“Sanità, Bartolazzi testimonial del fallimento della Giunta Todde”
CAGLIARI – “Il sedicente Rombo di Tuono ha tolto il coperchio, ecco il disastro della sanità targata Todde. A raccontarlo è proprio lui, l’uomo che la presidente aveva scelto per guidarla”. Così Ugo Cappellacci, presidente della Commissione Affari Sociali e Salute della Camera, commenta su un video di Instagram le parole dell’ex assessore della Giunta Todde sulle rivista Frontiers, rilanciate da “La Nuova Sardegna”. “Poi dà la colpa alla genetica dei sardi. Dalle liste d’attesa alla genetica. Un bel salto. Chiediamo risultati per i malati? Siamo permalosi. Insistiamo per avere risposte? Aggressivi. Non crediamo più alle promesse? Introversi. Una diagnosi molto comoda: il paziente ha sempre torto. Però, caro ex assessore”, prosegue l’esponente azzurro rivolgendosi direttamente all’interessato, “prima di scomodare Mendel, sarebbe bastato dare un’occhiata agli atti del suo assessorato. E magari, la prossima volta, scrivetelo direttamente nel programma elettorale: se la sanità funziona, il merito è della Giunta. Se fallisce, la colpa è degli antenati dei sardi. Ebbene, i nostri antenati ci hanno lasciato orgoglio, dignità e una certa esperienza nel mettere alla porta chi pretendeva di comandarci e disprezzarci. Visto che ha deciso di studiare i sardi, approfondisca anche quel capitolo”, conclude Cappellacci.
Puc, adozione entro l’Epifania: malumori, accelerate e assenze in Maggioranza
ALGHERO – La deadline è fissata per l’Epifania. Entro quella data, l’Amministrazione Cacciotto, e in particolare l’assessore Corbia, il presidente della commissione Piras e lo stesso sindaco, intendono tagliare il traguardo dell’adozione del Piano Urbanistico Comunale (PUC). Prima dell’approdo in Aula sono previste cinque o sei sedute di commissione, alcuni incontri con le rappresentanze delle categorie e con i partiti presenti nella massima assemblea consiliare (con le opposizioni piuttosto critiche sia per il metodo sia per il contenuto del documento). Poi, come detto, il passaggio in Consiglio comunale a Villa Maria Pia.
Nel corso della settimana si è tenuta una riunione di maggioranza propedeutica alla definizione dell’iter. Un incontro che, per ragioni diverse, alcune delle quali anche politiche, ha registrato l’assenza di ben cinque consiglieri: Mulas, Martinelli, Bamonti, Colledanchise e Loi.
Nei prossimi giorni è previsto un nuovo appuntamento tra le forze che governano Alghero, dopodiché si partirà con le commissioni. Un percorso tutt’altro che semplice, alla luce delle diffuse e profonde fibrillazioni legate alla definizione degli assetti di governo e ad altre questioni, anche in considerazione degli accordi pre-elettorali da rispettare.
Ma, come spesso accade in queste circostanze, tutto è possibile, compreso il raggiungimento di un primo, storico traguardo in ambito pianificatorio: l’adozione del PUC, un passaggio atteso da molti.
Chissà se i Re Magi, oltre a incenso, oro e mirra, porteranno a Porta Terra anche il Piano Urbanistico Comunale…
“Malasanità, per l’ex-assessore Bartolazzi (5 Stelle) la colpa è dei sardi”
“Altro che Centro Diurno, degrado e abbandono alla Mercede”
ALGHERO – “Una situazione di degrado e abbandono che non può più essere ignorata. Lo stabile dell’ex Campi Tennis Club Tarragona, situato in via Tarragona, versa in condizioni di grave incuria ed è diventato, secondo quanto segnalato, un luogo frequentato da persone che vi trovano riparo e utilizzato per il consumo di sostanze stupefacenti. All’interno della struttura si riscontrano materassi, siringhe, rifiuti ed escrementi, in un contesto igienico-sanitario estremamente preoccupante. Una situazione che desta particolare allarme anche per la vicinanza di un parco giochi frequentato quotidianamente da bambini e famiglie. È inaccettabile che a pochi metri da un’area destinata al gioco e alla socialità dei più piccoli si trovi uno stabile in queste condizioni, con evidenti rischi per la sicurezza e la salute pubblica.
