Acquisti, Natale molto dimesso

CAGLIARI – Malgrado la crisi economica ed il clima di sfiducia già perdurante, si intravvede solo qualche piccolo segnale di ripresa per gli acquisti natalizi anche in Sardegna. E’ quanto emerge dall’indagine sul Natale 2016 realizzata da Confcommercio Imprese per l’Italia in collaborazione con Format Research, con dati rielaborati da Confcommercio Sardegna. Si stima un piccolo incremento medio delle vendite +0,2% ponderato con differenti effetti sui vari settori che compongono il commercio, anche se il 71,7% dei sardi prevede “un Natale molto dimesso”. La spesa media è di 164 euro pro capite a livello nazionale (contro o 166,1 dello scorso anno), mentre in Sardegna si attesta su valori più bassi, sui 123 euro (circa 250 euro per una famiglia di due persone). Rispetto al 2009 siamo però al – 25,2% di spesa. Si punta essenzialmente su alimentari, giocattoli e casalinghi mentre risultano in calo viaggi, telefonini ed elettronica. In forte crescita gli acquisti online effettuati dal 46% dei consumatori (44% a livello nazionale).

“La crisi non è ancora alle spalle e questo timido segnale di crescita non ci può fare stare tranquilli per il futuro – dice il presidente di Confcommercio Sardegna Alberto Bertolotti – L’Istat ci ha confermato che il Pil della Sardegna diminuisce e serve una marcia in più per aiutare le imprese che sono gli unici soggetti in grado di creare lavoro. Servono innanzitutto regole certe stabili nel tempo e uguali per tutta l’Isola, maggiore semplificazione burocratica e incentivi. Bisogna continuare sulla strada dei bandi – aggiunge – e rifinanziatre quelli per le pmi, oltre a sostenere le start up e le aziende che non hanno più di due anni di vita. Infine occore stanziare nuovamente le risorse per gli investimenti al di sopra dei 150 mila euro: non c’è più tempo da perdere”.

La quasi totalità dei consumatori pagherà immediatamente i propri acquisti senza ricorrere a nessuna forma di rateizzazione della spesa. Il 47,0% pagherà i propri acquisti prevalentemente in contanti, il 30% in prevalenza tramite bancomat ed il 23% in prevalenza con la carta di credito. Riguardo alle abitudini per il giorno di Natale, secondo l’indagine condotta da Fipe-Confcommercio con Format Research, si assiste anche ad un un leggerissimo incremento della spesa media per il pranzo di Natale: si pagheranno in media 51 euro a testa rispetto ai 50 euro del Natale 2015. Ma la maggior parte, l’87,7%, degli intervistati trascorrerà il pranzo di Natale in casa con amici e parenti come da tradizione. Solo il 9,2% si recherà in un ristorante, mentre l’1,8% trascorrerà il pranzo di Natale in un ristorante all’estero.

Nella foto via Carlo Alberto ad Alghero in questi giorni

P.S.

Stelle di Natale: piante sarde al top

CAGLIARI – Sono circa 250 mila le piante fiorite vendute in Sardegna nel mese di dicembre. Un dato positivo, secondo un’indagine condotta da Coldiretti Sardegna, in linea con il 2015. “Il consumatore – osserva il florovivaista di Olmedo Vittorio Cadau – è ormai abituato a frequentare sempre più spesso i mercati locali dove ricerca, anche nel nostro settore, prodotti di alta qualità e durevolezza delle piante fiorite”. Grazie soprattutto ai mercati di Campagna Amica, si è instaurato un rapporto di fiducia tra cliente e produttore: “un rapporto diretto – sostiene ancora Cadau – in cui il produttore da anche dei consigli pratici e informazioni sulle caratteristiche dei fiori che si acquistano “.

A farla da padrone in questo mese, è come sempre la stella di Natale, meglio nota come Euphorbia (Poinsettia) pulcherrima, dalle ampie foglie colorate che la rendono simile ad una cometa. Il suo colore tipico è il rosso intenso ma non mancano anche altre varianti cromatiche sempre nuove. “Non tutti sanno – ricordano dalla Coldiretti – che i veri fiori della stella di Natale, pianta originaria del Messico, sono quelli di colore giallo all’interno, mentre le parti di colore rosso non sono altro che foglie che assumono tale colorazione in particolari periodi dell’anno. Solitamente tali brattee sono rosse, ma possono essere anche rosa o bianche e tendono, per motivi fisiologici, a cadere”. Per le feste in Italia ne sono state vendute oltre 10 milioni, dato lievemente in crescita rispetto allo scorso anno. A livello regionale sardo, dove la quasi totalità sono di produzione locale, l’andamento commerciale è analogo al fenomeno nazionale.

