Pd, Civici e Cacciotto: volano gli stracci. “La cattiva politica si nutre di poltrone”

ALGHERO – “La buona politica sceglie le persone per le loro competenze, le mette al servizio dei cittadini e concede loro il tempo necessario per trasformare idee e progetti in risultati. La cattiva politica, invece, distribuisce incarichi, regola i conti interni e sacrifica le capacità professionali sull’altare degli equilibri di partito.

La presenza di Raffaella Sanna nella Giunta di Alghero, Assessora con delega alla Cultura, Innovazione e conoscenza, rappresenta un esempio significativo di civismo autentico: una professionista con una solida esperienza nel mondo della ricerca e dell’innovazione, tecnologa e project manager al CRS4, capace di mettere competenze maturate nella società civile al servizio delle istituzioni. In un tempo in cui la parola “civismo” viene spesso abusata e piegata a convenienze elettorali, questa scelta ha un significato preciso: portare nell’amministrazione persone per ciò che sanno fare, non soltanto per gli equilibri che rappresentano.

In circa due anni, Sanna ha lavorato su iniziative che spaziano dall’innovazione digitale alla cultura, dai giovani alla partecipazione civica. Progetti che meritano di essere giudicati nei risultati, certamente, ma che testimoniano un impegno amministrativo da valutare nel merito, non da cancellare con una semplice decisione politica.

Un assessore non è una pedina da spostare sulla scacchiera dei partiti. È una persona alla quale vengono affidate responsabilità, obiettivi e risorse, e che deve essere giudicata per il lavoro svolto. Due anni possono bastare per avviare un percorso, ma non sempre per completarlo. Interromperlo senza una motivazione legata ai risultati rischia di disperdere competenze, continuità e opportunità per la comunità.

Ecco la differenza tra buona e cattiva politica: la prima mette al centro l’interesse dei cittadini; la seconda mette al centro la distribuzione del potere. La prima valorizza il merito; la seconda pretende fedeltà. La prima costruisce nel tempo; la seconda cambia le persone per conservare gli equilibri.

Anche le esperienze amministrative presentate come civiche, come quella di Quartu Sant’Elena, dovrebbero essere giudicate con lo stesso metro: non per le etichette utilizzate, ma per la capacità di sottrarre davvero le istituzioni alle logiche di appartenenza e di privilegiare competenze e risultati.

Ora, sul caso Sanna, la domanda è inevitabile: la sua eventuale sostituzione risponde a una valutazione concreta del suo operato o alla necessità di ridistribuire le caselle del potere? Se esistono ragioni amministrative, vengano spiegate pubblicamente. Se invece prevalgono gli equilibri interni, siamo di fronte a una politica che rischia di smentire proprio i principi di merito e partecipazione che dovrebbe rappresentare.

Il civismo non consiste nel presentare una persona come indipendente quando serve e poi trattarla come sacrificabile quando cambiano gli accordi. E il sindaco non dovrebbe essere il notaio delle segreterie, ma il garante dell’interesse della città.

Perché le istituzioni non sono proprietà dei partiti, gli assessorati non sono premi di appartenenza e le competenze non sono merce di scambio.

La buona politica sa riconoscere il valore delle persone e dare continuità al lavoro utile. La cattiva politica, invece, può anche vincere la battaglia per una poltrona, ma rischia di perdere qualcosa di molto più importante: la fiducia dei cittadini”

Il Direttivo

Sardegna 2050