Crisi Nobento, Forza Italia alla Todde: “La Regione salvaguardi azienda e lavoratori”
ALGHERO – Tedde, Peru, Bardino e Ansini: “Non basta manifestare vicinanza come fanno in modo improduttivo esponenti regionali del Campo largo. Regione e Comune devono mettere in campo un’azione immediata per salvaguardare azienda e occupazione”.
La situazione finanziaria e produttiva della Nobento desta forte preoccupazione e impone alle istituzioni un cambio di passo immediato. Siamo di fronte a una realtà imprenditoriale che negli anni ha rappresentato un patrimonio importante per Alghero e per il territorio, creando occupazione, competenze e valore e costruendo un percorso industriale che merita di essere salvaguardato e rilanciato.
Il gruppo consiliare di Forza Italia, composto da Marco Tedde, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini, esprime innanzitutto piena vicinanza alle lavoratrici e ai lavoratori della Nobento, alle loro famiglie e all’intera azienda. Ma proprio perché siamo preoccupati per il futuro occupazionale, riteniamo che non sia sufficiente la solidarietà.
“È inutile piangere sul latte versato – sottolineano i consiglieri di Forza Italia – o limitarsi a manifestare vicinanza quando una situazione di crisi è ormai esplosa in tutta la sua evidenza. La solidarietà è importante, ma non produce da sola soluzioni. Oggi servono capacità di governo, responsabilità e soprattutto un intervento istituzionale concreto”.
La crisi della Nobento presenta diversi elementi di fragilità: la situazione finanziaria, le difficoltà legate alla continuità produttiva, la necessità di garantire liquidità e prospettive industriali e, soprattutto, l’incertezza che rischia di gravare sul futuro di centinaia di lavoratrici e lavoratori.
Ma proprio per questo sarebbe sbagliato considerare la Nobento esclusivamente attraverso la lente della crisi attuale. L’azienda possiede un patrimonio industriale, professionale e umano che non può essere disperso. Il suo percorso ha dimostrato nel tempo capacità imprenditoriale, investimenti, innovazione e una significativa capacità di creare occupazione.
“È da qui che bisogna ripartire – proseguono Tedde, Peru, Bardino e Ansini –. Occorre una focalizzazione chiara sulle potenzialità della Nobento e sulla possibilità di accompagnarla fuori dalla fase di difficoltà. Se vogliamo davvero stare al fianco dei lavoratori, dobbiamo stare al fianco dell’azienda. Non esiste tutela dei lavoratori senza tutela della capacità produttiva e della continuità aziendale.”
Per questo Forza Italia chiede al Sindaco di Alghero di assumere immediatamente un ruolo attivo e di farsi promotore di un confronto con la Regione Sardegna, affinché la vertenza Nobento venga affrontata ai massimi livelli istituzionali, analogamente a quanto avvenuto e avviene per altre importanti realtà industriali dell’Isola.
La Regione deve mettere in campo tutti gli strumenti di propria competenza per comprendere fino in fondo la situazione dell’azienda, favorire il confronto tra proprietà, lavoratori e organizzazioni sindacali, individuare eventuali strumenti finanziari e industriali disponibili e soprattutto costruire, insieme all’impresa, un percorso credibile di rilancio.
“Non chiediamo interventi assistenziali – concludono i consiglieri azzurri – ma un’azione istituzionale seria per accompagnare un’impresa che ha dimostrato di avere potenzialità e che oggi deve essere messa nelle condizioni di superare la fase di difficoltà e proseguire il proprio cammino. Stare con la Nobento significa stare con i suoi lavoratori. Difendere l’azienda significa difendere l’occupazione.”
Alghero non può permettersi di assistere passivamente all’indebolimento di una delle sue realtà produttive più importanti. È il momento che Comune e Regione assumano fino in fondo le proprie responsabilità e trasformino la solidarietà in azioni, strumenti e risultati concreti.
