“Mafie ad Alghero, Tedde chiede al Sindaco di fare ciò che sta già facendo da due anni”

ALGHERO – “Basta un sussulto e ciclicamente torna l’argomento sicurezza. E, altrettanto ciclicamente, Marco Tedde ripropone la stessa uscita, arrivando questa volta a chiedere al Sindaco Raimondo Cacciotto di “uscire dal silenzio” su un tema sul quale è intervenuto pubblicamente più e più volte, oltre che in Consiglio comunale. Una ricostruzione talmente distante dalla realtà che sarebbe sufficiente ripercorrere le cronache degli ultimi due anni per rendersene conto.

Sul tema della sicurezza il Sindaco è intervenuto pubblicamente in circa una ventina di occasioni, affrontando tanto gli episodi contingenti quanto le questioni più generali relative al presidio del territorio, al rafforzamento delle forze dell’ordine e della Polizia locale, alla prevenzione e alla necessità di mantenere alta l’attenzione rispetto a qualsiasi possibile fenomeno criminale. Evidentemente Forza Italia era impegnata in altro anziché ascoltare, se oggi arriva a chiedere al Sindaco esattamente ciò che il Sindaco ha già fatto e continua a fare.

Non emerge, peraltro, alcun elemento sostanzialmente nuovo dagli articoli giornalistici pubblicati in questi giorni rispetto a un quadro di ipotesi, preoccupazioni e percezioni sul quale si discute ormai da mesi e rispetto al quale le istituzioni competenti stanno mantenendo alta l’attenzione. Proprio per questo sarebbe opportuno affrontare una materia tanto delicata con equilibrio, evitando di trasformarla ogni volta nell’occasione per l’ennesima polemica politica.

In questi due anni sono stati diversi gli incontri del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica dedicati ad Alghero e al territorio, uno dei quali, pochi mesi fa, anche alla presenza del Procuratore della Repubblica. Il Sindaco ha mantenuto costanti interlocuzioni con la Prefettura e con le forze dell’ordine, ha chiesto formalmente al Ministero dell’Interno un rafforzamento degli organici delle forze di Polizia, sottodimensionati rispetto alle esigenze di una città turistica come Alghero, e l’Amministrazione ha sottoscritto con la Prefettura il protocollo per la prevenzione amministrativa antimafia nei settori turistico-alberghiero e della ristorazione. A questo si aggiunge il protocollo con la Guardia di Finanza per rafforzare i controlli e il presidio della legalità economico-finanziaria.

Sono atti, interlocuzioni e prese di posizione pubbliche che raccontano un’Amministrazione tutt’altro che silenziosa o distratta. Raccontano, al contrario, un lavoro continuo che viene portato avanti senza allarmismi e senza sottovalutazioni, nel rispetto delle competenze e delle valutazioni della Prefettura, della Magistratura e delle forze dell’ordine.

La sicurezza della comunità è un tema troppo serio per essere utilizzato come argomento da riproporre ciclicamente a seconda della convenienza politica del momento. Se lo stesso Tedde sostiene oggi che occorrano equilibrio e responsabilità, dovrebbe essere il primo ad applicare questi principi, evitando di inventare un “silenzio del Sindaco” che semplicemente non esiste.

Meno propaganda e più responsabilità: è questo che ci aspetteremmo da chi ha ricoperto importanti ruoli istituzionali e conosce perfettamente la delicatezza di questi argomenti. L’Amministrazione continuerà a fare la propria parte e a collaborare con tutte le istituzioni competenti, mantenendo alta la guardia e tutelando contemporaneamente Alghero da rappresentazioni allarmistiche che non trovano riscontro nelle valutazioni finora espresse dagli organismi preposti.”

F.to Consigliere Giampietro Moro
Consigliera Beatrice Podda
Gruppo Europa Verde

“Mafie ad Alghero: senza esagerare, ma la preoccupazione è forte”

ALGHERO – “Gli articoli pubblicati nelle ultime ore dal Fatto Quotidiano e da La Nuova Sardegna affrontano un tema che nessuno può permettersi di sottovalutare: il rischio che organizzazioni criminali cerchino spazi di penetrazione nel tessuto economico di Alghero. Massima attenzione, dunque, e nessuna sottovalutazione. Ma proprio perché si parla di mafia, camorra e criminalità organizzata occorrono rigore e responsabilità nell’uso delle parole.

Alcuni passaggi delle ricostruzioni giornalistiche descrivono Alghero come una sorta di «colonia governata da clan d’origine campana» e di una città che sarebbe stata sostanzialmente venduta a famiglie legate alla camorra. Sono affermazioni forti che se non vengono accertate rischiano ssolo di restituire l’immagine deformata di una città ormai perduta.

