ALGHERO – Il piano straordinario annunciato dalla ASL sulle sale operatorie di Alghero solleva forti perplessità e appare, ancora una volta, privo di una visione organica e coerente con gli impegni assunti nel recente percorso di transizione tra AOU e ASL, che avrebbe dovuto garantire equilibrio e uniformità, sia sul piano qualitativo che quantitativo, delle prestazioni sanitarie.
Colpisce in particolare una scelta che appare del tutto illogica: mentre l’Oculistica, struttura semplice, vede triplicare le ore di attività chirurgica, l’Ortopedia, che è Unità Operativa Complessa e rappresenta un presidio fondamentale per tutto il territorio, viene di fatto penalizzata con una riduzione significativa degli spazi e delle possibilità operative.
Una decisione che rischia di avere ripercussioni gravi non solo su Alghero, ma sull’intero sistema sanitario regionale. È noto infatti che la domanda di prestazioni ortopediche proveniente da vaste aree della Sardegna, in primis da Sassari e Nuoro, trova proprio ad Alghero un punto di riferimento. Ridurre la capacità operativa dell’Ortopedia significa inevitabilmente rimettere in difficoltà quei territori, facendo ripiombare il sistema in una condizione di affanno già vissuta in passato.
Ancora più discutibile è la scelta di destinare le sale operatorie del Marino, dotate di standard ISO 5 e quindi progettate per garantire condizioni di sterilità assoluta indispensabili per la chirurgia ortopedica, all’attività oculistica. Per quest’ultima, come è risaputo, sarebbe stato più che sufficiente un ambulatorio chirurgico avanzato, senza sottrarre spazi preziosi a una specialità che necessita di ambienti ad altissima protezione per prevenire infezioni ossee, finora fortunatamente contenute.
A ciò si aggiunge un ulteriore elemento di criticità: la progressiva concentrazione di attività sull’ospedale Marino, che sta già determinando un eccessivo afflusso di utenti e operatori, con evidenti problemi logistici, a partire dalla cronica carenza di parcheggi.
Preoccupa inoltre il silenzio sul completamento del blocco operatorio del Marino, già finanziato. Il rischio concreto è quello di disperdere risorse pubbliche e perdere un’occasione strategica per rafforzare stabilmente l’offerta sanitaria del territorio.
Alghero, negli ultimi anni, aveva finalmente riacquisito un ruolo centrale nella cura delle patologie ortopediche, sia in urgenza che in elezione, grazie all’impegno e alla professionalità degli operatori. Oggi, invece, si ha la sensazione che questo percorso virtuoso venga inspiegabilmente ostacolato, come se non fosse gradito che un presidio sanitario lavori tanto e lavori bene.
Serve un immediato ripensamento di queste scelte. La sanità non può essere governata con soluzioni tampone e decisioni che rischiano di compromettere equilibri faticosamente costruiti. Occorre restituire centralità all’Ortopedia di Alghero e garantire una programmazione seria, coerente e rispettosa delle esigenze dei cittadini e dei territori.
Lo ha dichiarato il consigliere nazionale di Forza Italia Marco Tedde