“Il campo da rugby sia gestito con regole certe e trasparenza”

ALGHERO  – “Non siamo più di fronte a una semplice controversia tra società sportive. C’è una questione amministrativa che il Comune non ha ancora risolto e che riguarda il possesso di un impianto pubblico che la stessa Amministrazione ha riconosciuto essere privo di titolo”.
Lo affermano Marco Tedde, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini, consiglieri comunali di Forza Italia.
“Con la deliberazione della Giunta n. 368 del 17 novembre 2025 il Comune ha certificato che il Campo Rugby è ‘attualmente detenuto senza titolo’, disponendo le necessarie verifiche anche sui rapporti patrimoniali con l’Ente. A distanza di mesi, però, la vicenda resta aperta. Prima di qualsiasi nuovo affidamento, anche provvisorio, occorre quindi che siano chiariti i rapporti con il Comune e che siano applicate le regole previste per la gestione degli impianti sportivi”.
Anche la riunione del 10 settembre conferma la difficoltà di una soluzione affidata semplicemente al confronto tra le due società. L’Amatori Rugby ha ribadito la disponibilità a far utilizzare il campo all’Alguer rugby esclusivamente per le partite ufficiali, mentre l’Alguer Rugby 2024 ha chiesto al Comune di predisporre il calendario per l’uso.
“Ma il dato più significativo è un altro: il funzionario comunale ha verbalizzato di non poter predisporre autonomamente un nuovo calendario perché questo avrebbe comportato la modifica di precedenti atti amministrativi, tra cui la deliberazione n. 368/2025 e la determinazione n. 3384/2025. È la conferma che la questione non può essere risolta con una soluzione di fatto”.
Forza Italia richiama inoltre la vicenda della Commissione consiliare convocata sulla gestione degli impianti sportivi, alla quale molti consiglieri di maggioranza non hanno partecipato.
“È un atteggiamento che lascia perplessi. Soprattutto perché, mentre ad alcuni operatori economici della città vengono applicati regolamenti e vincoli con grande rigore, negandogli la possibilità di utilizzare il suolo pubblico, sul patrimonio sportivo comunale sembra prevalere una gestione molto più elastica. Le regole devono valere per tutti: è una questione di imparzialità e di tutela del patrimonio pubblico”.
“Vanno inoltre valutate nelle sedi appropriate eventuali situazioni di sovrapposizione tra interessi pubblici e privati. E la procedura di partenariato pubblico-privato già avviata per la riqualificazione e la futura gestione dell’impianto dovrà garantire piena parità tra tutti gli operatori”.
“Per questo chiediamo al sindaco di intervenire in tempo reale per sciogliere i nodi di questa antica questione. Preavvisiamo sin d’ora che, qualora non dovessimo ricevere una risposta concreta entro pochi giorni, saremo nostro malgrado costretti a segnalare questo singolare modo di gestire la cosa pubblica agli organismi deputati alla tutela dei beni e del patrimonio pubblico e alla verifica di eventuali responsabilità per danno erariale.”
“Non chiediamo privilegi per nessuno. Chiediamo che il Campo Rugby, come ogni altro bene pubblico, sia gestito secondo regole certe e uguali per tutti”.

Sant Miquel, Mataresos de l’Alguer protagonisti

ALGHERO – I Mataresos de l’Alguer festeggiano il terzo anniversario della fondazione dell’Associazione all’interno delle manifestazioni in onore di Sant Miquel che grazie a Fondazione Alghero e Comune di Alghero avranno luogo tutti i fine settimana del mese di settembre.
L’Associazione taglia il traguardo dei suoi primi tre anni di attività, celebrando la propria nascita nata ufficialmente l’11 settembre e che oggi, 12 settembre, si tradurrà in un grande evento pubblico: la “Diada de l’aniversari – Tres anys de Mataresies”. La giornata odierna sarà caratterizzata da uno storico momento di condivisione culturale e sociale, grazie alla partecipazione dei Manyacs, amici e partner arrivati dalla Catalogna, esattamente da Parets del Valles. Questi momenti di incontro e scambio rafforzano la vocazione dell’associazione e la storica identità che unisce la regione catalana alla Riviera del Corallo.
«Festeggiare tre anni di vita in una cornice così importante, circondati dall’affetto della nostra comunità e dalla presenza degli amici catalani, è per noi motivo di grande orgoglio», dichiarano i rappresentanti del direttivo dell’associazione. «In questi tre anni abbiamo lavorato per valorizzare l’identità della nostra città, e questa manifestazione vuole essere un ringraziamento a chi ha creduto in noi, a partire dalle istituzioni locali che patrocinano l’evento».I dettagli della manifestazione di oggi, 12 settembre: dalle ore 18.30 partenza del cercavila per le vie del centro storico per arrivare alle 19 in piazza Sulis dove avrà luogo la diada castellera con le due colles che si esibiranno nella costruzione delle torri umane davanti al pubblico.

