CAGLIARI – “Se vi trovate in Gallura e avete bisogno del pronto soccorso, iniziate a sgranare il rosario, perché i tempi di attesa potrebbero superare le 24 ore”. La rabbia e la disperazione nelle parole della consigliera regionale di Fratelli d’Italia Cristina Usai che accoglie le innumerevoli lamentele che arrivano costantemente dagli operatori sanitari blindati in trincea. La fotografia del pronto soccorso dell’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia è fin troppo nitida: solo due medici in turno anzichè i quattro previsti, con conseguente incremento dei tempi di presa in carico soprattutto dei codici azzurri e minori. Inoltre nessun medico dedicato alla gestione dell’OBI/boarding, ovvero di tutti questi pazienti che si trovano in osservazione e in attesa di ricovero. A Olbia, data la carenza di posti letto, sottodosati rispetto al resto della regione, molti pazienti rimangono in Pronto Soccorso in attesa di ricovero, ma anche in PS ricevono terapie e cure come se fossero già ricoverati. Per questi pazienti c’è la necessità di avere un medico dedicato. La stagione estiva ormai iniziata crea forte preoccupazione nei dirigenti della azienda sanitaria che non hanno medici e operatori sufficienti da mettere in turno neanche nei flussi quotidiani per i residenti, figuriamoci in situazioni di emergenza come quelle che si creano con i grandi numeri estivi di turisti. Fotografia ben più tragica quella dell’ospedale Paolo Dettori di Tempio. Un solo medico in turno che lavora con grandi criticità e il sabato notte senza nessuna copertura del turno. Vietato anche per il medico avere bisogni fisiologici personali, si lascerebbe scoperto il presidio medico.
Ma la presidente Todde ha pensato bene di stipulare un contratto con una ditta che fornisce apparecchiature e personale per avere tecnici radiologi di notte a Tempio, peccato però i radiologi non fanno turno notturno e non si può comunque fare la diagnostica di II livello per la mancanza del rianimatore in sede. L’azienda Asl 2 ha trovato, tramite un’agenzia di headhuntig, dei rianimatori da destinare a Tempio, assunti come libero professionisti. “All’ospedale Paolo Dettori si hanno in media cinque accessi notturni che vengono giustamente centralizzati a Olbia se hanno qualsiasi cosa più grave dell’unghia incarnita. Se si trovano rianimatori disponibili, non sarebbe meglio tenerli a Olbia e incrementare l’attività di sala operatoria? la partoanalgesia?” continua Usai. “Domande troppo difficili a cui dar risposte alla politica, ma la presidente Todde dovrebbe imparare ad ascoltare, perché le urla disperate che da due anni e mezzo arrivano alla sua scrivania provengono dai suoi elettori che le hanno riposto fiducia e che lei puntualmente rimbalza con slogan propagandistici che non risolvono i problemi” conclude Usai.