Eppure sono proprio le parole virgolettate delle autorità giudiziarie e istituzionali riportate negli stessi articoli a suggerire una lettura molto più prudente. Il procuratore di Sassari Armando Mammone lancia giustamente un appello alla collaborazione dei cittadini e invita chi conosca fatti penalmente rilevanti a riferirli alla magistratura. Ma aggiunge una frase non secondaria: «I segnali li cogliamo pure noi, ma coi segnali non si fanno processi».

Lo stesso procuratore generale Luigi Patronaggio richiama l’attenzione sul divario tra illegalità percepita e dati giudiziari e parla di presenza di capitali e attività illecite «percepita dalla gran parte della popolazione di Alghero», alla quale tuttavia «non corrisponde un rilevante numero di denunce e quindi di procedimenti penali».

Ancora più esplicita è stata l’ex Prefetto di Sassari, Grazia La Fauci, della quale lo stesso Fatto Quotidiano ricorda le parole pronunciate appena due mesi fa: «Non ci sono prove che confermino l’infiltrazione di criminalità organizzata ad Alghero». Sono precisazioni fondamentali.

Ipotesi investigative e fatti giudiziariamente accertati non sono la stessa cosa. È esattamente questa prudenza che traspare dalle parole virgolettate di magistrati e autorità dello Stato. Ed è la stessa prudenza che dovrebbe caratterizzare chi quelle parole le racconta, le titola e le utilizza nel dibattito pubblico. Nessuno può minimizzare.

Gli incendi, le intimidazioni e ogni altro episodio criminale verificatosi nel territorio devono essere investigati fino in fondo. Se esistono investimenti sospetti, si rafforzino i controlli sulla provenienza dei capitali. Se imprenditori e cittadini hanno subito pressioni o minacce, denuncino, con la certezza di trovare nello Stato e nelle sue istituzioni, ma anche e soprattutto nel tessuso sociale algherese, protezione e sostegno. Se esistono tentativi di infiltrazione nel tessuto economico o nelle attività legate al turismo, magistratura e forze dell’ordine devono poter disporre di tutti gli strumenti necessari per individuarli e contrastarli.

Ma tutto questo è profondamente diverso dal rappresentare Alghero come una città già nelle mani della camorra.

Alghero è una città con migliaia di imprenditori, commercianti, lavoratori e famiglie che operano onestamente e che non meritano di vedere la propria comunità descritta come un territorio conquistato dalla criminalità organizzata.

Una rappresentazione di questo tipo rischia di gettare un’ombra ingiustificata sull’intero tessuto economico e sociale algherese, proprio nel momento in cui Alghero registra numeri turistici di assoluto rilievo.

Per questo rivolgiamo un invito alla cautela anche a chi gestisce la comunicazione pubblica e politica. Un titolo ad effetto può durare un giorno; il danno reputazionale arrecato a una città può durare anni.

Dobbiamo difendere il buon nome di Alghero senza nascondere i problemi né abbassare la guardia. Dobbiamo pretendere che i problemi vengano raccontati per quello che sono, distinguendo sempre i fatti accertati dalle ipotesi investigative, gli elementi di allarme dalle conclusioni giudiziarie, la percezione dalla prova. Su mafia e criminalità organizzata non possono esserci sottovalutazioni né zone d’ombra. Ma neppure suggestioni, generalizzazioni o processi mediatici.

L’invito che rivolgiamo a tutti gli algheresi è di prestare massima attenzione, garantire massima collaborazione con magistratura e forze dell’ordine e tolleranza zero verso qualsiasi tentativo di infiltrazione. Insieme ad altrettanta fermezza nel respingere una rappresentazione di Alghero come città conquistata dalla camorra che, allo stato delle risultanze riportate dalle stesse autorità, non trova riscontro in accertamenti giudiziari”.

Il Coordinamento cittadino
Fratelli d’Italia Alghero

“Alghero cadioprotetta”, proposta di Mulas, Martinelli e Bamonti. Al Porto sono presenti già due defibrillatori

ALGHERO – Rafforzare la presenza dei defibrillatori semiautomatici DAE nelle spiagge e nelle strutture sportive del territorio, creando una rete sempre più capillare di dispositivi in grado di contribuire alla sicurezza di cittadini e visitatori. È l’obiettivo dell’ordine del giorno presentato dai consiglieri comunali Christian Mulas, presidente della V Commissione consiliare, Alberto Bamonti e Gianni Martinelli, che impegna il Sindaco e la Giunta a promuovere e realizzare il progetto “Alghero cardioprotetta – Spiagge e sport in sicurezza”.