Al secondo posto si ritrovano i ciclamini, nella loro ampia gamma di colorazioni e dimensioni di vaso.
In linea con i livelli dello scorso anno anche il prezzo, dovuto sicuramente ad una migliore qualità dei prodotti locali rispetto a quelli di importazione ed ad una lieve flessione dei costi di produzione per l’andamento stagionale. Al dettaglio i prezzi delle stelle di Natale partono dai 2 euro per piantine molto piccole, diffuse soprattutto a livello della grande distribuzione commerciale, fino ai 5 euro dei vivai. Per taglie medio-grandi in vaso (le tipologie più richieste) si spende fino a 15-18 euro per. Considerando, infine le varietà più strutturate o a quelle ad alberello, i prezzi possono raggiungere i 150 euro.

Un capitolo a parte è da dedicare agli abeti natalizi allevati esclusivamente in vivaio per l’uso tradizionale e simbolico del Natale. Non essendoci produttori locali, per le ovvie condizioni climatiche, il numero delle piante è certamente costante nel tempo e molto sensibile a “mode ecologiste” o dei consumi. “Possiamo affermare – conclude Vittorio Cadau – che in vista del Natale si osserva una lieve ma importante crescita delle vendite florovivaiste sul territorio regionale, anche a causa del prezzo tendenzialmente stabile o inferiore per alcune tipologie”. “Anche per le piante – sostiene il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu – è importante scegliere i prodotti locali. In questo modo si alimenta e si aiuta a consolidare un settore che dà lavoro a centinaia di addetti e diverse imprese sul territorio”.

Nella foto alcune Stelle di Natale nel mercato a Sassari

S.I.

Continuità aerea: dove sono i soldi?

CAGLIARI – “Nella versione on line della legge di stabilità approvata il 7 Dicembre non leggiamo nessun passaggio sulla continuità territoriale area per la Sardegna: è un problema di bozze non definitive o Renzi si è dimenticato le promesse sul finanziamento di trenta milioni l’anno?” Lo domanda Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia-Sardegna, intervenendo sul testo recentemente approvato in Senato. “Sarebbe grave – prosegue l’esponente azzurro-, se venisse meno perfino quello che poteva essere considerato solo un acconto, visto che la cifra spesa per sostenere le continuità, posta a carico della Regione a causa dell’accordo Soru-Prodi del 2006, è più del doppio. In ogni caso, secondo quanto ci risulta, i trenta milioni previsti nel decreto “Misure urgenti per interventi nel territorio” del 2015 non sono mai stati spesi dalla Giunta Pigliaru. Per questo ancora più grave è l’inerzia di una Giunta regionale che in tre anni non ha fatto nulla e ha disfatto molto: hanno cancellato le rotte minori, facendo sballare la disponibilità di posti sulla CT1 per Roma e Milano e costringendo i viaggiatori a compiere itinerari più intricati e costosi e hanno mortificato il sistema delle compagnie low-cost”.

I dati sui passeggeri degli scali di Alghero e Cagliari rappresentano l’emblema di una politica che si ferma agli annunci. Quando le risorse promesse non arrivano, è un problema, ma quando non si utilizzano neppure le poche a disposizione, è una vergogna. Se la mancata indicazione delle risorse per la Sardegna è una svista, ne saremo lieti; se invece i soldi non ci sono occorre chiederli con la giusta determinazione e soprattutto usarli per provvedimenti concreti, non solo per le slide delle conferenze stampa”.

Nella foto alcuni velivoli Alitalia

S.I.

