Scandalo turismo: Di Gangi |video

ALGHERO – E’ sempre più difficile pensare che non ci sia un complotto per affossare il Nord-Ovest della Sardegna. Anche il più fervido realista, infatti, non può non considerare che da qualche anno a questa parte la politica regionale è come “un piano inclinato: tutto indirizzato verso il cagliaritano”, questo l’esempio fatto dal consigliere regionale Marco Tedde durante la conferenza stampa di questa mattina. Insieme ai rappresentanti in Consiglio Comunale degli azzurri e al leader di Energie per l’Italia e Azione Alghero, Marco Di Gangi, sono state illustrate le motivazioni di quello che può essere considerato un vero e proprio scandalo

L’aeroporto di Alghero e il Porto Torre non sono indicati tra le porte di accesso della mobilità turistica. Un piano redatto dal Governo centrale a seguito di indicazioni giunte dalla Regione. “Questo, tradotto in cifre, significa che questa zona della Sardegna, non vedrà neanche un euro dei 6miliari messi a disposizione per le varie progettualità in definizione legate a turismo, ambiente, cultura e mobilità”. Un vero e proprio schiaffo, riassunto da Marco Di Gangi nell’intervista di Algheronews.

Nella foto e video Marco Di Gangi

Scandalo porte accesso: dossier

ALGHERO – Il 13 settembre 2017 i Ministri Graziano Delrio e Dario Franceschini hanno presentato alla stampa il primo piano straordinario della mobilità turistica 2017 – 2022 redatto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti d’intesa con il Ministero dei Beni Culturali, delle Attività Culturali e del Turismo ai sensi delle disposizioni contenute nel D.L 83/2014 convertito nella legge 106/2014.

Il piano, denominato “Viaggiare in Italia” mette al centro il “turista come viaggiatore”. Nelle intenzioni degli estensori il Piano Straordinario della Mobilità Turistica è il punto di convergenza di due percorsi istituzionali – «Connettere l’Italia» per il MIT e il «Piano Strategico del Turismo» per il MIBACT – e rappresenta l’attuazione concreta delle Linee di Intervento contenute in questi due documenti di pianificazione strategica.

Il 9 novembre u.s la Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, Regioni e le Provincie autonome ha espresso l’intesa sul relativo schema di decreto ministeriale. Il Piano disegna un modello basato sulle cosiddette porte d’accesso del turismo in Italia coincidenti con porti, aeroporti e stazioni ferroviarie considerate strategiche e rilevanti per il turismo internazionale ed interconnesse alle reti locali e nazionali e si pone tra gli altri gli obiettivi di accrescere l’accessibilità ai siti turistici per rilanciare la competitività del turismo, valorizzare le infrastrutture di trasporto come elemento di offerta turisticae promuovere modelli di mobilità turistica ambientalmente sostenibili e sicuri.

Noi sardi che facciamo affidamento sul turismo come volano economico e viviamo quotidianamente i problemi e le difficoltà connessi all’isolamento geografico e alla mobilità interna, avremmo dovuto riporre nei confronti di questo piano non poche aspettative, salvo doverci poi ricredere, analizzando le prescrizioni che da esso emergono. Se, infatti, qualcuno avesse avuto ancora bisogno di conferme circa l’esistenza di azioni coordinate al fine di relegare il nord ovest della Sardegna ai margini delle politiche di sviluppo nazionali e regionali ecco la certificazione rappresentata dal Piano Straordinario per la Mobilità Turistica.

Gli antefatti

Le scelte della Giunta regionale in materia di trasporto aereo e di continuità territoriale che incidono drammaticamente sull’aeroporto di Alghero determinando un crollo dei collegamenti e degli arrivi probabilmente costituivano, evidentemente, solo il preludio a altre scelte ancora più devastanti, riguardanti non solo lo scalo algherese, ma più in generale il territorio del Nord Ovest dell’isola.

E’ opportuno ricordare che queste scelte sono state possibili grazie al sostegno dell’intera maggioranza di centro sinistra in Consiglio Regionale e alla miopia politica di chi avendo la responsabilità di governo, il presidente Pigliaru e la sua Giunta al completo, ha determinato disgregazione territoriale e ha indebolito ulteriormente la già debole struttura economica di vaste aree dell’isola.

