Dopo Olbia, anche Alghero: patto per destagionalizzare. Oggi la firma

ALGHERO – Il Comune di Alghero, Camera di Commercio di Sassari, Sogeaal e Confcommercio Nord Sardegna sigleranno ufficialmente il protocollo d’intesa “Il Patto – Orizzonte Riviera del Corallo / Alghero All Seasons”.

“L’accordo punta a superare il modello stagionale basato esclusivamente sul prodotto balneare, promuovendo un’offerta turistica integrata attiva 12 mesi l’anno. L’intesa di Alghero segue temporalmente quella sottoscritta pochi giorni fa a Olbia. La convergenza dei due principali scali aeroportuali del Nord Sardegna sotto una visione strategica comune definisce un nuovo approccio regionale: le “porte d’accesso” dell’Isola opereranno ora in modo coordinato per garantire la sostenibilità economica dei flussi turistici nel lungo periodo”, cosi da Porta Terra.

Il Patto verrà siglato dal Sindaco Raimondo Cacciotto, dal Presidente della Camera di Commercio di Sassari Stefano Visconti, dall’Amministratore delegato della Sogeaal  Silvio Pippobello  e  dal vicepresidente di Confcommercio Nord Sardegna Salvatore Brichetto e dal vicepresidente vicario  Edoardo Oggianu.

Una cosa è certa: senza l’implementazione di servizi (a partire dal trasporto pubblico locale), di nuovi hotel, di strutture coperte dove realizzare eventi e convegni, di un’adeguata promozione e la disponibilità delle attività, anche pubbliche, di aprire anche nei mesi meno caldi, anche questa iniziativa potrebbe avere “il fiato corto”.

“Dall’Ospedale al Territorio”, incontro di Maestrale con l’ex-ministro Lorenzin

ALGHERO – È aperto a tutta la cittadinanza l’incontro pubblico “Dall’Ospedale al Territorio”, che
vedrà la partecipazione della senatrice ed ex Ministra della Salute Beatrice Lorenzin, lunedì 11
maggio alle ore 18 nella sala conferenze del Quarter ad Alghero.
L’iniziativa, organizzata dall’Associazione Maestrale, con il sostegno della Fondazione di Sardegna,
nell’ambito della scuola di formazione “Laboratori Sardegna”, pone al centro la questione del
diritto alla salute e dell’integrazione socio-sanitaria, in un momento strategico per la futura
organizzazione dei servizi territoriali algheresi.
Si parlerà di ospedali, Civile e Marino, e di servizi territoriali nell’ambito del distretto
sociosanitario, a cominciare dalla Casa di Comunità che nasce in via degli Orti.
Accanto a Beatrice Lorenzin interverranno esponenti delle istituzioni e del sistema sanitario:
Giuseppe Gambale Direttore dell’Ufficio CCM e Prevention Hub del Ministero della Salute,
Francesca Piras Direttore Generale delle Politiche Sociali della Regione Sardegna, Carla Fundoni
Presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale, i parlamentari Marco Meloni e
Silvio Lai.
Particolare rilievo avrà il lavoro del Laboratorio Sanità, che in questi mesi ha coinvolto medici,
operatori, cittadini e studenti delle quinte classi del Tecnico Roth di Alghero, in un percorso
partecipativo volto a raccogliere esperienze, criticità e proposte, con le visite alle strutture algheresi
e gli incontri con la direttrice del presidio Anita Giacconi e con la direttrice del distretto sanitario
Antonella Bifulco. Un contributo che sarà portato direttamente all’attenzione del dibattito pubblico,
a testimonianza di un metodo che unisce competenze professionali e coinvolgimento civico.
Programmati anche gli interventi di Antonio Lorenzo Spano (Direttore Generale ASL Sassari),
Salvatore Lorenzoni (Ordine dei Medici di Sassari) e Gianluca Chelo (Ordine delle Professioni
Infermieristiche), per un confronto concreto sulle prospettive della sanità territoriale. Coordina
Mario Bruno, socio fondatore dell’Associazione Maestrale.

Piano Casa, basta con la propaganda delle Giunte Cacciotto e Todde: portino il Puc”

ALGHERO – «Sul Piano Casa approvato dal Governo Meloni serve serietà, non riflessi ideologici. La crisi abitativa ad Alghero è grave: colpisce famiglie, giovani coppie, lavoratori e residenti che faticano sempre più a trovare casa a condizioni sostenibili. Proprio per questo il tema non può essere affrontato con critiche strumentali prima ancora di valutare davvero il provvedimento». Lo dichiara Alessandro Cocco, capogruppo di Fratelli d’Italia Alghero, dopo la presa di posizione della cosiddetta Alleanza Municipalista, sottoscritta anche dall’assessore Roberto Corbia.

