ALGHERO – “L’Università ad Alghero è nata con un obiettivo preciso: contribuire alla crescita culturale, sociale ed economica del nostro territorio. Oggi, a oltre vent’anni dall’istituzione della Facoltà di Architettura (2002) e dall’apertura della sede algherese (2004), è doveroso chiedersi se questo obiettivo sia stato realmente raggiunto.
Come consigliere comunale del PSd’Az, ritengo che il bilancio, purtroppo, sia profondamente deludente.
Alghero ha creduto nell’Università e lo ha dimostrato con i fatti, mettendo a disposizione alcuni dei suoi immobili pubblici più prestigiosi: il complesso di Santa Chiara, il Palazzo del Pou Salit e l’ex Asilo Magnanelli. Un patrimonio storico e identitario di straordinario valore che avrebbe dovuto rappresentare il fulcro di un progetto di rigenerazione urbana, ricerca, innovazione e sviluppo economico.
La realtà che oggi siamo costretti a constatare è ben diversa.
Gli immobili comunali concessi all’Università, la cui manutenzione ordinaria e straordinaria è prevista dagli accordi in essere, versano in condizioni che destano seria preoccupazione. Interrogazioni e ripetute segnalazioni in Consiglio comunale non hanno prodotto alcun risultato concreto. È inaccettabile che beni appartenenti alla collettività vengano lasciati in uno stato di evidente incuria.
Ma il problema va ben oltre la manutenzione degli edifici.
In oltre due decenni non è stato costruito un progetto strategico capace di incidere realmente sul futuro della città. Non basta poter vantare una sede universitaria: essa deve dialogare con il territorio, generare opportunità, ampliare l’offerta formativa e diventare un motore di sviluppo per Alghero e per l’intera Riviera del Corallo.
Il confronto con Olbia è inevitabile.
Mentre il polo universitario di UniOlbia continua a crescere con nuovi corsi di laurea, importanti investimenti, una cittadella universitaria da 464 posti letto e una sempre maggiore vocazione internazionale, capace di attrarre studenti da tutta Italia e dall’estero, Alghero appare ferma. La Gallura investe sul proprio futuro, mentre la nostra città rischia di rimanere ancorata ai risultati del passato.
Questa differenza deve far riflettere non solo la politica, ma soprattutto i vertici dell’Università di Sassari.
Dal Rettore ci saremmo aspettati una maggiore attenzione nei confronti di Alghero, una maggiore cura per gli immobili concessi dalla città e una visione più coraggiosa e ambiziosa per il futuro del polo universitario algherese.
Con l’avvicinarsi della conclusione dell’attuale mandato rettorale, auspichiamo che venga lasciato un segnale concreto di riconoscenza verso una città che ha sempre sostenuto l’Università. È il momento di avviare nuovi percorsi di studio capaci di valorizzare le reali vocazioni economiche del territorio.
Alghero è uno dei principali poli turistici del Mediterraneo e ospita uno dei porti turistici più importanti d’Italia. Perché non investire in corsi di laurea dedicati al turismo sostenibile, all’economia del mare, alla progettazione della nautica e al design nautico? Sarebbe una scelta perfettamente coerente con l’identità della città e con le esigenze di un mercato del lavoro in continua evoluzione.
L’Università deve tornare a essere un autentico motore di sviluppo, innovazione e crescita, non una semplice presenza istituzionale.
Alghero non chiede privilegi. Chiede rispetto per il proprio patrimonio storico, investimenti adeguati, progettualità e una visione all’altezza della sua storia, delle sue potenzialità e del ruolo che può svolgere nel panorama universitario e turistico della Sardegna.
È arrivato il momento che la politica regionale, l’Università e tutte le istituzioni si assumano fino in fondo le proprie responsabilità. Perché una città come Alghero, che ha dato tanto all’Università, non può continuare a ricevere così poco”
Christian Mulas
Consigliere comunale PSd’Az Alghero