Casette dell’acqua ad Alghero

ALGHERO – Prelevare l’acqua alla spina è un’abitudine che si sta diffondendo sempre di più tra i cittadini. Naturale o gassata, l’acqua pubblica sarà disponibile in tre zone della città: in Piazza Maria Carta, in Zona dei Mercati civici, a Sant’Agostino. Molti i benefici ambientali legati all’utilizzo delle case dell’acqua, tra cui la riduzione della produzione di rifiuti in plastica, le agevolazioni per i consumatori, i benefici per l’ambiente.

L’iniziativa della giunta del 4 febbraio scorso promuove l’installazione di tre fontane automatiche in grado di purificare l’acqua della rete, erogarla a temperatura ambiente e refrigerata e, appunto, liscia o gassata. L’iniziativa è dell’Assessorato all’Ecologia, che ha già attuato con successo una prima sperimentazione in diversi plessi scolastici comunali e presso due sedi  istituzionali, dove sono stati installati i distributori d’acqua purificata proveniente dalla rete.

“La procedura deliberata dalla Giunta prevede la concessione ai privati di spazi necessari all’installazione della “case dell’acqua” mediante procedure di evidenza pubblica e conseguente stipula di apposito accordo di durata triennale, nel caso si valutasse positivamente il servizio erogato”, spiega Andrea Montis, Assessore all’Ecologia. L’acqua alla spina dovrà provenire dalla rete cittadina; il costo di acquisto per i cittadini è fissato a 5 centesimi per litro prelevato, destinato interamente a sostenere il servizio erogato.

Acabàura, Marino: presente cruciale per il futuro

ALGHERO – “Non può esserci programmazione per il futuro se non si salvaguardano i livelli di assistenza del presente. Anche perché l’entità dei finanziamenti destinati ad un presidio ospedaliero dipende dai volumi di attività svolti: meno ricoveri e meno interventi  equivale ad avere meno personale e meno risorse e questa è l’anticamera della morte per un nosocomio, non certo di una riqualificazione.

Questo per sottolineare che, se si vuole rilanciare l’Ospedale Marino di Alghero, trasformandolo in un polo di riferimento per il Nord Sardegna  e per l’intera isola, per l’attività di Day Surgery ma anche per l’attività riabilitativa ortopedica, neurologica, cardiologica, intensiva ed estensiva, associata magari alla talassoterapia,  con un’ala dedicata alla post-acuzie (lungodegenza), di cui c’è gran bisogno, è necessario che la politica faccia scelte precise, indicando nero su bianco i tempi e modi con i quali si intende operare tale trasformazione.

A leggere l’allegato A alla deliberazione del Commissario Straordinario dell’ATS n°200 del 15/11/2019: Adozione atti di programmazione sanitaria 2020-2022  in merito alla riorganizzazione della rete ospedaliera, in applicazione delle disposizioni e indirizzi della Regione, per il Marino ritroviamo solo prescrizioni fumose, che prevedono il potenziamento dell’attività di Day Surgery, il potenziamento delle funzioni riabilitative, il trasferimento della lungodegenza di Ittiri, da realizzarsi nel corso del 2020 e consolidarsi nel corso del 2021, senza alcuna indicazione di dettaglio e senza alcuna certezza nei tempi.

Per il Civile si prevede l’attivazione della Terapia Semintensiva, il proseguimento delle attività di ristrutturazione del blocco operatorio, il completamento delle attività di ristrutturazione dei reparti chirurgici, da realizzarsi nel corso di quest’anno, ma ad oggi non si conosce né la tempistica né quali saranno le risorse a disposizione.

Una pianificazione così aleatoria certamente non tranquillizza la comunità algherese in quanto non mette al riparo l’Ospedale Marino da possibili cambi di destinazione d’uso, anche di recente prospettati da qualche politico nostrano, ma soprattutto non da risposte circa la ripresa  dell’attività chirurgica per tutti quei pazienti di competenza traumatologica ed ortopedica che oggi non possono essere operati nella loro città, trasferiti, con molti disagi e non senza possibili complicanze, presso l’ospedale di Ozieri.