Esplosione cabina elettrica, residenti furiosi: “Attenzione, si rischia grosso”
ALGHERO – L’esplosione della cabina elettrica fa ancora parlare. E non potrebbe essere altrimenti. Del resto questo, insieme a tante altre situazioni, è il simbolo della mancanza di pianificazione e organizzazione. Se si fa tanta promozione per portare turisti e villeggianti poi non si può non prevedere diverse criticità che devono essere preventivate e affrontate per tempo al fine di non rendere impossibile la vita ai residenti. E proprio loro hanno inviato una lettera manifestando la loro forte contrarietà sui recenti accadimenti.
“Non si tratta solo di sovraccarichi stagionali ma delle condizioni stesse del locale, che a nostro avviso non rispetta i requisiti di sicurezza. Le pareti sono in semplice tufo e il soffitto presenta cannicciato e forati, tutti elementi ad alta combustibilità. Per non parlare dell’accesso: dopo il rogo dello scorso anno, la porta tagliafuoco non è mai stata ripristinata ed è stata sostituita in modo del tutto precario con tavole di legno bloccate da corde”
“All’interno è presente una cisterna con circa due metri cubi di liquido combustibile quando in contesti storici ad alta densità come il nostro si dovrebbero prediligere trasformatori in resina. Inoltre manca del tutto un sistema di spegnimento automatico che possa arginare il fuoco prima dell’arrivo dei soccorsi. Il 23 luglio i Vigili del Fuoco sono dovuti giungere da Porto Torres perché le squadre locali erano già impegnate: se non fosse stato per il loro tempestivo intervento, le fiamme avrebbero potuto travolgere le abitazioni e il vicino Complesso Monumentale di San Francesco”
“I tre incendi si sono verificati sempre di giorno ma se dovesse succedere di notte, magari in inverno con le strade deserte, gli esiti potrebbero essere tragici. I roghi e le elevate temperature stanno indebolendo i collanti del tufo e l’edificio stesso. Vogliamo davvero attendere un altro caso Cras-Montana per poi indagare sulle varie responsabilità, invece di prevenire?”
“Lunedì è previsto l’ennesimo intervento sui macchinari ma siamo intenzionati a bloccare questo lavoro di tamponamento se non si procederà contestualmente a una reale ed effettiva messa in sicurezza della struttura. Ci siamo già rivolti a un legale per tutelare l’incolumità delle nostre persone, delle nostre case e delle nostre attività commerciali”
Lavori per la fibra, niente bitumatura: strade pericolose, urgono interventi
ALGHER – “Domanda tecnica: tutte le strade cittadine dove è stata interrata la fibra ottica per internet si presentano così come nella foto. Dico tutte, perlomeno quelle che ho visto. Ma la ditta appaltatrice che fa lavori sulle strade non è responsabile della riasfaltatura?”, questo il quesito più che lecito di un residente di Alghero.
Interrogativo posto sui social, luogo sempre più di riferimento per il dibattito sociale e politico locale, che non fa altro che confermare quello che tutti i giorni possono vedere residenti e turisti. Buche, lavori e niente bitumatura finale. Non è, ovviamente, solo un fatto estetico, ma anche, e soprattutto, una questione di sicurezza. Infatti le strade in cui sono presenti queste “lacerazioni” della carreggiata risultano molto pericolose nella loro percorrenza. E, tra queste, c’è anche la centralissima e molto transitata via Vittorio Emanuele.
“Il regolamento dei rifiuti è illegittimo: va ritirato e rifatto”
ALGHERO – “Il centrodestra in Consiglio comunale di Alghero interveniente con fermezza sul nuovo Regolamento per la gestione dei rifiuti urbani approvato dalla maggioranza, definendolo “la quintessenza della superficialità amministrativa e normativa”.
“L’amministrazione e la maggioranza del Campo Largo – dichiarano gli esponenti politici – hanno voluto approvare a tutti i costi un regolamento che, nel corso dei lavori consiliari, è stato riconosciuto dagli stessi proponenti come bisognoso di correzioni e affetto da evidenti vulnerabilità. Eppure hanno scelto di tirare dritto, consegnando alla città un testo che rischia di essere non solo inefficace, ma anche illegittimo.