Los Mataresos de l’Alguer celebren lo tercer aniversari de la fundació de la Colla en ocasió dels festejaments en honor de Sant Miquel, que, gràcies a la Fundació de l’Alguer i al Municipi de l’Alguer, tengueran lloc cada fi de setmana de cavidani.
La Colla algueresa arriba als tres anys d’activitat, celebrant la fundació oficial que ha tengut lloc l’11 de setembre del 2023 i que avui, 12 de setembre, se celebrarà amb una gran manifestació pública: la “Diada de l’aniversari – Tres anys de Mataresies”.
La jornada d’avui siguerà senyada d’un moment històric de condivisió cultural i social, gràcies a la participació dels Manyacs, una colla catalana Amiga proveniente de Parets del Vallès. Aqueixos moments de trobada i intercanvi reforcen la vocació de la Colla i la identitat històrica de la ciutat que uneix la comunitat catalana amb la Costera del Corall.
“Celebrar tres anys d’existència en una ocasió així important, circumdats de l’afecte de la nostra comunitat i amb la presència dels nostros amics catalans, és un motiu de gran orgull per a mosaltros”, declara lo directiu de l’associació. “Durant los últims tres anys, havem treballat per reforçar la identitat de la nostra ciutat, i aquesta celebració vol ésser un rengraciammet a aquellos que han cregut en mosaltros, esomençant de les institucions locals que patrocinen la Diada.” Detalls de la Diada d’avui, 12 de setembre: a partir de les 18:30 h, la cercavila eixirà pels carrers del centre històric, arribant a les 19:00 h a la Plaça Sulis, on tenguerà lloc la diada castellera, amb les dues colles que aixecaran castells humans davant del públic.

“Caso Sanna-Daga: Cacciotto parla e peggiora le cose, era meglio il silenzio”

ALGHERO – «Dopo tre giorni e mezzo di silenzio, il sindaco Cacciotto interviene sul caso Sanna-Daga e riesce perfino a peggiorare la situazione. Parla di pettegolezzi, ma in verità il tema politico è tutt’altro che chiacchiericcio: la Sanna ha denunciato aggressioni verbali, offese e mobbing politico da parte di Daga in una missiva indirizzata proprio a Cacciotto». Così Fratelli d’Italia Alghero replica alle dichiarazioni del sindaco.
«Cacciotto cerca artificialmente di restringe il campo ai linguaggi sessisti o intimidatori, ma la questione è molto più ampia. Una componente dell’esecutivo si è sentita aggredita e ha ritenuto di dover scrivere al sindaco. Davanti a questo, il primo cittadino non può cavarsela derubricando tutto a dialettica intensa o tono energico. Doveva sentirsi offendere perfino con frasi sessiste per denunciare? Non era già sufficientemente censurabile il modo prevaricatore messo in campo».
Per FdI «la vicenda non nasce dal nulla. L’assessore Daga è già stato protagonista di episodi politicamente pesantissimi: le minacce denunciate dal consigliere Colledanchise, lo spintone in Consiglio comunale, la lite all’ecocentro con gli operatori ecologici, gli insulti gravissimi rivolti sui social a numerosi cittadini che criticavano legittimamente e civilmente l’Amministrazione».
«A questo punto il problema non è più soltanto Daga. Il problema è a tutti gli effetti Cacciotto. Perché se, dopo tutto questo, il sindaco conferma piena fiducia ai suoi assessori e non spende una parola chiara di vicinanza verso chi si è sentita aggredita – ricordiamo che anche in questo caso c’è una persona e c’è una famiglia che ha pazientato per ben due anni – allora sceglie chiaramente da che parte stare».
«Con la sua presa di posizione Cacciotto sembra lasciare sola l’assessore Sanna e spalleggiare chi invece viene accusato di comportamenti da bullo. Sta vicino a chi è accusato di aggredire, non a chi ha sentito il bisogno di denunciare quelle aggressioni».
«Ora aspettiamo che il sindaco venga in Consiglio – concludono da Fratelli d’Italia -, dica la verità e spieghi perché continui a coprire tutto spostando l’attenzione dalla proverbiale luna al dito, invece di assumersi finalmente la responsabilità politica di ciò che avviene nella sua Amministrazione».

“Caso Sanna-Daga, Maggioranza a pezzi: Cacciotto si rivolga alla fonte e ai suoi consiglieri”

ALGHERO – «Il sindaco Cacciotto finalmente parla, ma continua a non chiarire. La sua è una dichiarazione dal lessico politico volutamente semioscuro, che sembra più orientata a spruzzare etere sulla vicenda che a fare luce su ciò che è accaduto. Eppure le domande sono semplici e restano tutte sul tavolo». Lo affermano i capigruppo di centrodestra Marco Tedde (Forza Italia), Raffaele Salvatore (UDC), Michele Pais (Lega), Alessandro Cocco (Fratelli d’Italia), Massimiliano Fadda (Prima Alghero) e Giovanna Caria (Riformatori).