Il Comitato Sanità “Acabàura” è assolutamente convinto che  l’efficientamento dei due presidi algheresi debba passare attraverso l’accentramento di tutte le specialità presso l’Ospedale Civile ma, in attesa del completamento dei lavori di ristrutturazione presso quest’ultimo, ritiene  vi debba essere l’immediato, temporaneo ripristino dell’attività chirurgica ortopedica e traumatologica presso l’Ospedale Marino. 

Chiediamo  a tal proposito  che il Sindaco si assuma la responsabilità di affrontare questa delicata questione in modo deciso ed operativo, aprendo un tavolo permanente di lavoro con l’ATS affinchè il Commissario Straordinario fornisca risposte certe sulle attività sanitarie attualmente sospese e chiarisca  la programmazione, solo tracciata, contenuta nella Delibera del 15 novembre 2019, definendola meglio nei passaggi pratici: tempi, risorse, modalità. E’ inaccettabile che il rilievo di criticità riguardanti il personale e la sicurezza abbia avuto come conseguenza l’interruzione del servizio sine die, invece di indurre l’azienda sanitaria  ad apportare tutti i correttivi necessari, in attesa del trasferimento dell’attività chirurgica dal Marino al Civile.  

Perché venga fatta chiarezza su quale sia la pianificazione a breve scadenza, il nostro Primo Cittadino dovrebbe chiedere che venga resa pubblica la relazione che ha condotto alla sospensione delle attività del Marino, così da fornire un’ informazione  dettagliata sulle reali problematiche che hanno condotto ad una decisione così impattante sulla comunità algherese. E dovrebbe anche chiedere che venga redatta una relazione altrettanto meticolosa e particolareggiata sul presidio ospedaliero di Ozieri ,  per rassicurare la comunità che in quella sede vengano davvero garantiti quei requisiti minimi previsti per legge, requisiti che valgono per tutti i presidi e non solo per quello algherese

Non si tratta dunque di rivendicazioni mosse dalla nostalgia per un passato che non c’è più ma di una battaglia a difesa dei nostri due presidi ospedalieri, che significa difesa del diritto alle cure perché, nell’attesa della riconversione del Marino, con trasformazione in polo di eccellenza, e nell’attesa del completamento dei lavori di  ristrutturazione che consentano al Civile di diventare ospedale di I livello a tutti gli effetti, la città non venga privata di un servizio di fondamentale importanza, quello ortopedico e traumatologico, a seguito di motivazioni che appaiono poco convincenti”.

Comitato Sanità “Acabàura”

Gallura, Carzedda sub-commissario

CAGLIARI – L’assessore regionale degli Enti locali, Quirico Sanna, su indicazione dell’amministratore straordinario della Provincia di Sassari, Pietro Fois, ha firmato il decreto di nomina dell’avvocato Pietro Carzedda a sub-commissario per la Gallura. L’incarico sarà conferito in maniera solenne martedì 11 febbraio, alle 11, nella sala consiliare della Provincia Olbia-Tempio. 

Tassa sbarco: operatori contrari, politica favorevole

CAGLIARI – La Quinta Commissione del Consiglio regionale ha concluso il primo ciclo di audizioni sulla proposta di legge di istituzione dell’imposta regionale di sbarco.  Il parlamentino presieduto da Piero Maieli (Psd’Az) ha sentito i rappresentanti delle compagnie marittime e delle società di gestione degli aeroporti di Cagliari, Olbia e Alghero. Alla seduta ha preso parte anche l’assessore al Turismo Gianni Chessa che ha ribadito l’orientamento della Giunta sull’iniziativa promossa dal consigliere del gruppo Udc-Cambiamo Antonello Peru: «Siamo d’accordo sulla introduzione di un contributo d’ingresso come avviene in tutto il mondo – ha detto Chessa – a condizione che non si sovrapponga ad altri balzelli già in vigore come la tassa di soggiorno. Il turista che viene in Sardegna deve pagare il giusto e trovare servizi efficienti».

