“Rifiuti, il nuovo appalto offre servizi migliori. Tari adeguata per le imprese”

ALGHERO – Il nuovo appalto di igiene urbana che sta gradualmente compiendo passi verso la completa attuazione consentirà di offrire servizi sensibilmente migliori, sia sotto il profilo della pulizia della città sia per quanto riguarda la frequenza delle raccolte dedicate alle attività produttive. Più pulizia, spazzamento, decoro urbano, aumentano i cestini, il controllo e maggiore cura degli spazi pubblici. Sostenibilità ambientale, centri di raccolta più accessibili e funzionali, maggiori controlli e maggiore contrasto agli abbandoni, più strumenti digitali e più informazioni : il nuovo appalto di igiene urbana cambierà l’aspetto della città, senza pesare sui bilanci delle famiglie algheresi. Straordinario potenziamento anche per le utenze non domestiche nel Piano  Economico e Finanziario licenziato dalla VI Commissione Consiliare e approvato oggi dal Consiglio Comunale.

Con il nuovo servizio saranno introdotte attrezzature, mezzi e modalità organizzative che permetteranno di migliorare la gestione quotidiana dei rifiuti. Anche gli orari e le frequenze di raccolta saranno migliorati. Potenziati anche lo spazzamento e la pulizia di strade e marciapiedi, un servizio che sarà finalmente migliorato con un ritorno al passato che rappresenta un aspetto atteso dai cittadini. E inoltre, nuove attrezzature domestiche, contenitori più funzionali, sistemi di tracciamento dei conferimenti e strumenti utili per aiutare i cittadini a separare correttamente i rifiuti.  In questo contesto si è riusciti a mantenere sostanzialmente invariate le tariffe per le utenze domestiche contenute nel Piano Economico Finanziario (PEF) che disciplina la TARI e le relative tariffe, approvato nei giorni scorsi  dalla Commissione consiliare VI, a conferma di un’impostazione che punta a coniugare il miglioramento dei servizi con la tutela delle famiglie e rappresenta un risultato sostanziale voluto dall’Amministrazione del Sindaco Raimondo Cacciotto. Per quanto riguarda le utenze non domestiche, le diverse novità in programma rappresentano un importante salto di qualità del servizio.

A partire dall’aumento della frequenza del ritiro dei rifiuti, con il prelievo dell’organico che avverrà ogni giorno.  Per le attività nel centro storico, il servizio sarà ulteriormente potenziato con due ritiri giornalieri dell’umido, pari a 14 ritiri settimanali. Gli adeguamenti tariffari approvati nel documento per le utenze non domestiche si mantengono su una più che modesta entità rispetto al potenziamento del servizio e si inseriscono in un quadro tariffario che resta inferiore a quello in uso in altri Comuni di pari dimensioni o di dimensioni superiori in Sardegna, in alcuni casi della metà. La delibera è stata approvata con 14 voti favorevoli della maggioranza e 5 contrari della minoranza

«La Regione sospende gli aiuti alle persone più fragili. Una decisione grave e inaccettabile»

