Allarme incendi dolosi ad Alghero, il leghista Giagoni porta il caso a Roma

ALGHERO – “Non possiamo accettare che interi quartieri vivano nella paura e nell’insicurezza”, così Dario Giagoni, deputato della Lega e promotore dell’iniziativa che ha portato alla presentazione di un’ interrogazione al Ministro dell’Interno, con cui si chiede al Governo di intervenire subito per rafforzare il controllo del territorio e la presenza delle forze dell’ordine.  “Alghero e Porto Torres sono città fondamentali per il nord-ovest della Sardegna, con una forte vocazione turistica e produttiva. Permettere che episodi di violenza e intimidazione si ripetano significa danneggiare la qualità della vita dei cittadini, l’economia locale e l’immagine del territorio”.

“La sicurezza dei cittadini è una priorità fondamentale dell’azione di governo. Gli episodi che hanno colpito Alghero e Porto Torres richiedono attenzione, responsabilità e interventi concreti, nel rispetto dei ruoli istituzionali e con una collaborazione tra Stato ed enti locali. Con l’interrogazione presentata – conclude il leghista – si vuole sollecitare un intervento rapido e coordinato per rafforzare la prevenzione e il controllo del territorio, dando risposte concrete a comunità che chiedono maggiore protezione e tranquillità. È dovere delle istituzioni garantire che nessuna parte del Paese venga lasciata sola di fronte a fenomeni che mettono a rischio la sicurezza e la fiducia dei cittadini”.

 

Nella foto l’onorevole Dario Giagoni

“Sanità, la mafia è dentro il sistema”

SASSARI – “Da quasi due anni denuncio pubblicamente, senza paura e senza tornaconti personali, che la sanità sassarese è un disastro annunciato, una vera e propria bomba ad orologeria pronta a esplodere sulle spalle dei cittadini. Non esiste reparto che non presenti criticità strutturali, organizzative e umane. Non esiste ambito che non sia attraversato da inefficienze, carenze croniche, disservizi, sofferenze evitabili. La sanità, che dovrebbe essere un diritto universale, è diventata un enorme business, capace di assorbire circa l’80% del bilancio della Regione Sardegna, senza che a questo corrispondano servizi adeguati, cure dignitose e trasparenza”.

Parole pesante come macigni quelle di Manuel Pirino, coordinatore della forza di sinistra, a sostegno della Todde e di Mascia e partito dell’assessore regionale Piu, +Europa Sardegna e +Europa Sassari Città Metropolitana sulla situazione della sanità sassarese e sul silenzio delle istituzioni. “È impossibile continuare a fingere di non vedere. La mafia è dentro il sistema – denuncia Manuel Pirino – lo hanno compreso anche i muri degli ospedali, mentre chi avrebbe il dovere di vigilare sceglie troppo spesso il silenzio o la complicità”.

“Esistono gravi responsabilità, che non sono astratte né collettive. Hanno nomi e cognomi, così come hanno nomi e cognomi le promesse fatte negli anni a migliaia di disoccupati, usati come merce elettorale e inghiottiti dalla grande piovra della sanità, senza riforme vere né soluzioni strutturali. Denunciare tutto questo non è populismo. È un dovere civile! È un atto di rispetto verso i pazienti, i lavoratori onesti del sistema sanitario e verso una terra che viene sistematicamente tradita. Viviamo tempi difficili e bui per la Sardegna. Una terra che potrebbe essere un paradiso, ma che continua a essere devastata da mala gestione, corruzione, clientele e assenza di responsabilità. Io continuerò a denunciare! Chi governa ha invece il dovere di rispondere. Il silenzio, ormai, è una colpa” chiude Pirino.

“La Sanità in Sardegna è fuori controllo: subito un comitato bipartisan”

ALGHERO – “La sanità in Sardegna è ormai fuori controllo. Liste d’attesa infinite, reparti chiusi, pronto soccorso al collasso, medici e infermieri allo stremo, cittadini abbandonati a se stessi. In questo momento è sotto gli occhi di tutti che la situazione è completamente sfuggita di mano alla Presidente della Regione Alessandra Todde, all’Assessore alla Sanità e all’intera maggioranza che governa la Sardegna.

