ALGHERO – «La sanità sarda è al collasso per precise scelte politiche della Regione, che sta scientemente tagliando il servizio sanitario pubblico per riversare risorse sul privato».
Così Michele Pais, ex presidente del Consiglio regionale e oggi consigliere comunale della Lega ad Alghero, denuncia quello che definisce «un disastro annunciato, pagato ogni giorno dai cittadini con liste d’attesa infinite, servizi ridotti e territori abbandonati».
Pais entra nel merito delle criticità che stanno paralizzando in particolare la ASL di Sassari, la più colpita dai tagli regionali. «Nel 2025 – spiega – la ASL ha segnalato già ad agosto l’imminente esaurimento dei fondi per l’abbattimento delle liste d’attesa, senza ricevere alcuna risposta dalla Regione. Il risultato è stato un taglio drastico delle prestazioni aggiuntive, fino alla cancellazione totale di quelle radiologiche. Una situazione che i cittadini conoscono bene, perché la vivono ogni giorno sulla propria pelle».
Una condizione ulteriormente aggravata, secondo Pais, da scelte politiche che penalizzano deliberatamente il pubblico. «A fine dicembre la Regione ha stanziato ben 8 milioni di euro per il privato accreditato a livello regionale, destinati al recupero delle prestazioni fuori tempo massimo. Ma il supporto organizzativo ai privati – dalla creazione delle agende alla gestione degli spostamenti dei pazienti – ricade interamente sulle ASL, già allo stremo e senza risorse».
«A fronte di questo quadro critico, è arrivato il colpo di grazia: nei giorni scorsi la ASL di Sassari ha subito un ulteriore taglio netto di 1 milione di euro destinato alle visite specialistiche ambulatoriali pubbliche, che garantiscono assistenza soprattutto ai cittadini più fragili. Così si affossa uno degli strumenti più efficaci per abbattere le liste d’attesa, in particolare nei territori lontani dai grandi centri, dove la specialistica ambulatoriale rappresenta spesso l’unico presidio sanitario reale».
Pais denuncia anche il blocco sistematico delle richieste di incremento delle ore di specialistica. «Negli ultimi due anni la Regione ha sempre detto no, privando la ASL di Sassari di spazi fondamentali per garantire assistenza. È una scelta politica precisa, che produce disservizi, disuguaglianze e abbandono dei territori».
Sul piano finanziario, il quadro non migliora. «Con la finanziaria regionale ci aspettiamo risorse aggiuntive – afferma Pais – anche per rimediare a uno scippo gravissimo: nel luglio 2025 la ASL di Sassari ha subito un taglio di circa 20 milioni di euro rispetto alle precedenti assegnazioni. Un colpo mortale, consumato nel silenzio più assoluto».
Pais punta infine l’attenzione sulla medicina territoriale. «A tutto questo si aggiunge il fatto che migliaia di cittadini sono oggi senza medico di base. Gli ambulatori Ascot, creati dal centrodestra per garantire continuità assistenziale, vengono gestiti in modo disastroso dalla sinistra: medici con fino a quattro mesi di stipendi arretrati, professionisti costretti alle dimissioni e servizi che saltano».
«Questa – conclude Pais – non è inefficienza: è una strategia che smantella il pubblico e mortifica operatori e cittadini. Nel frattempo l’assessore ombra alla sanità, Desire Manca, invece di affrontare il disastro in atto, si limita a difendere i fallimentari cantieri OSS, che hanno prodotto solo precarizzazione e la compressione dei diritti di chi ha superato un concorso pubblico»