ALGHERO – «Ancora una volta la Giunta Todde dimostra di non avere il senso delle priorità. Mentre si sprecano risorse in consulenze, propaganda e annunci, vengono sospese provvidenze fondamentali destinate alle persone con disabilità e con gravi limitazioni dell’autonomia.»
È la dura presa di posizione di Michele Pais, dopo la determinazione con cui la Regione ha disposto la sospensione, per l’annualità 2026, dell’Avviso pubblico *”Sine Limes 2″*, che finanzia i buoni servizio destinati alle persone più fragili. La determinazione prevede infatti la sospensione fino a un massimo di 120 giorni, rinviando l’apertura delle domande e, di fatto, l’accesso ai benefici.
«Le motivazioni addotte sono esclusivamente di carattere burocratico e organizzativo: revisione della disciplina, adeguamento della modulistica, problemi istruttori e necessità di acquisire pareri amministrativi. In altre parole, è la Regione a non essere pronta, ma a pagare il prezzo dell’inefficienza saranno le persone più deboli e le loro famiglie.»
«È inaccettabile che la disorganizzazione della Regione venga scaricata su cittadini che ogni giorno affrontano enormi sacrifici per garantire assistenza ai propri cari. Dietro quei buoni servizio non ci sono numeri o pratiche amministrative: ci sono persone non autosufficienti, famiglie già provate e operatori che svolgono un servizio essenziale.»
Pais sottolinea come il provvedimento sospenda l’efficacia delle finestre temporali previste per il 2026, rinviando sia la presentazione delle domande sia le successive fasi della misura.
«Ma c’è un fatto ancora più grave, che rischia di produrre un danno economico enorme proprio ai destinatari della misura. L’avviso pubblico originario, di validità triennale, stabiliva chiaramente per il 2026 l’eleggibilità delle spese a partire dal 1° giugno 2026 e la presentazione delle domande dal 22 luglio 2026. Con il provvedimento di sospensione, invece, la Regione arriva perfino a stabilire che l’eleggibilità delle spese decorrerà dal futuro avviso di riapertura, del quale oggi non esiste né una data né un testo. Questo significa stravolgere completamente la natura del rimborso, lasciando le famiglie nell’incertezza assoluta e facendo gravare su di loro il rischio che le spese sostenute in questi mesi non siano più riconosciute. È una scelta incomprensibile e profondamente ingiusta.»
«La Regione avrebbe dovuto programmare per tempo le modifiche necessarie, evitando qualsiasi interruzione di uno strumento così importante. Quando si parla di servizi destinati ai più fragili non possono esistere ritardi, improvvisazione o giustificazioni burocratiche.»
«Le responsabilità politiche sono chiarissime e hanno nomi e cognomi. La Presidente Alessandra Todde, che mantiene l’interim della Sanità e dell’Assistenza sociale, non può sottrarsi alle proprie responsabilità. Ma altrettanto evidente è la responsabilità dell’Assessora al Lavoro Desirè Manca, competente per Sardegna Lavoro e per la piattaforma attraverso la quale vengono presentate le domande. Non è accettabile che due assessorati non riescano a coordinarsi, scaricando sulle persone con disabilità e sulle loro famiglie le conseguenze della propria inefficienza»

“Ad Alghero la Tari costa meno di Cagliari, Sassari e Olbia”

ALGHERO – «In questi giorni ho letto dichiarazioni secondo cui le imprese sarebbero state utilizzate come un “bancomat” per finanziare il servizio di igiene urbana. È un’affermazione che può colpire l’opinione pubblica, ma che merita di essere verificata alla luce dei dati.

Partiamo da un elemento che, nel dibattito di queste settimane, è stato quasi completamente ignorato: le tariffe per le utenze domestiche rimangono sostanzialmente invariate. In un contesto in cui l’inflazione si attesta intorno al 2,9% e nel quale è fisiologico registrare un incremento dei costi per un servizio che viene potenziato, ritengo che questo sia un risultato importante.

Per le utenze non domestiche è previsto un incremento medio vicino al 13%. È un dato reale e nessuno lo ha mai negato. Ma credo sia doveroso fornire ai cittadini e agli operatori economici un quadro completo.

Per questo ho confrontato, categoria per categoria, le tariffe di Alghero con quelle applicate a Sassari, Cagliari e Olbia.

  È un confronto costruito sulla base dei documenti ufficiali disponibili: per Alghero ho utilizzato le tariffe TARI 2026 approvate oggi dal Consiglio comunale, mentre per Sassari, Cagliari e Olbia ho preso a riferimento le tariffe 2025, essendo le più recenti pubblicate dai rispettivi Comuni. Non è quindi un confronto perfettamente omogeneo dal punto di vista temporale, ma rappresenta oggi il miglior termine di paragone disponibile e consente comunque di collocare le tariffe di Alghero nel contesto dei principali Comuni sardi.

Il risultato è molto chiaro: nella quasi totalità delle categorie economiche le attività di Alghero continuano a pagare meno rispetto agli altri principali Comuni sardi.

In numerosi casi la differenza supera il 30% e, per alcune categorie, arriva addirittura a superare il 200% Vuol dire che le tariffe applicate negli altri Comuni sono quasi tre volte superiori a quelle previste ad Alghero.

Naturalmente esistono anche alcune eccezioni, che ho evidenziato con la stessa trasparenza. Ma il quadro complessivo racconta una realtà ben diversa da quella descritta in questi giorni da una opposizione strumentale.

Vorrei inoltre ricordare che il nuovo Piano Economico Finanziario accompagna un contratto di servizio profondamente rafforzato.
Non stiamo pagando gli stessi servizi di ieri: il nuovo appalto prevede un potenziamento in diversi ambiti, con particolare attenzione alle utenze non domestiche, all’estensione e al miglioramento delle prestazioni e al decoro urbano, aspetti che cittadini e imprese chiedevano da tempo.

