“Dipendenze, aumento delle richieste di aiuto: “Dobbiamo tenere alta la guardia”

ALGHERO – «Il tema delle dipendenze non può essere sottovalutato. I dati che arrivano dal SerD ci impongono di mantenere alta l’attenzione e di mettere in campo un’azione coordinata di prevenzione, informazione e contrasto».
È quanto dichiara Christian Mulas, presidente della Commissione consiliare Sanità, alla luce delle recenti notizie relative all’aumento del consumo di sostanze stupefacenti nel territorio della provincia di Sassari e dei dati relativi alle persone prese in carico dai servizi per le dipendenze.
«È importante sottolineare precisa il presidente Mulas  l’ottimo lavoro svolto quotidianamente dalle Forze dell’ordine, che garantiscono un’attività fondamentale di controllo e presidio del territorio. Ma accanto all’attività di contrasto dobbiamo guardare con attenzione anche ai dati sanitari e sociali».
Ad Alghero, secondo i dati forniti dal SerD, le persone attualmente in carico sono circa 420, in prevalenza uomini, rispetto alle circa 390 del 2025 e del 2024. Particolarmente significativo è il dato relativo ai nuovi ingressi: nel 2026 sono già più di 80, mentre erano circa 50 sia nel 2025 sia nel 2024.
«Il trend è in leggero aumento  spiega il presidente Mulas  ma dobbiamo leggere questi numeri con grande attenzione. Un incremento delle persone prese in carico non significa automaticamente che ci sia più sostanza in circolazione: può significare anche che sempre più persone riconoscono il problema e chiedono aiuto. Considerando il quadro nazionale e i dati provenienti dagli altri ambulatori, tuttavia, ritengo plausibile che siano presenti entrambe le dinamiche: una maggiore circolazione delle sostanze e, contemporaneamente, una maggiore propensione a rivolgersi ai servizi».
Tra i nuovi ingressi al SerD prevale il consumo di cocaina, un dato che, secondo Mulas, merita un’attenzione particolare.
«Dobbiamo inoltre considerare la facilità di reperimento e il costo di alcune sostanze. Le droghe a più basso costo, così come la cannabis e l’eroina, risultano più facilmente reperibili e accessibili, questo deve preoccuparci soprattutto quando il fenomeno interessa le fasce più giovani. Il problema non riguarda soltanto la repressione dello spaccio: dobbiamo intervenire prima, attraverso la prevenzione e l’informazione».
Per affrontare il fenomeno in maniera organica, il presidente della Commissione consiliare Sanità annuncia la convocazione di una Commissione Sanità congiunta con la Commissione Servizi Sociali, presieduta dal consigliere Marco Colledanchise.
«Vogliamo aprire un confronto ampio e concreto  sottolinea Mulas coinvolgendo tutti i soggetti che quotidianamente affrontano questo fenomeno. Saranno invitati l’ASL, il direttore generale, i responsabili del SerD provinciale e locale, le comunità del territorio, le Forze dell’ordine, le scuole, le associazioni e gli istituti scolastici».
L’obiettivo sarà quello di analizzare i dati, comprendere l’evoluzione del fenomeno nel territorio algherese e individuare azioni condivise di prevenzione, sensibilizzazione e presa in carico.
«Dobbiamo tenere alta la guardia  conclude Christian Mulas perché le dipendenze rappresentano una questione sanitaria e sociale che coinvolge le famiglie e soprattutto i nostri giovani. Dobbiamo informarli e renderli consapevoli dei rischi legati all’uso di sostanze stupefacenti, ma anche all’abuso di alcol e alla dipendenza dal gioco d’azzardo. La prevenzione deve partire dalle scuole, dalle famiglie e dai luoghi frequentati dai ragazzi. Solo attraverso una rete tra istituzioni, servizi sanitari, sociale, scuola, Forze dell’ordine e associazioni possiamo affrontare seriamente il problema». Chiude la nota il presidente della commissione consiliare sanità Christian Mulas