«Il sindaco dice che nella Giunta non sarebbero mai stati utilizzati termini o linguaggi sessisti o intimidatori. Prendiamo atto di questa precisazione. Ma la questione sollevata dall’assessora Sanna non può essere circoscritta a questo. Cacciotto parla di “momenti dialettici intensi” e di toni talvolta “energici”. Bene: chiarisca allora che cosa è successo, quali episodi conosce, se era presente e se ciò che è stato riportato dalla stampa corrisponde o meno alla realtà».
«Non vogliamo pronunciare sentenze contro nessuno. Non lo abbiamo fatto e non intendiamo farlo. Chiediamo semplicemente chiarezza su una situazione antipatica e incresciosa che emerge ogni giorno con maggiore evidenza e che rischia di gettare discredito sulla politica algherese e sulle nostre istituzioni».

«Se il sindaco ritiene di dover muovere delle rimostranze sul modo in cui la vicenda è stata raccontata, si rivolga alla fonte giornalistica che ha pubblicato passaggi molto intensi e virgolettati della lettera che l’assessora Sanna avrebbe inviato allo stesso sindaco e alla segretaria generale. È quella la fonte alla quale chiedere conto della ricostruzione giornalistica. Non certo alle forze politiche che, a loro volta, hanno chiesto chiarezza».

«E a proposito di chiarezza: Cacciotto dovrebbe spiegare se le sue rimostranze siano rivolte anche ai componenti della sua stessa maggioranza che hanno chiesto di andare fino in fondo alla vicenda. Il consigliere Colledanchise è arrivato a chiedere le dimissioni dell’assessora Daga. Il consigliere Mulas ha chiesto chiarezza. Anche il presidente della Fondazione ha sollecitato un chiarimento. Sono tutti “pettegolezzi”? Sono tutti parte di quel dibattito pubblico che il sindaco considera degradato? Oppure il sindaco ritiene che le loro richieste meritino una risposta?».
«È inutile aggirare l’ostacolo. E non ci sono ostacoli da aggirare. C’è una vicenda che riguarda la Giunta comunale, una lettera che sarebbe stata inviata al sindaco e alla segretaria generale, una ricostruzione giornalistica dettagliata e una serie di prese di posizione, anche all’interno della maggioranza. Il sindaco ha il dovere politico e istituzionale di chiarire, non semplicemente di dichiarare».
«Non basta dire che non si sarebbero utilizzati linguaggi sessisti o intimidatori. Non basta parlare di rispetto reciproco, di dialettica politica e di toni energici. Occorre dire con chiarezza che cosa il sindaco sappia dei fatti denunciati dall’assessora Sanna e se ritenga che la ricostruzione pubblicata dalla stampa sia vera, parzialmente vera o falsa». Peraltro, con una accorata presa di posizione sui social la stessa Sanna ha dichiarato di voler “mantenere riservatezza su quanto sta accadendo in questi giorni” e che non era assolutamente nelle sue “intenzioni che questa cosa diventasse di dominio pubblico” non capendo “ancora oggi a chi possa giovare”. “Che costituisce una palese ammissione di tutte le pesanti accuse contro Daga riportate dalla stampa”
«Cacciotto non spruzzi etere sulla vicenda. Non servono formule, richiami generali alla decenza del dibattito o considerazioni sul comportamento delle opposizioni. Servono risposte. Perché dietro questa storia non ci sono soltanto le dinamiche interne di una maggioranza, ma la credibilità delle istituzioni e il rispetto che si deve alla comunità algherese»

“Caso Sanna-Daga, mai nella Giunta usati termini e linguaggi di natura sessista o intimidatori”

