Soldi agli impianti sportivi, l’ass. Portas smentisce Pais

ALGHERO – È totalmente falso che la Giunta Todde abbia distratto delle risorse già assegnate a Sassari e al Nord Sardegna per fare un bando con interventi parcellizzati. È stato invece fatto un bando da 50 milioni di euro, arrivato poi a 63 milioni, che ha finanziato interventi su tutto il territorio regionale”.

Lo afferma l’assessora regionale allo Sport, Ilaria Portas, replicando alle dichiarazioni dell’ex presidente del Consiglio regionale Michele Pais, che si riferisce a un fantomatico stanziamento, da parte della precedente Giunta Solinas, di “50 milioni di euro destinati agli impianti sportivi del Nord Sardegna per compensare l’assegnazione di altri 50 milioni allo stadio di Cagliari, con una quota minima di 13 milioni per il Vanni Sanna di Sassari”.

“Alle affermazioni dell’ex presidente Pais non corrisponde alcuno stanziamento – evidenzia l’assessora Portas –: non c’è stato alcuno scippo di risorse come afferma erroneamente l’esponente della Lega perché la Giunta Todde ha addirittura ampliato l’importo stabilito dal secondo comma dell’articolo 22 della legge regionale n. 17 del 19 dicembre 2023, destinato “alla realizzazione di un piano straordinario di completamento e riqualificazione dell’impiantistica sportiva del territorio regionale”, stanziando congrue risorse per gli impianti del nord Sardegna. In particolare – precisa Portas – grazie al bando regionale la città di Sassari beneficerà di un finanziamento di un milione per la riqualificazione e l’adeguamento degli spazi e servizi di supporto degli impianti sportivi “Vanni Sanna” (Calcio) e “A. Bozzo” (Tennis), 210 mila euro per la riqualificazione e l’adeguamento alla normativa di sicurezza dell’impianto sportivo monovalente “Sacro Cuore” (Calcio a 5) e  290 mila euro per la riqualificazione e l’adeguamento alle norme federali e alla normativa di sicurezza dell’impianto sportivo polivalente Pattinodromo/Accademia (Tennis). Le risorse sono tutte impegnate”.

Stadio Mariotti, al via i lavori: ritorno del calcio in vista

ALGHERO – Il Mariotti si appresta a ripercorrere la strada della ritorno al passato grazie agli interventi predisposti dall’Amministrazione del Sindaco Raimondo Cacciotto, che mette in campo oltre 500 mila euro risultato di due contributi regionali. Oggi ha iniziato ad operare il cantiere, finanziato da un contributo regionale di 200 mila euro ai sensi della L.R. 19/12/2023, arrivato nel corso di questa consiliatura grazie ad una proficua interlocuzione tra Amministrazione comunale e regionale. I lavori, definiti dal servizio manutenzioni e affidati all’impresa Simec contemplano la riqualificazione degli spogliatoi, gli infissi, i servizi igienici posti sotto la tribuna, la messa in sicurezza di alcune parti esterne, il rifacimento degli impianti.
I lavori del primo step dovranno durare 90 giorni, secondo i termini del contratto, e nel mentre il settore manutenzioni sta lavorano all’avvio, a breve, di altre lavorazioni. Con un ulteriore contributo di 200 mila euro, finanziato dalla Regione ai sensi della L.R. 24/2025, infatti, verrà realizzato il nuovo manto erboso, con la posa in opera del tappeto in zolla per inerbimenti, oltre alla fornitura e posa delle porte e di altri adempimenti riguardanti opere e impianti e attrezzature, con previsione di ultimazione entro l’estate. Il pacchetto delle risorse conta inoltre su residui di bilancio da impiegare per altre manutenzioni e di 75 mila euro per la progettazione.

“Il Mariotti deve tornare ad essere lo stadio della città. Questo è un intendimento cha abbiamo perseguito con determinazione fin dall’inizio del mandato, reperendo le risorse grazie al contributo della Regione Sardegna e allo sforzo dei nostri uffici e oggi finalmente inizia il cantiere – afferma il Sindaco Raimondo Cacciotto – con una delle prime operazioni propedeutiche al riportare lo stadio alle condizioni ideali per ospitare pubblico sugli spalti e giocatori a calcare il terreno di questo glorioso terreno di gioco. Confidiamo di concludere le operazioni entro l’estate e di poter ospitare la prossima stagione della prima squadra della città in un rinnovato impianto”.  La riqualificazione del Mariotti rientra nel più ampio e vasto programma che l’amministrazione ha previsto sull’impiantistica sportiva e che vede sinergicamente lavorare gli assessorati ai lavori pubblici e manutenzioni guidato da Francesco Marinaro e quello al demanio e all’impiantistica sportiva guidato da Enrico Daga. Le condizioni dello stadio versano attualmente in stato di abbandono da circa dieci anni e il processo di recupero è quanto mai opportuno, con una previsione di ulteriori interventi da programmare per la riqualificazione dell’intero impia