Di diverso avviso i rappresentanti delle compagnie marittime e delle società di gestione degli aeroporti: «L’imposta di sbarco è, di fatto, un secondo balzello che si aggiunge alla tassa di soggiorno – ha detto Franco Del Giudice di Assoarmatori – la prima non può escludere la seconda. La tassa di soggiorno è infatti disciplinata da una legge nazionale. Non credo che i comuni costieri che oggi fanno cassa con la tassa di soggiorno siano disposti a rinunciarvi a cuor leggero. Un’imposta di sbarco avrebbe un impatto negativo sui turisti perché, soprattutto nei mesi di spalla, andrebbe ad incidere pesantemente sul prezzo dei biglietti delle navi». Giudizio condiviso dai rappresentati del Gruppo Grimaldi, l’amministratore delegato Eugenio Cossu e il Line Manager Giovanni Balletta: «Le compagnie marittime si trovano oggi in grande difficoltà per gli effetti prodotti dalle nuove direttive che hanno determinato un aumento importante del prezzo dei carburanti – hanno detto – aggiungere oggi un altro elemento come l’imposta di sbarco rischia di mettere in crisi sia il settore passeggeri che quello merci. L’introduzione di una nuova imposta avrebbe effetti disincentivanti sui flussi turistici diretti in Sardegna».

Sulla stessa linea il rappresentante del Gruppo Tirrenia Ivan Caddeo: «Le compagnie che operano sulle rotte interessate dagli oneri di servizio viaggiano in passivo durante i mesi invernali. La previsione di una tassa di sbarco di 5 euro avrebbe effetti fortemente impattanti sulla sensibilità dei passeggeri perché andrebbe a incidere sulla capacità di spesa delle famiglie e sui loro programmi di viaggio».

Forti perplessità anche dai rappresentanti della società aeroportuali preoccupati soprattutto per i disagi che un’imposta di sbarco potrebbe creare negli scali: «Questa misura rischia di creare ulteriori difficoltà a un sistema già provato dai problemi della continuità territoriale aerea – ha detto Renato Branca, direttore organizzativo della Sogaer – per riscuotere l’imposta occorrerebbe prevedere un controllo in ingresso per verificare le esenzioni riconosciute ai residenti e a chi viaggia per motivi di lavoro. Si creerebbe una situazione di caos difficile da risolvere dal punto di vista gestionale». Per Lucio Murru, direttore commerciale della Geasar, il progetto di legge «non è coerente con gli sforzi fatti dalla Regione e dalla società aeroportuali finalizzati a riposizionare la Sardegna nel Mediterraneo e contrastare la concorrenza di nazioni come Spagna, Francia, Grecia e i paesi del Nord Africa. Uno dei limiti della nostra Isola è che è considerata troppo cara. L’introduzione di una nuova imposta potrebbe rafforzare i nostri competitor». Contrario all’imposta di sbarco anche Alberto Perini, direttore generale di Sogeaal, secondo il quale: «un nuovo balzello andrebbe ad incidere sulle scelte dei vettori aerei. Le compagnie ragionano sul costo dei biglietti, per ogni passeggero c’è già una tassa addizionale comunale di 6,5 euro. Prevederne altri 5 avrebbe un impatto negativo sulle scelte dei vettori e degli stessi passeggeri».

Alle considerazioni dei rappresentanti degli armatori e delle società di gestione aeroportuali ha replicato Antonello Peru: «Non si tratta di una tassa ma di un contributo d’ingresso. La finalità della legge è quella di far pagare meno i turisti che vengono in Sardegna – ha sottolineato Peru – è una misura completamente diversa dalla tassa di soggiorno applicata oggi da pochi comuni della Sardegna. In questo caso, i turisti pagheranno una sola volta con la certezza di vedere i loro denari destinati al miglioramento dei servizi. Il nostro obiettivo è eliminare la tassa di soggiorno prevedendo compensazioni per i comuni costieri che attualmente la applicano». Di diverso avviso il consigliere d’opposizione Gianfranco Satta secondo il quale le argomentazioni degli armatori e delle società di gestione degli aeroporti non fanno che confermare le perplessità avanzate dall’opposizione sulla proposta di legge. «Prevedere una nuova imposta in un momento di forte difficoltà per il sistema turistico provocato dalle incertezze sulla continuità territoriale sarebbe devastante».