ALGHERO – “Leggo da giorni ragionamenti, sentenze, opinioni, spesso basate sulla presunzione e sul pettegolezzo, prive dell’imprescindibile approfondimento della conoscenza dei fatti per essere considerate almeno ricevibili. Ho costantemente auspicato che il livello del dibattito pubblico e il confronto politico rimanessero entro i confini della decenza e della valutazione critica dei contenuti. Invece viene svilito ed esasperato giungendo finanche agli insulti personali. Questo non è accettabile. Il confronto e la dialettica sui temi fanno parte della vita politica e amministrativa e rappresentano un valore anche (e soprattutto) quando le posizioni sono differenti, purché siano contenute nella invalicabile dimensione del rispetto reciproco. Non posso non apprezzare la passione, l’intelligenza e le competenze con cui ciascun assessore e assessora contribuisce quotidianamente a concretizzare il programma di mandato e ad affrontare le numerose e complesse questioni che interessano la città. E in questo importante lavoro fatto di impegno condiviso, mai nell’attività della giunta si sono usati termini e linguaggi di natura sessista o intimidatori nei confronti di alcuno. Non lo avrei permesso né tollerato io per primo e sono certo che ciascun componente della giunta avrebbe fatto altrettanto. Chi mi conosce sa quale approccio equilibrato e pacato mantengo nelle interlocuzioni politiche e personali: l’indole, il temperamento e il carattere di ciascuno devono contribuire al progetto comune con disponibilità ed ascolto reciproco. È vero, quanto inevitabile, che ci siano stati momenti dialettici intensi, come spesso è accaduto anche in precedenti esperienze amministrative. Il tono talvolta anche energico in politica ci sta, non stiamo giocando ed è giusto e corretto rappresentare con determinazione le proprie posizioni per alimentare un confronto ampio e serio sui vari temi trattati. Garantire che il confronto, anche quando vivace, non travalichi i limiti del rispetto personale e istituzionale, permettendo a ciascuno di esprimere il proprio punto di vista, è un’attenzione che ho sempre avuto con vigore. Continuerò a chiedere, sia come Sindaco che come semplice cittadino, la massima responsabilità a chiunque voglia contribuire a fare crescere la nostra comunità. Così come persisterò a sollecitare la massima responsabilità, il massimo sforzo e la massima compattezza alle forze politiche che compongono la coalizione che ha ottenuto la fiducia degli algheresi alle scorse competizioni elettorali. La giunta, ricordo da ultimo, possiede una connotazione politica: gli assessori hanno la piena fiducia del Sindaco e il supporto delle forze politiche che rappresentano. Formazioni partitiche che, naturalmente, mantengono al loro interno, in assoluta autonomia, il necessario spazio per un dibattito sereno e costruttivo. A chi annacqua e sporca il confronto, all’evidenza, non interessa né il rispetto delle istituzioni né il rispetto delle persone. A costoro dico che la politica deve tutelare lo spazio e la qualità del dibattito pubblico e nutrirlo con verità e responsabilità”.

 

Raimondo Cacciotto, sindaco di Alghero

“Caos nel Comando della Municipale, sciopero e scontro con Porta Terra”

ALGHERO – “L’imposizione del nuovo disciplinare sull’orario di lavoro non è un episodio isolato, ma rappresenta il culmine di una situazione tesa, deteriorata e cronicizzata ormai da troppo tempo all’interno del Comando di Polizia Locale di Alghero. Un clima di grave sofferenza organizzativa e lavorativa, a cui sommare tutta una serie comportamenti e modalità relazionali del Comandante nei confronti degli Agenti che la CISL FP di Sassari ha più volte segnalato formalmente e denunciato con forza, sia nelle sedi di confronto sindacale sia nei contesti politici e istituzionali, purtroppo senza ottenere le dovute risposte dall’Amministrazione.

È in questo contesto oramai saturo che si è svolta ieri mattina l’Assemblea del personale convocata dalla CISL FP, alla quale ha preso parte una larga maggioranza degli Agenti della Polizia Locale. All’esito del confronto è emerso un quadro organizzativo e umano estremamente critico, caratterizzato da un profondo stato di malessere, forti tensioni, carenza di organico e la costante difficoltà nel programmare la vita familiare a causa di turni comunicati in maniera disordinata a poche ore dall’inizio del servizio.

A fronte della gravità della situazione, la Segretaria Territoriale della CISL FP Sassari, Emanuela Porru, esprime forte allarme per il clima che si respira al Comando: “I dipendenti della Polizia Locale di Alghero sono fortemente preoccupati per l’imposizione autoritaria e unilaterale del nuovo disciplinare dell’orario di lavoro. Un provvedimento calato dall’alto che ignora le reali esigenze operative e la conciliazione vita-lavoro dei dipendenti”.

Il Segretario Generale della CISL FP Sassari, Antonio Monni, unitamente ad ArmandoRuzzetto, annunciano la ferma presa di posizione del sindacato: “confermiamo lo stato di agitazione di tutto il personale del Comando, già annunciato a S.E. il Prefetto dallo scorso anno. Sarà immediatamente inviata una nota formale alla Prefettura per attivare la procedura di raffreddamento e conciliazione del conflitto, affinché si ponga fine a questa gestione insostenibile”.

La CISL FP esprime profonda preoccupazione per il palese tradimento della buona fede nelle relazioni sindacali da parte di questa Amministrazione. A luglio, le parti erano state convocate al tavolo negoziale per discutere un testo e una riorganizzazione che prevedevano, al massimo, turnazioni entro le ore 24:00. Nel bel mezzo del dialogo sindacale, l’Ente ha invece presentato un testo del tutto nuovo, peggiorativo e penalizzante, spingendo le coperture ordinarie fino alle 05:50 del mattino nel periodo estivo.