La proposta parte dalla necessità di rafforzare gli strumenti di prevenzione e primo intervento nei luoghi caratterizzati da una maggiore frequentazione. Alghero, città a forte vocazione turistica, registra soprattutto durante la stagione estiva una presenza particolarmente elevata lungo le proprie spiagge, che diventano luoghi di grande aggregazione per residenti e visitatori. A queste si aggiungono gli impianti e le strutture sportive, frequentati durante tutto l’anno da atleti, associazioni e cittadini.

Alla base dell’iniziativa vi è la consapevolezza che, in caso di arresto cardiaco improvviso, la tempestività dell’intervento rappresenti un fattore determinante, che può consentire di intervenire rapidamente in attesa dell’arrivo dei mezzi di soccorso. La normativa vigente prevede che gli assistenti bagnanti siano abilitati all’utilizzo del defibrillatore, senza tuttavia imporre la presenza del dispositivo negli stabilimenti balneari. L’ordine del giorno punta dunque a superare questo limite, favorendo una diffusione capillare dei DAE lungo il litorale e rendendo concretamente disponibili dispositivi che, in situazioni di emergenza, possono risultare determinanti per salvare una vita.

Intanto grazie al Consorzio del Porto, sono presenti, da tempo, due defibrillatori a disposizione di tutti: naturalmente omologati e controllati annualmente uno nei bagni del porto aperti al pubblico nella passeggiata “Barcellona” e uno nei bagni e servizi nel molo Lo Frasso/molo Catardi.

Parcheggio di Punta Giglio, Mulas e il Parco chiedono se è tutto legittimo

ALGHERO – Dopo la segnalazione, tramite nota stampa, arriva anche l’interrogazione. La firma è sempre di Christian Mulas, presidente della commissione Ambiente, che chiede delucidazioni immediate sul neonato parcheggio alle pendici del compedio forestale di Punta Giglio. Area sempre al centro di polemiche, ma in maniera alternata.  Tale intervento vede anche la missiva del Parco di Porto Conte che col direttore Giulio Plastina chiede alla Forestale se vi siano irregolarità e se tutto quanto realizzato è a norma oppure no. Qualora non lo fosse, sono pronti a scattare i provvedimenti del caso. Certamente, anche questa vicenda, a prescindere da eventuali reponsabilità, evidenzia un diffuso lassismo nei vari interventi che si stanno realizzando nel territorio comunale di Alghero.

 