In molti restarono perplessi quando il presidente dell’Enac Vito Riggio, insieme al Senatore PD Silvio Lai nel corso di un convegno sui voli low cost affermarono a proposito del futuro dell’aeroporto di Alghero che in Sardegna due aeroporti, uno al nord e uno al sud, fossero più che sufficienti, ancor di più una volta completata la quattro corsie Olbia – Sassari. Sembrava l’ennesima battuta a effetto ma oggi abbiamo la conferma, le cose stanno andando proprio in questa direzione e non per effetto di un destino cinico e baro, ma per effetto di precise scelte politiche.

Le scelte politiche

Basta leggere il Piano Straordinario della Mobilità Turistica per capire che piega abbiano preso le cose per lo scalo algherese e per il porto di Porto Torres. Ebbene, se si vanno a leggere le previsioni progettuali per la Sardegna si scopre che nel suo territorio vengono individuati come “Porte di accesso” due soli aeroporti e due soli porti, quello di Olbia e quello di Cagliari. Vengono esclusi l’aeroporto di Alghero e il porto di Porto Torres e questo nonostante le due località costituiscano la porta di accesso in Sardegna di rilevanti flussi di turismo internazionale: il porto di Porto Torres ha infatti un numero di passeggeri ben maggiore rispetto a quello di Cagliari e la città di Alghero da sola, senza considerare il territorio nel suo complesso, è la città sarda con il maggior numero di presenze turistiche. Complessivamente il nord ovest costituisce per arrivi e presenze il terzo polo turistico in Sardegna. Bisogna sottolineare che tale scelta è stata avvallata dalla Regione Sardegna in occasione del tavolo tecnico del 18 ottobre 2017 e con la sottoscrizione in data 9 nov. 2017 dell’intesa, senza che fossero formulate osservazioni al riguardo, nell’ambito dei lavori della Conferenza permanente Stato-Regioni nel cui verbale si da atto che “le Regioni hanno espresso l’avvio favorevole all’acquisizione dell’intesa, manifestando la necessità di alcune correzioni meramente formali …. … per l’adozione del Piano straordinario della mobilità turistica 2017-2022. Non si può perciò che pervenire alla conclusione che dalle decisioni della Regione Sardegna emerge la volontà in linea con quella dello Stato di escludere l’aeroporto di Alghero ed il porto di Porto Torres dalla mappa nazionale delle porte d’accesso aventi rilevanza strategica per il turismo.

Appare inspiegabile l’aver escluso dal Piano Straordinario della Mobilità Turistica le due principali infrastrutture che garantiscono il collegamento con l’esterno per un intero territorio, precludendogli così la possibilità di accedere ai rilevanti finanziamenti cui il Piano stesso prelude. Scelta che appare incomprensibile anche alla luce dei risultati e dei numeri relativi al traffico passeggeri nazionale ed internazionale che le due infrastrutture del nord-ovest della Sardegna, Alghero per il trasporto aereo e Porto Torres per quello via mare fanno registrare, nonostante le recenti politiche regionali di trasporto abbiano contribuito a creare condizioni fortemente sfavorevoli in un territorio che continua ad essere premiato e scelto da visitatori e turisti.

Ancora più inspiegabile e ingiustificabile in considerazione del fatto che il territorio del nord ovest dell’isola possiede siti turistici di rilievo internazionale, facilmente raggiungibili dalle due infrastrutture escluse dal Piano, quali, a titolo d’esempio: il Parco nazionale dell’Asinara, il parco regionale di Porto Conte, l’Area marina protetta di Capo Caccia – Isola Piana, la Grotta di Nettuno, la Miniera dell’Argentiera, oltre ad un incommensurabile e diffuso patrimonio ambientale, paesaggistico, archeologico e culturale.

Questa decisione stride anche fortemente con l’investimento di circa 7 milioni di euro finanziato dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione ( FSC) relativo alla razionalizzazione della viabilità di accesso, all’ampliamento delle aree per i parcheggi, alla realizzazione della nuova sala arrivi e all’ampliamento dell’area partenze dell’aeroporto di Alghero i cui lavori, già assegnati, partiranno a breve, una volta avuto il via libera dalla Conferenza dei Servizi e esaurita la progettazione esecutiva.
Questa decisione avallata dalla Regione Sardegna mortifica e penalizza gli sforzi di un intero territorio le cui prospettive vengono pesantemente limitate non tanto dal mercato, ma da precise scelte politiche che a partire dalla negazione della Città Metropolitana di Sassari fanno il paio con altre recenti decisioni di politica dei trasporti che nel 2016 hanno fatto registrare una perdita di 340 mila passeggeri per l’aeroporto di Alghero; azioni politiche che fanno sorgere il dubbio anche tra i più scettici che vi sia la volontà definita di mortificare il territorio del nord-ovest della Sardegna per avvantaggiarne altri. E con queste premesse bisogna essere molto diffidenti circa la volontà recentemente manifestata dalla Giunta Regionale di creare un sistema aeroportuale con un’unica regia per i tre scali sardi. L’idea non è sbagliata, ma non vorremmo che, ancora una volta, le scelte che si faranno andassero nella direzione di privilegiare alcune aree a discapito della nostra.