Non bastano più annunci, promesse o rimpalli di responsabilità. La sanità è un diritto fondamentale, non un terreno di scontro ideologico o di appartenenza politica. Serve con urgenza un “Comitato di Salvezza Regionale” per la sanità sarda, chiamando a raccolta tutte le persone competenti e le figure professionali sarde: medici, dirigenti sanitari, economisti, giuristi, operatori del settore, amministratori con esperienza. Senza bandiere. Senza tessere di partito. Con un unico obiettivo: riportare la sanità sarda a una gestione efficiente, equa e realmente al servizio del popolo sardo. Quando una nave imbarca acqua, non si chiede da che parte politica venga chi sa ripararla: si agisce. Lo sostengo con convinzione e senso di responsabilità. Perché la salute dei sardi viene prima di tutto.

Tore Piana (PSD’AZ)

A Capo Caccia il falco delle Baleari

ALGHERO – Sono davvero straordinarie le immagini e le informazioni che stanno giungendo dalla telecamere installate dal Parco naturale regionale di Porto Conte per monitorare le tre specie di rapaci ormai più rappresentative dell’area protetta ossia il falco pescatore, l’avvoltoio grifone e l’avvoltoio capovaccaio. Una rete di telecamere di videosorveglianza messa a punto per monitorare in particolare l’eccezionale ritorno alla nidificazione del falco pescatore, ormai alla sua sesta stagione riproduttiva, e che oggi vede censiti ben tre nidi di cui uno nella zona di riserva integrale dell’area marina protetta Capo Caccia – Isola Piana.

Oggi vi raccontiamo la  storia di una femmina di falco pescatore osservata nei giorni scorsi su un dei tre nidi. Nata nella primavera del 2017 nella piccola Isola di Cabrera, nelle Baleari, è stata inanellata sul nido il 9 giugno con un anello giallo che la identificava con la sigla L7 e si è involata regolarmente pochi giorni dopo. Grazie all’anello, da allora è stata osservata in più di un’occasione da ricercatori ed appassionati. La prima volta il 26 febbraio 2018, quando non aveva ancora un anno, in Andalusia in una importante riserva naturale la  Marismas del Oide, un’area umida di 7000 ettari. Il 22- aprile 2021, quando era già adulta e riproduttiva, è stata osservata nell’Isola di Montecristo nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano grazie ad una telecamera istallata su un nido artificiale. Lo stesso anno, ma il 21 Settembre, invece era nello stagno di Calich nel nostro Parco regionale di Porto Conte dove è stata osservata ancora il 21 febbraio 2022 e il 23 ottobre 2023. Dopo di che non era stata più avvistata fino all’11 Dicembre di questo anno, quando è stata osservata grazie ancora una volta ad una telecamera istallata solo 10 giorni prima sull’Isola Piana, sempre nel Parco regionale di Porto Conte sullo stesso nido dove una coppia si è riprodotta nella primavera scorsa, con la nascita di ben tre pulli.

La femmina avvistata qualche giorno fa, era in compagnia di un maschio e, visto l’atteggiamento tranquillo con il quale si muoveva nel nido, ci sono buone probabilità che si tratti proprio della stessa coppia che li si è riprodotta. L’importanza di tali osservazioni “da remoto” h24 e a zero impatto sulle specie sta consentendo di ottenere sempre più informazioni sugli spostamenti di tali rapaci, sul loro comportamento e grazie alle telecamere è possibile poi avere l’esatta ora di nascita dei pulli che vengono inanellati prima dell’involo e dotati di gps. Questi ultimi dispositivi daranno ulteriori dati sulle rote migratorie e consentiranno di valutare anche possibili rischi in relazione ai luoghi di spostamento.

