ALGHERO – «Le dichiarazioni dell’assessora regionale Desirè Manca sulla vicenda dei premi di produttività dell’AOU di Sassari, sono di una gravità inaudita. Siamo di fronte a quello che appare come un tentativo di ingerenza politica nell’attività di un organo indipendente di controllo, accompagnato da una delegittimazione pubblica della presidente del collegio sindacale, indicata sostanzialmente come responsabile del mancato pagamento delle spettanze ai lavoratori».
Lo dichiara Michele Pais, intervenendo sulle affermazioni dell’assessora regionale del Lavoro Desirè Manca espresse in un video sui social.
«Dalle dichiarazioni dell’assessora emerge una rappresentazione sconcertante della vicenda: il collegio sindacale viene descritto quasi come un organismo che agirebbe arbitrariamente contro i lavoratori, anziché come un organo istituzionale chiamato dalla legge a verificare la regolarità e la legittimità degli atti amministrativi e contabili.
È una ricostruzione sconcertante, soprattutto proveniente da un’assessora che ancora una volta appare inconsapevole della gravità delle cose che dice. Il collegio sindacale non è un’associazione di persone che decide discrezionalmente se riconoscere o negare i diritti dei dipendenti. È un organo indipendente di garanzia, previsto dall’articolo 3-ter del decreto legislativo 502/1992, che ha il preciso dovere di vigilare sull’osservanza della legge e sulla regolarità della gestione economica e contabile».
Pais richiama quindi il passaggio relativo al coinvolgimento del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.
«L’assessora riferisce di un intervento presso il ministro Giorgetti per sollecitare un provvedimento sulla vicenda. Con quale finalità e attraverso quali strumenti? Il ministro dell’Economia non è il superiore gerarchico dei revisori e non può imporre loro di modificare un giudizio tecnico-contabile. O peggio ancora sollevare dall’incarico la Presidente del collegio. Se questa fosse la finalità delle sollecitazioni politiche, ci troveremmo davanti a un fatto istituzionalmente gravissimo, al limite, se non oltre, di un illecito penale».
«Ancora più preoccupante è la personalizzazione delle responsabilità nei confronti della presidente del collegio sindacale, pubblicamente additata come ostacolo al pagamento dei premi. È un atteggiamento che rischia di trasformarsi in una forma di pressione intimidatoria nei confronti di un pubblico ufficiale chiamato a svolgere, con autonomia e indipendenza, una funzione di controllo.
Non spetta a un assessore regionale stabilire pubblicamente che un rilievo contabile sia arbitrario o illecito e utilizzare questa valutazione per mettere sotto accusa chi lo ha formulato. Esistono procedure, responsabilità e sedi competenti per risolvere le controversie giuridiche e contabili. Peraltro fornendo una rappresentazione delle cose assolutamente distante dalla realtà».
Pais solleva anche la questione delle possibili ulteriori implicazioni.
«Ritengo che le dichiarazioni dell’assessora debbano essere esaminate con estrema attenzione anche sotto ulteriori profili. Occorre verificare se le affermazioni pubbliche possano essere interpretate come pressioni indebite e se siano state accompagnate da azioni dirette o iniziative finalizzate a indurre i componenti del collegio a modificare o controllare le proprie determinazioni. Non spetta certamente alla politica pronunciare sentenze, ma sarebbe altrettanto grave sottovalutare comportamenti potenzialmente lesivi dell’indipendenza degli organi di controllo».
L’ex presidente del Consiglio regionale richiama infine il proprio precedente intervento sulla vicenda.
«Lo avevo già affermato nei giorni scorsi: il collegio sindacale non è il nemico dei lavoratori, e nei loro rilievi c’è la soluzione del problema. Il suo compito è anche quello di garantire che le risorse destinate al personale siano riconosciute e corrisposte attraverso procedure legittime, evitando contestazioni e possibili responsabilità future»