«Il Governo Meloni vuole aumentare l’offerta abitativa recuperando alloggi popolari non assegnabili, valorizzando il patrimonio pubblico, incentivando housing sociale, edilizia convenzionata e prezzi calmierati. Non bonus temporanei, ma case vere da rimettere in circolo».

Per Cocco «è poco credibile bocciare tutto in partenza, dopo che la sinistra, al Governo, in Regione e nei Comuni, ha evitato per anni temi come occupazioni abusive, scarsità abitativa e recupero del patrimonio pubblico. Ancora meno credibile se poi, a livello locale e regionale, non si producono risposte concrete».

«Corbia e l’Amministrazione Cacciotto dicano cosa intendono fare per ridurre le aliquote IMU, che rendono le case di Alghero tra le più tassate e contribuiscono ad aumentare i costi. Dicano anche cosa aspettano a portare in aula il preliminare del PUC, lasciato sostanzialmente pronto dalla precedente amministrazione di centrodestra».

«E la Regione Sardegna – prosegue Cocco – chiarisca quali strumenti intende mettere in campo su edilizia residenziale pubblica, recupero degli immobili inutilizzati e sostegno all’abitare. Perché senza pianificazione urbanistica, alleggerimento fiscale e investimenti veri, ogni discorso sulla casa resta propaganda».

«Il Piano Casa può essere un’occasione anche per Alghero – conclude Cocco – ma le occasioni si colgono se Comune e Regione, invece di criticare Roma, iniziano finalmente a lavorare».

“Impianto posidonia, svolta storica: ora metterlo a regime. Palazzo Sciuti assente”

ALGHERO – “Intervengo pubblicamente dopo due anni di silenzio, una scelta precisa dettata dalla convinzione che il ruolo di ex amministratore non debba tradursi in interventi polemici su qualsiasi tema. Oggi ritengo tuttavia doveroso intervenire su una questione che ho seguito fin dalle sue origini insieme all’intera ex Giunta, al sindaco Conoci, al presidente della Provincia Fois, all’allora presidente del Consorzio Scanu e ai rappresentanti del Comune di Alghero nel Consorzio industriale, Cadau e Zanetti: l’impianto di trattamento della posidonia e delle terre di spazzamento di San Marco. L’inaugurazione odierna, seppur parziale, rappresenta un passaggio di valore storico. Si tratta di un risultato significativo, che mi rende orgoglioso, frutto anche del grande lavoro sinergico svolto tra il settore ambiente del Comune di Alghero e la direzione del Consorzio Industriale. Si chiude così una fase caratterizzata da costi elevati e inefficienze, legate al trasferimento dei materiali verso l’unico impianto presente nel sud Sardegna, con lunghi e onerosi trasporti su gomma. Desidero esprimere un ringraziamento al sindaco Raimondo Cacciotto e all’assessore Selva per avermi voluto al loro fianco: il riconoscimento del lavoro svolto da chi ha amministrato prima non è mai scontato. Un ringraziamento sincero va inoltre al Gruppo Esposito e al suo patrono Ezio Esposito per la qualità del lavoro svolto, la serietà dimostrata e il rispetto dei tempi di realizzazione, nonostante il successivo ritardo nell’avvio dell’impianto, dovuto a cause non riconducibili all’impresa. Esauriti i doverosi ringraziamenti, è necessario richiamare con chiarezza il punto centrale. L’impianto di San Marco non può essere considerato una semplice bandierina locale. Una simile lettura sarebbe miope e politicamente irresponsabile. Si tratta, al contrario, di un’infrastruttura pensata per un intero territorio e per una regione, come dimostra la sua previsione all’interno del piano regionale dei rifiuti. In questo contesto, desta preoccupazione l’assenza dei rappresentanti della Città Metropolitana, un livello istituzionale che deve essere pienamente coinvolto nella fase di avvio e gestione operativa dell’impianto. Il quadro generale è noto: i comuni costieri affrontano emergenze sempre più frequenti legate alla posidonia, aggravate dagli eventi meteorologici, mentre la corretta gestione delle terre di spazzamento rappresenta un fattore determinante per il miglioramento delle percentuali di raccolta differenziata. L’impianto è stato realizzato esattamente per rispondere a queste esigenze. Non garantirne un utilizzo pieno e coordinato, o limitarne la funzione a un ambito locale, significherebbe sprecare risorse pubbliche e compromettere una visione strategica costruita nel tempo. In tal senso, si auspica che i lavori di completamento della messa a riserva, con particolare riferimento al piazzale di stoccaggio, possano concludersi celermente. Per queste ragioni è necessario attivare immediatamente un coinvolgimento concreto di tutti i comuni del centro-nord Sardegna, al fine di assicurare la sostenibilità economica e la piena operatività dell’impianto. Non farlo nell’immediato significherebbe perdere tempo prezioso e rischiare di compromettere l’intero progetto. Le opere pubbliche rappresentano un momento importante e di giubilo per le comunità, ma è nella loro gestione e nel loro utilizzo che si misura, nel tempo, la qualità e la serietà dell’azione amministrativa, a ogni livello”.