Secondo il centrodestra, il regolamento presenta numerosi profili di criticità. “Un regolamento comunale è una fonte normativa secondaria e, come tale, deve necessariamente conformarsi alle norme di rango primario, a partire dal Codice dell’Ambiente. In questo caso, invece, il Consiglio è stato chiamato ad approvare disposizioni che si pongono in aperto contrasto con la legislazione statale.”
Tra gli esempi più evidenti viene richiamato il regime sanzionatorio. “Il Codice dell’Ambiente prevede, per l’abbandono dei rifiuti accanto ai contenitori, un’ammenda compresa tra 1.000 e 10.000 euro. Il regolamento comunale, invece, riduce illegittimamente tali importi fino a un massimo di 500 euro, in evidente contrasto con la disciplina nazionale che un regolamento comunale non può modificare né derogare.”
Il documento viene inoltre criticato per “l’obbligo generalizzato di compostaggio imposto alle utenze dell’agro e delle borgate, misura eccessivamente rigida e sproporzionata, priva di un adeguato fondamento normativo e non rispettosa del principio di proporzionalità”.
Ulteriori rilievi riguardano “i vincoli temporali imposti alle utenze non domestiche che hanno scelto di uscire dal servizio pubblico, prescrizioni non ancorate ad alcuna norma primaria e suscettibili di creare ingiustificate limitazioni”.
Ma l’aspetto ritenuto più grave riguarda l’attribuzione di funzioni pubblicistiche a soggetti privati. «
“Il regolamento arriva addirittura a demandare attività di accertamento di violazioni e contestazione di sanzioni a soggetti che non rivestono la qualifica di pubblici ufficiali né di incaricati di pubblico servizio. Si tratta di una previsione che solleva seri dubbi di legittimità e che espone il Comune a inevitabili contenziosi.”
Infine, il centrodestra denuncia quanto accaduto durante l’approvazione dell’atto in Consiglio comunale.
“La vicenda più sconcertante riguarda un emendamento presentato dall’assessore competente. L’emendamento non è mai stato sottoposto al voto del Consiglio comunale e, quindi, non è mai stato approvato dall’assemblea. Nonostante ciò, il suo contenuto è stato ugualmente inserito nel testo definitivo della deliberazione. Un fatto gravissimo, privo di qualsiasi copertura regolamentare, che viola le regole fondamentali del procedimento deliberativo e rischia di compromettere la legittimità dell’intero provvedimento.”
I capigruppo rivolgono quindi un appello all’amministrazione.
“È necessario fermarsi e rimediare. Chiediamo che il regolamento venga immediatamente riportato all’esame della competente Commissione consiliare per eliminare tutte le disposizioni illegittime, adeguarlo al Codice dell’Ambiente, correggere gli errori emersi e sottoporre finalmente al voto del Consiglio l’emendamento che è stato inserito senza alcuna deliberazione dell’assemblea.”
“Alghero merita norme e regolamenti scritti con rigore giuridico e amministrativo, non testi approssimativi destinati a produrre contenziosi e incertezze applicative. È tempo che questa amministrazione abbandoni improvvisazione e superficialità e inizi finalmente a governare con competenza, nel pieno rispetto della legge e nell’interesse della comunità algherese.”
“La Consulta demolisce un’altra legge della Giunta Todde”
ALGHERO – “Tanto tuonò che piovve. Era fin troppo facile prevedere che anche questa legge sarebbe stata dichiarata costituzionalmente illegittima. La sentenza della Corte costituzionale rappresenta l’ennesima, pesantissima bocciatura della produzione legislativa della Giunta Todde e della maggioranza del campo largo.”
Lo dichiara Marco Tedde, consigliere nazionale di Forza Italia.
“Nel giro di appena due mesi la Corte costituzionale ha demolito due leggi fortemente volute dalla maggioranza regionale. È un fatto politico e istituzionale gravissimo, che certifica l’incapacità del campo largo di legiferare nel rispetto della Costituzione, dei limiti delle competenze attribuite alla Regione Sardegna e dell’ordinamento nazionale.”
“Non siamo di fronte a semplici errori tecnici, ma al fallimento di un metodo di governo fondato sulla propaganda e sugli annunci, anziché sul rigore giuridico e sulla qualità della legislazione. Le leggi vengono presentate come grandi svolte, salvo poi essere puntualmente censurate dalla Corte costituzionale perché in contrasto con i principi fondamentali dell’ordinamento.”
