ROMA – “La Giunta regionale persevera in un’azione che viola la Costituzione, le leggi e le sentenze, si valuti l’opportunità di un’iniziativa affinché non si reiterino iniziative illegittime e dannose che andrebbero a compromettere irrimediabilmente il quadro amministrativo, incidendo negativamente sui Lea e sul diritto alla salute dei cittadini.” Sono le richieste formulate nella nuova interrogazione presentata dal presidente della Commissione Affari Sociali e Salute della Camera, Ugo Cappellacci, dopo la sentenza del TAR Sardegna che, confermando quanto già stabilito dalla Corte Costituzionale, ha dichiarato l’illegittimità dei commissariamenti delle ASL sarde, deciso dalla Giunta guidata da Alessandra Todde. “Il quadro di grave illegittimità denunciato con la mia precedente interrogazione – evidenzia Cappellacci- con i rischi di nullità degli atti, di instabilità amministrativa e di compromissione gestionale ha trovato piena conferma nella sentenze dei giudici amministrativi. Questi ultimi hanno evidenziato che il potere di commissariare non esisteva e tantomeno è reiterabile o sanabile, essendo stato travolto dalla sentenza della Consulta il presupposto normativo. In concreto, la Regione può solo ripristinare lo stato precedente, non poteva e non può procedere con nuove nomine. Nonostante ciò, si profila il rischio della reiterazione di provvedimenti illegittimi con conseguenti incertezze sull’assetto effettivo delle direzioni aziendali e sulla legittimità degli atti. Dalle parole della presidente Todde – sottolinea Cappellacci- emerge chiara la volontà di procedere al di fuori del binario individuato dalla Costituzione, dalle leggi e dalle sentenze, esponendo la sanità sarda a una condizione di paralisi decisionale e conflittualità amministrativa”