sardegna incaricato dei monitoraggi dal Parco. Per la conclusione dei resoconti finali della stagione 2025 ed in previsione di quella 2026 restava da effettuare una ultima verifica sulla colonia dei chirotteri che attestasse la conclusione del periodo del letargo, ipotizzato verso la fine del mese di marzo 2026. Nelle more di questa ultima verifica e sulla base degli acquisiti positivi riscontri del monitoraggio, il Parco si è organizzato, programmando per tempo utile, come normale e serio che sia per una oculata gestione, le attività della stagione 2026 prevedendo di poter aprire la Grotta nel primi giorni del mese di Aprile, in primis per le scuole con l’attività di educazione ambientale e parallelamente per consentire la fruizione anche ai primi visitatori/turisti. Hanno ragione, quindi, quelli che sostengono che il Parco aveva tutte le intenzioni e le aspettative di una apertura anticipata al mese di Aprile e gli stessi atti prodotti da chi oggi lo afferma polemicamente (la lettera inviata alle scuole nel mese di febbraio), non fanno che confermare quanto attenta ed oculata sia stata la programmazione delle attività sotto il profilo gestionale: certo non sarebbe stato possibili aprire alcunché ad Aprile, senza questa puntuale programmazione e preparazione, pur consapevoli della esigenza dell’ultima verifica ambientale sulla conclusione del periodo di letargo. Come ormai noto, sono stati proprio i risultati dell’ultimo monitoraggio sulla colonia, effettuato sempre dal Centro Pipistrelli Sardegna, che hanno evidenziato, presumibilmente per ragioni meteoclimatiche, soprattutto per le basse temperature di questo primo avvio di primavera, un ritardo nel risveglio delle colonie di pipistrelli. La conclusioni di tutta questa vicenda è quindi molto semplice e chiara: nonostante una attenta programmazione e gestione delle attività preparatorie per una apertura anticipata al mese di Aprile, ragione ambientali di tutela della specie dei chirotteri hanno portato alla decisione di spostare l’apertura della grotta verde ai primi del mese di Maggio. Questo a dimostrazione di quanto sia complesso coniugare esigenze di tutela ambientale, sempre prioritarie per un Parco, ed esigenze di supporto e contributo fattivo allo sviluppo del territorio che nel corso degli anni il Parco di Porto Conte ha dimostrato di sapere attuare”.
Parco di Porto Conte
“Salta il Consiglio, mancanza di rispetto per regole e prerogative dell’Aula”
ALGHERO – “Non fosse sufficiente la crisi politica del campo largo, che deve ricorrere sistematicamente alla seconda convocazione a causa della mancanza dei numeri, dobbiamo anche rilevare una grave irregolarità nella convocazione della seduta odierna del Consiglio Comunale”. Lo dichiarano congiuntamente i gruppi di centrodestra – Fratelli d’Italia, Forza Italia, UDC – Patto per Alghero, Lega e Prima Alghero – insieme ai consiglieri comunali Alessandro Cocco, Marco Tedde, Nina Ansini, Lina Bardino, Giovanna Caria, Antonello Peru, Lelle Salvatore, Michele Pais e Massimiliano Fadda.
“La violazione regolamentare è stata formalmente segnalata da tutti i gruppi del centrodestra. L’articolo 48, comma 1, del Regolamento è chiarissimo: tra prima e seconda convocazione devono trascorrere almeno 24 ore. Si tratta di un termine perentorio, posto a garanzia della legittimità delle sedute e degli atti adottati. La maggioranza ha invece proceduto in modo superficiale. Un episodio che bene rappresenta la mancanza di rispetto verso le regole e le prerogative dell’aula da parte di questa maggioranza”.
“Una seduta convocata in violazione delle norme espone gli atti approvati al rischio di ricorsi e quindi di annullabilità. Un rischio concreto, considerato che all’ordine del giorno vi era anche la ratifica di una variazione di bilancio relativa a ingenti risorse. Un eventuale annullamento produrrebbe un danno serio per l’amministrazione e per la città”.
“Quanto accaduto è l’ultimo sintomo di una maggioranza confusa, eterogenea e priva di guida. Chi è chiamato a dirigere le istituzioni deve rispettarle, prima di tutto conoscendo e applicando le regole.”