“La Sardegna non può permettersi di avere una maggioranza che utilizza il Consiglio regionale come un laboratorio di sperimentazioni giuridiche destinate a infrangersi davanti alla Consulta. Ogni bocciatura produce incertezza normativa, rallenta gli investimenti, espone cittadini e imprese a un clima di precarietà e compromette la credibilità dell’istituzione regionale.”
“La sentenza sulle rinnovabili conferma ciò che Forza Italia aveva denunciato fin dall’approvazione della legge: non era possibile introdurre un blocco generalizzato delle autorizzazioni in violazione del quadro costituzionale e della normativa statale. La norma demolita prevedeva, in attesa dell’approvazione di un regolamento regionale sulle aree idonee e non idonee, la sospensione dei procedimenti autorizzativi già in corso e il divieto di presentare nuove istanze. La Consulta ha semplicemente preso atto di ciò che era evidente sin dall’inizio.”“La presidente Todde e la sua maggioranza dovrebbero finalmente abbandonare la propaganda e recuperare il senso del limite istituzionale. Governare significa scrivere norme efficaci, rispettose della Costituzione e realmente utili ai sardi, non alimentare contenziosi destinati a concludersi con sonori ceffoni della Corte costituzionale.”
“Dopo due bocciature in così breve tempo, il campo largo dovrebbe avere l’onestà politica di fare un serio esame di coscienza. La Sardegna ha bisogno di una Regione autorevole, capace di difendere i propri interessi con leggi solide e inattaccabili, non di un governo regionale che colleziona censure costituzionali e mortifica il prestigio dell’Autonomia speciale.”
Lo dichiara il consigliere nazionale di Forza Italia Marco Tedde
Porto Ferro: rifiuti ovunque e camper senza assicurazione, sanzionati dalla Polizia locale
SASSARI – La chiamano “estate cafona”, ma è riduttivo: si tratta di comportamenti molto pericolosi per la fauna e la flora locale, spesso protetta da apposite leggi, oltreché per le persone e le cose. Per questo la Polizia locale concentra la sua attività nei litorali e negli spazi verdi, come le pinete, dove il rischio incendi è elevatissimo. In pochi giorni sono state elevate decine di sanzioni, l’ultima delle quali ieri, giovedì 23 luglio, a un gruppo di sardi che aveva piazzato il camper, non assicurato, nella pineta di Porto Ferro, rendendola una discarica a cielo aperto.
Gli agenti di via Carlo Felice, arrivati sul posto e visto il degrado in cui era stata ridotta la pineta, hanno contestato ai giovani la violazione dei divieti di sosta in pineta, campeggio abusivo, abbandono di rifiuti, oltre alla mancata assicurazione del mezzo, che è stato immediatamente sequestrato. Il gruppo di sardi dovrà pagare sanzioni per 1500 euro.
Quella di ieri è soltanto l’ultima delle situazioni illecite e irrispettose per il nostro territorio a cui la Polizia locale, nell’ultima settimana, ha assistito e ha denunciato, sanzionando gli autori. Lo scorso fine settimana gli agenti hanno individuato uno scuolabus, senza bambini al seguito, usato dall’autista per fare “la gita fuori porta” e parcheggiato in divieto. In quei giorni era attivo il Centro Operativo Comunale (Coc) per l’elevato rischio incendi e un comportamento che può apparire una leggerezza potrebbe invece scatenare incendi devastanti. Così come gli attendamenti abusivi presenti nella pineta di Porto Ferro, che sono stati smantellati e gli autori sanzionati. Proprio in questa area, protetta da norme europee, le auto parcheggiate nella pineta, dove è segnalato dalla cartellonistica il divieto con la motivazione, hanno rischiato di innescare incendi che avrebbero devastato la macchia mediterranea.
Particolare attenzione è riservata anche al controllo sull’uso corretto degli stalli riservati alle persone con disabilità, specie nella rotonda di Platamona.