INTERROGAZIONE CONSILIARE  Realizzazione di una nuova area destinata a parcheggio in località Punta Giglio richiesta di chiarimenti su autorizzazioni, procedimento amministrativo, tutela ambientale e trasformazione di un’area precedentemente destinata a fascia tagliafuoco. Il sottoscritto Christian Mulas, Consigliere comunale e Presidente della Commissione consiliare Ambiente, Area Marina Protetta e Parco di Porto Conte, PREMESSO CHE nelle ultime ore sono state segnalate importanti trasformazioni di un’area situata in località Punta Giglio, con la realizzazione di un’ampia superficie apparentemente destinata a parcheggio; nell’area risultano essere stati realizzati o installati elementi propri di un’area di sosta, tra cui segnaletica stradale, illuminazione, delimitazioni e altre opere funzionali alla fruizione del parcheggio; sarebbero inoltre stati effettuati interventi di movimentazione del terreno, sistemazione dell’area, modifiche alla vegetazione e alla macchia mediterranea, spostamento di pesanti dissuasori in cemento e realizzazione o modifica di un accesso direttamente dalla viabilità esistente; tale trasformazione desta particolare attenzione in quanto l’area interessata sarebbe stata precedentemente individuata e utilizzata anche in relazione alla fascia tagliafuoco realizzata alle pendici del compendio forestale di Punta Giglio, intervento che aveva assunto anche una funzione di sicurezza antincendio e di riduzione della sosta incontrollata delle autovetture lungo la strada; appare pertanto necessario comprendere se la nuova sistemazione abbia interessato, modificato, ristretto o eliminato, anche solo parzialmente, la precedente fascia tagliafuoco, e quali siano oggi le condizioni della stessa e la sua effettiva funzionalità ai fini della prevenzione e sicurezza antincendio; ATTESO CHE: Punta Giglio non può essere considerata una zona franca. La questione non riguarda soltanto la realizzazione di un parcheggio, ma il modo in cui viene governato un territorio di straordinario valore ambientale e sottoposto a specifici vincoli di tutela. Se esiste un progetto regolarmente autorizzato, se sono stati acquisiti tutti i pareri e se tutte le procedure sono state rispettate, sarà sufficiente mettere gli atti a disposizione del Consiglio comunale e della cittadinanza. Ma se, al contrario, emergessero interventi realizzati senza i necessari titoli o senza il rispetto delle procedure previste, sarà necessario individuare con chiarezza chi ha autorizzato, chi ha eseguito e chi avrebbe dovuto controllare. La tutela dell’ambiente, la sicurezza antincendio e la trasparenza amministrativa non possono essere principi applicati a seconda delle circostanze. CONSIDERATO CHE il Comune di Alghero ha pubblicato un avviso pubblico per manifestazione di interesse finalizzato all’individuazione di aree da destinare a parcheggi a servizio del litorale, comprendendo, per quanto risulta, anche le zone di Fertilia e Porticciolo; desta particolare interesse verificare se l’area oggi trasformata in parcheggio a Punta Giglio sia ricompresa tra quelle oggetto della manifestazione di interesse e, in caso affermativo, quale sia stato l’iter seguito dall’Amministrazione per la sua individuazione e destinazione; la trasformazione di un’area naturale o precedentemente destinata ad altra funzione in un parcheggio di rilevanti dimensioni non può prescindere dalla verifica della compatibilità urbanistica, paesaggistica, ambientale, forestale e di sicurezza dell’intervento; Punta Giglio ricade in un contesto di particolare pregio naturalistico e ambientale e interessato da specifici regimi di tutela, compreso il sistema della Rete Natura 2000; proprio per la particolare sensibilità ambientale del sito, occorre verificare se gli interventi realizzati fossero soggetti a Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA) o ad altri procedimenti di valutazione, autorizzazione o nulla osta; appare altresì necessario verificare quale sia stato il ruolo del Parco di Porto Conte, dell’Area Marina Protetta e degli altri enti competenti nella fase preventiva rispetto alla realizzazione dell’intervento; è stato inoltre riferito della presenza sul posto del Corpo Forestale, che avrebbe effettuato rilievi e accertamenti, circostanza che, se confermata, rende ancora più importante conoscere l’esito degli eventuali controlli effettuati; RILEVATO CHE la realizzazione di un parcheggio di tali dimensioni, con opere accessorie, accessi, segnaletica e illuminazione, non appare riconducibile a una semplice attività di manutenzione ordinaria dell’area, rendendo necessario conoscere quale sia il titolo amministrativo e progettuale alla base delle opere realizzate; TUTTO CIÒ PREMESSO INTERROGA IL SINDACO E LA GIUNTA per sapere: se l’Amministrazione comunale fosse preventivamente a conoscenza della realizzazione del nuovo parcheggio in località Punta Giglio; chi abbia richiesto, proposto o autorizzato la trasformazione dell’area in parcheggio e quale soggetto ne sia l’attuale gestore o utilizzatore; se esista un progetto formalmente presentato relativo alla realizzazione del parcheggio e, in caso affermativo, di conoscere gli estremi del progetto, il soggetto proponente, la data di presentazione e gli uffici/enti che lo hanno esaminato; quale sia il titolo amministrativo, urbanistico, edilizio o altro titolo autorizzativo sulla base del quale sono state realizzate le opere; se siano state acquisite tutte le autorizzazioni, concessioni, nulla osta e pareri previsti dalla normativa vigente; se sia stata convocata una Conferenza di Servizi e, in caso affermativo: in quale data; da quale amministrazione; quali enti siano stati invitati; quali enti abbiano partecipato; quali determinazioni siano state assunte; se sia stata presentata o richiesta la Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA) e, qualora non fosse necessaria, sulla base di quale valutazione tecnica e normativa sia stata esclusa; se il Parco di Porto Conte sia stato preventivamente informato del progetto e coinvolto nel procedimento, e se abbia espresso pareri, autorizzazioni o nulla osta; se siano stati interessati, per quanto di competenza, Corpo Forestale, enti competenti in materia di prevenzione incendi, uffici paesaggistici e ambientali e quali siano stati gli eventuali pareri o prescrizioni espressi; se gli interventi abbiano interessato la precedente fascia tagliafuoco di Punta Giglio, modificandone superficie, larghezza, tracciato o funzionalità; in caso affermativo, chi abbia autorizzato la modifica o l’eliminazione, anche parziale, della fascia tagliafuoco e quali siano oggi le misure alternative adottate per garantire la sicurezza antincendio dell’area; se siano stati effettuati sbancamenti, movimenti di terra o interventi sulla vegetazione e sulla macchia mediterranea e, in caso affermativo, con quale autorizzazione; chi abbia autorizzato lo spostamento dei dissuasori in cemento precedentemente presenti nell’area; chi abbia autorizzato la realizzazione o modifica del nuovo accesso dalla strada e se siano state effettuate le necessarie verifiche sulla sicurezza della viabilità; chi abbia autorizzato e realizzato l’illuminazione e la segnaletica stradale installate nell’area; se l’area oggi destinata a parcheggio sia ricompresa nell’avviso pubblico per manifestazione di interesse relativo all’individuazione di aree destinate a parcheggi a servizio del litorale di Alghero, e quale sia stato l’esito della procedura relativamente a tale area; se esista un contratto, una convenzione, una concessione o altro accordo tra il Comune e il soggetto che utilizza o gestisce l’area; se siano stati effettuati sopralluoghi da parte degli uffici comunali prima, durante o dopo la realizzazione delle opere e quali risultanze siano emerse; se l’Amministrazione sia a conoscenza degli eventuali accertamenti effettuati dal Corpo Forestale e, qualora tali accertamenti siano stati trasmessi al Comune, quale sia il loro esito; infine, se il Sindaco e la Giunta intendano acquisire e rendere disponibili al Consiglio comunale tutti gli atti relativi alla realizzazione del parcheggio, comprese autorizzazioni, progetti, pareri, verbali della Conferenza di Servizi, eventuale documentazione VIncA, nulla osta del Parco e ogni altro atto amministrativo connesso alla trasformazione dell’area. SI CHIEDE INOLTRE che l’Amministrazione chiarisca come sia stato possibile passare, in un arco temporale estremamente breve, da un’area precedentemente interessata dalla funzione di fascia tagliafuoco a una superficie di parcheggio di rilevanti dimensioni, dotata di accessi, segnaletica e illuminazione, indicando con precisione tutti i passaggi amministrativi che hanno consentito tale trasformazione. Si chiede, infine, che la questione venga portata all’attenzione della Commissione consiliare Ambiente, e Parco di Porto Conte, affinché possano essere esaminati gli atti e ascoltati, per quanto di competenza, gli enti e i soggetti coinvolti nel procedimento. Christian Mulas Consigliere comunale e presidente della commissione Ambiente Presidente della Commissione consiliare Ambiente, Area Marina Protetta e Parco di Porto Conte.

