Continuità Aerea, “Grande preoccupazione, Alghero non può essere marginalizzata”

ALGHERO – “Le notizie che in queste ore stanno circolando sulla continuità territoriale e, in particolare, sui collegamenti tra Alghero e Milano destano grande preoccupazione. Per una comunità insulare la certezza dei trasporti non è un privilegio, ma un diritto fondamentale.

Chiedo massima attenzione da parte della Regione e del Governo affinché vengano fugati al più presto tutti i dubbi sul futuro dei collegamenti da e per la Sardegna. Alghero non può permettersi di perdere competitività né di vedere ridimensionati i servizi essenziali. La continuità territoriale rappresenta uno strumento indispensabile per garantire ai cittadini la possibilità di viaggiare per motivi di lavoro, ma soprattutto per chi è costretto a spostarsi nella penisola per sottoporsi a visite specialistiche, terapie o interventi chirurgici. Spero che le istituzioni regionali e nazionali forniscano rapidamente chiarimenti e rassicurazioni, perché é necessario conoscere quali siano le reali intenzioni e quali soluzioni si intendano adottare per evitare disagi ai cittadini e alle imprese. La continuità territoriale è un diritto che va garantito a tutti”

Alberto Bamonti consigliere comunale Gruppo Base Popolare Alghero

Continuità Aerea, Mulas alla Giunta Todde: “Basta annunci e slogan, servono risultati”

ALGHERO – La Sardegna pretende rispetto. I sardi hanno il diritto di muoversi senza essere cittadini di serie B” La Sardegna non chiede privilegi: pretende rispetto. La continuità territoriale è un diritto sancito per garantire ai sardi la stessa libertà di movimento di ogni altro cittadino italiano. Eppure, ancora una volta, assistiamo a ritardi, incertezze e scaricabarile istituzionali che rischiano di lasciare l’Isola sempre più isolata.
Lo dichiara Christian Mulas, consigliere comunale di Alghero del Partito Sardo d’Azione, intervenendo sul rischio che la rotta Alghero-Milano Linate possa uscire dal regime di continuità territoriale alla scadenza della proroga ministeriale prevista per il 24 ottobre 2026.
«È inaccettabile che ogni volta siano i sardi a dover pagare il prezzo di ritardi burocratici, cavilli amministrativi e incapacità politica. Non possiamo continuare a vivere nell’incertezza ogni volta che dobbiamo prendere un aereo per lavorare, studiare, curarci o semplicemente raggiungere il resto del Paese. La Sardegna non può essere trattata come una periferia dimenticata della Repubblica.
“Ora basta” con gli annunci e con i rimpalli di responsabilità. Oggi esiste una Giunta regionale che ha il dovere di difendere con forza gli interessi della Sardegna e una rappresentanza sarda nelle istituzioni nazionali che deve far sentire la propria voce. Non è più il tempo delle dichiarazioni: servono risultati.
Secondo Mulas, esistono precedenti che dimostrano come una soluzione sia possibile.
Nel 2023, davanti alle osservazioni della Commissione europea, la Regione seppe individuare una procedura che garantì la continuità territoriale anche ad Alghero. Oggi quelle stesse osservazioni vengono usate come alibi. La verità è che manca la volontà politica di difendere fino in fondo i diritti dei sardi.
La mobilità non è una concessione dello Stato né dell’Europa. È una condizione essenziale per garantire uguaglianza tra cittadini. Senza collegamenti certi, la Sardegna perde competitività, investimenti, turismo, opportunità di lavoro e vede limitati diritti fondamentali come quello alla salute e allo studio.
I sardi meritano rispetto. Non possono essere ostaggi di decisioni prese altrove o di una politica incapace di farsi valere. La Sardegna deve poter contare su collegamenti stabili, certi e garantiti con la Penisola, senza dover vivere nell’ansia di perdere, ogni pochi mesi, un diritto essenziale.
«Chiediamo alla Regione di intervenire immediatamente con ogni strumento disponibile affinché la tratta Alghero-Milano Linate resti all’interno del regime di continuità territoriale. Difendere la mobilità significa difendere la dignità del popolo sardo. Su questo non sono più ammesse esitazioni né giustificazioni. La Sardegna ha già dato troppo. Adesso è il momento del rispetto e dei fatti.
Chiude il comunicato stampa il consigliere comunale del psd’az Christian Mulas

“Aumento Tari, la Giunta Cacciotto schiaffeggia le imprese”