Il presidente della Commissione Piero Maieli, al termine della seduto ha annunciato ulteriori approfondimenti sulla proposta di legge: « La Commissione vuole arrivare a un testo condiviso, aperto ai contributi di tutti, che fornisca uno strumento utili per incentivare l’industria delle vacanze. Nessuno pensa a una sovrapposizione di imposte. Occorre ribaltare il concetto, il messaggio da veicolare è questo: in Sardegna si paga di meno e lo si fa una sola volta. E’ importante lavorare sulla comunicazione e spiegare a tutti gli operatori che questa proposta di legge mira allo sviluppo turistico dell’Isola. Il gettito previsto dall’imposta di sbarco, stimato in circa 40/50 milioni di euro, verrebbe infatti destinato agli investimenti per il settore».

Continuità, trattati “formali” con l’Ue: stop speculazioni

CAGLIARI – Tutte le interlocuzioni avviate dopo il 13 novembre 2019 dalla Regione Sardegna a seguito della trasmissione – per il tramite del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti – del nuovo Progetto di OSP, predisposto per la condivisione e il successivo inoltro alla Commissione europea a mezzo della Rappresentanza italiana presso l’Unione Europea, hanno sempre avuto un carattere formale. E come tali abbiamo gestito tutte le richieste di chiarimento pervenute dalla Commissione relativamente a modifiche o integrazioni sul Progetto.

L’importanza del tema dei trasporti e del diritto alla mobilità per i sardi non può essere derubricato a “discussione informale”, tutto ciò sarebbe profondamente ingiusto oltreché offensivo per la Sardegna”, lo afferma il presidente della Regione Christian Solinas in relazione alle presunte affermazioni da parte di “fonti della Commissione Europea” sul nuovo bando per la continuità territoriale aerea da e per l’Isola. Ci aspettiamo adesso una immediata presa di distanza ferma e autorevole rispetto a queste parole che – in un momento così delicato – possono danneggiare in maniera irreparabile il Progetto”

Dog Beach e aree sportive: proposta Riformatori

ALGHERO – Come  noto  allo stato attuale in  assenza  di  un  Piano di  Utilizzo dei litorali, presso le spiagge sarde, non possono essere rilasciate nuove concessioni Demaniali Marittime se non esclusivamente nei seguenti casi: 1)  per le strutture ricettive/sanitarie con l’istituto Autorizzatorio stagionale ( giusta art. 11 delle Linee Guida per la predisposizione del Piano di utilizzo dei litorali) 2)  semplici autorizzazioni temporanee della durata di 20gg per lo svolgimento di attività ludico ricreative sportive o di spettacolo (giusta art. 12 delle Linee Guida per la predisposizione del Piano di utilizzo dei litorali):Oltre alle Linee guida sopracitate ,sulle spiagge Sarde ,vige anche l’Ordinanza balneare della Regione Autonoma Sardegna che, nel dare le doverose indicazioni di fruizione e nel porre determinati divieti ( divieto di pratica di attività sportiva) ( divieto di accesso ai cani nelle spiagge libere), prevede che le Amministrazioni Comunali possano comunque :
A)         Istituire aree da dedicare alla pratica sportiva ;
B)  Istituire aree per l’accesso dei cani in spiaggia ( Dog. Beach).
  In poche parole le amministrazioni comunali sono autorizzate ( da Ordinanza Regionale) a individuare le aree d’accesso ai cani e quelle da dedicare alla pratica sportiva ( rispondenti ad esigenze e insistenti richieste di turisti e residenti) ma, in assenza di un Piano di utilizzo dei Litorali, non gli è concesso assegnarle in gestione poiché si configurerebbe una nuova Concessione Demaniale Marittima. 
Son note a tutti le difficoltà delle Amministrazioni costiere nel poter gestire direttamente queste aree che se non presidiate diventano luoghi abbandonati a se stessi trasformandosi da  aree di servizi  in aree di disagio.Pertanto,il Locale Coordinamento cittadino dei Rifomatori Sardi ha presentato al proprio Consigliere Regionale del Territorio( nonché segretario regionale del partito) l’Onorevole Aldo Salaris, una proposta di modifica alle linee Guida del Piano d’Utilizzo dei litorali che con un semplice articolo aggiuntivo potrebbe prevedere di assegnare in gestione  le aree ( individuate dall’amministrazione) dedicate alla pratica sportiva e alla Dog. Beach, ad associazioni senza fini di lucro.
Di seguito l’Articolo aggiuntivo proposto :In assenza di Piano di utilizzo dei litorali, e nelle more della sua approvazione, laddove le amministrazioni comunali abbiano proceduto alla loro istituzione , come previsto dall’Ordinanza balneare della Regione, le aree destinate alla pratica sportiva e all’accesso dei cani in spiaggia ( Dog. Beach) possono essere affidate in gestione ,con autorizzazione stagionale delle Amministrazioni comunali, ad associazioni sportive o associazioni senza scopo di lucro”Le aree in questione dovranno rimanere comunque accessibili a tutti , di libera e gratuita fruizione se non per eventuali servizi aggiuntivi resi da chi le gestisce e utili al sostentamento delle associazioni.
” Una proposta di grande utilità per tutta la Sardegna, son sicuro che su queste tematiche ci saranno consensi ampi.”Dichiara il segretario Cittadino dei Riformatori Sardi si Alghero Alberto Bamonti. “Diventa centrale per la qualità della vacanza avere delle spiagge e delle aree atrezzate, individuando arenili belli per soddisfare e accogliere gli amici a 4 zampe e i loro padroni”.