La questione assume una rilevanza ancora maggiore se si considera la destinazione prevista per l’immobile. La struttura comunale era stata infatti concessa all’ASL per la realizzazione di un Centro Diurno, una struttura semiresidenziale destinata a persone con disabilità e soggetti fragili, un servizio importante per il territorio e per tante famiglie. La V Commissione Consiliare Sanità del Comune di Alghero, presieduta da Christian Mulas, si era riunita il 13 luglio 2026 presso Villa Maria Pia proprio per affrontare il tema del progetto del Centro Diurno e fare il punto sulla situazione sanitaria locale. Alla riunione avevano preso parte le associazioni interessate, la Direzione dell’ASL e l’Ufficio Tecnico della stessa Asl.
A distanza di mesi, tuttavia, non risultano aggiornamenti concreti sull’avvio del progetto e sul futuro della struttura. Nel frattempo, l’immobile continua a rimanere degradato e inutilizzato, senza adeguate misure di protezione e in condizioni di progressivo deterioramento.
«Non possiamo permettere che una struttura pubblica, destinata a ospitare un servizio sociale e sanitario fondamentale per le persone più fragili, venga lasciata in queste condizioni. È una situazione che richiede un intervento immediato. Parliamo di un immobile comunale, situato accanto a un parco giochi frequentato da bambini e famiglie. La presenza di siringhe, materassi, rifiuti ed escrementi rappresenta un problema igienico-sanitario e di sicurezza che non può essere sottovalutato».
Il presidente Mulas chiede pertanto all’Amministrazione comunale e agli uffici competenti di intervenire con urgenza attraverso: La messa in sicurezza immediata dello stabile, con la chiusura e la muratura degli accessi per impedire ulteriori intrusioni. La bonifica straordinaria degli ambienti, con la rimozione di siringhe, rifiuti, materassi ed escrementi e la sanificazione degli spazi. Una verifica delle condizioni igienico-sanitarie e strutturali dell’immobile. Un chiarimento da parte dell’ASL e dell’Amministrazione comunale sullo stato del progetto del Centro Diurno, sui tempi di realizzazione e sulle prospettive concrete di recupero della struttura.
«Le fotografie e le immagini documentano una situazione di abbandono che merita risposte immediate. Non possiamo continuare ad assistere al deterioramento di un patrimonio pubblico mentre un progetto destinato alle persone con disabilità e ai soggetti fragili rimane fermo. È necessario capire cosa sia successo, quali siano gli ostacoli e soprattutto quali siano i tempi per dare finalmente una destinazione concreta a questo immobile».
Il presidente della V Commissione Consiliare Sanità, Christian Mulas, annuncia la convocazione di una nuova Commissione consiliare, invitando la Direzione dell’ASL, gli uffici comunali competenti e i soggetti interessati, per fare piena chiarezza sul futuro dell’ex Campi Tennis Club Tarragona e sullo stato del progetto del Centro Diurno”.