Le critiche fanno parte del confronto politico e sono sempre legittime. Ma credo che su temi così delicati sia doveroso evitare slogan e semplificazioni.

Io continuerò a confrontarmi sui fatti, sui numeri e sui documenti approvati dal Consiglio comunale, perché è questo il modo più serio di fare politica e di rispettare cittadini e imprese.»

Luca Madau, consigliere comunale Partito Democratico

“Rifiuti, stangata dalla Giunta Cacciotto sulle imprese algheresi”

ALGHERO – «La vera notizia delle tariffe TARI 2026 è la stangata sulle utenze non domestiche: per molte attività economiche gli aumenti arrivano al 13%. È un colpo diretto a imprese, commercianti, artigiani, pubblici esercizi e attività produttive». Alessandro Cocco, capogruppo di Fratelli d’Italia Alghero, interviene dopo il dibattito in Consiglio comunale.
«Colpire le imprese significa colpire l’intera economia cittadina. Quegli aumenti si trasformano in maggiori costi per le imprese, minori investimenti, e prezzi più alti per le famiglie. È una scelta politica che penalizza tutti, al di là delle mistificazioni dell’amministrazione Cacciotto».
Per Cocco «sulle utenze domestiche, invece, la Giunta prova il gioco delle tre carte tra quota fissa e quota variabile: prima sposta il peso da una parte, poi dall’altra, tentando di rendere meno evidente l’aumento reale. Ma alla fine ad Alghero si paga di più senza vedere un servizio migliore».
Fratelli d’Italia ricorda che «il Comune dispone di un avanzo di 8 milioni. Frutto di una pessima capacità di programmare e spendere le risorse disponibili».
«La soluzione era quindi evidente: utilizzare quei margini per contributi ai cittadini, come fece il centrodestra nel 2020, compensando gli aumenti e restituendo risorse alle famiglie algheresi».
«Alghero ha bisogno di uno scossone fiscale – conclude il capogruppo cittadino di FdI –. Quando il bilancio lo consente, bisogna sempre abbassare tariffe, imposte e addizionali. Le risorse devono tornare nelle tasche di chi lavora e produce, non restare ferme nei bilanci del Comune».

Ex-Ostello di Fertilia al Comune: idea “Social Housing”

ALGHERO – L’Amministrazione comunale compie un importante passo verso l’acquisizione al patrimonio pubblico dell’ex Ostello della Gioventù di Fertilia, immobile di proprietà di Fintecna S.p.A. La proposta di deliberazione approvata questa sera dal Consiglio comunale con i voti favorevoli della maggioranza, autorizza il Comune a procedere all’acquisizione dell’edificio, considerato di particolare interesse storico, architettonico e identitario per Fertilia e per l’intero territorio algherese. Tra le ipotesi avanzate per la futura valorizzazione dell’immobile vi è quella di sperimentare nuove forme di social housing, attraverso un modello abitativo alternativo e complementare rispetto agli strumenti tradizionali dell’edilizia residenziale pubblica.
“La forte vocazione turistica del nostro territorio porta con sé innumerevoli lati positivi ma anche ripercussioni che ci impongono delle riflessioni” dichiara il Sindaco Raimondo Cacciotto. “Uno degli effetti è senza dubbio la carenza di alloggi destinati agli affitti di lungo periodo e l’aumento dei prezzi di vendita delle case. L’acquisizione dell’ex Ostello di Fertilia potrebbe consentirci di sperimentare una strada nuova, attraverso un progetto di social housing rivolto a quella domanda abitativa che oggi fatica a trovare risposte nel mercato ordinario. Non pensiamo certamente che un singolo intervento possa risolvere un problema così complesso: si tratta di un primo progetto sperimentale, al quale intendiamo affiancare altre iniziative, diversificando gli strumenti a disposizione dell’Amministrazione per affrontare una delle esigenze più sentite dai nostri concittadini
Nella foto l’ex-ostello di Fertilia

Nuovo Stadio Gigi Riva, arriva la candidatura per i Campionati Europei di calcio

CAGLIARI – Il sindaco Massimo Zedda ha inviato la documentazione richiesta al presidente della FIGC Giovanni Malagò. Nuovo Stadio Gigi Riva, arriva la candidatura per i Campionati Europei di calcio del 2032

Dopo l’approvazione di ieri, giovedì 30 luglio, in Consiglio comunale sul pubblico interesse del nuovo stadio di Cagliari, il sindaco Massimo Zedda ha inviato questa mattina la candidatura dell’impianto e della città a ospitare i Campionati Europei di calcio del 2032.