Tale scelta, che segue a breve distanza di tempo quella che ha visto il depotenziamento della sanità del sassarese, e quella della mancata indicazione nell’ambito del comitato di gestione dell’autorità portuale di un rappresentante del Comune di Porto Torres, mentre risultano rappresentati sia Olbia sia Cagliari, risulta l’ennesima che l’Amministrazione Regionale in carica assume ingiustificatamente in grave danno del nord-ovest della Sardegna.
Analoghi comportamenti non paiono più accettabili alla luce delle gravissime conseguenze che gli effetti di tali scelte producono in termini di capacità e di diritto alla mobilità delle persone e di prospettive di sviluppo economico e sociale di un intero territorio che ha nel turismo uno dei principali pilastri della propria economia.

Grande Alghero, road map Pd-Bruno

ALGHERO – Una cosa è certa: in questi ultimi anni, ad Alghero, a livello politico, se ne sono viste di tutti i colori. Ma l’avvenimento meno sorprendente è quello immortalato ieri pomeriggio in via Mazzini. Quasi tutti, chi più, chi meno, erano pronti a scommettere, già da inizio consiliatura, che prima o poi il Partito Democratico e il sindaco Bruno, si sarebbero incontrati “come due fiumi che nati da sorgenti diverse, si ritrovano per dare beneficino ad un bacino comune”, che sarebbe Alghero. Queste le parole di ieri del consigliere comunale, e dirigente, del Pd, Enrico Daga. Certo sia l’esponente dem che il segretario Salis hanno ribadito che si tratta di un sostegno programmatico, ma è evidente, come emerso ieri, che solo grazie alle “entrature” nei palazzi cagliaritani, oggi governati anche a maggioranza dal Pd, potranno arrivare i vantaggi e dunque le progettualità (una marea) annunciate da tempo e ribadite nella riunione di ieri.

Incontro alla presenza l’assessore regionale all’Urbanistica, Patrimonio, Enti Locali, Cristiano Erriu organizzato dal Partito Democratico con anche il sindaco Mario Bruno, consigliere regionale Luigi Lotto, consiglieri Daga, Pirisi e dei segretari provinciale, Cordedda, e locale, Salis. Si è parlato di diverse, numerose cruciali tematiche. In primis lo stato del Piano della Bonifica e anche manutenzione delle borgate. Ma poi tanto altro: porto (nuovo progetto con regia del Comune e Regione), Palazzo dei congressi (manifestazione interesse anche a breve per tutta l’area compresa Maria Pia), Piano del traffico (redazione col progettista Hussler), Puc (ci sono a disposizione altri 400mila euro utili ad affidarlo ad un progettista internazionale, in lizza Busquets), Pul (in dirittura d’arrivo garantirà nuove possibilità di investimenti), immobili borgate (attesa iter legislativo nazionale), Surigheddu (gara entro primi dell’anno prossimo, prima risolvere problema occupanti) e altro.

Per l’assessore Erriu (e non si può dargli torto) il “futuro è nelle nostre mani” e questa città può tagliare dei traguardi importanti attesi da diversi anni e diventare quella “Grande Alghero” di cui si parla da tempo. Le ricchezze e bellezze sono immani e anche, in parte, infinite. Ma involontariamente sono bastate le parole di Bruno, connesse allo studio e analisi dei giovani della Social Innovation a riportare tutti coi piedi per terra. Ad Alghero ci sono 7mila donne anziane che vivono da sole, l’indice di natalità è dello 0,8%, la maggioranza sono anziani dai 65 anni in su, mentre i giovani (fino ai 15 anni) sono un’esigua minoranza. Insomma dati e considerazioni che cozzano con i progetti, forse sogni, fissati come “road map” nell’incontro di ieri. Del resto quello non fatto in oltre 6 anni, non sarà facile realizzarlo in qualche mese. Però, visti i temi, basterebbe tagliare un paio di traguardi, per garantire ad Alghero e suo territorio un immediato futuro appena più roseo.