“Villa Maria Pia e Parco Tarragona al Mamatita Festival”, è polemica

ALGHERO – Un modo davvero singolare di utilizzare il patrimonio pubblico, al quale non ci abitueremo mai. La Giunta comunale concede gratuitamente parte di Villa Maria Pia per il Mamatita Festival, arrivando a coinvolgere spazi di un immobile che, per destinazione e funzione, rappresenta uno dei luoghi più importanti dell’istituzione comunale e che deve essere preservato nella sua funzione di sede destinata al principale consesso democratico della città».
Lo affermano i gruppi di opposizione di centrodestra in Consiglio comunale, intervenendo sulla deliberazione della Giunta comunale n. 252 del 12 agosto 2026, con la quale è stata disposta la concessione gratuita ad una associazione di alcuni locali di Villa Maria Pia per 21 giorni, dal 19 agosto all’8 settembre.
«Non mettiamo in discussione – precisano i consiglieri – il valore culturale del Mamatita Festival né il ruolo delle associazioni che operano in città. Il problema è un altro: come vengono utilizzati i beni pubblici e quali criteri vengono adottati dall’Amministrazione comunale».
La delibera giustifica la concessione gratuita richiamando l’interesse sociale e culturale dell’iniziativa e il principio secondo cui la redditività del patrimonio pubblico può essere sacrificata quando viene perseguito un interesse pubblico equivalente o superiore.
«Ma proprio per questo – sottolineano i gruppi di opposizione – occorre interrogarsi sulla scelta di destinare gratuitamente spazi pubblici che possono avere una funzione istituzionale e che, nel caso specifico, vengono utilizzati per ospitare staff e artisti della manifestazione. La stessa deliberazione individua camere, servizi, spazi comuni e altri locali del primo piano di Villa Maria Pia. È una scelta che incide anche sulla percezione e sulla dignità istituzionale di un luogo destinato al Consiglio comunale, la principale assise democratica della città.»
«Villa Maria Pia – aggiungono – non è un qualsiasi immobile comunale. È un bene pubblico con una particolare rilevanza istituzionale. La sua disponibilità per finalità diverse da quelle istituzionali deve quindi essere valutata con particolare attenzione, evitando sovrapposizioni e commistioni che possano svilire la funzione propria degli spazi».
Ma c’è anche un altro aspetto che, secondo il centrodestra, merita di essere approfondito.
«Concedere gratuitamente strutture comunali per ospitare persone che partecipano a una manifestazione significa mettere a disposizione, senza corrispettivo, un servizio che sul mercato viene normalmente offerto dalle strutture ricettive. Anche se l’incidenza è limitata, è difficile negare che si determini una forma di concorrenza nei confronti degli operatori alberghieri ed extralberghieri della città, che sostengono costi, pagano imposte e contribuiscono all’economia turistica locale».
«È davvero questo – si chiedono i consiglieri – il modo con cui un’Amministrazione comunale dovrebbe utilizzare il proprio patrimonio? Un Comune dovrebbe sostenere le attività culturali, certamente, ma senza trasformare il proprio patrimonio immobiliare in una sorta di struttura ricettiva gratuita e senza creare, neppure indirettamente, condizioni di concorrenza con chi opera legittimamente sul mercato».
«Auspichiamo quindi – concludono i gruppi di opposizione di centrodestra – che gli organismi preposti al controllo di legittimità e regolarità amministrativa verifichino attentamente l’intera operazione, dalla qualificazione giuridica dell’utilizzo alla compatibilità della destinazione temporanea con la funzione istituzionale dell’immobile, fino ai criteri adottati per la concessione gratuita e agli eventuali effetti sul mercato delle strutture ricettive».
«Questo è l’ennesimo episodio di un modo bizzarro di amministrare la cosa pubblica che ormai sembra essere diventato una costante dell’Amministrazione Cacciotto. Noi non ci abitueremo mai. Il patrimonio comunale appartiene alla collettività e deve essere utilizzato con rigore, trasparenza, imparzialità e nel pieno rispetto della sua funzione istituzionale. Non può diventare, di volta in volta, una soluzione gratuita per esigenze che potrebbero essere soddisfatte dal mercato».
Lo hanno dichiarato Marco Tedde (Forza Italia), Raffaele Salvatore (UDC), Michele Pais ( Lega), Alessandro Cocco (Fratelli d’Italia), Massimiliano Fadda ( Prima Alghero) e Giovanna Caria (Riformatori sardi).

“Personale del Parco di Porto Conte escluso dal comparto unico, ingiustizia della Todde”

ALGHERO – Tedde, Peru, Bardino e Ansini: «La perequazione con il personale regionale deve essere attuata. Il sindaco faccia sentire la voce di Alghero» «L’esclusione del personale del Parco di Porto Conte dal percorso di perequazione retributiva con i dipendenti regionali è una grande, straordinaria ingiustizia. Un’ingiustizia che non può essere tollerata e sulla quale il sindaco di Alghero ha il dovere di intervenire». Lo affermano i consiglieri comunali di Forza Italia Marco Tedde, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini, chiedendo al sindaco Raimondo Cacciotto di intervenire direttamente presso la presidente della Regione Alessandra Todde affinché venga affrontata e risolta la situazione del personale dell’Ente Parco di Porto Conte. La richiesta si inserisce nel solco dell’iniziativa assunta dalla CISL Funzione Pubblica di Sassari, che ha chiesto alla Regione di verificare le ragioni dell’esclusione dell’Ente Parco dal perimetro del Comparto Unico e di valutare la possibilità di una sua futura inclusione nel nuovo sistema contrattuale. «La CISL ha posto una questione seria – sottolineano gli esponenti di Forza Italia – chiedendo di verificare se sia possibile ricomprendere il personale del Parco nel Comparto Unico anche attraverso un percorso graduale o modalità specifiche. È una richiesta di buon senso, che la Regione non può ignorare». Per Forza Italia, infatti, il problema non è soltanto contrattuale, ma riguarda direttamente il principio di equità.
«Il personale del Parco di Porto Conte opera in un ente pubblico al servizio del territorio e svolge funzioni di interesse generale. Non è ragionevole che lavoratrici e lavoratori che operano nello stesso sistema pubblico regionale possano essere penalizzati sul piano economico e giuridico semplicemente perché appartengono a un ente rimasto fuori dal perimetro del Comparto Unico».«Se l’obiettivo della riforma è costruire un sistema più omogeneo e integrato – aggiungono Tedde, Peru, Bardino e Ansini – allora occorre affrontare anche questa situazione. L’esclusione del Parco di Porto Conte rischia di produrre una disparità permanente, creando differenze tra lavoratori che non trovano una giustificazione nell’attività concretamente svolta».