“Mafie ad Alghero, Cacciotto faccia sentire la sua voce”

ALGHERO – «Le parole della magistratura meritano rispetto e attenzione, ma non devono diventare motivo di allarme o, peggio ancora, essere lette per costruire un’immagine distorta di Alghero. La nostra città è una realtà sana, laboriosa, accogliente, nella quale migliaia di famiglie lavorano ogni giorno e nella quale la stragrande maggioranza degli operatori economici opera nella legalità». Lo afferma il consigliere nazionale di Forza Italia Marco Tedde, intervenendo sul dibattito seguito alle dichiarazioni del procuratore generale di Cagliari Luigi Patronaggio e della già procuratrice generale di Sassari Maria Gabriella Pintus. «Le istituzioni e la magistratura fanno bene a tenere alta l’attenzione su ogni possibile fenomeno di criminalità e sulle eventuali infiltrazioni nell’economia. È un dovere che condividiamo pienamente. Ma la lettura delle loro parole non devono trasformare episodi criminali, che purtroppo possono verificarsi in qualsiasi città, in una rappresentazione che faccia apparire Alghero come una città nella quale la criminalità organizzata sarebbe ormai insediata. Non è questo ciò che risulta dalle dichiarazioni delle autorità competenti». Tedde richiama anche le parole pronunciate poche settimane fa dalla prefetta di Sassari Grazia La Fauci, che aveva chiarito come non vi fossero prove di infiltrazioni mafiose ad Alghero. «È un’affermazione istituzionale importante – sottolinea Tedde – e credo debba essere tenuta nella giusta considerazione. Significa che bisogna vigilare, prevenire e controllare, ma anche evitare letture allarmistiche che rischiano di danneggiare l’immagine della città e, con essa, il lavoro di migliaia di famiglie e imprese». «Proprio per questo – aggiunge – credo sia arrivato il momento che anche l’Amministrazione comunale assuma una posizione chiara. Il Sindaco deve uscire dal silenzio e parlare alla città. Deve farlo in prima persona, con parole nette, trasparenti e inequivocabili, per tranquillizzare gli algheresi e per rappresentare all’esterno ciò che Alghero è realmente: una città ordinata, laboriosa, accogliente, nella quale le famiglie lavorano, gli imprenditori investono e le istituzioni presidiano il territorio». «Non chiediamo al Sindaco di minimizzare nulla – conclude Tedde –. Al contrario, gli chiediamo di ribadire che su ogni fenomeno criminale bisogna mantenere alta la guardia e che le istituzioni devono essere sempre pronte a collaborare con le forze dell’ordine e con la magistratura. Ma contemporaneamente deve essere chiaro che Alghero non può essere raccontata attraverso la lente della criminalità organizzata quando le stesse istituzioni non hanno riscontrato elementi che consentano di definirla una città infiltrata dalla mafia». «Servono vigilanza e prevenzione, ma anche equilibrio e responsabilità. Il silenzio, in questo momento, non aiuta. Il Sindaco parli e dica con chiarezza agli algheresi e a chi ci guarda da fuori che Alghero è una città sana, che non ha paura, che non abbassa la guardia e che continua a difendere il proprio tessuto sociale ed economico