Più di venti agenti della Polizia locale dall’inizio della stagione sono impegnati nel monitoraggio delle spiagge sassaresi, per garantire la sicurezza dei bagnanti e il rispetto delle regole, a tutela delle persone, dell’ambiente e delle cose. L’obiettivo è scoraggiare e prevenire condotte illecite particolarmente gravi, come il campeggio abusivo, la sosta indiscriminata dei veicoli sulle aree boschive e dunali, l’accensione dei fuochi per alimentare fornelli da campeggio, l’abbandono dei rifiuti. Comportamenti che possono causare grave pericolo per le persone e l’ambiente, distruggendo irrimediabilmente fauna e flora, in certi casi anche in via di estinzione.
“Alghero al buio, amministrazione Cacciotto totalmente in ritardo”
ALGHERO – «L’incendio della cabina elettrica di via Ambrogio Machin, con il conseguente blackout nel cuore del centro storico, conferma una situazione che Fratelli d’Italia denuncia da tempo: la rete elettrica di Alghero non regge più il carico della stagione estiva». Maurizio Papa, responsabile commercio di Fratelli d’Italia Alghero, interviene dopo l’ennesimo grave episodio che ha lasciato senza energia attività commerciali, strutture ricettive e abitazioni del Centro Storico di Alghero.
«Non siamo davanti a un fulmine a ciel sereno. Dopo il blackout del primo luglio era evidente che servissero risposte immediate. Ancora più grave è che la cabina interessata sia la stessa già andata a fuoco lo scorso anno. Se un problema si ripete nello stesso punto, non può più essere derubricato a episodio isolato. Siamo davanti ad un nodo nevralgico della rete che resta ancora sottodimensionato rispetto al carico che deve affrontare e ad essere inadeguati sono anche i cavi con cui la cabina è collegata».
Per Papa «commercianti, residenti e operatori turistici del centro storico ormai sono esasperati. Nel pieno della stagione, restare senza energia significa perdere lavoro, servizi, clienti e credibilità. Alghero non può presentarsi ai visitatori con negozi al buio, locali in difficoltà e cittadini costretti a subire disservizi continui».
«Gli interventi di consolidamento della rete da parte di Enel sono necessari, ma evidentemente non ancora sufficienti. E pesa il ritardo enorme dell’Amministrazione Cacciotto sulla cabina primaria di Alghero Sud: due anni persi prima dello sblocco tardivo di una pratica fondamentale per rafforzare il sistema elettrico cittadino».
«Ora servono tempi certi, verifiche puntuali e un confronto serio con commercianti e residenti. Il centro storico è il cuore economico e identitario della città: lasciarlo al buio significa colpire Alghero nel momento più delicato dell’anno»
Rifiuti, incontri in Commissione
L’obiettivo è offrire un servizio più moderno, più accessibile e più sostenibile, in grado di migliorare la qualità della vita dei cittadini e di contribuire alla tutela dell’ambiente. Su queste basi continua l’interlocuzione con l’azienda appaltatrice del servizio di igiene urbana e i rappresentanti di Cgil e Cisl, nell’ambito della procedura di raffreddamento avviata dai sindacati. Nel solco del precedente vertice del 8 luglio scorso, il confronto si è tenuto nel più ampio spirito costruttivo che si manifesta di pari passo con la soluzione delle problematiche al centro all’attenzione. Presenti il Sindaco Raimondo Cacciotto e l’Assessore all’Ambiente Raniero Selva, con i rappresentanti dell’azienda che gestisce il servizio di igiene urbana e i rappresentanti di Cgil e Cisl, l’incontro è servito per fare il punto sulla procedura in corso. Molte delle situazioni segnalate sono state già risolte, alcune vedono la soluzione vicina, altre iniziative prendono forma. Oltre all’avvio del cronoprogramma delle attività che accompagneranno cittadini, amministratori di condominio e rappresentanti del territorio verso l’entrata in vigore del nuovo sistema, prevista per il 26 ottobre 2026, si stanno attuando soluzioni anche sul fronte della lotta all’abusivismo e al degrado. Dai prossimi giorni infatti saranno attivate diverse delle telecamere