Da qui l’appello al sindaco di Alghero. «Cacciotto intervenga presso la presidente Todde e presso la Giunta regionale. Chieda che la Regione apra un confronto con l’Ente Parco e con le organizzazioni sindacali e individui una soluzione normativa concreta per assicurare la perequazione retributiva del personale del Parco con quello regionale, valutando anche l’inserimento dell’Ente nel Comparto Unico attraverso le modalità che saranno ritenute giuridicamente possibili». «Il Parco di Porto Conte – concludono i consiglieri di Forza Italia – è un patrimonio fondamentale di Alghero e della Sardegna. Il suo personale non può essere considerato di serie B. Il sindaco ha il dovere di rappresentare la città e di far sentire la sua voce alla Regione. E Forza Italia sarà al suo fianco. Su questa vicenda non servono dichiarazioni di circostanza: serve un’iniziativa politica forte per sanare una straordinaria ingiustizia e restituire ai lavoratori del Parco la piena equità retributiva che meritano»

L’affondo di Mauro Pili: “Alghero non si difende con silenzio e omertà”

ALGHERO – “Alghero, quel “mozzicone” a lenta combustione delle 4,30 del mattino, prima i negazionisti di turno hanno negato con arroganza e tracontanza l’incendio, poi hanno negato la notizia, infine si sono persino inventati un “mozzicone” perfetto per chiudere in fretta la storia!
facciamo ordine, perché in poche ore questa vicenda ha cambiato faccia tre volte, e ogni cambio di faccia racconta qualcosa!  Primo tempo: ieri mattina poco dopo le 11.00 pubblico, dopo aver fatto tutte le verifiche, con testimoni e vigili del fuoco, il video che un testimone oculare mi ha inviato, con le fiamme che incombono sull’esterno del ristorante Luci del Golfo, sul lungomare Barcellona, ad Alghero!
la prima reazione dei negazionisti da tastiera e non solo è quella di negare: non è successo niente, nessun incendio!  Secondo tempo: quando la negazione non regge più, la prova delle immagini e qualche conferma, parte un’altra versione: se non fai il nome del ristorante la notizia è falsa! terzo tempo: ben 8 ore dopo la mia pubblicazione, un quotidiano locale prende un fotogramma dal mio video, senza citarne la fonte, e ci costruisce sopra un articolo nel quale l’incendio diventa un “principio d’incendio”, il bidone dei rifiuti diventa la causa e un mozzicone di sigaretta diventa l’innesco!
fonte della ricostruzione: “le prime verifiche”! firmate da chi? da nessuno! Sul posto, nell’immediatezza dei fatti, nessuno può certificare con assoluta certezza l’origine di un incendio, servono accertamenti tecnici, riscontri, tempi più lunghi e una relazione con una firma sotto!
questo è vero e va rispettato!
se ieri ho riferito di fonti non citabili per nome, ma esperti, persone intervenute materialmente per spegnere le fiamme, che lasciano trapelare “riservatamente” un’ipotesi di origine dolosa, quella valutazione non può essere liquidata come un pettegolezzo! Quell’indicazione “riservata” e autorevole pesa molto più di quanto possa valere la tesi fantasiosa e più facile da raccontare, di un fantomatico mozzicone “trovato” a mani nude tra le fiamme da passanti occasionali!
poi c’è l’orologio, che nessuno si è preoccupato di far tornare! Le fiamme si sviluppano alle 4,30 del mattino! A che ora sarebbe stato gettato quel mozzicone, proprio lì, sotto le tende del locale, in un cestino pieno di carta “infiammabile” a pronta presa? Per quante ore avrebbe dovuto covare dentro un cestino prima di provocare fiamme così invasive come quelle ben visibili dal video? Quale materiale avrebbe alimentato una combustione tanto lenta e inesorabile?
chi ha svolto gli accertamenti? dove si trova la relazione tecnica?
nessuno lo scrive e nessuno sembra averlo chiesto!
una combustione lenta durata ore non è impossibile in astratto, ma diventa una coincidenza fin troppo comoda quando serve a chiudere rapidamente un episodio che, nell’Alghero dell’estate 2026, dovrebbe essere approfondito e non archiviato in un trafiletto! Perché il contesto non è neutro, e fingere che lo sia costituisce la vera omissione di questa storia! Non parliamo di un episodio isolato! parliamo di almeno 16 attentati incendiari negli ultimi due anni! Parliamo di oltre 100 mezzi coinvolti! parliamo di bombe! parliamo di un gesto intimidatorio contro un’agente della polizia municipale!