ALGHERO – «Aumentare la TARI sulle imprese in una fase economica già complessa significa colpire la spina dorsale della nostra comunità. Commercianti, artigiani, ristoratori, operatori turistici, professionisti e attività produttive non sono solo semplici contribuenti: sono coloro che ogni giorno creano lavoro, sostengono le famiglie e generano ricchezza per Alghero». Lo dichiarano i consiglieri comunali di Forza Italia Marco Tedde, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini, intervenendo sulle tariffe TARI 2026 e sugli aumenti previsti per le utenze non domestiche. «La scelta dell’Amministrazione Cacciotto di scaricare sulle imprese aumenti che arrivano in molti casi a due cifre – proseguono i consiglieri azzurri – rappresenta una decisione profondamente ingiusta e politicamente miope. È l’espressione di una cultura amministrativa legata al “reddito di cittadinanza” che continua a guardare alle imprese come a un bancomat, senza comprendere che proprio quelle imprese sono il motore dell’economia cittadina. Scelta, per il vero, pubblicamente contestata da settori responsabili della maggioranza». «I posti di lavoro non li crea la pubblica amministrazione con gli annunci o con le politiche assistenziali: li creano le imprese, con il rischio quotidiano, gli investimenti e la capacità di produrre valore. E sono quei posti di lavoro che consentono alle famiglie algheresi di avere redditi, dignità e autonomia».«Ancora una volta – sottolineano Tedde, Peru, Bardino e Ansini – assistiamo a una scelta che sembra appartenere a una vecchia impostazione ideologica della sinistra, più attenta alla redistribuzione che alla creazione di ricchezza, più concentrata sul consenso immediato e sulle “marchette elettorali” che sulla crescita della città. Una visione che rischia di trasformare chi investe e produce in un soggetto da penalizzare invece che da sostenere». Secondo Forza Italia «la cosa più grave è che si chiede un sacrificio ulteriore alle attività economiche senza che, a fronte degli aumenti, vi sia oggi un miglioramento concreto del servizio. Il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti continua a essere rinviato, mentre le imprese sono chiamate a pagare di più». «Le risorse che vengono sottratte alle aziende – aggiungono i consiglieri – sono risorse che non potranno essere reinvestite in innovazione, assunzioni, sviluppo e crescita. Un Comune lungimirante dovrebbe creare le condizioni per attrarre investimenti e favorire l’economia locale, non appesantire ulteriormente chi ogni giorno mantiene in piedi il tessuto produttivo della città». «Alghero ha bisogno di una politica fiscale diversa: meno pressione su chi lavora e produce, più capacità di programmare, più attenzione allo sviluppo economico. L’Amministrazione Cacciotto faccia un passo indietro e riveda questa impostazione tariffaria. Continuare sulla strada degli aumenti significa non vedere la realtà delle imprese e delle famiglie algheresi e condannare la città a una stagione di immobilismo”, Lo hanno dichiarato Marco Tedde, Antonello Peru , Lina Bardino e Nina Ansini del Gruppo consiliare di Forza Italia Alghero

“Alghero-Linate, uno dei tanti veri fallimenti della Giunta Todde”

CAGLIARI – “A gennaio avevo definito un fallimento il bando sulla continuità territoriale Alghero-Linate e avevo invitato l’assessora ai Trasporti a non liquidare la vicenda con la promessa di una semplice proroga. Avevo detto che quella non era una soluzione e che il rischio era quello di trascinare il nord ovest della Sardegna in una situazione di continua incertezza. Purtroppo è esattamente ciò che sta accadendo.

Oggi la Regione si trova costretta a ripartire da zero con la procedura di affidamento della continuità territoriale sulla Alghero-Linate. Dopo il primo bando andato deserto, anche il secondo è stato revocato in seguito ai rilievi della Commissione europea, che hanno imposto di ripartire con una nuova procedura e di rinviare l’avvio del servizio al 1° febbraio 2027. Il risultato è che siamo arrivati al terzo tentativo di assegnare la stessa rotta nell’arco di un anno e, nel frattempo, la Regione ha dovuto chiedere al Ministero un’ulteriore proroga dell’attuale regime per evitare un’interruzione del collegamento.

Se questa proroga non dovesse essere concessa nei tempi necessari, tra la fine di ottobre e l’inizio di febbraio la rotta potrebbe rimanere priva degli oneri di servizio pubblico. In quel periodo verrebbero meno le tutele previste per i residenti e le compagnie sarebbero libere di determinare le tariffe. Sarebbe un colpo pesantissimo per chi utilizza questa tratta ogni giorno, come lavoratori, studenti, famiglie, persone che devono spostarsi per motivi sanitari e tutto il sistema economico del nord ovest della Sardegna.