Coldiretti: Sindaci coi pastori

CAGLIARI – “I trasformatori fanno cartello e bloccano il prezzo del latte sotto i 60 centesimi sancendo la morte dei pastori. L’operazione di trasparenza e legalità – spiegano dalla Coldiretti -, portata avanti con grandi difficoltà e in un clima surreale da Coldiretti Sardegna, aveva sbloccato il prezzo del latte, passato dai 50 centesimi di settembre (abbiamo i contratti) agli 80 – 85 di novembre (abbiamo i contratti). Ma al mondo della trasformazione non piace la trasparenza dei dati e i contratti pubblici ma continuare a bisbigliarli il prezzo del latte nell’orecchio dei pastori, per questo ha reagito in modo forte e determinato facendo cartello ed imponendo il prezzo a 55 – 58 centesimi. Da tre anni Coldiretti Sardegna chiede l’interprofessionale e la trasparenza dei dati per consentire al comparto di fare il salto di qualità e passare dalla perenne instabilità a una seria organizzazione delle produzioni. Purtroppo, complice una politica lenta e non al passo con le imprese, siamo rimpiombati in quella che, a molti piace e conviene definire: l’ineludibile crisi ciclica. Una crisi governata. Già dal luglio 2015, quando il prezzo del Pecorino romano viaggiava a prezzi record, i trasformatori per bocca dei rappresentanti dei Fratelli Pinna, annunciava a Banari la prossima crisi. Guarda caso da allora il prezzo del Romano ha cominciato a calare”.

“Da gennaio 2016, approfittando di un dicembre mite, hanno cominciato a diffondere la notizia bluff della sovrapproduzione di latte, sfociata a marzo con la famigerata lettera inviata dai presidenti del Consorzio del Pecorino Romano, di Legacoop e Confindustria Sardegna al Governatore Pigliaru e all’assessore all’Agricoltura, in cui ipotizzavano 100 milioni di litri di latte in più rispetto ai 330 milioni di litri dell’annata precedente. “Potremo essere di fronte al collasso del sistema produttivo lattiero caseario ovino” era il presagio funesto dei trasformatori che minacciavano anche la possibile chiusura anticipata dei caseifici per frenare il fiume di latte che avrebbe inondato la Sardegna. Hanno abbassato il prezzo del latte da inizio annata 2015 – 16, da 1,10 euro a 90 centesimi, nonostante il costo del Pecorino romano fosse più alto rispetto all’anno prima: 2014: novembre 8,53 – dicembre 8,61. 2015: novembre 8,98 – dicembre 8,90. E dopo, facendo forza sulle sovrapproduzioni di latte, lo hanno ulteriormente ridotto (aprile 2016) a 80 centesimi”.

“I presagi funesti hanno portato il panico nel mercato. A cominciare dalle cooperative, l’anello debole del mondo della trasformazione, come Coldiretti Sardegna ha più volte denunciato: sottocapitalizzate; divise al loro interno; incapaci di mettersi assieme per costruire sistemi più solidi; senza canali commerciali propri o comuni alle stesse cooperative, dunque dipendenti dal sistema industriale al quale rivende il Pecorino romano. E sono loro che, impaurite dalla possibilità di ritrovarsi con il formaggio in giacenza, hanno cominciato ad abbassare il prezzo del pecorino, vendendolo spesso alle industrie di trasformazione privata”.

“Questo nonostante le sovrapproduzioni di latte fossero solo una balla, rivelatasi tale, dopo che Coldiretti Sardegna, è riuscita a recuperare silenziosamente e anonimamente (questo certifica ulteriormente il clima di terrore che si respira nel comparto) contratti e prezzi, portando nel mercato nuovi elementi di cambiamento.
IL BLUFF. I litri di latte prodotti, a fine annata 2015 – 16, non sono stati 430 milioni ma 286.611.739. I pastori non hanno prodotto latte in più, ma sono i trasformatori che sono stati incapaci di organizzare e programmare le produzioni. E sono sempre loro che hanno spaventato il mercato con le previsioni sballate. A chi è mai capitato di andare a comprare un auto e sentirsi dire dal venditore che il prezzo sta per crollare perché si stanno producendo milioni di auto in più che porteranno al collasso del sistema? Chi è l’imprudente che non ricontratta il prezzo al ribasso? Questo è quanto succede in un mercato opaco, dove i numeri sono in possesso solo ed esclusivamente di una parte della filiera”.

“Per questo Coldiretti Sardegna nei giorni scorsi ha inviato una lettera segnalazione all’antitrust chiedendo di fare chiarezza. In tutta questa vertenza c’è un silenzio pesante: quello della Regione. Non hanno ritenuto opportuno prendere posizione su un bluff che è costato 100 milioni di euro al mercato del Pecorino Romano (il prezzo è passato da circa 9,50 – 10 euro al kg a 6), e sulla base del quale sono stati chiamati direttamente in causa con una lettera in cui si chiedevano interventi pubblici per decine di milioni di euro. Ancora. Non hanno proferito parola quando a ottobre Coldiretti Sardegna ha lanciato l’allarme dei contratti a 50 centesimi e si continua sulla linea del silenzio adesso che gli stessi industriali fanno cartello e incuranti dei contratti a 80 e 85 centesimi di novembre, impongono il prezzo sotto i 60 centesimi.

