Protezione Civile sarda, esempio nazionale

CAGLIARI – “La macchina organizzativa messa in campo dalla Regione per contrastare l’emergenza Covid-19 sta funzionando a pieno regime e rappresenta un modello di riferimento a livello nazionale, esempio di una gestione efficace ed efficiente degli interventi sul territorio”. Lo afferma il presidente della Regione, Christian Solinas, esprimendo grande apprezzamento per il lavoro fin qui svolto dalla Protezione civile regionale.

“Lo schema adottato dalla Sardegna”, aggiunge il presidente Solinas, “cioè quello di dare poteri speciali di coordinamento al direttore generale della Protezione civile, ha ricevuto consensi dalla Commissione speciale, che si è riunita ieri in nel corso della 118esima videoconferenza, e dallo stesso capo dipartimento della Protezione civile, che ha invitato tutte le Regioni a seguire il nostro modello organizzativo, perché è uno strumento snello per la gestione dell’emergenza a supporto del sistema sanitario, con tempi di reazione molto più veloci rispetto ad altre realtà”.

Coronavirus, personale pulizie a rischio

SASSARI – «In mezzo alla tempesta generata dal Covid 19 mi chiedo: siamo tutti nella stessa barca? Pare proprio di no. E mi riferisco nello specifico a tutto il personale che opera nel settore delle pulizie e sanificazione di ospedali, presidi sanitari e uffici o aziende che devono garantire i servizi essenziali ai cittadini».

Così il segretario UilTrasporti Antonio Sias: «La situazione è grave. Si tratta di persone che hanno famiglia e parenti da tutelare e salvaguardare. Si tratta di lavoratrici e lavoratori che operano in spazi e locali, in primis quelli dei nostri presidi ospedalieri, che sono già stati contaminati. Si tratta di persone che fanno quanto devono con protezioni minime, talvolta assenti, frutto del fai da te o recuperate spesso grazie alla solidarietà dimostrata da soggetti terzi».

Una riflessione che parte dalla necessaria tutela da riservare a chi lavora sul campo: «Nella maggioranza dei casi i datori di lavoro si sono volatilizzati. Oppure ancora peggio, per provare a recuperare terreno rispetto alle disposizioni messe in campo dagli ultimi decreti, ammassano i lavoratori in una stanza, cosa assolutamente vietata, per svolgere un affrettato corso di formazione in video conferenza sull’emergenza». 

Tutela del lavoro, quindi. E necessaria tutela della salute: «Ancora di più sono poi gli operatori che da giorni entrano ed escono da questi luoghi senza che nessuno, nonostante le ripetute richieste, li sottoponga ad un tampone di controllo. Ribadisco il concetto: si tratta di persone che quotidianamente vanno a lavorare con l’ansia del contagio. Con la paura di essere contagiati e soprattutto di poter contagiare i loro affetti, persone che responsabilmente si sono autodenunciate alle autorità sanitarie non senza far presente e segnalare agli organi di vigilanza quanto sta loro accadendo». 

Ma l’arringa del segretario UilTrasporti non si arresta: «In alcuni casi si arriva a sfiorare il paradosso. Nella casa di riposo di “Casa Serena” su un totale di 10 operatori attivi 5 si sono messi volontariamente in quarantena su consiglio dei loro medici. Rispetto agli altri, su 5  tamponi effettuati alle lavoratrici addette alle pulizie 3 sono risultati positivi. Immediata  è stata la decisione del loro datore di lavoro che, correttamente, ha anteposto la tutela della salute dei suoi dipendenti alle ragioni contrattuali. La conseguenza? Purtroppo è nota a tutti: revoca immediata dell’appalto con conseguente rischio per tutte le operatrici di perdere il posto di lavoro».

La Uiltrasporti ha inviato all’attenzione della Presidenza del Consiglio dei Ministri una nota accorata, sottolineando la gravità della situazione sopra descritta e le difficili condizioni in cui si trovano ad operare lavoratrici e lavoratori del comparto pulizie e sanificazioni. «Non è certo il momento di fare polemica o ancor meno di abbandonare la barca – chiude Sias -. Noi e le nostre iscritte continueremo a garantire il massimo impegno su ogni fronte, a condizione che vengano rispettate tutte le disposizioni precedenti ed attuali in merito alla tutela della salute, alla tutela dei posti di lavoro e alle garanzie di sicurezza dei lavoratori».

E’ guerra: fare debito. Soldi subito a famiglie e imprese

ALGHERO – “Una tragedia di proporzioni bibliche, una distruzione permanente della capacità produttiva e quindi fiscale, sarebbe ancora più dannosa per l’economia e in futuro per la credibilità del governo. Agire, agire subito, senza remore per i costi del debito anche perché”. Non usa mezzi termini l’ex-presidente della Bce Mario Draghi che commenta al Financial Times la devastante crisi economica che stiamo attraversando.