Nella foto l’incontro di ieri nella sede del Partito Democratico

S.I.

Sassari, caos Sanità: botta e risposta

CAGLIARI – “Se la sanità sassarese ha conosciuto un periodo di sfascio organizzativo, è stato quando a gestirla erano gli illuminati manager scelti dall’onorevole Cappellacci, ed ancora ne paga le conseguenze. Quello che l’attuale management dell’Aou di Sassari sta facendo è proprio mettere ordine in un sistema lasciato allo sbando dai direttori generali targati centrodestra, certamente non rimpianti da chi ha davvero a cuore gli interessi di pazienti e operatori”. E’ la replica dell’assessore della Sanità, Luigi Arru, agli attacchi arrivati dal centrodestra. [Leggi

“L’unione dell’Ospedale Santissima Annunziata con le Cliniche universitarie – prosegue l’esp]onente della Giunta – ha trasformato l’Azienda ospedaliera universitaria nel più grande ospedale della Sardegna, riconosciuto dalla rete ospedaliera approvata lo scorso mese dal Consiglio regionale come DEA II livello. Il Direttore Generale D’Urso ha il compito, proseguendo le attività del commissario Giuseppe Pintor, di organizzare un’azienda che, finalmente, grazie a questa Giunta, ha un atto aziendale, cioè un regolamento di organizzazione e di funzionamento che, per colpevole negligenza della Giunta Cappellacci, l’AOU di Sassari non ha mai avuto. A differenza di quanto affermano gli esponenti del centrodestra, [Attacco di Tedde] non risulta che sia stata messa in discussione la presa in carico dei pazienti: Cappellacci dovrebbe informarsi meglio e direttamente su quanto accade, eviterebbe scivoloni poco consoni ad un ex presidente della Regione.

Contro-replica. “Arrivato alla fine del suo mandato, l’assessore ancora attribuisce i suoi pasticci alla Giunta precedente? Ridicolo”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, replica alle dichiarazioni dell’assessore Arru. “I fatti – prosegue l’esponente azzurro- parlano da soli: la mancanza degli strumenti per operare i pazienti accade oggi, non quattro anni fa, e i problemi finanziari di Sassari risalgono al 2015 con lui sulla poltrona di assessore e i suoi manager alla guida della ASL plurima. Di fronte all’evidenza dei fatti – prosegue l’esponente azzurro- lui pensa di scappare dalle responsabilità farfugliando affermazioni fuori dalle realtà e con il solito ‘colpa di Cappellacci’? Conosciamo tanto bene la situazione – sottolinea il forzista- che la denunciamo ormai da otto mesi mentre lui, dopo aver dormito profondamente, tenta di nascondere la polvere sotto il tappeto”.

Nella foto il Santissima Annunziata

S.I.

Fertilia, ancora alberi da salvare

ALGHERO – Il 21 novenbre, dopo varie segnalazioni da parte del Comitato di quartiere Fertilia Arenosu a Regione e Assessorato comunale, sono iniziati i lavori di messa in sicurezza delle pinetine urbane di Fertilia, colpite in maniera grave dal Tomicus Destruens, parassita dei pini che sta già causando gravi danni nel territorio. Sul posto una squadra dell’Ente Foreste di Sardegna incaricata dei lavori.

Il Comitato di Quartiere, fanno sapere dalla borgata giuliana, “resta interessato ed attivo, anche se attualmente in fase di preparazione di rinnovo del mandato del Consiglio Direttivo, è impegnato a garantire esclusivamente la continuità amministrativa. E’ necessario, infatti, proseguire, come auspicato, il lavoro di messa in sicurezza di tutte le alberature presenti nella borgata e già segnalate a suo tempo agli organi competenti e per le quali esiste già una dettagliata relazione eseguita dal Corpo Forestale e messa a disposizione della Regione e dell’Amministrazione Comunale. Il CdQ approfitta dell’occasione per rinnovare un appello alla Regione affinchè tutto sia effettuato nel più breve tempo possibile, in favore di sicurezza”.

Nella foto le alberate all’interno di Fertilia

S.I.

