Industria di marijuana: arresti

SASSARI – A Thiesi, i Carabinieri della Compagnia di Bonorva, su ordine del G.I.P. del Tribunale di Sassari, hanno tratto in arresto il 36enne P. S. e il 23enne G. M. C. in quanto ritenuti responsabili, in concorso, del reato di produzione e traffico di sostanze stupefacenti. Gli arresti sono stati eseguiti nell’ambito della medesima indagine che il 24 ottobre scorso ha portato gli stessi militari dell’Arma ad eseguire un blitz nelle campagne di Siligo, blitz che ha consentito di “chiudere” un vero e proprio stabilimento industriale, realizzato all’interno di una azienda agricola, attrezzato per la produzione, la lavorazione, il confezionamento e lo stoccaggio di un quantitativo molto rilevante di marijuana.

Nell’ambito dell’operazione erano state tratte in arresto in flagranza di reato quattro persone, mentre altre tre erano riuscite a sfuggire alla cattura facendo perdere le proprie tracce nella fitta vegetazione del Monte Santu. Le successive indagini condotte dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Bonorva, i cui esiti sono stati pienamente condivisi dall’Autorità Giudiziaria di Sassari, hanno dimostrato che S. e C. sono due delle tre persone sfuggite all’operazione del 24 ottobre e, pertanto, è stata ordinata la loro cattura. A seguito dell’arresto i predetti sono stati condotti presso il carcere di Bancali a disposizione della magistratura. Proseguono intanto le indagini per chiudere il cerchio e assicurare alla giustizia l’ultimo soggetto ancora ricercato.

Nella foto i carabinieri che caricano la piantagione d’erba su un camion

S.I.

Chiesto rinvio a giudizio per Bruno

ALGHERO – Come ampiamente già scritto e previsto, nella serata di ieri è arrivata la decisione a chiusura delle indagini da parte del Pubblico Ministero, Marco Cocco, riguardo ad una parte della famosa inchiesta sull’utilizzo dei “Fondi ai Gruppi” del Consiglio Regionale. Una trentina le richieste di rinvio a giudizio. Tutte riguardanti esponenti di Centrosinistra che hanno governato nella Legislatura in cui era presidente Renato Soru.

Tra gli altri, anche l’attuale sindaco di Alghero, Mario Bruno che dovrebbe rispondere, come i suoi colleghi dell’accusa di “peculato continuato”. In particolare giustificare la spesa sull’utilizzo di una somma che supera i 100mila euro di soldi pubblici. L’inchiesta era stata già chiusa nel 2015, ma gli accusati avevano prodotto delle memorie difensive, tra cui lo stesso Bruno, che sono state oggetto di ulteriori verifiche da parte dei Carabinieri e Finanza indicati come Polizia Giudiziaria dal Tribunale. Dopo questi ulteriori esami, Cocco ha deciso comunque di chiedere che si faccia il processo. A breve verrà fissata la data dell’udienza preliminare e poi, se verrà confermato quanto chiesto dal Pm, partirà il nuovo iter processuale che, salvo impedimenti, dovrebbe portare in pochi mesi alle sentenze di primo grado.

Nella foto un udienza dei Fondi ai Gruppi

S.I.

Maltempo, 2 spazzaneve nel Nuorese

CAGLIARI – La Regione, nostante il prolungamento della campagna antincendi, ha attivato il Sistema regionale per le emergenze invernali con il massimo coordinamento di tutte le sue strutture: Forestas, Corpo forestale e volontariato. La settimana scorsa due nuovi mezzi Magirus con lama spazzaneve sono stati assegnati a Forestas e dislocati a Fonni per essere schierati da domani sul territorio. La scelta di due nuovi veicoli è stata prevista nei mesi scorsi all’interno della pianificazione regionale per rafforzare il presidio in caso di eventi estremi. In tema di protezione civile, un punto fondamenta è verificare che la popolazione sia sempre informata dei comportamenti di autoprotezione in caso di necessità, secondo le caratteristiche specifiche dei singoli territori.

Già da settembre la Protezione civile ha emesso un’ordinanza per ricordare l’urgenza di completamento della pianificazione comunale e monitorare le azioni svolte nei territori. Inoltre la Direzione di Protezione civile, oltre a diversi incontri di formazione con gli enti locali, ha inviato cinque note per ricordare gli adempimenti normativi e fornire il massimo supporto alla redazione dei piani a chi ne avesse fatto richiesta. A rafforzamento del Sistema di protezione civile la Regione ha attivato anche il tavolo di coordinamento con l’Anci appunto per una collaborazione più stretta con le Amministrazioni comunali sarde all’insegna della prevenzione e della sicurezza delle popolazioni.

Nella foto uno spazzaneve

S.I.