“Mobilità, Alghero vuole un sistema moderno, efficiente e scegliere oltre l’Arst” | video

ALGHERO – Trasporti pubblici locali ancora in primo piano. Insieme alla sanità, al lavoro, la mobilità, locale e da e per oltre Tirreno, rappresenta una delle questioni primarie, tutt’ora irrisolte, del nostro territorio. Inteso non solo come Isola, ma come Nord Ovest e ancora di più come bacino riferibile ad Alghero. Un’area oggettivamente penalizzata nella sua crescita e dunque benessere e sviluppo da una cronica e annosa insufficienza di collegamenti capillari, moderni ed efficienti. Se gomma o su ferro, poco cambia: criticità e lacune sono troppo presenti.

Ed è così che, come per gli altri ambiti di grande rilevanza, anche questo diventa, ciclicamente argomento di contesa senza arrivare troppo spesso a delle conclusioni tangibili che portino degli effetti positivi. Come nuovamente in questi giorni: al netto di alcuni screzi e scontri, si riparla del tema della mobilità pubblica. In particolare è stato il consigliere regionale di sinistra Valdo Di Nolfo a rappresentare alcune criticità, colte subito al balzo dalle parti opposte per evidenziare tali problemi. All’orizzonte c’è la tappa in città dei vertici dell’Arst. La speranza è che qualcosa si muova così come anche indicato nell’intervista di Algheronews proprio all’onorevole Di Nolfo.

 

L’intervista con il consigliere regionale Valdo Di Nolfo

 

 

 

“Igiene urbana, allarme stagionali: urge incontro con la Maggioranza”

ALGHERO – “La Segreteria Provinciale F.I.A.D.E.L. di Sassari per conto del Segretario territoriale Delrio Stefano ha intenzione di richiedere formalmente ai partiti di maggioranza del Consiglio Comunale di Alghero un incontro urgente per affrontare la situazione dei lavoratori stagionali del servizio di igiene urbana, alla luce dell’avvio del nuovo appalto.
Dopo la nota già trasmessa al Sindaco e all’Assessore all’Ambiente, ad oggi non è pervenuta alcuna convocazione né riscontro. Un silenzio che desta forte preoccupazione tra decine di lavoratori e le loro famiglie, tuttora in attesa di risposte chiare e certezze occupazionali.
La richiesta della F.I.A.D.E.L. si fonda su due punti principali:
l’utilizzo del bacino degli stagionali in forza da diversi anni, affinché possano essere stabilizzati a tempo indeterminato ed evitare la loro sostituzione con nuovi operatori privi di esperienza, riconoscendo il rispetto e la tutela dovuti per i sacrifici compiuti negli anni nell’attesa di una stabilizzazione;
la massima trasparenza nelle future assunzioni legate al nuovo appalto.
La F.I.A.D.E.L. ritiene che tutti debbano assumersi la responsabilità di affrontare una vertenza che riguarda non solo il lavoro e la dignità delle persone, ma anche la continuità e la qualità di un servizio essenziale per la città.
Si evidenzia inoltre che la F.I.A.D.E.L., in qualità di organizzazione sindacale, presterà particolare attenzione all’attuazione del progetto offerta e alla messa in opera del nuovo appalto nei prossimi mesi, monitorando e vigilando costantemente al fine di prevenire eventuali criticità e garantire il pieno rispetto delle norme contrattuali e degli impegni assunti.
Per tali ragioni è stato richiesto un impegno diretto ai partiti di maggioranza affinché venga convocato con urgenza un tavolo di confronto con l’Amministrazione comunale e le Organizzazioni sindacali”.