I consiglieri di centrodestra ribadiscono la disponibilità al confronto costruttivo, ma non possono accettare che la maggioranza proceda ignorando le norme che disciplinano il funzionamento dell’organo”
Fratelli d’Italia
Forza Italia
UDC – Patto per Alghero
Lega
Prima Alghero
“Sanità, dalla Todde tanti inglesismi e pochi fatti: la realtà è un’altra”
ALGHERO – “Apprendiamo della nascita del piano contro il sovraffollamento per i Pronto Soccorso
dell’Isola targato Todde. Un insieme di linee guida che sperano di migliorare l’efficienza
ospedaliera con una regia centralizzata dei processi assistenziali.
Una sequela di acronimi e inglesismi, tra le innovazioni figurano l’istituzione delle UCRAS
(Unità di Crisi Aziendale) e l’introduzione del Bed Management, il Fast Track per ridurre il
boarding e via discorrendo.
Sulla carta una vera e propria rivoluzione. Tuttavia non possiamo non sottolineare come allo
stato attuale, queste restino semplici linee guida, che dovranno essere attuate dalle aziende
sanitarie.
Ed è proprio qui che sorgono le nostre perplessità: come potranno le aziende affrontare
questa sfida mentre la stagione estiva è ormai alle porte?
In un contesto segnato dalla fuga dei professionisti, dalla grave carenza di personale, dalla
disparità di trattamento economico tra medici a gettone e personale strutturato, ci chiediamo
con quali risorse umane, dotazioni e spazi si intenda far fronte al prevedibile e significativo
aumento degli accessi ai Pronto Soccorso dell’Isola.
Il rischio è che ci si trovi ancora una volta, di fronte alla solita ricetta fatta di parole e buone
intenzioni. Il tipico “armiamoci e partite”. Temiamo che a livello regionale, non vi sia una
piena consapevolezza della realtà quotidiana vissuta nei reparti. Continuano infatti a essere
proposte linee guida che nei fatti non vedranno mai la luce. Un esempio su tutti le linee
guida sullo STEN neonatale, che dopo oltre due anni prendono polvere in un cassetto
senza essere mai state atuate.
Per questo motivo rivolgiamo un invito alla Presidente Todde, alle parole seguano finalmente
i fatti.
Nel prossimo futuro avremo modo di verificare se quanto annunciato si tradurrà realmente in
un miglioramento concreto dei servizi sanitari e in una risposta efficace ai bisogni dei
cittadini”.
Per Prima Alghero
Massimiliano Fadda
“Turismo ed eventi, Porto Torres ha risposto: ora serve una strategia”
PORTO TORRES – “Il concerto dei The Kolors ha rappresentato molto più di un semplice evento di intrattenimento, configurandosi come un indicatore concreto delle potenzialità della città in termini di attrattività, capacità organizzativa e ricaduta economica.
Porto Torres ha dimostrato, nei fatti, di essere in grado di generare flussi significativi di presenze e di attivare dinamiche economiche diffuse sul territorio.
I numeri registrati sono rilevanti: oltre 30.000 presenze e una ricaduta economica stimata superiore a 1,5 milioni di euro, con benefici estesi all’intero comparto commerciale e dei servizi.
Strutture ricettive, ristorazione, attività balneari e commercio locale hanno evidenziato un incremento significativo dei volumi, confermando come eventi di questa portata possano rappresentare un volano economico reale.
Questo risultato si inserisce all’interno di una visione amministrativa che sta progressivamente orientando la città verso un modello turistico fondato sull’attrattività, sull’accoglienza e sulla capacità di generare economia attraverso eventi e flussi organizzati.
Tuttavia, il potenziale di Porto Torres non si esaurisce nella dimensione degli eventi.
La città dispone di un sistema di asset economici e territoriali di assoluto rilievo: la posizione strategica nel sistema portuale del Nord Sardegna, la connessione con l’Asinara e con i principali flussi turistici dell’area vasta, il patrimonio ambientale e balneare, la presenza di un tessuto commerciale diffuso e resiliente, nonché un’importante identità storica e culturale.