“Porcu come a Zelig: Fondazione svilita e gestione improvvisata”

ALGHERO – “Inizia male l’anno nuovo per la Fondazione Alghero, il cui Presidente in conferenza stampa affronta il suo ruolo alla stregua di un personaggio di Zelig. Il centrodestra algherese esprime forte e crescente preoccupazione per la gestione attuale della Fondazione e, in particolare, per le risposte rese alla stampa dal presidente Porcu in merito all’ipotesi di realizzazione di una tensostruttura da 1500-2000 posti che possa accogliere eventi nella bassa stagione, attraendo significativi flussi turistici. Il cui costo per un utilizzo biennale sarebbe pari a circa 150.000 €, che corrisponde al costo del torneo di beach soccer “organizzato” da Fondazione. Le risposte fornite alla domanda del giornalista per motivare il dissenso sull’ipotesi di utilizzo di una tensostruttura, appaiono sconcertanti e prive di una visione strategica: si passa da argomentazioni quasi surreali – come il fatto che ad “Alghero piove” e l’acqua scendendo dalla copertura bagnerebbe l’area su cui è installata,– a stime del tutto irrealistiche sui costi di riscaldamento, fino ad arrivare ad affermare che la tensostruttura sarebbe di fatto irrealizzabile perché “occorre programmare”. E questa è una confessione. Proprio la programmazione è ciò che oggi manca alla Fondazione ed è il presupposto indispensabile per costruire eventi di qualità e promuoverli con largo anticipo.
È del tutto evidente che una tensostruttura ha senso solo se inserita in una visione seria e strutturata: eventi ideati, progettati, programmati e promossi per tempo, anche a livello europeo. Capaci di attrarre flussi turistici e generare ricadute economiche per il territorio. Da ideare e realizzare con la collaborazione delle associazioni di categoria della ricettività, con i Comitati di quartiere e di borgata, con le rappresentanze delle imprese, con i Centri commerciali naturali e con il vasto mondo delle associazioni. Così come proposto nel programma elettorale del centrodestra cittadino. Con la previsione di un grande evento eno-gastronomico annuale con radici nella nostra cultura e nelle nostre eccellenze dell’agro alimentare. Ovviamente fino a che Alghero non riuscirà a dotarsi di un palazzetto dello sport. Ma il paradosso si consuma quando, dopo aver demolito l’ipotesi della tensostruttura il presidente, fra i sorrisi imbarazzati del sindaco, dell’assessore e dei presenti, arriva a sostenere che “comunque si può fare”. Dando l’immagine di una gestione contraddittoria, improvvisata e priva di una linea chiara.
Il centrodestra ritiene che la Fondazione abbia bisogno di tutt’altro: serietà nella programmazione, competenza nella gestione, esperienza nella promozione di grandi eventi. Non si possono affrontare sfide decisive per l’economia e il turismo di Alghero con superficialità o con argomentazioni che ricordano più la satira che una governance responsabile.
Questa gestione non è ciò di cui hanno bisogno Alghero e gli algheresi, né tantomeno l’intero territorio della città metropolitana, all’interno della quale la Fondazione potrebbe e dovrebbe svolgere un ruolo strategico. Serve un cambio di passo immediato, una dirigenza solida e credibile, capace di restituire alla Fondazione una funzione all’altezza delle potenzialità della città. Ci appelliamo al Sindaco Cacciotto affinché prenda in mano questa gestione improvvisata e priva di prospettiva”

Marco Tedde (Forza Italia), Michele Pais (Lega), Raffaele Salvatore (Unione di Centro), Alessandro Cocco (Fratelli d’Italia) e Massimiliano Fadda (Prima Alghero).

“Abbattere ecomostro e discarica del Palacongressi”

ALGHERO – “Nelle ultime settimane il Palazzo dei Congressi di Alghero è tornato al centro delle cronache perché trasformato in una discarica di plastica. Un’immagine che riassume da sola il fallimento di un’opera abbandonata da anni e mai entrata in funzione.