Delle volte si è più realisti del Re, si usa dire. Ed è cosi, infatti, che mentre Draghi afferma quanto sopra, nella nostra “italietta” si sentono echeggiare da chi ha più o meno ruoli di rappresentanza frasi che mirano all’inverso rispetto a quanto dice l’esperto economista. Forse per incapacità di guardare oltre o per ignoranza delle norme, fatto sta che è più facile dire “non si può fare questo o non si può fare quello“. Invece, oggi, cari signori, come dice Draghi, e non qualche opinionista di periferia, tutto è cambiato.

O si fa debito e si immette subito liquidità o anche i risparmi andranno alle ortiche e allora dopo la tragedia sanitaria, il disastro economico ci sarà da preoccuparsi delle “piazze” con la gente alla fame. Ma, la speranza non vana, è che chi guida le Istituzioni colga questi segnali e (subito) agisca per quanto di sua competenza per aiutare immediatamente famiglie, imprese e cittadini.

Siamo in guerra”, scrive sui social l’ex-sindaco Marco Tedde, “lo Stato (e anche tutte le Istituzioni ndr) deve affrontarla proteggendo famiglie e imprese aumentando il debito pubblico e le banche debbono finanziare le imprese a tasso zero”. Non c’è altra scelta, bisogna agire subito. Altrimenti non ci saranno più soldi per consumi, figuriamoci per pagare le tasse.

Nella foto Alghero alle ore 18 del 25 marzo

S.I.

Coronavirus in Sardegna, a martedi 24 marzo: 421 casi

ALGHERO – Sono 421 i casi di positività al virus Covid-19 accertati in Sardegna dall’inizio dell’emergenza. È quanto rilevato dall’Unità di crisi regionale nell’ultimo aggiornamento. In totale nell’Isola sono stati eseguiti 2.859 test, 22 dei quali in corso d’accertamento. I pazienti ricoverati in ospedale sono in tutto 99, di cui 19 in terapia intensiva, mentre 296 sono le persone in isolamento domiciliare. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 5 pazienti guariti, più altri 6 guariti clinicamente. Salgono a quindici i decessi. Sul territorio, dei 421 casi positivi complessivamente accertati, 64 sono stati registrati nella Città Metropolitana di Cagliari (+3 rispetto all’ultimo aggiornamento), 15 (+6) nel Sud Sardegna, 7 a Oristano, 26 (+4) a Nuoro, 309 (+49) a Sassari

Divieti fino a luglio? Falso. Stop 3 aprile. Normalità con vaccino

ROMA – “Assolutamente falso che le prescrizioni decise dal Governo e Comitato Scientifico riguardanti le limitazioni ai movimenti e all’apertura delle attività siano prorogate fino al 31 luglio”. Durante la oramai tristemente canonica conferenza stampa della Protezione Civile, condotta da Angelo Borrelli, è stato ribadito che “le prescrizioni attualmente in atto, e rese ancora più stringenti, sono fissate fino al 3 aprile, a ridosso di quella data, alla luce dei dati in possesso e della condizione generale, si deciderà se prorogarle”. Dunque, ad oggi, è falso dire che ci sarà un allungamento di tali divieti. Vero è che, apprendendo i dati diffusi e la crescita dei contagi (in calo, ma sempre altissima), è probabile che ci sarà un dilazione della data fino a oltre metà aprile. La speranza è che si possa “allentare la morsa” dal mese di maggio. Di sicuro il ritorno alla vita normale sarà connesso a una sicura limitazione dei contatti. Il ritorno alla vita normale è legato alla certificazione e diffusione di medicinali idonei e soprattutto del vaccino al Covid-19.

Sassari, Cardiologia riprende l’attività

SASSARI – La Cardiologia del Santissima Annunziata di Sassari ha ripreso già da ieri notte l’attività. Nel reparto fulcro dell’ospedale saranno attive anche l’Utic e l’Emodinamica. L’attività, così come avviene anche per le altre strutture dall’inizio dell’emergenza sanitaria, sarà dedicata ai soli casi di emergenza e urgenza. La riapertura, dopo una settimana dall’individuazione dei casi di positività al Covid-19 tra operatori sanitari e degenti, per la sua importanza rappresenta una vera e propria conquista per il territorio.