“Impianti sportivi, 25 punti luce non nascondono caos e disagi”

ALGHERO – «Ancora una volta l’Amministrazione comunale sceglie la propaganda per coprire l’assenza di una strategia e di risposte concrete sui problemi della città».

Ad intervenire sono i capigruppo del centrodestra Marco Tedde (Forza Italia), Raffaele Salvatore (UDC), Michele Pais (Lega), Alessandro Cocco (Fratelli d’Italia), Massimiliano Fadda (Prima Alghero) e Giovanna Caria (Riformatori Sardi).

«I 25 nuovi punti luce a LED a Maria Pia possono essere certamente utili – sottolineano – ma non possono diventare l’ennesima occasione per celebrare un’Amministrazione che, sugli impianti sportivi, continua a mostrare una preoccupante confusione».

«Mentre si festeggiano i nuovi lampioni – proseguono – restano senza risposte le questioni relative alla gestione del Campo Rugby di Maria Pia, sulla quale abbiamo chiesto precise verifiche, alla piscina coperta, con un cantiere da tempo in sostanziale abbandono, e agli affidamenti delle aree del Pala Congressi, sui quali chiediamo trasparenza».

«E resta irrisolta anche la vicenda della copertura del Tennis Club, fondamentale per consentire alla squadra di Serie A di giocare ad Alghero. In caso di pioggia, la mancata copertura rischia di costringere il Tennis Club a chiedere una deroga per disputare le partite a Porto Torres. Una situazione francamente incredibile».

«Quanto al Palamanchia, i lavori, del valore di circa 75 mila euro, sono stati conclusi soltanto pochi giorni fa dopo ben due anni di durata. Ma ancora non è stata rilasciata certificazione antincendio. Due anni per un intervento di dimensioni ridotte: un dato che evidenzia le difficoltà dell’Amministrazione nella programmazione e nella gestione delle opere pubbliche».

Per i capigruppo «siamo davanti a una cortina fumogena di annunci e comunicati che finisce per nascondere i problemi reali. La propaganda non può sostituire la gestione e 25 punti luce non possono essere utilizzati per raccontare una realtà che, negli impianti sportivi, è ben diversa».

Il centrodestra continuerà quindi «a verificare e controllare ogni affidamento, ogni concessione e ogni intervento sul patrimonio sportivo comunale, chiedendo trasparenza, rispetto delle regole e tutela dei beni pubblici».

«Non ci interessano le passerelle – concludono – ma impianti funzionanti, cantieri conclusi, strutture manutenute, concessioni trasparenti e soprattutto la possibilità per i nostri ragazzi di fare sport in strutture adeguate. Alghero merita un’Amministrazione che risolva i problemi, non che li nasconda dietro una continua e fumogena campagna di propaganda»

“Tari, dopo la stangata alle imprese, Cacciotto colpisce i cittadini attivi”

ALGHERO – «Dopo la stangata TARI sulle imprese, l’Amministrazione Cacciotto riesce a colpire anche i cittadini che si sono messi a disposizione della città».

Lo dichiarano i capigruppo del centrodestra algherese Alessandro Cocco per Fratelli d’Italia, Marco Tedde per Forza Italia, Raffaele Salvatore per UDC–Patto per Alghero, Michele Pais per Lega, Massimiliano Fadda per Prima Alghero e Giovanna Caria per Riformatori Sardi, intervenendo sul caso Cittadinanza Attiva.