La documentazione necessaria, richiesta con nota ufficiale dalla Federazione Italiana Gioco Calcio l’8 giugno, è stata inviata al presidente della FIGC Giovanni Malagò,

Usi Civici, l’allarme di Punta Giglio Libera: “Occorre fare chiarezza”

ALGHERO – “La deliberazione n. 61 approvata dal Consiglio comunale di Alghero viene presentata come una svolta storica nella gestione degli usi civici. L’Associazione Punta Giglio Libera – Ridiamo Vita al Parco ritiene invece che questa decisione meriti un approfondimento molto più rigoroso e un vero confronto pubblico. Dietro la parola “regolarizzazione” si nasconde una scelta che potrebbe modificare in modo permanente il regime di tutela di alcuni dei luoghi più rappresentativi della costa di Alghero. Per questo riteniamo indispensabile che la città conosca fino in fondo gli effetti della deliberazione n. 61. Tra le aree interessate figurano anche alcuni dei luoghi più rappresentativi del paesaggio costiero algherese: la spiaggetta dei Bastioni Cristoforo Colombo, l’Oglia, l’Uglietta e la storica scogliera del “Riservato”. Luoghi che appartengono alla memoria collettiva degli algheresi, dove intere generazioni hanno imparato a nuotare, trascorso le estati e costruito ricordi di famiglia. Non sono semplicemente particelle catastali: sono parte dell’identità della città. Il “Riservato” rappresenta oggi un esempio di come un luogo identitario possa trasformarsi profondamente nel tempo. La presenza di un’attività privata in concessione sul demanio marittimo ha modificato la percezione e le modalità di fruizione di quella storica scogliera. È allora inevitabile chiedersi quale futuro immaginiamo per luoghi come l’Oglia e l’Uglietta. Se il regime degli usi civici viene rimosso anche da queste aree, quale ulteriore garanzia resterà a tutela della loro destinazione collettiva? Chi può assicurare ai cittadini che domani non possano essere interessate da trasformazioni analoghe, compatibilmente con gli strumenti urbanistici e le eventuali autorizzazioni previste dalla legge? Gli usi civici non impediscono ogni intervento, ma rappresentano una tutela ulteriore dei beni comuni. Rinunciarvi significa rinunciare a una garanzia che il legislatore riconosce come strettamente connessa alla protezione dell’ambiente, del paesaggio e dell’interesse della collettività. Per questo motivo ci chiediamo se sia davvero nell’interesse della collettività eliminare il vincolo civico da aree costiere sottoposte a una fortissima pressione turistica, trasferendolo sulla Pineta di Maria Pia, un’area già interessata da molteplici forme di tutela ambientale e paesaggistica. Il Comune sostiene che tale scelta rappresenti una compensazione idonea. L’Associazione pone invece una domanda molto semplice: quale tutela aggiuntiva riceve la Pineta di Maria Pia rispetto a quella di cui già gode oggi? La Corte costituzionale, con la sentenza n. 178 del 2023, ha ribadito che gli usi civici non costituiscono un semplice retaggio del passato, ma rappresentano un istituto pienamente attuale, strettamente connesso alla tutela dell’ambiente, del paesaggio e dei beni comuni. Per questo motivo riteniamo che ogni trasferimento debba essere valutato con il massimo rigore, dimostrando in modo puntuale che il beneficio pubblico perseguito sia realmente equivalente alla tutela che si intende rimuovere e che l’interesse della collettività risulti effettivamente incrementato. Se il trasferimento non determina un effettivo incremento della tutela ambientale, ma comporta la perdita del regime civico su beni costieri di straordinario valore pubblico, è doveroso interrogarsi sull’effettiva equivalenza dell’operazione. Vi è inoltre un aspetto che merita particolare attenzione. Nel Piano di Valorizzazione del 2021 il Comune qualificava diverse particelle come occupate da terzi senza titolo valido e richiamava l’obbligo previsto dall’art. 22 della L.R. n. 12/1994 di promuovere le azioni di recupero dei terreni comunali gravati da uso civico abusivamente occupati. Nello stesso documento, tuttavia, per molte di quelle aree veniva già prospettato il futuro trasferimento del diritto di uso civico. Per questo chiediamo all’Amministrazione di chiarire pubblicamente: • quali azioni di recupero siano state concretamente avviate tra il 2021 e il 2026; • perché, per ciascuna particella interessata, si sia ritenuto di privilegiare il trasferimento del diritto di uso civico rispetto alle azioni di recupero previste dalla legge; • quali valutazioni abbiano portato a individuare la Pineta di Maria Pia come area di compensazione, escludendo altre aree pubbliche di grande valore naturalistico. L’Associazione ritiene che sarebbe stato più coerente valutare il trasferimento dei diritti di uso civico sulle aree pubbliche di Punta Giglio. Si tratta di beni che, allo stato attuale, risultano ancora suscettibili di alienazione nell’ambito della programmazione patrimoniale comunale. L’apposizione del regime degli usi civici ne avrebbe invece rafforzato la tutela, attribuendo loro il carattere di beni collettivi inalienabili e destinati permanentemente all’interesse della comunità. Questa vicenda non riguarda soltanto aspetti catastali o amministrativi. Riguarda il futuro della costa di Alghero, dei suoi beni comuni e della possibilità per le generazioni future di continuare a considerarli un patrimonio collettivo. Per queste ragioni l’Associazione elaborerà un dossier tecnico-giuridico sulla deliberazione n. 61 e valuterà la presentazione di osservazioni alla Regione Sardegna nell’ambito del procedimento di autorizzazione al trasferimento dei diritti di uso civico. Gli usi civici non appartengono all’Amministrazione comunale, né a una maggioranza politica. Appartengono alla comunità di Alghero e rappresentano una delle più antiche forme di tutela dei beni comuni. Prima di modificarne il regime, la città ha il diritto di conoscere, discutere e comprendere fino in fondo le conseguenze di questa scelta. La tutela dei beni comuni non può essere considerata un ostacolo allo sviluppo. È la condizione che garantisce che lo sviluppo rimanga nell’interesse della collettività. Gli usi civici rappresentano una delle più antiche e moderne forme di protezione del patrimonio pubblico: modificarne il regime significa assumere una responsabilità verso le generazioni future. Per questo chiediamo che ogni scelta sia accompagnata dalla massima trasparenza, da un confronto pubblico e da un istruttoria che dimostri, senza margini di dubbio, il reale beneficio per la comunità di Alghero”.