Al di là delle spiegazioni fornite dalla Regione sulla diversa interpretazione delle norme europee, resta un fatto difficilmente contestabile. Dopo mesi di lavoro siamo ancora senza un affidamento definitivo e con una procedura che deve ripartire da capo. È questo il vero fallimento politico della Giunta Todde, che continua a rincorrere le emergenze invece di prevenirle.

La continuità territoriale non può essere amministrata di proroga in proroga. Parliamo di un servizio essenziale che richiede programmazione, preparazione e capacità di gestire per tempo anche gli aspetti più complessi delle procedure. Quando, a distanza di mesi, ci si ritrova ancora senza una soluzione stabile, significa che qualcosa non ha funzionato”.

Aldo Salaris, consigliere regionale e coordinatore regionale dei Riformatori Sardi

“Se si chiede rispetto delle regole, le regole devono essere chiare e servizi per tutti”

ALGHERO – Se da una parte si chiede massimo rispetto delle regole, in particolare in riferimento al codice della strada, dall’altra bisogna dare servizi e regole chiare per tutti. Partendo proprio dalla viabilità. Per diversi motivi, che in taluni casi risalgono ai temi di Noè, ma che poco importa a residenti e turisti, le strade sono quasi tutte in condizioni pessime. Spesso per percorrerle bisogna compiere pericolose gimkcane. Stesso discorso per le aree di sosta che in molti situazioni non sono bene indicate. Anche in questo caso ritorna il ritornello dell’estate o foglia di fico per nascondere tutti i mali: overtourism. Il fatto è che se da un parte si vogliono tanti turisti per festeggiare eventuali record, dall’altra la città e il suo territorio devono essere attrezzati per tutto al fine di evitare diffusi disagi che, in primis, colpiscono i residenti.

“Mi chiamo Domenico e sono un turista che quest’anno ha deciso di trascorrere le proprie vacanze in Italia. In questi giorni mi trovo ad Alghero e, durante il mio giro alla scoperta delle vostre splendide calette, ho visitato la bellissima Cala Dragunara.

Scendendo verso la spiaggia ho parcheggiato l’auto sul lato sinistro del parcheggio sterrato, come documentato dalle foto, senza rendermi conto che sul lato opposto della strada era presente un segnale di divieto di sosta. Purtroppo tale segnale, dalla mia posizione, risultava praticamente invisibile e non era affatto chiaro che il divieto si estendesse anche al lato opposto della carreggiata.

Al mio ritorno dalla spiaggia ho trovato una multa e inizialmente non riuscivo a comprenderne il motivo, soprattutto perché la mia era l’unica auto sanzionata. Solo grazie alla spiegazione di un turista spagnolo ho capito che quel cartello si riferiva all’intera area e che la mia autovettura si trovava a circa un metro oltre quella che, di fatto, è una linea immaginaria.

Mi permetto quindi di esprimere il mio disappunto. Ritengo che una segnaletica poco visibile e di difficile interpretazione finisca per dare ai turisti la sensazione di essere considerati soltanto una fonte di entrate per le casse comunali. Situazioni come questa, purtroppo, non contribuiscono a lasciare un buon ricordo del territorio e rischiano di allontanare i visitatori verso altre destinazioni.

Il mio vuole essere semplicemente lo sfogo di un turista amareggiato, con l’auspicio che la segnaletica possa essere resa più chiara, così da evitare che altri si trovino nella mia stessa situazione”, 

“Sanità, concorsi direttore a rischio illegittimità: fallimento della Todde”