Christian Mulas, presidente della commissione Ambiente e Sanità
WTM a Londra, gli occhi del mondo sulla bellezza dell’Italia
“Alghero non conosce il PUC di Cacciotto, grave l’assenza di condivsione”
ALGHERO – “Il PUC doveva approdare in Consiglio entro giugno. Ora Cacciotto annuncia una nuova scadenza, dicembre, ma Alghero continua a non conoscere il progetto di città che dovrebbe guidarne lo sviluppo. Il problema non è soltanto il ritardo, ma l’assenza di una visione e di un metodo che esclude la comunità. È il PUC del Campo Largo, non il PUC della città. E nemmeno di tutto il Campo Largo. Prima di portarlo in Consiglio, il sindaco avrebbe dovuto presentarlo alla comunità e ascoltare categorie produttive, imprese, professionisti, tecnici e associazioni. Invece si sta confezionando un pacchetto da sottoporre all’aula, senza un confronto sulle scelte che condizioneranno il futuro di Alghero. A intervenire sono i consiglieri comunali di Forza Italia Marco Tedde, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini. “Nel Piano non riconosciamo una visione di Alghero al 2040 e al 2050. Mancano idee e proposte per creare occupazione, rilanciare il turismo, sostenere l’agroindustria, tutelare il territorio e affrontare la carenza di abitazioni. Quale modello di sviluppo immagina Cacciotto? Servono una strategia chiara e scelte urbanistiche coerenti”. Anche il diritto alla casa deve tradursi in misure concrete: aree per l’edilizia residenziale pubblica e sociale, abitazioni accessibili per famiglie e giovani coppie e recupero del patrimonio inutilizzato devono essere discusse con la città. Ma non a posteriori. “È grave che la città non conosca le linee essenziali del PUC e che dal percorso sembrino esclusi persino consiglieri e forze politiche della stessa maggioranza, chiamati a valutare un pacchetto già confezionato. Il futuro di Alghero non può essere deciso nelle segrete stanze e presentato a cose fatte”. Anche l’ubicazione del nuovo ospedale deve essere una scelta della città, non di una parte politica. Una decisione destinata a incidere per decenni non può essere imposta da una maggioranza: occorre un percorso pubblico e trasparente che consenta alla comunità algherese, ai cittadini, agli operatori sanitari e alle rappresentanze sociali di conoscere le alternative ed esprimere le proprie valutazioni. A queste criticità si aggiungono le tensioni nella maggioranza e le incertezze sugli equilibri della Giunta, che non favoriscono la stabilità necessaria per una pianificazione di questa portata. La riunione sul PUC organizzata ieri dal Sindaco è stata demolita da ben 5 assenze di consiglieri della maggioranza che chiedono condivisione e confronto preventivi con la comunità”.
Forza Italia chiede che il Piano sia sottoposto al confronto e alle idee della città prima dell’esame in Commissione, con documentazione completa e tempi adeguati, e che si apra una interlocuzione seria con la comunità e le forze economiche e sociali. Siamo disponibili a contribuire, non a ratificare decisioni già assunte. “Alghero ha bisogno di un PUC con idee, visione e coraggio: un progetto capace di creare sviluppo e lavoro, sostenere le attività produttive, tutelare il territorio, garantire servizi, valorizzare l’ambiente e dare risposte alla carenza abitativa. Il Piano urbanistico non è una scadenza da rispettare né una medaglia da esibire: deve appartenere a tutta la città, non alla sinistra cittadina”.
Posidonia, la beffa del super-mega-impianto di San Marco
ALGHERO – Quasi sette milioni di euro di investimenti pubblici, un impianto con una capacità di trattamento di 20 mila tonnellate annue e una prospettiva di recupero della posidonia estesa a tutto il Nord Sardegna. Eppure, a fronte di un’infrastruttura strategica realizzata ad Alghero, la nuova deliberazione della Giunta regionale rischia di penalizzarne concretamente l’utilizzo, privilegiando la movimentazione temporanea e il riposizionamento della posidonia sugli arenili e relegando il conferimento agli impianti specializzati alla disponibilità di eventuali risorse residue. È questa la contraddizione denunciata dal gruppo consiliare di Forza Italia, con Marco Tedde, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini, che chiama in causa non soltanto la Regione, ma anche le responsabilità politiche e amministrative locali. “A San Marco sono stati investiti circa 5 milioni di euro di fondi PNRR per l’impianto di trattamento e altri 1,875 milioni di risorse regionali per