Associazione Punta Giglio Libera – Ridiamo Vita al Parco

“Campo boe, ok la salvaguardia della posidonia, ma non sacrifichiamo la nautica”

ALGHERO – “Le modifiche al disciplinare sono un primo passo positivo, ma non basta. Resta il rischio che molti proprietari di imbarcazioni scelgano altri porti, come Argentiera Stintino etc.. con gravi ripercussioni per cantieri nautici, rimessaggi, marina, ristoranti e attività commerciali.

La tutela della Posidonia è fondamentale, ma deve essere compatibile con la salvaguardia dell’economia locale. Alghero non può permettersi di perdere un settore strategico come la nautica da diporto. Servono regole equilibrate e un confronto costante con chi vive e lavora sul mare”

Alberto Bamonti consigliere comunale Gruppo Base Popolare Alghero.

Posidonia, Piano di Gestione della Regione Sardegna

CAGLIARI – La Giunta regionale, su proposta dell’assessora della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi, ha approvato gli indirizzi operativi per la predisposizione del primo Piano regionale di gestione della Posidonia oceanica, dando attuazione alla legge regionale n. 1 del 2020 e avviando un percorso organico per la tutela e la gestione sostenibile delle spiagge della Sardegna.

Il provvedimento rappresenta un passaggio strategico nelle politiche regionali di conservazione degli ecosistemi costieri e si inserisce nell’attuazione del Programma Regionale di Sviluppo 2024-2029 e del Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) 2026-2028, che individuano proprio nella redazione del Piano uno degli obiettivi prioritari per la salvaguardia del patrimonio costiero.

“Per troppo tempo la gestione della Posidonia è stata affrontata quasi esclusivamente come un’emergenza stagionale. Con questo provvedimento cambiamo prospettiva: la Regione si dota degli strumenti per governare il fenomeno in modo organico, fondando le decisioni su conoscenze scientifiche, monitoraggio e pianificazione. È un cambio di metodo prima ancora che di strumenti,” ha sottolineato l’assessora Laconi.