Stefano Delrio, Fidael

“La Regione di Sinistra taglia i fondi per gli stadi Vanni Sanna e Mariotti”

ALGHERO – «Lo stadio Vanni Sanna di Sassari versa in condizioni pietose, al limite della possibilità di ospitare le partite di Serie C. È una vergogna che i sassaresi e tutti i tifosi della Torres non meritano». È una denuncia dura e senza sconti quella di Michele Pais, esponente della Lega e già presidente del Consiglio regionale della Sardegna, che punta il dito contro lo stato di abbandono dell’impianto sportivo cittadino.
Lo stadio che ospita la Torres, storica squadra rossoblù, è oggi simbolo di incuria e mancanza di programmazione di interventi urgenti.
«Mentre la società e la dirigenza stanno compiendo sforzi straordinari per garantire a Sassari la Serie C e puntare legittimamente anche a un avanzamento di categoria – sottolinea Pais – la Regione è totalmente assente lasciando uno stadio che non è più all’altezza delle regole minime richieste».
Una situazione talmente grave che potrebbe paventarsi l’ipotesi di far disputare le partite casalinghe della Torres fuori dalla Sardegna. «Sarebbe un danno enorme e un’assurda beffa per una città, una tifoseria e una squadra che stanno dando tutto. Costringere la Torres a giocare lontano da Sassari significherebbe colpire il cuore sportivo e identitario del nord dell’Isola».
Per Pais, le responsabilità politiche sono chiare e hanno un nome preciso: l’attuale Giunta Todde. «C’è una complicità evidente dell’attuale amministrazione regionale, che ha scelto di non rispettare gli impegni assunti dalla precedente legislatura di centro-destra. Erano stati previsti 50 milioni di euro destinati agli impianti sportivi del nord Sardegna per compensare l’assegnazione di altri 50 milioni allo stadio di Cagliari, con una quota minima di 13 milioni per il Vanni Sanna di Sassari».

Risorse che avrebbero dovuto finanziare le grandi infrastrutture sportive del nord Sardegna. «Quei fondi – ricorda Pais – erano destinati non solo al Vanni Sanna, ma anche all’impianto di Latte Dolce e allo stadio Mariotti di Alghero e alle piscine di Sassari, Alghero e Porto Torres. Invece, questa Giunta di centro-sinistra ha scelto di parcellizzare le risorse in tutta la Sardegna con micro-interventi di piccolissimo calibro, ottenendo un solo risultato: polverizzare i fondi senza risolvere alcun problema strutturale».
Una scelta definita senza mezzi termini «uno scippo inaccettabile». «Si è tolto ossigeno a Sassari e al nord dell’Isola, tradendo una visione strategica che puntava su impianti moderni e competitivi. Oggi ne paghiamo le conseguenze con uno stadio che cade a pezzi e una squadra che rischia di essere penalizzata per colpe non sue».
L’appello finale è netto: «Bisogna intervenire immediatamente. La Regione rimedi a questo errore grave e restituisca a Sassari ciò che le spetta. La Torres, i tifosi e l’intera città non possono essere lasciati soli. Difendere il Vanni Sanna significa difendere la storia e la dignità sportiva del nord Sardegna»

Carceri 41bis in Sardegna, l’opinione del consigliere Colledanchise

ALGHERO –  «Il 41-bis non è in discussione. È uno strumento essenziale dello Stato contro la criminalità organizzata. Proprio perché è una misura eccezionale, la sua applicazione deve rispondere a un principio altrettanto eccezionale: la proporzionalità territoriale». Lo dichiara Marco Colledanchise, consigliere comunale di Alghero e componente del gruppo civico Orizzonte Comune, movimento guidato dall’assessore regionale Franco Cuccureddu, intervenendo nel dibattito sulla concentrazione dei detenuti in regime di 41-bis negli istituti penitenziari della Sardegna.

«Se una quota molto significativa dei detenuti 41-bis italiani viene concentrata negli istituti di Uta, Sassari e Nuoro – afferma Colledanchise – la questione non è emotiva. È strutturale. È proporzionato che una Regione con una delle più basse incidenze storiche di criminalità organizzata strutturata diventi uno dei principali poli nazionali dell’alta sicurezza?».

Il consigliere precisa che la sua posizione non è una provocazione né una messa in discussione della fermezza dello Stato, ma «una domanda di equilibrio istituzionale».

«La distribuzione delle funzioni più delicate dello Stato non può basarsi sulla comodità geografica. Non può essere: “è un’isola, è lontana, è logisticamente utile”. Deve essere fondata su criteri chiari e pubblici: capacità infrastrutturale reale, dotazione stabile di personale specializzato, sostenibilità sanitaria – medicina protetta inclusa – ed equilibrio complessivo tra territori. Se questi criteri esistono, vengano illustrati. Se non esistono, si costruiscano prima di concentrare».