Incendio: indagati e richiesta danni

ALGHERO – A menta fredda, si può dire: è un miracolo che nessuno sia rimasto ferito, se non peggio. A distanza di tre mesi dall’incendio che ha devastato il complesso residenziale di via Vittorio Emanuele, oltre tale considerazione, è tempo di definire cause e responsabilità. La prima oramai è stata accertata: l’incendio, come era parso dalle prime indagini, è partito dall’impianto di condizionamento. Era stata proprio una dipendente a notare uno strano odore di bruciato che proveniva dai piani interrati e in corrispondenza di un apparecchio utilizzato per il raffreddamento e circolazione dell’aria.

Il secondo punto, ovvero di risalire alle presunte responsabilità, vede la notizia di 8 indagati. La Procura della Repubblica ha emesso gli atti con destinatari S. Battistelli, rappresentate legale della Rica Gest, S. Pischedda, responsabile dei punti vendita, S. Gaudisio, sempre della Rica Gest, A. Distinto e I. Nieddu, vice-responsabili del punto vendita Risparmio Casa, Alberto Iole, progettista dell’impianto di condizionamento del locale, D. Foderaro, legale rappresentante della ditta installatrice dei condizionatori, P. Demontis, rappresentante della ditta incaricata delle manutenzioni. Ipotesi di reato è incendio colposo.

Intanto la richiesta di risarcimento danni si aggira tra gli 8 e 10milioni di euro. A chiedere la ricompensa tutti coloro che sono in possesso di millesimi dell’edificio, compresi i costruttori e proprietari della maggioranza della struttura ovvero la Sofingi. Nel frattempo, a breve, realizzate anche ulteriori perizie di parte, connesse alle compagnie assicurative, si procederà alla riqualificazione dell’immobile che, nonostante il rogo infernale, non ha mostrato alcun segno di cedimento reale e pericoloso per la popolazione. E questo grazie all’ottemperanza dei dettami di legge da parte dei progettisti e costruttori.

Nella foto la mattina dell’incendio

S.I.

Obra, es mort Vito Loi

ALGHERO – “És mort Vito Loi, històric president de l’Obra Cultural de l’Alguer. Bo i honest, amat i estimat de tots, ha acabat de sofrir. Sem segurs que continuarà a mos seguir de l’alt del cel i que, en un modo o en l’altro, mos farà entendre la sua presència. Reposa en Pau Vito”, aixi l’Obra Cultural adamunt lo social Facebook.

Nella foto Vito Loi

Minaccia con machete: arrestato

OLBIA – Nel tardo pomeriggio di ieri, i Carabinieri della Sezione Radiomobile del Reparto Territoriale di Olbia hanno arrestato F. Spiggia, 53enne olbiese con precedenti di polizia, per porto di strumenti atti ad offendere, violenza, resistenza e minaccia aggravata a Pubblico Ufficiale. La prima richiesta pervenuta al 112 riferiva di un uomo che camminava nervosamente sul cornicione esterno di un fabbricato, posto a circa 2 metri di altezza. I Carabinieri, raggiunto il luogo, venivano indirizzati in un condominio vicino dove la persona notata poco prima, con un machete di 50 cm, in forte stato di agitazione, si trovava sul pianerottolo condominiale e, brandeggiando l’arma, minacciava di colpire chiunque si fosse avvicinato.

Alla vista dei Carabinieri, dopo averli minacciati di morte, nonostante l’intimazione di gettare il lungo coltello tagliente, ha tentato di allontanarsi, ma trovando l’unica via di fuga sbarrata dai militari, ha dapprima raggiunto l’ultimo piano del fabbricato per poi uscire sul tetto. I Carabinieri, con grande sangue freddo, lo hanno seguito rimanendo il più vicino possibile e, proprio sul tetto, dopo una breve colluttazione, sono riusciti a disarmarlo e immobilizzarlo. L’arrestato, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stato tradotto presso il carcere di Sassari – Bancali in attesa dell’interrogatorio di garanzia.

Nella foto un carabinieri col machete usato dal 53enne

S.I.

Furti in auto: arresto ad Alghero

ALGHERO – Arrestato un topo d’auto ad Alghero. Durante la notte il ladro aveva aperto diverse auto portando via quanto trovato al loro interno. Oggetti di diverso tipo che sono stati ritrovati a casa dell’algherese fermato poi dalla Polizia che è riuscita a risalire al responsabile. Con l’accusa di furto aggravato, l’uomo è stato fermato e messa a disposizione dell’autorità giudiziaria. Chi, nella notte, ha subito un furto dalle propria auto può recarsi nel Commissariato di via Kennedy per verificare se le proprie cose siano state ritrovate dagli agenti.