Sono invece preoccupati perché i pastori sardi emigrati nel Lazio e 3 trasformatori, che rappresentano il 3% della produzione del Pecorino romano, per un valore che si aggira intorno ai 6 (SEI) milioni di euro, rivendicano più attenzione da un Consorzio, quello del Pecorino romano, che non li tutela ma anzi li danneggia sparando dati a caso. Avvallano insomma le strategie dei trasformatori che vogliono spostare il problema dal bluff delle sovrapproduzioni e della perdita di 100 milioni di euro ad una inesistente contrapposizione tra Regioni, facendo pagare ai pastori le loro incapacità. La massima istituzione, che deve difendere gli interessi dei sardi, fa l’ignavo e si mostra indifferente davanti a un comparto di oltre 12 mila aziende che con il latte sotto i 60 centesimi e i costi di produzione a 90, è condannato all’estinzione”.

“Per questo motivo Coldiretti Sardegna ha convocato oggi a Nuoro, in occasione della festa del Ringraziamento, tutti i sindaci per dar vita insieme al Comitato di crisi del settore del latte ovino. I sindaci sono le sentinelle del territorio, che si ritroverebbero a dover gestire l’implosione degli ovili con tutte le conseguenze economiche e sociali che ne deriverebbero. L’obiettivo è condividere le strategie e riuscire a destare la Regione da un sonno profondo, inondandola di ordini del giorno approvati dai consigli comunali in cui si chiedono interventi concreti per il comparto: dalla trasparenza dei dati che consenta una normale contrattazione del latte, all’istituzione del Consorzio di secondo livello per aggregare in un unico consorzio tutte le cooperative che producono Pecorino romano”.

“In questo modo si unirebbe una parte oggi disaggregata che produce oltre il 60 per cento del Pecorino romano, consentendogli di esercitare e imprimere nel mercato la propria forza. Una governance sociale globale di alto livello guidato da un management adeguato. Compito del Consorzio di secondo livello è quello panificare la produzione annua; implementare una strategia di marketing; collaborare con università e centri di ricerca per promuovere la diversificazione delle produzioni; favorire la gestione delle eccedenze del prodotto con una immissione programmata sul mercato e la promozione di nuove produzioni preventivamente concordate con il mercato”.

Nella foto una manifestazione della Coldiretti

S.I.

Ponte di Natale: più voli aerei

CAGLIARI – Sono al momento 130594 i posti messi a disposizione nel ponte di Natale dalla compagnia di bandiera sulle rotte da e per Cagliari e Alghero su Milano e Roma. Si contano quindi 41654 poltrone in più rispetto alle 88940 previste per decreto. Dal 20 dicembre al 10 gennaio 2017 si raggiunge così un incremento pari al 47 per cento, con 108 voli in più rispetto ai 704 previsti e numerosi upgrade nei collegamenti operati da Alitalia in continuità territoriale. Questo dato come di consueto è destinato a salire, secondo le indicazioni provenienti dal Comitato paritetico Regione-vettori, convocato permanentemente per monitorare l’andamento della richiesta. L’assessorato dei Trasporti rimarca inoltre che la condizione delle prenotazioni è in continua evoluzione e che nelle prossime settimane sarà messa in campo ulteriore disponibilità di posti.

Nello specifico, la rotta Cagliari-Linate-Cagliari conta 37782 posti totali corrispondenti a 13990 poltrone in più, cioè il 59% di incremento e 284 voli e upgrade.
Cagliari-Roma-Cagliari dispone ad ora di 59740 posti totali, ovvero 15708 in più, 36% in aggiunta e 312 voli e upgrade.
Su Alghero-Linate-Alghero sono in vendita 10232 poltrone totali, 3992 in più rispetto al decreto che coincidono con il 64% di aumento di capienza e 77 voli e upgrade.
Alghero-Roma-Alghero, infine, raggiunge 23011 posti totali, 8007 in più, 53% di aumenti e 140 voli in totale e upgrade.

Nella foto un volo Alitalia

S.I.

Coldiretti: Secci a Donna Impresa

CALGIARI – Mamma di 37 anni e titolare dell’azienda agricola Donne rurali a Villammassargia, Elisabetta Secci, che arriva dal movimento giovanile della Coldiretti, succede a Monica Setzu. Nella sua azienda biologica produce e imbottiglia olio di oliva, coltiva ortaggi e legumi che vende nei mercati di Campagna Amica, oltre ad avere una fattoria didattica e presto un agricampeggio.