Colledanchise richiama inoltre un punto che definisce «particolarmente serio» sul piano strategico e reputazionale.

«Quando una Regione assume una quota rilevante dell’alta sicurezza nazionale cambia il suo posizionamento nel sistema Paese. Non solo in termini amministrativi, ma anche in termini di percezione. Un territorio vive anche di come viene rappresentato. Se la Sardegna diventa stabilmente associata al circuito del carcere duro, qualcuno – dentro e fuori – finirà per sintetizzare in modo sbagliato: “Sardegna = 41-bis”, “Sardegna = criminalità di alto livello”. Io questa semplificazione non la accetto. Perché la Sardegna non è questo».

Il consigliere riconosce che possono emergere preoccupazioni nella comunità locale rispetto alle possibili dinamiche collegate a una concentrazione significativa di detenuti in regime speciale.

«C’è chi teme effetti legati alla prossimità delle famiglie, a movimenti economici collegati o a presenze che nel tempo potrebbero incidere sugli equilibri territoriali. Sono preoccupazioni comprensibili. Da sardo non le liquido con superficialità. Ma da rappresentante delle istituzioni devo essere chiaro: senza dati certificati non si trasformano percezioni in accuse».

Secondo Colledanchise, «il modo serio di affrontare questi timori non è alimentare allarmismi, ma rafforzare prevenzione, controlli economici, presìdi investigativi e trasparenza amministrativa».

Infine, il richiamo alla responsabilità dello Stato nel governare le proprie scelte.

«Se la Sardegna deve ospitare una quota rilevante di 41-bis, allora devono crescere in modo proporzionale e verificabile organici e risorse, sanità penitenziaria, strumenti di controllo patrimoniale e coordinamento tra livelli istituzionali. Altrimenti non è una strategia. È semplice trasferimento».

E conclude: «La Sardegna è parte piena della Repubblica. Non rifiuta responsabilità nazionali. Ma non può essere considerata una soluzione geografica ai problemi altrui. Chiedere proporzionalità non significa indebolire lo Stato. Significa pretendere che lo Stato sia giusto nella sua forza. E la giustizia, prima ancora delle sbarre, si misura nell’equilibrio»

“Detenuti al 41bis, stop arrivi in Sardegna”: risoluzione della Maggioranza

ALGHERO – Tiene banco in Sardegna la questione dei detenuti sottoposti al regime del 41 bis presenti e in arrivo nelle carceri isolane. Tema delicato che, al netto di facili strumentalizzazioni, vede prese di posizioni, anche bipartisan, al fine di evitare un’invasione di pericolosi malviventi che non porterebbero certamente giovamento ad un tessuto socio-economico già flebile e, purtroppo, permeabile come quello sardo. Se da una parte si sollevano diversi allarmi, dall’altra arrivano rassicurazioni sul fatto che la Sardegna non subirà l’ennesima colonizzazione.

E sull’argomento si registra anche la presa di posizione della maggioranza di Centro-sinistra che sostiene il sindaco Cacciotto. I capigruppo, a parte Marco Colledanchise e Christian Mulas che evidentemente sul tema hanno posizioni differenti, firmano una risoluzione, con a capo Gianni Martinelli, inviata al Primo Cittadino, al presidente del Consiglio Comunale Pirisi al fine di essere discussa nella massima assise cittadina e ai vertici di Governo facendo “massa critica” con altri comuni e con la “Città Metropolitana”.

 

“RISOLUZIONE

Oggetto: Ferma opposizione alla decisione del Governo nazionale di destinare soggetti appartenenti alla criminalità organizzata, sottoposti al regime del 41 bis, alle strutture carcerarie della Sardegna

Il Consiglio Comunale di Alghero,

premesso che il Governo nazionale ha assunto la decisione di trasferire un numero rilevante di soggetti appartenenti alla criminalità organizzata, sottoposti al regime detentivo speciale di cui all’art. 41 bis dell’Ordinamento Penitenziario, presso le strutture carcerarie situate nel territorio della Sardegna;

considerato che tale scelta, rischia di produrre gravi ripercussioni sul piano della sicurezza, dell’ordine pubblico e della percezione di tranquillità delle comunità sarde;

rilevato che la Sardegna non può essere considerata territorio di compensazione per decisioni assunte a livello centrale, né può essere gravata di ulteriori criticità senza adeguate garanzie, risorse e misure di sicurezza rafforzate;

ritenuto doveroso tutelare il diritto dei cittadini sardi alla sicurezza e alla serenità, nonché salvaguardare l’immagine e il ruolo dell’Isola;

impegna il Sindaco e la Giunta Comunale a:

1. Manifestare in tutte le sedi istituzionali la netta e formale contrarietà del Comune di Alghero alla decisione del Governo nazionale;

2. Sollecitare il Governo nazionale a rivedere tale scelta, individuando soluzioni alternative che non scarichino sul territorio sardo conseguenze potenzialmente destabilizzanti;

3. Promuovere un’azione congiunta con la Città Metropolitana, la Regione Autonoma della Sardegna e gli altri enti locali dell’Isola, al fine di esprimere una posizione unitaria e autorevole;

4. Sostenere e favorire iniziative di informazione, mobilitazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica, volte a richiamare l’attenzione delle istituzioni nazionali sulla gravità della decisione assunta.

La presente risoluzione è trasmessa al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dell’Interno, al Ministro della Giustizia, alla Presidenza della Regione Autonoma della Sardegna e a tutte le amministrazioni locali e regionali interessate”.

 

Nella foto il capogruppo di Noi Riformiamo Alghero Gianni Martinelli

“Neurologia e rilancio Marino, nessun merito a Sinistra”

ALGHERO – “L’apertura della Neurologia ad Alghero, che si prevede di attivare all’Ospedale Marino, è un risultato importante per la città, ma è bene ristabilire la verità dei fatti: questa iniziativa nasce esclusivamente dai finanziamenti e dalla programmazione avviati dal centrodestra sardo nella precedente legislatura, in particolare con l’approvazione del nuovo atto aziendale della ASL di Sassari nel 2022, che ne ha previsto l’attivazione.

Si tratta di un percorso amministrativo e sanitario ben definito, portato avanti dalla direzione aziendale che ha costruito le condizioni concrete – organizzative, finanziarie e strutturali – per rendere possibile oggi questo risultato. Una direzione che era stata illegittimamente rimossa dal centrosinistra, interrompendo un lavoro serio e già avviato, e che è stata successivamente reintegrata grazie all’intervento della Corte Costituzionale prima e del TAR Sardegna poi.
È evidente che senza la continuità amministrativa garantita da quella dirigenza, voluta dal centrodestra e ingiustamente mandata a casa dalla sinistra, oggi non saremmo nelle condizioni di parlare dell’apertura della Neurologia ad Alghero. Questo risultato è il frutto di una visione, di atti concreti e di una programmazione coerente nel tempo, non certo di iniziative estemporanee.
Le risorse e la pianificazione che hanno reso possibile l’attivazione della struttura neurologica al Marino sono state decise e stanziate dal centrodestra. Oggi, invece, assistiamo al tentativo maldestro di qualche consigliere regionale che non si distingue per l’attivismo amministrativo, ma per la propaganda, e che ora cerca di mettere il cappello su un risultato costruito da altri.
È un modo poco nobile di fare politica, perché si prova a trasformare in merito personale ciò che deriva da scelte e investimenti programmati nella precedente legislatura. E ciò vale non solo per neurologia, ma per la radiologia con la nuova risonanza, la pediatria e i tanti lavori di adeguameno infrastrutturale e tecnologico degli ospedali di Alghero.
La verità, pertanto, è che senza quelle decisioni, senza quei finanziamenti e senza la continuità garantita dalla precedente governance della ASL, oggi non si parlerebbe di Neurologia ad Alghero.”

Michele Pais (Lega)
Marco Tedde (FI)
Alessandro Cocco (FdI)
Raffaele Salvatore (Udc)
Massimiliano Fadda (Prima Alghero)

“Giustizia, Riforma giusta: la Sinistra strumentalizza per scontro politico”

ALGHERO – “Ho firmato il manifesto del “Si Separa”. Ritengo che sia una riforma giusta, che tutela prima di tutti l’integrità della magistratura, rispettando la divisione dei ruoli nel processo: Pubblico Ministero e Avvocati sullo stesso piano e Giudice terzo sopra di tutti. Cosa c’è di così strano?
Perfettamente in linea con le riforme del 1988 e successivamente con la modifica dell’articolo 111 della Costituzione del 1999. Quello che noto, però, è la strumentalizzazione, da parte di certa sinistra, di trasformarla in una battaglia politica tra schieramenti. Pronto a discutere del merito della riforma, senza farne una bandiera di parte”
Michele Pais, avvocato