arliamo di un autonoleggio , colpito due volte, prima a marzo e poi il 28 maggio, con una cinquantina di veicoli distrutti, due milioni di euro di danni e un titolare che in 26 anni di attività non aveva mai ricevuto minacce! Parliamo della discoteca Maden, colpita da un incendio doloso, in quel caso ufficialmente accertato da vigili del fuoco e polizia! Parliamo di una città che brucia troppo spesso perché ogni nuovo incendio possa essere trattato come un “mozzicone” mal spento!
e parliamo soprattutto di chi questa città la osserva con gli strumenti delle indagini e non con quelli delle rassicurazioni di comodo!
il procuratore generale presso la Corte d’Appello di Cagliari Luigi Patronaggio, il cui ufficio ha competenza sull’intera Sardegna e dunque anche su Alghero, il 18 agosto lo ha messo nero su bianco! “Il caso di Alghero” riguarda una città “ormai additata da più qualificati osservatori come la città dove elementi della malavita campana hanno occupato ampi settori dell’economia cittadina”!
E ha aggiunto: “alla presenza di capitali e attività illecite, percepiti dalla gran parte della popolazione di Alghero, non corrisponde un rilevante numero di denunce e quindi di procedimenti penali”! Un anno prima era stato ancora più esplicito: “i tentacoli della mafia hanno stretto Alghero”, con investimenti opachi che vanno “dai ristoranti, alle gelaterie, ai lidi”! Dunque, non un’attività qualunque, quando prende fuoco un ristorante sul lungomare, ma esattamente uno dei settori economici indicati dal procuratore generale come possibile destinazione degli investimenti mafiosi!
questo non significa attribuire automaticamente a questo incendio una matrice dolosa o mafiosa! Significa l’esatto contrario della superficialità: non escludere nulla, non anticipare conclusioni e non spacciare una supposizione rassicurante per un accertamento tecnico! Lo stesso 18 agosto il pubblico ministero Armando Mammone ha rivolto un appello pubblico che i lettori della storia del “mozzicone” dovrebbero rileggere con attenzione: “chi sa parli, chi può riferire fatti di rilevanza penale lo faccia, siamo in grado di garantire l’anonimato”!
in questo contesto parliamo di una Prefettura che esclude, irresponsabilmente, l’esistenza di un’infiltrazione organizzata!
di un’amministrazione comunale protesa al silenziatore piuttosto che alla denuncia serrata di questo clima percepito da una parte rilevante della comunità algherese, forse anche intimorita da certe situazioni. In questo clima sottovalutare ogni singolo episodio non è prudenza, è una scelta, e le scelte producono conseguenze! Chi archivia un incendio con un condizionale senza nome, in una città nella quale il procuratore invita pubblicamente la popolazione a rompere il silenzio, non sta facendo cronaca cauta!
sta facendo, forse senza volerlo, il lavoro dell’omertà al posto suo!
perché la sottovalutazione, in territori come questo, produce quasi sempre lo stesso effetto: copre le intimidazioni, ammortizza i messaggi che qualcuno potrebbe aver voluto far arrivare e restituisce ai cittadini la rassicurazione più falsa ma comoda! Quella secondo cui ad Alghero, in fondo, brucerebbe soltanto qualche mozzicone mal spento. Non sto affermando che questo incendio sia certamente doloso! Sto affermando che non è certamente un “mozzicone”, almeno sino a quando questa tesi non verrà resa pubblica da una relazione tecnica, sottoscritta da chi ha svolto gli accertamenti, con l’indicazione degli elementi materiali sui quali quella conclusione si fonda!
e sino ad allora nessuno ha il diritto di spacciare un mozzicone come causa di quello che potrebbe essere l’ennesimo avvertimento! Alghero non si ama con il silenzio e l’omertà, non si ama con un negazionismo che in realtà aiuta solo chi Alghero non la ama proprio!”
Mauro Pili, ex-deputato, giornalista ed ex presidente della Regione Sardegna

“Pianificazione, Cacciotto dimentica ancora litorali e porto”

ALGHERO  – “Abbiamo preso visione della prima bozza del Piano Urbanistico Comunale e qualche domanda ci viene spontanea. Nell’elenco degli elaborati pubblicato dal Comune troviamo relazioni, norme, cartografie e documenti progettuali, ma non compaiono il Piano di Utilizzo dei Litorali e il Piano del Porto. Eppure parliamo di due strumenti di pianificazione fondamentali per una città come Alghero e, soprattutto, di due temi sui quali questa Amministrazione ha fatto più volte annunci e assunto impegni.