Coordinamento cittadino Riformatori Sardi

Rete del Gas, lunedi lavori nel Centro Storico

ALGHERO – Al via i lavori per la rete del gas nel centro storico. I lavori di posa in opera dell’importante infrastruttura destinata a produrre benefici e risparmi per i cittadini entrano nella fase più delicata, intervenendo nel cuore della città vecchia. L’inizio degli scavi è previsto  lunedì 10 febbraio in via Gilbert Ferret, nel tratto compreso tra via Carlo Alberto e via Cavour. La pianificazione degli interventi di ammodernamento dei servizi condivisa con i residenti prevede in questo segmento la posa in opera delle tubature per 132 metri lineari, per la durata di quattro settimane.

In seguito, i lavori si sposteranno in via Cavour, nel tratto tra via Misericordia e via Manno. Per questo intervento di circa 300 metri di messa in opera di condotte, si renderanno necessarie altre quattro settimane. I lavori si sposteranno successivamente in via Santa Barbara, vicolo Bertolotti, via Ospedale. Le opere non prevedono presenze contestuali di altre imprese, tenuto conto che lungo queste viabilità non sono programmati scavi per manutenzioni straordinarie di altro tipo. L’Amministrazione ha chiesto all’impresa aggiudicataria delle opere la massima celerità e attenzione nell’esecuzione, in modo da limitare disagi durante la giornata ai residenti e alle attività commerciali.  

Sassari, via De Martini buia e pericolosa

SASSARI – “Per l’ennesima volta la via De Martini, sale agli onori della cronaca per la sua pericolosità, e soprattutto per la scarsa attenzione che fino ad oggi gli è stata riservata dalle diverse amministrazioni, in questi ultimi anni. Una strada stretta, buia, piena di buche, pericolose soprattutto per moto e biciclette e senza marciapiedi, come segnalato dai tanti cittadini che abitano nella zona tra Villa Gorizia, Marchetto e San Giorgio”. Cosi dal Coordinamento di Fratelli d’Italia di Sassari riguardo la condizione di questo collegamento viario.

“Tante sono state le segnalazioni dei residenti mai prese in considerazione, tanti incidenti e rischi quotidiani per chi abita, lavora e frequenta questa importantissima arteria cittadina nella quale transitano autobus, scuolabus, camion, i quali impediscono molto spesso, specialmente all’altezza del ponticello dove passa il Rio Gabaru, il transito di due mezzi nello stesso momento”.

“Situazione critica, anche per quanto riguarda le fermate dell’autobus, situate vicino a dossi, cunette o addirittura in prossimità di alcune curve, con i cartelli di fermata, spesso coperti dalla vegetazione, senza lo spazio per l’ attesa in piena sicurezza da parte degli utenti. Come Fratelli d’Italia Sassari, Circolo Audax, chiediamo con urgenza alla Giunta comunale, all’Assessorato e alla commissione competente, di effettuare un sopralluogo, così da verificare lo stato della strada e programmare interventi urgenti per la sua messa in sicurezza”.

