“Europa Verde cambia versione, ma resta il nodo dell’autorizzazione”

ALGHERO -«Europa Verde modifica la comunicazione dell’iniziativa di Sa Segada e aggiunge ora che una parte del ricavato sarà destinata al Comitato di borgata. Una precisazione postuma incredibile che non cancella il dato originario: il pranzo era stato pubblicizzato dai seguaci dI Cacciotto per sostenere economicamente la sede e le attività politiche del partito. Sono elementi certificati da locandine e post di Europa Verde. Peraltro confermati da tanti cittadini che hanno aderito all’iniziativa. E resta da chiarire a quale titolo sia stato utilizzato un immobile del demanio regionale».Lo dichiarano i capigruppo del centrodestra algherese Marco Tedde (Forza Italia), Raffaele Salvatore (UDC), Michele Pais (Lega), Alessandro Cocco (Fratelli d’Italia), Massimiliano Fadda (Prima Alghero) e Giovanna Caria (Riformatori Sardi). «Se la destinazione di una parte del ricavato al Comitato è stata decisa successivamente, sarebbe opportuno chiarirlo. In ogni caso, questa circostanza non risolve la questione fondamentale: un bene pubblico può essere utilizzato soltanto nel rispetto del titolo di concessione, della sua destinazione e delle eventuali autorizzazioni necessarie. Peraltro, gli avvisi pubblici per questi beni prevedevano espressamente una clausola particolarmente rilevante che stabiliva che il conduttore «non potrà subaffittare o cedere il contratto o il godimento del bene». E, comunque, fra i potenziali conduttori l’avviso non menziona i partiti politici». «Il sostegno economico a un partito è una finalità privata, non una finalità pubblica. Per questo non basta il consenso del Comitato che ha in gestione la struttura: occorre verificare se il contratto con la Regione consenta di mettere l’immobile a disposizione di un soggetto politico per un’iniziativa di autofinanziamento e se fosse necessaria un’autorizzazione espressa». «È singolare che, anziché chiarire subito il quadro autorizzativo, si risponda introducendo una diversa destinazione di parte delle risorse. La trasparenza richiede atti e risposte precise, non poco credibili ricostruzioni successive». «Confermiamo quindi che sottoporremo la vicenda agli organismi di controllo competenti, affinché verifichino la regolarità dell’utilizzo dell’immobile regionale e la sua conformità alle norme che disciplinano il patrimonio pubblico. I beni dei cittadini non possono essere messi a disposizione di un partito politico senza regole certe e verificabili. A discapito di altre forza politiche, ugualmente legittimate, e, soprattutto, in danno dei cittadini sardi».