Sul porto, solo pochi mesi fa, si parlava di un Piano Regolatore Portuale arrivato a una fase matura e della necessità di integrarlo con il PUC. Lo stesso sindaco aveva sottolineato come la pianificazione del porto dovesse procedere di pari passo con quella urbanistica generale. Peccato però che, di tutto questo, non ci sia traccia agli atti. Se il Piano è pronto, perché non compare nella pianificazione che oggi viene sottoposta alla città?

Anche sul PUL la questione è tutt’altro che nuova. Nel programma elettorale della coalizione Cacciotto si parlava espressamente della necessità di pianificare l’utilizzo dei litorali e di garantire una fruizione delle spiagge durante tutto l’anno. Ebbene, i balneari attendono risposte concrete e non promesse, visto che al 31 ottobre saranno costretti a smontare gli stabilimenti.

A leggere questa bozza, sembrerebbe che per questa Amministrazione il porto e i litorali possano tranquillamente restare fuori dalla pianificazione del futuro di Alghero. Noi, al contrario, riteniamo da sempre che il porto e i litorali siano una parte essenziale dell’economia e del futuro della città. Perciò auspichiamo che il sindaco sollecitamente rimedi a questa grave dimenticanza, che il PUL e il Piano Regolatore Portuale vengano finalmente redatti e depositati e, soprattutto, che ci illumini su come intenda trasformare gli impegni scritti nel programma elettorale in scelte concrete”.

Riformatori Sardi

“Alghero, troppi incidenti stradali: urgono più sicurezza e più segnaletica”

ALGHERO – “Troppi incidenti hanno già segnato queste strade. L’Amministrazione intervenga subito prima che si verifichi un’altra tragedia.
Chiediamo all’Amministrazione comunale un intervento immediato e non più rinviabile per mettere in sicurezza l’incrocio tra via De Gasperi e via Berlinguer, teatro in questo periodo di troppi incidenti, alcuni dei quali particolarmente gravi.
La situazione attuale presenta evidenti criticità che mettono quotidianamente a rischio automobilisti, pedoni e ciclisti.
In particolare, la visibilità è fortemente compromessa dalla presenza di cespugli e vegetazione, che impediscono agli automobilisti di avere una visuale adeguata e rendono difficoltosa la percezione di chi sta effettuando una svolta o si appresta ad attraversare.
Ancora più preoccupante è la condizione dei pedoni, che per poter verificare l’eventuale arrivo di veicoli sono spesso costretti a sporgersi pericolosamente sulla carreggiata, mentre le automobili percorrono il tratto senza un adeguato rallentamento.
Non possiamo aspettare che si verifichi un altro incidente grave per intervenire.
Per questo chiediamo all’Amministrazione di convocare con la massima urgenza:
l’Assessore alla Viabilità;
l’Assessore alla Manutenzione, affinché venga effettuato immediatamente il necessario intervento sulla vegetazione e sulle condizioni dell’area;
il Comandante della Polizia Municipale, per una valutazione delle condizioni di sicurezza e della viabilità;
il Dirigente competente, affinché vengano individuate e attuate rapidamente le soluzioni necessarie.
Chiediamo inoltre di valutare con urgenza il potenziamento della segnaletica stradale, l’eventuale installazione di dispositivi per obbligare al rallentamento, il miglioramento della visibilità e qualsiasi altra soluzione tecnica necessaria a rendere l’incrocio più sicuro.
Lo stesso identico problema di scarsa visibilità e di pericolosità per i pedoni si presenta, tra l’altro, anche all’incrocio tra corso XX Settembre e via Matteotti, dove è necessario prestare la medesima attenzione.
La sicurezza stradale non può essere affrontata soltanto dopo che gli incidenti sono avvenuti. Occorre intervenire prima, eliminando le condizioni che possono favorirli.
Chiediamo quindi un sopralluogo urgente e un intervento concreto e tempestivo.
Le criticità sono evidenti, gli incidenti sono già troppi e il rischio per chi percorre queste strade è reale.
Non aspettiamo il prossimo incidente per decidere di intervenire. La sicurezza dei cittadini viene prima di tutto”.
Christian Mulas Consigliere comunale PSd’Az

“Dopo il nefasto PPR, la Todde vuole vincolare ancora il territorio algherese”