Gavino Gaspa segretario nazionale del Psd’Az

SASSARI – Riparte da Sassari e dalla sua Federazione storica, il new deal del Partito Sardo d’Azione. Commissariata per anni, con un terreno caratterizzato per almeno un decennio da forti spaccature, la Federazione sassarese si è ricompattata non solo votando a larga maggioranza il nuovo segretario, nella persona di Gavino Gaspa, e del quadro dirigente, ma anche nella scelta di una linea politica, non casualmente rappresentata al Congresso, che ha presieduto a Sassari, dal Segretario nazionale del PSd’Az, Christian Solinas.

Proprio Solinas, nel fare chiarezza sulle operazioni procedurali che si sono svolte sulla base di un Regolamento del 2005 (Consiglio nazionale di Ghilarza) e che non sono quindi frutto di alcuna imposizione o distorsione delle norme da porte dell’attuale vertice del Partito, ha sottolineato “l’importanza e la valenza politica di ridare alla Federazione di Sassari una classe dirigente democraticamente eletta, in un momento di straordinaria importanza per la vita politica e sociale della Città Metropolitana di Sassari”.

Un risultato raggiunto al termine di un l percorso complesso ed articolato dell’assise congressuale, a partire dal 29 di novembre, con l’assemblea plenaria degli iscritti alla Federazione, dove sono state illustrate tesi e mozioni, oltre al dibattito politico, fino alla giornata del 24 gennaio, dove gli accreditati al congresso hanno esercitato il loro diritto di voto.

La presa d’atto con voto unanime sulla totale legittimità della seduta, ha messo in condizioni il Presidente dell’assemblea Christian Solinas di procedere alla chiamata al voto segreto, sulla elezione del nuovo Segretario della Federazione di Sassari del PSd’Az.

 

Il risultato del voto è stato quello ampiamente atteso alla vigilia, ovvero l’elezione del Sardista Gavino Gaspa di Porto Torres alla Segreteria politica della Federazione di Sassari. Anche la ripartizione dei consensi espressi dal Coordinamento non hanno modificato le aspettative. I 19 votanti presenti sui 21 componenti del Coordinamento, hanno così votato: Gaspa 13 voti, 1 scheda bianca ed i rimanenti 5 voti ripartiti tra le due Sardiste Giada Carta e Rita Mulas ed una nulla in quanto espressa ad un nominativo non facente parte del Coordinamento.

 

Insediato il nuovo Segretario si è proceduto ad espletare il proseguo dell’o.d.g. con l’elezione del Segretario Amministrativo e la Commissione Federale di Garanzia. Per il ruolo di Segretario Amministrativo, il Coordinamento di Federazione ha scelto la Sardista Patrizia Simula, proveniente dalla Sezione Futuro e Indipendenza di Sassari, sulla quale sono confluiti i 14 voti espressi dalla maggioranza del Coordinamento.

 

La fase delle votazioni degli organismi, si è conclusa con l’elezione dei 5 componenti la Commissione Federale di Garanzia, che verrà insediata dal neoeletto Segretario.

 

“Con l’elezione di Gavino Gaspa, la Federazione di Sassari ha voluto puntare – è sottolineato da PSdAz – su una persona di comprovata esperienza e capacità politica, doti estremamente necessarie per uscire da una fase di stasi politica ed organizzativa, che ha portato, molto spesso, all’improvvisazione ed alla mancanza di coesione tra le diverse anime, sensibilità e tutte le articolazioni presenti nell’universo Sardista del Nord Ovest della Sardegna. Gaspa è un uomo di Partito fin dal 1982 militando solo e sempre nel PSd’Az, è stato amministratore del Comune di Porto di Porto Torres per oltre una ventina di anni ricoprendo ruoli apicali come Presidente del Consiglio Comunale, più volte Vice Sindaco, Assessore e quant’altro”.

Nel suo discorso d’insediamento, Gaspa ha voluto rimarcare il grande ruolo che i Comuni periferici hanno avuto in questo Congresso, ruolo che non sarà sicuramente sottovalutato nell’esercizio della gestione dell’attività della Federazione e nelle politiche che il Coordinamento, nella sua interezza e senza distinzione di posizionamenti, metterà in campo durante la programmazione e l’espletamento del proprio lavoro.