Ruoli Asl decaduti: urge tavolo

SASSARI – “Considerato che tramite delibera n° 165 del 22/05/2014 e n°204 del 08/07/2014 l’allora Direttore Generale Dott. Marcello Giannico ha conferito n° 51 di Posizioni Organizzative sia nell’Area Sanitaria che nell’Area Amministrativa”. Cosi Alessandro Nasone, Segretario Nursing Up, riguardo il nuovo problema di personale all’interno dell’Asl di Sassari. “Dato atto che gli incarichi di Posizione Organizzativa hanno durata biennale cosi come descritto dal regolamento dell’ex Asl di Sassari. Visto che con la legge Regionale n° 17 del 27 Luglio 2016 la Regione Sardegna ha di fatto sciolto le vecchia Asl Sarde, istituendo un’unica Azienda Sanitaria Regionale con 8 diramazioni socio-sanitarie.”

“Considerato che l’Azienda Tutela della Salute è a tutti gli effetti operativa dal 1 Gennaio 2017 incorporando e accentrando diversi servizi amministrativi e sanitari. Presa visione anche del nuovo atto Aziendale dell’Ats che ridisegna i servizi sanitari in tutta la Sardegna, approvato dalla Giunta Regionale con delibera n° 47/24 del 10 Ottobre 2017″.

“Considerato tutto ciò , Il Sindacato infermieristico Nursing Up chiede al Direttore Generale di Ats e al Direttore Generale di Assl Sassari la decadenza immediata delle Posizioni Organizzative sia Amministrative che Sanitarie dell’Area socio sanitaria di Sassari, in quanto oltre ad essere in regime di proroga da ormai da 17 mesi le riteniamo non più confacenti al nuovo dimensionamento del personale presentato dalla Dirigenza qualche settimana fa ed al nuovo Atto Aziendale”.

“Ribadiamo pertanto il la nostra richiesta di decadenza immediata della PO dell’Assl di Sassari e contestualmente chiediamo l’apertura di un tavolo tecnico per la stesura di un nuovo regolamento per l’istituzione delle PO in tutta l’ATS. In attesa di una vostra cortese risposta porgiamo cordiali saluti “.

Nella foto il segretario Nursing Up, Alessandro Nasone

S.I.

Olbia, 20enni con 1,5 kg di eroina

OLBIA – I Carabinieri della Sezione Radiomobile del Reparto Territoriale di Olbia hanno arrestato M. Cocco, 24enne romano già noto alle forze di polizia, e C.D., 18enne anche lei romana, in quanto ritenuti responsabile del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, in particolare eroina. Nel corso dei servizi giornalieri di controllo del territorio nella città di Olbia, una pattuglia della Sezione Radiomobile ha fermato l’autovettura guidata dall’uomo, avendo notato che lo stesso non indossava la cintura di sicurezza.

Nel corso del controllo, i militari hanno subito constatato un atteggiamento nervoso e irrequieto da parte del conducente che è aumentato dopo aver dato delle vaghe risposte alla richiesta del motivo per cui si trovassero in Sardegna. Insospettiti da tale comportamento, i Carabinieri hanno quindi deciso di procedere ad un controllo del bagagliaio dell’autovettura, accorgendosi subito che in un’intercapedine creata “ad hoc” tra le plastiche del portellone erano stati nascosti tre involucri in cellophane contenenti in totale 1,5 kg di una sostanza che si è successivamente rivelata essere eroina.

Per entrambi sono quindi scattate immediatamente le manette e sono stati successivamente accompagnati presso il carcere di Bancali, dove dovranno restare a disposizione della competente Autorità Giudiziaria con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Nella foto i militari con la droga recuperata

S.I.

Sanità sassarese allo sbando

CAGLIARI – Negli ospedali del sassarese continuano a mancare dispositivi, materiali sanitari e attrezzature essenziali. “Siamo arrivati al punto che manca perfino l’attrezzatura ed i materiali necessari per un semplice intervento chirurgico. Avevamo lanciato un chiaro allarme nel gennaio scorso e presentato una interrogazione a maggio. Nulla è accaduto.” – è il consigliere regionale di Forza Italia Marco Tedde ad intervenire per l’ennesima volta sulle gravi carenze in termini di attrezzature, farmaci e presidi medico-chirurigici che mortificano la sanità del sassarese. Tedde sottolinea di avere denunciato queste carenze con una specifica e dettagliata interrogazione indirizzata al Presidente della Giunta Regionale, rimasta senza uno straccio di risposta. “Speravo che l’interrogazione da me presentata sui gravi disservizi potesse condurre a far luce sulle reali cause e portasse all’immediata adozione degli urgenti provvedimenti riparatori richiesti al Presidente Pigliaru. Ma la fiducia era mal riposta. Già allora eravamo al punto che veniva chiesto ai pazienti di portare da casa farmaci, siringhe e addirittura le provette per gli esami ematici”.