«La TARI di quest’anno arriva senza gli sconti dovuti ai cittadini attivi perché nel 2025 la Giunta non ha attivato il procedimento, nonostante le ripetute sollecitazioni del centrodestra. Il risultato dell’inadempienza dell’amministrazione Cacciotto è che chi ha contribuito alla cura di spazi pubblici, aree verdi e beni comuni si vede recapitare la bolletta a prezzo pieno».

«È l’ennesimo esempio dell’incapacità politica e amministrativa di questa giunta: non si riesce a tenere in piedi buone pratiche utili ai cittadini come la cittadinanza attiva, nel frattempo si aumentano i costi a carico delle attività economiche. È il paradosso di una sinistra che parla di partecipazione, ma non riesce neppure a garantire gli effetti concreti degli strumenti partecipativi».

«Il sindaco spieghi ai cittadini perché lo scorso anno il procedimento non sia stato attivato e come si intenda rimediare. Non bastano bandi pubblicati in ritardo o annunci di facciata: serve subito procedere con gli sconti in bolletta, anche attraverso lo stanziamento di risorse di bilancio».

«Chi partecipa alla cura della città non può essere trattato come un contribuente qualunque da spremere. La cittadinanza attiva va sostenuta e non può subire la disorganizzazione e i ritardi di questa giunta».

Alessandro Cocco – Fratelli d’Italia
Marco Tedde – Forza Italia
Raffaele Salvatore – UDC–Patto per Alghero
Michele Pais – Lega
Massimiliano Fadda – Prima Alghero
Giovanna Caria – Riformatori Sardi

Blackout ad Alghero, troppe attività nel Centro Storico e impianti obsoleti: intervista | video

ALGHERO – L’estate dei blackout. E ad Alghero anche quella dell’esplosione, la seconda in appena due anni, di una cabina Enel. Non una cabina qualsiasi, ma quella principale a servizio del centro storico. Un episodio che riaccende i riflettori su un problema ormai strutturale e che, soprattutto nel cuore della stagione turistica, sta mettendo in difficoltà famiglie, imprese e attività commerciali.
Non è soltanto una questione di interruzioni della corrente elettrica. Dietro i blackout c’è un sistema che mostra da tempo segnali di sofferenza e una rete che, secondo Franco Peana, segretario regionale Ugl Chimici e componente della direzione nazionale del settore Energia, avrebbe bisogno di interventi, potenziamenti e programmazione.

È proprio a lui, forte della sua esperienza nel settore, abbiamo deciso di rivolgerci per capire cosa si nasconda dietro le reiterate sospensioni dell’erogazione elettrica e quali siano le ragioni di una situazione che continua a ripetersi. I disagi, infatti, non riguardano soltanto il centro storico. A pagare il prezzo dei blackout sono famiglie, imprese, ristoranti, negozi e attività ricettive, con conseguenze che possono diventare particolarmente pesanti in piena estate. E c’è poi l’agro, dove l’interruzione dell’energia elettrica finisce per avere un’ulteriore conseguenza: l’indisponibilità dell’acqua.

Una situazione che appare difficile da accettare e ancora più difficile da giustificare dopo anni nei quali, secondo Peana, sono mancate scelte, interventi e un adeguato potenziamento delle reti e delle professionalità necessarie a gestirle. Il tutto mentre il centro storico continua a essere caricato di attività sempre più energivore: ristoranti, pizzerie, gelaterie, negozi, B&B, case vacanza e altre realtà che hanno trasformato l’Alguer Vella nel principale polo della vita commerciale e turistica cittadina.
Ed è proprio qui che il problema energetico si intreccia con quello della pianificazione urbana e commerciale. Perché i blackout, così come altri effetti collaterali che stanno progressivamente modificando il volto del centro storico, dall’invasione dei tavolini alla proliferazione di attività spesso di bassa qualità, non possono essere considerati fenomeni isolati.

A pesare, secondo questa lettura, è anche l’assenza di un moderno Piano del Commercio e, più in generale, di una programmazione dei servizi e dello sviluppo urbanistico capace di distribuire diversamente funzioni e investimenti sul territorio. Maria Pia e l’intera cintura periurbana, ad esempio, potrebbero rappresentare aree nelle quali favorire nuovi insediamenti e attività, evitando di concentrare tutto nel cuore della città.
Il risultato, oggi, è quello di un centro storico sottoposto a una pressione crescente, una sorta di assalto all’“Alguer Vella” che produce conseguenze sempre più evidenti. Tra queste ci sono anche i blackout e, come risposta alle emergenze, la comparsa dei generatori: ingombranti, rumorosi e impattanti, proprio nel cuore della città turistica.