CAGLIARI – “Il disordine amministrativo della sanità sarda al centro delle polemiche. Questa è l’ennesima conseguenza di una gestione priva di qualsivoglia autorevolezza e totalmente improvvisata che la Todde persiste a portare avanti. A dichiararlo il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Corrado Meloni, primo firmatario dell’interrogazione depositata in Consiglio regionale sulle presunte gravi anomalie riscontrate nelle procedure di reclutamento dei dirigenti amministrativi del Servizio sanitario regionale. Attualmente esistono due recenti graduatorie di concorso ARES per Dirigente Amministrativo, ma anziché procedere al loro integrale scorrimento, si continuano a bandire nuovi concorsi. Le stesse aziende sanitarie hanno dimostrato nei fatti che il ruolo del dirigente amministrativo è unico, avendo utilizzato graduatorie nate per un’area specifica per coprire incarichi completamente diversi. Quando “conviene” il dirigente amministrativo è considerato fungibile; quando invece bisogna scorrere una graduatoria, improvvisamente diventa non fungibile, moltiplicandosi così casi di comandi e mobilità del personale. È una contraddizione che merita una risposta politica immediata. L’Istituto Zooprofilattico, pur avendo necessità di dirigenti amministrativi, ha tentato di ricorrere a una convenzione con un Comune anziché utilizzare la graduatoria esistente, fino ad arrivare a sottoscrivere una convenzione con il Ministero della Salute per lo scorrimento di una graduatoria di imminente scadenza, anziché attingere dalle vigenti graduatorie del Servizio Sanitario Regionale. “Il quadro che emerge è ormai sbiadito. Una sanità priva di alcuna regia amministrativa, di programmazione e soprattutto di controllo. Se le norme prevedono una precisa sequenza: mobilità preventiva, stabilizzazioni, utilizzo delle graduatorie e solo in ultima istanza nuovi concorsi, non è accettabile che tali principi vengano continuamente aggirati, esponendo le aziende sanitarie al rischio di ricorsi e possibili responsabilità erariali” continua Meloni. “È l’ennesima dimostrazione del fallimento della presidente-assessora che è caratterizzata da improvvisazione e assenza di indirizzo politico. La Presidente Todde non può continuare a limitarsi agli annunci a mezzo stampa, ha scelto di accentrare su di sé anche l’Assessorato alla Sanità e deve assumersi fino in fondo la responsabilità di ciò che accade. Con questa interrogazione chiediamo alla Giunta di intervenire immediatamente per liquidare i sultanati sanitari e ripristinare la legalità amministrativa, garantire lo scorrimento delle graduatorie vigenti, sospendere le procedure che appaiono in contrasto con la normativa e assicurare una gestione uniforme del personale in tutte le aziende del Servizio sanitario regionale. La sanità sarda non può permettersi un futuro fatto di improvvisazione e anarchia il cui tratto distintivo rischia di essere l’amichettismo” conclude Meloni.

Ma quale “overtourism”…

ALGHERO – Da una parte si festeggia per i numeri record, dall’altra emergono sempre più forti le lamentele e per la massiccia presenza turistica ed eccessivo carico antropico. Da tempo si discute, non solo qui, sui benefici del turismo. E’ evidente che ci sono e sono tanti. Ma, invece di invocare lo spettro del pseudo “overtourism” ci si dovrebbe porre un quesito: se io possiedo una casa dove possono risiedere al massimo 10 persone, perchè ne invito 100? In questo caso è evidente che avrei dei problemi per l’accesso a tutti i servizi,  in primis quelli igienici.

Perciò lascia perplessi apprendere che da una parte si lavora (spendendo anche enormi e sempre più esorbitanti cifre) in promozione, eventi e manifestazioni e dall’altra emergono sempre più lacune nei servizi primari (parcheggi, raccolta rifiuti, alloggi, energia elettrica, traffico, spiagge, centro storico, sanità, etc). Come ogni cosa è evidente che ci vuole equilibrio, buon senso, capacità e soprattutto una vera visione sull’oggi e soprattutto sul domani. Altrimenti ai vantaggi del turismo corrisponderà sempre meno una crescita del benessere per la popolazione, anzi, potrebbero aumentare sempre di più i disagi che andrebbero ad incidere in maniera definitiva sule positività nel vedere la propria città “piacevolmente invasa”.

Su questo tema sono interessanti le parole dell’imprenditore della ristorazione, intrattenimento e del sistema ricettivo Minio Fonnesu: “La massa basso spendente che ha invaso Alghero questo anno è sotto gli occhi di tutti gli operatori, purtroppo ad Alghero prolificano le attività che, a prescindere dalla dubbia proprietà, hanno fatto del junk food il loro core business. La domanda che ci dobbiamo porre è:
Ci dovremo tutti adeguare o c’è la speranza di un riposizionamento verso una fascia media dell’utente?
Ai posteri l’ardua sentenza”.