l’area di messa a riserva. È paradossale finanziare infrastrutture di questa portata e poi adottare indirizzi che rischiano di scoraggiarne l’utilizzo. La Regione deve spiegare questa evidente contraddizione, ma anche chi governa Alghero deve finalmente battere un colpo”. “Il sindaco Cacciotto non può limitarsi a partecipare con squilli di tromba e rulli di tamburi all’inaugurazione dell’impianto, purtroppo non concluso. Oggi deve spiegare quali iniziative abbia assunto per garantirne la piena operatività e per difendere gli interessi della città. Al di là delle inaugurazioni farlocche Il piazzale destinato alla messa a riserva della posidonia non risulta ancora pienamente ultimato e il Consorzio Industriale Provinciale di Sassari non sembra imprimere alle opere la necessaria accelerazione. Servono controlli e precise assunzioni di responsabilità. Non è accettabile che un progetto di questa rilevanza continui a scontare ritardi” “C’è poi la posizione del consigliere regionale Valdo Di Nolfo. Il 12 agosto ha condiviso l’ordine del giorno n. 84, che impegnava la Giunta regionale a valorizzare i sistemi sostenibili di recupero della posidonia. Oggi la sua stessa maggioranza adotta indirizzi che rischiano di penalizzare proprio quel modello e Alghero. Perché non interviene? Perché non chiede conto alla Giunta regionale di questa contraddizione? La città non ha bisogno di un rappresentante che assista in silenzio alle decisioni che la penalizzano, ma di qualcuno che sappia far valere il proprio ruolo. La rappresentanza si misura sulla capacità di difendere il territorio, non sulla visibilità o sulla rivendicazione di iniziative altrui”. “L’impianto di San Marco potrebbe diventare un riferimento per l’intero Nord Sardegna. La posidonia va mantenuta sugli arenili quando svolge la sua naturale funzione antierosiva, ma quando la rimozione è necessaria il recupero attraverso impianti specializzati deve essere concretamente sostenuto. Non si può continuare a parlare di economia circolare e sostenibilità ambientale senza mettere le strutture nelle condizioni di funzionare”. Forza Italia chiede alla Regione di rivedere gli indirizzi adottati, al sindaco Cacciotto di assumere un’iniziativa di rivendicazione concreta, al Consorzio Industriale di completare le opere e a Di Nolfo di intervenire nei confronti della Todde e della propria maggioranza. “Quasi sette milioni di euro di risorse pubbliche meritano ben altro rispetto. Se un impianto strategico per il territorio rischia di rimanere sottoutilizzato, non basteranno le inaugurazioni a giustificare quanto accaduto. Cacciotto, Di Nolfo e il Consorzio Industriale dicano cosa intendono fare e soprattutto quando intendono farlo”.
“Ennesimo bando sbagliato dalla Giunta Todde, Continuità a serio rischio”
ALGHERO – “Il bando della continuità aerea della Giunta Todde è insostenibile e paradossale. Lo conferma l’addio di Aeroitalia alle rotte per Roma e Milano e lo dimostra la situazione di Alghero dove si vola per Linate ancora in proroga e con le regole della vecchia gara, visto che nessuna compagnia ha presentato offerte per collegare il Nordovest dell’isola con lo scalo del Nord Italia.
Allargare la platea dei beneficiari delle tariffe agevolate, fissare per tre anni il prezzo del biglietto, ridurre di dieci euro il costo del viaggio, eliminare i meccanismi automatici per fare fronte agli extracosti di carburante e tasse, sono argomenti buoni per fare propaganda politica ma alla prova dei fatti, non servono a far volare gli aerei e lasciano a terra i sardi.
Il bando-propaganda mostra così oggi tutti i suoi limiti e i paradossi, a cominciare dal primo: la Regione stanzia risorse per compensare gli extracosti del carburante, ma non dispone degli strumenti necessari a farle arrivare alle compagnie senza rischiare un’infrazione delle regole comunitarie. Si aggiunga che nell’ultima legge di bilancio la Regione ha stanziato cento milioni per la continuità aerea, impegnandone, forse, meno di un quinto.
Forse si è pensato che per far volare i sardi a condizioni più vantaggiose fosse sufficiente scriverlo per decreto ma la realtà del trasporto aereo in Italia e in Europa è molto differente da quella che immaginano oggi nella Regione sarda. La realtà sarda è ancora più delicata e dice che la Sardegna è ad un passo dal vedere negato il diritto alla Continuità territoriale che da oltre 25 anni garantisce ai sardi tariffe calmierate, voli ad orari stabiliti e con frequenze predeterminate.