Da oltre quattro decenni il Palazzo dei Congressi rappresenta uno dei simboli più evidenti della cattiva gestione pubblica. Dalla sua ideazione al bluff dell’inaugurazione del 2007, mai seguita da un reale utilizzo, Alghero ha assistito a promesse e annunci di ogni colore politico, senza che nessuno riuscisse a trasformarli in un progetto concreto. La struttura è rimasta ferma, inutilizzata, utile solo a fini propagandistici.

Nel tempo sono state costruite narrazioni di ogni tipo: ambasciata del turismo, centro multifunzionale, motore del rilancio congressuale, fulcro del futuro di Maria Pia. Visioni ripetute a ogni cambio di amministrazione e mai accompagnate da un modello di gestione credibile. La verità è che l’edificio è fuori norma, obsoleto, costoso e incapace di reggersi economicamente. E nel frattempo sono stati spesi quasi 40 milioni di euro sottratti ad altre priorità.

Il Palazzo dei Congressi è ciò che i cittadini hanno sempre percepito, un ecomostro. Sessantamila metri cubi di cemento in un’area di pregio ambientale, un corpo estraneo mai piaciuto e mal digerito dagli algheresi oggi in totale degrado. È tempo di prendere atto della realtà e aprire una fase nuova.

Noi proponiamo l’abbattimento, non come provocazione ma come scelta di responsabilità. L’area è una delle più pregiate della città e merita un progetto capace di generare economia, lavoro e servizi, non un contenitore vuoto e costoso. Esiste anche uno strumento concreto per farlo senza costi per i cittadini. L’amministrazione può bandire una gara internazionale che affidi a un soggetto privato la realizzazione di un progetto nuovo, sostenibile e compatibile con il contesto. Il proponente, in cambio del diritto di costruire un’infrastruttura utile alla città e rispettosa dell’ambiente e del parere dei cittadini, si assumerebbe anche l’onere della demolizione dell’attuale edificio.

Insistere nel mantenere in piedi quel monolite di cemento significa condannare Alghero. Scegliere invece la demolizione e un progetto moderno e produttivo consentirebbe di restituire futuro a un’area strategica e trasformare un fallimento storico in un’opportunità di sviluppo. Il dibattito di questi giorni, scatenato da un mucchio di plastica abbandonata, è solo l’ennesimo segnale che non si può più aspettare”

Riformatori Sardi

Stop fuochi nei locali, Langella scrive a Cacciotto

ALGHERO – “Proposta di ordinanza per la sicurezza nei locali pubblici – prevenzione uso dispositivi pirotecnici Egregio Signor Sindaco, alla luce dei tragici eventi recentemente accaduti in Svizzera, che hanno causato la perdita di numerose giovani vite in seguito a un incendio sviluppatosi in un locale affollato, sento il dovere civile e politico di sottoporre alla Sua attenzione una proposta concreta di prevenzione e tutela della pubblica incolumità.
Allego alla presente un articolo di riflessione e proposta, volto a sensibilizzare l’opinione pubblica e l’Amministrazione comunale sull’urgenza di introdurre, anche nel Comune di Alghero, regole chiare e stringenti in merito al divieto di utilizzo di fuochi d’artificio, fontanelle pirotecniche, fuochi cosiddetti “freddi”, bengala e qualsiasi altro dispositivo che produca fiamme o scintille all’interno e nelle pertinenze dei locali pubblici e aperti al pubblico.
Si tratta di una misura di prevenzione responsabile, già adottata in altri Comuni italiani, che avrebbe il duplice effetto di:
tutelare in modo concreto la sicurezza dei cittadini, in particolare dei giovani;
proteggere l’Amministrazione comunale da possibili responsabilità civili e risarcitorie in caso di incidenti.
La proposta non intende limitare le attività economiche o il diritto al divertimento, ma al contrario garantire che questi si svolgano in condizioni di massima sicurezza, evitando rischi evitabili e tragedie annunciate.
Confidando nella Sua sensibilità istituzionale e nella volontà dell’Amministrazione di anticipare i problemi anziché rincorrerli dopo eventi irreparabili, resto a disposizione per ogni eventuale confronto o approfondimento”.
Gianfranco Lancella
Segretario Nazionale di Destra Democratica Italiana.