A prescindere dalle diverse e rispettabili opinioni è sempre utile ascoltare chi ha esperienza e lavora, da anni, nel settore di riferimento e, sempre amando la propria terra e lavorando per essa, si pone seri dubbi. Perchè solo gli stolti hanno le certezze. E dunque, per chiudere, altro che “overtourism”…un territorio cresce veramente (senza lasciare indietro nessuno) solo quando i residenti stanno bene e poi, di conseguenza, anche i turisti. Altrimenti il turismo diventa esclusivamente un “economia da paese povero”.

Stefano Idili

Continuità Aerea, “Alghero sempre più penalizzata dalla Giunta Todde”

ALGHERO – “L’aeroporto di Alghero non può essere lasciato ancora una volta senza adeguate tutele. La vicenda della gara per la continuità territoriale sulla tratta Alghero-Milano Linate, revocata dalla Regione dopo i rilievi della Commissione europea, rischia di produrre conseguenze gravissime per il territorio e per migliaia di cittadini”.
Lo dichiarano i consiglieri comunali e i capigruppo del centrodestra Marco Tedde (Forza Italia), Raffaele Salvatore (UDC), Michele Pais (Lega), Alessandro Cocco ( Fratelli d’Italia), Massimiliano Fadda (Prima Alghero) e Giovanna Caria (Riformatori sardi), che chiedono un intervento immediato e una presa di posizione forte da parte del sindaco di Alghero Raimondo Cacciotto e dell’on. Di Nolfo nei confronti della Giunta regionale. “La Regione guidata dalla presidente Todde – affermano gli esponenti del centrodestra – dimostra ancora una volta una preoccupante difficoltà nella gestione di una materia strategica come la continuità territoriale. Una procedura che avrebbe dovuto garantire certezza e stabilità si è trasformata in un percorso accidentato, con il rischio concreto di lasciare scoperto un periodo di circa tre mesi, nel quale i viaggiatori della tratta Alghero-Linate potrebbero non beneficiare delle condizioni e delle garanzie previste dal regime di continuità territoriale”. “Non siamo di fronte a un problema meramente burocratico – proseguono – ma a una situazione che può avere effetti pesantissimi su un aeroporto già strutturalmente più debole rispetto agli altri scali sardi e che negli ultimi anni ha dovuto fare i conti con scelte regionali spesso insufficienti e con una evidente mancanza di attenzione strategica”

Secondo i capigruppo del centrodestra, “un’interruzione o un indebolimento della continuità territoriale per un intero trimestre avrebbe conseguenze difficilmente quantificabili: sui lavoratori pendolari, sugli studenti, sulle famiglie, sui pazienti che devono raggiungere i centri sanitari fuori dall’Isola e sul sistema economico e turistico del territorio”. “L’aeroporto di Alghero non può permettersi ulteriori penalizzazioni. Ogni perdita di collegamenti, ogni incertezza, ogni fase di vuoto operativo rischia di tradursi in una diminuzione del traffico passeggeri e in un ulteriore indebolimento dello scalo, con effetti negativi sulla sua capacità competitiva”.

Da qui l’appello al primo cittadino e al consigliere regionale Di Nolfo. “Chiediamo al sindaco Cacciotto di non limitarsi ad una posizione di attesa o di “rumoroso” silenzio. E a Di Nolfo di accantonare la sua postura da “megafono” della Todde e di iniziare a mettere in campo impegno per l’aeroporto e il territorio. Alghero ha bisogno di rappresentanze istituzionali forti e autorevoli. Il sindaco e Di Nolfo devono farsi promotori di una protesta chiara e determinata nei confronti della Regione, chiedendo alla presidente Todde e all’assessorato competente di intervenire immediatamente per evitare che il territorio venga ancora una volta penalizzato”. “In una situazione così delicata – concludono Tedde, Salvatore, Pais, Cocco, Fadda e Caria – non servono atteggiamenti accomodanti o subalterni. Serve difendere gli interessi della città e del territorio con fermezza. L’aeroporto di Alghero rischia l’isolamento e il Comune non può assistere passivamente a un indebolimento progressivo di un’infrastruttura fondamentale per il futuro economico e sociale del nord-ovest della Sardegna”.

Saviano sulla Nuova Sardegna focus su “Alghero uno degli epicentri del riciclaggio”

ALGHERO – Dopo la serie di inchieste e di arresti, ritorna in prima pagina il tema delle mafie in Sardegna. A puntare ancora i riflettori sulla delicata questione che, ovviamente, ha diverse implicazioni anche sociali e di prospettiva della nostra Isola e dei vari territori, in particolare quelli più frequentati e vivi (almeno in estate), è lo scrittore Roberto Saviano.