Abbanoa, cambio vertici: beneficio per i sardi

CAGLIARI – “Si apre una nuova fase nella gestione idrica in Sardegna, che porterà ad un servizio più efficiente per i cittadini in un settore di vitale importanza quale quello della gestione e distribuzione del bene acqua”. Cosi’ il presidente della Regione, Christian Solinas, commenta gli esiti dell’Assemblea dei soci di Abbanoa, durante la quale sono state recepite modifiche statutarie che, afferma il Presidente, “metteranno in condizione il nuovo soggetto giuridico di incidere sulle strategie future della società in relazione al servizio idrico integrato della Sardegna, a beneficio dei cittadini sardi, delle famiglie e delle imprese”.

L’Assemblea dei soci di Abbanoa ha votato a maggioranza, con un astenuto e nessun voto contrario, la proposta presentata dalla Regione in merito al nuovo organo amministrativo della società: in sostituzione dell’Amministratore unico sorgerà un organo collegiale composto da un Presidente e uno o più Amministratori delegati. I componenti del nuovo organo, così come i compensi dei membri, verranno decisi nel corso della prossima Assemblea dei soci.

“Abbiamo preso atto delle dimissioni dell’Amministratore unico, Abramo Garau, che ringrazio per il lavoro svolto e per il senso di responsabilità dimostrato, e proposto un organo collegiale in sostituzione dell’organo monocratico che fin qui ha governato la società”, spiega l’assessore dei Lavori pubblici, Roberto Frongia.

La Regione ha chiesto che il nuovo piano di riorganizzazione sia incentrato sul superamento delle criticità emerse proprio in relazione alla gestione, già evidenziate e indicate a più riprese alla società stessa. Inoltre, è stato dato mandato, nei limiti dello Statuto, di convocare una nuova Assemblea che dovrà dare seguito a quanto approvato dai soci.

“Oggi la maggioranza dei soci di Abbanoa ha deciso il nuovo corso che la società in house della Regione dovrà intraprendere per allinearsi ai migliori standard italiani ed europei in termini di servizio ed efficienza”, ha dichiarato Frongia. La nuova Assemblea si riunirà in seduta ordinaria (per il nuovo progetto di riorganizzazione) e straordinaria (per la modifica dello Statuto).

Alghero, nasce Museo Egea

ALGHERO – “La Regione ha accolto con favore il progetto della cooperativa sociale ‘Solomare’, individuando nel museo etnografico un importante contributo verso la verità storica sulle vicende che hanno riguardato il confine orientale italiano nella seconda metà degli anni ’40”. Lo ha detto l’assessore regionale degli Enti locali, Quirico Sanna, in occasione della posa della prima pietra del “Museo Egea”, nel terreno delle ex officine Egas di Fertilia.

A compiere il gesto simbolico l’esule istriana Egea Haffner, ospite del convegno “Una luce sulla memoria” nel Parco di Porto Conte ad Alghero, durante il quale, questa mattina, è stato presentato il progetto del museo di Fertilia. Egea, nata a Pola e figlia di un infoibato, insignito con la medaglia commemorativa del Sacrificio offerto alla Patria dal presidente della Repubblica Ciampi, è diventata un simbolo dell’esodo giuliano-dalmata per la foto dove è ritratta da bambina con la valigia e la scritta “esule giuliana n. 30001”. Il Museo, costruito in un bene messo a disposizione dalla Regione, sarà terminato per settembre e, attraverso un percorso multimediale ricco di documenti e testimonianze, farà conoscere la storia della ‘città di fondazione’ di Fertilia e dell’esodo.

“Potrà diventare un punto di riferimento per la comunità giuliano-dalmata che si è stabilita nella frazione di Alghero – ha aggiunto l’assessore Sanna – Ma sarà anche meta di scolaresche che così potranno conoscere, attraverso un’ampia documentazione, una pagina dolorosa di storia nazionale, caratterizzata dalle migliaia di vittime delle foibe e dall’esodo di oltre 350mila italiani dalle terre di Istria, Fiume e Dalmazia. Un monito alle giovani generazioni contro la cultura dell’odio, che ha contribuito per decenni ad occultare la verità”.

“Una bella storia di accoglienza che ormai è patrimonio di tutta l’Isola, diversamente da altre regioni dove il fanatismo ideologico impedì ai profughi di stabilirsi dopo essere stati cacciati dalle proprie case e privati dei loro beni dal regime jugoslavo del maresciallo Tito“, ha concluso l’esponente della Giunta Solinas