«È stato fatto un lavoro importantissimo – fa sapere la direzione generale – che ha visto impegnati, senza interruzione, un gran numero di operatori. Grazie alla stretta collaborazione tra il direttore della Cardiochirurgia, Michele Portoghese, la Direzione di Presidio, la Direzione delle Professioni infermieristiche e la Direzione Aziendale riparte, oltre al reparto, anche l’Emodinamica, fondamentale per la prevenzione e cura delle malattie coronariche.

Ed è stato ricostituito, inoltre, un “contingente” di personale sanitario in grado di dare una risposta assistenziale in reparto, quindi in Utic e in Emodinamica» . Si tratta di una vera e propria riscossa per l’ospedale di via De Nicola. La ripartenza del reparto, infatti, dimostra come l’ospedale sassarese, nonostante la situazione di difficoltà, non si sia mai fermato e come l’orgoglio degli operatori sanitari di riavviare l’attività abbia prevalso sulle iniziali preoccupazione e sconforto.

Virus, contagi in Sardegna: netto calo, solo 9 più di ieri

CAGLIARI – Calo importante dei contagi in Sardegna. Si registrano 339 contagiati da “Coronavirus”. Appena 9 in più rispetto a ieri quando c’era stata la crescita dovuta anche ai problemi nei presidi sanitari che, grazie all’impegno di tutti, Regione, Ats e soprattutto operatori sanitari, pare siano stati arginati. Dei contagiati 67 sono ricoverati con sintomi, 16 in terapia intensiva e 244 sono in isolamento domiciliare. Nel computo totale si conteggiano anche cinque guariti e il tragico dato di 7 vittime. 

In Italia si registrano 3957 contagiati in più rispetto a ieri (anche questi in calo). In tutto sono risultate positive 59.138 persone. Le vittime nelle ultime 24 ore sono 651 (5476 dall’inizio dell’epidemia). Numeri di incremento minori rispetto a quelli idi ieri. 

Virus, controlli Polizia e sanzioni

ALGHERO – Controlli serrati da parte delle della Polizia Locale in città per il rispetto delle prescrizioni per il contenimento del COVID-19. Gli uomini del Comandante Carmelo Pais stanno presidiando la città con posti di blocco e con controlli sulle attività commerciali e sulle persone che non rispettano le prescrizioni con particolare riferimento all’ordinanza comunale emessa ieri dal Sindaco Mario Conoci.

Gli agenti stanno intensificando l’attività sopratutto nei confronti dei camperisti ( la foto si riferisce ad una verifica svolta stamattina al titolare di un camper che stazionava nel quartiere della Pietraia) con controlli e sanzioni per i trasgressori delle norme a cui è stata applicata la sanzione penale di cui all’art. 650 c.p. Intensificate le attività con particolare riferimento agli spostamenti temporanei ed individuali, che devono essere motivati da comprovare esigenze lavorative o situazioni di necessità, oppure per motivi di salute.

Sassari, Clinica Ortopedica per il Covid 19

SASSARI – La Clinica Ortopedica dell’Aou di Sassari, al fine di garantire una migliore organizzazione dell’emergenza Covid-19, ha rimandato al proprio domicilio i pazienti dimissibili. Alcuni sono stati trasferiti nel reparto di Lungodegenza al Santissima Annunziata, in attesa di un loro inserimento in Rsa. La struttura, inoltre, ha messo a disposizione personale infermieristico che potrà essere impiegato nei reparti in prima linea per il Covid-19. I chirurghi ortopedici, invece, saranno disponibili per compartecipare alle attività del reparto di Traumatologia del Santissima Annunziata.

Virus, 293 casi in Sardegna. Allarme Sassari (+82)

CAGLIARI– Sono 293 i casi di positività al virus Covid-19 accertati in Sardegna dall’inizio dell’emergenza. È quanto rilevato dall’Unità di crisi regionale nell’ultimo aggiornamento. In totale nell’Isola sono stati eseguiti 1.912 test. I pazienti ricoverati in ospedale sono in tutto 71, di cui 15 in terapia intensiva, mentre 217 sono le persone in isolamento domiciliare. Il dato progressivo dei casi positivi comprende il primo paziente guarito e altri due clinicamente guariti. Due i decessi nell’Isola dall’inizio dell’emergenza.
Sul territorio, dei 293 casi positivi complessivamente accertati, 43 sono stati registrati nella Città Metropolitana di Cagliari (+2 rispetto all’ultimo aggiornamento), 8 (+1) nel Sud Sardegna, 4 (+1) a Oristano, 22 (+1) a Nuoro e 216 (+82) a Sassari.

Da evidenziare che i casi della Provincia di Sassari risalgono in buona parte si contagi nei presidi ospedalieri. Fatuo molto grave che se arginato vedrebbe la Sardegna in condizioni meno allarmanti.