Sulle pagina della Nuova Sardegna, rispondendo ad alcune domande, si sofferma anche su Alghero. E ciò che non può che allarmare è il fatto che lo stesso quotidiano regionale abbia dato ampia evidenza (in prima pagina!) il riferimento al centro catalano riguardo una lunga intervista in cui emergono diversi spunti tra cui, come detto, quello piuttosto preoccupante, relativo alla Riviera del Corallo come “epicentro del riciclaggio”.

Nello specifico, l’intervistatore chiede: “Alghero sembra uno degli epicentri del riciclaggio, lo dicono diverse inchieste, dove dobbiamo guardare per leggere il fenomeno in città?” A tale domanda Saviano replica di fatto confermando: “Il fattore che nessuno vuole nominare: le carceri. Alghero è a venti minuti da Sassari, e la Sardegna ospita da decenni detenuti mafiosi di rango. Lo ha dimostrato “Platinum-Dia”: esponenti della ’ndrina Boviciani di San Luca che facevano di Alghero la base logistica dei futuri traffici, con relazioni “maturate durante la permanenza carceraria”. Il carcere non isola le reti, le ricombina. Secondo, l’assenza di una borghesia imprenditoriale abbastanza forte da dire di no: chi resiste subisce ritorsioni, e ad Alghero ci sono stati incendi. Terzo, le concessioni balneari rimesse a gara: lì bisogna guardare adesso, non dopo”.

Record Turismo, non è tutto rose e fiori: la verità di Stefano Lubrano sulle presenze (pt1)

ALGHERO – E’ l’ex-sindaco e imprenditore del sistema ricettivo Stefano Lubrano ad analizzare e fare una sintesi oggettiva dei dati pubblicati in questi giorni dall’assessore regionale al Turismo Franco Cuccureddu. Una “fotografia” che, al netto di un evidente e comprovato aumento degli arrivi e presenze, mette a fuoco e cristallizza un aspetto che, da settimane, è sulla bocca di tutti: tutto questa massa di persone crea una ricaduta positiva, strutturata e diffusa per il territorio? La risposta è nei numeri. E, sicuramente, non rappresenta una realtà così “rose e fiori” come in certi casi palesata e narrata.
“In questi giorni di piena estate, l’Assessore Regionale al Turismo presenta e commenta i dati su arrivi e presenze nel sistema ricettivo sardo per il 2025. La prassi si ripete con tempi e modalità solite: si sfrutta il clima estivo e l’attenzione più bassa per esaltare ciò che serve alla propria propaganda”, così Stefano Lubrano che continua “proviamo ad abbassare il volume del racconto, come quando si guarda una partita di calcio senza il commento del telecronista (soprattutto se di parte!)”
“Utilizzando esclusivamente i dati pubblicati dall’Assessore, vediamo cosa emerge davvero: l’esplosione delle strutture ricettive: negli ultimi due anni le strutture registrate in Sardegna sono passate da 27.525 a 52.147. (Tralasciamo l’evidente errore riportato dall’Assessore che parla di una crescita del 40,1%, quando in realtà è dell’89,45%).
L’effetto CIN (Codice Identificativo Nazionale): questo quasi raddoppio non è una “creazione da zero”, ma l’effetto dell’obbligo per tutte le tipologie ricettive a livello nazionale di richiedere e ottenere il CIN. La misura ha costretto ad emergere dall’economia sommersa migliaia di appartamenti e ville prima non censiti.
Presenze vs Strutture: la verità dei numeri: se le strutture registrate crescono dell’89,45% e le presenze dichiarate aumentano, sul 2024 e 2023, per percentuali tra il 16% e il 34% non siamo di fronte a un boom turistico! Siamo semplicemente difronte a un fenomeno che prima esisteva nel sommerso e che oggi viene finalmente conteggiato nei dati ufficiali.
La composizione del mercato sardo: Le locazioni private sono cresciute del 113%, passando da 21.591 a ben 46.024. 9 strutture su 10 (88,26%) oggi in Sardegna sono quindi appartamenti privati destinati a locazione breve.
Solo l’11,74% (appena 6.123 strutture) rappresenta l’offerta tradizionale: hotel, villaggi, B&B tradizionali, campeggi e agriturismi.  In sintesi: prima di lasciarsi andare a toni trionfalistici — magari per giustificare costose campagne di comunicazione — la politica dovrebbe analizzare i numeri con più prudenza e trasparenza”, chiude Lubrano
Stefano Idili