ALGHERO – «Ancora una volta la Regione decide sul territorio di Alghero senza Alghero». È la denuncia di Michele Pais, consigliere comunale della Lega, che interviene sulla proposta regionale di maxi ampliamento della ZPS “Costa ed Entroterra di Bosa, Suni e Montresta”, destinata a ricomprendere anche parte del territorio algherese.
«Parliamo di una scelta di enorme rilevanza ambientale, urbanistica ed economica – afferma Pais – della quale il Consiglio comunale non è stato interessato, la Commissione competente non ha discusso e non sappiamo neppure quale sia la posizione dell’Amministrazione comunale».
A dare la dimensione dell’operazione sono gli stessi numeri della documentazione regionale: la ZPS passerebbe dagli attuali 8.222 ettari a circa 47.233 ettari, con oltre 39 mila ettari in più e una superficie complessiva quasi sei volte quella attuale. Ancora più rilevante l’espansione in mare: da appena 326 ettari a circa 7.176 ettari, oltre venti volte l’attuale superficie marina.
«Non stiamo quindi parlando di una semplice correzione dei confini – sottolinea Pais – ma di una trasformazione radicale della perimetrazione. Quasi sei volte la superficie complessiva e oltre venti volte quella marina sono numeri che impongono una discussione pubblica. Occorre sapere esattamente quali porzioni del territorio e del mare di Alghero saranno interessate e quali conseguenze potranno esserci per cittadini, agricoltori, imprese, turismo, nautica e possibilità di sviluppo».
Per l’esponente della Lega, il fatto che si tratti ancora di una proposta sottoposta a consultazione rende ancora più urgente l’intervento dell’Amministrazione.
«È adesso che Alghero deve far sentire la propria voce, non quando tutto sarà deciso. La tutela dell’ambiente e della biodiversità è un valore che nessuno mette in discussione, ma deve essere conciliata con le esigenze delle comunità che quei territori li vivono e li mantengono. Bisogna conoscere benefici e criticità e soprattutto capire quali ulteriori vincoli possano derivare dalla nuova perimetrazione».
Pais allarga quindi il ragionamento ad altre decisioni regionali che hanno interessato direttamente Alghero.
«È lo stesso metodo già visto sulle aree idonee per eolico e fotovoltaico, sulla fusione degli aeroporti e sulla retrocessione dell’ospedale Marino alla ASL: si decide dall’alto, sulla testa delle comunità locali, e poi si mettono cittadini e istituzioni davanti al fatto compiuto. Per la sinistra pentastellata Alghero sembra essere soltanto una superficie vuota su una cartina regionale».
La questione, secondo Pais, è ancora più delicata perché il territorio algherese è già sottoposto a numerosi livelli di tutela.
«Alghero è già fortemente ingessata dai vincoli del PPR dell’epoca Soru, ai quali si aggiungono il Parco di Porto Conte, l’Area Marina Protetta e le aree Natura 2000 esistenti. Prima di introdurre ulteriori livelli di tutela e conseguenti limitazioni occorre dimostrarne la necessità, valutarne attentamente gli effetti e, soprattutto, coinvolgere la comunità algherese».
A questo si aggiunge, denuncia Pais, un’altra partita che starebbe maturando a livello regionale: la modifica dell’assetto del Parco regionale di Porto Conte.
«Come se non bastasse, negli uffici regionali circola anche una proposta di riforma del Parco di Porto Conte, anch’essa maturata nella sostanziale inconsapevolezza della città. Un intervento destinato a incidere profondamente sulla governance di un Parco nato dalla volontà degli algheresi, introducendo altri soggetti e modificando gli attuali equilibri, con il rischio concreto di ridimensionare la centralità di Alghero nelle decisioni sul proprio territorio. Anche di questo il Consiglio comunale non è stato preventivamente investito».
Da qui la richiesta di una convocazione urgente delle istituzioni cittadine.
«Su ZPS e Parco di Porto Conte emerge un unico, grave problema politico: la Regione Todde continua a pensare di poter decidere su Alghero senza Alghero. Il Sindaco riferisca immediatamente se il Comune fosse a conoscenza dell’ampliamento proposto, quali interlocuzioni abbia avuto con la Regione, quale posizione intenda assumere e se presenterà osservazioni».
«Chiedo quindi – conclude Pais – l’immediata convocazione della Commissione competente, con tutta la cartografia e la documentazione tecnica, e subito dopo del Consiglio comunale. Prima si discute con Alghero, si valutano vantaggi e svantaggi e si ascoltano cittadini, imprese e categorie interessate. Poi si decide. Non il contrario»

“Voucher sport per aiutare le famiglie algheresi”

