ALGHERO – “Il Comitato di Futuro Nazionale Alghero 221, guidato dal referente Emanuele Fais, attacca: «Il campo largo sdogana il teppismo urbanistico» Nel mirino il futuro dell’azienda agricola di Surigheddu e Mamuntanas: ospedale, cimitero e campi da golf al posto dei terreni coltivati. Il partito: «Una visione che umilia la vocazione produttiva della Riviera del Corallo» Mentre ad Alghero la politica discute di spopolamento con slogan e alibi, il vero strumento capace di promuovere lo sviluppo sociale ed economico della città viene portato avanti sottotraccia e, soprattutto, nella direzione sbagliata. E mentre la politica fa distrazione di massa con slogan e numeri vari da controvertire, sottotraccia si lavora sulla bozza del PUC, che continua ad andare nella stessa direzione di sempre. I numeri spiattellati in questi giorni raccontano una città allo sbando. Alghero è il Comune più visitato della Sardegna, con presenze ai massimi storici, e, allo stesso tempo, continua a perdere residenti. È il risultato di un modello di sviluppo del territorio che non funziona, soprattutto per chi resta. Le risposte ascoltate finora sono due, entrambe insoddisfacenti. La prima riduce una questione strutturale a un elenco di desideri: meno tasse, più case, più lavoro, senza indicare con quali risorse e attraverso quali atti si possa arrivare dallo slogan al risultato. La seconda è peggiore della prima, perché è un alibi, la solita scusa ribollita: lo spopolamento sarebbe un fenomeno globale che nessun interruttore locale può invertire. Poi ci sono i dati ISTAT, che invece raccontano un altro scenario, quello reale, quello vero. Nel nord Sardegna, negli ultimi dieci anni, Olbia è cresciuta ancora (+3,99%), guadagnando 2.371 residenti. Alghero, nello stesso periodo e nello stesso contesto globale, ha continuato a spopolarsi (-1,10%), perdendo altri 463 residenti. Due città della stessa isola, ma esiti opposti. La differenza, ad Alghero come ad Olbia, non la fa il mondo: la fa chi governa il territorio. È proprio in questo scenario che, con la presentazione ai consiglieri comunali della bozza del nuovo Piano Urbanistico Comunale, presentata dal campo largo del sindaco Raimondo Cacciotto, si apre una stagione che Futuro Nazionale Alghero non esita a definire di «teppismo urbanistico». Un’espressione dura, scelta non a caso. A differenza del vandalismo tradizionale — imbrattamenti dei muri o delle strade — quello che il Comitato del Generale Vannacci contesta all’Amministrazione si consuma sulla carta, negli strumenti di pianificazione: interventi urbanistici e trasformazioni del territorio che, secondo Futuro Nazionale, rischiano di deturpare il paesaggio, cancellare pezzi di patrimonio storico e mortificare la vocazione produttiva del territorio algherese. Le scelte al centro delle critiche portano la firma del sindaco Cacciotto, con l’assessore all’Urbanistica e all’Immaginazione Civica Roberto Corbia e con il benestare dell’assessore alla Programmazione Strategica Enrico Daga. Tra i vari punti più contestati della bozza, Futuro Nazionale Alghero punta questa volta il dito contro quello che definisce vandalismo urbanistico ai danni della storica e prestigiosa azienda agricola di Surigheddu e Mamuntanas, sacrificata sull’altare di scelte speculative o, comunque, di una pianificazione pubblica giudicata scellerata. Al posto dei terreni e dell’enorme vocazione produttiva dell’azienda agricola storica, si prevede la destinazione di un centinaio di ettari alla realizzazione di aree cimiteriali, ospedale e campi da golf. Non si tratta di un’impressione generica: è scritto nero su bianco nell’Allegato 6.7.5 della bozza, dedicato proprio alle «GRANDI AZIENDE AGRICOLE DI SURIGHEDDU E MAMUNTANAS». Nella legenda degli usi previsti compaiono anche tre voci che parlano da sole: aree per campi da golf, area per ospedale e zona per aree cimiteriali. Per Futuro Nazionale, l’agricoltura non può essere considerata un settore secondario rispetto al turismo. «Alghero vive certamente di turismo, ma non può vivere soltanto di turismo. L’agricoltura rappresenta storicamente un settore economico strategico della Riviera del Corallo. È un comparto autonomo, capace di generare occupazione e sviluppo, ma anche di dialogare con il turismo attraverso l’enogastronomia, il territorio e la qualità delle produzioni». Il riferimento è alle grandi realtà economiche agricole e agroindustriali del territorio: dalla Sella & Mosca alla Cooperativa Santa Maria La Palma, all’Olio San Giuliano, per citarne solo alcune. Realtà che hanno reso Alghero e le sue produzioni agricole un’icona riconosciuta a livello internazionale e che rappresentano un settore economico capace di diversificarsi da quello turistico, generando lavoro stabile e una crescita economica e sociale strategica per l’intera Riviera del Corallo. «Il cibo italiano è conosciuto, ricercato e apprezzato in ogni angolo del mondo. Possiamo davvero pensare che il futuro passi dal ridimensionamento delle nostre aree agricole? Oppure dovremmo investire proprio sulla loro capacità di produrre ricchezza, lavoro, identità e attrattività turistica?». In merito al nuovo ospedale, Futuro Nazionale chiarisce la propria posizione: «Riteniamo strategico portare avanti la possibilità di realizzare il nuovo ospedale dentro la città, così come previsto alla Taulera. La sanità ha bisogno di strutture adeguate e moderne. Ma questo non significa che, per costruire il futuro della sanità, sia necessario sacrificare un pezzo di storia e futuro dell’agricoltura». Il Comitato di Futuro Nazionale richiama inoltre l’attenzione sulla necessità prioritaria di rendere adeguatamente funzionali le strutture già esistenti: «Prima ancora di discutere soltanto di nuove strutture, ci auguriamo che vengano finalmente valorizzati e resi pienamente funzionali i presidi che Alghero già possiede, ospedale Civile e ospedale Marino». La questione, dunque, non sarebbe l’opposizione a un nuovo ospedale, ma la scelta della sua collocazione e la necessità di verificare tutte le alternative prima di pensare a compromettere terreni agricoli di particolare pregio. Perplessità ancora più nette vengono espresse sulla previsione di un cimitero a Mamuntanas: «Pensare di collocare il cimitero a diversi chilometri dalla città significa rendere più difficile l’accesso a un luogo che deve essere facilmente raggiungibile da tutta la comunità. A pagare il prezzo di una scelta simile sarebbero soprattutto gli anziani e le persone con maggiori difficoltà negli spostamenti». Non per ultimo, la ciliegina sulla torta dei campi da golf a Surigheddu, che certificano, senza se e senza ma, le intenzioni speculative di sviluppo sul territorio. Il Comitato 221 di Futuro Nazionale Alghero conclude affermando che sacrificare terreni ad alta vocazione agricola come quelli di Surigheddu e Mamuntanas significherebbe rinunciare a un pezzo di storia e dell’identità produttiva algherese, in cambio di opere che — sostiene il Comitato di Futuro Nazionale del referente Emanuele Fais — devono trovare collocazioni alternative e appropriate alla destinazione d’uso, senza intaccare il patrimonio vocato all’utilizzo agricolo del territorio algherese”
Futuro Nazionale Alghero