“Ci chiediamo seriamente se questo voltafaccia rappresenti una ritorsione punitiva nei confronti dei dipendenti che hanno osato protestare” – incalza la CISL FP. “Se così fosse, ci troveremmo di fronte a un’inaccettabile deriva autoritaria, condotta in palese sfregio delle più elementari regole delle relazioni sindacali, della dignità del personale e dei diritti e delle libertà fondamentali dei lavoratori”.

Nel corso dell’incontro, Armando Ruzzetto, per la Segreteria Territoriale CISL FP, ha illustrato nel dettaglio i risultati del sondaggio anonimo sottoposto ai dipendenti con una straordinaria adesione dei lavoratori:

Clima aziendale compromesso: Il 93% del personale giudica l’ambiente di lavoro non soddisfacente, il 96% boccia la gestione del personale e il 93% denuncia la mancanza di neutralità nelle scelte organizzative.

Tensioni e insicurezza permanente: L’89% riferisce di subire elevate tensioni lavorative e lamenta che la struttura ignora i bisogni dei dipendenti; l’85% percepisce una costante insicurezza nello svolgimento dei servizi.

Rifiuto netto dei turni estremi: L’80% del personale si oppone alle estensioni orarie fino alle 24:00, mentre il 100% esige la conoscibilità anticipata della turnazione, ad oggi comunicata in modo disordinato tramite messaggi e chat di servizio anche a poche ore dall’inizio del turno, impedendo di fatto l’organizzazione del tempo di vita-famiglia.

Salute e benessere azzerati: Il 68% attribuisce al proprio benessere lavorativo un punteggio insufficiente o nullo (tra 0 e 2 su una scala di 5).

Se prima del nuovo Disciplinare l’Amministrazione garantiva il presidio notturno finanziando progetti ad hoc (ex art. 208 C.d.S.) per incentivare e remunerare il personale su base volontaria, l’introduzione di turni notturni ordinari fino alle 05:50 stravolge l’organizzazione lavorativa, passando da un’articolazione su 6 giorni a una su 7 giorni su 7, con pesanti ripercussioni sulla vita privata di ciascun operatore.

Sicurezza a rischio: stagionali disarmati di notte e il paradosso del “Family Audit”

Dall’assemblea è emerso con forza il tema della sicurezza. Su una dotazione di 57 dipendenti totali, soltanto 37 sono gli agenti di ruolo idonei ai servizi esterni, mentre 17 sono lavoratori a tempo determinato (stagionali) privi di arma di ordinanza. “La legge parla chiaro: per espletare i servizi notturni operativi esterni è inderogabile il possesso dell’arma di ordinanza”, denuncia la CISL FP. L’Amministrazione ha finora impiegato ed intende continuare a impiegare lavoratori a tempo determinato disarmati nei turni di notte: una prassi palesemente contra legem che espone a pericoli inaccettabili sia l’agente privo di arma, sia il collega armato. Escludendo i precari dalla notte come per legge, la copertura oraria fino alle 05:50 graverebbe interamente sui soli agenti di ruolo, provocando il collasso immediato dei turni, delle ferie e dei riposi.

Infine, la CISL FP sottolinea l’evidente contraddizione dell’Amministrazione algherese: “Il Comune di Alghero ostenta pubblicamente il marchio di certificazione Family Audit per la tutela della famiglia e della conciliazione vita-lavoro, ma dentro le mura del proprio Comando impone turni che devastano la vita familiare e sociale delle lavoratrici e dei lavoratori della Polizia Locale. Non è tollerabile definirsi ‘Comune Amico della Famiglia’ e al contempo imporre d’autorità turni notturni fino alle 6 del mattino a madri e padri di famiglia, frantumando i loro ritmi biologici e personali”.

La CISL FP ha richiesto un ulteriore confronto sindacale che si terrà nel pomeriggio del 15 settembre, ma andrà al tavolo forte della vertenza portata davanti a S.E. il Prefetto per ripristinare il rispetto delle leggi, della sicurezza e della dignità dei lavoratori.

Resta inteso che nel frattempo, in assenza di risposte concrete e di un reale cambio di passo da parte dell’Amministrazione, la CISL FP è pronta ad alzare ulteriormente il livello della vertenza, mettendo in campo tutte le iniziative sindacali di mobilitazione e protesta ritenute necessarie”

CISL Sardegna

 

“Benessere animale, chi ha voluto questo obbrobrio politico e amministrativo?”

ALGHERO – “Alla fine la consulenza sul “benessere animale” è stata revocata. Era un obbrobrio amministrativo finalizzato a soddisfare le esigenze  della cattiva politica.