L’esplosione della cabina Enel è dunque soltanto l’ultimo campanello d’allarme. La domanda, a questo punto, è se si continuerà a intervenire soltanto quando la rete va in crisi o se, finalmente, si deciderà di programmare il futuro energetico e urbanistico di Alghero prima che sia l’emergenza a imporre le scelte.

Stefano Idili

 

“Altro che notti di qualità, spiagge trasformate in pattumiere”

Quando manca il rispetto, finisce tutto. Anche le feste». È la denuncia del presidente della Commissione consiliare Ambiente Christian Mulas, che questa mattina stigmatizza con fermezza le condizioni in cui sono state lasciate alcune delle spiagge di Alghero dopo i festeggiamenti di Ferragosto.
«Quello che ci siamo trovati davanti stamattina è una vergogna denuncia Mulas . Le nostre spiagge, che dovrebbero essere un patrimonio da custodire e rispettare, sono state trasformate da alcuni incivili in una discarica a cielo aperto. Rifiuti, sporcizia e materiali abbandonati ovunque: è un vero e proprio delitto contro la natura, contro la nostra città e contro tutti gli algheresi».
Particolarmente grave, sottolinea il presidente della Commissione Ambiente, la situazione riscontrata nella spiaggia di San Giovanni e nella pineta, dove sono stati lasciati rifiuti e sono stati arrecati danni agli spazi pubblici.
«È inaccettabile che dopo una giornata di festa siano gli operatori ecologici a dover intervenire per rimediare ai comportamenti di persone che evidentemente non hanno alcun rispetto per il bene comune. Questa mattina diversi operatori sono al lavoro per ripulire e sistemare i danni provocati da veri e propri maleducati che, dopo essersi divertiti sulle nostre spiagge, hanno pensato bene di lasciare dietro di sé una montagna di rifiuti».
Mulas rivolge quindi un appello alla cittadinanza e a tutti coloro che frequentano il litorale algherese: «Le spiagge non sono proprietà di qualcuno, sono di tutti. Rispettarle significa rispettare noi stessi, i nostri figli e il futuro della nostra città. Non possiamo accettare che il divertimento di pochi si trasformi nel disagio e nel lavoro degli altri».
«Ringrazio gli operatori ecologici che anche oggi, mentre molti stanno ancora trascorrendo la giornata di Ferragosto, sono impegnati a ripristinare il decoro delle nostre spiagge. Ma non possiamo continuare a pensare che la soluzione sia sempre e soltanto pulire ciò che altri sporcano. Serve più educazione, più senso civico e, dove necessario, maggiori controlli e sanzioni».
Il presidente conclude con un messaggio netto: «Alghero merita rispetto. Il mare, la pineta, le spiagge e l’ambiente non possono essere trattati come una discarica dopo una festa. Divertirsi è un diritto, sporcare e vandalizzare no. Quello che è successo dopo Ferragosto non deve diventare la normalità».

La Giunta Todde “buca” il bando “nuove rotte”

ALGHERO – “I 10 milioni di euro stanziati con la variazione di bilancio per il bando
sulle nuove rotte aeree rischiano di restare lettera morta per un’altra stagione”. A dichiararlo il
capogruppo regionale di Fratelli d’Italia Paolo Truzzu. Le risorse sono arrivate in ritardo, la gara
non è stata ancora bandita e si attende ora il via libera dell’Unione Europea: il risultato è che il
bando potrà essere pubblicato solo quando la programmazione dell’estate 2027 sarà già chiusa
dalle compagnie aeree. La stagione invernale, va detto, è già stata programmata: senza il bando
regionale. “Ancora una volta l’assessore Manca e la giunta Todde dimostrano di non avere alcuna
contezza dei tempi dell’aviazione commerciale” continua Truzzu. “Ancora una volta la mancanza di
visione strategica della giunta Todde si fa sentire e blocca lo sviluppo regionale bloccando di fatto
al “check in” i trasporti aerei dell’isola. “Le compagnie aeree programmano le rotte con oltre un
anno di anticipo: chi governa la Sardegna dovrebbe saperlo. Invece si arriva sempre in affanno, si
perdono le finestre utili e si dilapidano risorse che il centrodestra aveva lasciato in eredità a questa
amministrazione”. “Non è un dettaglio tecnico: significa un’estate 2027 con meno collegamenti,
meno turisti e meno opportunità per le imprese sarde. Su questo la giunta Todde ha fallito ancora”
conclude Truzzu.