Andrea Montis, già assessore all’ambiente

“Da rifiuto a ricchezza, Alghero risolve il problema posidonia”

ALGHERO – Da rifiuto a ricchezza dalle prospettive tutte da scoprire, in un virtuoso processo di riconversione green delle strategie del Consorzio. La posidonia oceanica in esubero che da sempre si accumula sulle spiagge del Mediterraneo troverà finalmente una nuova vita grazie all’impianto per il trattamento realizzato nel sito CIPSS di San Marco ad Alghero. Tutto è finalmente pronto e da oggi, 5 maggio, i primi carichi di posidonia raccolti nelle spiagge della Riviera del Corallo vengono trattati con la tecnologia del soil washing. L’impianto – realizzato con fondi del PNRR – potrà operare fino a ventimila tonnellate di posidonia spiaggiata in esubero ogni anno. Il processo di ripulitura sarà in grado di recuperare la frazione organica lavata, costituita da residui di posidonia oceanica e sabbia, consentendo di riportare quest’ultima sulle spiagge e risolvere così una grossa emergenza ambientale: in passato, infatti, la rimozione della posidonia per la fruizione dei litorali aveva come conseguenza la perdita della sabbia, bene prezioso che grazie all’impianto di trattamento potrà adesso essere restituita immediatamente all’ambiente.
Il futuro della posidonia, invece, potrà prendere diverse strade. Una parte sarà destinata all’ingegneria naturalistica e utilizzata come barriera per l’erosione costiera e la salvaguardia dell’ambiente, ripristinando la funzione fondamentale e naturale di questo residuo vegetale; potrà inoltre essere utilizzato come substrato vegetale in agricoltura e infine, i materiali trattati e ripuliti potranno essere trasformati in pannelli fonoassorbenti usati in diversi ambiti, dagli studi di registrazione agli ambienti domestici, dai teatri ai locali pubblici. Non sono escluse, inoltre, nuove applicazioni in ambiti e mercati differenti, per i quali sono in corso interlocuzioni con Università ed enti di ricerca. L’impianto sarà inoltre in grado di operare anche su diecimila tonnellate annue di rifiuti provenienti dallo spazzamento stradale, con il recupero delle sabbie e dei materiali di scarto da riutilizzare principalmente nel settore dell’edilizia. Si tratta dell’unico impianto di questo tipo in Italia totalmente End of Waste, con il recupero del prodotto in uscita che non è più considerato un rifiuto, e l’unico in Sardegna gestito da un ente pubblico.
Nella fase di avviamento l’impianto di San Marco raccoglierà i materiali recuperati nel litorale algherese, ma è intenzione del CIPSS allargare lo sguardo sulle coste di tutto il nord Sardegna. L’impianto è costituito da un capannone di circa 1800 metri quadri, da una linea industriale capace di trattare, in completa automazione, diverse tipologie di rifiuti non pericolosi e in grado di ricavarne materie prime differenziate e di qualità, certificate CE, e un impianto di trattamento dell’acqua di processo che consente di ricircolare circa l’80% dell’acqua necessaria al lavaggio dei rifiuti e contenere quindi considerevolmente i consumi idrici.
Entro l’estate sarà inoltre pronto l’impianto di stoccaggio, con una capacità di 14.400 tonnellate di posidonia, che permetterà di liberare spazi sui litorali e lavorare in maniera continuativa i materiali.
«Il completamento dei lavori rappresenta un passaggio strategico per rafforzare la nostra capacità di rispondere alle sfide ambientali e promuovere modelli di sviluppo sostenibile. Siamo particolarmente soddisfatti di portare avanti questo progetto per rispondere ad un’esigenza concreta del territorio, con l’obiettivo di coniugare tutela ambientale e uso responsabile delle risorse naturali. Questo importante risultato è il frutto dell’impegno costante di tutta la struttura, che desidero ringraziare per il grande lavoro svolto», commenta la presidente del CIPSS Simona Fois.
«L’apertura dell’impianto – afferma il sindaco Raimondo Cacciotto – è un’ottima notizia che premia il meritorio lavoro svolto dal Comune di Alghero negli anni della gestione della posidonia spiaggiata. L’assessorato all’Ambiente fa un lavoro importante e meticoloso che coniuga tutela ambientale e fruibilità dei litorali per arrivare, come in questo caso, alla costruzione di una filiera virtuosa in sinergia con le istituzioni del territorio».