ALGHERO – “Aumenta tutto e aumenta anche il costo per praticare sport. Per una famiglia significa dover sostenere non solo la quota di iscrizione, ma anche tesseramenti, abbigliamento e attrezzatura. E quando le spese di casa aumentano, anche permettere ai propri figli di fare sport può diventare difficile.
Per questo chiedo che il Comune di Alghero istituisca un fondo comunale per sostenere le famiglie nelle spese sportive dei propri figli, attraverso criteri ISEE che tengano conto anche di quella fascia intermedia di famiglie che oggi rischia di diventare la nuova povertà: persone che lavorano, pagano le tasse, ma che fanno sempre più fatica ad arrivare a fine mese.
Non possiamo pensare che il sostegno pubblico intervenga soltanto quando una famiglia è già in estrema difficoltà. Dobbiamo intervenire prima, per evitare che un bambino o un ragazzo debba rinunciare allo sport per ragioni economiche.
La Regione Sardegna, con il programma FAST, ha già fatto la sua parte. Ora anche Alghero deve fare la propria, con una misura comunale complementare che possa sostenere le famiglie e, allo stesso tempo, le numerose associazioni sportive della città, che devono fare i conti con l’aumento dei costi di gestione, a partire da quelli energetici.
Non partiamo da zero, perché una misura di sostegno allo sport era già stata sperimentata positivamente dalla precedente Amministrazione a guida Mario Conoci nel 2023. Ora è il momento di fare un passo in più e renderla strutturale, con uno stanziamento stabile in bilancio.
Investire nello sport significa investire nei nostri ragazzi, sostenere le famiglie e rafforzare il tessuto associativo della nostra città”
Alberto Bamonti
Consigliere comunale – Gruppo Base Popolare Alghero

“Stalli personalizzati: Piccone ha ragione, ma la responsabilità è di Cacciotto”

ALGHERO – Tedde, Peru, Bardino e Ansini: “Il regolamento è in vigore da oltre due mesi, ma la Commissione prevista dall’articolo 6 non è stata ancora nominata dal Sindaco. Un’inadempienza grave che incide sui diritti delle persone con disabilità”
«La presidente della Commissione Regolamenti, Giuseppina Piccone, ha pienamente ragione nel sollecitare gli uffici comunali affinché le pratiche relative agli stalli personalizzati per le persone con disabilità non rimangano inevase. Ma la sua rimostranza è mal indirizzata: l’indice accusatorio deve essere puntato sul sindaco Cacciotto».
Lo affermano i consiglieri comunali di Forza Italia Marco Tedde, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini, intervenendo sulla mancata costituzione della Commissione consultiva prevista dal regolamento per l’istituzione degli stalli di sosta riservati alle persone con disabilità.
«Il regolamento approvato dal Consiglio comunale il 19 giugno scorso – sottolineano i consiglieri azzurri – è chiarissimo. L’articolo 6 stabilisce che “con decreto del Sindaco è costituita una Commissione consultiva”, composta da un dirigente comunale, dal Garante per i diritti delle persone con disabilità e da un esperto in materia sanitaria. Alla Commissione spetta l’espressione di un parere obbligatorio, ma non vincolante, sulle pratiche relative agli stalli personalizzati».
«E occorre essere molto chiari sul significato di questa previsione – precisano Tedde, Peru, Bardino e Ansini –. “Obbligatorio” significa che il parere deve essere necessariamente richiesto alla Commissione. “Non vincolante” significa invece che l’amministrazione non è obbligata a conformarsi al suo contenuto e può anche discostarsene, motivando adeguatamente la propria decisione. Le due cose non vanno confuse. Il parere può essere disatteso, ma non può essere semplicemente omesso. E proprio per questo la Commissione deve essere costituita e deve poter svolgere la funzione che il Consiglio comunale le ha attribuito».
«Dunque – proseguono i consiglieri – non siamo di fronte a una facoltà del sindaco, ma a un preciso adempimento previsto dal regolamento comunale. L’articolo 6 dispone che la Commissione sia costituita con decreto del Sindaco. E, a distanza di oltre due mesi dall’approvazione del regolamento, questo adempimento non risulta ancora essere stato assolto».
Per Forza Italia, la questione non è meramente organizzativa o burocratica.
«È un’inadempienza grave e delicata – affermano Tedde, Peru, Bardino e Ansini – perché rischia di incidere concretamente sull’esercizio di diritti fondamentali delle persone con disabilità. Parliamo di cittadini che hanno diritto a trovare nell’amministrazione comunale un interlocutore attento, efficiente e tempestivo. Gli stalli personalizzati non sono un privilegio, ma uno strumento di concreta tutela della mobilità, dell’autonomia e della dignità personale».
«Per questo – concludono i consiglieri di Forza Italia – la presidente Piccone, che giustamente richiama l’amministrazione al dovere di istruire e definire le pratiche, dovrebbe puntare l’indice sul sindaco Cacciotto e chiedergli perché, dopo oltre due mesi dall’approvazione del regolamento, non abbia ancora provveduto a nominare la Commissione prevista dall’articolo 6. È il sindaco che deve dare una risposta al Consiglio comunale e soprattutto ai cittadini. La Commissione va nominata senza ulteriori indugi, affinché il procedimento previsto dal regolamento possa essere concretamente applicato e le persone con disabilità possano ottenere risposte certe e tempestive»