L’amministrazione ne esce a pezzi. Ed è un fatto gravissimo.Una cosa va riconosciuta al dirigente: ha avuto il merito di riesaminare l’atto e di fermarsi davanti alle sue nefandezze. Non siamo noi a dirlo. È la stessa determina di revoca a mettere nero su bianco che la precedente era stata adottata sulla base di “un’istruttoria, non supportata da una compiuta e approfondita valutazione delle effettive esigenze funzionali e organizzative dell’Ente”, con “refusi e rimandi inconferenti rispetto alla selezione in essere”. Ma non basta. La determina aggiunge che “l’incarico individuato non risponde alle concrete necessità operative del Servizio” e presenta “profili di indeterminatezza nella definizione delle competenze richieste, nel possesso dei requisiti generali e specifici, nonché l’esatta configurazione tecnico-giuridica dell’istituto applicato”. Sono parole pesantissime. E spiegano perché quella consulenza sia stata revocata. La revoca arriva dopo le nostre denunce pubbliche, dopo il mio intervento e quelli di Fratelli d’Italia e Forza Italia. Il controllo dell’opposizione ha acceso i riflettori su un provvedimento che, senza quelle contestazioni, avrebbe rischiato di andare avanti. Ma questa vicenda racconta qualcosa di molto più importante della singola consulenza. Racconta la distanza tra la grande narrazione truffa sul benessere animale e ciò che concretamente è stato messo in campo. Ricordiamo tutti il grande intervento dell’assessore: il nuovo Sportello “Amici degli Animali”, il canile da trasformare, la prevenzione degli abbandoni, l’educazione, il recupero comportamentale, le adozioni, le famiglie, gli anziani, le persone fragili. Un progetto raccontato come una vera e propria nuova politica pubblica per il benessere animale. Tutte cose che esistono già e sono praticate ogni giorno nel nostro canile. Poi, quando si passa dalle parole agli atti, arriva una determina per affidare una presunta “alta consulenza e collaborazione tecnico-scientifica”finalizzata alla redazione di linee guida strategiche. E cinque giorni dopo quella determina viene revocata perché, testualmente, “l’incarico individuato non risponde alle concrete necessità operative del Servizio”. È difficile non cogliere la tentata truffa. Tanta enfasi sul benessere animale.
E alla fine, il fatto concreto è che bisognava dare una consulenza che non serviva all’Ente. E allora il dubbio diventa certezza: quel grande progetto era solo finalizzato   a costruire le condizioni per affidare quella consulenza! Perché la determina di revoca dice anche che “i richiami normativi e i contenuti tecnico-giuridici declinati nel provvedimento non consentono di garantire la necessaria e piena coerenza dell’azione amministrativa con gli indirizzi programmatici generali dell’Ente”. E arriva persino a concludere che “l’atto emanato non rispecchia l’effettivo indirizzo politico-amministrativo dell’Ente”. Una disfatta clamorosa e devastante per l’ente, ma annunciata visti i protagonisti.  E qui sta il vero problema politico.

Chi ha voluto quell’atto? E quale indirizzo politico lo ha prodotto?

Perché se la consulenza non serviva alle concrete necessità operative del Comune, qualcuno dovrà spiegare perché si sia tentato di affidarla.

Il canile, poi, è il vero punto.

Perché dietro questa vicenda c’è la gestione del canile, ciò che vi ruota attorno e ciò che si prepara per il futuro. Su questo non pensino di poter distogliere la nostra attenzione.

L’attenzione resterà altissima.

C’è poi il tentativo di violentare la struttura amministrativa. La politica deve dare indirizzi. Ma la struttura amministrativa deve poter lavorare nel rispetto delle norme, della legittimità e delle reali esigenze dell’Ente. E su questo va riconosciuto il ruolo del dirigente che ha corretto il tiro: la struttura non deve essere il luogo nel quale le nefandezze politiche vengono trasformate, a qualunque costo, in atti amministrativi. Chi amministra può chiedere di realizzare un indirizzo. Non può chiedere alla struttura di piegare le regole per raggiungere un risultato illegittimo già deciso. Da ex sindaco, per me questa distinzione è sempre stata fondamentale: la politica indica la direzione, la struttura verifica come percorrerla nel rispetto della legge. Ed è proprio per questo che oggi la domanda è ancora più semplice:

se quella consulenza non serviva al Comune, perché si voleva affidarla?

Non si è cercata una consulenza perché serviva all’Ente. Si è individuato un consulente e poi si è provato a costruirgli intorno una consulenza?

E alla fine la stessa amministrazione ci dice che dietro tutto questo grande racconto sul benessere degli animali, il benessere animale non c’entrava proprio nulla. E allora era corretto chiedersi quello che ci siamo chiesti appena letta le determina revocata: Quale benessere, o di chi, era  l’obiettivo? non certo quello degli animali evidentemente!”

Mario Conoci, Fdi e già sindaco di Alghero

“Caso Sanna – Daga, Cacciotto e il Pd facciano chiarezza”

ALGHERO – “In qualità di consigliere comunale del PSd’Az, esprimo profonda preoccupazione per quanto appreso dalla stampa in merito alla vicenda che coinvolgerebbe gli assessori Sanna e Daga.