“Gianvittorio”, venerdi la proiezione del documentario

ALGHERO – Venerdì 8 maggio alle ore 19, nella Sala Conferenze Lo Quarter, la Società Umanitaria di Alghero presenta la proiezione del documentario “Gianvittorio”, diretto da Rossana Cingolani. L’iniziativa nasce come omaggio a Gianvittorio Vacca, a pochi anni dalla sua scomparsa, nel giorno in cui avrebbe compiuto 90 anni. Artista e figura profondamente legata alla vita culturale e mondana di Alghero, Vacca ha attraversato con il suo lavoro ambiti diversi: artigianato del corallo, scultura, ceramica, arredamento e scenografia, costruendo un percorso personale, libero da etichette e riconoscimenti formali. Nato ad Alghero nel 1936 e attivo a lungo anche a Cagliari, aveva scelto di tornare nella sua città per sviluppare nuovi progetti, mantenendo sempre uno sguardo radicato nella dimensione popolare del fare artistico.

“Non ho mai cercato di essere celebrato come artista – diceva – tutt’al più ho cercato di essere apprezzato come uomo di bottega”. Il documentario, della durata di 45 minuti, ripercorre la sua storia attraverso la produzione pittorica, la lavorazione del corallo e il suo ruolo nella vita culturale della Alghero degli anni Sessanta, restituendo il ritratto di una personalità capace di lasciare un segno nella memoria collettiva della città e nelle relazioni umane. La proiezione sarà accompagnata dalla presenza in sala della regista Rossana Cingolani, che lavora da oltre trentacinque anni nel montaggio, nell’edizione e nella post-produzione per cinema e televisione. Nel corso della sua carriera ha collaborato, tra gli altri, con Pupi Avati, Francesca Archibugi, Gianni Amelio e Marco Ferreri, con cui ha instaurato una collaborazione particolarmente significativa a partire da La casa del sorriso. «L’otto maggio prossimo mio padre Gianvittorio, se ancora fosse su questo pianeta, avrebbe compiuto 90 anni. E certamente li avrebbe festeggiati con una mostra di pittura, o con qualche altra diavoleria delle sue. Il destino ce lo ha sottratto qualche anno fa […] Il tempo passa, ma io non dimentico. Vi aspettiamo dunque nel giorno del suo compleanno», scrive Elias Vacca, che sarà ospite della serata.

“Salario minimo regionale, un bluff: la Corte boccia la Toscana, idem per la Giunta Todde?”