Grotta Verde ed Ecomuseo del Parco di Porto Conte: principali attrattori della Sardegna | video

ALGHERO – Grotta Verde ed Ecomuseo del Parco di Porto Conte si confermano tra i principali attrattori ambientali, naturalistici e turistici della Sardegna. Anche questa stagione, nonostante le ripetute ondate di calore che hanno certamente inciso sulle scelte dei visitatori, l’offerta dell’area protetta con sede a Casa Gioiosa continua a consolidarsi e a raccogliere interesse.
Sono sempre numerosi i visitatori stranieri che scelgono di vivere un’esperienza sempre più apprezzata e gradita. Nel mese di agosto, in particolare, a primeggiare sono gli italiani, seguiti da francesi, tedeschi, spagnoli, polacchi, olandesi e rumeni. A questi si aggiunge una quota in crescita di visitatori provenienti dalle diverse parti dell’Isola, desiderosi di scoprire e apprezzare le bellezze del Parco di Porto Conte e, in particolare, della Grotta Verde. Dalla fine di giugno è stato attivato un nuovo modello di accoglienza e mobilità sostenibile con l’apertura dell’area di sosta adiacente a Casa Gioiosa. Un intervento fortemente voluto e realizzato grazie alla stretta sinergia tra Amministrazione comunale di Alghero, Parco di Porto Conte e Fondazione Alghero.
L’opera rappresenta una risposta concreta alle problematiche che da anni interessano il promontorio di Capo Caccia, sia sotto il profilo della sicurezza stradale sia sotto quello della tutela ambientale. L’obiettivo di ridurre l’impatto antropico in una delle aree naturalistiche più pregiate del Mediterraneo, migliorando al tempo stesso la fruibilità dei principali attrattori turistici del territorio, sta progressivamente diventando realtà.

Contestualmente all’apertura del parcheggio è stato attivato il nuovo servizio navetta, con corse quotidiane, dalle ore 8 alle ore 19, e collegamenti continui da e per il promontorio di Capo Caccia.  Il parcheggio è gratuito e consente a cittadini e turisti di lasciare comodamente il proprio veicolo e raggiungere le principali attrazioni dell’area attraverso il servizio navetta. Il costo del trasporto è di 5 euro a persona per andata e ritorno, mentre una speciale tariffa family prevede una spesa massima di 10 euro per nucleo familiare. Un’offerta integrata per vivere Capo Caccia in modo sostenibile. A disposizione dei visitatori ci sono inoltre ulteriori servizi a basso impatto ambientale, a partire dalla mobilità elettrica leggera, con biciclette e altri mezzi ecocompatibili. Si va così delineando un sistema integrato di accoglienza e mobilità che permette di vivere l’esperienza di Capo Caccia in maniera ancora più comoda, sicura e rispettosa dell’ambiente, contribuendo a ridurre progressivamente il traffico veicolare privato, eliminando così il pericolo incendi causato dalla massiccia presenza di auto e moto, in uno dei siti naturalistici più visitati della Sardegna, garantendo, così, anche massima sicurezza ai fruitori degli attrattori, ai lavoratori che si recano quotidianamente a Capo Caccia e all’ecosistema naturalistico esistente. Biglietti e informazioni anche nel porto di Alghero: a partire dal mese di agosto, alla biglietteria del parcheggio di Tramariglio e a quella all’interno di Casa Gioiosa si aggiunge anche un nuovo ticket office e info-point nel porto di Alghero. In banchina Dogana, tutti i giorni dalle ore 18 alle 22, è possibile acquistare i biglietti per la Grotta Verde e per tutti i siti del Parco di Porto Conte, oltre a ricevere informazioni e indicazioni sull’offerta naturalistica, ambientale e turistica dell’area protetta. Un ulteriore servizio pensato per rendere l’esperienza dei visitatori più semplice e organizzata, facilitando l’accesso alle diverse attrazioni del Parco già dal centro della città e offrendo un punto di riferimento diretto per conoscere le opportunità di visita e i servizi disponibili. L’insieme delle nuove modalità di accoglienza, mobilità e informazione conferma così l’impegno del Parco di Porto Conte e dei suoi partner istituzionali nel costruire un’offerta turistica sempre più accessibile, integrata e sostenibile, capace di valorizzare il patrimonio naturalistico dell’area e, al tempo stesso, di tutelarlo per le generazioni future.