“Trovo un gruppo coeso e solido al quale porterò tutta la mia passione ed entusiasmo” sono state le sue prime parole, dopo aver ringraziato le componenti del coordinamento regionale che l’anno eletta all’unanimità.
“Le donne insieme ai giovani sono le grandi protagoniste della nuova agricoltura – ha aggiunto -. Con la loro innovazione e creatività stanno rivoluzionando l’agricoltura, sempre nel rispetto della tradizione e dell’ambiente. La Coldiretti, in tempi non sospetti, ha saputo valorizzarci, ora spetta a noi dare il nostro contributo”. “Sicuramente – ha concluso – lavoreremo in sinergia con il movimento giovanile con il quale ho percorso momenti importanti e significativi. Insieme abbiamo già delle iniziative in calendario che presto metteremo in pratica”.

Nella foto la Secci

S.I.

Progetto Acanthus: successo in Finlandia

ALGHERO – Ha calamitato attenzione e interesse il macchinario per la raccolta ecosostenibile della Posidonia oceanica spiaggiata ideato dalla cooperativa della Coldiretti Acanthusa Slush 2016, l’evento internazionale per start up innovative che si è tenuto nei giorni scorsi ad Helsinki. Numerosi buyer, di differenti settori dello sviluppo tecnologico, si sono detti pronti a sottoscrivere accordi commerciali con la società di Olmedo. “E’ stata un’esperienza positiva e feconda – commenta Luca Gennaro della Acanthus che ha presentato il prototipo nell’ambito del settore green-tech -. Ci siamo confrontati con le migliori innovazioni del mondo e abbiamo incrociato, oltre che tantissime persone, anche quelle che potrebbero valorizzare al meglio le potenzialità del nostro progetto”.

Helsinki è una delle vetrine più importanti per i nuovi talenti imprenditoriali, impegnati in campo tecnologico, che fa numeri importanti (oltre 17.000 partecipanti provenienti da tutto il mondo) e di altissima qualità: soprattutto investitori e giornalisti di settore. Tra i numerosi eventi collegati alla manifestazione (seminari a tema, roundtable e workshop sul founding alle nuove imprese), di particolare interesse sono stati gli incontri diretti tra start up e investitori, attraverso il meccanismo del matchmaking. La Acanthus coop ha partecipato all’evento sotto il patrocinio dell’ambasciata italiana in Finlandia e dell’Istituto per il Commercio Estero.

Nella foto la fiera Slush

S.I.

Aerei: un passo avanti e due indietro

CAGLIARI – “Un passo avanti, uno di lato e due indietro. E’ la plastica “danza di Zorba” che Pigliaru e Deiana ballano in tema di continuità territoriale e di sostegno al traffico aereo low cost dal marzo del 2014, allorché si sono insediati al governo della Regione Sardegna”. Lo ha dichiarato Marco Tedde, vice-capogruppo di Forza Italia-Sardegna.

“Due passi indietro sulla continuità territoriale sulle rotte minori Alghero/Bologna-Torino, Cagliari/Bologna-Napoli-Torino-Verona, Olbia/Bologna-Verona: a ottobre del 2014 hanno chiesto al Governo l’abrogazione del decreto che aveva imposto gli oneri di servizio pubblico, garantendo a breve la proposta di un nuovo regime per le rotte minori. Da allora nulla è accaduto, a parte le solite dichiarazioni di Deiana, impresse sul vapore acqueo, che a maggio 2016 annuncia la partenza della continuità territoriale sulle rotte minori a ottobre, per poi a giugno rinviare ogni decisione all’inverno 2017, cioè a 2 anni e otto mesi dall’inizio del loro mandato. Accade, quindi, che i passeggeri che frequentavano queste rotte contribuiscono a saturare assieme a buona parte dei passeggeri dei voli low cost cessati le rotte della continuità territoriale 1 su Roma e Milano. Ma la danza di Zorba di Pigliaru e Deiana -denuncia l’ex sindaco di Alghero- ha raggiunto il parossismo nella vicenda degli incentivi al low cost. Dopo l’annuncio di Ryanair della chiusura di decine di rotte del novembre 2015, prima il passo avanti nell’attesa della decisione della Commissione Europea sui presunti aiuti di stato alla Sogeaal. Con la sentenza favorevole della Commissione arrivano due passi indietro nell’attesa dell’ abrogazione dell’addizionale governativa sui diritti di imbarco e di una privatizzazione illegittima e poco appetibile”.