Il punto è semplice. Nessuna compagnia può partecipare a una gara costruita su condizioni insostenibili e su parametri di costo lontani dalla realtà. Nel bando del Campo largo si presume che il carburante pesi il 17,24 per cento dei costi; per Aeroitalia oggi supera il 35 per cento. Nella continuità territoriale Ancona-Roma il parametro è al 24 per cento, mentre la stima IATA per il 2026 colloca l’incidenza media mondiale del fuel al 31,4 per cento dei costi operativi.
La Regione, nell’ultimo bando, ha applicato un parametro non soltanto basso ma radicalmente distante dalla realtà economica che pretende di disciplinare a tavolino.
Il pericolo che la continuità territoriale venga cancellata è dunque concreto, se si considera che le compagnie aeree da tempo mostrano insofferenza ai vincoli dei bandi e con tutta evidenza lavorano perché in Sardegna si voli nel libero mercato, senza deroghe, con buona pace del diritto dei sardi alla mobilità”.
Antonio Moro, presidente del Psd’Az ed ex-assessore ai trasporti
Bufera sulla Continuità, Confcommercio infuriata: “Basta incertezze”
ALGHERO – L’ufficialità è arrivata con la nota stampa di ieri pomeriggio, confermando le voci che già al mattino si rincorrevano durante il vertice al Ministero dei Trasporti con Enac e Regione: Aeroitalia lascia la continuità territoriale sarda. Un addio che apre uno scenario di profonda incertezza per la mobilità dell’Isola, costringendo le istituzioni a riassegnare ben cinque rotte chiave — Cagliari e Olbia verso Roma e Milano, oltre alla tratta Alghero-Fiumicino — in un quadro strategico già reso fragile dall’instabilità del collegamento su Milano dal Riviera del Corallo.
Un quadro preoccupante su cui interviene con fermezza il presidente di Confcommercio Sardegna, Sebastiano Casu:
«Accogliamo questa notizia con grandissimo rammarico e profondo disappunto. Non si tratta soltanto dell’uscita di un singolo vettore, ma dell’ennesimo strappo alla trama economica e sociale della Sardegna. Vedere le nostre rotte principali di nuovo nel limbo significa gettare nello sconforto imprese, lavoratori e famiglie che chiedono solo di poter viaggiare e programmare senza l’angoscia costante del domani».
La decisione del vettore accende i riflettori su un modello di trasporto aereo che continua a mostrare il fiato corto. La ciclica emergenza dei bandi, le gare deserte e i frequenti cambi di rotta delle compagnie dimostrano come la continuità territoriale sarda necessiti di una riforma profonda e strutturale, capace di superare la logica delle soluzioni tampone per garantire stabilità nel tempo.
«La rabbia tra gli operatori economici è tanta — prosegue Casu — perché chi fa impresa nel turismo, nel commercio e nei servizi non può operare in un contesto di perenne incertezza. Tuttavia, piangers
Nei prossimi mesi la priorità assoluta sarà evitare che il riassetto delle rotte si traduca in un impoverimento dei voli o in un impennata dei costi per i passeggeri. Il tessuto produttivo sardo non può permettersi isolamenti temporanei o tagli alle frequenze proprio nella fase di pianificazione delle prossime stagioni.
«Faccio un appello accorato e risoluto alla Regione, al Ministero e all’Enac — conclude il presidente di Confcommercio Sardegna — ci si sieda subito a un tavolo propositivo per riassegnare i collegamenti nel minor tempo possibile. Serve una regia forte e autorevole per individuare soluzioni rapide, sostenibili e definitive. Confcommercio è pronta a fare la propria parte con idee concrete e contribuendo alla formazione di scelte che siano frutto di una reale concertazione capaci di dimostrare con i fatti che i sardi meritano rispetto.»