Nella foto il Commissariato di Polizia

S.I.

Peculato, a giudizio 3 forzisti

CAGLIARI – Procede a gran ritmo, passata la pausa estiva, l’inchiesta sui “fondi ai gruppi”. Oramai agli sgoccioli quella riguardante la legislatura che va dal 2004 al 2009 in cui vinse le elezioni Renato Soru con Progetto Sardegna. Partito che, proprio in quegli anni, tra le sue fila in Aula nel ruolo di tesoriere aveva proprio l’attuale sindaco di Alghero Mario Bruno. Proprio il movimento di Soru sarà il prossimo, entro ottobre, a vedere la decisioni del giudice (rinvio a giudizio o meno), Primo Cittadino algherese compreso.

Intanto si è chiusa con due prescrizioni (Nicola Rassu e Sergio Milia) e tre nuovi rinvii a giudizio il setaccio su Forza Italia. Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Cagliari, Gabriella Muscas, ha mandato a processo l’ex assessore e attuale consigliere di Fi Mariano Contu (tesoriere che dovrà rispondere di 1,6 milioni di euro), l’ex presidente del Consiglio nella XIV legislatura, Claudia Lombardo, e Fedele Sanciu (ex consigliere ed ex senatore), tutti esponenti azzurri finiti nell’inchiesta per il presunto uso illecito dei fondi destinati ai gruppi del Consiglio regionale nella XIII legislatura.

Adesso, come detto, spetterà a Progetto Sardegna e poi per chiudere Ds. Visti i tempi, i reati più vecchi stanno andando in prescrizione. Per raggiungere questo termine devono trascorrere dai 10 ai 12 anni. Inoltre, a prescindere del reato, come nel caso di “peculato aggravato”, è possibile che il Giudice sospenda la scadenza legata alla prescrizione.

Nella foto il Tribunale di Cagliari

S.I.

Droga e pistola: algherese arrestato

ALGHERO – Prosegue l’attività antidroga della Compagnia Carabinieri di Alghero, stavolta pianificata in concomitanza con l’inizio dell’anno scolastico nell’ambito della campagna di incremento dei servizi di prevenzione e repressione degli illeciti connessi al fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti nella Riviera del Corallo. Nel corso di uno dei numerosi controlli effettuati due giorni fa, è stato arrestato F.D., 22enne algherese, perché all’esito di una perquisizione è stato trovato in possesso di 85 grammi di marijuana verosimilmente destinati allo spaccio e di 22 cartucce per pistola calibro 22 che il giovane deteneva illegalmente. L’Autorità Giudiziaria ha concordato pienamente con l’operato dei carabinieri e nella mattinata di ieri ha convalidato l’arresto.

Nella foto un posto di blocco dei carabinieri

S.I.

Fondi gruppi: giudizi in vista

ALGHERO – L’estate è agli sgoccioli e la Magistratura riprende a pieno ritmo il suo lavoro. Ed è notizia di queste ore della definizione di una sorta di calendario rispetto all’iter processuale che avrà nei prossimi mesi l’inchiesta dell’uso illegale dei fondi ai gruppi. Francesca Barraccu, già sottosegretario de Governo del Pd, sarà la prossima ad andare a sentenza definitiva. La data è fissata per il 28 novembre. Nella medesima giornata dovrebbe essere messo il verdetto.

Poi si passerà agli esponenti di centrodestra (tra cui gli ex-An Ignazio Artizzu, Matteo Sanna e altri). Tra il 25 settembre e 10 ottobre ci saranno le udienze preliminari. Mentre a breve, entro il mese in corso o al massimo ai primi del successivo, ci sarà la richiesta d rinvio a giudizio per un’altra trentina di consiglieri o ex del centrosinistra. Tra questi, come noto, anche il sindaco di Alghero Mario Bruno (quando ricopriva il ruolo di tesoriere di Progetto Sardegna), oltre che altri rappresentanti di altri gruppi che allora governavano la Regione. Ma non è finita, è vicina alla conclusione l’inchiesta sulla legislatura guidata da Cappellacci.

Inoltre le parole del Giudice Grandesso che ha in mano l’inchiesta sono molto chiare e cristalline “ogni spesa di denaro pubblico deve essere giustificata o scatto il reato di peculato” e ha continuato “gli onorevoli si sono sottratti a quest’obbligo” e ancora “la buona fede non conta, il dolo non può essere escluso in caso di pubblici ufficiali” ovvero consiglieri regionali. Tradotto vuole dire, come del resto è accaduto già fino ad oggi, le condanne, per chi è rinviato a giudizio, sono praticamente certe, salvo serie giustificazioni. Il terremoto della classe politica regionale è solo agli inizi.

Nella foto una delle udienze col Pm Cocco

S.I.