Calcio, Promozione: l’Alghero di Mauro Giorico travolge anche il Bosa

ALGHERO – Un altro pomeriggio da incorniciare al “Pino Cuccuredu” per l’Alghero, che nella 18ª giornata di campionato conquista l’ennesimo successo superando il Bosa e centrando la diciottesima
vittoria consecutiva. Un ruolino di marcia straordinario che conferma e migliora il record dei
giallorossi, sempre più soli al comando.
L’avvio è equilibrato, con le due squadre attente e ordinate. Al 30’ Roccuzzo va vicino al gol
con una palla insidiosa su cui il portiere ospite riesce a intervenire. Tre minuti dopo è il Bosa a
rendersi pericoloso, ma Carta si supera con una grande parata e devia in angolo.
Al 35’ l’Alghero passa: dalla bandierina Mereu mette in mezzo, Virdis colpisce di testa trovando
la traversa e sulla ribattuta Roccuzzo è il più lesto a insaccare per l’1-0. Passano solo tre
minuti e arriva il raddoppio: cross dalla sinistra di Alessio Virdis e stacco vincente di Barboza
sul secondo palo per il 2-0. Il Bosa prova a reagire, ma senza fortuna, mentre al 46’ è ancora
Roccuzzo a colpire il palo sfiorando il tris.
Nella ripresa l’Alghero continua a controllare il gioco. Al 10’ altra parata decisiva di Carta, che
si conferma sicuro tra i pali. I giallorossi sfiorano più volte il terzo gol con Pinna, Daga e
Marras, mentre al 20’ il portiere algherese si esalta ancora su un tiro pericoloso di Pischedda.
Al 27’ l’episodio che indirizza definitivamente il match: il difensore del Bosa, Gohourou, viene
espulso per fallo di mano su una chiara occasione creata da Marras per Scognamillo. Con
l’uomo in più l’Alghero aumenta la pressione e al 33’ trova il 3-0: Marras serve un assist
perfetto per Puttolu, che non sbaglia e chiude i conti. Nel finale Scognamillo va vicino al gol
con un tiro che sfiora il palo.
Finisce con un’altra vittoria di carattere per l’Alghero, che davanti al proprio pubblico
conferma una stagione fin qui perfetta: 18 partite, 18 successi e un record che continua a
crescere.

TABELLINO ALGHERO-BOSA 3-0 ALGHERO: Carta, Milia, Mereu, A. Pinna, Marcangeli, Barboza, P.
Pinna, Roccuzzo, Mula, Daga, Virdis. In panchina: Piga, Scognamillo, Puttolu, Martinelli, Ferro,
Marras A., Nieddu, Fadda. Allenatore: Mauro Giorico. BOSA: Viale, Unali, Boukhalfa, Gohourou,
Migan, Riu, Fadda, Manca, Carta, Pischedda, Fozzi. In panchina: Arseni, Madau, Urgu, Soddu,
Spano, Del Rio, Laurenza, Cossu, Ruggiu. Allenatore: Salvatore Carboni ARBITRO: Nicola Nieddu di
Sassari. RETI: Roccuzzo (ALG), Barboza (ALG), Puttolu (ALG).

Asinara, gravi violazioni ambientali: indagini dei Carabinieri

SASSARI – Nel corso delle ultime settimane, nella splendida cornice dell’Asinara, i Carabinieri della locale Stazione, proseguendo anche durante il periodo invernale il consueto pattugliamento dell’isola, hanno contestato tre gravi violazioni al Regolamento del Parco Nazionale, tutte riconducibili alla tutela ambientale ed ecologica dell’Isola: accesso alla zona “A” del Parco, accensione non autorizzata di roghi e abbandono di rifiuti.
In particolare i Carabinieri, nel corso dei controlli effettuati nelle ultime settimane al fine di tutelare uno dei patrimoni naturalistici più preziosi del Mediterraneo, hanno contestato violazioni multiple del Regolamento del Parco, comportamenti che avrebbero potuto compromettere un ecosistema fragile e per questo rigidamente tutelato.