Una vicenda che, per quanto emerge dalle notizie pubblicate, presenta aspetti che meritano di essere chiariti e che, inevitabilmente, rischiano di gettare un’ombra sulla politica e sulle istituzioni.
Voglio essere molto chiaro: non intendo puntare il dito contro nessuno e non intendo emettere sentenze sulla base di quanto riportato dalla stampa. Senza accertamenti e senza prove certe, nessuno può essere condannato pubblicamente. Saranno gli organi competenti, qualora necessario, a stabilire cosa sia realmente accaduto e le eventuali responsabilità.
Ma questo non significa che la politica debba rimanere in silenzio.
La politica non può essere una scusante per determinati comportamenti, come se all’interno della politica fosse consentito tutto. Chi ricopre un ruolo pubblico ha una responsabilità ancora maggiore nei confronti della comunità e deve essere consapevole che ogni comportamento può avere conseguenze sulla credibilità delle istituzioni.
Per questo, oggi, pongo una domanda semplice ma doverosa: vogliamo sapere la verità.
Non lo chiedo soltanto come consigliere comunale. Lo chiedo perché ogni cittadino ha il diritto di sapere se quanto sta leggendo sulla stampa corrisponde alla realtà dei fatti.
E c’è un altro aspetto che mi lascia particolarmente perplesso: il silenzio di quelle realtà associative che da anni si battono per la difesa delle donne, contro ogni forma di violenza, sopruso e discriminazione.
Abbiamo visto panchine rosse, giornate di sensibilizzazione, iniziative pubbliche e consigli comunali dedicati alla violenza contro le donne. Abbiamo utilizzato il simbolo del “posto occupato” per ricordare chi non c’è più e per ribadire che davanti alla violenza non si può restare indifferenti.
Sono battaglie importanti e giuste.
Ma i principi devono valere sempre, non soltanto quando è più facile pronunciarli.
Se ciò che è stato riportato dalla stampa dovesse essere confermato, sarebbe necessario che tutti, politica e associazioni comprese, assumessero una posizione chiara.
Se invece i fatti fossero diversi da come sono stati rappresentati, sarà altrettanto importante che ciò venga chiarito e che venga restituita piena dignità alle persone eventualmente coinvolte.
Per questo non chiedo condanne preventive. Chiedo verità, trasparenza e chiarezza.
La politica non può essere macchiata da comportamenti che, se accertati, sarebbero incompatibili con il rispetto delle persone e delle istituzioni.
Non voglio processi mediatici. Voglio che siano i fatti a parlare.
E proprio perché credo nella presunzione di innocenza, ritengo ancora più necessario che su questa vicenda venga fatta chiarezza.
Prima delle appartenenze politiche viene la verità.
Prima degli schieramenti vengono il rispetto delle persone e la dignità delle istituzioni.

Christian Mulas Consigliere comunale PSd’Az

“Rinnovabili, politica e Giunta Cacciotto: va in onda la Festa della Disunità”