“Con la motivazione comica – ricorda Tedde – secondo la quale “la decisione della Commissione dice ciò che non si può fare, ma non quello che si può fare”. Motivazione che dimostra che Deiana finge di dimenticare che il sostegno al traffico aereo low cost è dettagliatamente disciplinato da norme europee e nazionali che attendono da circa tre anni di governo del centro sinistra di essere applicate. A seguire, a settembre, dopo la soppressione dell’addizionale sui diritti di imbarco, un passo di lato con legge di ricapitalizzazione della Sogeaal condizionata al “pari passu” della privatizzazione. E ancora, a novembre, altro passo sul lato opposto con la ricapitalizzazione questa volta condizionata alla mancata privatizzazione”.

“Nel frattempo l’economia dell’isola arretra paurosamente e rischia di affondare. Solo l’aeroporto di Alghero nei primi 9 mesi dell’anno ha perso 272 mila passeggeri. Chi pagherà i danni provocati dal comportamento schizofrenico di questa Giunta regionale ballerina? Quelli economici nessuno, ma la Sardegna – ha concluso Tedde- presenterà il conto a Pigliaru e Deiana, novelli Antony Quinn e Yorgo Voyagis, al momento delle prossime elezioni”.

Nella foto l’onorevole Tedde in Consiglio Regionale

S.I.

Ricapitalizzazione Sogeaal: via libera

SASSARI – «Esprimo viva soddisfazione per l’impegno mantenuto dalle forze politiche presenti in consiglio regionale che oggi hanno approvato il disegno di legge per la ricapitalizzazione della Sogeaal. Un atto dovuto e importante, perché rappresenta un tassello in più a garanzia del processo di privatizzazione della società di gestione dello scalo del Nord Ovest Sardegna». Così questa sera il sindaco di Sassari Nicola Sanna commenta l’approvazione della legge che consente di ricapitalizzare la società che gestisce l’aeroporto di Alghero, e rappresenta una iniezione di fiducia per il territorio e gli investitori che vorranno partecipare alla gara in scadenza il 28 novembre.

Per il primo cittadino di Sassari adesso è necessario avviare celermente un nuovo percorso. «L’impegno che le forze politiche regionali hanno assunto – riprende Nicola Sanna –, così come chiesto dai sindaci durante la manifestazione organizzata a Cagliari nel mese di ottobre, è quello di istruire e approvare un disegno di legge quadro che riprenda gli orientamenti dell’Unione europea sugli aiuti di Stato al settore aereo e aeroportuale. È necessario rendere compatibili gli aiuti regionali agli orientamenti europei quindi renderli immediatamente operativi. «In questo modo – prosegue – sarà possibile consentire alla Sogeaal di Alghero, e agli altri aeroporti, di operare in piena legittimità e serenità, come qualsiasi operatore privato del settore».

L’approvazione della legge odierna per il sindaco Nicola Sanna significa allora che «le risorse ci sono e sono disponibili. Adesso bisogna fare chiarezza sulle norme da applicare. Ma è necessario fare in fretta – conclude – e approvare la nuova legge entro novembre, per evitare un’altra stagione difficile, se non drammatica, come quella appena trascorsa».

Nella foto l’aeroporto di Alghero

S.I.

Sogeaal: subito piano low-cost

CAGLIARI – “Prima era il pari passu, ora su passu torrau. Il 1 Settembre il centro-sinistra ha approvato una legge che prevedeva la ricapitalizzazione condizionata alla privatizzazione, oggi ne approva una nuova che la condiziona all’esatto opposto: la mancata cessione”. Così Marco Tedde e Pietro Pittalis (Forza Italia) intervengono sulla legge approvata oggi in Consiglio.

“Ecco perché abbiamo proposto un emendamento che eliminava lo stretto collegamento salvataggio-vendita, ma il centro-sinistra non ha voluto sentire ragioni. Siamo favorevoli – proseguono i due azzurri- al salvataggio della Sogeaal ma non alla privatizzazione al buio, senza che venga richiesto agli offerenti obbligatoriamente un progetto di gestione e sviluppo impegnativo per l’aggiudicatario della maggioranza delle quote. Riteniamo fondamentale e non più rinviabile un piano di sostegno alle low-cost secondo le logiche dell’investitore nell’economia di mercato, così – concludono Tedde e Pittalis- come consentito dagli orientamenti della Commissione Europea”.

Nella foto Tedde in Aula

S.I.