Il primo controllo è stato eseguito in merito ad alcune attività svolte presso un cantiere operativo in località Tumbarino. Nella circostanza i militari dell’Arma hanno accertato l’accensione abusiva di fuochi, verosimilmente al fine di bruciare alcuni rifiuti, effettuata in totale assenza delle necessarie autorizzazioni dell’Ente Parco. Una pratica pericolosa in un contesto insulare caratterizzato da un ecosistema particolarmente sensibile.
Nella stessa area è stato inoltre documentato l’abbandono sul suolo di rifiuti – tra cui reti, plastiche e bottiglie di vetro – una condotta che altera lo stato dei luoghi, favorisce l’inquinamento e mette a rischio la fauna selvatica che può rimanere vittima di ingestione o intrappolamento.
Per questo tipo di violazioni, le sanzioni possono raggiungere i 1.000 euro, a cui si aggiunge l’obbligo di ripristino ambientale a carico del trasgressore e la facoltà per il Direttore dell’Ente Parco di sospendere o revocare le autorizzazioni ad operare sull’Isola.
La seconda attività condotta dai Carabinieri ha interessato un veicolo del servizio di nettezza urbana. In particolare è stato accertato che un autocompattatore si è introdotto senza alcuna autorizzazione all’interno della zona “A” dell’Area Marina Protetta, il livello di tutela più elevato previsto dal Parco Nazionale dell’Asinara. Tra l’altro il veicolo, a causa delle precipitazioni dell’ultimo periodo, è anche rimasto impantanato proprio in quella zona, aggravando ulteriormente l’impatto ambientale con manovre e tentativi di rimozione che hanno modificato quei luoghi incontaminati e potenzialmente provocato danni a specie protette e habitat.
Anche in questo caso la normativa prevede che in caso di l’accesso non autorizzato in zona “A” venga comminata una sanzione amministrativa superiore ai 1.000 euro, con la possibilità per l’Ente Parco di ordinare il ripristino integrale dell’area a spese del responsabile e la facoltà per il Direttore dell’Ente Parco di sospendere o revocare le autorizzazioni ad operare sull’Isola.
I controlli dei Carabinieri continueranno con costanza anche nel prossimo futuro al fine di tutelare un territorio unico, all’interno del quale ogni alterazione può produrre conseguenze gravi e irreversibili.

Strade di sangue, in Sardegna e’ triste record di morti per incidenti

CAGLIARI – “Troppe croci sulle strade sarde: è ormai un bollettino di guerra quotidiano, che tocca tutti i territori, conducenti e passeggeri di ogni età e che richiede una presa di coscienza collettiva. Mentre in Europa si riducono i decessi e anche nel resto d’Italia si registra un lieve calo, la situazione in Sardegna è allarmante, con numeri in crescita negli ultimi due anni e un inizio d’anno funestato da altre giovani vite. Dobbiamo fare ancora tanto sul fronte della sicurezza delle nostre strade – statali, provinciali, cittadine -, ma è importante lavorare, soprattutto con i più giovani, sulla prevenzione, sull’attenzione alla guida, sul rispetto delle norme del Codice della strada. Auspico che il Consiglio regionale, nella sua funzione legislativa e seguendo l’esempio recente dell’Assemblea regionale del Piemonte, possa dotarsi di una legge organica sulla sicurezza stradale, che coinvolga Università, Anas, province, associazioni e scuole, preveda investimenti sulle strade, controlli e monitoraggio e anche attività di sensibilizzazione e promozione di una guida sicura e responsabile”.