“A Sassari, secondo una relazione del nuovo Direttore Generale dell’AOU, ciò sarebbe dipeso dalla recente incorporazione dell’Ospedale del Santissima Annunziata all’interno proprio dell’AOU di Sassari, effettuato secondo l’alto dirigente senza tenere conto della complessità in termini dimensionali ed operativi che l’operazione comportava. La soluzione – ricorda il consigliere regionale algherese – è stata quella di nominare una “Task Force” a febbraio che raccordandosi con i direttori delle diverse articolazioni organizzative avrebbe dovuto con tempestività individuare e risolvere le criticità riscontrate. Ma i problemi sono ancora sul tavolo, incancreniti ed aggravati dalla difficoltà di eseguire interventi chirurgici. Anche ad Alghero – sottolinea l’ex Sindaco – mancavano e mancano cerotti, disinfettanti, cannule per gli interventi in laparoscopia, siringhe e farmaci che i pazienti molte volte debbono portare da casa. Eppure ad Alghero nessun processo di incorporazione ha avuto luogo”.

“Tutto ciò certifica che l’origine e le cause del problema sono da addebitarsi al “manico”. E cioè alle scelte sconsiderate di Pigliaru e di Arru che centralizzando la sanità sarda hanno letteralmente spogliato le strutture sanitarie territoriali della capacità di programmare e ottenere forniture sanitarie. Ancora una volta è il nord Sardegna a pagare il prezzo più alto, perché privo della tutela della politica sassarese del centrosinistra inadeguata e con i rappresentanti istituzionali delle città più importanti che non accennano a reazioni dignitose a difesa delle comunità che rappresentano”, chiude Tedde.

Nella foto l’onorevole Marco Tedde

S.I.

Sassari, caos Sanità: Arru si dimetta

CAGLIARI – “Noi abbiamo denunciato questa situazione otto mesi fa, ma l’assessore e la sua corte hanno fatto spallucce. Ora che il disastro è davanti agli occhi di tutti, Arru si dimetta insieme ai suoi strapagati manager continentali”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, commenta la vergognosa situazione della Sanità a Sassari, dove è impossibile operare i pazienti più gravi perché manca il minimo necessario per un intervento. “Mentre il presidente della Regione e la sua Giunta, tutti impettiti, si riempiono la bocca – prosegue l’esponente azzurro- con pompose dichiarazioni sulla ‘qualità istituzionale’, mentre trovano i soldi per dare incarichi perfino a un portavoce piemontese e per aumentare i compensi dei manager, tutti questi ‘scienziati’ non riescono neppure a garantire le forniture minime per assistere i pazienti”.

“Dopo quasi quattro anni, la loro Sanità è quella che costa di più per offrire molto meno ai cittadini e alle comunità e diventa perfino un pericolo per il malcapitato che oggi a Sassari dovesse avere bisogno di un intervento. Ora nessuno, neppure nella maggioranza, può far finta di non vedere: chi continua a sostenere Giunta e assessore – evidenzia Cappellacci- si rende complice del disastro. Arru, Pigliaru e i ‘viceré piemontesi’ devono andare subito a casa”.

Nella foto l’ospedale di Sassari

S.I.

Porto e aeroporto: incontro

ALGHERO – Domani, venerdì 24 novembre, alle ore 10:00, presso la Saletta Rossa del Palazzo Civico di Piazza Municipio, Forza Italia ed Energie per l’Italia, fanno sapere, che “incontreranno la stampa per denunciare l’ennesima “distrazione” del Governo e della Regione Sardegna nei confronti della Provincia di Sassari. Il tema, che verrà illustrato nel dettaglio domani, è relativo alle strutture portuali (Alghero e Porto Torres) e quell’aeroportuale e alla loro valorizzazione in chiave turistica all’interno di fondamentali strumenti di programmazione e finanziamento nazionali. Parteciperà anche il consigliere regionale Marco Tedde, oltre che i rappresentanti e consiglieri comunali”.

Nella foto il porto di Alghero

S.I.