La Posidonia oceanica, infatti, non costituisce un rifiuto, ma un elemento naturale fondamentale per l’equilibrio degli ecosistemi marini e costieri. I depositi che si formano lungo gli arenili svolgono un ruolo essenziale nella difesa delle spiagge dall’erosione, nella mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici e nel mantenimento della biodiversità. Per questo motivo la loro gestione richiede criteri scientifici omogenei, pianificazione e soluzioni differenziate in relazione alle caratteristiche dei singoli litorali.

La delibera assegna al Servizio Tutela della Natura e Politiche Forestali il coordinamento delle attività necessarie alla redazione del Piano e dispone la verifica del suo inquadramento rispetto alle procedure di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e di Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA), affinché tutte le future scelte siano pienamente coerenti con la normativa ambientale e con gli obiettivi di sostenibilità.

Per garantire una gestione integrata del progetto sarà istituito, presso il Servizio Tutela della Natura e Politiche Forestali della Direzione generale della Difesa dell’Ambiente, un Ufficio di Piano composto da professionalità multidisciplinari del Sistema Regione, con il coinvolgimento di ARPAS, della Direzione generale degli Enti Locali e degli altri soggetti istituzionali che potranno contribuire allo sviluppo del Piano. Sul piano tecnico-scientifico è inoltre previsto il supporto del CNR-IAS di Oristano, attraverso una specifica convenzione operativa nell’ambito dell’accordo quadro già in essere tra la Regione Sardegna e il Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Il Piano sarà accompagnato da attività di studio, monitoraggio, sperimentazione, comunicazione e partecipazione rivolte ai territori e ai portatori di interesse, con l’obiettivo di costruire un modello di gestione condiviso e fondato sulle migliori conoscenze tecnico-scientifiche disponibili. Per la sua realizzazione la Regione ha destinato risorse pari a 4 milioni di euro nel triennio 2026-2028, già previste nel bilancio regionale.

“Le nostre spiagge sono un patrimonio ambientale ed economico che richiede equilibrio nelle scelte. Il Piano nasce proprio per offrire ai Comuni e a tutti i soggetti coinvolti criteri chiari, uniformi e aggiornati, capaci di tutelare gli ecosistemi costieri senza trascurare le esigenze delle comunità e della fruizione del littorale,” dice ancora l’assessora Rosanna Laconi.

Con l’approvazione degli indirizzi operativi, la Regione avvia un percorso condiviso e su base scientifica per la gestione della Posidonia oceanica, confermando l’impegno a coniugare tutela ambientale, sviluppo turistico e resilienza costiera nell’ambito delle politiche regionali di adattamento ai cambiamenti climatici.

“Dati sbagliati sul lavoro, l’assessore Manca dovrebbe dimettersi”

ALGHERO – “Le dichiarazioni dell’assessora regionale del Lavoro Desirè Manca davanti a decine di studenti meriterebbero le dimissioni immediate. Non si tratta di una semplice imprecisione, ma di errori gravi su dati che dovrebbe conoscere.»
È durissimo l’intervento del consigliere comunale della Lega Michele Pais dopo l’incontro in un istituto scolastico superiore, durante il quale l’assessora ha sostenuto che nel 2024 la Sardegna avesse una disoccupazione giovanile oltre il 55%, femminile oltre il 60% e generale sopra il 23%.
«Il fatto è grave. I dati ufficiali del 2024 indicano invece circa il 23% di disoccupazione giovanile, il 10% femminile e il 10,2% generale. Dati sempre alti, ma quelli catastrofici della Manca non trovano riscontro nella realtà. Diffondere numeri errati su questi temi è inaccettabile. Roba da ritiro immediato della delega. Non si possono diffondere dati inesistenti su un tema così delicato.»
Pais critica anche il danno istituzionale.
«Che figura fanno Giunta e Regione davanti ai cittadini? Come possono essere credibili se non conoscono i dati del settore?»
Ancora più grave, secondo Pais, il contesto.
«Queste affermazioni sono state fatte in una scuola, davanti a studenti che dovrebbero vedere competenza e serietà. Che fiducia possono avere nella politica?»
«Lo stesso Assessore che invece non tocca i temi sul lavoro povero e precario, dell’abbandono scolastico e delle persone inattive, che sono i veri drammi della Sardegna.
La Sardegna merita amministratori preparati. Su temi così importanti non si può sbagliare: se non si conoscono i dati, si dovrebbe trarne le conseguenze e dimettersi.»