A questi si affiancano asset ancora parzialmente espressi, come il patrimonio archeologico, i siti di interesse storico e le potenzialità legate alla valorizzazione integrata del territorio urbano e costiero.
La vera sfida è trasformare questi elementi da potenziale a sistema.
Per completare questo percorso e rendere il modello realmente competitivo, è necessario compiere un ulteriore salto di qualità attraverso una piena integrazione tra turismo, cultura, archeologia, servizi e infrastrutture.
La valorizzazione coordinata di questi asset può generare un’offerta strutturata, capace di attrarre visitatori durante tutto l’anno, destagionalizzare i flussi e produrre benefici economici stabili e duraturi.
Solo attraverso una visione integrata è possibile consolidare un percorso di rilancio complessivo della città, superando la frammentazione e costruendo una strategia coerente di sviluppo.
La sfida è oggi di natura strategica: passare da una logica episodica a una programmazione strutturata, capace di garantire continuità e sostenibilità nel tempo.
Servono indirizzi chiari, coordinamento tra istituzioni e operatori e una pianificazione stabile che consenta di valorizzare in modo sistemico tutte le risorse disponibili.
L’obiettivo non è organizzare singoli eventi di successo, ma costruire un modello di sviluppo capace di produrre economia, occupazione e attrattività durante tutto l’arco dell’anno.
Meno episodicità, più visione e programmazione per il rilancio del territorio, più visione e responsabilità amministrativa”.
Spanu e Ligas
Gruppo Consiliare Porto Torres Avanti
Pasquetta, nel lido ad Alghero incivili e sozzoni: denuncia di Mulas
“Grotta Verde e non solo, altro che destagionalizzazione: aperture, parcheggi e servizi in ritardo”
ALGHERO – “Lo scorso settembre La Nuova Sardegna, sentito il Presidente del Parco Emiliano Orrù, annunciava una riapertura per fine marzo 2026” così Alessandro Cocco, capogruppo di Fratelli d’Italia, replica alle dichiarazioni della maggioranza e del Parco sulla mancata apertura della Grotta Verde nel weekend di Pasqua.
“Un impegno preciso assunto dal Parco, tanto che il 26 febbraio sempre il Parco invia una nota agli istituti scolastici cittadini per organizzare visite con classi e studenti a partire dal 1 aprile. Oggi invece il Parco sostiene che non sia possibile aprire prima del 1 maggio. Le due cose evidentemente non stanno insieme e chi le sostiene dalla maggioranza ignora almeno una delle due. Insomma, o non sanno cosa stanno facendo, oppure lo sanno benissimo e cambiano versione strada facendo.”
“Per mesi hanno dato per certa una apertura anticipata, senza problemi per i chirotteri, per poi arrivare a Pasqua con il sito chiuso. Siamo davanti all’ennesima retromarcia con cui tentano di coprire una gestione confusa. Si è passati da annunci pubblici a retromarce improvvise, senza alcuna chiarezza. E a pagare, come sempre, è la città».
«Le lezioni improvvisate sulla normativa ambientale le rispediamo al mittente. Prima di parlare, sarebbe utile che il consigliere Sartore, troppo precipitoso nella difesa d’ufficio del presidente del Parco per via delle faide interne al PD, leggesse prima gli atti». E sul piano economico: «Il risultato è evidente: migliaia di visitatori persi, decine di migliaia di euro mancati, proprio nel primo grande banco di prova della stagione».
Infine, l’affondo politico: «Ma il problema non è solo la Grotta Verde. Siamo davanti a ritardi generalizzati: nessuna soluzione sulla mobilità green del promontorio, ancora nessun servizio navetta previsto per ridurre la congestione e la sosta selvaggia, e ancora ritardi sulla realizzazione del parcheggio di Casa Gioiosa. Tutti interventi previsti, quelli sì, per ridurre l’impatto ambientale sul promontorio, ma Parco e Fondazione, a stagione avviata, non hanno ancora prodotto nulla».
«Sarà meglio che la sinistra eviti di usare la sostenibilità come scusa per coprire le proprie inefficienze – conclude Cocco –. Lavorino con serietà»