ALGHERO – «Lo avevamo detto subito, senza ambiguità: quella sul salario minimo regionale era una legge bluff, fumo negli occhi, destinata a crollare. Giunta e Consiglio corrano ai ripari e modifichino la legge per tutelare i lavoratori».
Così Michele Pais (Lega) interviene dopo la recente pronuncia della Corte Costituzionale, che con la sentenza n. 60 del 30 aprile 2026 ha dichiarato illegittima la norma della Regione Toscana sul salario minimo regionale negli appalti pubblici.
Per Pais si tratta di una conferma netta di quanto aveva denunciato fin dall’approvazione in Sardegna. «Ora rischia la legge sarda. Parliamo di un impianto normativo fragile, costruito su basi giuridiche sbagliate e su un evidente equivoco: si è voluto furbescamente introdurre il concetto del “trattamento economico minimo” scorretto e ben più ampio della “retribuzione minima tabellare”: nella migliore delle ipotesi bisognerà correggere la legge in questa parte».
La decisione della Corte si inserisce nel solco di un orientamento chiaro: in materia di contratti pubblici, prevale l’esigenza di uniformità normativa su tutto il territorio nazionale: «I giudici costituzionali hanno infatti ribadito che la disciplina degli appalti, incidendo direttamente sull’accesso al mercato e sulla selezione degli operatori economici, rientra nell’ambito della tutela della concorrenza, materia riservata in via esclusiva allo Stato».
Un passaggio, questo, che secondo Pais «smonta completamente l’impianto ideologico di chi, anche in Sardegna, ha voluto vendere una misura inefficace come una conquista sociale».
«Inoltre proprio perché gli appalti pubblici perseguono anche finalità sociali, la Corte ha ribadito che ciò oggi è garantito da un sistema articolato di tutele previsto dal Codice dei contratti pubblici. Come dire, tutte garanzie già previste».
Per il consigliere leghista, le conseguenze per la Sardegna sono evidenti: «La norma regionale, che già mostrava limiti applicativi, che peraltro allo stato non si sarebbe applicata agli appalti di portierato e delle pulizie in corso, rischia di fare la stessa fine di quella Toscana».
Da qui l’affondo politico: «Si tratta di una classica operazione di propaganda, una delle tante “operazioni social” più che “sociali”, a cui ci ha abituato l’Assessora del Lavoro. Oggi arriva una bocciatura pesante che certifica l’inconsistenza di quella scelta. Serve serietà: i diritti dei lavoratori non si tutelano con “norme Facebook” , ma con interventi concreti e compatibili con l’ordinamento nazionale».
Pais conclude con un invito alla Assessora del Lavoro Desirée Manca: «Prenda atto della realtà e smetta di inseguire i social assumendo la serietà del ruolo di Governo che le compete»

Sap Alghero tra le eccellenze del basket femminile

ALGHERO – Un finale di stagione intenso, fatto di sfide di alto livello, crescita e orgoglio giallorosso: la SAP Alghero Basket chiude settimane importanti con le proprie formazioni giovanili e prosegue da protagonista sia a livello nazionale che regionale con le categorie femminili U17, U15 e U14 e U13.
Si è appena conclusa l’esperienza unica delle ragazze dell’Under 17, tra le migliori 16 d’Italia: traguardo prestigioso conquistato dopo un percorso straordinario culminato con il titolo di Campionesse Regionali. Il livello della competizione si è confermato altissimo e la squadra ha dimostrato in ogni partita carattere e identità. «Queste esperienze valgono più di qualsiasi risultato. – ha commentato coach Muroni – Abbiamo affrontato squadre di altissimo livello e le ragazze hanno risposto con personalità. Essere tra le migliori 16 d’Italia è un traguardo che deve renderci orgogliosi e motivarci a lavorare ancora di più». Anche le ragazze dell’Under 15 Femminile terminano a testa alta l’esperienza da Campionesse Regionali al Concentramento Nazionale. Le giovani atlete algheresi hanno affrontato sfide di forte intensità contro alcune delle migliori realtà del panorama italiano, dimostrando solidità, carattere e la capacità di restare in partita. Un’esperienza importante, che arricchisce il percorso di crescita del gruppo e conferma il valore del lavoro svolto quotidianamente.
Intanto si apre una nuova settimana di grande fermento in casa SAP Alghero, ricca di appuntamenti per il settore giovanile femminile: prosegue il percorso delle ragazze dell’U14, che dopo aver concluso la fase di qualificazione e la seconda fase al secondo posto in classifica, accedono ai quarti di finale dei playoff che segnano un nuovo e importante passo nel percorso delle giovani atlete giallorosse. Partenza dominante nella prima partita dei quarti di finale: espugnato il campo dell’Elmas nella gara d’andata con un netto 73-36. «Abbiamo approcciato la partita con la mentalità giusta – hanno commentato i coach Antonello Muroni e Eleonora Cresci – ma sappiamo che non è finita: servirà lo stesso atteggiamento nella gara di ritorno per conquistare la semifinale. È stata una prestazione solida e convincente, costruita su intensità, difesa e un eccellente gioco di squadra e le ragazze hanno interpretato la gara con grande concentrazione e determinazione per tutti i quaranta minuti. Ora l’attenzione è già rivolta alla sfida casalinga, dove il supporto del pubblico sarà un elemento fondamentale per completare il percorso nei quarti di finale». La SAP Alghero conferma così la qualità e la costanza del proprio settore giovanile, capace di competere ai massimi livelli e di costruire un futuro solido attraverso lavoro, passione e senso di appartenenza. Un cammino di continuità e crescita che conferma il valore del gruppo e la solidità dimostrata lungo tutta la stagione. Inoltre, dal 9 al 10 maggio al Palamanchia si disputeranno le semifinali e le finali regionali JR NBA Under 13, a cui le nostre ragazze prenderanno parte, rappresentando un’ulteriore occasione di crescita e confronto di alto livello per la squadra