previste per monitorare le zone sensibili nelle quali si possono verificare depositi incontrollati dei rifiuti. Le foto trappole avranno il compito di dissuadere da comportamenti incivili che caratterizzano la condotta di alcuni. In via di chiusura il censimento delle utenze domestiche presenti nei condomini con oltre otto utenze, attività propedeutica all’organizzazione del nuovo servizio, si guarda ora alla fase di comunicazione con i cittadini per il passaggio al nuovo corso del servizio. L’Amministrazione ha ringraziato le organizzazioni sindacali per l’approccio collaborativo, sottolineando come il dialogo rappresenti lo strumento fondamentale per migliorare le condizioni di lavoro degli operatori e garantire un servizio di igiene urbana sempre più efficiente Parallelamente prenderà il via un ciclo di incontri pubblici, promosso dall’Amministrazione comunale e dalla V Commissione consiliare presieduta dal Consigliere Mulas, per illustrare le novità e raccogliere osservazioni e indicazioni dai diversi interlocutori del territorio. Il primo appuntamento è in programma martedì 28 luglio alle ore 17.30, presso il salone della borgata di Guardia Grande, con i rappresentanti delle borgate di Maristella, Corea, Guardia Grande, Santa Maria La Palma, Sa Segada, Arenosu, Tanca Farrà e Nurra. Il giorno successivo, mercoledì 29 luglio alle ore 17.30, presso la sede dei Consorzi delle Strade Vicinali in via Costa, l’incontro sarà dedicato ai referenti dei consorzi delle strade vicinali, coinvolgendo le realtà di Salondra, Sant’Anna Poglina, Carrabuffas, Scala Mala, Ungias, Punta Moro, La Ruchetta, Vessus Evangeletz, Calabona-Argentiera, Figuruja, San Quirico, Brionis, La Pussetta, La Scaletta-Monte Sisini, Las Covas-La Speranza, Montagnese, Lus Covas, Fangal Malai e Poneddu Puntet. Giovedì 30 luglio alle ore 17.30, presso la sala della Parrocchia del Rosario in via XX Settembre, sarà invece la volta degli amministratori dei condomini della città
“L’Università può e deve dare di più ad Alghero, bene Cocco che condivide nostre criticità”
ALGHERO – “Caro Consigliere, apprendo che anche Lei evidenzia le medesime criticità messe in risalto dal sottoscritto, ma precisata subito una cosa: nessuno mette in discussione il valore dell’Università né la qualità del Dipartimento di Architettura, Design e Urbanistica, certificata anche dai dati CENSIS. Quello che si mette in discussione è un’altra cosa: il rapporto tra l’Ateneo e la città di Alghero.
Dopo oltre vent’anni di presenza universitaria, è legittimo chiedersi quale sia stato il contributo concreto alla valorizzazione del centro storico e del porto, due luoghi simbolo della città. Quali progetti strutturali sono stati realizzati? Quali interventi di rigenerazione urbana sono nati dalla collaborazione tra Università e territorio?
E soprattutto, come lei stesso mette bene in risalto, che fine ha fatto il tanto annunciato progetto della Casa dello Studente? Come si può parlare di una città universitaria senza garantire un numero adeguato di alloggi per gli studenti, in particolare per una Facoltà di Architettura che richiama giovani da tutta Italia? Da una parte vediamo Olbia che corre alla velocità della luce, mentre da questa parte del Nord Sardegna si viaggia troppo lentamente. E non da ora, per essere chiari.
Difendere l’Università è giusto, ma una difesa d’ufficio non basta. Chi ricopre un ruolo politico dovrebbe avere il coraggio di chiedere conto anche all’Ateneo degli impegni assunti e dei risultati raggiunti. L’Università non può continuare a vivere chiusa entro le mura del centro storico, senza diventare un vero motore di sviluppo urbano, culturale ed economico per Alghero.
La politica non dovrebbe accontentarsi delle classifiche o dei comunicati stampa. I cittadini chiedono fatti, progetti realizzati e benefici tangibili per la città o almeno, non chiediamo tanto, che vengano riqualificati i preziosi immobili dategli in concessione. Su questo terreno, dopo oltre vent’anni, le domande sono ancora molte e le risposte decisamente poche”