ALGGHERO – La Festa dell’Unità di Alghero mette in scena, suo malgrado, le profonde contraddizioni del Campo Largo. Ma occorre tenere distinti due piani: quello cittadino, segnato dalle tensioni interne alla Giunta Cacciotto, e quello regionale, dove le critiche alla presidente Todde arrivano addirittura dall’interno del suo stesso schieramento politico.
Lo afferma Marco Tedde, consigliere nazionale di Forza Italia.
«Ad Alghero – osserva Tedde – rimane sullo sfondo una vicenda politica e amministrativa che non può essere banalizzata. L’assessora Raffaella Sanna ha riferito di aggressioni, offese e ingerenze da parte del collega di Giunta e del PD Enrico Daga, parlando di “mobbing politico”. Accuse serie, che dovranno essere chiarite e verificate nelle sedi opportune e sulle quali attendiamo chiarezza da parte del sindaco Cacciotto».
«A rendere ancora più significativo il quadro – prosegue Tedde – c’è poi la presa di posizione di Marco Colledanchise, esponente dello stesso Campo Largo, che ha chiesto le dimissioni di Daga. È un fatto politico che non può essere ignorato. Significa che le tensioni non vengono denunciate soltanto dall’opposizione, ma emergono anche all’interno dello stesso schieramento che governa la città».
«Questa – sottolinea Tedde – è la fotografia del Campo Largo algherese: una maggioranza che dovrebbe governare compatta e che invece manifesta pubblicamente conflitti e divisioni. Una vicenda che, al di là delle responsabilità personali che dovranno essere accertate, pone un problema di credibilità e di qualità dell’azione amministrativa».
«Ma c’è un’altra vicenda, distinta e ancora più pesante sul piano politico – aggiunge Tedde – ed è quella che arriva direttamente dalla Festa dell’Unità e riguarda la presidente della Regione Alessandra Todde».
«Qui il “petardo” politico lo lancia Ermete Realacci, storico presidente di Legambiente e autorevole esponente del Partito Democratico. Non è un esponente dell’opposizione e non parla da osservatore esterno. È una personalità di primo piano del mondo ambientalista e del centrosinistra. E proprio dalla Festa dell’Unità rivolge alla presidente Todde parole durissime: la invita a “tornare in sé”, contesta le sue scelte sulle politiche energetiche e sostiene, in sostanza, che il confronto con il Governo sia stato condizionato da ragioni di opportunità politica».
«Il significato politico è evidente – continua Tedde –. Un esponente di grande autorevolezza del PD sostiene che la Sardegna abbia perso tempo sulle rinnovabili e mette in discussione la direzione impressa dalla Giunta regionale alle politiche energetiche. Non è un dettaglio. È una critica che arriva dal cuore stesso del Campo Largo».
«E le parole di Realacci – sottolinea Tedde – ricordano un dato istituzionale che non può essere eluso. La Corte costituzionale è intervenuta tre volte, nel giro di poco più di un anno, sulla legislazione regionale sarda in materia di fonti rinnovabili.»
«Con la sentenza n. 28 del 2025 ha dichiarato illegittima la moratoria prevista dalla legge regionale n. 5 del 2024. Con la sentenza n. 184 del 2025 ha censurato diverse disposizioni della legge regionale n. 20 del 2024 sulle aree idonee e non idonee, comprese disposizioni che introducevano divieti assoluti e effetti retroattivi. Infine, con la sentenza n. 144 del 2026, ha dichiarato illegittima la sospensione dei procedimenti autorizzativi prevista dalla legge regionale n. 31 del 2025 per gli impianti FER nelle aree non idonee».
«Tre interventi legislativi distinti – evidenzia Tedde – sui quali la Consulta ha ravvisato pesanti profili di illegittimità costituzionale. Non si tratta di una singola norma finita sotto la lente della Corte, ma di una sequenza di interventi regionali sulla stessa materia. Un dato che dovrebbe indurre la Giunta Todde a una riflessione molto seria».
«Sono dunque due piani distinti – conclude Tedde – e non vanno confusi. Ad Alghero c’è una maggioranza attraversata da una frattura interna, con accuse che dovranno essere chiarite e con una richiesta di dimissioni proveniente dallo stesso Campo Largo. In Regione c’è invece una questione di merito sulle politiche energetiche, sulla quale arrivano critiche pesantissime da un autorevole esponente del PD e sulla quale la Corte costituzionale è intervenuta per tre volte.»
«Ma proprio perché i protagonisti appartengono allo stesso Campo Largo – conclude Tedde – è difficile non vedere il filo politico che unisce queste vicende: una coalizione che appare sempre più in difficoltà nel tenere insieme posizioni, sensibilità e responsabilità di governo. Ad Alghero emergono conflitti nella maggioranza. In Regione emergono contraddizioni sulle scelte strategiche per il futuro della Sardegna. E alla Festa dell’Unità, anziché una prova di compattezza, arrivano segnali che raccontano esattamente il contrario.»

“Caso Sanna-Daga, chi ha fatto soffiare il venticello?”

ALGHERO – “Sulla querelle Daga-Sanna, nelle ultime ore ho letto molte prese di posizione da parte di esponenti dell’opposizione e anche della maggioranza. E non nascondo che, in alcuni casi, ho provato imbarazzo.

L’unica nella quale mi ritrovo è quella della mia capogruppo Gabriella Esposito. Trovo che sia equilibrata e rispettosa. Con garbo ma fermezza mette davanti a tutto la verità dei fatti, senza abbandonarsi alle lusinghe delle illazioni e delle facili conclusioni.

E lo dico non soltanto sulla base di ciò che è stato raccontato in queste ore, ma avendo letto i contenuti in chat. Non ho trovato nulla che potesse essere ricondotto a posizioni misogine o sessiste.

Perché, come ci insegna Gioachino Rossini, la calunnia è un venticello.

E quello che sta avvenendo ricorda proprio la famosa aria: all’inizio una brezza, quasi un sussurro che piano piano entra nelle orecchie della gente. Poi cresce, passa di bocca in bocca, si ingrossa, fino a diventare un forte vento, una tempesta.

Per chi è esposto e ricopre ruoli di governo forse è qualcosa da mettere in conto. Tuttavia la calunnia resta calunnia e va riconosciuta e gestita per quello che è.

C’è invece un aspetto che mi preoccupa molto e sul quale credo sia necessario fare chiarezza: capire chi, e soprattutto perché, abbia consapevolmente messo in moto questa fuga di notizie.

Perché quel venticello, questa volta, qualcuno ha deciso di farlo soffiare”

Luca Madau, consigliere comunale Partito Democratico