“Alghero e l’ambientalismo a senso unico”

ALGHERO – “Fa sorridere – amaramente – leggere certi attacchi contro A-Mare a Calabona, soprattutto quando arrivano da chi oggi si scopre improvvisamente ambientalista. Ma dov’erano?
Parliamoci chiaro: quella zona, per anni, è stata abbandonata a sé stessa. Non un paradiso incontaminato, ma un accumulo di degrado. Chi la conosce davvero – chi ci è cresciuto, chi ci ha passato giornate tra pesca e mare – sa benissimo di cosa stiamo parlando: rifiuti, sporco, perfino catrame. Da bambini si tornava a casa con il timore di essere rimproverati solo per essersi avvicinati a quell’area.
E oggi qualcuno vorrebbe raccontare che quello era un santuario naturale intoccabile?
La verità è un’altra. Quell’area è stata finalmente pulita, sistemata, resa fruibile. E lo è stata grazie a chi ha avuto il coraggio di investire, di metterci risorse e visione quando altri voltavano lo sguardo dall’altra parte.
A-Mare, al netto di tutto, ha rappresentato un tentativo concreto di riqualificazione. Si può discutere su modalità, autorizzazioni, scelte progettuali – è legittimo – ma trasformare chi interviene in un nemico dell’ambiente è semplicemente falso.
Dov’erano quando Calabona era nel degrado più totale? Dov’erano quando nessuno muoveva un dito? È troppo facile arrivare dopo, puntare il dito e parlare di danni irreversibili, non solo senza aver mai fatto nulla, ma senza aver mai vissuto e conosciuto davvero quel luogo. Perché lì c’è chi ci ha passato l’infanzia, chi ci ha giocato, chi sa cosa fosse realmente. E invece si continua a parlare per sentito dire.
Qui il problema non è l’ambiente. Il problema è un certo ambientalismo di facciata, quello che critica sempre e costruisce mai. Quello che si indigna a parole ma non ha mai sporcato le mani per migliorare davvero un luogo.
Perché difendere il territorio non significa lasciarlo all’abbandono. Significa prendersene cura, investire, renderlo vivibile. E questo, piaccia o no, qualcuno ha provato a farlo.
Gianfranco Langella (Destra Democratica)

“Vie intitolate a Liguria e Porto Torres, chiediamo a loro se ci sistemano strade e verde”

ALGHERO – Alla fine non resta che affidarci all’ironia. Non sempre, ma in certi casi, forse, può anche funzionare. Del resto quanto l’agire normale e formale non trova corrispondenze, allora farsi qualche risata, anche su situazioni poco felici, diventa una probabile soluzione.

Ed è così che, per l’ennesima volta, un residente algherese si affida ai social per segnalare una criticità già evidenziata in passato, ma che non ha visto ancora un intervento risolutore. Niente di trascendentale, ma evidentemente, straordinario, seppur più che ordinario.
“Questa sono via Liguria e via Porto Torres, sono lì da una cinquantina d’anni, ma mi chiedo, queste due vie sono di competenza della Regione Liguria e del Comune di Porto Torres? La domanda mi sorge spontanea, perché se in 50 anni le amministrazioni di Alghero non sono riuscite a realizzare  il marciapiede (oltre a eliminare le erbacce e riportare un po’ di decoro ndr) perché non chiedono a questi due enti di pensarci loro? Se rispondono di no basta cambiare il nome delle vie, magari via Olmedo e via Villanova , io dico che lo fanno subito”.
Oltre alla nota ironica, anzi sardonica, emerge l’ennesima situazione sotto gli occhi di tutti e soprattutto in una zona di grande transito, anche turistico, eppure da anni, anche qui, pare di transitare a fianco ad una foresta,  un’area abbandonata col pericolo che questo rappresenta non essendoci pure un passaggio pedonale, oltre che una minore visibilità per gli automobilisti. Insomma, vanno bene le quasi quotidiane manifestazioni che impegnano gli operai comunali, ma probabilmente sarebbe indispensabile intervenire su tutte queste diffuse situazioni al fine di sistemare al meglio decoro, verde  e dunque accoglienza per residenti e villeggianti.